È stato scoperto nei mesi scorsi un antico acquedotto sotterraneo di epoca preromana sotto le colline di Monteleone Sabino, in provincia di Rieti. L’opera è interamente scavata nella roccia viva con una sezione ogivale e gallerie di servizio trasversali. Il tratto esplorato misura circa 100 metri, sebbene l’estensione totale risulti maggiore. Progettato e realizzato dalla comunità sabina di Trebula Mutuesca, l’acquedotto testimonia le avanzate competenze idrauliche e di organizzazione territoriale della Sabina preromana. Le indagini sono state condotte dal Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio con il Comune di Monteleone Sabino e la Soprintendenza Archeologica competente per Roma e Rieti. La tecnica estrattiva evidenzia una notevole perizia ingegneristica antica, basata sulla preventiva realizzazione di cunicoli trasversali a intervalli regolari, seguita dallo scavo parallelo lungo l’andamento della dorsale collinare, dove si apre l’ingresso della struttura. La scoperta offre nuovi elementi per ricostruire l’organizzazione insediativa della Sabina prima della romanizzazione e documenta forme precoci di gestione delle risorse idriche e di pianificazione del paesaggio agricolo, nel quadro territoriale riconducibile alla piccola città (pagus) dei Mutuesci. La ricerca, che integra archeologia e speleologia, prosegue con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle antiche forme di organizzazione del territorio sabino.
Giuseppe Manzo


