Ci sentivamo cittadini di serie “b”, ma prendiamo coscienza di essere considerati in una serie ancora minore. Dopo incontri e colloqui con l’amministrazione comunale, che all’apparenza sembra ben disposta ad ascoltare le richieste dei residenti della Piana Reatina, con i recenti provvedimenti evidenzia più un sottile comportamento da campagna elettorale piuttosto che interesse vero e proprio per i cittadini.
Dall’inesistenza totale dei servizi essenziali quali rete gas, impianto fognante e impianto di illuminazione, al gravissimo dissesto idrogeologico per il quale gli ultimi interventi risalgono al 2010, nonché il generale degrado ambientale. Il tutto riconducibile ad un totale abbandono da parte delle istituzioni.
In questo quadro l’amministrazione comunale, in assoluto silenzio così come le forze di opposizione, dà un suo determinante contributo all’ultimo colpo di grazia per l’intero territorio e per i proprietari. a cosa ci riferiamo? Alla rintroduzione dell’Imu sui terreni agricoli.
Il territorio comunale era considerato totalmente montano fino al 2015 e pertanto esentato dal pagamento IMU per i terreni agricoli.
La variante introdotta da gennaio 2016, che non è stata resa nota ai proprietari ma conosciuta in modo casuale in prossimità della scadenza, considera il territorio parzialmente montano e rintroduce di fatto il pagamento dell’Imu e il provvedimento interessa principalmente la piana reatina.
Ulteriore aggravio di tasse su un territorio dove già insiste la tassa di bonifica, ingiusta ed incomprensibile, della quale non si evince nessun beneficio per il territorio, tassa che non viene pagata da tutti i residenti/proprietari.
I cittadini si aspettavano non un ritorno di vecchie tasse ma, come da promesse, concreti e sostanziali interventi per un miglioramento della qualità della vita, nonché come necessaria spinta per uno sviluppo e una valorizzazione sostenibile del territorio.
I cittadini della piana sono stanchi di essere supertassati e non avere i servizi essenziali.
Piana Reatina, rintrodotta IMU sui terreni agricoli
Urbanistica, Ludovisi: il PRG non è né del centro-destra né del centro-sinistra
“Il Piano regolatore non è né del centro-destra né del centro-sinistra, è un patto sociale firmato da tutta la città. Per me il nostro Prg è sbagliato, ma sono sufficientemente adulto da capire che oggi è legge. Dunque tutti dovrebbero prendere atto di ciò anche per individuare il vero senso del confronto che da tempo sollecito sull’atto di programmazione che stiamo proponendo. Per evitare strumentalizzazioni propagandistiche, su un tema tanto delicato e attenzionato, è necessario pretendere, innanzitutto, onestà intellettuale e responsabilità. E questo credo di fare, non certo per virtù personali, ma per il ruolo che con serietà ricopro in questo momento, a nome dei cittadini di destra, di centro e di sinistra.
Un Prg è un patto tra cittadini e istituzioni e in esso sono ben chiariti i doveri e i diritti: per tale patto sono i cittadini a pagare l’Imu e a vantare diritti in solido su terreni che un piano regolatore di vecchia generazione codifica come edificabili; in virtù dello stesso patto è il Comune che deve decidere e programmare i servizi da restituire alla città e da realizzarsi con gli introiti degli oneri.
Il Programma pluriennale di attuazione è una programmazione soprattutto finanziaria, non una pianificazione. Sarebbe auspicabile che questo aspetto venisse colto e magari affermato, quando si interviene pubblicamente, altrimenti si rischia di portare avanti argomentazioni, a volte anche caotiche, che appaiono solo pretesti per perdere ulteriore tempo a danno della città.
Tra le sciocchezze più grandi sento ricorrere la geniale intuizione che noi, forza di governo cittadino, avremmo dovuto fare una proposta incompiuta per poi condividerla: si tratta di un’accusa sterile, quanto inutile, che non onora l’impegno di chi ha lavorato con attenzione a predisporre una proposta concreta; sembra un’accusa formulata da chi non coglie le possibilità di confronto predisposte, il tempo e lo spazio che si sta cercando di dare alla discussione nella speranza che il percorso sia completo in ogni sua parte.
