GIAN PIERO MARRONI: NON CREDO DI ESSERE UN MASTINO

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Ho letto l’articolo dell’Assessore Costini in cui mi definisce “mastino dell’opposizione”. Non credo di essere un “mastino”, provo soltanto a svolgere la mia funzione di consigliere comunale.

Anche se sembra che nei palazzi del potere di questa città, si siano tutti dimenticati di una regola fondamentale della democrazia, c’è una maggioranza che governa, e un’opposizione che contrasta, e indica strade differenti, intorno a programmi e progetti diversi, e tra l’altro per svolgere quello che la norma consente il ruolo di controllo politico amministrativo.

Il vero problema è che nei “palazzi del potere”, come li chiama lo stesso Assessore Costini (il Comune di Rieti è uno di questi, e lui lo abita da anni), ormai questa regola è saltata da tempo, poiché la strada fondamentale di buona parte della politica reatina, è quella dell’inciucio e del trasversalismo, non pestarsi i piedi, non contraddire i potenti di turno, tutto può e deve essere, controllato, comprato, omologato. Ci sono Enti che sono gestiti e governati da anni insieme da parti del centrodestra e del centrosinistra, e non mi sembra che questo abbia creato scandalo o discussione nel vasto panorama politico reatino, o sbaglio?

Il sottoscritto non “avanza teoremi”, come dichiara l’Assessore Costini, porto avanti dei fatti, come accaduto a Campomoro, in via Turilli, per il fotovoltaico nella piana, per il cambio di destinazione d’uso di immobili ricadenti in aree industriali, con sole “discutibili” manovre catastali, e potrei continuare visto che i problemi che ho sollevato, sono stati tanti e diversi in questi anni.

Riguardo via Turilli, per quella zona parlo in termini generali e non particolari, come l’assessore sembra quasi adombrare. In via Turilli, come probabilmente in altre zone di Rieti non si potevano rilasciare permessi a costruire attraverso la Nicolazzi, perché non esiste un piano pluriennale di attuazione, e non è mai stato approvato un piano particolareggiato, e non esiste una zona di completamento, come la Nicolazzi stessa richiede, considerato che non ci sono infrastrutture e pubblici servizi, e che l’area di espansione non può essere quindi considerata di completamento . A proposito sarebbe interessante sapere, perché il Comune di Rieti non si è dotato di un nuovo piano di attuazione (P.P.A.), tenuto conto che quello vecchio è scaduto dal 1993, e che il nuovo per il quale da anni è stato affidato l’incarico per la redazione, non è mai stato adottato, e probabilmente giace dentro i cassetti dell’amministrazione comunale.

Andrò quindi avanti con il mio lavoro di opposizione di consigliere del centrosinistra in questa città, ma nell’era dell’inciucio e del trasversalismo, sembra che ormai svolgere il ruolo di oppositore sia una sorta di lesa maestà nei palazzi del potere. Non bisogna disturbare i manovratori e gli affaristi, di cui purtroppo ormai la politica è invasa, in ogni livello e purtroppo campo.

Sul merito della vicenda della Provincia che richiamava l’assessore Costini e dell’acquisto di un edificio per “aiutare un imprenditore in difficoltà”, non ho grandi elementi per giudicare la questione, visto che il mio ruolo è di consigliere comunale e non provinciale.

Dai fatti narrati mi appare come una cosa grave, e in ogni modo mi sento di dare un consiglio all’assessore, se ha elementi che ritiene giusti faccia il “mastino”. 

MALTEMPO, ALLAGAMENTI NEL REATINO

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Situazione d’emergenza, anche se sotto controllo, a Rieti e in provincia con i fiumi che in alcuni punti sono straripati allagando strade e una parte della Piana nei pressi di Chiesa Nuova.

Problemi anche in altre zone della città con i sottopassi di Via Velinia e della Questura chiusi dalle prime ore della mattina.

A Chiesa Nuova il fiume è uscito dagli argini allagando le zone circostanti. Cantine allagate in via Cese, via Capannelle e Via Sete Camini con i vigili del fuoco che stanno effettuando una serie di interventi per aiutare i cittadini, Preoccupazione anche in altre zone della Piana Reatina dove l’acqua potrebbe tracimare allagando stalle e fienili.

