Rispondo al consigliere Zaratti come ex sindaco di Montopoli (fino a giugno 2009), attuale assessore provinciale alle attività produttive e come cittadino cresciuto, è il caso di dire, sulle rive del fiume Farfa.
Credo che sia dovere di ognuno di noi, specialmente di chi ricopre cariche di responsabilità, attivarsi perchè “situazioni di presunta illegalità” vengano immediatamente stroncate, quindi spero che Zaratti oltre che alla presidente Polverini e all’assessore regionale Mattei si sia rivolto anche alle forze dell’ordine per controllare le attività che vengono svolte lungo il Farfa, visto che i comuni di Montopoli e Fara in Sabina “non sembrano essere in grado di farlo” come lui afferma.
Da ex sindaco, insieme a quello di Fara (Vincenzo Mazzeo), ho adottato tutti gli accorgimenti per ricondurre all’interno della legalità le attività industriali che venivano svolte in adiacenza al Farfa, operando sequestri ed emettendo ordinanze di blocco delle attività stesse;
Cosa ha fatto l’allora assessore regionale all’ambiente Zaratti?
Quanti euro ha speso per il controllo, il miglioramento e la tutela del Farfa? Neanche un euro!
Quanti depuratori ha finanziato per migliorare la qualità degli scarichi degli agglomerati urbani che insistono nel bacino del Farfa? Neanche uno!
Allora caro consigliere prima di affermare che i comuni non “sono in grado” sarebbe meglio documentarsi.
Il fiume Farfa, enorme patrimonio della sabina deve senz’altro essere tutelato, protetto e migliorato, ma bisogna farlo con azioni e progetti, non con le chiacchiere.

