“Non è certo che con la qualità si esca dalle difficoltà ma è certo che senza qualità non si torna a crescere, quindi non a caso abbiamo voluto presentare alcune aziende che rappresentano “buone pratiche imprenditoriali”, guidate da uomini e donne che hanno individuato con chiarezza la propria mission aziendale, una mission che punta in maniera forte sul binomio qualità-territorio”.
Così il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, ha sintetizzato l’obiettivo del convegno “Economia-Occupazione-Qualità: una sfida per il futuro” organizzato dalla Camera di Commercio di Rieti in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Rieti e svoltosi ieri presso l’Aula consiliare del Comune.
Un convegno che ha visto l’intervento del sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, del presidente del Consorzio industriale della provincia di Rieti Andrea Ferroni, di Marco Lorenzoni, presidente della C.L.A.R. (Centrale del Latte di Rieti) di Chiara Castelli, manager dell’azienda S.A.N.O. di Accumoli, di Emanuela Laurenzi, responsabile commerciale della Birra Alta Quota di Cittareale, di Stefano Petrucci, presidente del Consorzio Sabina DOP.
Dagli interventi è emersa la presenza, con diverse sfumature, in tutte le realtà aziendali del settore agroalimentare, di alcuni “ingredienti” che hanno consentito di poter affrontare con successo le sfide di un mercato in cambiamento non solo dal punto di vista della concorrenza esterna, ma anzitutto dalla sempre maggiore consapevolezza dei consumatori e della richiesta, proveniente dagli stessi, di prodotti non solo buoni e sicuri ma anche con quel qualcosa in più che si trova nelle storie vissute dagli imprenditori.
Un valore aggiunto fatto di ricerca continua della qualità ma anche di umanità, di attenzione alle materie prime ed ai processi di lavorazione ma anche di amore per il proprio territorio.
“Ecco quindi che il prodotto diventa un volano di promozione territoriale, con imprenditori sempre più nodi di una rete di presidio e tenuta economica per intere popolazioni”, ha detto Regnini. Questo percorso, come sottolineato da Marco Lorenzoni non può che essere realizzato vedendo istituzioni ed imprenditori collaborare. “Gli imprenditori – ha detto Lorenzoni – prima ancora di interventi economici pubblici, chiedono norme chiare che garantiscano procedure e tempi certi”.
Economia, Regnini: la ricetta per Rieti è la coppia “qualità-territorio”
Sabato 4 giugno raccolta sangue in piazza del Comune
In occasione della Giornata Mondiale dei Donatori di Sangue, l’Avis di Rieti con il Patrocinio del Comune di Rieti ha organizzato per sabato 4 giugno una raccolta sangue in piazza del Comune alle ore 8,30.
Sarà presente per la donazione una Autoemoteca della Regione Lazio.
A Castelnuovo di Farfa non solo il Museo, ma anche calore e affetto degli abitanti
Invitati a partecipare alla presentazione alla stampa del Museo dell’Olio di Castelnuovo di Farfa siamo stati, fin da subito, accolti come amici di vecchia data, come persone con le quali andare la domenica a pranzo insieme tra chiacchiere e sorrisi. Perchè sono così i castelnovesi, calorosi, gentili, appassionati e fraterni.
Un paese con meno di duemila anime che accolgono i visitatori aprendo le porte delle loro case, promettendoti un ciambellone alla cioccolata quando tornerai da loro, e per questo ringraziamo la simpaticissima signora Teresa, che ti fanno sentire a casa anche se la tua dista più di 40 chilometri.
Sono queste le realtà che vanno valorizzate e protette, sono queste le realtà sulle quali si fonda l’Italia e che ti fanno rendere conto di come al mondo caotico, freddo e pieno di spine ce n’è un altro parallelo e a sé stante. Questo secondo mondo è quello nel quale ci siamo sentiti immersi ieri per tutta la durata della visita e del pranzo in compagnia della Pro Loco e degli organizzatori. Un mondo fiabesco dal quale non vorresti più uscire.
Desia, presidente dell’Associazione Rearte e gestore del Museo, ha coordinato con maestria e senza invadenza la giornata di presentazione, lasciando spazio all’arte. La macchina da lei gestita, con l’aiuto dei suoi due angeli custodi Valentina e Serena, ha camminato perfettamente spedita verso la scoperta dell’oro e della storia di Castelnuovo di Farfa, l’olio.
