Rotary Club Rieti e Sentiero Planetario: quattordici anni di impegno per il Terminillo

0
Ci sono progetti che si sostengono per un periodo e altri che, invece, entrano a far parte della storia di un Club. Per il Rotary Club Rieti, il Sentiero Planetario del Monte Terminillo appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Il legame nasce fin dalle origini. Nel 2012, quando prese forma l’idea di trasformare le distanze del Sistema Solare in un percorso da vivere realmente, il Rotary Club Rieti fu tra i protagonisti della nascita e della realizzazione del progetto, insieme ai tecnici volontari e alle altre realtà che contribuirono a trasformare quell’intuizione in un itinerario concreto sul Monte Terminillo. Dentro quella storia, un ruolo particolarmente significativo è quello di Felice Marchioni, Past President del Rotary Club Rieti, tra coloro che seppero intuire fin dall’inizio le potenzialità del Sentiero e accompagnarne lo sviluppo nel tempo. La sua visione contribuì a spingere il progetto oltre la sola dimensione astronomica, trasformandolo progressivamente in uno spazio capace di far dialogare scienza, paesaggio, pensiero e immaginazione. È in questa evoluzione che il Sentiero trova una delle sue identità più originali: non soltantoun percorso attraverso il Sistema Solare, ma anche un luogo di riflessione e racconto, fino a diventare Parco filosofico e letterario “Giulio Verne” .Un passaggio che ha ampliato il senso stesso del progetto, facendo del Terminillo non solo lo scenario del viaggio tra i pianeti, ma anche un luogo in cui guardare il cielo diventa occasione per interrogarsi, conoscere e immaginare. Il 26 agosto 2012 il Sentiero venne inaugurato: da quel momento il rapporto tra il Rotary Club Rieti e il Sentiero non si è più interrotto. Sono trascorsi quattordici anni durante i quali il percorso è cresciuto, è diventato luogo di divulgazione, cultura, incontro e scoperta e ha continuato ad avere bisogno di attenzione, progettualità e cura.Ed è proprio nella continuità dell’impegno che si misura il significato della presenza del Rotary Club Rieti. Essere stati tra i protagonisti della nascita del Sentiero significa anche continuare a sentirne la responsabilità nel tempo. Negli anni il Rotary Club Rieti ha mantenuto vivo questo legame, accompagnando le iniziative dedicate al percorso e contribuendo alla sua valorizzazione.Nel 2025 l’impegno del Club si è tradotto concretamente nel ripristino del Sole, il punto dal quale prende idealmente avvio il viaggio attraverso il Sistema Solare. Un intervento dal forte valore simbolico. Il Sole, infatti, non è soltanto una delle installazioni del percorso: è il punto dal quale tutto comincia. È l’inizio del viaggio del visitatore e, idealmente, della luce che attraversa il Sentiero. Intervenire proprio sul Sole ha significato quindi riportare attenzione all’origine del percorso e al legame storico che unisce il Rotary Club Rieti al progetto fin dalla sua nascita. Nel 2026 l’impegno del Rotary Club Rieti ha trovato una nuova forma. Accanto alla cura materiale del percorso è nata la volontà di rafforzarne il racconto e costruire una comunicazione più continua e riconoscibile. La Commissione di Club per l’immagine ha avviato così un lavoro dedicato alla valorizzazione del Sentiero Planetario, con l’obiettivo di farne conoscere non soltanto gli appuntamenti, ma anche la storia, le caratteristiche, il rapporto con il Monte Terminillo e le tante suggestioni che accompagnano il viaggio tra i pianeti. Un racconto pensato per vivere durante tutto l’anno. Una tappa del percorso può diventare l’occasione per parlare di astronomia. Un’immagine può raccontare la montagna. Un ricordo può riportare alle origini del progetto. Un intervento di manutenzione può mostrare quanto lavoro sia necessario per custodire ciò che è stato costruito.Rotary Club Rieti ha scelto così di affiancare alla presenza concreta sul Sentiero anche un lavoro di comunicazione capace di mantenerne viva l’identità nel tempo. Perché un luogo continua a vivere anche attraverso il modo in cui viene raccontato. Sito web e social network diventano quindi strumenti di una strategia più ampia di valorizzazione, capace di tenere insieme memoria, divulgazione, immagini, territorio e comunità. Dietro quei 7,7 chilometri, infatti, non c’è soltanto una rappresentazione del Sistema Solare. C’è una storia iniziata quattordici anni fa. C’è l’intuizione di persone che hanno saputo immaginare qualcosa che ancora non esisteva. E il Rotary Club Rieti è parte di quella storia fin dal primo giorno. Dal contributo alla nascita del Sentiero nel 2012, alla sua evoluzione nel Parco filosofico e letterario “Giulio Verne”, dal ripristino del Sole nel 2025 fino al nuovo lavoro sulla comunicazione sviluppato nel 2026, emerge un filo che attraversa quattordici anni di attività. È la volontà del Rotary Club Rieti di continuare a contribuire alla tutela e alla valorizzazione di un patrimonio del Monte Terminillo che nel tempo è diventato molto più di un percorso astronomico. Il Sentiero oggi è divulgazione, natura, cultura, educazione e comunità. E per il Rotary Club Rieti continuare ad accompagnarlo significa rimanere fedele a un progetto al quale ha creduto fin dall’inizio. Perché alcuni progetti non terminano nel giorno della loro inaugurazione. È proprio da quel giorno che comincia la responsabilità di farli vivere nel tempo. E, quattordici anni dopo, il Rotary Club Rieti continua a camminare accanto al Sentiero Planetario del Monte Terminillo

