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venerdì 29 Maggio 2026
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Open Nursing Week – Rieti 2026, il Dipartimento BeSSA di La Sapienza e la nuova traiettoria dell’infermieristica italiana

In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, l’evento Open Nursing Week – Rieti 2026 si è configurato come un momento strategico di riflessione e confronto sul ruolo dell’infermieristica nei sistemi sanitari contemporanei. Inserito nel contesto della International Nurses Week, il congresso ha rappresentato non soltanto un’apertura simbolica della settimana dedicata alla professione infermieristica, ma soprattutto un’occasione di consolidamento culturale, scientifico e istituzionale per il territorio reatino e per la nuova realtà accademica del Dipartimento Interdisciplinare di Benessere, Salute e Sostenibilità Ambientale (BeSSA) di Sapienza Università di Roma. L’iniziativa ha avuto come obiettivo principale quello di valorizzare l’evoluzione della disciplina infermieristica attraverso tre direttrici fondamentali: sviluppo delle competenze avanzate, innovazione nella ricerca e integrazione interdisciplinare. Il programma scientifico, articolato in sessioni tematiche progressive e coerenti, ha affrontato le principali sfide della professione: dal ruolo congiunto di Università e Servizio Sanitario Nazionale nella formazione specialistica, alle nuove traiettorie della ricerca infermieristica, fino ai modelli innovativi di integrazione tra saperi promossi dal Dipartimento interdisciplinare BeSSA.
La presenza di studiosi, dirigenti sanitari, rappresentanti istituzionali ed esperti provenienti da differenti ambiti disciplinari – infermieristica, psicologia, management sanitario, diritto, sanità pubblica e ricerca clinica – ha restituito una visione multidimensionale della cura, evidenziando la necessità di un approccio integrato e sostenibile alla presa in carico dei bisogni di salute. Elemento distintivo del congresso è stato il forte dialogo tra accademia, istituzioni e territorio, culminato nella sessione conclusiva aperta alla cittadinanza reatina, simbolo concreto della terza missione universitaria e dell’impatto sociale dell’infermieristica contemporanea.

I discorsi introduttivi: l’apertura di una nuova stagione infermieristica
Ad aprire ufficialmente il congresso è stato il Prof. Marco Di Muzio, il quale ha ripercorso le tappe storiche dell’evoluzione infermieristica italiana, evidenziando il passaggio da professione ausiliaria a disciplina scientifica autonoma, fondata su ricerca, formazione avanzata e responsabilità clinica. L’intervento ha assunto un particolare valore simbolico nel momento in cui è stato presentato il nuovo Dipartimento BeSSA di Sapienza, primo dipartimento interdisciplinare dell’Ateneo con sede a Rieti, nato con l’obiettivo di integrare scienze biomediche, sociali, psicologiche e assistenziali.

Il Dott. Davide Bartoli ha successivamente sottolineato il significato strategico di un evento di apertura della settimana internazionale dell’infermiere, ribadendo la necessità di promuovere chiarezza e sviluppo nei quattro pilastri della professione: formazione, ricerca, territorio e rappresentanza ordinistica. Il suo intervento ha evidenziato come la crescita delle future carriere specialistiche infermieristiche richieda oggi un dialogo stabile tra università, sistema sanitario e ordini professionali. “Apriamo le porte a Open Nursing Week” ha rappresentato non soltanto una dichiarazione inaugurale, ma una vera e propria apertura culturale verso una nuova fase evolutiva della professione.

Formazione infermieristica: evoluzione professionale e sviluppo specialistico
La sessione dedicata alla formazione è stata magistralmente introdotta dalla Prof.ssa Rosaria Alvaro, che ha presentato una lucida analisi dell’evoluzione della professione infermieristica italiana e delle sue prospettive formative. Attraverso un articolato excursus normativo e professionale, la Prof.ssa Rosaria Alvaro ha ripercorso i principali cambiamenti che hanno interessato l’infermieristica italiana: dalla Legge 43/2006 fino alle nuove prospettive delle lauree magistrali specialistiche e dei percorsi clinici avanzati. È emersa con forza la necessità di ripensare i modelli formativi per rispondere alle trasformazioni epidemiologiche, organizzative e sociali che caratterizzano il sistema salute contemporaneo.