Insieme a queste tre simpaticissime ragazze abbiamo conosciuto Giuseppe, volontario originario di Roma ma ormai castelnovese d’adozione,visto il grande amore che ha per il paese sabino da più di setti anni. Con la sua forza, energia, costanza, sta contribuendo all’esportazione sul territorio reatino e non solo del Museo dell’Olio e del borgo.
Infine un caloroso abbraccio alle signore Teresa, Daniela, Stefania e Franca le quali hanno preparato un pranzo con i fiocchi e una quantità enorme di buonissimi dolci rigorosamente preparati con l’olio D.O.P. della Sabina. Dolci che hanno chiuso una magnifica giornata in compagnia di persone che hanno lasciato in bocca un retrogusto di famiglia e di bene.
Con l’occasione invitiamo tutti i nostri lettori a visitare il 4 e il 5 giugno Castelnuovo di Farfa che si tingerà di colori e fiori per “Fiorile 2016”, evento giunto alla sua sesta edizione. Cultura, gastronomia, musica e soprattutto piante e fiori con i quali i castelnovesi adorneranno il loro borgo (LEGGI).
Un grazie speciale a: Teresa, Daniela, Valentina, Desia, Serena, Giuseppe, Stefania, Franca e Matteo.
Il direttore






Visita al Museo dell'Olio di Castelnuovo di Farfa. Ricchezza della Sabina – LE FOTO
Un passato ancora giovane padre del futuro. Sei parole per descrivere l’immenso valore storico, culturale e culinario contenuto nel Museo dell’Olio di Castelnuovo di Farfa, immerso in una bomboniera paesaggistica e naturalistica da far invidia al mondo.
Accolti dalle hostess del museo ci siamo addentrati in una struttura che dalla sua riapertura trasuda voglia di farsi conoscere e di far conoscere l’oro di Farfa e della Sabina, l’olio.
Come già affermava nel II secolo il medico greco Galeno, il primo a narrare del nostro olio come “il migliore del mondo”, la terra sabina ha in sè una ricchezza e la si respira fin dai primi passi che accompagnano all’ingresso del Museo restaurato in ogni suo punto.
L’opera di riapertura del sito museale, che ha sede a Palazzo Perelli, è stata portata avanti con passione e costanza dalla Pro Loco, dall’architetto Sveva Di Martino allieva dell’artista sarda Maria Lai, dal sindaco di Castelnuovo di Farfa Luca Zonetti, dal Consigliere comunale al Turismo e alla Promozione culturale Stefano Mei, dal Presidente dell’Associazione Culturale Rearte, gestore del museo, dott.ssa Desia Vetoli, dall’ex sindaco Domenico Giuliani e da tutta la comunità di Farfa che si è stretta attorno all’opera vero indotto per il paese.
La grande mole di lavoro degli ultimi anni, accompagnata dalla gentilezza e professionalità delle giovani hostess, dalla preparazione artistico culturale dell’architetto Di Martino e dalla volontà di far diventare gigante un museo già grande per il peso che riveste, ha dato vita ad un habitat a misura d’uomo dove poter conoscere la storia, le tecniche per la produzione dell’olio, l’arte.
Una volta entrati nel museo si viene accolti da un’opera di Maria Lai, “L’albero del poeta”, in legno in stile moderno sul quale vi è scritto: “c’era una volta un albero… un vecchissimo albero che era rimasto solo nell’isola del vento, voleva popolare la terra di alberi generosi e di poeti”, una sorta di anticamera che poi dà il via alla visita che non si smetterebbe mai di assaporare.
Come un buon piatto la si mangia a pieni bocconi, con gusto e fame, la si mastica godendosene le varie sfumature, come quelle di colore che ci regala la grotta con l’ulivo in bronzo appeso con la chioma rivolta in basso, quasi a toccare l’acqua che sembra essere di uno smeraldo opaco grazie ai riflessi della luce che emanano le varie fiamme poste all’interno di barchette anch’esse in bronzo che galleggiano sul filo acquoso e che si lasciano trasportare dalla lieve corrente d’aria che accarezza le pareti rocciose.
Risalendo e dirigendosi negli step successivi si ammirano gli antichi strumenti che hanno caratterizzato i frantoi sabini, recuperati grazie ad una grande opera di ricognizione effettuata negli anni e che oggi ci permette di osservare da vicino, soprattutto ai più giovani, strumenti che nel 2016 sono solo un ricordo di quel passato che spetta a noi far continuare a vivere e dal quale trarre il più possibile per rendere migliore il futuro.
