“Agli albori della consiliatura Sinibaldi (FdI), uno dei fattori di ottimismo che traspariva dalle dichiarazioni politiche era la fiducia nella cd. “filiera istituzionale” di Fratelli d’Italia, che avrebbe portato un valore aggiunto a Rieti. Il 27 luglio, l’on. Paolo Trancassini (FdI), presso la Camera dei deputati, presentava la 34ª edizione della Scopigno Cup, insieme al presidente del Consiglio regionale Aurigemma (FdI), citando: “Ci sono eventi che vanno oltre il campo e i risultati: la Scopigno Cup è uno di questi, un appuntamento che ha saputo portare Rieti nel mondo e il mondo a Rieti”. Nelle stesse ore, la amministrazione Sinibaldi negava alla Scopigno Cup l’utilizzo dello stadio, a causa della sovrapposizione di tempi per la manutenzione del manto erboso post concerto dei Negramaro. Alla luce di questo pasticcio c’è da chiedersi come la “filiera” gestisca il proprio coordinamento, oltre la propaganda.
In particolare ci chiediamo se vi sia una diversa attenzione e cura per eventi direttamente riconducibili ad iniziative promosse dalla compagine comunale (in questo caso il concerto Negramaro finanziato con i fondi di l’Aquila capitale della cultura) rispetto ad altri che abbiano una vita autonoma alle varie fasi amministrative e politiche locali (in questo caso la Scopigno cup, ma potremmo richiamare anche il pluriennale Festival della piccola editoria “Liberi sulla carta”, migrato altrove). A causa del diniego ricevuto, gli organizzatori annunciano che dopo 34 anni la Scopigno Cup lascerà Rieti spostandosi a Roma, paventando il rischio che posa trattarsi di una decisione definitiva citando la perdita del Festival dei due mondi che scelse Spoleto. In termini di ricadute dirette ed indirette, Rieti perde l’ospitalità di squadre ed accompagnatori, con trasmissione delle partite più significative in diretta RAISport e visibilità sulle piattaforme sportive, essendo ormai qualificato come prestigioso appuntamento nel panorama Internazionale calcistico giovanile.
Nella polemica sorta tra il presidente della Scopigno Cup Formichetti e il sindaco Sinibaldi, traspare l’approssimazione con cui il Comune sostenga concretamente la manifestazione.
A quanto riferito nel comunicato stampa del Sindaco e dell’assessore Mestichelli infatti, il ruolo del Comune è stato UNICAMENTE quello di inoltrare una PEC al concessionario dello stadio (ottenendo il diniego) e non piuttosto quello di programmare ed organizzare l’utilizzo delle infrastrutture sportive, nel rispetto dei contratti di concessione, al fine di ottenere il massimo tornaconto pubblico. Tutto questo mentre Trancassini lanciava la Scopigno Cup a Montecitorio. Se la “filiera” si concretizza nelle attività di un ufficio protocollo, non c’è molto altro da dire. Peraltro, questo non è l’ultimo “pasticcio” cucinato dal Sindaco e dalla sua giunta nell’utilizzo dello stadio: ricordiamo la partita di Rugby Italia-Scozia “A” del 6 febbraio, recuperato last minute, anche con esborso di risorse pubbliche per il ripristino del campo di gioco. Proponiamo all’On. Trancassini, assieme al sindaco Sinibaldi, di proporre una conferenza stampa riformulando la propria citazione: “Ci sono danni e figuracce che vanno oltre il campo e i risultati: la Scopigno Cup è uno di questi”.
Così nella nota NOME Officina Politica