Particolare attenzione è stata posta alla crisi di attrattività della professione infermieristica, alla riduzione del numero dei laureati e al crescente fenomeno dell’abbandono professionale, soprattutto tra i giovani. La relazione ha evidenziato come le nuove generazioni richiedano prospettive di sviluppo, percorsi di carriera chiari, leadership professionale e opportunità formative avanzate. In questo scenario, i nuovi indirizzi specialistici nelle cure primarie, nell’area critica e nell’ambito neonatale-pediatrico rappresentano una risposta concreta alle esigenze di complessità assistenziale del sistema sanitario italiano. Un momento centrale della sessione è stato dedicato alla presentazione degli obiettivi del Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche, illustrati dalla Prof.ssa Rosaria Alvaro in rappresentanza del presidente del corso Prof. Ercole Vellone. Il dottorato è stato descritto come leva strategica per l’elevazione scientifica della disciplina, capace di formare infermieri esperti nella ricerca, nella leadership sanitaria, nella gestione dei processi clinici e nella didattica universitaria avanzata.

Territorio e cure primarie: il modello reatino
La Dott.ssa Agnese Barsacchi ha presentato una delle sessioni più concrete e territorialmente rilevanti del congresso, dedicata alle competenze avanzate nelle cure primarie e all’evoluzione del modello organizzativo della ASL di Rieti.
Partendo dai cambiamenti demografici ed epidemiologici che stanno trasformando il sistema sanitario italiano, la relazione ha evidenziato il superamento del tradizionale modello ospedale-centrico a favore di una presa in carico proattiva, territoriale e integrata. L’infermiere di famiglia e comunità è stato descritto come figura chiave del nuovo modello previsto dal DM 77, orientato alla prossimità assistenziale, alla continuità delle cure e all’empowerment del cittadino. L’intervento ha assunto un valore particolarmente significativo considerando le caratteristiche geografiche della provincia di Rieti: 73 comuni, 297 frazioni, ampia dispersione territoriale e una popolazione prevalentemente anziana. In tale contesto, la ASL di Rieti ha sviluppato una rete assistenziale innovativa basata su assistenza domiciliare, telenursing, ambulatori infermieristici territoriali e percorsi dedicati alla fragilità e alla disabilità complessa. La relazione ha inoltre illustrato l’importante processo di reingegnerizzazione dell’ADI, con l’istituzione di centrali infermieristiche di coordinamento, modelli organizzativi IFeC e percorsi integrati TOBIA HUB-SPOKE, configurando Rieti come laboratorio avanzato di sanità territoriale.

Ricerca infermieristica: tra scenari nazionali e prospettive internazionali
La sessione dedicata alla ricerca ha rappresentato uno dei momenti scientificamente più rilevanti del congresso. La Prof.ssa Azzurra Massimi e la Dott.ssa Erika Renzi hanno presentato un’approfondita analisi dell’evoluzione della ricerca infermieristica italiana, offrendo un’immagine estremamente attuale delle principali traiettorie scientifiche del settore. Attraverso strumenti di science mapping e analisi bibliometrica, è stata mostrata la crescita esponenziale della produzione scientifica infermieristica italiana dal 1991 al 2026, con un incremento annuale dell’11,89% e un forte aumento delle collaborazioni internazionali. La ricerca infermieristica italiana è passata progressivamente da temi prevalentemente clinici e occupazionali a dimensioni organizzative, fino ad arrivare oggi a tematiche patient-centered e orientate al benessere professionale. Particolarmente significativa è stata la riflessione sui principali temi di ricerca emergenti: burnout, intention to leave, missed nursing care, salute mentale degli operatori sanitari, self-care e cure palliative. È emerso come l’infermieristica italiana stia evolvendo da una ricerca focalizzata su problemi di larga scala verso studi qualitativi e altamente specifici, maggiormente aderenti ai bisogni reali della pratica clinica contemporanea. Sul piano internazionale, il Prof. Gianluca Pucciarelli ha presentato le nuove frontiere della ricerca cardiovascolare infermieristica, sottolineando il ruolo crescente dell’infermiere nella gestione delle malattie croniche cardiovascolari, nella promozione del self-care e nell’implementazione di modelli evidence-based orientati agli esiti clinici e alla qualità di vita del paziente.