Proseguendo poi la visita si ammirano con stupore due stanze ricoperte di roccia nelle quali, tramite un ingegnoso meccanismo in bronzo a circuito chiuso, è possibile ascoltare musica proveniente dalle gocce di olio che cadono negli antichi contenitori in pietra mentre un grande tronco di ulivo ruota su sè stesso, note mai uguali tra loro, in una composizione moderna e infinita.
Ancor prima sarà cura degli organizzatori far vedere lo strumento delle “5 esse”: Sasso in riferimento alla necessità di un terreno sassoso per coltivare ulivi, Solco per quanto riguarda la lavorazione, Sale contenuto nel terreno, Sole fondamentale in agricoltura ed infine Scure. Poi il percorso immaginato tra luci soffuse, con un filo d’oro che si intreccia e interseca da un sasso per arrivare alla sua conclusione in una goccia di olio.
All’interno della struttura diverse le installazioni degli artisti: Alik Cavalieri scultore scomparso nel 1998, Maria Lai artista visiva scomparsa nel 2013, Gianandrea Gazzola designer e musicista, Ille Strazza e Hidetoshi Nagasawa sculture ed architetto giapponese.
Il viaggio termina con la visione, nella sala della memoria, di un breve documentario sulla Sabina di Castelnuovo di Farfa raccontata dai contadini, con altri utensili utilizzati in olivicoltura e con la visita ad un frantoio, situato all’interno del museo, con una molazza dalle grandi dimensioni che in passato veniva azionata dal moto circolare di asini o cavalli.
La presentazione alla stampa del Museo dell’Olio di Castelnuovo di Farfa è terminata con una passeggiata nel borgo del paese, per poi assaggiare su pane fresco l’ottimo olio sabino, che ricordiamo è stato il primo a ricevere l’etichetta D.O.P.
Ascoltare le parole di Valentina, giovane futura somelier dell’olio, ha rafforzato quanto visto e ascoltato durante la visita, l’olio è un nostro bene e va tutelato oltre che esportato e fatto conoscere alle altre culture. Non deve rimanere chiuso nelle nostre mura, ma deve essere un volano per tutto il territorio che oggi necessita di ossigeno come non mai.
I castelnovesi vi aspettano a braccia aperte, con cordialità, simpatia, educazione, passione ed affetto, quell’affetto che si sente solo tra persone in grado di lasciare fuori dalla porta di casa il mondo con il suo metallico freddo e di far entrare invece calore e bontà, racchiusi in un abbraccio al calar del sole.
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Le campionesse di immersione e tiro a volo incontrano gli studenti del Savoia
Nel mondo dello sport non esistono soltanto i campioni del “Dio calcio”. Totti e Ronaldo, Pogba con Hibrahimovic e tutti gli altri sono certamente straordinari e meritevoli di ogni attenzione. Ciò non toglie che spesso, il calcio, offuschi il proscenio ad altri ed egualmente nobili campioni che per scelta di vita hanno dedicato attenzioni a sport non egualmente popolari, seppur parimenti validi, faticosi e competitivi. Questo è lo spirito che muove, da sempre, chi ha cultura sportiva e che allo sport ha dedicato la propria esistenza, nella funzione di guida dei giovani.
Il professor Oliviero Olivieri è tra questi. Efficace e motivato, pur se ormai alle soglie della meritata pensione, il prof. Olivieri che, non sarà inutile rammentarlo, è stato un eccellente mediano del Rieti Calcio negli anni ’70, ha curato e sviluppato il progetto: “I giovani incontrano i campioni”. Coadiuvato dall’altrettanto valida docente Sonia Ciancarelli, il prof. Olivieri ha erudito e condotto con la più giovane collega i ragazzi del Savoia – più propriamente alcune tra le classi del Professionale Socio Sanitario e del Tecnico Agrario di via Togliatti – ad un momento di straordinario coinvolgimento partecipativo ed emotivo con Federica Caporuscio e Alessia Zecchini.
Il lettore si chiederà a questo punto: chi sono queste due nobili sconosciute?