Allagamenti anche nella zona della Foresta con il manto stradale raggiunto dall’acqua. In provincia la situazione non è migliore: la strada Salaria tra Borgovelino e Posta è stata chiusa dal Km 92 perché allagata come pure la ferrovia Rieti – L’Aquila. Allertate le squadre di protezione civile che stanno costantemente monitorando la situazione affiancate dai vigili del fuoco e dagli agenti della polizia municipale. Intanto si pensa di raddoppiare la portata delle dighe proprio per evitare ulteriori esondazione nel cui in cui la pioggia dovesse continuare.

La protezione civile ha intanto invitato i cittadini a rispettare i divieti di transito nelle zone allagate come pure nei sottopassaggi visto che stamattina alcuni automobilisti hanno evaso i blocchi cercando di passare.

FESTA S.BARBARA, IL 2 DICEMBRE CONCERTO DELLA BANDA MUSICALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Domani, 2 dicembre, nel Teatro “Flavio Vespasiano”, si esibirà la Banda Musicale della Guardia di Finanza nell’ambito delle celebrazioni, patrocinate dal Comune di Rieti e organizzate dall’”Associazione culturale Santa Barbara nel Mondo”, per la ricorrenza della Santa Patrona della Città.

Saranno eseguite opere, tra gli altri, di Verdi, Somadossi, Ortolani, Piazzolla, Marquez ed Ellington.
L’ingresso è gratuito.

Torna quindi in terra reatina, dopo il concerto del 29 settembre scorso in Montopoli di Sabina, il Complesso bandistico fortemente voluto dall’Amministrazione comunale per conferire risalto alla manifestazione e onorare Santa Barbara con l’arte musicale.
Le doti di fusione, la qualità del suono e la sensibilità interpretativa rendono il Complesso uno dei più prestigiosi a livello anche internazionale e gli assicurano il costante successo di pubblico e di critica. Il suo vasto repertorio, comprendente brani originali e trascrizioni, spazia dalla musica antica a quella contemporanea e può considerarsi tra i più significativi e completi in materia.

La Banda delle Fiamme Gialle è nata ufficialmente nel 1926, riunendo in un’unica compagine strumentale le diverse fanfare che fin dal 1883 erano state istituite presso molti reparti della Guardia di Finanza, ed attualmente è un complesso artistico stabile composto da 102 elementi provenienti dai diversi conservatori italiani, accuratamente selezionati tramite concorso nazionale.
Durante la sua lunga e intensa attività concertistica, la Banda si è esibita presso le più prestigiose istituzioni musicali italiane, quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (con la quale collabora regolarmente e a settembre del 2008 ha partecipato come "banda di palcoscenico" alla rappresentazione della Norma di Vincenzo Bellini sotto la direzione di Nagano), la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, il Massimo di Palermo, la Fenice di Venezia, il Petruzzelli di Bari, il Rossini di Pesaro, il Bellini di Catania e l’Ariston di Sanremo.

Storici i concerti che per anni ha tenuto nella basilica di Massenzio a Roma. Nel 2007 e nel 2008 le sue esibizioni sono state inserite nel cartellone del Festival verdiano di Parma. Positive sono state anche le collaborazioni con alcune delle più affermate orchestre sinfoniche italiane e internazionali.

La Banda si è esibita anche all’estero, dove ha effettuato apprezzate tournées in Germania, Lussemburgo, Svizzera, Belgio e Francia. Nel 2001, nel 2002 e nel 2007 è stata invitata a New York in occasione delle celebrazioni per il Columbus Day, durante le quali, nel 2002, ha tenuto un applauditissimo concerto a Ground Zero, luogo simbolo della coscienza nazionale americana, nel quale fino ad allora si era esibita la sola Boston Symphony Orchestra. Nel novembre 2005 ha raccolto uno straordinario successo ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, tenendo un concerto alla presenza delle più alte cariche dello Stato emiratino.

La Banda è stata diretta da illustri Maestri, quali Giuseppe Manente, Antonio D’Elia, insigne compositore e accademico di Santa Cecilia, Olivio Di Domenico, docente presso il Conservatorio di Roma, Fulvio Creux e Gino Bergamini. Dal 16 aprile 2002, è diretta dal Maestro Tenente Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso.

