“Da Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Rieti chiedo alla Chiesa di non dimenticare nemmeno i ‘poveri cristi’ reatini”. E’ il garbato invito che l’Assessore Elisa Masotti rivolge al Vescovo all’indomani dell’omelia tenuta da Mons. Pompili nella giornata celebrativa di San Francesco.
“Prendo spunto dalle sue parole, Monsignore, attraverso cui ha invitato la comunità a ‘non voltare le spalle ai poveri cristi che vediamo vagare in città’, facendo riferimento alle polemiche sorte nel “quartiere di san Francesco a proposito della presenza di immigrati che disturbavano la quiete pubblica’. Ebbene, ritengo che derubricare a un generico disturbo della quiete pubblica episodi che hanno visto protagonisti violenti che si picchiavano a bottigliate in mezzo alla piazza e nei vicoli attigui, minacciando i presenti, non renda giustizia né alla verità né ai concittadini terrorizzati da fatti così gravi.
Ho il timore, Eccellenza, che non solo non Le abbiano riferito bene quanto accaduto nel rione San Francesco, ma che L’abbiano male informata anche sullo spaccio di droga e sul giro di prostituzione in via Pennina, per i quali sono stati fermati altri migranti. Rieti come l’Italia ha aperto le braccia verso queste persone ma la nostra comunità non può essere violentata da individui che prima si ubriacano e poi colpiscono. La povera gente che scappa dalle guerre e dalla povertà sarà sempre ben accolta in Sabina.
Per dirgliela tutta, sempre col massimo rispetto nei Suoi confronti, nel rione di San Francesco come nel resto della città ci sono centinaia di ‘poveri cristi’ reatini che hanno perso il lavoro e che non hanno i soldi per mettere insieme il pranzo con la cena. Sono padri di famiglia che non hanno il coraggio di guardare i loro bambini negli occhi. In questo periodo della mia vita non sto svolgendo l’attività di giornalista ma di Assessore alle Pari Opportunità per il Comune di Rieti. Ebbene, io come amministratore e Lei come ministro di Dio abbiamo il dovere civile e religioso di garantire a tutti le pari opportunità di una vita dignitosa e rispettabile. Reatini compresi”.
Masotti al Vescovo: “Preoccupiamoci anche dei ‘poveri cristi’ reatini”
Zingaretti: "Il 18 ottobre con Delrio presenteremo il rilancio del territorio reatino"
Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, intervenuto ad Unindustria per la presentazione del progetto a favore di Cittareale, ha annunciato anche il prossimo impegno con il Ministro Delrio, datato 18 ottobre 2017, per la presentazione del progetto della Regione e del Governo, per il rilancio del territorio reatino, in particolar modo interventi infrastrutturali per la Salaria e treni bimodali.
Oltre 10 milioni di euro per il tessuto reatino, i quali, insieme ad importanti progetti, garantirebbero una fondamentale ripresa economico-sociale.
Mezzi di comunicazione efficienti ed efficaci, una strada aperta anche al grande commercio da e per Roma, con la sicurezza necessaria agli automobilisti. Il tutto in un grande progetto che vedrà, forse, finalmente Rieti al centro dell’attenzione dopo tanti anni di cono d’ombra.
La Puntidivista ospite al Romics 2017
Venerdi 6 ottobre la Puntidivista, casa editrice con sede a Rieti, parteciperà come ospite al Romics 2017 (stand Regione Lazio), rassegna internazionale sul fumetto, il cinema e games organizzata da Fiera di Roma e ISI.Urb.
La PDV presenterà al pubblico Cartoon able, il cartone animato inclusivo per tutti i bambini: ipovedenti, ciechi, sordi, con autismo e normodotati. Nel corso del pomeriggio, dalle ore 14, alla Romics Arena verranno proiettati alcuni stralci di Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa, contributi, e bonus track sulla partecipazione della Puntidivista al Giffoni Film Festival.
