Con il tempo di 53.51 la reatina Benedicta Chigbolu questa mattina, agli Europei di atletica di Amsterdam, è riuscita ad accedere alla semifinale dei 400 che disputerà sabato prossimo dove andrà alla conquista della finale.
Nella giornata di giovedi 7 luglio gareggerà Matteo Galvan nei 400, mentre sempre sabato 10 luglio sarà la volta del reatino Sebastiano Bianchetti, per lui semifinale nel Lancio del Peso.
Europei atletica Amsterdam, la Chigbolu conquista la semifinale dei 400
Nella 1a edizione degli Europei Allievi ci saranno anche tre atleti della Studentesca Milardi
Nella prima edizione dei Campionati Europei Allievi ci saranno anche tre atleti della Studentesca.
Nella squadra azzurra composta da 60 giovani Under 18 ci sono anche Cecilia Desideri (nella foto sopra), Francesco Masci e Andrea Proietti (nelle foto sotto).
Cecilia Desideri, allenata da Roberto Casciani, è la debuttante del terzetto. Quest’anno ha già superato due volte i 60 metri, fallendo purtroppo l’appuntamento con il tricolore a Jesolo; 18^ nelle liste continentali, proverà a riscattarsi in ambito europeo.
Francesco Masci, allenato da Riccardo Balloni, già vincitore di tre titoli italiani Allievi, lo scorso anno esordì ai Mondiali Allievi in Colombia; quest’anno con il suo 4,80 è tredicesimo nelle liste continentali.
Andrea Proietti, allenato da Gianmarco Vitagliano, lo scorso anno partecipò a Tbilisi agli Eyof; argento agli italiani sia nel peso che nel martello è stato convocato nel peso dove punterà a superare nuovamente i 18 metri per scalare il ranking europeo.
Andrea Proietti

Francesco Masci

La Puntidivista ci presenta il Wefly Team
Domenica 3 luglio Torino, Centenario dell’Aero Club di Torino.
Tanti aerei tutti insieme non li avevo mai visti, soprattutto così da vicino. Non immaginavo nemmeno tante persone accalcate, neanche fossimo a un concerto e tutto per vedere degli aerei che fanno acrobazie. Mi aggiro e scatto foto a tutto quello che ha due ali… uno in particolare colpisce la mia attenzione. È un ultraleggero, Texan per la precisione, prodotto in Italia dalla Flysinthesys; è quello che sto cercando, o meglio è il mezzo del pilota che cerco.
Mi guardo intorno, abbiamo un appuntamento. Alla fine lo trovo allo stand dell’Aeronautica Militare. Marco ha i capelli lunghi, questa è la prima cosa che noto, la seconda che ha una tuta fantastica che, è il secondo pensiero, raggiunge i 4.000 gradi, visto che fuori ne fanno 38; solo dopo noto la carrozzina. Ho preparato un’intervista formale, per cui tiro fuori il quadernino su cui avevo preparato 10 domande e mi presento.
Mi siedo accanto a lui, ha in mano Il Manuale del piccolo aviatore, lo gira e lo rigira ed escalma: “è una figata pazzesca, chapeau, state facendo un lavoro fantastico!”
Pochi secondi e dimentico il quaderno, le domande, i suoi colleghi, i piloti dell’Aeronautica Militare… persino gli aerei che mi volano sulla testa. Lo guardo e lascio che parli, posso solo ascoltare. Inizia a raccontare e tutto si sospende, la mia collega si siede per terra e i nostri sei occhi si fermano per un tempo illimitato che non so, dopo due giorni, ancora calcolare.
Marco Cherubini è nato nel 1973, vive in provincia di Brescia ed è un pilota di aerei.
Fin qui niente di eccezionale, poi viene il bello. Ha conseguito tutte le abilitazioni del Vds (Volo da Diporto e sportivo, ndr) biposto, avanzato, fonia e volo in formazione e ha iniziato l’addestramento per la Licenza di pilota privato di velivolo; sarà il primo disabile in assoluto a conseguirla in Italia.
