NPC, DIEGO GRILLO ALLA CORTE DEL PRESIDENTE CATTANI

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Il presidente Giuseppe Cattani ha ufficializzato l’arrivo in maglia biancoblu del playmaker reatino Diego Grillo, classe 1987.

Dopo aver effettuato tutta la trafila delle giovanili nella Sebastiani, Grillo si trasferisce a Bologna nel 2004, dove milita nella squadra juniores e under 21 della Fortitudo. Quindi il trasferimento a Roseto, l’anno successivo, dove scende in campo undici volte. Poi l’alternarsi tra B1 e B2 che lo porta a Venezia, Latina, Molfetta e di nuovo a Rieti, dove Lino Lardo lo impiega anche per assolvere a compiti importanti.Nella passata stagione ancora un trasferimento ed un campionato di A dilettanti con la maglia del Gira Ozzano.

“Essere riusciti a riportare a Rieti Diego Grillo – dice il presidente Cattani – è per noi motivo di grande soddisfazione. Vogliamo a tutti i costi continuare nel lavoro intrapreso già l’anno scorso, che consiste nel riportare entusiasmo intorno alla nostra squadra. Dopo le partenze di Valenti e Cariani eravamo alla ricerca di un playmaker che potesse far giocare la squadra valorizzando al meglio le qualità dei giocatori della rosa ed oggi abbiamo trovato Diego”.

 

 

NPC, LA SQUADRA INIZIA LA PREPARAZIONE E IL PRESIDENTE E' ALLA RICERCA DI SPONSOR

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Si è radunata al Camposcuola Guidobaldi di Rieti la Nuova Pallacanestro Contigliano per iniziare la preparazione sotto la guida di Roberto Carapacchi e del nuovo coach Paolo Matteucci. In attesa che la società provveda a completare il roster con l’acquisto di due lunghi per i quali sembra esserci già in atto qualche trattativa, i ragazzi convocati rappresentano lo zoccolo duro della squadra dello scorso anno.

Gianluca De Ambrosi, Federico Granato, Luca Simeone, Gabriele Turani, Riccardo Ciavarrone, Francesco Festuccia, Matteo Giovannelli, Lorenzo Carosi, Samuele Fabbri, Sergio Cleri, Livio Guidotti saranno sottoposti ad un programma allenamenti di intensità progressiva che prevede fin da domani la doppia seduta di atletica al Guidobaldi e di tecnica al Palaspes. Il primo impegno casalingo non ufficiale, dove testare l’andamento della preparazione, è fissato per il 3 settembre, quando la NPC incontrerà il Frascati (ritorno a Frascati l’11), mentre un’altra serie di amichevoli si stanno accordando con la Stella Azzurra.

“Dopo quattro anni lontano dalla prima squadra, ho molta voglia di ricominciare – dichiara coach Matteucci – mi sento sereno ed auguro ai ragazzi e a me stesso di poterci divertire molto insieme”.

Mentre la squadra ed i tecnici cominciano la preparazione con entusiasmo e serietà, un impegno ancora maggiore è profuso dal presidente Giuseppe Cattani nella ricerca di uno sponsor: “Stiamo cercando almeno un paio di aziende – conferma Cattani – che desiderino entrare a far parte del sodalizio per aiutarci a sostenere l’impegno che rappresenta questa importante realtà cestistica del nostro territorio”.

MANOVRA, GIORDANI SABINA RADICALE: COSA ACCADRA' AI PICCOLI COMUNI?

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Sulla stampa si dibatte molto di cosa avverrà della Provincia, ma stranamente poco dei Comuni. Ultimamente, abbiamo letto che la difesa della Provincia preparata dal Senatore Cicolani si basa proprio sull’assunzione che quanto previsto per i comuni sia una buona cosa: sarà necessaria la "cabina di regia" della Provincia per farlo, quindi bisogna dare tempo alla Provincia!

Invece, a noi sembra che quanto previsto per i Comuni sia pessimo, ed ancora di più in questo territorio; e neppure vediamo quale possa essere in questo processo il ruolo della Provincia.
Occorre allora spiegare cosa preveda il decreto, che prevede come ci si aggregherà e come si governerà l’aggregazione.

Sull’aggregazione c’è molta confusione, anche su organi nazionali come il Corriere della Sera, quando si parla di soppressione di comuni o di accorpamento a comuni più grandi. In realtà, la "aggregazione" riguarderà solo comuni "piccoli" e fra di loro.

L’aggregazione avviene automaticamente (non per scelta ed opzione dei comuni) su due soli criteri: confine geografico e che la popolazione della unità municiaple che ne risulta arrivi ad almeno 5mila abitanti; su questo limite la Regione può dire la sua, ma vedremo che nella maggior parte dei casi, poco importa. Per quanto riguarda il confine geografico, si può immaginare cosa questo comporti in un territorio di alte montagne o di ripide scarpate di fossi che da secoli fanno confine.
Il fatto che non si possano aggregare o "scavalcare" comuni con oltre mille abitanti, fa sì che nel nostro territorio sorgeranno cinque unità municipali.

1 – La più a nord sarà costituita da Accumoli, Cittareale, Borbona, Posta, Micigliano, arrivando a 2700 abitanti; la logica richiederebbe che Accumoli condividesse problemi e soluzioni con Amatrice, e Micigliano con Antrodoco (e Borgo Velino) ma tant’è.

