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lunedì 6 Luglio 2026
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A RUOTA LIBERA SI PREPARA AL BIG MATCH CON VICENZA

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Una trasferta difficile, quella che vedrà sabato ore 20, i ragazzi di coach Carpentieri impegnati nella terza gara di campionato.

“Iniziare con due vittorie è stato senza dubbio importante per noi – spiega l’allenatore della Solsonica – visto che siamo una squadra nuova, che si sta conoscendo giorno dopo giorno. Ma siamo ancora all’inizio e il nostro gioco ha ancora bisogno di tempo per esprimersi. Quella di sabato – continua Carpentieri – sarà una partita molto impegnativa. Loro hanno un giocatore determinante come Iso ma, più in generale, ritengo il Vicenza una squadra solida, ben costruita, con alcuni elementi davvero di rilievo”.

Una sfida ancora più ardua, anche alla luce della decisione presa i questi giorni sull’ultima partita disputata dalla Sanitaria Beni Delfini 2001 Vicenza, giocata lo scorso 6 novembre e terminata con la vittoria dei vicentini per 58-82 ma che è stata successivamente omologata con il risultato di 20 a 0 a tavolino in favore della Special Bergamo Sport Siemens Montello.  “Al di là delle motivazioni di tale decisione, che tra l’altro ancora non si conoscono  – conclude Carpentieri – credo che questo sarà un motivo in più per trovare Vicenza ancora più determinata e decisa a conquistare i due punti”.

I PENSIONATI CGIL SCENDONO IN PIAZZA

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In Provincia di Rieti sono una decina i luoghi scelti quali teatro della mobilitazione che, sfidando  il maltempo, il Sindacato pensionati della CGIL, ha avviato e concluderà il 17 novembre prossimo.

Di fronte a ciò che sta accadendo ai redditi, allo stato sociale e a quello che si verificherà come conseguenza dei tagli agli enti locali, alla parola d’ordine “Fuori la grinta” , i pensionati e le pensionate della Cgil di Rieti invitano tutti gli anziani alla partecipazione, informandoli e coinvolgendoli nei d gazebo allestiti  nei mercati, di fronte agli ospedali, alle sedi delle Asl, degli uffici postali e dell’Inps.

Fisco, pensioni, welfare, i temi cruciali proposti ed evidenziati anche nei centinaia di manifesti affissi in tutti i comuni del territorio provinciale che rivendicano un fisco più equo attraverso la riduzione delle aliquote Irpef, l’abolizione del drenaggio fiscale e soprattutto l’impegno, da parte del Governo, a far pagare il dovuto agli evasori. 

E poi la sanità con la garanzia di ospedali pubblici più efficienti, più medicina territoriale ed assistenza domiciliare. Contrariamente a quanto avviene nel Lazio dove l’unica politica è quella dei tagli – Ospedale di Magliano Sabina – indiscriminati che mina il diritto costituzionalmente riconosciuto alle persone  a curarsi, penalizzando i cittadini delle Province e particolarmente quelli residenti in Provincia di Rieti. La Polverini, insieme al Governo, ha ignorato i Sindaci della regione, i sindacati ed ha scelto di calare la scure sui posti letto e di chiudere gli ospedali.

Le pensioni restano sempre le stesse, mentre aumenta l’età pensionabile che pregiudica il valore delle future pensioni dei giovani. In dieci anni, i pensionati, così come i lavoratori dipendenti, hanno perso in media cinquecento euro al mese di potere d’acquisto. 

E’ ora di tirare “fuori la grinta’ e di dire basta. Lo Spi Cgil di Rieti, ha iniziato, così come in tutta Italia, questa settimana di mobilitazione. E lo farà ancor più forte il 27 novembre in piazza San Giovanni a Roma, giornata della grande manifestazione indetta dalla CGIL nazionale.

CONCESSO IL PALACORDONI ALL’ISTITUTO ALBERGHIERO DI RIETI

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Nel pomeriggio odierno l’Amministrazione comunale – Assessorato allo Sport – ha siglato la concessione per l’utilizzo del PalaCordoni in favore dell’Istituto Alberghiero I.P.S.S.A.R. di Rieti.

L’Assessore allo Sport Marzio Leoncini – dando fattivo seguito alle richieste e ai colloqui intercorsi con il presidente della Provincia, Fabio Melilli e il dirigente scolastico, Alessandra Onofri – ha disposto infatti la concessione d’uso dell’impianto sportivo comunale così da assicurare agli alunni l’espletamento dell’attività curriculare di educazione fisica.