Ho fatto i compiti a casa e so tutto o quasi. Provo a fare delle domande, magari recuperando qualcosa dei miei appunti, ma niente da fare, Marco è un fiume in piena. Solo ad un certo punto si inserisce il Tenente Colonnello Stefano Cosci, direttore responsabile della Rivista Aeronautica per spiegare il progetto “Il Manuale del piccolo aviatore”. Lo ascolta con attenzione, poi si gira verso me che nel frattempo gli sto mostrando le copie per bambini ciechi, ipovedenti, dislessici, autistici e sordi curate dalla Puntidivista. Mi guarda con gli occhi e la bocca spalancata. Sembra un bambino.
Gli spiego perché facciamo questo mestiere e del lavoro enorme fatto dalla Redazione della Rivista Aeronautica, della sinergia e disponibilità di tutta l’Aeronautica Militare a cambiare prospettiva e rivolgersi ai bambini, a tutti i bambini, perché per noi vale l’idea che “Il cielo è di tutti”.
Marco ride, mi sa che questa frase che ripeto da mesi come un mantra e per cui qualcuno comincia a prendermi in giro, fa ancora effetto.
Allora senza giri di parole comincia a raccontarmi la sua vita.
“Quando avevo 13 anni volevo solo lavorare e non volevo studiare. Mi ero stufato di avere le cose dei miei fratelli, la bici di mio fratello, il motorino di mio fratello, volevo le mie cose. Mio padre mi disse che me lo dovevo guadagnare e allora sono andato a lavorare. Mi sono fatto l’estate in montagna a fare il pastore, il mestiere più bello del mondo. Prendevo un mucchio di soldi e mi sono comprato il motorino.
I miei avevano la terra e mi piacevano i trattori, lavoravo come un matto per poi uscire con gli amici e divertirmi. Non facevo sport, non studiavo. Adesso vado nelle scuole e parlo con i bambini, o meglio io li chiamo bambini ma sono grandi, fanno le medie e le superiori e gli dico che devono studiare, imparare le lingue. “
Lo interrompo dicendogli che anche noi andiamo nelle scuole per spiegare e raccontare ai bambini più piccoli le disabilità, facendoli giocare e insegnando loro il rispetto per queste realtà, ma che fatichiamo tanto, soprattutto con chi pensa ancora che siano problemi di chi il disabile ce l’ha in casa o di chi vive personalmente il disagio. Gli spiego che cerchiamo di dare dignità al diritto di conoscere, divertirsi, imparare, sognare. Per questo è nato il ‘Manuale’, perché è il desiderio di tutti i bambini fare il pilota e volare è il sogno archetipico di tutti gli esseri umani dall’inizio della storia.
Mi risponde, più serio adesso.
“Ho cercato da subito di essere indipendente, ho voluto andare a vivere da solo, guido, la mattina mi alzo, mi lavo la faccia e non vedo un disabile, mi ricordo di esserlo quando in giro fatico a muovermi, trovo le barriere per la carrozzina, ma nonostante avessi 22 anni quando mi è successo non mi sono mai chiuso in casa a digitare sul mio pc. Questo è il più grande errore che un disabile può fare. Vado a lavorare, faccio il liutaio e costruisco chitarre dal lunedì al venerdì, il weekend seguo le mie passioni, il volo e lo sci, insomma lavoro tutta la settimana per pagare questa passione costosa, ma mi sveglio la mattina e mi alzo pensando ad un sogno, a uno scopo. Ho il mio aereo in un aeroporto, arrivo lì da solo, prendo il veivolo, lo tiro fuori dall’hangar, carico i miei bagagli e sono indipendente”.
Gli chiedo dell’incidente, se gli va di parlarmene, deve esserci abituato. Comincia da quella sera, una come tante con gli amici a ballare.