Le forze politiche tutte, se vogliono davvero contribuire, devono e possono mettere nero su bianco proposte concrete per alimentare il dibattito. Possono farlo sia in Commissione, come sarebbe meglio, sia in Consiglio comunale. La nostra idea è di attivare questo Prg, come dovuto e previsto dalla legge, per poi poter finalmente iniziare una fase di pianificazione più adeguata.
Rieti, la sua economia, le sue necessità di fabbisogno e le dinamiche demografiche, in questi venti anni sono profondamente cambiate; occorre ripensarne il futuro. A tal riguardo ho dichiarato più volte che il quadro normativo ci sta dando una mano e che il nuovo Testo unico dell’urbanistica, tra l’altro già adottato dalla Regione e che a breve andrà in discussione in Consiglio, permetterà davvero un ripensamento profondo di cosa voglia dire “pianificazione”. E’ l’occasione giusta e necessaria per fare un nuovo Prg e lo faremo. Sarebbe sciocco e inopportuno non cogliere l’occasione. Però, prima, è giusto chiudere e fare i conti con il passato.
Sento alludere, poi, ad altrettanto improbabili errori tecnici presenti nella stesura dell’atto; considerazioni vuote e sempre rilasciate alla stampa e mai nei luoghi opportuni. Senza timore alcuno, e certo della capacità tecnica di chi ha tradotto in proposta concreta una chiara e evidente proposta politica, posso dire che fino ad oggi abbiamo registrato solo errori nella lettura del Ppa da parte di alcuni consiglieri di minoranza. Posizioni a tratti anche imbarazzanti, forzate e talmente inefficaci, che fanno pensare che nascondano altri interessi e poco inclini a tenere a mente il bene comune.
Il Ppa è approvato ai sensi e per gli effetti dell’art. 9 della L.R. n. 72/1975, dell’ art. 13 della L.N. 10/1977, nonché della L.R. n. 35/1978. In questi articoli si chiarisce, senza fraintendimenti, che la programmazione possa essere dai tre ai cinque anni. Ma è banale la cosa: ogni programmazione finanziaria infatti non può che rispondere a esigenze che l’Amministrazione per voce del Consiglio ritiene proprie. Non potrebbe essere altrimenti. Basta leggere tre semplici leggi per evitare inutili polemiche e lasciare finalmente spazio ai contenuti. Sono le scelte politiche che interessano davvero la città. Questo piccolo sforzo è chiedere troppo?
A breve il Ppa andrà in Consiglio e ci andrà per la città e con la città che ha più volte invocato questo momento. Ai consiglieri chiedo di dare contributi positivi e concreti in modo da poter darne accoglienza e risposta esaustiva. Un primo contributo, attraverso un ordine del giorno, potrebbe ad esempio sensibilizzare l’Amministrazione comunale affinché chi rimarrà escluso da questa programmazione sia interessato da una rimodulazione al ribasso dell’aliquota Imu. Fatelo per la città.”
Lo dichiara l’assessore all’Urbanistica Giovanni Ludovisi.
RIETINVIDEO "Il Sindaco online" Petrangeli su voto donne e ASM
E’ online la seconda parte della nona puntata della rubrica istituzionale settimanale del Sindaco di Rieti Simone Petrangeli. Ricordiamo a tutti i nostri lettori che è possibile inviare opinioni o commenti al Sindaco Petrangeli scrivendo a sindacoonline@rietinvetrina.it.
![]()
A Posta il 2°Meeting Internazionale Danze Popolari Alta Valle del Velino
Il Comune di Posta ospita il 2°Meeting Internazionale Danze Popolari Alta Valle del Velino, organizzato dall’Associazione culturale Vallis Velini Superior con la direzione artistica di SudInBallo.
Ben 4 giorni di grandi eventi a cavallo del ponte della Festa della Repubblica nello storico territorio dell’Alta Valle del Velino, in un habitat circondato da vette tra le più alte degli Appennini, tra i pochi in Italia a potersi orgogliosamente mostrare del tutto incontaminato. Posta e le sue frazioni si apprestano a ospitare un appuntamento unico nel suo genere che vedrà protagonista la tradizione popolare di balli, canti e danze locali, nazionali e internazionali.