Al fine di evitare la totale sospensione dell’attività fisico-didattica degli studenti e sopperire quindi all’indisponibilità strutturale del plesso provinciale di una palestra adeguatamente attrezzata, il Comune di Rieti ha inoltre definito – contestualmente alla concessione – anche la stesura di un regolamento per l’utilizzo dell’impianto sportivo.

“Nell’ottica di una reciproca collaborazione istituzionale tra Enti – spiega l’Assessore allo Sport Leoncini – era nostro dovere assicurare a tutti gli studenti dell’Alberghiero la non interruzione delle attività di educazione fisica: attività didattica non meno importante di altre materie”.

ASI, LEGAMBIENTE RISPONDE A PERILLI E FERRONI

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Sempre sull’ASI Legambiente Bassa Sabina dopo le risposte, apparse sui giornali, di Ferroni e Perilli.

E’ interessante notare come il presidente del Consorzio Industriale di Rieti, Ferroni ed il consigliere regionale Perilli si impegnino a rispondere, in qualche modo,  ai consiglieri regionali dei Verdi e dei Radicali, che nei giorni passati hanno enunciato una serie di fondate perplessità sul progetto ASI di Passo Corese.

Tale ‘esemplare’ atteggiamento non è dato riscontrarlo in merito alle precise domande che sono state poste dalle associazioni del territorio. E’ infatti impressionante come ‘la bicilindrica del polo logistico" (Perilli, Ferroni), mi si conceda la metafora motoristica, non entri mai, direi scrupolosamente, nel merito delle questioni, ma  si attesti su dichiarazioni amichevoli-sprezzanti (Ferroni) generiche e vacue (Perilli).

Non una risposta sul perché della scelta nefanda di un sito di così grande rilevanza culturale e paesaggistica; non una parola sulle procedure fin qui adottate per la rilevazione archeologica che disattendono le previsioni del progetto; non un vago accenno alle valutazioni di carattere economico finanziario per le mutate condizioni, nel quadro dell’economia nazionale ed internazionale, rispetto agli anni in cui questo progetto prese forma; non un accenno sulle eventuali idee rispetto alla riformulazione di un progetto, anche rispetto alle opere di urbanizzazione, che tenga conto di approcci moderni e maggiormente compatibili riguardo allo stoccaggio e veicolazione delle merci, ovvero ai consumi energetici ed idrici; non una frase composta di soggetto predicato e complemento, sulla sostanza dello sviluppo e dell’occupazione di cui si parla troppo spesso, fino ad assumere la consistenza di un vaticinio della Sibilla cumana; neanche una riflessione sull’intensità di capitali pubblici e privati che sono stati spesi e si spenderanno per ogni posto di lavoro che si andrebbe a creare; nemmeno un’ ipotesi sui fenomeni indotti nell’intera zona.

Se il progetto avesse pieno successo, per quanto concerne  l’inurbamento, la nuova residenzialità e quindi i conseguenti adeguamenti dei servizi per la collettività (se l’esempio fosse l’attuale abitato di Passo Corese o Fiano romano, c’è da pensarci molte volte); non un pensiero fuggevole ed anche effimero sulle conseguenze per le rimanenti aree della provincia di Rieti che saranno ancora di più marginalizzate, a seguito di un così forte accentramento di interessi economici, finanziari, imprenditoriali, nell’area di Passo Corese.

Non è detto che noi abbiamo le risposte a tutti questi quesiti che dovrebbero gravare sulle responsabilità di chi attua un così amplio progetto, ma saremmo pronti a discuterne, a trovare soluzioni. Ma questa è l’idea di concertazione che non piace né ai Perilli né ai Ferroni. Per loro è sufficiente esporre grafici, progetti e cifre come in una mostra d’arte astratta ma con conseguenze reali non calcolate e, purtroppo, già misurabili.
Mi sembra evidente che la concertazione è altro: è fornire strumenti agli interlocutori isituzionali e sociali affinché partecipino realmente alla creazione e formulazione di un progetto; significa essere pronti a rimodulare le progettualità fin qui consolidate al mutare delle condizioni economico-finanziarie dei micro e macro contesti; significa predisporsi all’ascolto reale e democratico delle istanze che è necessario e doveroso recepire in un progetto, che a detta dei promotori, è di grandissima rilevanza… ma queste sono le ragioni dell’utopia che non possono scalfire le granitiche certezze di esperti del settore quali appunto sono il Ferroni ed il Perilli.
Rimaniamo, quindi, in attesa di un luogo di confronto democratico.