“Avevo 22 anni e mi piaceva uscire con gli amici, avevamo fatto serata, loro hanno insistito per andare a fare colazione, ma ho detto: io vado a casa sono cotto. E sono andato. Ad un certo punto ho detto ma vaffanbrodo, mi sono girato per andare a fare colazione. Mi sono schiantato. Due anni di ospedale e cure, poi alla fine ho capito. Mi sono ingegnato per ritornare sui trattori, avevo messo una corda per tirarmi su e usavo un bastone ma poi non è andata. Allora ho cominciato a fare il liutaio”.
Ripenso che una serata così l’abbiamo passata tutti, che anche io ho spesso cambiato idea all’ultimo, ho cambiato strada o fatto inversione per tornare indietro. Mi pare di dover riempire il silenzio che tutto ad un tratto si è creato, ma è ancora lui a parlare.
“Allora ho capito che non avevo un titolo di studio, non sapevo le lingue, non avevo mai fatto sport. Così ho cominciato a voler far tutto. Ho cominciato a sciare e sulle piste ho conosciuto Alessandro Paleri.“
Alessandro Paleri è il leader della formazione, è un ingegnere aerospaziale, laureato al Politecnico di Milano. È disabile dal 1987 a causa di un tuffo in piscina in seguito al quale, urtando sul fondale, si frattura la VI vertebra cervicale, con esito definitivo: Tetraplegia.
Da sempre è un atleta impegnato, pratica il tennis, le immersioni, lo sci alpino (è uno dei pochissimi formatori e dimostratori di sci per la categoria “sitting” – seduti del Comitato Paralimpico Italiano) e poi il volo, dal 1999.
Marco non dice che anche lui è un formatore e dimostratore di sci alpino per la categoria “sitting” – seduti per persone disabili, ma solo che a un certo punto lo stimolo di superare i propri (e per me di chiunque) limiti lo spingono verso l’estremo, il volo.
Con Alessandro inizia a volare. Frequenta la scuola di Erich Kustatscher a Caposile (Ve) e nel 2006 consegue l’attestato per il volo Vds (volo da diporto e sportivo). Nell’estate 2007 si unisce ad Alessandro e Fulvio Gamba per costituire il WeFly Team.
“Non mi bastava niente e dopo aver conosciuto Alessandro ho voluto volare. Il Wefly Team porta ovunque proprio questo messaggio: volare si può! Quando vado nelle scuole questo rimane ai ragazzi e se all’inizio non mi ascoltano o sembrano poco interessati non me ne preoccupo, racconto la mia storia e quello che faccio. Quando finisco trovo tutti che mi guardano e la soddisfazione più grande è sentire: wow! Mi chiamano da tutte le scuole d’Italia e dove posso vado.”
Lo provoco: gli chiedo se non sia il fatto di essere un pilota a rendere più facile o più interessante la sua storia o il fatto di avere tutte le porte aperte. Sorride e, approfittando un pò della situazione, mi dice che non è stato facile diventare pilota in Italia, ma che lui non ha mai smesso di insistere. Lui fa così con tutto. Non perde mai di vista il suo obiettivo e i suoi desideri. Non è una star, ma i bambini lo guardano come se lo fosse.
Che cosa, secondo lui, dovrebbe fare un disabile che vive invece la condizione di escluso e isolato, perché sono tanti.
“Non rimanere in casa chiuso a scrivere al proprio pc, ma di credere nei propri sogni, ma questo lo deve fare chiunque, dal canto nostro abbiamo organizzato “Pilota per un giorno”, un’iniziativa che consiste nel dare la possibilità ai disabili di volare con noi, di provare ad essere loro piloti per qualche minuto. La scuola è a Cremona.”
Parliamo di scuola e cultura, vorrebbe modificare i piani di studio perché i libri sono pesanti e in questo mi sembra che il ragazzo che ha lasciato la scuola per lavorare e divertirsi non se ne sia mai andato del tutto. Per lui andrebbero tutti strutturati come “Il Manuale del piccolo aviatore”, dando ai ragazzi le informazioni sulle cose che li interessano, sviluppando ciò che li appassiona. Non concordo su tutto ma starei ad ascoltarlo per ore, ma Pino Di Feo (il PR del team) e Marco Tricarico (fotografo ufficiale del Team) lo richiamano all’ordine.