Per il team della Puntidivista sarà anche l’occasione per presentare la propria partecipazione a Cinecittà, dove, ancora una volta, il protagonista sarà Cartoon able, amato dai più piccini, ma anche dai genitori e da chi sa che un cartone animato inclusivo di qualità può rendere magica anche la storia di un bambino che lotta ogni giorno contro le difficoltà, per essere domani un sognatore, e una persona migliore.
"Vela Reatina" l'8 ottobre in gara nella regata "La Barcolana" 2017
Oltre duemila barche provenienti da tutto il mondo parteciperanno della regata “La Barcolana”, una classica italiana che si svolgerà a Trieste l’8 ottobre 2017. Alla competizione parteciperà anche l’ASD “Vela Reatina” a bordo di un Ufo 28.
L’Associazione “Vela Reatina” nasce dall’esperienza di Fabrizio Caprioli dopo aver regato per più di 10 anni in vari campionati dell’Adriatico e del Tirreno. Scopo dell’associazione è la divulgazione e la pratica dell’attività velica. Tutto ciò grazie all’organizzazione di:
– uscite in barca a vela;
– avvicinamento alle tecniche di regata;
– allenamenti;
– partecipazione a campionati invernali;
– regate d’altura.
Tra le partecipazioni dell’ASD “Vela Reatina” alle competizioni, si annoverano nel 2009 la regata d’altura più importante del mediterraneo “Roma x tutti”, da Civitavecchia a Lipari e ritorno. Dal 2010 al 2014 partecipa ai campionati invernali di Riva di Traiano con l’imbarcazione “Costellation” (Solaris 36 OD). Nello stesso periodo partecipa a regate di altura tra le quali: “La Lunga Bolina”, “Ponza per 2”, “La Giraglia”. Il Team Costellation ottiene ottimi risultati in tutte le regate vincendo la regata della Befana a Santa Marinella e posizionandosi al 1° posto alla “Coppa Regina dei Paesi Bassi” all’Argentario. Nel 2015 ottiene il 3° posto assoluto a “La Roma-Giraglia”.
Tornando alla regata “La Barcolana” del prossimo 8 ottobre, nelle ultime edizioni il percorso è stato avvicinato a terra con un maggior accostamento alla riviera di Barcola (Trieste). Con l’avvicinamento della prima boa è stata accorciata la navigazione lungo il primo lato, è stato riposizionato il disimpegno della boa 2, accorciato e nuovamente orientato il terzo lato che conduceva nuovamente verso terra, posizionando la boa 3 nei pressi del Castello di Miramare risultando strategica per aumentare la visibilità della regata. Modifiche che hanno valorizzato la riviera di Barcola e l’altipiano, divenuti come spalti di uno stadio naturale, garantendo una regata il più possibile parallela alla costa.
La regata non terminerà di fronte al terrapieno di Barcola, dove verrà posto un cancello che registrerà i passaggi, ma di fronte alla piazza Unità d’Italia, al largo della diga del Porto Vecchio. Il pubblico assiepato lungo le Rive per attendere il rientro delle imbarcazioni potrà così godersi l’arrivo in diretta, a occhio nudo.
Il miglio e mezzo di navigazione da Barcola (Trieste) a Piazza Unità, compensa la riduzione di percorso del primo e del terzo lato, dando alla regata una nuova veste in termini di spettacolarità e la possibilità di vivere l’evento anche stando a terra, da Miramare a Piazza Unità, lungo la Napoleonica o la Strada del Friuli e da San Giusto.
8° rapporto UIL sulla Cassa Integrazione
Sono 181mila i posti di lavoro salvaguardati con le 246mila ore di cassa integrazione autorizzate, ma scendono le ore di cassa integrazione in Provincia di Rieti da gennaio ad agosto 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ed aumentano le ore di cassa in deroga. E’ quanto emerge dall’ottavo rapporto condotto dalla Servizio Politiche Attive e Passive del Lavoro della Uil.