LETTERA APERTA DI FELICE COSTINI

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Leggendo la stampa di questi giorni mi vengono naturali alcune considerazioni, forse non politicamente corrette, ma onestamente il livello di ipocrisia e di omertà che si respira nei palazzi del potere di questa città comincia a diventare imbarazzante.

Per l’ennesima volta trovo un’interrogazione del consigliere comunale Marroni, oramai autoproclamatosi mastino dell’opposizione, su un presunto scandalo che l’amministrazione, anzi per l’esattezza l’assessorato all’Urbanistica, starebbe compiendo rilasciando un permesso a costruire in via Turilli: atto che dimostrerebbe come si continui nel Comune di Rieti a favorire cementificazioni selvagge a favore di pochi privilegiati. Contemporaneamente, a scadenza bisettimanale, vengo sollecitato dal segretario cittadino dell’Udc a rilasciare lo stesso permesso, previa minaccia di rivolgersi alla magistratura qualora ciò non avvenisse. A entrambi ho risposto, sia per via ufficiale sia ufficiosa, che la politica non si occupa di rilascio dei permessi, i quali sono regolati dalla legge e non da scelte soggettive dell’assessore.

Se gli uffici rilasciano o non rilasciano un permesso, e qualcuno ritiene che la norma sia stata violata, è suo diritto e dovere rivolgersi non al sindaco, ma al magistrato, e da parte del sottoscritto troverà la massima collaborazione a fare chiarezza. Credo che questa sia la normalità o almeno quello che dovrebbe accadere in una città normale. A Rieti no, a Rieti si preferisce costruire teoremi sulle chiacchiere, sui ‘si dice’, si preferisce adombrare trame oscure trovando poi eco da una stampa alla ricerca di notizie clamorose. Contemporaneamente, però, alcune notizie vengono minimizzate, ridotte a trafiletti di nessuna importanza. Ieri in consiglio provinciale abbiamo assistito a una scena assurda, con un‘intera giunta incapace di rispondere a un’interrogazione su un argomento oggettivamente più grave dei teoremi urbanistici di Marroni.

Ricordiamo i fatti: un assessore della giunta Melilli, in un pubblico convegno, davanti alle telecamere, dichiara che la Provincia ha acquistato un edificio per “aiutare un imprenditore in difficoltà”. Per chiarire ai cittadini: questa affermazione potrebbe equivalere alla confessione di un reato, poiché, se rispondesse a verità, saremmo di fronte a interessi privati in atto pubblico. Un fatto gravissimo, un atto che dimostrerebbe che la giunta provinciale utilizza i soldi della comunità per risolvere i problemi di un privato cittadino, a seguito di una trattativa “segreta”. 

L’interrogazione, nella quale chiedevo di conoscere la realtà di quanto era avvenuto, voleva capire se la scelta di posizionare il nuovo convitto dell’istituto Alberghiero lungo la Salaria, in un luogo con grandissime difficoltà logistiche, fosse dovuta a una scelta strategica o dipendesse dalla necessità di dare una finalità di altro tipo all’operazione. La risposta dell’assessore Antonacci è stata evasiva, di un amministratore in evidente difficoltà, costretto ad arrampicarsi sugli specchi cercando di giustificare un atto che fa acqua da tutte le parti, se non inquadrato in uno scenario più ampio. Ma a una conclusione si è comunque arrivati: o le affermazioni dell’assessore Beccarini sono rispondenti a verità, e pertanto siamo di fronte a un reato, o sono false, e allora l’assessore coinvolto è palesemente inadatto a ricoprire il proprio ruolo, vista la superficialità dei suoi atti. Tertium non datur.

Credo che questa sia una notizia, un fatto oggettivamente importante, anche in considerazione che lo stesso assessore occupa una poltrona strategica per il futuro del nostro territorio. Ma tutto questo ha trovato poca eco sulla stampa, gli ineffabili censori della moralità pubblica, i Gianfranco Paris, le Rossella Vivio (tra l’altro presente al convegno ‘incriminato’) non si sono sentiti in dovere di stigmatizzare, di chiedere chiarimenti, di costruire teoremi o disegnare trame oscure. Mi chiedo: se a fare quelle dichiarazioni fosse stato Costini, se in un attimo di follia avessi dichiarato che le assunzioni fatte dal Comune erano legate a risolvere il problema di persone in difficoltà cosa sarebbe successo?