Gli rubo la promessa di venire a Rieti per parlare alle nostre scuole, mi sorprende ancora chiedendo a me di autografare la sua copia de “Il Manuale del piccolo aviatore”. Questo è Marco, si stupisce e si appassiona di tutto, sarà per questo che Samantha Cristoforetti ha voluto essere la loro madrina e ha portato con sé in missione la bandiera con la scritta: We Fly! Con Futura – osa volare.
E sempre per questo, quando usciamo per fare le foto in mezzo al pubblico e i bambini si accalcano, lui sembra trovarsi perfettamente a suo agio, forse come quando vola. Quando Marco, Alessandro e tutto il Wefly Team volano e fanno le loro acrobazie pensi solo che è spettacolare, suggestivo, fenomenale, ma a me, che di aerei sto appena iniziando a imparare qualcosa, quello che ha tolto il fiato è stato capire che Marco e Alessandro non hanno scelto il loro limite, ma lo hanno superato. Quelli che ogni giorno, invece, ci creiamo da soli sono così inficianti e invalidanti da renderci immobili, passivi.
Ho visto un uomo in carrozzina volare, ma non è stato quello a farmi effetto. Sapere che lo fa per convincere proprio tutti, che Volare si può, beh questo mi ha fatto stare bene.
Il WeFly Team è, ad oggi, l’unica pattuglia aerea al mondo su ultraleggeri in cui 2 dei 3 piloti sono disabili. Non solo, gestiscono in completa autonomia l’aereo, sia a terra per la normale manutenzione giornaliera, compreso il rifornimento di carburante o l’allestimento degli effetti per il display, sia in volo, emozionando il pubblico che assiste allo show.
Oggi il WeFly Team è in linea di volo con 3 aerei Texan dotati di sistemi di fumi bianchi e colorati. Il Team vola con un display di circa 15 minuti, in cui i piloti eseguono una danza sincronizzata dei 3 velivoli utilizzando un spazio molto stretto e non allontanandosi mai dal pubblico, sempre alla ricerca di precisione e armonia.
Uno spettacolo nello spettacolo, a conferma che “Il cielo è di tutti”… basta alzare lo sguardo.
Benedetta Bellucci

Giovedi la camera ardente, venerdi i funerali di Simona Monti
La salma di Simona Monti, deceduta a Dacca per mano dell’Isis, arriverà nel suo paese natale Magliano Sabina domani giovedi 7 luglio. Il corteo funebre arriverà alla Basilica di San Liberatore dove verrà installata la camera ardente. Qui rimarrà per ventiquattro ore. Venerdi 8 luglio alle ore 18, sempre nella Basilica, si terranno i suoi funerali.
Stamane i corpi dei nove italiani morti in Bangladesh sono stati sottoposti ad autopsia da parte del medico legale all’ospedale Gemelli di Roma.
Conclusa dalla Asl di Rieti la selezione per graduatoria assunzione infermieri
L’Azienda Sanitaria Locale di Rieti ha concluso, nei giorni scorsi, l’espletamento delle procedure di selezione per la formazione di una Graduatoria per l’assunzione, a tempo determinato, di ‘collaboratori professionali sanitari – infermieri’. La Graduatoria potrà essere utilizzata nell’immediato per effettuare sostituzioni delle assenze del personale, nel periodo estivo, ma anche in prospettiva per garantire i Servizi o in coincidenza con i picchi di attività, andando ad intervenire sulle posizioni scoperte.