Insegnanti qualificati suddivisi in 4 gruppi di insegnamento proporranno 13 corsi di ballo, 4 laboratori di strumenti della tradizione ed 1 di ‘Canto a Braccio in Ottava rima’. Degne di nota alcune specialità internazionali: danze greche, francesi, del Mediterraneo e del ventre. Turisti, ospiti e residenti avranno l’opportunità di apprendere danze e strumenti tradizionali iscrivendosi ai Corsi e ai Laboratori che avranno luogo nelle due giornate di venerdì 3 e sabato 4 giugno. Sarà possibile partecipare allo stage completo di due giorni, oppure optare per meno impegnative partecipazioni ad una sola giornata di corsi o addirittura ad un singolo corso o laboratorio.
Per non dimenticare le eccellenze gastronomiche del territorio, le serate saranno dedicate a cene tradizionali a base di prodotti tipici della cucina locale (anche per vegetariani/vegani) e a concerti interpretati da artisti del panorama folk/popolare italiano.
Domenica 5 Giugno, in chiusura, pranzo con Spaghetti alla Amatriciana e Gara di Saltarello.
Visite guidate, escursioni e mercatini daranno la possibilità di conoscere le bellezze paesaggistiche, le curiosità e gli aspetti storico-culturali dell’Alta Valle del Velino. A fare da contorno all’evento vi saranno le antiche espressioni di riti, usanze e tradizioni locali.
I partecipanti al 2° Meeting Internazionale Danze Popolari Alta Valle del Velino 2016 potranno soggiornare in strutture alberghiere convenzionate o strutture ricettive comunitarie comunali e usufruire dei ristoranti del posto convenzionati.
Il Meeting Internazionale Danze Popolari Alta Valle del Velino 2016 si propone come un evento di trasmissione delle espressioni di musica e danza popolare provenienti da diversi ambiti territoriali, italiani e internazionali, attraverso lo studio, la scoperta e l’apprendimento del ballo e della festa.
Trofeo Leoni, l'Unione Ciclistica Rieti fa chiarezza
Dopo l’errore di percorso che ieri ha tagliato fuori dalla corsa un’ottantina di corridori l’Unione Ciclistica Rieti fa chiarezza
Quanto è accaduto ieri ci rammarica. Siamo dispiaciuti per gli atleti che dopo aver corso oltre tre ore sotto al diluvio non hanno avuto la possibilità di giocarsi le proprie chance, ci dispiace per la città di Rieti che, come ogni anno, risponde con grande entusiasmo quando si corre il Trofeo Adolfo Leoni ma non ci stiamo a diventare il capro espiatorio, vedendoci attribuire responsabilità che, in realtà, non sono nostre, se non per la parte che riguarda la scelta del personale necessario allo svolgimento della gara.
È opportuno fare chiarezza sulle modalità di organizzazione di una gara, che evidentemente non tutti conoscono.
La società organizzatrice cerca di mettere insieme una somma che consenta di coprire tutte le spese necessarie: i direttori di corsa percepiscono un compenso, così come le staffette, chi installa palchi e transenne, chi garantisce il servizio radio-informazioni, lo speaker, il medico e tutti i servizi necessari per il regolare svolgimento della gara.
Una società organizzatrice disegna il percorso, contatta le squadre e si preoccupa, quando necessario, della loro ospitalità.
Fatto tutto ciò, una volta che è partita la corsa, una società organizzatrice non ha alcun modo di intervenire sulle dinamiche della gara. Le decisioni spettano alla direzione di corsa e, visto che il Trofeo Leoni è una gara nazionale, al presidente di giuria.