“Nel periodo in esame, da gennaio ad agosto del 2017 rispetto allo stesso periodo 2016 – commenta il Segretario Generale della Camera Territoriale della Uil Alberto Paolucci – in totale le ore sono scese del 10,4%, di cui il 30,6% in meno di cassa ordinaria, il 67,2% in meno di cassa straordinaria. Segno più, pari al 93,2% per la cassa in deroga un dato, questo che ci preoccupa. Nel periodo preso in esame le ore di cassa ordinaria, in provincia di Rieti, sono state 181781, per la cassa straordinaria 58mila ore e per la cassa in deroga 285mila, per un totale di 525673 di cassa a fronte delle 586775 del 2016. La diminuzione non ha investito solo la provincia di Rieti, ma l’intero territorio e in particolare il Centro Italia dove il calo delle ore è di circa 45%.
Un dato che non deve essere letto positivamente in quanto la riforma degli ammortizzatori sociali ha introdotto un aumento del costo per le imprese che fanno richiesta di ore di cassa straordinaria e questo potrebbe indurre le stesse a licenziare i lavoratori se la seconda soluzione fosse più conveniente della prima: ciò ci induce a temere per il futuro di quei lavoratori reatini ai quali sono state autorizzate 4mila ore di CIG ad agosto (rispetto allo zero di luglio). A questo limite, motivo per il quale chiediamo che la riforma venga rivista e con essa il costo dell’ammortizzatore sociale, va aggiunta l’altra criticità, ossia il limite massimo delle ore autorizzabile per la riorganizzazione aziendale o la crisi aziendale nonché la durata della cassa integrazione straordinaria. Sostenere le aziende, in più in territori di crisi come è quello legato al cratere sismico, è di fondamentale importanza per garantire la sussistenza del sistema produttivo e dell’occupazione”.
Intervista a Paolo Matteucci, allenatore del settore giovanile della NPC
La famiglia NPC cresce ogni anno di più e lo fa soprattutto con il settore giovanile, un investimento fondamentale per il futuro e un orgoglio grandissimo per tutta la città. Per conoscere meglio i nostri giovani abbiamo dato la parola agli allenatori delle diverse categorie, cominciando i nostri incontri con l’allenatore con più anni di esperienza e che oggi continua ad allenare la nostra under 14 e la femminile under 18: coach Paolo Matteucci, professore di economia aziendale all’IIS Luigi di Savoia e all’IPSSEOA di Rieti.
Ciao Paolo da sempre nel mondo del basket. Quando hai scoperto questa passione ?
Tanto tempo fa…ho iniziato da giocatore nel “lontano” 1966 e dal 1979 ho iniziato ad allenare. Sono l’allenatore più anziano lavorativamente parlando, anche se sono ancora giovane.
Quali sono le difficoltà nell’insegnare oggi, sia tra i banchi che in campo?
Ovviamente nel pomeriggio i ragazzi vengono a divertirsi quindi c’è uno spirito diverso ma rimane importante l’insegnamento delle regole ed il valore della disciplina. Fare questo lavoro quotidianamente mi aiuta e mi ritengo fortunato. Credo siano valori da trasmettere in qualsiasi contesto. Nel nostro caso, in campo, a disciplina è fondamentale, è alla base di ogni sport. Se non c’è disciplina e rispetto è impossibile mettere insieme una squadra.
Paolo tu alleni ragazzi e ragazze, quali sono le differenze che trovi?
Indubbiamente allenare le ragazze è più difficile perché è ancora molto diffuso il concetto che il basket è uno sport prettamente maschile; invece ti assicuro che non è cosi. Abbiamo ragazze che hanno iniziato da piccole con il minibasket e ancora oggi si allenano. Tra loro c’è anche mia figlia, Alice. Quest’anno sono ben 13 le ragazze dell’under 18 femminile che a breve inizierà il campionato.
Cosa ti dà soddisfazione del tuo lavoro di allenatore?
