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venerdì 5 Giugno 2026
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Sanità privata, 41.3 miliardi spesi dai cittadini e 12 miliardi di ricavi. AISI: “I numeri non ingannino”

La sanità privata italiana continua a crescere a vista d’occhio, ma la fotografia economica del settore è più complessa di quanto spesso venga rappresentato nel dibattito pubblico. I numeri confermano l’aumento del ricorso dei cittadini a visite specialistiche, diagnostica, riabilitazione, ma mostrano anche una realtà chiamata a sostenere costi crescenti, investimenti tecnologici, fabbisogno di personale qualificato e nuove responsabilità organizzative. Secondo l’8° Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, nel 2024 la spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini ha raggiunto 41,3 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria totale. Parallelamente, l’Area Studi Mediobanca, nell’ultimo report sui maggiori operatori sanitari privati in Italia, evidenzia che i 34 principali operatori del comparto, con fatturato individuale superiore a 100 milioni di euro, hanno registrato nel 2023 12 miliardi di euro di ricavi, in crescita del 5,7% sul 2022 e del 15,5% rispetto al 2019.

CRESCONO I SERVIZI PRIVATI, NON SOLO I FATTURATI
L’aumento della spesa privata e dei ricavi dei principali operatori conferma una tendenza ormai strutturale: sempre più cittadini si rivolgono al privato per prestazioni specialistiche, diagnostiche, riabilitative e assistenziali. Non si tratta solo di un dato economico, ma di un cambiamento profondo nei comportamenti sanitari delle famiglie e nell’organizzazione dell’offerta. “I dati confermano una trasformazione già evidente a chi opera quotidianamente nel settore – dichiara la Presidente AISI Karin Saccomanno – cresce il numero di cittadini che si rivolgono alle strutture private per visite specialistiche, esami diagnostici, percorsi riabilitativi e servizi sanitari territoriali. Questo aumento delle richieste impone investimenti costanti in tecnologie, organizzazione, qualità delle prestazioni e capacità di risposta.”

IL FALSO MITO DEI PROFITTI FACILI
L’analisi di Mediobanca consente però di leggere anche l’altra faccia della crescita. Il giro d’affari è in aumento, ma la redditività non corre allo stesso ritmo. Nel comunicato di presentazione del report, l’Area Studi Mediobanca sottolinea infatti che il giro d’affari è in rialzo, mentre la redditività, pur in miglioramento, resta ancora sotto i livelli del 2019. “Esiste ancora la convinzione che la crescita della sanità privata equivalga automaticamente ad alti livelli di profitto», osserva il Direttore Generale AISI Giovanni Onesti. «La realtà è molto diversa. I ricavi crescono, ma crescono contemporaneamente anche il costo del personale, gli investimenti tecnologici, la digitalizzazione, gli adeguamenti normativi, la sicurezza e la formazione. Guardare solo al fatturato significa non vedere la complessità economica e gestionale che sostiene ogni prestazione sanitaria.”

COSTI, PERSONALE E TECNOLOGIE: LE OMBRE DELLA CRESCITA
La crescita del comparto privato (accreditato e puro) richiede capitali, competenze e programmazione. L’articolazione del settore, che comprende ospedalità privata, diagnostica, riabilitazione, assistenza agli anziani, poliambulatori e servizi territoriali, rende sempre più rilevante la capacità delle strutture di investire senza perdere equilibrio economico. Secondo Mediobanca, la ricerca sui maggiori operatori sanitari privati analizza i gruppi con fatturato superiore a 100 milioni di euro e approfondisce le dinamiche più recenti e prospettiche della sanità italiana, con focus anche su assistenza agli anziani e diagnostica. Proprio questi ambiti mostrano quanto la crescita del settore sia legata a tecnologie, personale, modelli organizzativi e investimenti continui.