“Alessia Zecchini è una straordinaria campionessa di immersione, capace di rimanere in apnea ben oltre i sei minuti – dice con una certa emozione Olivieri – Federica Caporuscio fa del tiro al volo la propria specialità che la elegge come tra le più brave al mondo”. L’incontro che si è tenuto nei giorni corsi presso l’aula magna della sede scolastica di via Togliatti ha riscosso la viva partecipazione di tanti giovani, alunni ed alunne che sono stati avvinti dalle esperienze narrate come dai filmati proposti che hanno osservato le due atlete all’opera nei rispettivi campi d’azione”.
“Ascoltare dalla viva voce delle due campionesse emozioni ed esperienze vissute è stato emotivamente coinvolgente – dice Giorgia Miconi che frequenta il 2° Odontotecnico – esse hanno narrato la durezza degli allenamenti, di una vita tutta dedicata allo sport, le difficoltà incontrate e superate, le delusioni patite sulla propria pelle, la gioia provata per un successo importante, un record europeo o mondiale”.
La campionessa di tiro a volo, Federica Cporuscio, ha presentato e commentato agli studenti alcuni filmati sulle Olimpiadi di Londra come pure sui titoli vinti più di recente nel tiro al volo dagli atleti italiani nelle grandi competizioni internazionali.
“Sono rimasta avvinta dal filmato che ha mostrato la discesa di Alessia Zucchini fino ad una incredibile profondità di 93 metri – afferma Caterina Sforza, anch’essa del 2° Odontotecnico – ciò deve essere d’insegnamento per tutti noi giovani perché nulla è precluso se vi è la volontà di raggiungere un obiettivo nella propria vita” (Valerio Pasquetti)
ASM: utile di 186.000 euro nel 2015 e indebitamento in calo
Dopo due anni di pesanti segni negativi, il bilancio 2015 di Asm Rieti, si chiude con un utile di 186 mila euro. Ad approvarlo, sabato scorso, l’assemblea dei soci dell’Azienda che gestisce l’igiene urbana, le farmacie e il trasporto pubblico locale nel Comune di Rieti.
Soddisfazione da parte del Consiglio di Amministrazione che sottolinea l’importanza del risultato dopo che gli ultimi bilanci, erano stati rappresentati da perdite molto penalizzanti dal punto di vista patrimoniale.
Fondamentale è stata la strategia attuata dai nuovi amministratori nei primi 100 giorni di gestione della società dopo la nomina dello scorso settembre 2015. L’efficace azione di recupero dei crediti, attivata dopo poche settimane dall’insediamento, ha consentito all’Asm di ridefinire le condizioni di fornitura in essere, ottenendo risparmi significativi sui costi. Importante anche l’abbattimento dei costi finanziari: basti pensare che il costo di tali oneri, sostenuto nell’ultimo esercizio, pari a 358 mila euro, rappresenta circa un terzo di quello sostenuto per la medesima voce, nel 2012 e nel 2013, mentre nel 2014, l’ammontare di questi oneri fu quasi del doppio.
Con l’approvazione di questo bilancio, Asm registra un notevole miglioramento di tutti gli indici: quelli che misurano la redditività della società, che ne rilevano la solidità patrimoniale, quelli che ne evidenziano il livello di indebitamento, ma anche di quelli che ne analizzano la liquidità.
In particolare, soprattutto in seguito all’incasso dei crediti vantati nei confronti del Comune di Rieti, Asm presenta alla fine del 2015, un indebitamento complessivo inferiore ai 20 milioni di euro: ciò significa che in soli 3 anni, l’azienda è riuscita a dimezzare il livello dell’indebitamento complessivo che a fine 2012, ammontava a 39 milioni di euro, potendo pertanto, finalmente pianificare la fase di sviluppo in un contesto favorevole alla realizzazione di mirati investimenti strategici.
Decisamente positivo anche il bilancio economico dopo il primo semestre di gestione del nuovo Consiglio di Amministrazione. Era stato infatti annunciato che nel 2015, l’indebitamento complessivo sarebbe sceso a 21 milioni di euro entro febbraio 2016, ma già a fine dicembre 2015, l’Asm era ampiamente al di sotto dei 20 milioni di euro, ed il trend è poi proseguito anche nei primi mesi del 2016 quando è stato possibile azzerare completamente l’ammontare dei debiti scaduti verso istituti di credito con cui l’Azienda è tornata a dialogare costruttivamente.