UN LAVORATORE ALCATEL-LUCENT, RITEL: RECUPERARE L'OPPORTUNITÀ R&D?

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Le vicende di questi giorni che hanno riguardato la Ritel sono giustamente state affrontate (nell’emergenza che pure è perenne e prevista ed annunciata da mesi) senza guardare all’accordo del 2006 tra governo, aziende, sindacati.
Sarà bene però, da subito, per darsi una prospettiva, riandare ad allora.

Accadde allora che a fronte della decisione Alcatel di dismettere tutte le sue produzioni in Europa (per ultima l’Italia), i sindacati intravvidero nella esistenza a Rieti di un centro di Ricerca e Sviluppo (che non era candidato alla dismissione), la possibilità di sopravvivere anche per la parte produttiva dello stabilimento.

Ed infatti il protocollo sottoscritto si intitolò "Per il mantenimento e la qualificazione della Ricerca e Sviluppo e delle attività produttive del sito di Rieti", dedicando alla Ricerca e Sviluppo l’Articolo 1.
Si prevedeva (primo comma) "la costituzione di una società consortile finalizzata a favorire il mantenimento e l’implementazione delle attività di R&D, nonché a garantire una loro postiva ricaduta sulle attività produttive del sito di Rieti".

Dunque questa la strada: rafforzare (e tirare gradualmente fuori da Alcatel) il centro R&D, facendone traino per la produzione. Immagino che nessuno dei firmatari si facesse illusioni sui volumi così alimentabili, ma era a tutti chiaro che comunque una pura produzione slegata dalla R&D non avrebbe avuto alcun futuro.

Ma se questo era nelle corde di alcuni, non lo era di tutti, e nell’affare si infilarono,  nascondendosi anonimamente dietro diverse società, dei soggetti imprenditoriali (alcuni dicono "prenditoriali") ben supportati da spezzoni della politica locale e che grazie a compiacenti intermediazioni, che mai apparendo alla pubblica opinione e confronto, hanno massimizzato i loro utili senza portare allo stabilimento né lavoro, né capitali, né idee, né speranze, anzi distruggendo tutto ciò.

Purtroppo, se questo si è rilevato il gioco di alcune parti, è mancato da parte di sindacati e politici un impegno a che venisse rispettato il protocollo: la società consortile per la R&D fu sì fatta, dopo lungo tempo, ma con solo lavoratori e progetti Alcatel, con una minoranza dei lavoratori, vuota di nuove missioni e purtroppo anche privata di una parte delle professionalità, nel frattempo passate da Alcatel in mobilità come "esuberi" con il beneplacito dei sindacati.
E sebbene negli anni la conclamata evidenza della inconsistenza del piano industriale Ritel allarmasse (almeno a parole) i sindacati, mai fu fatto un passo per cercare di capire come implementare l’Articolo 1.

Nel frattempo il laboratorio R&D, che insieme alla Sociertà Consortile (COREAT) occupa circa un terzo dei lavoratori della produzione (quindi non così trascurabile, anche se non fosse per la sua dichiarata strategicità) non vive affatto una vita facile.
Non manca certo il lavoro, ce n’è anzi troppo per le risorse disponibili; ma la crisi mondiale del mercato e la sofferenza anche dei leader come Alcatel, la fusione di Alcatel con Lucent, la convergenza delle business division di Alcatel-Lucent, che vede coinvolte la divisione Optics (tradizionalmente basata in Italia) e la divisione IP, pone grosse sfide ed insidie ad un piccolo laboratorio, che si deve confrontare quotidianamente, mantenendo la sua competitività ed affidabilità, oltre che con i clienti in tutto il mondo, anche con la concorrenza interna delle R&D di Cina, India, Stati Uniti.

La cosa preoccupante è che tutto questo accada lontano dai riflettori della politica, del sindacato, della stampa, la quale ultima quando il problema è stato presentato, ha preferito derubricarlo ad "incomprensioni e polemiche fra lavoratori", per farne un qualche pezzo di colore senza entrare nel merito.
Ed è accaduto anche senza che ai lavoratori Ritel fosse mai spiegata, da chi ne aveva il dovere e la possibilità, la pericolosità dell’equazione "R&D = Alcatel = padroni = licenziatori"; anzi in questi giorni questa equazione viene anche alimentata da sindacati che, dopo aver visto piazzare con il beneplacito della politica propri esponenti in posizioni dirigenziali Ritel, alzano il tiro su Alcatel come responsabile di questi 4 anni di fallimento.

