Un’altra volta Rieti protagonista in televisione.
La portabandiera di Rieti sul piccolo schermo questa volta è stata Anna Rita Martini, mamma di due ragazze Mara e Alessandra e compagna di Gianluca, rappresentante della regione Lazio al gioco di Rai 1 “Affari Tuoi” condotto da Flavio Insinna.
Anna Rita era in attesa di giocare dallo scorso 12 maggio, la pausa estiva ha fatto scorrere le lancette del tempo per farlo fermare a questa sera quando è toccato a lei aprire i fatidici pacchi.
Seduta sul famoso sgabello del “rocchettone” di Affari Tuoi Anna Rita ha fatto conoscere un pò della sua vita, tra passato e presente, con il suo portachiavi preferito ha rincorso la vittoria, raggiungendola. Il bottino portato a casa è stato di 60 mila euro.
Complimenti dalla redazione di Rietinvetrina.
Anna Rita di Rieti vince 60 mila euro ad Affari Tuoi
Rietimeeting, la 45esima edizione in scena sotto il temporale
La 45esima edizione del Rietimeeting è andata in scena sotto il temporale, ma tuoni e fulmini non hanno fermato lo spettacolo sportivo evento dell’anno.
I tanti atleti presenti hanno gareggiato sotto i tempi medi per evitare infortuni, qualche competizione è stata annullata, ma i presenti al Raul Guidobaldi e i tanti che anno seguito il Meeting in televisione hanno visto una buona atletica. Presente tra gli atleti anche la beniamina di casa, la reatina Roberta Bruni (nella foto), che ha concorso nel salto con l’asta.
La pista zuppa di acqua, la pioggia caduta per l’intero pomeriggio ha messo i bastoni tra le ruote agli organizzatori, ma lo spettacolo c’è stato comunque.
Il Governo sembra faccia riforme per propagandare il cambiamento
Rieti perde la prefettura e non si capisce perché la notizia genera tanta meraviglia se è vero che l’attuazione della spending rewiew, viene generalmente considerata una decisione opportuna per razionalizzare la spesa e diminuire il debito pubblico. Fino ad ora se ne è solo parlato, se si esclude l’anacronistica decisione di scomporre le province e quella di ridurre, a non si sa cosa, il Senato ma , quel provvedimento sembrerebbe essere il primo che mira ad attuarne l’attuazione sopprimendo 23 delle oltre cento prefetture il cui superamento fu posto all’ordine del giorno sin dal 1975, anno di nascita delle Regioni.
Questa decisione suscita giustamente apprensione e ribellione in una città e provincia alle prese con una regressione decennale che sembra destinata a diventare cronica se, nel procedere al riordino di pezzi della pubblica amministrazione, come direbbe Melilli, si continuerà, anche da parte del governo, a prenderla di mira sottraendogli parti delle funzioni alle quali è preposta da decenni.
Si è d’accordo nel perseguire una politica di contenimento della spesa ma, quando si decide di sforbiciare in un territorio ed una comunità senza renderla edotta che quel taglio è parte di un progetto organico di riordino della pubblica amministrazione nel quale è inglobato il ruolo assegnatole per il futuro, è del tutto evidente che si generano tensioni e s’inneschino proteste che sarebbe opportuno evitare.
Reagire a questo modo di procedere in questa occasione sembra naturale ma, se il riordino del pubblico impiego verrà davvero perseguito c’è da immaginare che la piccola realtà reatina potrebbe essere sempre chiamata in causa per operazione analoghe ed è pertanto necessario essere preparati ed attrezzati. Dovremmo studiare bene l’assetto attuale che abbiamo intorno, intuire gli scenari che potremmo trovarci di fronte, avere idee chiare sugli obbiettivi che dovremmo proporci, rivendicare il diritto ad essere coinvolti nelle decisioni.
Oggi dovremmo attestarci dicendo che ogni decisione al riguardo dovrebbe essere rinviata fino a quando non ci verrà presentata una panoramica del riordino complessivo che s’intende perseguire e sancendo che non verranno più accettate decisioni calate dall’alto. Siamo d’accordo nel riordinare ma vogliamo poter dire la nostra prima e non dopo.
Detto ciò non possiamo esimerci dal rilevare che il governo continua a procedere con troppa fretta e altrettanta disinvoltura nello smantellare singoli pezzi di un assetto senza contenerli in un progetto d’insieme organico e condiviso nel paese. Un progetto che dovrebbe essere perseguito attraverso tappe progressive opportunamente cadenzate. Sembra spinto dall’esigenza di adottare provvedimenti che nell’immediato propagandino il cambiamento creando consenso ma che alla lunga provocano disservizi e generano disagio e proteste tra i lavoratori e i cittadini nei territori (la provincia ed ora la prefettura sono esempi emblematici).