“L’approvazione del bilancio 2015 è un tassello importante – ha commentato il presidente dell’Am, Alessio Ciacci – frutto di un percorso impegnativo che ci ha visto lavorare intensamente, al fianco e in sinergia con l’amministrazione comunale, per ridurre i crediti e i debiti, per dare solidità all’Azienda e guardare in prospettiva, a servizi di qualità crescenti per la città”.
Un traguardo che gratifica e dà particolare soddisfazione all’intero Cda che continuerà a lavorare in questa direzione con l’obiettivo principale di condividere e comunicare alla cittadinanza in maniera puntuale, ogni novità e iniziativa relativa all’Azienda.
A Rieti Sport Festival il CAI porta una montagna di attività
Portiamo in città una montagna di attività alla portata di tutti: questo l’impegno del CAI di Rieti al Parco del Coriandolo nell’ambito della grande e attesa manifestazione Rieti Sport Festival che dal 2 al 12 giugno valorizzerà gli sport più significativi che operano in città.
Che Rieti ambisca a diventare una cittadella dello Sport soprattutto all’aria aperta, vista la sua ideale ubicazione e vocazione green (qualità di acqua, aria, terra, tutto a portata di mano e dentro una cornice paesaggistica magnifica), è da qualche anno una percezione diffusa non solo tra gli sportivi residenti, ma anche tra i cittadini che lo sport amano solo guardarlo, come pure tra coloro che occasionalmente visitano la città. Rieti è sport per tradizione. Ecco perché gli organizzatori hanno voluto dare un solo corpo a questo tessuto frammentario ma vivacissimo di attività sportive mettendo in luce un obiettivo a loro comune: quello dello star bene stando in forma e quello di fare movimento divertendosi.
Competizione, gare, podi, premi e classifiche non ci saranno, lo scopo è quello di diffondere in modo ancor più capillare e socialmente condiviso una maniera di intendere il tempo libero che nostro malgrado ci è sempre più sottratto. Lo svago, il movimento, la ricerca di una dimensione salutare a tutte le età e ognuno secondo le proprie inclinazioni, sono aspetti della vita che possono riscoprirsi soprattutto stando insieme.
Alla manifestazione (per il calendario si veda rietisportfestival.it e wwwcairieti.it) interverranno ospiti illustri dello sport e dello spettacolo, tra cui Giovanni Malagò, Neri Marcorè, Jimmy Ghione, Gianni Rivera, Giampiero Galeazzi. Il CAI di Rieti con la sua Scuola di arrampicata e i suoi Gruppi attivi sarà presente con il suo punto informativo e la sua torre d’arrampicata tutti i giorni dalle ore 18 alle 22, si distribuirà una scheda conoscitiva per monitorare e migliorare le attività in seno al sodalizio, mentre alcuni istituti scolastici hanno già prenotato attività specifiche in orario antimeridiano.
Il 2 giugno, festa della Repubblica e giorno d’inaugurazione, alle ore 19.30 verrà proiettato il film ZEMU EXPLORATORY EXPEDITION, spedizione in Himalaya patrocinata dal CAI Generale nella quale ha preso parte anche il sodalizio di Rieti; nell’evento ci saranno interventi di medici esperti che parleranno della preparazione sportiva in alta quota.
Il 3 alle ore 20.30 partirà dal Parco del Coriandolo il Trekking urbano e culturale in notturna;
il 4 alle 9,30 escursione dal Villaggio Sportivo al Santuario de La Foresta, per finire la giornata dalle 18 alle 22 con una serie di esercitazioni del Gruppo Speleo.
Il 5 alle 9,30 escursione al Santuario di Fonte Colombo.
Il 6 alle ore 18 una esercitazione dimostrativa di ricerca di disperso a cura del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) Stazione di Rieti, poi alle 20.30 un’escursione in notturna lungo la pista ciclabile con il Gruppo Alpinismo Giovanile.
Il 7 un’altra esercitazione del CNSAS alle ore 18, mentre alle 19 incontro con lo psichiatra Paolo di Benedetto sui temi di Montagnaterapia.
L’8 alle ore 18 verrà organizzata una divertente Caccia al tesoro a cura del Gruppo Alpinismo Giovanile, e contemporaneamente ci sarà un’esercitazione del CNSAS con Unità Cinofila.
Il 9 alle ore 9.30, ultima escursione alla Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, poi alle ore 18 incontro con lo speleologo Mimmo Scipioni alla scoperta delle grotte più belle del mondo.
