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sabato 3 Ottobre 2026
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Il mosaico del santuario francescano più alto del mondo torna all’antico splendore

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Nel Tempio votivo francescano, il più alto del mondo (quota a 1623 mt), eretto oltre mezzo secolo fa sull’imponente massiccio del Terminillo, è tornato all’originaria bellezza e suggestione il grande mosaico che decora l’abside del Templum Pacis.
Il restauro del mosaico fatto in occasione del 50° della consacrazione della Chiesa è stato finanziato dalla Fondazione Varrone ed è stato eseguito dallo stesso artista che lo aveva realizzato originariamente.
L’artigiano per il recupero dell’opera, ha utilizzato gli stessi materiali e tecniche di allora. Il risultato è subito apparso non solo agli addetti ai lavori ma allo stesso parroco Padre Mariano Pappalardo, “sorprendente” , anche perché tutto l’interno della Chiesa ha ritrovato uno slancio e leggerezza impensata e una verticalità più marcata.
“Siamo soddisfatti dell’ottimo lavoro di restauro del maestoso mosaico del Tempio francescano del Terminillo a cui abbiamo dedicato anche una prestigiosa pubblicazione che racconta le bellezze e il valore architettonico pittorico e spirituale custodito – sottolinea il Presidente della Fondazione Antonio Valentini – Riteniamo che lo sviluppo turistico della Provincia passi anche attraverso i restauri di strutture e opere. Rieti è una città d’arte da riscoprire e ci siamo impegnati in questi anni per restituire alla collettività i beni che rappresentano l’insostituibile testimonianza della nostra storia. Questo impegnativo percorso di recupero e restauro coinvolge l’intero territorio provinciale a conferma che la Fondazione Varrone mantiene un dialogo costante con tutte le Istituzioni e gli Enti locali nella ferma e condivisa volontà di rilancio del territorio reatino”.
Il Tempio in attesa della cerimonia di inaugurazione dei restauri prevista per l’imminente estate, è stato comunque riaperto ai fedeli che hanno potuto apprezzare le tante sfumature di colori del mosaico che prima dei lavori erano impercettibili.

Premio Letterario, dal 13 al 30 giugno i giurati potranno esprimere il loro voto

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Il 10 giugno si è svolto l’ultimo incontro con gli autori in concorso dell’ottava edizione del Premio Letterario Città di Rieti Centro d’Italia, promosso dall’assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca Comunale Paroniana con il contributo della Fondazione Varrone.
L’edizione 2016 del Premio ha visto una significativa partecipazione da parte dei cittadini giurati che hanno seguito i cinque incontri con gli autori. Di particolare importanza, e di grande coinvolgimento, anche gli incontri svolti, per la prima volta, presso la Casa circondariale di Rieti con la partecipazione di una classe di detenuti, anch’essi componenti della giuria popolare. Ha riscosso particolare successo anche l’iniziativa “Adotta un libro” che coinvolgeva gli Istituti di istruzione secondaria superiore della città.
Dal 13 al 30 giugno i giurati potranno esprimere il loro voto, compilando l’apposita scheda, presso la Biblioteca Comunale Paroniana, dove sarà possibile recarsi, muniti di documento, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 8.30 e 13.30. Il vincitore sarà premiato a settembre, la data sarà successivamente comunicata.
Gli autori finalisti sono: Lorenzo Marone con “La tentazione di essere felici” (Longanesi); Marco Marsullo con “I miei genitori non hanno figli” (Einaudi); Gioacchino Criaco con “Il saltozoppo” (Feltrinelli); Mario Pistacchio e Laura Toffanello con “L’estate del cane bambino” (66th And 2nd); Romana Petri con “Le serenate del Ciclone” (Neri Pozza).
“Ringrazio tutti i partecipanti – dichiara l’assessore alla Cultura Annamaria Massimi – e li invito a esprimere la loro preferenza e a continuare a seguirci nella giornata conclusiva in cui assegneremo l’edizione 2016 del Premio Letterario Città di Rieti Centro d’Italia”.