L’istituto Comprensivo Alda Merini selezionato per la sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive

0
Con Decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito firmato il 24 luglio 2026, dal prossimo anno scolastico 2026/2027 l’Istituto Comprensivo “Alda Merini” di Rieti prenderà parte alla Sperimentazione nazionale triennale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici, attraverso la definizione di modelli educativi innovativi e inclusivi, la raccolta e la condivisione di buone pratiche e la valutazione del loro impatto sull’apprendimento, sul benessere scolastico e sulla prevenzione della dispersione. L’iniziativa, prevista dalla Legge n. 22 del 19 febbraio 2025, punta a rafforzare in modo strutturato abilità come collaborazione, comunicazione efficace, problem solving, capacità decisionale, gestione delle emozioni e adattamento ai cambiamenti, integrando l’educazione socio-emotiva e le abilità trasversali nei curricoli di ogni ordine e grado per supportare la crescita armonica degli studenti. Per l’I.C. “Alda Merini”, guidato dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Irene Di Marco, la selezione rappresenta un nuovo riconoscimento alla propria visione educativa che pone la persona al centro del percorso formativo e di una missione orientata all’inclusione, alla ricerca didattica e alla valorizzazione delle potenzialità di ogni bambino e alunno. Il progetto PersonalMENTE insieme presentato e approvato trae spunto difatti dal paradigma operativo A.L.D.A (Apprendimento Laboratoriale per la Didattica e l’Apprendimento), elaborato dall’Istituto nel 2016 e focalizzato sulla didattica laboratoriale nelle sue diverse forme ed espressioni, analogiche e digitali, con il modello Scuola senza zaino per la Primaria, quale principale metodologia di promozione dell’azione di insegnamento-apprendimento in tutti i suoi ordini scolastici. Le attività e i percorsi ideati, volti a sviluppare le competenze trasversali e non cognitive relative all’area personale, sociale e relazionale, cognitiva e degli apprendimenti, a partire dai bambini di tre anni, costituiranno allora una straordinaria opportunità di crescita per la comunità scolastica e per l’intero Territorio comunale, con il coinvolgimento di quest’ultimo in tutte le sue componenti (Enti Locali; ASL; Forze dell’Ordine; Associazioni Educative, Culturali e del Terzo Settore; Biblioteche e Musei, Associazioni Sportive e Federazioni; famiglie) nell’ottica di un efficace esercizio della cittadinanza attiva.

Coldiretti Lazio soddisfatta per l’alleggerimento costo polizze assicurative sulle produzioni