È giusto riordinare e razionalizzare la pubblica amministrazione ma se si pensa di poterla realizzare sottraendo posti di lavoro e risorse ad una economia già in estrema difficoltà senza indicare come ricollocare gli esuberi, aumentando e migliorando i servizi ai cittadini o promuovendo lo sviluppo nei comparti fondamentali quali l’agricoltura, l’industria, il turismo ed il commercio si finisce per aggravare le difficoltà dei un territori senza conseguire alcun risanamento e rilancio del paese e tanto meno la riduzione del debito pubblico.
Franco Proietti
Riorganizzazione prenotazione esami, i pazienti divisi in 4 classi di priorità
La gestione delle liste di attesa può trovare più facile soluzione se si individuano strumenti e modi di collaborazione di tutti gli attori del sistema, sia quelli operanti sul versante prescrittivo, sia quelli di tutela del cittadino. Presso la Asl di Rieti è in corso una graduale riorganizzazione nel sistema di prenotazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali.
Già attiva con ottimi risultati in altre regioni italiane, la riorganizzazione mira ad assicurare, per le prestazioni ambulatoriali, tempi certi per le diverse classi di priorità sulla base di quanto stabilito dal medico prescrittore, per assicurare le prestazioni in relazione alla gravità della malattia. Tale nuova organizzazione si basa sulla valutazione clinica che deve fare il medico che prescrive la prestazione e che deve riportare sulla ricetta la classe di priorità più appropriata alla patologia che il paziente manifesta (anche sulla base di linee guida regionali).
Ma cosa sono le classi di priorità? Sono uno strumento per differenziare il tempo di accesso alle prestazioni, regolandolo in base al rischio per la salute, lo stato di sofferenza ecc.. Nell’impegnativa sono riportate quattro possibili classi di priorità che il medico curante può assegnare alla richiesta, a seconda di quanto precoce deve essere, a suo avviso, l’esecuzione della prestazione.
Le classi di priorità sono indicate con alcune lettere maiuscole:
U = Urgente, ovvero da garantire entro poche ore e quindi da riservare ai casi gravi in cui vi può essere un reale rischio per il paziente;
B = Breve attesa, ovvero può aspettare fino ad un massimo di 10 giorni;
D = Differita, per le prestazioni che possono attendere fino a 30 giorni (se si tratta di visite specialistiche) o fino a 60 giorni (per gli esami e le prestazioni strumentali);
P = Programmabile, ovvero riferita a problemi che richiedono approfondimenti ma che non necessitano di risposta in tempi rapidi; queste prestazioni sono comunque da garantire entro un massimo di 180 giorni (sei mesi).
E’ il prescrittore che decide tra le 4 fasce di priorità presenti nel ricettario la fascia entro cui collocare la richiesta sulla base delle necessità cliniche presentate dal paziente. Pertanto, l’attesa dipenderà dal reale bisogno clinico del paziente e non più dal momento in cui lo stesso si presenta allo sportello.
E’ evidente che una così complessa riorganizzazione, basata sull’appropriatezza prescrittiva, che coinvolge sia i medici prescrittori che il sistema di prenotazione, può comportare, soprattutto nella fase iniziale, qualche distorsione che l’Azienda sta cercando di prevenire e fronteggiare con interventi mirati e continuamente monitorati per evitare al massimo disagi agli utenti prima che tutto vada a regime.
La riorganizzazione del sistema di prenotazione, va ad aggiungersi ad una serie di interventi messi in atto dalla Direzione Aziendale, finalizzati al contenimento dei tempi di attesa. Iniziative che stanno facendo finalmente registrare una sensibile riduzione dei tempi di attesa. Dalla rilevazione media del II trimestre 2015, per esempio, emerge che all’Ospedale de’ Lellis (dove è difficile ottenere prestazioni di diagnostica strumentale in tempi rapidi poiché le stesse sono assicurate prioritariamente ai pazienti ricoverati), per una Risonanza magnetica si attendono 65 giorni; per una Tac osteoarticolare 60; Ecografia-anche (24 giorni); Rx t.digerente (35); Ecografia ostetrica (4); Colposcopia (17); Radiografia tradizionale (61); zero giorni per un Elettrocardiogramma. Bene anche i tempi relativi alle Visite specialistiche che in molti casi non superano i 30 giorni di attesa (tempo previsto dalla normativa come ottimale).