L’attivazione della Graduatoria, attesa da tempo, consentirà di ridurre sensibilmente il bacino degli oltre 200 lavoratori interinali attualmente impiegati presso l’Azienda Sanitaria Locale. Si tratta di uno Strumento utile per il servizio pubblico, poiché determina una inversione di tendenza netta nella gestione delle professioni sanitarie, volto a migliorare le condizioni di lavoro all’interno dell’Azienda.
Da sempre una priorità per la Direzione Aziendale, tale Strumento consentirà di disporre di figure professionali da assumere direttamente, di ridurre le Aree del lavoro precario, migliorando la qualità dei Servizi offerti alla cittadinanza e di risparmiare risorse pubbliche che potranno essere utilizzate per il potenziamento di alcuni settori strategici. La Direzione Aziendale, in un’ottica di riduzione delle Aree del lavoro precario, sta lavorando per l’avvio di ulteriori procedure nelle diverse professioni sanitarie.
SEI TU IL REPORTER – Antrodoco, ecco come è ridotta la mia casa!
“Ecco come è ridotta la mia casa con le infiltrazioni d’acqua che vengono dalla montagna… e il Comune dorme!”.
Inizia così il messaggio inviatoci in redazione da Anna Rita, residente ad Antrodoco e alle prese con importanti infiltrazioni di acqua nel suo appartamento, come si può vedere dalla foto.
Anna Rita chiede che qualcuno intervenga subito, per scongiurare danni peggiori sia alla sua casa che alla salute dei suoi familiari.
Inviaci le tue notizie e segnalazioni tramite WhatsApp al numero: 327 49.69.300, tramite email all’indirizzo: seituilreporter@rietinvetrina.it oppure scrivendoci sulla pagina Facebook ufficiale di Rietinvetrina.
Wendy presentata nella rubrica "Dammi una zampa" è stata ADOTTATA
Presentata nella prima puntata di “Dammi una zampa” la rubrica di Rietinvetrina e Tesori a quattro zampe, realizzata in collaborazione con Gli Amici di Fiocco, Ambulatorio veterinario Centro Italia, L’Isola dei Tesori e Radiomondo For You (VEDI), vi annunciamo con grande piacere e felicità che la bellissima lupetta Wendy E’ STATA ADOTTATA.
La dolce quattro zampe, vittima di abbandono, dopo la perdita anche dei cuccioli, era caduta in uno stato di malinconia e denutrizione. Giunta al Sanitario di Rieti, grazie alle cure dei medici veterinari e alle attenzioni delle volontarie de Gli Amici di Fiocco, la piccola è tornata a vivere, migliorando sia il lato caratteriale sia quello fisico, rimettendo qualche chilo e scrollandosi di dosso, via via, la paura incamerata.
Vi avevamo presentato Wendy nella prima puntata di “Dammi una zampa” insieme a Fusillo il quale invece attende ancora l’adozione (nella foto sotto).
Ringraziamo chi ha adottato Wendy e invitiamo ad adottare Fusillo, per farlo è semplice, basta chiamare il numero 346 1840786 oppure inviare un’email all’indirizzo: redazione@tesoriaquattrozampe.it
In tutta sincerità vi consigliamo di adottarlo, è un cane eccezionale, sa dare la zampa, è ubbidiente ed estremamente amorevole… vi porterà fortuna.

Area ex Snia, rimossi oltre un milione di kg di rifiuti speciali, anche pericolosi
Nella giornata di martedì 5 luglio, l’assessore all’Ambiente Carlo Ubertini ha effettuato un ulteriore sopralluogo nell’area ex Snia Viscosa al fine di verificare lo stato dell’arte circa l’intervento di rimozione dei rifiuti soprassuolo compiuto dalla società Delta Petroli per conto di Monte dei Paschi di Siena.
In tale circostanza, oltre al dirigente del Settore Ambiente del Comune di Rieti, Ing. Domenico Cricchi, erano presenti i tecnici di Arpa Lazio, il funzionario regionale del settore preposto e i tecnici della stessa Delta Petroli.