L'ultimo saluto della Fidal a Sara Donati

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Riportiamo il messaggio che la Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) ha pubblicato sul proprio sito per dare l’ultimo saluto a Sara Donati, la giovane atleta scomparsa nell’incidente aereo a Colle Aluffi.
“Una tragica notizia ha sconvolto purtroppo questo fine settimana di atletica, un assurdo incidente porta via una giovane ragazza con la passione dell’atletica. Sara Donati, mezzofondista e portacolori della Studentesca Rieti Andrea Milardi, è rimasta vittima dello schianto dell’ultraleggero pilotato dal papà Gianni, 47 anni, morto anch’egli nell’incidente, avvenuto in località Colle San Pastore, nei pressi di Rieti.
Il Presidente Fabio Martelli, il Comitato Regionale Fidal Lazio e tutta l’atletica laziale si stringono attorno alla famiglia in questi momenti di immenso dolore.
Foto: trackarena.com

Corso di fitodepurazione, elementi di progettazione e autocostruzione

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A partire dal 30 giugno e per quattro giorni, si terrà a Ponzano di Cittaducale, in provincia di Rieti, un corso per l’autocostruzione di una vasca di fitodepurazione, tenuto da Stefano Mattei, docente dell’Accademia di Permacultura Italiana e uno dei maggiori esperti a livello nazionale dei sistemi di fitodepurazione.
Il corso di formazione è finalizzato alla realizzazione di una vasca che permetterà all’azienda agricola in cui verrà costruita (attualmente non collegata alla rete fognaria) di riciclare e riutilizzare tutte le acque reflue dell’abitato per uso agricolo e irriguo.
Il progetto è stato realizzato tenendo in considerazione l’oscillazione di presenze durante le diverse stagioni dell’anno, trovando delle specifiche soluzioni tecniche per rendere la vasca funzionale e a norma rispetto alle direttive regionali della Regione Lazio e dela ASL.
Il corso sarà articolato in una parte teorica e una parte pratica: nella parte teorica verranno affrontate tematiche come la depurazione delle acque in natura; i tipi di inquinamento delle acque; le diverse tecniche di fitodepurazione; gli elementi di progettazione, comprese le tematiche burocratico/amministrative necessarie per arrivare alla realizzazione di un impianto di questo tipo.
La parte pratica prevede invece una parte relativa alla sicurezza in cantiere e la spiegazione del progetto tecnico da realizzare per poter poi costruire fisicamente la vasca, dall’impermeabilizzazione al posizionamento delle adduzioni e dello scarico, fino al riempimento e al posizionamento delle piante. (NB gli scavi verranno realizzati precedentemente al corso).
Il corso avrà inizio giovedì 30 giugno a partire dalle 10 per concludersi domenica 3 luglio alle 16. Sarà possibile pernottare in tenda o in camere condivise e mangiare presso l’azienda agricola a prezzi modici. La partecipazione al corso costa € 200, pagabili sul posto.
Si richiede ai partecipanti di portare le proprie scarpe antinfortunistiche e dei guanti da lavoro. Durante il corso verrà rilasciata una dispensa in formato digitale per cui si consiglia di portare una chiavette USB.
Per maggiori informazioni, potete contattare l’Azienda Agricola Tularù ai seguenti recapiti: 347/1077789 – 328/6666038 – info@tularu.it
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Entusiasmo e successo per il Summer School 2016 di Agorà