Si dice che opportunità e crisi siano concetti che viaggiano insieme. Speriamo allora che questa crisi dia l’opportunità alla parte sana di sindacati e politici per guardare alle possibilità e potenzialità che rimangono a questo stabilimento ed a questo territorio.

CAVALLI: LASCIO IL PD PER CONSIDERAZIONI E VALUTAZIONI POLITICHE

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In questi giorni e dopo una lunga, sofferta riflessione, ho deciso di aderire all’Italia dei Valori.

Tengo immediatamente a precisare che la mia fuoruscita dal Partito Democratico e, conseguentemente, dal Gruppo PD al Consiglio comunale di Rieti non scaturisce da problematiche o difficoltà incontrate nel mio agire politico quotidiano all’interno di quel partito, ma da considerazioni e valutazioni squisitamente politiche.

A tutti è noto il percorso da me intrapreso in questi anni e soprattutto quale sia la mia visione della politica e delle dinamiche sociali, economiche e culturali che agiscono all’interno della nostra società. Sono un acerrimo sostenitore del primato della politica e della funzione che questa deve assolvere anche e soprattutto in tema di orientamenti economici.
Sono un deciso difensore dei valori ispiratori la nostra Carta costituzionale con la quale i padri della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza, ci hanno lasciato traccia del percorso che si sarebbe dovuto seguire per addivenire a quello che doveva negli anni e con l’emancipazione progressiva della gente diventare un paese modello di libertà (quelle vere, le libertà dai bisogni) e di democrazia.

Sono un convinto assertore della centralità del mondo del lavoro, dell’uguaglianza di tutti i cittadini sia davanti alla legge che in termini di opportunità, della supremazia dello Stato e del ruolo che questo deve svolgere in tema di politica economica e sociale.

Questi sono i “Valori”. I valori ai quali oggi aderisco e che non possono assolutamente prescindere dal concetto di legalità. Legalità dunque che deve essere anche e soprattutto un fatto culturale e di coscienza, una adesione ai principi ispiratori di ogni norma che costituisce il nostro ordinamento giuridico, a partire proprio dalla legge fondamentale dello Stato.

Il mio disagio all’interno del PD, dunque,  risiede proprio in questo: non ho più trovato in quel partito un punto di vista chiaro, deciso, trainante riguardo a questioni fondamentali quali il ruolo dello Stato, a chi spetta il primato tra politica ed economia, quale deve essere la funzione democratica di un partito, inteso come collettività che si riconosca in una “parte”, chi sono gli alleati e chi gli avversari, quali sono gli strumenti più idonei per “combattere” e battere gli avversari.
Ho intravisto, con tutti i limiti che può avere un’organizzazione in fase di costruzione, tutto ciò nell’Italia dei Valori.

Lasciando il PD non lascio avversari o concorrenti, ma lascio alleati con i quali spero che, insieme a tutte le altre forze del centro sinistra, si possa intraprendere una battaglia politica che scardini una volta e per sempre un sistema degenerato che diventa sempre più speculare al pensiero ed al modus agendi del leader del PDL e con i quali progettare il futuro governo della città di Rieti.

LODOVISI: RAMMARICO PER LA DECISIONE DI ALCUNI ISCRITTI DI LASCIARE IL PD

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Con rammarico, apprendiamo della decisione di Giorgio Cavalli ed altri iscritti di lasciare il Partito Democratico, ed aderire all’IDV.

L’allontanamento dal Partito Democratico di ogni quadro ed iscritto di cui riconosciamo il valore e l’impegno profuso in questi anni nell’attività politica, non può che causare un forte senso di rincrescimento, in particolar modo nei confronti di Giorgio Cavalli, con il quale abbiamo condiviso un percorso politico importante, a partire dalla fondazione stessa del partito nella provincia di Rieti.

Speravamo che il processo di rinnovamento avviato a livello provinciale, che ha riguardato e riguarda non soltanto i quadri dirigenti ma anche l’impegno di tutti i militanti del PD circa tematiche essenziali per il nostro territorio come la Scuola, la Sanità, l’emergenza lavorativa, potesse fare da contraltare all’eventuali lacune di chiarezza di linea politica indicate nel comunicato emesso da Cavalli.