Università, territorio e il ruolo strategico del Dipartimento BeSSA
Uno dei momenti più intensi del congresso è stato rappresentato dagli interventi istituzionali del Direttore Generale della ASL di Rieti, Dott. Mauro Maccari, e del Direttore del Dipartimento BeSSA Sapienza, Prof. Antonio Angeloni. Il Dott. Mauro Maccari ha evidenziato l’importanza di ospitare a Rieti un evento scientifico di tale portata, sottolineando il valore dell’integrazione tra Università e territorio nella costruzione di modelli sanitari innovativi. La professione infermieristica è stata descritta come una delle principali forze trasformative del sistema sanitario contemporaneo, soprattutto nei contesti territoriali e nelle aree interne. Particolarmente rilevante è stato l’intervento del Prof. Antonio Angeloni, che ha posto al centro del dibattito il significato culturale e strategico del nuovo Dipartimento BeSSA. Il Dipartimento è stato presentato come una realtà interdisciplinare nata per rafforzare il ruolo di Rieti quale Città degli Studi, valorizzando la collaborazione tra discipline diverse e promuovendo una visione integrata della salute.
Nel suo discorso, il Prof. Antonio Angeloni ha inoltre ricordato il decennale dell’evento sismico che colpì il territorio reatino, evidenziando come la crescita accademica e scientifica di Rieti rappresenti oggi anche un simbolo di rinascita culturale e sociale. In questo contesto, l’infermieristica è stata definita una disciplina ponte, capace di coniugare assistenza, interdisciplinarietà e innovazione.

L’interdisciplinarietà come fondamento della cura
La sessione interdisciplinare ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’intero congresso. La Prof.ssa Francesca Angelini ha sviluppato una riflessione di alto profilo etico e giuridico sul significato dell’articolo 32 della Costituzione italiana nella professione infermieristica. La relazione ha evidenziato come il diritto alla salute e il codice deontologico infermieristico costituiscano i fondamenti filosofici della cura, traducendosi concretamente nella tutela del bene comune e della salute pubblica. A seguire, il Prof. Giacomo Ciocca ha offerto una prospettiva innovativa sul rapporto tra psicologia clinica, ambiente e infermieristica. Partendo dai concetti di empatia, relazione terapeutica e “nicchia ecologica”, il relatore ha descritto l’ambiente non soltanto come contesto fisico, ma come autentica leva di cura e promotore del paradigma One Health. L’intervento ha sottolineato come salute umana, ecosistemi e relazioni sociali siano profondamente interconnessi, richiedendo approcci assistenziali multidisciplinari e sostenibili.