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Il 10-11 e 12 giugno nella Riserva Tevere Farfa di Nazzano si è tenuto il Summer School Camp 2016 organizzato dall’Associazione Agorà. Una full immersion di tre giorni nella quale grazie agli interventi di sociologi formatori e psicoterapeuti i 32 giovani partecipanti hanno iniziato un percorso che li porterà a conoscere sè stessi e gli altri.
Durante il Summer School, dedicato alla Peer education, i ragazzi hanno svolto giochi di ruolo, laboratorio teatrale con creazione ed interpretazione di sketch, riflessioni e approfondimenti su alcuni valori fondamentali della vita, hanno cercato di esorcizzare alcune loro paure e a comprenderne la causa e soprattutto hanno imparato ad ascoltare.
In un mondo frenetico e con individui sempre più autonomi, tornare ad ascoltare è una grande quanto importante conquista, ancor di più nell’età adolescenziale in cui i valori, le certezze e i punti di riferimento validi vengono sostituiti dagli slogan e da uno stato di precarietà permanente.
L’obiettivo di questi incontri è quello di facilitare una maggiore consapevolezza dei risultati personali raggiunti, nel rapporto col Sé e con l’altro da Sé, in prospettiva di una migliore gestione delle risorse individuali.
I 32 ragazzi, entusiasti e stanchi, si sono salutati tra le lacrime e abbracci emozionati, promettendosi di rivedersi al prossimo Camp, per continuare una conoscenza più bella che mai.
A condurre il week end esperienziale il direttore scientifico dei corsi I.R.F.O.P.A, (Istituto di ricerca per la formazione permanente della Persona) Massimo Scialpi, dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata.
Con lui il sociologo-formatore esperto in strategie della comunicazione Massimo De Angelis, la psicoterapeuta specialista in terapia strategica Maria Cristina Meloni, Luca Pennacchioni e la trainer di gruppi esperienziali e di formazione Maria Isabella Orsini.
Reportage dell’evento a cura di Pier Luca Aguzzi, giornalista inviato di Rietinvetrina e Radiomondo media partner del Summer School.
#PeERCOmMUNItyCARE
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Area vasta e macroregioni, lettera aperta dell'avv Paris al presidente Rinaldi