Probabilmente sarei stato costretto a dimettermi, o forse lo avrei fatto da solo per non mettere in difficoltà il mio sindaco, e soprattutto l’immagine complessiva dell’ente. Ma tant’è. Quello che avviene a Palazzo Dosi non interessa nessuno, probabilmente in questi anni è stato bravo il presidente Melilli a tenere un low profile che ha trasformato la Provincia in una specie di ente fantasma, in cui quello che accade non interessa a nessuno. Non credo, però, che sia giusto, da una parte perché i soldi pubblici sono uguali in Comune e in Provincia, vengono dalle stesse tasche, sia perché alcune scelte condizionano tutti, e oggi dobbiamo interrogarci su quello che dovrà essere il destino di un’area e di un istituto poiché le scelte fatte dalla Provincia impongono anche al Comune di trovare soluzioni. Mi rendo conto che tutto questo non sia importante come la costruzione di una casa in via Turilli.

In Provincia abbiamo anche a lungo ragionato sulla necessità di un codice etico, tale da definire i confini di una politica in cui sempre più sembrano prevalere gli interessi personali rispetto a quelli generali; in quell’occasione ho avuto modo di ribadire il mio amore per la politica. Oggi comincio a pensare di aver sbagliato a fare quelle affermazioni: guardando il panorama politico della nostra città, sentendo le notizie che arrivano da Roma, comincio veramente a pensare di aver buttato trent’anni di passione e di impegno. La politica non è fatta di grandi ideali, di battaglie piccole o meno atte a migliorare la società, la politica è sempre più un mercato, una sceneggiata di ipocrisie che nasconde piccole miserie dietro a grandi proclami.

Mi sono sempre scagliato contro la rassegnazione, ma alla fine comincio a pensare che hanno ragione quei ragazzi che quando partecipano a un concorso non chiedono quali siano le materie da studiare, ma quali siano i politici da contattare: questo siamo diventati: un bancomat a cui chiedere piaceri, legittimi o meno, acceleratori di pratiche. Il resto è noia.

SANTA BARBARA NEL MONDO, IL 3 DICEMBRE UNO SPECIALE SPETTACOLO PIROTECNICO

Un evento unico per la prima volta a Rieti. In occasione delle celebrazioni di Santa Barbara nel mondo, venerdì 3 dicembre andrà in scena lo speciale spettacolo pirotecnico della ditta Morsani, ideato da Telesforo Morsani e previsto per le 18,30 al termine della processione sulle acque del fiume Velino.

Lo spettacolo è stato già realizzato dalla ditta reatina a Genova, all’Expò di Lisbona e, sempre in Portogallo, a Oporto, in occasione della serata di gala del “Simposium internazionale Fireworks”. La particolarità è che gli spettatori lo potranno ammirare da diversi punti della città, considerato che i fuochi d’artificio partiranno contemporaneamente da tre differenti postazioni: a Villa Ponam, nei pressi di Sant’Antonio al Monte e nei pressi della Giorlandina.

Altro aspetto a renderlo unico è che, ad accompagnare lo spettacolo sul cielo di Rieti, ci sarà una base musicale scelta proprio per la peculiarità dell’evento. Sarà possibile, infatti, ascoltare le note e ammirare i fuochi d’artificio grazie a un’adeguata amplificazione musicale che verrà installata in piazza Cesare Battisti, ma chi preferirà assistere allo spettacolo pirotecnico da altre zone della città o dalla propria abitazione potrà sintonizzarsi sulle frequenze di Radiomondo (99,9 Fm), poiché, in sincronia con la ditta Morsani, verrà trasmessa la base musicale di accompagnamento alla kermesse.

CAMPOMORO, MARRONI IDV: I PERMESSI RILASCIATI PER COSTRUIRE SONO ILLEGITTIMI

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Il 26 Novembre diversi organi di stampa hanno comunicato la notizia che i permessi rilasciati dal Comune di Rieti, per costruire nel bosco di campomoro sono illegittimi.

Questo è il risultato della perizia del consulente nominato dal gip, che ritiene di natura boscosa, e pertanto sottoposta a vincolo, le particelle di terreno che interessano alcuni progetti per realizzare case in via Belvedere.