Veniamo ai fatti di ieri. Inizia l’ultimo giro e gli atleti vengono avvisati con il relativo cartello e il suono della campana. Martin Otonicar e Yuri Colonna, già in fuga, passano sotto al traguardo e percorrono circa un chilometro del circuito cittadino fino all’altezza della rotonda Madonna del Cuore dove invece di svoltare a destra, come hanno fatto per i precedenti otto giri, proseguono dritti in direzione Cantalice, come previsto dal percorso. Poco più di un minuto più tardi ben ottanta atleti, per responsabilità ancora tutte da attribuire ma certamente estranee all’Unione Ciclistica Rieti, svoltano di nuovo a destra e percorrono un intero giro in più rispetto al programma del circuito cittadino.
C’è stata certamente un’errata segnalazione agli atleti da parte di chi presidiava quella rotonda (staffette? Vigili urbani? Personale Asa?) ma nessuna responsabilità può essere attribuita all’Unione Ciclistica Rieti che aveva affidato a queste figure il regolare svolgimento della manifestazione.
A quel punto sarebbero dovuti intervenire il presidente di giuria e la direzione di corsa che, invece, sono rimasti inermi davanti all’errore di percorso. Non hanno fermato il gruppo e gli hanno addirittura consentito di percorrere un giro in più del circuito cittadino, circa 15 chilometri!
C’è, poi, un altro importante aspetto che vogliamo sottolineare. Pur riconoscendo il ruolo di assoluti protagonisti della gara agli atleti e alle loro squadre ci chiediamo come è possibile che corridori pronti ad affacciarsi al mondo del professionismo non si siano minimamente accorti dell’errore? Nessuno aveva studiato e visionato il percorso? Ci interroghiamo sul perché direttori sportivi navigati, come quelli presenti al Leoni, non siano letteralmente “entrati” in gruppo per fermare i propri corridori e farli tornare sul percorso di gara corretto?
L’errore di percorso, da regolamento, è considerato un incidente tecnico. Un incidente che poteva essere recuperato grazie all’intervento di tutto il personale addetto alla gara, della giuria, della direzione di corsa o dall’intervento di qualche direttore sportivo. Gli unici che nulla potevano fare eravamo proprio noi dell’Unione Ciclistica Rieti che, però, ci siamo ritrovati al centro delle polemiche scatenate da articoli giornalistici che hanno stravolto la verità sostanziale dei fatti.
L’Unione Ciclistica Rieti spera che venga ristabilita questa verità sostanziale dei fatti nel rispetto di una manifestazione tra le più prestigiose del centro-sud, degli sponsor che da anni sostengono economicamente la gara e di tutti i suoi dirigenti che, anche a fronte di importanti sacrifici economici, dedicano il loro tempo per la miglior riuscita possibile del Trofeo Adolfo Leoni. Siamo convinti, nel rispetto degli atleti che hanno animato la gara con grande impegno, che chi ha sbagliato debba essere sanzionato. Quello che possiamo fare noi è sceglierci fornitori di servizi (che vengono pagati, vedi sopra) all’altezza di una gara e di un albo d’oro di assoluto prestigio.
Per tutelare la propria onorabilità e la storia del Trofeo Leoni l’Unione Ciclistica Rieti non esclude azioni legali nei confronti di chi continuerà ad attribuirle impropriamente responsabilità per quanto accaduto ieri, 2 giugno, durante la corsa.
Incidente a Casperia, auto si ribalta
Incidente alle ore 13:55 a Casperia sulla SP48. Una ragazza ha perso il controllo della propria auto, una Lancia Y grigio scuro ed è andata a finire contro una parete di roccia e terra finendo la propria corsa ribaltandosi su un fianco. Alcuni automobilisti hanno subito prestato i primi soccorsi alla ragazza che fortunatamente è uscita illessa dall’abitacolo.
Sul luogo dell’incidente sono giunti i Vigili Del Fuoco dal distaccamento di Poggio Mirteto, i Carabinieri di Casperia per i rilievi del sinistro e il 118 che ha visitato la ragazza per accertamenti. Traffico rallentato in entrambe le corsie di marcia.

Di Fioravanti
Shire completa la combinazione con Baxalta
Shire plc (LSE: SHP, NASDAQ: SHPG) oggi ha portato a termine la preannunciata combinazione con Baxalta Incorporated (NYSE: BXLT), creando il gruppo leader a livello mondiale nel campo delle biotecnologie che mira a servire i pazienti con malattie rare e altre patologie altamente specialistiche.