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Ho ascoltato l’intervento del collega Giuseppe Rinaldi al convegno di Accumoli sulla politica della montagna. Nel ringraziarlo della benevola citazione della mia modesta persona diretta a rendere manifesta la sua  non ostilità nei miei riguardi per quanto vado sostenendo in relazione alla prossima istituzione delle macroregioni, approfitto dell’occasione per precisare ancor meglio il mio pensiero in proposito..
Rinaldi da tempo va sostenendo che la provincia di Rieti, dopo la soppressione dell’ente provincia, deve rimanere unita. Basta cambiare il nome da Provincia ad Area Vasta, come nel caso delle famose insegne dei Sali e Tabacchi.
Egli attraverso i suoi interventi dimostra di avere chiare le idee sul perché, durante i settanta anni della sua vita, la Provincia di Rieti, anziché migliorare le condizioni del suo territorio e dei suoi abitanti, le ha peggiorate.
Lo dice apertamente quando elenca tutti i difetti e le cose che si sarebbero dovute fare, ma che non si sono fatte. Sono tutte cose vere e non capisco come egli possa pensare che oggi, senza un mutamento profondo della gestione amministrativa del nostro territorio ma restando solo uniti, si possa risalire la china, e quando afferma che una provincia, nata per compiacere gli agrari reatini amici del duce nel 1927 mettendo insieme un pezzo di Abruzzo, di Umbria e di ex Patrimonio di San Pietro, non si sia mai realmente amalgamata.
Uno dei motivi principali che hanno impedito lo sviluppo del nostro territorio, specie dopo la nascita della repubblica italiana, è la sua disomogeneità rispetto alle esigenze della metropoli romana. L’appartenenza della provincia di Rieti al Lazio, specie dopo la nascita delle Regioni a statuto ordinario, ha reso ancor più grave questa disomogeneità creando un profondo squilibrio economico. Io c’ero nel 1970 quando nacque la Regione Lazio, ero un dirigente politico regionale del P.R.I. di Ugo La Malfa.
Pubblicai in quell’epoca una serie di articoli sulla Voce Repubblicana, che possono essere rispolverati dalla collezione in biblioteca, nei quali avvertivo che quella era l’occasione storica che capitava alla nuova classe politica regionale per eliminare quegli squilibri territoriali che si erano già accentuati a causa della politica insufficiente dello stato centrale nei riguardi delle zone periferiche.
La Regione, che avrebbe dovuto essere più vicina ai cittadini, avrebbe sostituito lo Stato lontano e avrebbe dovuto produrre quei benefici effetti che erano mancati finora all’appello.
Questa politica, caro Rinaldi, la Regione Lazio non l’ha mai messa in atto perché hanno prevalso gli interessi della megalopoli romana che ha assorbito quasi tutte le risorse a disposizione dal 1970 ad oggi. E a nulla sono valsi gli sporadici interventi a pioggia distribuiti nel nostro territorio, spesso legati ad esigenze di sottogoverno, che non hanno provocato nessun beneficio concreto, ma solo   arricchito i pochi beneficiati dai relativi progetti e appalti.
Tu queste cose le sai bene perché sei stato sindaco di Poggio Mirteto per dieci anni, assessore alla provincia più o meno per lo stesso tempo ed ora presidente di una provincia che non c’è più da tempo perché non ci sono più le condizioni per la sua esistenza.
Ora Tu pensi che la rinascita possa avvenire solo cambiando le insegne, come nel caso dei Sali e Tabacchi di savoiarda memoria, cioè cambiando il nome dell’ente locale Provincia e chiamandolo Area vasta, alla condizione indispensabile di rimanere uniti nello stesso territorio del 1927, anno della sua istituzione.
Per Te il termine Area vasta è una specie di Totem, un “deus ex machina” risolutore di natura fideististica perché neanche Tu sai che cosa sarà questa Area vasta, come non lo sa nessuno di quelli che hanno scritto questa espressione nel testo di legge di riforma costituzionale.
Un giorno ho ascoltato ad un convegno a Terni una di coloro che hanno collaborato alla stesura di quella legge che non sapeva nemmeno Lei di che si trattasse in realtà, o comunque non lo sapeva spiegare perché ricorreva sempre ad espressioni generiche e possibiliste.
Il problema, caro Rinaldi, non è quello di tenere in vita il territorio ad ogni costo, ma è quello di riequilibrare il territorio della Sabina in armonia con i territori limitrofi che hanno le stesse caratteristiche economiche e sociali. Diventando Area vasta e dipendendo dall’Area metropolitana di Roma si va esattamente nella direzione opposta.
Io capisco che i paesi della Bassa Sabina, nelle condizioni odierne, si sentano più attratti da Roma, di cui sono diventati loro malgrado periferia, che da una possibile regione centrale appenninica di cui facciano parte l’attuale Umbria. la Toscana, Viterbo e Rieti.
So anche che la regione Lazio, se vince il SI al referendum,  pensa a due aggregazioni di comuni per la ex provincia di Rieti. Una per la Bassa Sabina con epicentro Poggio Mirteto ed una per l’Alta Sabina con epicentro Rieti.
Se per la Bassa Sabina entrare a far parte delle borgate romane può essere accettato essendo ormai diventata una zona di residenza che poggia la sua economia sull’Area Metropolitana di Roma, l’Alta Sabina non può accettare di diventare area di borgatari. Tutta la zona appenninica della Sabina non ha niente da spartire con l’economia romana, ha bisogno di essere inserita in una politica di sviluppo omogenea ai territori di nord-ovest che guardano all’Umbria e alla Tuscia e che sono i suoi naturali partner di sviluppo.
Pensarla inserita in un’Area vasta che guarda solo a Roma e da essa dipenda per il suo sviluppo economico significa dare il colpo di grazia definitivo al suo futuro  e ridurla a luogo di residenza di pensionati e di benestanti, come purtroppo è già quasi diventata.
C’è nel Tuo pensiero una profonda contraddizione tra quel che dici nei Tuoi interventi e le conclusioni che ne ricavi.
Se riconosci che gli abitanti della ex provincia di Rieti non si sono mai amalgamati, e questo è stato certamente un elemento di grave ostacolo allo sviluppo, non puoi sostenere che dobbiamo rimanere uniti ad ogni costo, pena il cataclisma. Così facendo non usciremo mai dal “cul de sac” nel quale siamo stati infilati da una politica scriteriata.
Con immutata stima.
Avv. Gianfranco Paris