Il fatto è importante perché probabilmente scrive la parola fine anche sulla famosa “quinta palazzina di Campomoro”, poiché parliamo della stessa zona e della medesima superficie boschiva. Questione che mi ha visto impegnato con diverse interrogazioni dal febbraio del 2008, insieme al comitato dei cittadini residenti nella zona, sorto in difesa del Parco del Belvedere, che hanno inoltrato anche alcuni esposti alla Procura della Repubblica contro la costruzione della palazzina. Questa nostra attività ha bloccato l’autorizzazione rilasciata dal Comune di Rieti in data 11 Dicembre 2007. Oggi posso affermare che l’incidente probatorio richiesto dal gip, sembra dare ragione al sottoscritto e al comitato, e torto al Comune di Rieti, che ha rilasciato un permesso a costruire illegittimo.

Lunedì 29,  ho nuovamente  ripresentato l’interrogazione sui permessi rilasciati in via Turilli, attraverso la legge Nicolazzi, visto che a tre pagine d’interrogazione e domande precise, la risposta del Sindaco è stata come il solito, scarna e inutile, condita con le solite prese in giro. Un metodo ormai consumato, costruito volontariamente per evadere e non dare risposte, per coprire una politica urbanistica e edilizia che lascia molti dubbi e ombre, che diventano certezze e ragioni come nel caso di via Belvedere a Campomoro.

FRANCO PROIETTI: CICCHETTI DIMOSTRA SPIRITO DI SERVIZIO, MA POCO UTILE AI REATINI

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Prendo atto e mi fa piacere che Cicchetti, nel respingere le critiche sulle inadeguatezze del centro-destra alla guida della città, intende aprire un dibattito pacato.

Mi fa piacere perché ritengo decisivo l’aprirsi di un confronto d’ampio respiro sereno che coinvolga le Istituzioni, le forze politiche e sociali, le diverse associazioni e direttamente i cittadini sul preoccupante stato socioeconomico nel quale è precipitata la nostra città e per definire le strategie utili e le sinergie necessarie sulle quali far leva per rimontare la china.
Questo dibattito però, per essere fruttuoso, è necessario avviarlo facendo una fotografia impietosa delle condizioni reali riconoscendo che in questi ultimi venti anni si è subito un declassamento senza precedenti.

Ho già scritto, con onestà intellettuale, che ciò che è avvenuto a Rieti, deve essere in gran parte ascritto alla instabilità socioeconomica che scuote un Paese, non sufficientemente attrezzato per competere  in un mercato mondializzato ma, con altrettanta onestà, si dovrebbe riconoscere, da parte di chi ha gestito la città, che ci sono state carenze nel difendere l’esistente e soprattutto riconoscere che, non si è saputo reagire tracciando le coordinate di un diverso modello di sviluppo imperniato sulla promozione dei fattori produttivi locali. 
La difesa di Cicchetti, imperniata sulla difficile situazione lasciata dalle precedenti gestioni o sulla  scarsa collaborazione ricevuta da Provincia, Regione e Governo è l’ammissione che non si è fatto abbastanza per difendere la città.

Questa difesa comunque, manca di un presupposto: qual’era il progetto che quelle Istituzioni non hanno consentito di perseguire? La mia impressione è che non c’è stato nessun progetto a meno che non si ritenga tale la velleità, regolarmente frustrata, di realizzare una metropolitana Rieti-Roma o quella di voler realizzare un improbabile autodromo.
Si chiama in causa la CGIL per l’avvio dell’ingovernato sconvolgimento dell’assetto commerciale della città ma si dimentica che alla nascita del centro commerciale EMMEZETA è seguito un processo, cosiddetto “ROSE ROSSE” che ha visto coinvolto, per aver ricevuto “prestiti” per milioni di lire, un ex parlamentare dell’ MSI.

Cicchetti, Consigliere Regionale, che si mette a disposizione quale candidato Sindaco della città rinunciando al mandato in Regione, dimostra spirito di servizio ma, insisto nel dire che, si tratterebbe di un servizio poco utile ai reatini soprattutto se insiste nel proporsi in continuità con un’esperienza di venti anni a conclusione dei quali quei reatini registrano una precarizzazione tale da rendere oscura la speranza nel futuro.

PIANA REATINA, MARCELLETTI: OTTIMO IL LAVORO CHE SVOLGE IL CONSORZIO DELLA BONIFICA

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Negli ultimi giorni nei quotidiani locali sono usciti degli articoli profondamente lesivi dell’immagine del Consorzio e del suo operato.

