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martedì 12 Maggio 2026
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Amatrice a grave rischio di spopolamento del territorio interessato dal sisma 2016

La Lista Ricostruiamo Insieme intende portare all’attenzione una situazione ormai insostenibile che sta interessando il Comune di Amatrice, dove a quasi dieci anni dal sisma la popolazione continua a subire decisioni amministrative che rischiano di compromettere definitivamente la sopravvivenza sociale, economica e demografica del territorio.
A fronte di una ricostruzione ancora fortemente incompleta, con una percentuale di edifici ricostruiti ben lontana dal consentire il ritorno alla normalità (circa il 30%), il Comune sta procedendo con sfratti dalle S.A.E. nei confronti di numerose famiglie, comprese famiglie con bambini, alle quali è stato intimato di liberare le abitazioni entro il 31 maggio, con eventuale proroga a giugno esclusivamente per consentire ai minori di terminare l’anno scolastico. Tale scelta appare profondamente illogica, ingiusta e scollegata dalla realtà che vive quotidianamente la comunità amatriciana.

Le S.A.E. rappresentano oggi una risorsa fondamentale per garantire il diritto all’abitare acittadini che non hanno alternative sostenibili, soprattutto considerando i costi elevatissimi delle poche abitazioni presenti sul territorio.
È necessario sottolineare inoltre che la Regione Lazio aveva previsto specifiche linee guida che consentivano ai Comuni di procedere alla riassegnazione delle S.A.E., dietro corresponsione di un canone, a favore di cittadini e nuclei familiari con necessità abitative. Il Comune di Amatrice non ha però recepito tali linee guida e non è stato in grado di dotarsi di un regolamento attuativo, nonostante il gruppo di minoranza avesse predisposto una proposta concreta e immediatamente utilizzabile.
Proposta che, come dichiarato dallo stesso Sindaco, non presentava elementi sostanziali da contestare, ma che nonostante ciò è stata bocciata in Consiglio Comunale.
Di fatto si è preferito lasciare inutilizzate e progressivamente degradare strutture pubbliche ancora perfettamente impiegabili, invece di utilizzarle per contrastare lo spopolamento e sostenere la permanenza delle famiglie sul territorio.
La sensazione diffusa tra i cittadini è che questa amministrazione stia perseguendo una linea politica che, anziché favorire il ritorno e la permanenza della popolazione, finisca per accelerare l’abbandono del territorio.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti:
• famiglie costrette a lasciare Amatrice;
• giovani coppie impossibilitate a costruire il proprio futuro in questo territorio;
• progressiva chiusura delle attività commerciali rimaste;
• drastico calo della popolazione residente;
• scuole a rischio chiusura, dalle elementari agli istituti superiori, per insufficienza di iscritti.

Quanto sta accadendo appare ancora più grave alla luce delle recenti dichiarazioni
istituzionali sul cosiddetto “diritto a restare” nelle aree interne e dell’Appennino Centrale. Proprio questi giorni è stata presentata una strategia che richiama l’urgenza di investire nei territori colpiti dallo spopolamento, sostenendo chi sceglie di vivere e lavorare nei Comuni dell’entroterra.

Tutto questo in un territorio che avrebbe invece bisogno di politiche straordinarie di sostegno alla residenzialità e al ripopolamento. Nonché misure straordinarie incentivando le attività, tipo la detassazione per le attività economiche per un certo periodo, invece non è stata rinnovata neanche la ZFU.
Eppure, mentre a livello europeo e nazionale si parla di difendere il diritto dei cittadini a restare nella propria terra, nel Comune di Amatrice si sta andando esattamente nella direzione opposta.
Per queste ragioni chiediamo un intervento urgente e concreto da parte del Commissario Straordinario e della Regione Lazio affinché:
• venga affrontato seriamente il problema abitativo nel Comune di Amatrice;
• venga verificata la mancata applicazione delle linee guida regionali sulle SAE;
• si impedisca l’allontanamento di ulteriori famiglie dal territorio;
• si adottino strumenti straordinari per favorire la permanenza e il ritorno dei cittadini.

Amatrice non può sopravvivere senza gli amatriciani. Dopo il terremoto, il rischio più grande oggi è quello dell’abbandono istituzionale e dello svuotamento umano del territorio. Riteniamo improrogabile che le Istituzioni si assumano la responsabilità di passare dalle parole ai fatti

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