Mompeo ospita un grande evento musicale nell’ambito della rassegna “A Porte Aperte” diretta da Renato Giordano con il concerto “Mediterranima – Il canto del Sabir”, progetto di Stefano Saletti presentato insieme alla Banda Ikona . “Mediterranima” è un viaggio sonoro e culturale attraverso le sponde del Mediterraneo, un concerto che celebra le sue voci, i suoi strumenti, le sue storie e la sua anima comune. Il progetto nasce con l’omonimo disco pubblicato nel 2025 ed è costruito attorno a brani originali cantati in Sabir. IL SABIR è l’antica lingua franca dei porti mediterranei, parlata per secoli da marinai, pescatori, commercianti e viaggiatori da Genova a Tangeri, da Marsiglia a Istanbul, da Valencia a Palermo. Sul palco una speciale formazione acustica in trio della Banda Ikona con Stefano Saletti voce, bouzouki, oud, saz e chitarra battente, Gabriella Aiello voce, Mario Rivera basso acustico e contrabbasso.
Polistrumentista, compositore e fondatore dei Novalia e della Banda Ikona, Stefano Saletti guida il pubblico in un percorso musicale che intreccia culture, tradizioni e linguaggi del Mediterraneo. Le sonorità di strumenti a corde come bouzouki, oud e chitarre dialogano con la voce intensa e profonda di Gabriella Aiello, cantante e ricercatrice tra le più apprezzate della scena world e popolare italiana, e con la solida tessitura ritmica di Mario Rivera, bassista e contrabbassista attivo da anni sulla scena nazionale e internazionale fondatore degli Agricantus. Il repertorio unisce composizioni originali a richiami della tradizione popolare del Sud Italia, melodie balcaniche, greche, arabe e sefardite, dando vita a un concerto di grande forza evocativa. Dal vivo, i brani di Mediterranima si arricchiscono di nuove sfumature e diventano un racconto musicale che attraversa miti, leggende, ballate popolari e storie contemporanee. Mediterranima è un vero e proprio canto corale per il Mediterraneo, una colonna sonora del nostro tempo che parla di bellezza, contaminazione e memoria, ma anche delle contraddizioni e delle ferite del presente. Un lavoro che propone l’arte come spazio di dialogo possibile, perché “solo l’arte ci può salvare dall’odio”. Auditorium San Carlo, 28 febbraio 2026 ore 17. Ingresso libero fino a esaurimento posti