A seguito del sopralluogo si è registrata la sostanziale conclusione dell’operazione di rimozione dei rifiuti soprassuolo che ha comportato la sottrazione di 1.069.462 kg di rifiuti speciali, pari a 2.171 mc, dei quali molti pericolosi (come soda caustica e acido solforico), così predisponendo l’area ai successivi passaggi di risanamento.
In particolare sono stati rimossi e avviati allo smaltimento: 375.520 kg di basi chimiche, 69.990 kg di soluzioni acquose contenenti sostanze pericolose, 26.940 kg di legno, 91.318 kg di plastica, 21.820 kg di ferro e acciaio, 29.040 kg di metalli misti, 198.620 kg di rifiuti misti dell’attività di costruzione, 39.270 kg di carta e cartone, 28.520 kg di rifiuti ingombranti.
“Aver rimosso dopo molti anni – dichiara l’assessore all’Ambiente Carlo Ubertini – oltre un milione di chilogrammi di rifiuti speciali dall’area ex Snia è un’operazione che si commenta da sola. Tutto ciò, naturalmente, è propedeutico ai successivi passaggi dell’azione di risanamento dell’intera area. In tal senso l’Amministrazione comunale sta attivando i contatti perché si proceda da parte dei proprietari dell’area alla definizione del progetto di caratterizzazione del sito. Passaggio necessario al fine di verificare il reale livello di contaminazione del sottosuolo.”
Rietidecide: per Asm, Terminillo e Commercio serve il salto di qualità
“Assistiamo in questi giorni alla riproposizione nel dibattito pubblico di alcune vicende di straordinaria importanza per la città di Rieti, il cui esito potrebbe determinare risvolti decisivi nell’ottica del futuro economico e occupazionale del nostro territorio.
Recentemente, il Sindaco Petrangeli ha concesso una nuova proroga ad Asm per lo svolgimento dei servizi di raccolta dei rifiuti e trasporto pubblico. Seppur inevitabile, e probabilmente supportata da indicazioni tecniche e legali, a nostro avviso il ricorso allo strumento della proroga deve terminare al più presto. Da qui al 30 novembre, l’Amministrazione e la politica in generale devono obbligatoriamente decidere, una volta per tutte, cosa ne sarà di Asm, dei servizi offerti ai reatini e degli oltre 200 lavoratori coinvolti dalla vicenda. Rinvii e tentennamenti non sono più ammessi: ci sono cinque mesi di tempo per decidere se effettuare la gara a doppio oggetto, ripubblicizzare l’azienda o riportare all’interno dell’Ente la gestione dei rifiuti e i trasporti. Non chiediamo che si privilegi una strada o un’altra perché rispettiamo il diritto/dovere di scegliere della Giunta e del Consiglio comunale. Abbiamo però a cuore il futuro dei lavoratori, il decoro e la sicurezza della città, e per questo chiediamo a gran voce che questi 5 mesi non trascorrano invano. Entro novembre vogliamo sapere cosa accadrà, una volta per tutte.
Sul Terminillo, dopo mesi di silenzio, avvertiamo sinistri scricchioli, polemiche che credevamo superate. Leggere di frizioni tra Comuni e altri soggetti interessati dal rilancio della montagna non fa bene alle ambizioni dell’intero territorio Reatino. Occorre recuperare quella logica comprensoriale alla base del lungo iter di elaborazione del rilancio della Montagna, che spesso ha coinvolto anche amministrazioni di colore diverso. Per raggiungere l’obiettivo, a noi pare evidente che debba finalmente emergere un soggetto leader, in grado di mediare tra tutti e anche di garantire un valore aggiunto di relazioni e competenze. In un contesto in cui l’Ente Provincia viene progressivamente svuotato di risorse e competenze, è necessario che sia il Capoluogo a farsi carico degli onori e degli oneri di guidare lo sprint finale del Progetto. Sarebbe l’unico Ente in grado di fare sintesi tra tutti i Comuni e con il Consorzio Smile, garantendo il rispetto delle sensibilità e delle legittime aspirazioni di ognuno. Sarebbe anche la prima concretizzazione di quel concetto, rimasto finora vago, di area vasta guidata da Rieti. Per questo però serve innanzitutto una ferrea volontà politica, proprio del capoluogo. Ci chiediamo: c’è davvero questa volontà?