Attraverso la combinazione, Shire prevede di realizzare una crescita annua a doppia cifra, con oltre 20 miliardi di fatturato annuo previsti entro il 2020 e circa il 65% di fatturato annuo totale generato già da oggi dalla sua linea per le malattie rare. Shire ora ha oltre 50 programmi in sviluppo clinico, con un mix equilibrato di progetti a stadio iniziale, intermedio e avanzato.
Con oltre 22.000 dipendenti in piú di 100 paesi, la penerazione globale di Shire e dei relativi prodotti d’eccellenza offre il potenziale per servire ancor meglio i pazienti con bisogni non soddisfatti.
Il CEO di Shire Flemming Ornskov, M.P.H., commenta: “Compiuta la combinazione con Baxalta, Shire diventa leader globale nelle malattie rare, sia per fatturato sia per pipeline. Con i nostri vari marchi di alto valore, ognuno con prodotti d’eccellenza e un robusto portfolio, estendiamo ulteriormente le nostre capacità di produrre innovazione e crescita sostenibile, mantenendo i pazienti al centro di tutto quello che facciamo.”
Prosegue Ornskov, “Abbiamo compiuto uno strabiliante successo nell’integrazione fin dall’annuncio della combinazione, avanzando più velocemente rispetto ad altre transazioni di simili proporzioni, per dare certezze per i nostri dipendenti e per servire meglio pazienti e clienti. Oggi lanciamo la nostra azienda combinatacon una squadra ricca di talento ed esperienza a guidare l’organizzazione. Unite insieme sono formidabili le le possibilità per pazienti, operatori sanitari e soprattutto per i dipendenti, con l’opportunità di creare ulteriore valore per gli azionisti.”
Come conseguenza del compimento della combinazione:
È esecutiva la nomina di Gail D. Fosler e Albert P.L. Stroucken al consiglio d’amministrazione di Shire, annunciata il 18 aprile 2016;
Gli azionisti di Baxalta riceveranno un mix di 18,00 $ in denaro e 0,1482 ADS di Shire per ogni azione Baxalta (o 0,4446 di azione ordinaria Shire se l’azionista ha espresso la volontà di ricevere azioni ordinarie);
Baxalta diventa una sussidiaria indiretta interamente posseduta di Shire;
Shire offre garanzia piena e incondizionata per gli obblighi assunti da Baxalta verso i detentori di obbligazioni convertibili in corso di validità Baxalta.
Si prevede che la struttura operativa dell’azienda combinata generi sinergie di costi operativi annui di almeno 500 milioni di USD nei primi 3 anni post chiusura. Inoltre Shire prevede di generare altre sinergie di entrate e un’aliquota d’imposta effettiva combinata non GAAP del 16-17% entro il 2017. Si prevede che la combinazione sia accrescitiva degli utili per azione diluiti non GAAP nel 2017, il primo anno di calendario di possesso e oltre, con un buon ritorno sul capitale investito che nel 2020 sarà superiore al costo del capitale di Shire.
Altri dettagli sulla forza dell’azienda combinata, compreso l’orientamento finanziario 2016 e gli obiettivi sinergici aggiornati sui 3 anni, verranno forniti quando verrà indetta la conferenza sui ricavi del secondo trimestre di Shire programmata al 2 agosto 2016. Shire sarà anche sede di un Investor Day a New York il 10 novembre 2016, in cui condividerà i punti salienti del portafoglio di ricerca e sviluppo e l’opera svolta da Baxalta a livello commerciale.
Informazioni di Shire
Shire è la società leader a livello mondiale nel campo della biotecnologia che rivolge la propria attenzione al servizio di pazienti con malattie rare e altre patologie altamente specialistiche. Abbiamo prodotti d’eccellenza in oltre 100 paesi e in aree terapeutiche fondamentali tra cui: ematologia, immunologia, neuroscienze, disturbi da accumulo lisosomiale, patologie gastrointestinali/interne/endocrine e angioedema ereditario; un’importanza crescente del nostro marchio nell’oncologia; e un portafoglio di prodotti in fase di sviluppo e innovativi nell’oftalmologia.