0
Coldiretti Lazio esprime soddisfazione per il contributo integrativo previsto dalla Regione Lazio per alleggerire il costo delle polizze assicurative sulle produzioni. Una misura che recepisce una proposta avanzata proprio da Coldiretti Lazio, per rafforzare gli strumenti di tutela delle aziende agricole. “Accogliamo con favore un intervento che avevamo sollecitato alla Regione e che rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle nostre imprese – dichiara il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – ridurre il peso dei premi assicurativi significa consentire a un numero maggiore di agricoltori di proteggere le proprie produzioni e il proprio reddito, in una fase in cui gli effetti dei cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più complessa e rischiosa l’attività agricola”. Il contributo regionale, destinato alle produzioni del Lazio, andrà ad affiancare gli strumenti già previsti a livello nazionale e dalla Politica agricola comune, aumentando la quota di sostegno pubblico alla spesa sostenuta dalle aziende per le coperture assicurative. Una misura particolarmente importante in un contesto segnato dalla crescente frequenza di eventi estremi, dalle ondate di calore prolungate alla siccità, fino a grandinate e precipitazioni violente, che possono compromettere in poche ore mesi di lavoro e investimenti. “La gestione del rischio è ormai una delle grandi sfide dell’agricoltura – prosegue Granieri – e non può essere lasciata esclusivamente sulle spalle degli imprenditori. Per questo avevamo chiesto alla Regione Lazio un intervento capace di rendere più sostenibile il ricorso alle assicurazioni. Il fatto che questa proposta sia stata raccolta rappresenta un segnale importante di attenzione e di ascolto del mondo agricolo”. Coldiretti Lazio sottolinea inoltre come la maggiore accessibilità alle coperture assicurative contribuisca non soltanto a tutelare le singole aziende, ma anche a garantire la continuità produttiva e la tenuta dell’intero sistema agroalimentare regionale. “Ora è importante proseguire su questa strada – conclude Granieri – rafforzando gli strumenti di prevenzione e di gestione del rischio e continuando a costruire interventi che rispondano alle reali necessità delle imprese agricole del Lazio”.

Run delle Valli 2017-2026. Dieci anni di strada e solidarietà

0
Dal 2017 i gruppi HOG Harley Davidson italiani insieme all’associazione Micciani Unita APS, viaggiano sulle strade del centro Italia per ricordare e per sostenere le terre colpite dal sisma. Domenica prossima si accenderanno ancora una volta i motori per *Amatrice e Accumoli*, a 10 anni dal triste evento. Saranno presenti tutti i Chapter HOG Harley Davidson e tutti i gruppi di volontariato che hanno sostenuto le 10 edizioni, e sono stati protagonisti dello scopo benefico, alla presenza di sindaci e enti locali. Il programma della giornata toccherà tre località: Cittaducale, Amatrice e Accumoli. Alle ore 9 ritrovo a Cittaducale sulla bellissima piazza del Popolo per l’accoglienza, con visita del borgo angioino e saluti istituzionali.  Alle ore 11 partenza per Amatrice e successivamente il viaggio continuerà anche ad Accumoli con deposizione di omaggio floreale ai monumenti delle vittime del terremoto. Alle ore 13:30 tutti si ritroveranno a Grisciano presso l’area allestita per la sagra locale, dove le associazioni Accumulesi, daranno il benvenuto con un pranzo a base di piatti tradizionali. Vi saranno momenti di condivisione e ricordo degli anni passati, assieme alle associazioni che hanno accompagnato i 10 anni. RUN DELLE VALLI: La strada è la nostra passione. La solidarietà è il nostro carburante. Ringraziamo anticipatamente tutti coloro che parteciperanno e gli Enti che hanno autorizzato l’evento.

“La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, presentazione del progetto Croce Rossa Italiana Comitato di Amatrice dedicato a tutte le comunità