Il 10 dalle 18 la Scuola di Arrampicata del CAI farà arrampicare in sicurezza i bambini con la collaborazione dei ragazzi dell’Alpinismo Giovanile; alle 21 ci sarà la proiezione del film Vincersi, la straordinaria storia di un gruppo di giovani arrampicatori non vedenti.
L’11 alle ore 18 nuova esercitazione del Gruppo Speleo.
Il 12, giorno di chiusura del festival, dalle ore 18 alle 22 si potranno fare gli ultimi tiri di arrampicata sulla torre CAI.
In caso di maltempo le attività outdoor saranno annullate mentre gli incontri e i film verranno svolti nei gazebo. Ogni attività è gratuita e libera, ed è stata messa a disposizione grazie all’apporto dei tanti volontari soci CAI di Rieti.
Di Ines Millesimi
Ad Asti per adunata alpini e per il museo divisione partigiana Garibaldi di Montenegro
Ho partecipato negli anni ’90 a due durante degli Alpini, quella di Asti nel 1996 e quella di Treviso dell’anno dopo. Lo feci non perché Alpino, anche se avevo militato in polizia, all’epoca militarizzata, frequentando la Scuola Alpina di Moena di Fassa. Lo feci come giornalista per soddisfare la mia curiosità di conoscenza dei comportamenti umani collettivi.
Fui conquistato dallo spirito con il quale questi eredi del miglior militarismo italiano partecipavano alla vita di un sodalizio nel quale la solidarietà e la fratellanza la facevano da padrone. Seppi cogliere questo aspetto della cosiddetta “alpinità” e metterlo così bene in evidenza che meritai la nomina ad Alpino Onorario.
Sono tornato ad Asti venti anni dopo anche per un’altra ragione, perché come responsabile regionale della ANVRG (Associazione Italiana Veterani Reduci Garibaldini) fondata dai reduci della Divisione Partigiana Garibaldi di Montenegro, formata dagli Alpini della Divisione Cuneense e dai Fanti della Divisione Venezia di stanza in Montenegro dopo l’8 settembre del 1943, dopo il loro rientro in patria invitti alla fine della seconda guerra mondiale, ho accompagnato gli Alpini del Gruppo di Santa Rufina di Cittaducale in provincia di Rieti a visitare il Museo nazionale della Divisione Partigiana Garibaldi sistemato di recente definitivamente ad Asti ed inaugurato il 2 giugno del 2015.
Molti furono i fanti della Divisione Venezia di origine reatina e sabina che confluirono nella divisione Garibaldi di Montenegro e la maggior parte ci rimisero la pelle, pochi coloro che rientrarono, l’ultimo dei quali Ennio Bellini è deceduto due anni fa. Ma vivo è il ricordo di quella epoca che vide molti giovani sabine lottare a fianco dei partigiani titini contro i nazisti e gli ustascia per diciotto lunghi mesi in condizioni di grave disagio per mancanza di cibo, di indumenti e di solidarietà di patria.
Asti è una piccola città di provincia come lo è Rieti dalla quale siamo partiti. La provincia di Rieti è per metà di leva alpina nella Brigata L’Aquila della Divisione Iulia e per metà di leva mista con prevalenza in fanteria. Ricalca in piccolo quello che fu la Divisione Partigiana Garibaldi di Montenegro.
Asti ci ha accolto come sono solite accogliere le adunate degli alpini le città italiane che si assumono l’onere organizzativo del loro svolgimento. Una festa di bandiere e di attrezzature dell’accoglienza in armonia al carattere di folklore che gli alpini sanno dare ai loro incontri.
La città intera invasa da una kermesse di ex militari con i caratteristici cappelli che mostrano con orgoglio le loro penne nere e bianche che girovagano per le vie e le piazze animate da fanfare, tamburini, squadre folk del notissimo palio di Asti, un’aria di festa all’antica che con il passar degli anni va scomparendo dal nostro costume nazionale. A starci in mezzo ci si sente parte di qualche cosa che è più grande di noi e ci fa entrare in uno spicchio dell’anima collettiva degli italiani. Senti vibrare nell’aria qualcosa che è molto lontano dalla indifferenza con la quale oggi gli italiani partecipano alle tante feste del consumismo, totalmente prive di anima. Più di tutte colpiscono le fanfare militari degli alpini, con i loro tromboni e i grandi tamburi che rimbombano nelle valli alla quali trasmettono i sentimenti più puri e genuini dei valligiani.
