MELILLI E MEROI A PALAZZO DOSI PER LA NUOVA TUSCIA-SABINA

Melilli e Meroi a palazzo Dosi

Nella sala conferenze di palazzo Dosi, i presidenti Melilli e Meroi, hanno tenuto una conferenza stampa sull’ormai prossimo accorpamento delle province di Rieti e Viterbo. La nuova provincia probabilmente si chiamerà Tuscia-Sabina.

I due presidenti si dicono contrari ad un accorpamento che non ha alcun senso, il Governo parla di risparmi, ma nella realtà si sta creando solo caos e confusione sui ruoli e sui compiti delle nuove istituzioni locali.

Melilli: “si avvierà una stagione di grande confusione, abbiamo sempre ragionato sul fatto che prima si sarebbero dovute fare le città metropolitane e poi l’eventuale accorpamento delle province. 

L’accorpamento tra Rieti e Viterbo – ha continuato Melilli – è innaturale, sono sempre state due realtà  che non hanno mai avuto contatti e nulla in comune, anche il Ministro Padroni Griffi è concorde con me e Meroi sul fatto che il nostro, è l’accorpamento più innaturale e più difficile da gestire”

“Nel nostro territorio – ha proseguito Melilli – sono nati movimenti referendari, i sindaci dei comuni avranno la possibilità di provare ad accorparsi con altre realtà diverse dalla provincia di Rieti e proprio venerdì pomeriggio mi incontrerò con i sindaci dei Comuni, vedremo se ci saranno le condizioni affinché la provincia resti tutta intera”

“Questa mattina – ha concluso Melilli – con il presidente di Viterbo abbiamo iniziato a ragionare per la tutela del personale dipendente, la nuova provincia dovrà basarsi su un modello policentrico che non concentri tutto in un’unica sede nel capoluogo, costituiremo un gruppo di lavoro formato da tecnici di entrambe le istituzioni affinché si possa iniziare il lavoro di accorpamento del personale.”

Il presidente Meroi, molto critico nei confronti del governo Monti, non ha nascosto perplessità sul decreto di accorpamento, per il quale verrà sicuramente posta la fiducia dal parlamento. “E’ un decreto – ha dichiarato il presidente della provincia di Viterbo – fatto senza tener conto delle esigenze dei cittadini e di come la nuova provincia possa soddisfarli e lavorare sul territorio, è un decreto scritto con fantasia, è solo un insieme di norme demoscopiche e populiste, che rischia di distruggere i territori. Da uno studio commissionato dal ministro Griffi all’università Bocconi i costi delle province corrispondono solamente all’1.4 % dei costi totali degli enti territoriali, solo il trasferimento dei compiti dalle province a comuni e regioni ci costerà 3 volte tanto. Sicuramente andava fatta una ristrutturazione degli enti pubblici, ma non in questo modo, hanno colpito solamente gli anelli più deboli, le province, la riforma andava fatta con un senso logico, mantenendo servizi e contatti con i cittadini.

Il presidente Meroi sul problema dipendenti delle due province:“Il Governo ci deve ancora far sapere quanti dipendenti dovranno avere le nuove province, quelli di ruolo di Rieti e Viterbo non dovrebbero rischiare molto, ci sono perplessità sul personale precario, gestito dalle province con due procedure assolutamente diverse, senza dubbio  ci aspettano mesi difficili pieni di perplessità ed incertezze, fondamentale sarà il ruolo svolto dalla regione e dei rapporti che instaurerà con le province.

"Tra le tante cose da capire – ha concluso Meroi – come la nuova provincia potrà gestire emergenze come ad esempio l’intensa nevicata dello scorso anno, dove, solo realtà locali che conoscono bene il territorio possono intervenire in soccorso dei cittadini”.

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