LA STORIA DI… Gianluca

LA STORIA DI… GIANLUCA è narrata dalla direttrice della CNA Rieti, Enza Bufacchi.

“Con le formule di trigonometria mi ricavo le misure precise delle mantovane stile impero”.

È questa la cifra della storia di Gianluca, geometra, aspirante architetto o ingegnere, che alla fine diventa tappezziere.

Tutto comincia tanti anni fa, quando a fare questo mestiere era Artemio, suo padre. “Io sono un artigiano, lui era un artista”, dice di lui Gianluca.

“Il pomeriggio dopo la scuola”, racconta, “gli davo una mano, ma non era mia intenzione fare il tappezziere, frequentavo l’istituto per geometri e volevo andare all’università per fare ingegneria o architettura. “Poi”, continua, “a mio padre hanno diagnosticato un tumore, io avevo 19 anni e, appena diplomato, sono dovuto venire in negozio ad aiutarlo. Dopo l’operazione lui è tornato al lavoro e io sono partito per il servizio militare, sempre deciso a proseguire gli studi.”

Ma a questo punto la vita cambia di nuovo verso e la morte del padre nel ’90 cambia il destino di Gianluca. “Subito sono tornato al laboratorio per riconsegnare i lavori ai clienti e chiudere l’attività, ma ai lavori riconsegnati si sostituivano nuovi lavori, e a quelli altri…Così alla fine ho abbandonato l’idea di fare l’università e ho deciso di fare il tappezziere”.

Gianluca è un tappezziere un po’ particolare, perché, “essendo geometra, capace quindi di progettare e disegnare anche con il CAD”, può specializzarsi nella realizzazione di divani su misura e quindi fare un po’ l’arredatore.

Poi si specializza nella tappezzeria per auto e per moto; non contento si dota di tutto quanto è necessario, compreso un tornio, per costruire degli elementi che è difficile trovare e in questo modo soddisfa tutte le esigenze dei clienti, non più costretti a portare gli oggetti in tanti luoghi quanti sono le riparazioni da fare.

Dunque un po’ falegname, un po’ fabbro e tappezziere a trecentosessanta gradi, perchè una volta il tappezziere aveva la sarta per le cuciture, un collaboratore per le imbottiture, a lui la parte più nobile del lavoro, la stoffa e le rifiniture: Gianluca fa tutto.

“Nonostante ciò i tappezzieri sono quasi spariti, un po’ per la cultura dell’usa e getta”, dice Gianluca. “Piuttosto che ripararlo o farlo fare dal tappezziere, un divano lo si compra dalle grandi marche perchè costa pochissimo”, poi pensieroso aggiunge: “Bisognerebbe ricreare le scuole per l’artigianato, per imparare i materiali e il disegno tecnico, una parte teorica e una pratica”.

Gianluca ha chiaro che senza la scuola l’artigianato finisce con l’essere percepito, dai genitori prima e dai giovani poi, come un ripiego e non come una scelta di valore.

A sostegno di questo ragionamento dice: “Io il capitonè lo faccio in maniera tecnica, con misure e disegni”, per dire che utilizza competenze acquisite prima attraverso lo studio e poi l’esperienza!

Tutte queste riflessioni lo portano, infine, a concludere: “Chissà se questo lavoro andrà avanti ancora o sparirà?” E la preoccupazione non è per sé, che ha tantissimi affezionati clienti soddisfatti della qualità che Gianluca garantisce, ma per la perdita progressiva di un patrimonio sociale e di un’opportunità di lavoro ancora grande per l’artigianato di qualità, quello che Gianluca auspica e pratica!

Gianluca Quintili
Via San Francesco 52 – Rieti
Tel. 0746.200369 Cell. 3473128038
Fb: Gianluca Quintili

#lastoriadicnarieti

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