Presentati mercoledì 22 aprile 2026, presso la sala consiliare della V Comunità Montana “Montepiano Reatino”, i lavori per il superamento delle barriere architettoniche del Santuario Francescano del Primo Presepe di Greccio. Un intervento fortemente voluto e finanziato dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’800° Anniversario della Prima Rappresentazione del Presepe di San Francesco, istituito dal Ministero della Cultura. Il finanziamento ammonta a un contributo di euro 1.041.876. Un’opera attesa da sempre dalla comunità e dai numerosi turisti che ogni anno giungono nel borgo di Greccio e nella Valle Santa reatina, che renderà il Santuario del Primo Presepe accessibile ed inclusivo, anche per le persone con difficoltà motorie.
“Desidero esprimere un ringraziamento sincero a tutti i soggetti che hanno contribuito a questo percorso, che hanno seguito con competenza e spirito di collaborazione tutte le procedure di competenza dell’ente, come soggetto attuatore dell’opera”, ha dichiarato il Commissario della V Comunità Montana – Montepiano Reatino, Simone Miccadei.
“Una giornata importante e soprattutto molto attesa, dopo un lungo lavoro avviamo gli interventi, due ascensori che possano finalmente permettere di raggiungere il santuario a tutti, sposando a pieno il concetto di inclusione, accessibilità e uguaglianza. Il segno tangibile di opere infrastrutturali che resteranno per il futuro nella nostra comunità”, le parole di Emiliano Fabi, sindaco di Greccio e presidente del Comitato Nazionale per Greccio 2023.
“Il Comitato ha avuto l’onore e l’onere di poter lasciare segni tangibili del lavoro fatto, anche attraverso l’investimento in opere infrastrutturali che dunque saranno a servizio di tutti i cittadini e i visitatori che vorranno vivere personalmente l’esperienza spirituale e sensoriale che ispirò san Francesco” -ha detto il vicesindaco, assessore al Turismo del Comune di Rieti e membro del Comitato Greccio 2023, Chiara Mestichelli.
Soddisfazione anche dai frati del santuario di Greccio, che si occupano anche dell’accoglienza dei pellegrini: «Spesso non siamo riusciti a portare un anziano o una persona con disabilità fino alla grotta. È stato un dolore vero, ascoltare il grido di una madre o di un genitore costretto a fermarsi. Mi chiedevo cosa si potesse fare. Oggi questo sogno comincia a prendere forma. È un sogno bello, non solo estetico, ma profondamente etico. Questo intervento è una risposta degna dell’essere uomini e donne di questo tempo», ha dichiarato padre Luciano De Giusti, ministro provinciale dei Frati Minori di Abruzzo-Lazio.
Un lavoro lungo e non privo di difficoltà, illustrato da Roberto Angeletti, Direttore di Piano della V Comunità Montana – Montepiano Reatino: “Tutto è iniziato nel 2023, quando il presidente del Comitato ci ha chiesto supporto per portare avanti l’’opera. Abbiamo affrontato criticità rilevanti legate alla tutela del contesto storico, archeologico e naturale, superate grazie a un lavoro condiviso. Nel marzo 2026 è stato approvato il progetto esecutivo e avviata la procedura di affidamento. Oggi siamo passati alle fasi realizzative, con l’obiettivo di consegnare i lavori entro la primavera. Il cronoprogramma prevede 180 giorni di esecuzione. Contiamo di arrivare a fine anno con l’opera conclusa, collaudata e restituita alla comunità”.
Ad illustrare nel dettaglio gli interventi, l’ingegner Andrea Albani, tra i progettisti dell’opera: “L’intervento prevede, partendo dalla parte sommitale dell’eremo, la realizzazione di due percorsi verticali con rispettive piattaforme elevatrici ed un percorso orizzontale di raccordo e distribuzione che si dipana nel verde della collina sovrastante il santuario. Naturalmente, tutti gli interventi andranno ad inserirsi in maniera armonica all’interno del contesto naturale offerto dal paesaggio circostante”.
“Normalmente mi occupo di situazioni difficili, qui invece trovo una cosa bellissima, piena di speranza. Porto i saluti del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: quando l’opera sarà conclusa, mi prendo l’impegno di tornare qui con lui per l’inaugurazione. Come Regione Lazio crediamo molto nei cammini, nei percorsi spirituali e culturali: rappresentano il nostro patrimonio e vanno valorizzati come un prezioso bene comune” – ha concluso Nazzareno Neri, consigliere regionale del Lazio, Presidente Commissione Tutela del Territorio.