Sequestrate 78 tonnellate di alcol puro e vodka destinate al mercato “nero”

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rieti e funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Roma, di Perugia e di Caserta hanno posto sotto sequestro circa 78 tonnellate di prodotti alcolici, alcol puro e vodka, destinati al mercato “nero” nazionale e comunitario.
Gli investigatori avevano da tempo posto l’attenzione su alcune spedizioni di prodotti alcolici esportate in paesi Extra UE, operazioni queste che determinano la non imponibilità ai fini dell’IVA e delle accise.
In particolare, grazie alla sinergia operativa fra il Nucleo di Polizia Tributaria di Rieti e l’Agenzia delle Dogane, è stato eseguito un sequestro di oltre 22 tonnellate di vodka presso un deposito fiscale avente sede nella provincia di Perugia. Il distillato, proveniente dalla Lituania, era risultato fittiziamente esportato verso la Macedonia, ma nella realtà non aveva abbandonato il territorio italiano ed era pronto per essere immesso in consumo illecitamente sia in Italia che in altri Paesi della UE.
Un secondo sequestro di ulteriori due autoarticolati con oltre 56 tonnellate di alcol puro, anche questo destinato ad essere illegalmente commercializzato, è scaturito dall’attività di osservazione eseguita dai finanzieri presso lo stesso deposito umbro. Non era infatti passato inosservato lo scambio di documenti cartacei avvenuto fra i conducenti di un’autocisterna e di una vettura. Il mezzo pesante, anziché entrare nel magazzino, proseguiva la sua corsa fino ad arrivare in Campania, presso un’attività commerciale di Caserta sprovvista di licenza per la detenzione dello specifico prodotto.
Gli immediati riscontri investigativi hanno consentito di accertare che l’alcol puro, proveniente dalla Bulgaria in esenzione di accisa e destinato al deposito umbro, veniva poi fatto pervenire con documenti falsi al magazzino campano.
La complessiva attività ha portato al sequestro anche di n. 3 autoarticolati, n. 33 fusti cisterna, svariate pompe utilizzate per i travasi e di un’autovettura impiegata come staffetta per la “scorta” di tale merce clandestina. Sono sei le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, mentre gli importi sottratti al pagamento delle imposte (IVA ed Accise) si stimano intorno ad 1.000.000 di Euro.
L’attività della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane si innesta in un più ampio programma di prevenzione e repressione di reati in materia di prodotti energetici e prodotti alcolici. In particolare, il fenomeno del contrabbando di alcol ha assunto negli ultimi anni una pericolosa recrudescenza, determinando notevoli danni commerciali agli operatori onesti e parimenti un altrettanto grave nocumento per le casse dell’Erario.
Tale fenomeno criminale ha ripreso consistenza soprattutto per l’applicazione sui prodotti alcolici nei paesi del Nord Europa di un’accisa molto elevata tanto da determinare un lucroso “business” per le organizzazioni criminali sia nazionali che internazionali. Infatti, mentre i destinatari cartolari sono spesso fantomatici acquirenti in paesi Extra UE, anche africani, i veri destinatari risultano grandi distributori nord europei che acquistano il prodotto senza versare le accise all’Unione Europea.
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Inaugurata a Cittaducale la mostra personale di Carla Bertoli