Intanto, in pochi mesi sono oltre 20 le attività commerciali del centro storico ad aver abbassato la saracinesca. Certamente un trend nazionale, aggravato però da peculiarità locali. Sappiamo bene che i soggetti pubblici non ‘sostituiscono’ i privati, possono però favorire l’insediamento e sostenere le ambizioni di nuove attività. Per questo, continuiamo a chiedere eventi che non siano sporadici nel centro storico reatino. Continuiamo a chiedere che si agisca dal punto di vista fiscale. Continuiamo a chiedere che vengano messe in campo iniziative a sostegno della reintroduzione di attività artigianali, dei giovani alla loro prima esperienza imprenditoriale o delle donne espulse dal mondo del lavoro in questi ultimi, tremendi anni di crisi. Serve un tavolo tra istituzioni e categorie per studiare proposte concrete, da mettere in campo da qui a un anno, facendo in modo che non restino solo le solite enunciazioni, delle quali nessuno sente più il bisogno”.
E’ quanto dichiara il presidente dell’associazione Rietidecide, Ivano Paggi (nella foto).
Morte per overdose di Emiliano Iacuitto, arrestati dalla Polizia gli spacciatori
Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rieti, hanno arrestato due spacciatori reatini: S.P., del 1972 e M.G., del 1968, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. del Tribunale di Rieti, Dr. Andrea Fanelli, poiché resisi responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini condotte dagli investigatori della Squadra Mobile, infatti, partite a seguito del decesso del giovane Emiliano Iacuitto nel 2014, si sono concluse con la denuncia di 6 persone responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti, avvenuta lo scorso anno e con l’individuazione dei due spacciatori che avevano fornito le dosi di eroina al deceduto e che sono stati tratti in arresto nella giornata di ieri.
Particolarmente complicata è stata l’attività investigativa condotta dagli Agenti della Squadra Mobile che si sono trovati a combattere contro un muro di omertà eretto sia dai congiunti della vittima, sia dai “consumatori” che non hanno mai fornito spunti di indagine, per paura di ripercussioni. Inoltre l’assenza di testimoni presenti al decesso ha reso ancor più complicata la possibilità di individuare i responsabili.
Tuttavia, la tenacia degli investigatori, che si sono catapultati in mesi di intercettazioni ed esami di tabulati telefonici di possibili spacciatori, ascolto dei “confidenti” ed interrogatori, ha prodotto i risultati sperati, indirizzando le indagini verso un giovane incensurato, S.P., del 1972 ed un noto tossicodipendente, M.G., del 1968, entrambi reatini, i quali, quasi giornalmente, si recavano a Roma per rifornirsi di eroina e metadone cloridrato da spacciare nel territorio reatino, creando un vero e proprio monopolio di spaccio in questo capoluogo.
I due spacciatori, fiutando una possibile incriminazione, hanno così concordato una versione dei fatti da fornire agli Agenti, in modo da sviare le indagini, ma la caparbietà degli investigatori, che avevano già raccolto numerosi indizi di responsabilità nei loro confronti, ha indotto i due responsabili a contraddirsi durante gli interrogatori facendo cadere il castello di bugie che costituiva il loro alibi.
Gli elementi raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile hanno così consentito al G.I.P. del Tribunale di Rieti di emettere le relative ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dei due indagati, che sono stati condotti, nel pomeriggio di ieri 5 luglio 2016, con l’applicazione del braccialetto elettronico, presso i rispettivi domicili, restando così a disposizione della locale Autorità Giudiziaria davanti alla quale dovranno rispondere dello spaccio di sostanze stupefacenti e delle loro responsabilità nel decesso di Emiliano Iacuitto.