Ci si sente coinvolti, non si andrebbe mai via. Uno stato di eccitazione salvifica si impossessa di tutti e non ci si stanca mai nemmeno delle stesse ripetizioni.
La sfilata della domenica è il clou della manifestazione che dura dal venerdì. Ad essa partecipano tutti i sodalizi miliari degli alpini di tutta l’Italia. La anticipano le rappresentanze degli alpini che vengono dagli altri paesi, si tratta per lo più di italiani nati o che vivono all’estero e che fanno parte di truppe di montagna, ma anche di rappresentanze degli alpini di altri paesi.
Segue la sfilata degli alpini che sono in servizio permanente militare in stretta formazione d’ordinanza seguiti dalla Fanfara di Divisione.
A seguire tutti i componenti delle varie Sezioni d’Italia con le bandiere di tutti i Gruppi che le compongono. Una sfilata che inizia al mattino alla ore 10,00 e che normalmente finisce nel tardo pomeriggio, alla quale partecipano migliaia e migliaia di penne nere e bianche a testimonianza della loro fedeltà ai valori più genuini della gente di montagna.
Ma noi siamo venuti quassù anche per rendere onore ai caduti reatini e sabini della Divisione Partigiana Garibaldi di Montenegro visitando il loro Museo.
Ci accoglie all’ingresso Mariella Bortoletto, figlia dell’ultimo presidente veterano della ANVRG Carlo Bortoletto, alpino di Asti che nel 1943 non si arrese ai tedeschi e aderì alla Divisione Partigiana. Mariella oggi è una dirigente della ANVRG, come lo sono molti altri figli di veterani deceduti, per mantenere vivi gli ideali per i quali combatterono i loro padri.
Ella ci accompagna nelle sale del Museo ben sistemato al piano terreno di un palazzo nobiliare piemontese oggi di proprietà pubblica e ci descrive l’importanza per la memoria storica delle varie teche nelle quali sono custoditi cimeli e documenti della Divisione. Sono stati sistemati costì tutti i cimeli che stavano a Porta San Pancrazio a Roma e ad essi ne sono stati aggiunti molti altri ricevuti per donazioni delle famiglie dei reduci.
L’alpino Mario Petrucci, capogruppo del Gruppo di Santa Rufina per ringraziare la Bortoletto e la città di Asti per aver ospitato in via definitiva il Museo della Divisione Partigiana Garibaldi, ha consegnato in ricordo della visita il gagliardetto ed un quadretto con i simboli del Gruppo. Il Sindaco di Cittaducale Ermini ha donato i due volumi che rievocano la storia di Cittaducale, di cui Santa Rufina è una importante Frazione, ed una guida del territorio con invito ad una visita di cortesia.
A nome della Federazione Regionale Lazio della ANVRG ho espresso le più vive congratulazioni alla Sezione di Asti della ANVRG per la collaborazione prestata al fine della sistemazione definitiva del Museo della Divisione.
Gianfranco Paris
Nella foto: Il sindaco di Cittaducale Roberto Ermini, Mario Petrucci, presidente gruppo Alpini di Santa Rufina, Gianfranco Paris e Mariella Bortoletto della ANVRG.
Graduatoria definitiva degli alloggi ERP
L’assessorato alle politiche socio-sanitarie comunica che è stata approvata la graduatoria definitiva per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all’assistenza abitativa, adottata dalla Commissione assegnazione alloggi di Erp nella seduta del 27 maggio 2016 sulla base delle domande pervenute a seguito del bando pubblicato il 27 novembre 2015. La graduatoria è già in pubblicazione sull’Albo pretorio del Comune di Rieti e presso l’Urp in Piazza Vittorio Emanuele II. (LEGGI GRADUATORIA)
7 studenti vincono il Concorso Intercultura
Mercoledì 1 giugno, alle ore 16, si svolgerà nelle sale di Palazzo Potenziani, la tradizionale e attesa cerimonia di consegna delle Borse Intercultura finanziate dalla Fondazione Varrone.
Sono 7 gli studenti vincitori del XII° Bando di Concorso Intercultura:
1. Biagioli Erica anno in USA
2. Marconi Federico anno in India
3. Qerosi Kristiana anno in USA
4. Raponi Benedetta anno in USA
5. Renzi Gaia anno in Cina
6. ten Voorde Felice anno in USA
7. Venga Luca anno in USA