Il Presidente del Consorzio della Bonifica Reatina, Primo Marcelletti, a nome di tutto il Comitato Esecutivo dell’Ente, non può che respingere il contenuto di quanto riportato.
“Il Consorzio -spiega Marcelletti- opera esclusivamente nella Piana reatina dove nonostante le insistenti e continue precipitazioni dell’ultimo periodo non si sono verificati episodi importanti di alluvionamento dai corsi d’acqua gestiti e non ha attualmente competenze dirette nella gestione del denunciato dissesto idrogeologico provinciale, della gestione delle dighe e dei principali fiumi (Velino, Turano, Salto, Farfa ecc.)”.

Marcelletti precisa che il Consorzio “è impegnato costantemente nella difesa idraulica del comprensorio di contribuenza in nome di una vera “politica del fare”, che ci vede sempre in prima linea nel garantire sicurezza a cittadini ed agricoltori in un’ottica di collaborazione nonostante le continue e progressive difficoltà economiche dovute alla riduzione dei trasferimenti pubblici e alla grave crisi economica che coinvolge il mondo agricolo”.
Per questo il presidente rigetta “tutte le strumentalizzazioni di coloro che sembrano più interessati al risvolto propagandistico piuttosto che alla reale difesa idrogeologica del territorio”.

“L’attività del Consorzio della Bonifica Reatina in quest’ultimo anno – conclude – è stata e continua ad essere intensa, e si è articolata in numerosi interventi sia di ordinaria sia di straordinaria manutenzione. Il territorio consortile è un territorio presidiato quotidianamente nell’ottica della prevenzione, nonostante la cultura della prevenzione stenti ad affermarsi realmente ed anzi ad essere strumentalizzata da troppi ‘in tutt’altre faccende affacendati’.

Allo stesso tempo siamo pronti ad affrontare e collaborare nella gestione delle emergenze, nonostante le nostre affermate competenze vengano sistematicamente ignorate nei tavoli pubblici”.

FONTE COTTORELLA, ASS. BECCARINI: MOLTO RUMORE PER NULLA

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In relazione alla vicenda del complesso alberghiero di fonte cottorella, considerato che sono stato se pur impropriamente coinvolto in prima persona, mi trovo costretto mio malgrado a fornire inequivocabili chiarimenti.

Oramai sono due mesi che va avanti questa storia che rasenta il ridicolo,ed il sottoscritto per non alimentare ulteriori inutili polemiche, fino ad oggi ha ritenuto di non dover rispondere, anche per il fatto che il tutto appariva riconducibile ad una banale provocazione che oggi  ha toccato il livello più basso della politica reatina degli ultimi anni, infatti la politica che i greci consideravano l’arte più nobile con questa vicenda offre il suo aspetto più deteriore e mi costringe a scendere su un piano a me non congeniale.

Estrapolare singole frasi in maniera faziosa dall’articolazione di un discorso generale e costruirci sopra un teorema attribuendogli un significato diverso da quello che è fin troppo facilmente comprensibile, senza essere supportato da fatti concreti, è la cosa peggiore che possa fare un politico e una persona, ma questi concetti sembrano non appartenere storicamente alla cultura politica del consigliere.
Il consigliere Costini dopo aver perso in malo modo le elezioni Provinciali sembra non darsene una ragione ed aver perso il filo logico della sana dialettica politica basata sul primario concetto del confronto  sugli argomenti (in politica si può anche perdere).
Il consigliere non perde mai occasioni per presentare interrogazioni “allucinanti” che dimostrano un livore che non ha niente di politico, visto che sembra persino doversi “aggrappare” a qualche frase forse non perfettamente coniugata e non a disquisire sulle qualificate e importanti problematiche generali trattate nel convegno.

Sembra strano, ma purtroppo reale che chi è avvezzo a nutrirsi quotidianamente della bagarre politica, debba essere sistematicamente affamato.
Difatti nel mio intervento è fin troppo chiaro che stavo parlando del recupero della città di Rieti dal punto di vista ambientale ed estetico e dello stimolo e “l’AIUTO” che la politica dovrebbe dare anche agli imprenditori per evitare la realizzazione e l’abbandono di ECOMOSTRI, non entrando minimamente in questioni di qualsiasi altra natura, anche in ragione del fatto che non avrei potuto averne conoscenza alcuna per ovvie ragioni temporali.