0
In occasione del decimo anniversario del sisma che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e i territori del Centro Italia, nasce “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, un docufilm dedicato alla memoria di quei giorni e all’impegno delle donne e degli uomini che prestarono soccorso alla popolazione. Il progetto nasce dalla volontà di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati all’intervento della Croce Rossa Italiana durante l’emergenza e nei mesi successivi, riunendoli in un unico racconto capace di restituire la complessità del lavoro svolto e, soprattutto, la dimensione umana di chi ha vissuto quei momenti. Il film attraversa tre momenti: il sisma, l’esserci e quello che resta. Dalla notte del 24 agosto e dalle prime ore dell’emergenza, il racconto segue la mobilitazione dei soccorritori, l’organizzazione della risposta e il lavoro della Croce Rossa Italiana, per poi concentrarsi sulle persone, fino ad arrivare a Amatrice oggi, dieci anni dopo. Attraverso le voci di rappresentanti della Croce Rossa Italiana, Volontari, operatori sanitari, istituzioni e cittadini, il docufilm racconta ciò che spesso non emerge dai numeri di un’emergenza: l’angoscia, la responsabilità, la solidarietà, il rapporto con le persone soccorse e la forza di continuare a esserci. Il racconto arriva fino al presente, interrogandosi sull’eredità che il sisma di Amatrice ha lasciato alla Croce Rossa Italiana e alla comunità colpita, anche attraverso la costituzione e la crescita del Comitato CRI di Amatrice, divenuto negli anni una presenza costante al servizio del territorio. Il docufilm è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e di Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice, con la regia di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono di Barbara Montani, mentre riprese e montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Un progetto nato per custodire una memoria e, allo stesso tempo, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, del volontariato e del servizio alla comunità. Un docufilm ideato e realizzato da Volontari della Croce Rossa Italiana per raccontare, a dieci anni dal sisma Centro Italia, la memoria di quei giorni, l’impegno dei soccorritori e ciò che quell’esperienza ha lasciato nella comunità di Amatrice. La proiezione si terrà domenica 23 agosto 2026 alle ore 18, presso l’Auditorium “Monti della Laga” di Amatrice. Il docufilm nasce all’interno della Croce Rossa Italiana con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati al sisma del 2016, e al lavoro svolto nei mesi e negli anni successivi. Un racconto che non vuole essere un bilancio della ricostruzione, né una ricostruzione tecnica degli eventi, ma una testimonianza di memoria, servizio e solidarietà. Dalla notte del sisma a quello che resta Il docufilm è strutturato in tre parti: “03.36”, “Esserci” e “Quello che resta”. La prima parte riporta lo spettatore alla notte del 24 agosto, alla scossa, alle prime chiamate, all’arrivo dei soccorritori e alla complessa macchina organizzativa messa in campo per affrontare l’emergenza. Il racconto si concentra in particolare sulla risposta della Croce Rossa Italiana e sul coordinamento dei soccorsi nelle prime ore, anche attraverso i numeri della risposta: nel corso dell’emergenza del Sisma Centro Italia furono mobilitati oltre 4.200 Volontari CRI e operatori CRI provenienti da tutta Italia, con circa 1.500 mezzi impiegati. L’assistenza alle comunità colpite proseguì per mesi, ben oltre la fase del primo soccorso, con oltre 33.000 pasti preparati e distribuiti nei campi di accoglienza. Ma il docufilm parte proprio dai numeri per andare oltre i numeri. Perché dietro ogni mezzo, ogni intervento e ogni pasto distribuito ci sono persone. Ci sono i Volontari arrivati da tutta Italia, chi ha coordinato i soccorsi, chi ha lavorato tra le macerie, chi ha assistito la popolazione e chi, una volta terminata l’emergenza, ha continuato a esserci. Un ruolo centrale è dedicato anche al Comitato della Croce Rossa Italiana di Amatrice, costituito nel settembre 2022, in seguito al sisma, e divenuto negli anni una presenza costante al servizio della comunità e del territorio. Poi il racconto cambia prospettiva. Non sono più soltanto i soccorsi ad essere i protagonisti, ma le persone: Volontari, rappresentanti delle istituzioni e cittadini raccontano cosa ha significato trovarsi dentro un’emergenza di quella portata, quando anche chi presta aiuto può essere parte della comunità colpita. La parte finale racconta Amatrice oggi, dieci anni dopo. Le testimonianze si interrogano sull’eredità di quell’esperienza, sul cambiamento della comunità e su ciò che il sisma ha lasciato alla Croce Rossa Italiana, sul piano dell’organizzazione e della gestione delle emergenze. Un progetto nato nella Croce Rossa Italiana “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore” è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Il progetto nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice. La regia è di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana – Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono curate da Barbara Montani, mentre le riprese ed il montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Il risultato è un racconto nato dalla volontà di custodire la memoria di un’esperienza che ha segnato profondamente la Croce Rossa Italiana, le persone che vi hanno preso parte e la comunità di Amatrice. Il docufilm si conclude con una domanda lasciata alle diverse voci del documentario: “Amatrice oggi è…”. Una parola, una frase, un’immagine per raccontare ciò che resta dieci anni dopo. La risposta non è una sola. È fatta di tante voci, tanti ricordi e tante persone. L’APPUNTAMENTO “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”. Domenica 23 agosto 2026, ore 18, Auditorium “ Monti della Laga”.

SEI TU IL REPORTER – Emanuele Maria: “Con l’ennesima chiusura di via Garibaldi come si farà a tornare alle proprie abitazioni?”

