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martedì 31 Marzo 2026
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Coldiretti Lazio scrive alle industrie di trasformazione del latte per chiedere il rispetto del prezzo fissato nell’accordo raggiunto al Masaf

Coldiretti Lazio scrive alle industrie di trasformazione del latte per chiedere il rispetto del prezzo fissato nell’accordo raggiunto al Masaf, che ha individuato in 47 centesimi al litro il riferimento valido per i prossimi tre mesi, esclusa Iva e qualità, e per ribadire la necessità di riconoscere anche il differenziale territoriale del Lazio. Per Coldiretti Lazio, infatti, il prezzo del latte riconosciuto agli allevatori regionali non può fermarsi al valore fissato per il Nord Italia, ma deve tenere conto delle specificità produttive, logistiche e commerciali del territorio. Per questo, il prezzo corrisposto nel Lazio, dovrebbe attestarsi ad almeno 49 centesimi al litro, salvaguardando così quel differenziale che storicamente caratterizza il sistema regionale.

“Abbiamo scritto alle industrie di trasformazione – afferma il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – per chiedere che venga rispettato il riferimento definito nell’accordo nazionale e che, nel caso del Lazio, sia riconosciuto anche il differenziale territoriale. Nella nostra regione, infatti, il prezzo del latte deve essere di almeno 49 centesimi al litro, perché solo così si tiene conto delle specificità del territorio e dei costi che gravano sulle nostre aziende”.

A pesare è un quadro economico reso sempre più complesso dall’aumento dei costi aziendali. Negli ultimi quattro anni l’energia è aumentata del 66% e i fertilizzanti del 46%, mentre resta alta la preoccupazione per i rincari del gasolio agricolo. A questo si aggiungono le tensioni internazionali, che continuano a incidere sulla disponibilità e sul costo delle materie prime. L’eventuale interruzione delle forniture e delle rotte commerciali ha effetti immediati anche sul mercato dei concimi, considerando che da quelle aree arriva oltre il 25% della disponibilità globale e più del 33% dei fertilizzanti utilizzati nel mondo.

“Il punto – prosegue Granieri – non è soltanto evitare prezzi che non coprano i costi reali di produzione sostenuti dagli allevatori, ma anche impedire che venga cancellato il valore specifico della produzione laziale. Il nostro territorio ha caratteristiche precise, a partire dalla presenza di un mercato strategico, come quello di Roma per il latte fresco e questo deve tradursi in un giusto riconoscimento economico lungo la filiera”. Coldiretti Lazio ribadisce quindi la necessità che l’accordo raggiunto al Masaf rappresenti una base di equilibrio anche per il territorio regionale, senza penalizzare gli allevatori del Lazio e senza comprimere il valore del latte prodotto nelle nostre stalle.

“Difendere il latte del Lazio – conclude Granieri – significa difendere reddito, lavoro, qualità e presidio del territorio. Per questo chiediamo il rispetto dell’accordo raggiunto e il riconoscimento di un prezzo che, per il Lazio, non può essere inferiore a 49 centesimi al litro”.

 

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