Nella mia cultura e militanza cattolica esiste il non “rubare” e non esiste il concetto di aiutare imprenditori in maniera truffaldina questo se lo è immaginato e costruito nella sua mente  il consigliere Costini  che si è fatto un film che nessuno a visto, infatti il sottoscritto non ha partecipato in alcun modo alla vicenda citata, visto che non era neanche assessore a quei tempi, quindi ecco la faziosità di cui sopra, e cioè, costruire un fatto attraverso la manipolazione dialettica è la cosa peggiore che può fare un politico e una persona, se Costini voleva indagare in maniera  trasparente sul nuovo convitto alberghiero come nel suo diritto, poteva fare una semplice interrogazione sui fatti e documenti effettivamente prodotti, cioè alla luce del sole.
Prendere invece a pretesto un convegno in cui mi sono confrontato in maniera leale, per usarlo a fini di mera propaganda politica altro non è che “FAZIOSITA’” e sintomo di assoluta mancanza di contenuti, per non usare altri termini (questa è poca chiarezza!).

Del mio comportamento da quando faccio politica parlano i fatti, ne cito uno per tutti, l’ 11.10.2010 protocollo n°47841 il sottoscritto ha chiesto l’accesso agli atti alla Regione Lazio, per entrare in possesso dei contratti e delle convenzioni inerenti alle dodici grandi derivazioni presenti sul nostro territorio che fruttano alle multinazionali centinai di milioni di euro attraverso la produzione di energia elettrica  e allo sfruttamento del nostro territorio, per rivederle ha vantaggio dei cittadini, questo è il mio modo di fare politica trattare a viso aperto con il mondo dell’economia per promuovere il bene delle Famiglie Reatine.

Questa volta gli è andata male al consigliere Costini che fa del suo modo di fare politica con la “bava alla bocca” la clava da abbattere sul nemico, ha scelto la persona sbagliata,spero vivamente che da questa vicenda Costini impari qualcosa di quella che è la “sana moderazione DemoCristiana”.

LA PROVINCIA DI RIETI ALLA FIERA DI BERGAMO

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L’assessorato alle Politiche Turistiche della Provincia di Rieti prosegue l’attività di promozione del territorio e lo fa partecipando alla fiera "Il cammino dello spirito: luoghi e percorsi" che si tiene oggi e domani (30 novembre e 1 dicembre) a Bergamo.

L’Amministrazione provinciale, in collaborazione con l’Apt di Rieti e la Rieti Turismo Spa, di concerto con le Associazioni di categoria, continua la propria attività convinti che la promozione di un territorio deve essere rivolta all’esterno: proponendo i vari tipi d turismo possibile, nei posti giusti e soprattutto con la spinta emotiva che il territorio si porta dietro.

"Nella fiera italiana piu’ importante che si occupa dei Cammini di fede – commenta l’assessore Mezzetti – era impensabile che la nostra provincia non fosse presente. Il nostro territorio è al centro degli asset del turismo religioso ed essere in appuntamenti come questi ci aiuta anche a capire come migliorare La via Francigena di San Francesco, cosa fare per rendere il territorio accogliente e attuare politiche che creino un ritorno economico nel territorio”.

All’interno della Fiera è stato anche previsto un importante momento di approfondimento dedicato a chi intende approcciare o approfondire il segmento del turismo religioso una tavola rotonda dal titolo “I contenuti e le motivazioni d’acquisto del turismo religioso e del pellegrinaggio: differenze e analogie” cui ha partecipato anche l’assessore Mezzetti.

La tavola rotonda ha rappresentato un importante strumento di formazione per tutti gli addetti ai lavori che intendono acquisire conoscenze e competenze indispensabili per progettare e realizzare questa particolare offerta turistica, è infatti fondamentale la conoscenza degli strumenti per identificare, creare, progettare e vendere il turismo religioso; Sono quindi stati approfonditi i particolari meccanismi che ne regolano la distribuzione, analizzati le interpretazioni del viaggio e i concetti richiesti dal Turista religioso partendo dal suo profilo socio-economico e dalle sue motivazioni d’acquisto.