DIGITALIZZAZIONE E TELEMEDICINA: GLI INVESTIMENTI CHE CAMBIANO IL SETTORE
La crescita della sanità privata non si misura soltanto attraverso ricavi e volumi di attività. Una parte sempre più significativa delle risorse viene oggi destinata alla trasformazione digitale delle strutture, allo sviluppo della telemedicina, all’integrazione dei dati clinici e all’adozione di strumenti innovativi a supporto dei percorsi assistenziali. Non a caso, questi temi sono stati al centro della 4ª Assemblea Nazionale AISI, che ha riunito a Roma oltre 100 professionisti, manager sanitari e rappresentanti istituzionali per discutere il futuro dell’assistenza sanitaria tra innovazione tecnologica, Fascicolo Sanitario Elettronico, intelligenza artificiale e integrazione tra ospedale e territorio. “La trasformazione digitale non rappresenta più una scelta facoltativa per le strutture sanitarie – evidenzia il Direttore Generale AISI Giovanni Onesti – telemedicina, interoperabilità dei dati, intelligenza artificiale e nuovi modelli organizzativi richiedono investimenti importanti e competenze sempre più specializzate. Sono strumenti indispensabili per migliorare l’accessibilità delle cure, l’efficienza dei servizi e la continuità assistenziale, ma comportano anche un significativo impegno economico e gestionale per gli operatori del settore.” Per AISI, la crescita della sanità privata passa inevitabilmente attraverso la capacità di innovare e di accompagnare la transizione digitale del sistema sanitario, investendo in tecnologie, formazione e nuovi modelli assistenziali capaci di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e caratterizzata da una crescente domanda di servizi sanitari.

INNOVAZIONE E COMPETENZE: LA VERA SFIDA DA VINCERE E SUBITO
Telemedicina, intelligenza artificiale applicata ai percorsi di cura, digitalizzazione dei processi, nuove tecnologie diagnostiche e formazione continua stanno cambiando il modo in cui vengono erogati i servizi sanitari privati. “Per essere competitivi oggi non basta erogare prestazioni –  sottolinea il Segretario Generale AISI Fabio Vivaldi – occorre investire continuamente nelle persone, nelle competenze professionali, nella formazione, nell’innovazione tecnologica e nella qualità organizzativa. Il personale qualificato è uno dei fattori decisivi della sanità privata dei prossimi anni, insieme alla capacità di usare le tecnologie per migliorare appropriatezza, sicurezza e continuità dei percorsi.”

LE LUCI DEL SETTORE
Le luci sono rappresentate dalla crescita dei servizi, dalla capacità di intercettare richieste sempre più numerose, dagli investimenti in innovazione, dalla modernizzazione delle strutture e dallo sviluppo di nuovi modelli organizzativi. I dati Mediobanca confermano un comparto in espansione, con ricavi cresciuti rispetto al periodo pre-pandemico, mentre i dati GIMBE mostrano il peso ormai rilevante della spesa sanitaria sostenuta direttamente dai cittadini. Per AISI, questi numeri dimostrano che la sanità privata non può essere letta come un fenomeno marginale o accessorio, ma come una componente sempre più rilevante dell’offerta sanitaria italiana.

LE OMBRE DA AFFRONTARE
Le ombre riguardano invece la sostenibilità della crescita: aumento dei costi operativi, difficoltà nel reperire personale qualificato, investimenti richiesti dalla trasformazione digitale, pressione normativa, aggiornamento tecnologico continuo e redditività non sempre proporzionale all’aumento dei ricavi. Il dato Mediobanca sulla redditività ancora inferiore ai livelli del 2019 è centrale perché smentisce l’idea di un settore automaticamente ad alta marginalità. La crescita esiste, ma richiede equilibrio tra qualità, sicurezza, innovazione e sostenibilità economica.

LA PROPOSTA DI AISI: PIÙ DATI, PIÙ PROGRAMMAZIONE, MA SOPRATTUTTO MENO PREGIUDIZI
Per AISI il confronto e l’analisi sulla sanità privata deve partire da dati reali e verificabili, non da rappresentazioni semplificate. L’associazione ritiene necessario promuovere una lettura più matura del settore, capace di distinguere tra crescita dei ricavi, sostenibilità economica, qualità delle prestazioni e investimenti necessari per rispondere alle nuove richieste dei cittadini. “I numeri raccontano, senza dubbio alcuno, luci e ombre», conclude la Presidente AISI Karin Saccomanno. «Da una parte troviamo un settore che cresce, investe e innova. Dall’altra emergono costi più alti, responsabilità crescenti e sfide organizzative sempre più complesse. Per questo serve un dibattito serio, fondato su studi autorevoli e dati verificabili, capace di superare luoghi comuni e di riconoscere il ruolo della sanità privata nella trasformazione del sistema sanitario italiano.”
Così nella nota AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti

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