I nostri dipendenti lavorano ogni giorno con una missione condivisa: sviluppare e fornire terapie innovative per le centinaia di milioni di persone nel mondo affette da malattie rare e altre patologie ad alto impatto, che non dispongono di terapie efficaci per vivere la loro vita al meglio.
Bianchetti Cisl: il Rieti Sport Festival ci rimanda alla "Cittadella dello sport"
La CISL Roma Capitale e Rieti, preso favorevolmente atto dell’avvio del RIETI SPORT FESTIVAL che calamiterà l’attenzione dei media nazionali grazie alla presenza di personaggi, soprattutto sportivi, ritiene fondamentale che questa nostra città di Rieti debba e possa trovare le migliori sinergie per consolidare la fama di CITTÀ DELLO SPORT, cresciuta via via nel tempo: anzitutto con la creazione della tanto agognata CITTADELLA DELLO SPORT.
«Lo sport rappresenta da sempre una delle prime forme educative per i nostri giovani e farne una autentica cultura è un messaggio che non verrà mai meno – dichiara Paolo Bianchetti, coordinatore provinciale della CISL Roma Capitale e Rieti – Nel nostro territorio, la storia delle tante discipline che hanno tenuto alto il blasone reatino anche in campo internazionale, ci deve spingere a una riflessione comune se sia possibile, essendo necessario quanto opportuno, porre mano finalmente anche ad una CITTADELLA DELLO SPORT, peraltro subito abortita non meno di dieci anni fa dopo che, da ultimo, Stefano Palombi, presidente del Fc Rieti, ne propose l’idea, trovando insuperabili veti incrociati di ogni genere. Senza dimenticare quella precedente di fine anni ’90 di emanazione-CONI provinciale.
Oggi noi constatiamo che Rieti ha impianti di buona qualità, sebbene manchi un auditorium pubblico che serva anche per parlare di sport: ma una vera cittadella con servizi accessori ai diversi impianti mai è riuscita a vedere la tanto agognata luce. Sia chiaro che noi non sposiamo né questa, né quella di proposta, ove ce ne fossero, ma le recenti diatribe sulla gestione degli impianti, la forzata trasferta del Real Rieti a Teramo per mancanza di un impianto ‘a norma’, l’isolamento di molte strutture di qualità, rispetto alla vita cittadina, questo è davanti agli occhi di tutti.
Perché – aggiunge Bianchetti – come CISL riteniamo che vada bene l’educazione allo sport, la sua diffusione quale forma di crescita del singolo e del collettivo, ma la creazione di una CITTADELLA DELLO SPORT sarebbe un grande salto di qualità. Che dovrebbe fare pensare immediatamente a quali forme di finanziamento attingere, anche a fondo perduto – e ce ne sono – per creare ciò che, ad esempio nel nord Italia e senza scomodare l’Old Trafford di Manchester, esiste da tempo: e cioè un quartiere attrezzato dello sport e per lo sport, legato al tessuto cittadino, con spazi di aggregazione, aree verdi e servizi ad hoc che, al di là dell’agonistico, consolidi il coniugare gli impianti per fare sport con strutture per fare crescere un diverso modo del vivere insieme. Penso a Campoloniano nella zona dove insistono già importanti strutture sportive polivalenti ma Rieti ha anche altri punti, anche adiacenti agli attuali quartieri, da ricavarsi nell’attuale mare di cemento: è un’idea anche in vista del nuovo PRG annunciato o di una sua eventuale variante.
Lo sport dunque volano di cultura e crescita ma anche di turismo se solo pensassimo che il campo scuola di atletica leggera conta circa 25.000 presenze l’anno, o ancora gli sport invernali ed estivi grazie al Terminillo o ancora se pensiamo all’aria ed al volo a vela».
CISL ROMA CAPITALE E RIETI Paolo Bianchetti, coordinatore Confederale di Rieti.