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Ieri 10 giugno, alle ore 18 nell’ambito de “L’Arte Oggi nel regno Angioino” è stata inaugurata nella sala esposizione di Palazzo Maoli, la mostra personale di Carla Bertoli.
La mostra è stata introdotta dal consigliere comunale di Cittaducale Enrico Di Sisto che ha illustrato le iniziative culturale dell’amministrazione durante tutto il periodo estivo che vede la presenza di numerosi artisti esporre le loro opere a Cittaducale. Il Sindaco Roberto Ermini ha portato il suo saluto all’artista e ai numerosi presenti ed un particolare ringraziamento all’opera del consigliere delegato Enrico Di Sisto e a Gustavo Baldissera presidente dell’Associazione culturale Cassiopea che ha coordinato l’intero progetto culturale.
E’ seguita la presentazione di Gianni Turina che ha tracciato un profilo critico dell’artista ponendo in evidenza alcuni degli aspetti più significativi dell’artista milanese.
“L’incontro con Carla Bertoli e le sue opere esposte a Cittaducale nell’ambito della rassegna “L’Arte Oggi nel regno Angioino” hanno costituito una importante occasione per la rivisitazione di un percorso artistico articolato e complesso.
La sua mostra personale, allestita nella sala esposizione di Palazzo Maoli, mette in evidenza un linguaggio pittorico attuale e ricco nelle articolazioni tecniche, assorbite ma attualizzate, dal bisnonno intagliatore di legno e dal padre orafo ed artista.
Una ricerca continua che trova ispirazione in personaggi famosi per lanciare messaggi sociali che evocano momenti emozionali carichi di energia creativa anche attraverso il riciclo di materiali, che recuperati, conferiscono una vitalità storica all’opera.
I ritratti realizzati con un particolare taglio fotografico esprimono modi di essere e di comunicare enigmatici ed in tutti si evidenzia una espressione di sottile ironia come per esorcizzare anche situazioni e momenti particolarmente complessi.
Carla Bertoli, si esprime in modo dinamico e le sue opere costituiscono una continua sperimentazione nella tecnica e nel linguaggio, rafforzate anche dalle sue esperienze nel settore del mosaico e dalle frequentazioni culturali.
La sua presenza a Cittaducale consentirà al pubblico di godere di opere suggestive, tutte da scoprire in profondità e di rafforzare il dibattito culturale sulle nuove tendenze artistiche.”
Carla Bertoli si è intrattenuta piacevolmente con il numeroso pubblico presente illustrando le proprie opere spiegando il suo percorso tecnico ed artistico e favorendo così una migliore lettura del suo linguaggio pittorico.
La mostra rimarrà aperta fino al 19 giugno tutti i giorni dalle ore 18 alle 20 e dalle 21.30 alle 23.30.
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Auditorium dei Poveri Festa Europea Musica

Appuntamento domenica 19 giugno 2016 alle ore 21.30 presso l’Auditorium dei Poveri a Rieti (ex Chiesa di San Giovenale in via Garibaldi) per la Festa Europea della Musica organizzata dall’Associazione Culturale di promozione sociale Musikologiamo. Un evento che punta a promuovere la musica a partire dalle giovani generazioni con il supporto dei musicisti Maria Rosaria De Rossi cantante, Sandro Sacco flautista e Paolo Paniconi pianista che interpreteranno alcune delle pagine musicali del loro repertorio. Insieme ai musicisti a calcare il palco ci saranno giovani promesse che si esibiranno con l’esecuzione di un repertorio vario, dal barocco al classico dal romantico al moderno.

Giugno Antoniano reatino 2016, il programma di oggi lunedi 13 giugno

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Oggi, lunedì 13 giugno, si rinnova la memoria della festa liturgica di Sant’Antonio di Padova (morto il 13 giugno 1231 a Padova).
Nel corso delle celebrazioni verrà benedetto e distribuito il Pane di Sant’Antonio (il cui ricavato sarà devoluto per opere di solidarietà).
Alle ore 18,30 giungerà a Rieti il Cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, per presiedere il tradizionale Solenne Pontificale, animato dalla Corale Aurora Salutis, diretta da Barbara Fornara, alla presenza delle principali autorità civili, militari e religiose.
Alle ore 21,15 sempre a San Francesco, primo incontro del programma culturale con il Vescovo Emerito di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli (nella foto), che parlerà sul tema giubilare “Dalla Dives in misericordia di San Giovanni Paolo II alla Misericordiae vultus di Papa Francesco”.

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