Sono stato chiamato in causa più volte nei giorni scorsi sia su questioni politiche connesse alle prossime elezioni comunali del 2012, sia sulla gestione del bilancio comunale e mi sembra doveroso da parte mia intervenire per chiarire alcuni aspetti.
È evidente a tutti che si è aperta la campagna elettorale e pertanto l’opposizione comincia a sparare a zero su tutto ciò che è parte avversa, figuriamoci poi sulla persona che alcuni indicano come possibile candidato sindaco. Questa è la politica, o meglio, questo è il vecchio modo di fare politica, tipico della sinistra che non si preoccupa di proporre idee e progetti nuovi, ma che pensa esclusivamente a demonizzare l’avversario.
Al fine di stroncare sul nascere una inutile querelle che distoglierebbe l’attenzione su questioni importanti da gestire, con la chiarezza che mi contraddistingue, ribadisco che non ho mai dato la disponibilità per la candidatura a sindaco di Rieti e che anzi in più occasioni, anche pubbliche, ho sempre affermato che preferirei, se utile alla collettività, mantenere un profilo tecnico in politica, continuando a svolgere la mia attività di direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro.
Per quanto riguarda le problematiche di bilancio, queste sì rilevanti per i nostri concittadini, per la prima volta, infrangendo le mie abitudini, ne parlo al di fuori del consiglio comunale, ma credo che sia opportuno che tutti e non solo gli addetti ai lavori sappiano come stanno le cose, considerato che stando alle dichiarazioni catastrofistiche dell’opposizione, il Comune di Rieti sarebbe al tracollo finanziario anche per colpa mia e che non sono riuscito a risanare le casse comunali.
In un momento storico in cui gli Stati Uniti rischiano il default, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e, ahinoi, anche l’Italia vivono una crisi finanziaria senza precedenti, in cui la Regione Lazio blocca i pagamenti e moltissimi Comuni, anche vicini, non riescono a pagare gli stipendi ai propri dipendenti, il tanto bistrattato Comune di Rieti va avanti, con le difficoltà di sempre, ma va avanti. Rispetta pienamente i parametri del patto di stabilità e i vincoli imposti per la spesa di personale. Così come rispetta tutti i dettami legislativi previsti per la gestione del bilancio. Mi preme far sapere, infatti, che i rilievi della Ragioneria generale, dopo le controdeduzioni, sono stati tutti archiviati. Anche i rilievi della Corte dei Conti, dopo le risposte e le delucidazioni fornite, sono stati superati.
Le gravi irregolarità contabili segnalate dai Revisori dei conti in realtà non esistevano, tant’è che gli stessi revisori hanno formalmente smentito precisando che era sbagliato il titolo del paragrafo e che si trattava di mere inadempienze. Certo non posso non ammettere l’esistenza di alcune criticità o inadempienze, come le definisce il Collegio dei revisori, quali la riduzione della velocità di riscossione delle entrate che ci impone di far attendere i fornitori un po’ di più, ma credo che, anziché seguire ciò che molti si affannano a sostenere e cioè “a perseguire con maggiore incisività le entrate”, in un momento di difficoltà economica per tutte le famiglie, sia meglio evitare di vessare i contribuenti reatini con azioni coattive di recupero, cercando di far leva sulla “pazienza” di grandi aziende fornitrici, magari a carattere nazionale o del nord-ovest d’Italia. A buon intenditor…
Non credo proprio, inoltre, che l’assenza della relazione sul controllo di gestione, peraltro già redatta e consegnata, o il mancato aggiornamento dell’inventario (sono queste le inadempienze) possano essere ritenute valide argomentazioni per sostenere la crisi contabile della città di Rieti. Si tratta di procedimenti amministrativi che nulla hanno a che vedere con lo stato dei conti della Città, che nonostante le tante cassandre e le condizioni generali avverse, godono di buona salute anche grazie, mi permetto modestamente di affermare, a un buon medico curante.