UTE Rieti, chiusura Anno accademico
Cerimonia di chiusura, venerdì 3 giugno, per l’Università della Terza Età. La benemerita istituzione, di recente trasferitasi dai locali di “Ragioneria” a quelli dell’Alberghiero (l’ex “Vanoni” in via dei Salici), si appresta a concludere l’Anno accademico con il pomeriggio che si svolgerà presso la Sala dei Cordari (via Arco dei Ciechi, 22) a partire dalle ore 17.
Il programma prevede il saluto e la relazione del presidente, dott. Gesualdo Ponziani, sull’attività svolta nel 2015-16, 26° anno accademico per l’Ute reatina.
La partecipazione è libera.
IIS Savoia, si è concluso il progetto "Conoscere la Montagna"
La conclusione ormai imminente dell’anno scolastico non preclude alle istituzioni preposte come ai validi docenti che le rappresentano di organizzare e gestire attività degne di attenzione come della massima lode. In tal modo 20 tra gli alunni più meritevoli delle classi II e III dell’IPSSCS (Istituto Professionale di Stato per i servizi Commerciali, Socio – Sanitari ed Odontotecnici) di Rieti, nell’ambito del progetto “Conoscere la Montagna” hanno partecipato ad uno stage residenziale di 3 giorni presso l’Hotel La Torre di Leonessa.
Sono state giornate molto intense durante le quali gli alunni hanno potuto apprezzare da vicino le bellezze naturalistiche e paesaggistiche, le attività sportive che si possono praticare, i monumenti e le bellezze artistiche della Città di Leonessa.
Gli studenti, seguiti per tutta la durata dello stage dagli insegnanti Cianni e Olivieri, nel corso della prima giornata, accompagnati dalla guida del CAI Marco Chiaretti, hanno raggiunto la Torre Angioina e hanno potuto ammirare dall’alto sia la Città di Leonessa, sia lo splendido paesaggio dell’altipiano leonessano; nel pomeriggio poi, grazie alla disponibilità del responsabile del Centro Federale di Tiro a segno, Ferruccio Armeni, si sono cimentati nel tiro a segno con la pistola e la carabina ad aria compressa.
Nel corso della II giornata, baciata da un bel sole primaverile gli alunni, dopo aver raggiunto con lo scuolabus messo a disposizione dal Comune di Leonessa la località Jaccio Crudele, in cammino hanno prima raggiunto la sommità della Valle Scura e poi, costeggiando M. Porcini, hanno raggiunto il rifugio Fonte Maiolica e da qui la località Fontenova dove, nel pomeriggio, si sono cimentati nelle varie evoluzioni tra gli alberi consentite dal parco avventura Fagus Park, immerso tra i faggi secolari del bosco Vallonina.
Infine è venuto alla luce l’aspetto prettamente culturale dello stage: prima una letio magistralis del prof. Mario Polia con la visita al Museo Demo Antropologico dedicato alle Arti e ai Mestieri dell’Altopiano Leonessano e poi, una guida d’eccezione, il Sindaco di Leonessa Paolo Trancassini in persona, che ha condotto gli alunni alla scoperta dei “tesori” della Città di Leonessa: la Chiesa di S. Francesco con il presepe cinquecentesco in terracotta, l’altare ligneo dorato e la sua Chiesa Inferiore con lo splendido dipinto della Madonna dell’Oliva del 1400; Piazza VII Aprile con la Fontana monumentale donata da Margherita d’Austria e sullo sfondo la Chiesa cinquecentesca di S. Pietro, con numerose tele di artisti del Cinquecento tra le quali spicca una particolarissima Madonna col Bambino; la navata centrale della Chiesa di S. Pietro è interrotta al centro da una scalinata che conduce alla cripta medioevale, dove sono conservate una copia in legno della Pietà di Michelangelo e una Deposizione di Gesù in terracotta policroma.
Il Dirigente Scolastico Maria Rita Pitoni, ha espresso la sua soddisfazione per la riuscita dello stage e ha inviato una lettera di ringraziamento al Sindaco Trancassini e a tutta l’Amministrazione comunale di Leonessa.