I ragazzi. Provare la gioia di allenare, rimettendosi in gioco ogni giorno, urlare ed emozionarsi è la cosa che da più soddisfazione. La pallacanestro è uno sport che arricchisce tantissimo perché necessita di grandi doti fisiche e di grande attenzione considerando l’impegno mentale per capire cosa si dover fare in campo. È uno sport di squadra e questa è la cosa che rende la pallacanestro cosi bella, si crea il gruppo ed un ambiente sano dove tutte le squadre si sostengono.
Il Rosatelli in difesa dell’Oro blu: nuova vittoria degli studenti all’Hackathon Water Hack
Le grandi sfide del futuro vedono ancora una volta in prima linea l’IIS Rosatelli. Questa volta tema di ricerca è l’acqua, la cui insostituibilità per la sopravvivenza umana è acclarata. Un bene tanto più prezioso, se si considera la sua progressiva riduzione. Un team di studenti del Rosatelli, Fabio Arcesi, Lavinia Feliciangeli, Andrea Catia Mattozza, Tamara Tersigni, Amine Ahardane e Samuele Testi, guidato dal Professor Sergio Pantaloni, si è confrontato con colleghi provenienti dalle scuole di tutta Italia su questo importante tema. Appuntamento a Milano, in occasione della maratona scientifica Water Hack, indetta per il primo forum internazionale Regole dell’acqua, regole per la vita, nell’ambito delle manifestazione per la presidenza italiana del G7.
Uno dei progetti vincenti è risultato quello del gruppo di cui faceva parte Lavinia Feliciangeli: Link sink, un sistema di sensori di flusso istallati su rubinetti controllati da un’ Applicazione per smartphone allo scopo di monitorare e ridurre gli sprechi nell’uso quotidiano di un bene così prezioso come l’acqua.
L’innovatività dell’idea non è certo sfuggita ai giudici del concorso, tra cui Livia Pomodoro, già Presidente del Tribunale di Milano, i quali hanno voluto premiare il gruppo di lavoro con un viaggio studio al “Marine Research and High Education Center” (#MaRHECenter) dell’Università di Milano Bicocca, alle Maldive.
Tutti gli studenti che hanno partecipato all’evento di Milano si incontreranno di nuovo nel mese di Novembre a “Villa la Colombella” nei pressi di Perugia.
La struttura dal 2007 ospita il WWAP (World Water Assessment Program), un programma delle Nazioni Unite che ha come obiettivo la valutazione delle acque a livello mondiale; in questa occasione il MIUR offrirà agli studenti provenienti da tutta Italia una ulteriore occasione per lavorare in gruppo ed affrontare in modo creativo la problematica della carenza delle risorse idriche a livello globale.
Innovazione, senso civico, educazione ambientale: parole d’ordine per gli studenti del Rosatelli!
Zingaretti visita la materna di Frasso Sabino, realizzata con il contributo della Regione
Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha visitato la Scuola materna “Casali” parte dell’Istituto Comprensivo “Ferruccio Ulivi” nel Comune di Frasso Sabino in provincia di Rieti. Un’opera realizzata grazie al contributo di 620 mila euro da parte della Regione Lazio.
In questa scuola sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione di un’ala preesistente di circa 100 metri quadrati e la costruzione di una nuova ala per una dimensione complessiva di 400 metri quadrati. Il nuovo edificio è stato costruito secondo i più elevati criteri di edificazione scolastica: una scuola innovativa e moderna, che rispetta tutti gli standard di sicurezza, in particolare antisismici, ed energetici. L’edificio è composto da 4 aule, tutte con i propri servizi igienici, per una capienza di circa 70 bambini. Le dimensioni: 400 metri quadrati, più 200 di superficie esterna pavimentata e 300 di giardino attrezzato.