Nel ricordare che l’impegno della Asl è quello di assicurare le prestazioni nei tempi previsti dalla normativa almeno in una sede dell’Azienda, va sottolineato, anche rispetto all’attenzione che questa Direzione Aziendale sta prestando al territorio, che nelle sedi di Amatrice, Magliano Sabina e nelle sedi poliambulatoriali, in alcuni casi è possibile effettuare gli stessi esami con tempi ancora più rapidi: Presso l’Ospedale Grifoni di Amatrice, per effettuare una Ecografia standard, si attendono 49 giorni; Rx t.digerente (5); Radiografia tradizionale (5); Tac ostearticolare (4); Urografia (5); Ecografia ginecologica e transvaginale (50). Presso la Casa della Salute di Magliano si attendono 2 giorni per effettuare una Radiografia tradizionale; Ecografia della mammella bilaterale (9); TAC torace-addome-reni e osteoarticolare (33).
Per una Radiografia tradizionale presso il poliambulatorio di Poggio Mirteto si attendono 3 giorni; Visita gastroenterologia (13); Esame complessivo dell’occhio (27). Esame audiometrico (12). Le iniziative messe in campo dalla Direzione Aziendale rappresentano un’occasione importante sul fronte della gestione delle liste di attesa, che, come oramai tutti sappiamo, sono uno dei problemi più complessi e persistenti dei sistemi sanitari pubblici.
I dati forniti, seppur migliorabili, dimostrano come la riorganizzazione in atto su cui la Asl di Rieti sta lavorando, rappresenta un ulteriore passo per rispondere al meglio ad una delle domande più frequenti formulate dai cittadini.
Scienze della Montagna, tutto pronto per l’Open Day
Si terrà martedì 15 settembre presso Palazzo Dosi l’Open Day del nuovo Corso di Laurea in Scienze della Montagna. Organizzato dalla Sabina Universitas, dall’Università della Tuscia e dal Dipartimento “Dafne” (Dipartimento di scienze e tecnologie per l’agricoltura, la foresta, la natura e l’energia), l’Open Day aprirà i battenti alle 9 con l’accoglienza dei partecipanti e la distribuzione del materiale informativo.
Alle 9.30 il professor Sergio Madonna (responsabile orientamento Dafne) presenterà i lavori che saranno salutati dal presidente della Sabina Universitas, Maurizio Chiarinelli; dal direttore generale Daniele Mitolo e dal direttore del dipartimento, Renato D’Ovidio. Alle 10 il Corso di laurea sarà illustrato nei dettagli dal professor Bartolomeo Schirone che poi darà la parola a Lorena Remondini, per le funzioni della segreteria didattica, e a Elena di Mattia per parlare della mobilità degli studenti in Europa. Alle 11.30 saranno illustrate le attività di ricerca inerenti il Corso di Laurea.
Dopo una pausa pranzo, alle 14, gli studenti si sposteranno con una navetta presso il laboratorio informatico della sede di Cittaducale dove svolgeranno i test di ingresso orientativi.
“Chi fa la differenza?”, vota le opere in gara al contest della Provincia di Rieti
Durante lo scorso anno scolastico (2014/2015) la Provincia di Rieti ha promosso un contest creativo rivolto alle scuole superiori del nostro territorio dal titolo “Chi fa la differenza?”.
Il contest nasce per stimolare la creatività dei ragazzi canalizzandola su temi legati alla sostenibilità e a fornire una prova concreta di approccio al mondo del lavoro partendo da esempi concreti illustrati con competenza da parte di professionisti del settore della comunicazione ambientale che collaborano al progetto in stretto rapporto con l’amministrazione.
Da marzo a giugno i ragazzi (singolarmente o in team di massimo 3 persone) hanno creato le loro opere e le hanno pubblicate sul sito web www.chifaladifferenza.it nelle due categorie a disposizione:
- creazione di un format grafico che promuova fra la cittadinanza l’attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, la riduzione a monte dei rifiuti, il recupero e riciclo.
- creazione di un progetto di sviluppo per un applicativo dedicato alla raccolta differenziata e al miglioramento della stessa sia in termini qualitativi che quantitativi.
Hanno partecipato in tutto 57 studenti iscritti a 6 istituti (Istituto Magistrale Elena Principessa di Napoli, I.T.E.S. Borgorose, Liceo Scientifico C. Jucci di Rieti, Liceo Artistico A. Calcagnadoro a Rieti, I.I.S. Aldo Moro, Liceo Classico Rocci): 46 ragazzi hanno elaborato 26 proposte per un format grafico, mentre in 11 hanno lavorato ai 5 progetti di sviluppo dell’applicativo.
