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venerdì 5 Giugno 2026
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Lavoro, CGIL: “Nel Lazio+9,5% infortuni e 24 morti nei primi quattro mesi del 2026”

“Aumentano nel Lazio gli infortuni denunciati nei primi quattro mesi del 2026. Sulla base dei dati Inail rilevati al 30 aprile, le denunce complessive passano dalle 13.884 del periodo gennaio-aprile 2025 alle 15.208 del 2026, con un aumento del 9,5%. Crescono anche gli infortuni con esito mortale, che salgono da 21 a 24 – comunica nella nota la CGIL Roma e Lazio – l’aumento delle denunce riguarda in particolare la provincia di Roma, dove gli infortuni passano da 10.968 a 12.101, ma si registrano incrementi anche a Latina, da 1.102 a 1.197, a Viterbo, da 621 a 701, e a Rieti, da 387 a 402, mentre Frosinone resta sostanzialmente stabile, passando da 806 a 807 casi. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, il quadro resta gravissimo: nei primi quattro mesi del 2026 i decessi salgono a 24 e ben 20 si registrano nella sola provincia di Roma. Le denunce con esito mortale in occasione di lavoro riguardano agricoltura, estrazione da cave e miniere, manifatturiero, costruzioni, commercio, alloggio e ristorazione, servizi di informazione e comunicazione, attività professionali e servizi di supporto alle imprese”.

“I dati per età confermano una crescita diffusa degli infortuni in quasi tutte le fasce. L’incremento più marcato tra le classi lavorative centrali si registra tra i 30 e i 34 anni, dove le denunce passano da 1.211 a 1.401, mentre la fascia 50-54 anni resta quella con il numero più alto di infortuni, salendo da 1.669 a 1.834 casi. Crescono anche i giovani tra 20 e 24 anni, da 882 a 976, così come la fascia 65-69 anni, che passa da 305 a 361 denunce. Questi dati, seppur gravi, rappresentano sempre una parzialità perché non sempre le lavoratrici e i lavoratori sono in condizione di poter denunciare gli infortuni per questo è ancora più importante rafforzare gli enti preposti all’attività preventiva ed ispettiva, in modo particolare in queste settimane che l’emergenza caldo rappresenterà un ulteriore rischio per le lavoratrici e i lavoratori” – conclude la CGIL di Roma e Lazio.

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