0
Nuova segnalazione a Rietinvetrina da parte di un lettore che scrive alla nostra redazione per la rubrica SEI TU IL REPORTER: “Si legge sui giornali un nuovo comunicato della Polizia Locale per la chiusura nuovamente di via Garibaldi – commenta Emanuele Maria – non vengono indicate vie alternative per accedere con auto e moto alla zona del Centro Storico. Vista oltretutto la preparazione della fiera del peperoncino, come si farà a tornare alle proprie abitazioni, e come faranno disabili, mezzi di soccorso, etc?” – conclude Emanuele Maria. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Momentaneamente chiusa via Porrara. APS sul posto

0
Dalle ore 12:15 circa è momentaneamente chiusa via Porrara svincolo da viale Maraini con traffico deviato. Sul posto c’è una squadra di APS. Fare attenzione e rispettare le regole della strada se si transita in zona.

Fermata 41enne ternana sorpresa in vacanza sul Terminillo. Su di lei, però, pendeva un divieto di ritorno nel Reatino

0

I Carabinieri della Stazione di Monte Terminillo, a conclusione degli accertamenti scaturiti da uno dei consueti controlli ai mezzi di trasporto in transito (ulteriormente intensificati nella settimana del Ferragosto), hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti una 41enne, residente a Terni e già nota alle Forze dell’Ordine. La donna è stata fermata e identificata lo scorso 12 agosto, in località Campoforogna, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza. Dai successivi riscontri della banca dati è emerso che a suo carico figurava un provvedimento di divieto di ritorno nel Comune di Rieti, emesso lo scorso aprile. All’esito delle verifiche la 41enne è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 76, comma 3, del D.Lgs. 159/2011 (Codice delle Leggi Antimafia e delle Misure di Prevenzione).

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Donna causa incidente stradale autonomo: trovata con un tasso alcolemico ben oltre il consentito. Deferito un uomo sempre alla guida ubriaco

0
Proseguono i servizi di controllo del territorio disposti dai comandi dell’Arma dei Carabinieri nella provincia di Rieti, finalizzati alla prevenzione delle condotte di guida pericolose e alla tutela della sicurezza di tutti gli utenti della strada. Le attività, condotte sia sulle principali arterie urbane ed extraurbane sia attraverso mirati posti di controllo diurni e notturni, hanno portato a importanti risultati operativi. In particolare, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rieti sono intervenuti tempestivamente a Cantalice, a seguito di un incidente stradale autonomo che non ha visto il coinvolgimento di altri veicoli. Giunti sul posto intorno all’una, i militari hanno identificato la conducente, una donna di 35 anni residente in provincia e già nota alle Forze dell’Ordine. Sottoposta ad accertamento speditivo mediante etilometro, la stessa è risultata positiva con un tasso alcolemico pari a 1,93 g/l, un valore di gran lunga superiore ai limiti consentiti dalla normativa vigente pari a 0,50 g/l. Al termine delle verifiche di rito, la donna è stata deferita in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro immediato della patente di guida e sequestro amministrativo del veicolo ai fini della confisca. Parallelamente, nell’ambito dei servizi straordinari condotti proprio nel giorno di Ferragosto dai Carabinieri della Compagnia di Poggio Mirteto, i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno sottoposto a verifica un automobilista 52enne, residente nella zona, sorpreso nel centro abitato alla guida di un furgone in evidente stato di alterazione psicofisica riconducibile all’abuso di sostanze alcoliche. I successivi accertamenti tecnici hanno confermato il superamento dei limiti di legge, registrando un tasso alcolemico pari a 1,92 g/l. Nei confronti del conducente si è proceduto alle sanzioni previste dal Codice della Strada, al ritiro della patente, trasmessa alla Prefettura di Rieti, e all’affidamento del mezzo a una persona di fiducia idonea alla guida. Anche in questo caso, il conducente è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti per l’avvio del relativo procedimento penale. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a mantenere sempre la massima prudenza alla guida, ricordando che i controlli stradali proseguiranno senza sosta su tutto il territorio provinciale a tutela della sicurezza pubblica. Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Quarta amichevole pre-season per il Rieti Calcio che sfida l’Albalonga

0
Oggi 20 agosto il Rieti Calcio scenderà di nuovo in campo per un nuovo test pre-season. La prima squadra sarà impegnata alle ore 17:30 contro l’Albalonga, formazione di Serie D, allo Stadio Comunale di Pavona. Un altro banco di prova importante per i ragazzi in vista dell’inizio della stagione