“Finalmente dopo quasi 10 anni possiamo consegnare alle famiglie di Frasso Sabino una scuola nuova, più bella ma soprattutto a norma – ha commentato il Presidente Nicola Zingaretti – un risultato straordinario frutto di una forte collaborazione tra amministrazione comunale e Regione Lazio. Un nuovo edificio costruito secondo i più elevati criteri di edificazione scolastica con spazi verdi per le attività all’aperto. Ricordo ancora una volta che questa, come altre, non sono iniziative spot, ma fanno parte del grande piano che stiamo portando avanti per rendere le scuole dove studiano i nostri figli dei luoghi belli e sicuri, costruiti rispettando i più alti standard di sicurezza, in particolare antisismici, ed energetici”.
Toffia innevata per le riprese di "Trust" con Hilary Swank
Una copiosa nevicata cinematografica ha imbiancato Toffia per le riprese di Trust, serie tv diretta da Danny Boyle.
La serie TV, ambientata nel 1973, è realizzata per il canale americano FX, vedrà protagonisti Hilary Swank, due premi Oscar per Million Dollar Baby e Boys don’t cry, e Donald Suttherland.
Le riprese sono iniziate a giugno a Roma e si sposteranno anche a Londra. La serie tv andrà in onda in America da gennaio 2018.





Vescovo Pompili: non girare le spalle ai ‘poveri cristi’ che vediamo vagare in Città
“Porto nel mio corpo le stigmate di Gesù”, afferma Paolo alludendo al fatto di essere stato picchiato dai suoi avversari e di conservare le tracce fisiche dei colpi ricevuti. Anche san Francesco portava nel suo corpo i ‘segni’ della passione di Cristo, su cui aveva meditato nei suoi soggiorni solitari, incrociando nel silenzio il Crocefisso.
Si è molto discusso sulla storicità di questo fatto a causa delle diverse versioni offerte, ma non è possibile mettere in dubbio un dato: il corpo di san Francesco presentava tracce non solo delle sue penitenze corporali, ma anche di una straordinaria esperienza nella fase finale della sua vita.
Ciò che conta però non è fermarsi all’aspetto straordinario, come san Bonaventura che vi vede una sorta di ‘sigillo’ in cera lacca che conferma la bontà dell’Ordine francescano, quanto concentrarsi sul senso di questa trasposizione delle ferite di Cristo nel corpo del Santo. Più che la conferma del fatto che Francesco è diventato alter Christus, le stigmate appaiono come l’esito di una singolare esperienza di Dio. Per la quale “lo spirito si è rivelato nella carne”. Le stimmate, insomma, oltre ad essere un ‘segno’ dell’amore ardente di Francesco per Gesù sono pure una prova della concretezza dell’amore che non è mai una sentimento di vaga compassione. Ma sempre una prova di pazienza e di vicinanza, anche quando nel caso dei lebbrosi si è presi da una istintiva repulsione.
Il rischio oggi della nostra fede non è solo quello di estinguersi, ma di essere confinata in una zona franca che non tocca le questioni vitali e si accontenta di un generico sentimento che lascia intatte le condizioni concrete, dentro e fuori di noi. In queste ultime settimane proprio in questo quartiere di san Francesco a Rieti ci sono state polemiche a proposito della presenza di immigrati che disturbavano la quiete pubblica. Nessuno sottovaluta l’impatto che queste nuove presenze possono produrre. Ma non possiamo accontentarci di veder garantita la sicurezza, chiudendo gli occhi su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti.
“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”, dice il Maestro. Come ad ammonirci che le sue ‘piaghe’ oggi sono le situazioni che vanno affrontate con realismo e senso della misura, ma senza girare le spalle ai ‘poveri cristi’ che vediamo vagare in Città. E’ importante fare la nostra parte non solo con la Caritas e la mensa di santa Chiara, ma anche ciascuno con un pensiero critico e non strumentale che dia prova di accoglienza.
Sapendo che tale fenomeno non è breve né transitorio, ma invita a rivedere il nostro modello di società. Cosa farebbe oggi san Francesco? Si limiterebbe ad inveire contro o costruirebbe spazi di fraternità? A noi spetta dare una risposta pronta e sostenibile perché “lo spirito si rivela nella carne”.

