La professione infermieristica e il ruolo degli Ordini
La dimensione professionale e ordinistica è stata rappresentata in modo autorevole dalla Presidente OPI Rieti, Dott.ssa Annalisa Testa, che ha evidenziato la necessità di incentivare lo sviluppo universitario infermieristico nel territorio reatino, promuovendo master clinici e lauree magistrali specialistiche capaci di trattenere competenze e generare sviluppo professionale locale. Nel corso del suo intervento, la Presidente ha sottolineato come la formazione rappresenti un elemento essenziale per la crescita professionale e per l’acquisizione e lo sviluppo di competenze di base e avanzate, richiamando in particolare l’importanza delle tre nuove lauree magistrali cliniche recentemente istituite. Al tempo stesso, ha posto l’attenzione su una criticità ancora aperta: la limitata disponibilità di spazi professionali e di opportunità di carriera coerenti con i percorsi di alta formazione intrapresi dagli infermieri. Tale condizione, ha osservato, rischia di incidere negativamente anche sull’attrattività della professione infermieristica. In questa prospettiva, è stata ribadita la necessità di un lavoro sinergico tra Ordine professionale, Università e Direzione Generale della ASL di Rieti, valorizzando il dialogo istituzionale già attivato. In raccordo con la Regione Lazio, che in questa fase storica sta dimostrando particolare attenzione verso la professione infermieristica, alla luce della flessibilità organizzativa richiamata dal Direttore Generale anche nel corso del congresso, è attualmente in fase di definizione una proposta promossa dall’Ordine relativa a un nuovo modello organizzativo riguardante il numero degli Incarichi di Organizzazione intermedi da mettere a bando in ambito ospedaliero, in considerazione della prossima assunzione di due Dirigenti Infermieristici vincitori di concorso destinati al supporto dei servizi territoriali. In conclusione, la Presidente ha richiamato il valore di obiettivi condivisi tra professionisti e istituzioni: la tutela della salute dei cittadini, il miglioramento della qualità dell’assistenza, il benessere lavorativo degli operatori e il pieno riconoscimento professionale degli infermieri. In tale cornice, l’accoglimento della proposta presentata dall’Ordine rappresenterebbe un’opportunità concreta per rafforzare ulteriormente il dialogo e la collaborazione tra i diversi attori istituzionali coinvolti. A chiudere la sessione è stato il Dott. Francesco Scerbo, rappresentante OPI Roma, che ha ribadito la necessità di rafforzare le reti accademiche e professionali nazionali attraverso azioni sinergiche tra gli Ordini provinciali di Rieti, Roma, Viterbo e Frosinone.

L’incontro con il territorio: prevenzione e comunità
Il congresso si è concluso con una significativa attività aperta alla cittadinanza, coordinata dalla Dott.ssa Maria Cristina Camisola e dalla Dott.ssa Emanuela Petrongari, durante la quale gli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica di Sapienza – sede di Rieti – hanno effettuato valutazioni dei parametri vitali e screening dei fattori di rischio cardiovascolare.
L’iniziativa ha rappresentato un concreto esempio di prevenzione territoriale e di educazione sanitaria, permettendo agli studenti di sperimentare sul campo il ruolo sociale dell’infermieristica e il valore della relazione con la comunità.

Conclusioni
Open Nursing Week – Rieti 2026 ha rappresentato un’importante occasione di confronto scientifico e professionale, evidenziando il ruolo crescente della formazione avanzata, della ricerca interdisciplinare e dell’integrazione tra università, servizi sanitari e territorio. In questo contesto, il Dipartimento BeSSA di Sapienza si conferma una realtà accademica orientata alla valorizzazione dell’interdisciplinarità, della ricerca applicata e dello sviluppo dei percorsi formativi nell’ambito delle professioni sanitarie.

La capacità di promuovere sinergie tra dimensione scientifica, assistenziale e territoriale rappresenta un elemento strategico per l’evoluzione della disciplina infermieristica e dei modelli di presa in carico. Il congresso ha inoltre evidenziato come la professione infermieristica sia oggi sempre più coinvolta nei processi di innovazione clinica, organizzativa e formativa, consolidando il proprio contributo all’interno dei sistemi sanitari contemporanei. I ringraziamenti conclusivi dei rappresentanti del settore disciplinare MEDS-24/C di Sapienza hanno richiamato il valore dell’integrazione tra competenze scientifiche, assistenziali e formative, sottolineando l’importanza di un dialogo continuo tra ricerca, assistenza e comunità professionale. L’appuntamento è ora rivolto alla prossima edizione di Open Nursing Week, con l’auspicio di proseguire il percorso di crescita scientifica e culturale avviato nel territorio reatino.

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