Noi del Partito Democratico della Provincia di Rieti non abbiamo nemici, ma avversari, che individuiamo con nettezza nel campo del centrodestra, e dai quali ci distinguono non soltanto i valori di fondo, ma anche le prospettive ed il progetto che deve essere messo in campo per il futuro della nostra comunità.

Per queste ragioni, consideriamo gli alleati compagni di viaggio con i quali perseguire il conseguimento di obiettivi comuni, che auspichiamo rimangano tali.

CONFINDUSTRIA, EVENTI DI FINE SETTIMANA A CORNICE DELLA MOSTRA "PASSATO E FUTURO"

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Nuovi eventi a fare da cornice alla mostra “Passato e futuro” realizzata da Confindustria Rieti in occasione del centenario di Confindustria nazionale. Dopo le opportunità presentate alle piccole e medie imprese reatine per l’accesso al credito voluto da Rieti insieme a Cariri Intesa San Paolo svoltosi ieri pomeriggio, ora tocca al seminario di aggiornamento dedicato al nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti con gli esperti dell’Ance Marcello Cruciani e Valentina Mingo in svolgimento oggi pomeriggio.

L’iniziativa rivolta alle aziende associate è stata organizzata dalla Sezione Edile di Confindustria Rieti guidata dal presidente Giorgio Perotti.

Venerdi 12 novembre alle ore 15 sempre nella sala conferenze del complesso residenziale Ater in via Sant’Agnese, ancora le aziende in primo piano a confronto con le politiche del lavoro contro la crisi con particolare riferimento alla cassa integrazione straordinaria e mobilità in deroga. A confronto con gli imprenditori ci saranno Raffaele Fontana dirigente dell’Assessorato Lavoro e Formazione Regione Lazio e Marco Ciavatta responsabile della direzione Inps di Rieti.

L’evento sulle politiche del lavoro è stato organizzato da Confindustria Rieti in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Rieti.

A conclusione della prima settimana della mostra Passato e Futuro, sabato 13 novembre a partire dalle ore 12 gli chef dell’Istituzione Formativa della Provincia di Rieti prepareranno i famosi spaghetti all’amatriciana. La degustazione è gratuita e aperta al pubblico

RITEL: STOP ALLA LIQUIDAZIONE

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Torna la tranquillità tra i lavoratori della Ritel.
Nella giornata di ieri l’assemblea dei soci ha deciso di fermare la liquidazione, decisione presa anche grazie ad un’azione di Finmeccanica (socio di minoranza) manifestando la disponibilità ad effettuare degli anticipi su commesse future.

La conclusione dell’incontro, come il Presidente della Provincia Melilli,  ha riferito ai dipendenti Ritel che attendevano notizie nella sala consiliare di Palazzo d’oltre Velino, è stata faticossisima.

L’assemblea ha archiviato la liquidazione rivalutando la trattativa del passaggio dall’attuale amministratore unico Domenico Fazzalari alla Setecom.

RITEL: LE RIFLESSIONI DI UN LETTORE

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L’ultima notizia in ordine di tempo ci parla di cassa integrazione. Quest’azienda non è stata risparmiata dalla crescita dei paesi asiatici, in primis la Cina. Quello elettronico è un settore molto competitivo.

Tutte le aziende sopravvissute al “ciclone asiatico”, si caratterizzano per un fattore cruciale; l’innovazione. Ormai non si può pensare neanche lontanamente di competere nella produzione di apparecchiature elettroniche. E’ il risultato della ricerca che le tiene in vita.

La Ritel ha un settore che fa ricerca? Nel caso, quali innovazioni tira fuori? Secondo voci non ufficiali, all’interno dello stabilimento si lavorerebbero prodotti ormai obsoleti. Se questo fosse vero, è come tenere in vita una persona con l’ausilio di macchinari. Perché un grande gruppo o azienda dovrebbe investire in queste condizioni? Si può rischiare, investire, scommettere su qualcosa, purché si veda un minimo di luce (si legge ritorno).

Soprattutto i politici locali (tutti) dovrebbero spiegare a chiare lettere – per onor del vero e onestà intellettuale – a chi vi lavora, che non c’è più speranza. L’appoggio statale della cassa integrazione terminerà, e i dipendenti dovranno trovarsi un altro lavoro. Oppure gli si può ancora raccontare favole del tipo “è vicino un accordo”, “c’è un interessamento”.

P.s.  persone di 40/50 anni che hanno sperimentato un po’ di tutto della vita (già dipendenti dell’azienda Arcobaleno), cosa se ne fanno di un corso di autostima?

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