Vogliamo ricordare ai lettori che è possibile votare le opere in gara attraverso il sito web www.chifaladifferenza.it.
Votare le opere è facile e gratuito, è sufficiente registrarsi al sito ed esprimere la propria preferenza entro il 20 settembre.
I voti del pubblico e il giudizio di una giuria di esperti assegneranno agli autori delle opere più meritevoli i ricchi premi in palio. L’autore/gli autori dell’opera vincitrice assoluta riceveranno 1 computer Mac Book Pro 13″.
Le prime due opere classificate per categoria (oltre al vincitore assoluto) saranno premiate con 4 tablet iPad mini 16GB, per un totale di cinque premi assegnati. Le opere realizzate dai ragazzi delle scuole superiori che hanno partecipato ed altri approfondimenti sono disponibili su www.chifaladifferenza.it e saranno utilizzate dalla Provincia di Rieti per azioni di comunicazione per l’avvio e lo sviluppo della raccolta differenziata.
Resp. Progetto Arch. Tonino Cicconetti – Dirigente Settore III Dott. Carmelo Tulumello.
Nuova linfa all’idea referendaria verso Terni
Ci fa piacere che, a quasi tre anni di distanza, la politica come in pochi altri casi si trovi d’accordo su un tema: la necessità di guardare, per il futuro di Rieti, verso Terni e l’Umbria.
Ci fa piacere che i consiglieri comunali Andrea Sebastiani e David Festuccia abbiano preso, in merito, una posizione così netta per questa soluzione, tanto da incalzare il Sindaco di Rieti Simone Petrangeli ad avviare un’azione referendaria per l’annessione di Rieti a Terni.
Per dovere e per rispetto delle persone che hanno avviato e portato avanti per diverso tempo questa tesi, mi corre l’obbligo di ricordare ai due consiglieri come la loro proposto sia pari a quella del nostro Comitato, nato quando s’intravedevano già le prime avvisaglie di quanto oggi è realtà. Naturalmente è lontano da me ogni desiderio di rivendicazione e, al contrario è con immenso piacere che oggi ascolto le esternazioni dei due rappresentanti di una parte della cittadinanza reatina come anche di alcuni esponenti dell’attuale Maggioranza comunale con la quale ho più volte, negli ultimi tempi, intrapreso ragionamenti seri e concreti in merito.
Un’azione come questa merita, per il suo grande valore e per gli esiti che potrebbero derivarne per il territorio, un’attenta, seria e condivisa analisi tra rappresentanti politici, istituzionali e imprenditoriali e di una quanto più larga condivisione popolare possibile.
Il Comitato, in questi giorni, anche a fronte delle diverse spinte raccolte, si sta riorganizzando.
Nel frattempo ricordiamo che il Comitato è aperto a tutti coloro che vogliano dare nuovo impulso e slancio a un’idea che appare sempre più condivisa. A breve convocheremo un incontro nel quale è nostra intenzione chiedere a tutti impegni precisi verso un obiettivo comune: l’Umbria.
Marino Formichetti, Presidente Comitato Rieti-Terni in Umbria
Cancellazione Prefettura, incapacità del territorio di esprimere parlamentari all'altezza
La cancellazione della Prefettura, prima paventata oggi purtroppo assoluta certezza, unitamente al più che probabile taglio della Camera di Commercio e del Corpo Forestale dello Stato, sono la dimostrazione dell’incapacità della nostra provincia di saper esprimere, ormai da troppi anni, parlamentari all’altezza e che sappiano interpretare davvero gli interessi del territorio.
Se, oltre alla scomparsa della Prefettura, si aggiungerà nel 2016 la cancellazione delle Province dalla nostra Costituzione, Rieti non sarà più un capoluogo di Provincia.
Considerando le circa 257 tra funzioni e procedure che, secondo un calcolo del Viminale, le UTG svolgono, non solo sicurezza ma anche immigrazione, protezione civile, questioni elettorali e amministrative di ogni genere, si capisce benissimo che le implicazioni per la cittadinanza saranno moltissime e di non poco conto.
Ci riesce difficile comprendere l’effetto positivo che il governo Renzi pensa di raggiungere con il taglio di oltre 40 Prefetture, atteso che, come risulta da uno studio del Mef la rete delle Prefetture stesse costa circa mezzo miliardo di euro, di cui l’80% sono spese per personale dipendente, quasi del tutto incomprimibili.
Di fronte alla necessità di mitigare più possibile gli effetti negativi sui nostri concittadini di una riforma assurda, voluta e votata da una maggioranza di governo non eletta ma nominata, la nostra proposta, che rivolgiamo al Sindaco Petrangeli è quella di mettersi a capo di una proposta referendaria per trasferire Rieti in Umbria accorpando la provincia reatina a quella ternana.
Tante sono le frequenti necessità che obbligheranno i cittadini reatini a recarsi a Viterbo. Dalla richiesta di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno per la badante del genitore anziano alla richiesta di dissequestro di un veicolo, dalla sospensione della patente al ricorso contro la multa per violazione del codice della strada fino al rilascio del nulla osta per i locali di pubblico spettacolo.
Certamente sarà meno gravoso per i reatini percorrere venti chilometri che li separano dalla città umbra piuttosto che farne oltre novanta per andare a Viterbo.
Lo dichiarano i consiglieri comunali David Festuccia e Andrea Sebastiani.
Ad Amatrice una nuova sede per il Liceo Scientifico
Da martedì 15 settembre anche i ragazzi amatriciani torneranno sui banchi di scuola. D’altronde è il loro lavoro. E lo faranno con una novità, frutto della testardaggine dell’amministrazione comunale amatriciana: i ragazzi del Liceo Scientifico diranno definitivamente addio alla vetusta struttura che li ospitava prima, e affronteranno l’anno scolastico 2015/2016 nel nuovo modulo strategico, realizzato nell’estate appena passata.
Il comune ha affrontato la spesa grazie ad un mutuo, che sarà finanziato tramite il corrispettivo che la Provincia di Rieti verserà al Comune di Amatrice per la locazione, è posto al fianco dell’istituto Ominicomprensivo, andando a dare forma ad un vero e proprio complesso scolastico, che va dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di II° grado.
L’inaugurazione avverrà proprio nel giorno di apertura delle lezioni, alle ore 8,30.
Quindi…..in bocca al lupo a tutti i ragazzi.
Acqua, Cotral e treno. Impegni precisi per la politica alla tre giorni della UIL
“Cari Politici, togliere il prefetto da Rieti o da un’altra delle 23 città indicate dal Documento-Madia non significa solo eliminare un Alto Dirigente dello Stato, al quale si potrebbe anche ovviare, ma gettare nel caos una serie di servizi per accorpamenti improbabili tra territori”. Carmelo Barbagallo, Segretario Generale della Uil, come suo costume, non le manda a dire.
Al convegno conclusivo della festa provinciale “Incontriamoci”, allestita dall’Unione sindacale italiana dei lavoratori di Rieti, al Circolo Il Postiglione di Contigliano, i quadri nazionali e locali della Uil hanno parlato di sviluppo, riforme e problemi da risolvere.
Alla manifestazione hanno partecipato anche i parlamentari Melilli e Pastorelli, l’assessore regionale Fabio Refrigeri, don Valerio Shango della Curia Vescovile. Tantissimi anche gli interventi da parte del pubblico.
“Sono stati tre giorni intensissimi, con tanta gente – ha dichiarato Alberto Paolucci, segretario provinciale UIL – avevamo organizzato tutto con molto impegno ma non mi aspettavo tutta questa partecipazione. Questo significa non solo che il nostro è un sindacato vivo e in mezzo alla gente ma che la comunità reatina ha un disperato bisogno di ritrovarsi. Noi abbiamo detto a chiare lettere basta con questa miopia di certa politica. Noi non siamo contro nessuno, anzi vogliamo dialogare, però vogliamo risposte, impegni precisi, perchè Rieti è in ginocchio.
E la politica ha capito. Melilli ha promesso che chiederà l’apertura di un tavolo generale urgente in Regione per individuare cosa andrà a perdere la provincia di Rieti e cosa andrà a guadagnare negli accorpamenti. Non è possibile che sia sempre la nostra città a cedere “pezzi di Stato” a Viterbo, a Terni o a Roma. La seconda bella notizia l’ha portata ufficialmente Pastorelli, annunciando (da Novembre) un treno andata e ritorno diretto Rieti-Roma via Terni. Andata ore 6,15 ritorno ore 20,20. E’ un inizio. Infine, Refrigeri si è impegnato a velocizzare la norma per far pagare l’acqua a Rieti sulle interferenze d’ambito”.
L’altra notizia di rilievo emersa dalla manifestazione è la richiesta della UIL Trasporti Nazionale di fermare lo scambio gomma-rotaia del Cotral a Passo Corese per correggerne le criticità. “Alla Regione Lazio diciamo: non ha senso insistere con un cambiamento che complica la vita ai pendolari, alle mamme, agli anziani e agli studenti”. Paolucci ha concluso con un appuntamento al secondo appuntamento con la manifestazione “Incontriamoci”.