2 – La seconda sarà costituita da tutta la valle del Turano, da Belmonte a Collalto, più il lato sinistro del Salto ed Orvinio: ben 16 comuni che tutti insieme riescono ad arrivare alla soglia: hanno 6mila anime; forse qui un intervento della regione potrebbe consentire 2 unità municipali.

3 – Nella conca reatina, si aggregheranno Colli, Labro e Morro, sfiorando i 3mila abitanti ed in un territorio abbastanza omogeneo.

4 – In Sabina, ci saranno due unità: Casaprota, Frasso, Mompeo, Montenero, Monte San Giovanni, Poggio San Lorenzo e Salisano passeranno insieme 4mila abitanti, mentre Configni, Cottanello, Montasola e Vacone non arriveranno a 2mila.

La prima aggregazione, in particolare, sembra costituita da centri vicini, in linea d’aria, ma con comunicazioni abbastanza complesse. Da tutto questo puzzle rimarrà fuori Montebuono, che assurgerà solitaria al rango over mille, non avendo nessun confinante con cui aggregarsi.
Confusione c’è anche su cosa accadrà della e nella vita dei singoli comuni.

Non ci addentriamo nel fatto che questo avverrà "a partire dal prossimo mandato" ma non si capisce di cosa, visto che i consigli comunali hanno scadenze diverse; qui ci interessa vedere cosa deve accadere nelle intenzioni del governo e di Cicolani, non con quali equilibrismi ci si arriverà.
Innanzi tutto i comuni non saranno soppressi: essi rimarranno, governati ognuno da un sindaco da solo, senza nessun aiuto da consiglieri ed assessori e senza nessun controllo della minoranza.
In più questo sindaco dovrà essere parte di un Consiglio di Sindaci che opererà come il Consiglio comunale di oggi e magari a questo sindaco toccherà anche (sicuramente per Labro, Colli, Morro) essere Assessore.

Sembra che neppure gli "uffici" saranno eliminati, visto che il decreto prevede che saranno compito del Sindaco "la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica" ed il decreto si limita a obbligare a che "tutte le funzioni amministrative sono esercitate obbligatoriamente in forma associata", cosa che già per la gran parte dei casi, ma che conferma che esse non sono "accentrate".

La cosa che più spicca è la solitudine del Sindaco, che sarà costretto a fare il Sindaco a tempo pieno, cosa che oggi ben di rado accade, in comuni di queste dimensioni: in sostanza, sarà più difficile trovare persone di qualità che vogliano occuparsi della cosa pubblica ed in più aumenteranno coloro che vivono di politica. Altro aspetto da considerare è la ridotta funzione di controllo da parte della minoranza (e di conseguenza, in mancanza di una trasparenza completa di tutti gli atti, da parte della cittadinanza) ed anche un difficile ricambio amministrativo, sia tra maggioranza e minoranza, sia tra personale amministrativo; un nuovo Sindaco dovrà passare dalla nessuna esperienza amministrativa al totale controllo della macchina comunale; si è parlato di "Podestà", per questa figura; noi immaginiamo più un trasmettersi della carica di padre in figlio.

SOPPRESSIONE PROVINCIA, MELILLI: C'È IN CORSO UNA NUOVA REDISTRIBUZIONE DEL POTERE

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Sollecitato da molti cittadini e da tanti amministratori presenti a Belmonte, interessati a conoscere l’evolversi della situazione politica legata alla soppressione della Provincia di Rieti e di quella di una quarantina di piccoli comuni sabini, il presidente Fabio Melilli ha rilasciato un’articolata dichiarazione fatta pubblicamente sulla piazza del comune, anch’esso nell’elenco di quelli soppressi.

Il presidente emerito dell’Upi ha rivelato come si faccia fatica “a parlare ed illustrare l’utilità o meno dell’istituto provinciale. E’ ovvio che la provincia sia utile e lo è in maniera essenziale per i cittadini. Ma il sistema va intelligentemente riformato. La verità è che siamo stati travolti da una ben concertata campagna di stampa, che ha fatto demagogia per gran parte e più che altro è servita a disinformare.

Giocando sui costi della politica, certamente eccessivi, ma non i nostri, si è contrabbandato il costo dei servizi istituzionali, strade, scuole, ambiente, cultura, forniti dall’ente provincia come aggiuntivo al primo, ingannando la gente. Sulla costituzione delle aree metropolitane (Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, una ventina in tutto) e l’ovvia soppressione di quelle province, eravamo tutti d’accordo in Upi e con l’Esecutivo e i partiti. Ora il governo ha fatto la cosa più difficile, quando la più facile era alla sua portata di mano.

Il decreto legge, specie per i piccoli comuni soppressi, elimina la minoranza e sarà rappresentata soltanto la maggioranza. Questo è democratico? – si è chiesto Melilli – Sotto, sotto, la filosofia cui risponde il decreto, è quella di una nuova ricollocazione del potere, che da decentrato, com’è tuttora, resterà nelle sole mani degli organi di una ventina di città, le più grandi e poi attorno il vuoto. Di fatto, questi organi decideranno per tutti. Questa logica di concentrare il potere nelle metropoli grandi, meno grandi e più piccole, sarà devastante per il resto del territorio. Se così andrà a finire, perderemo ogni ufficio statale provinciale e sarà per noi apocalittico.

Mi chiedo, fra le tante cose, se i sindacati provinciali saranno declassati a sedi distaccate. Lo saranno anch’essi? Me lo chiedo. Perderemo migliaia di impiegati e di famiglie. Lo abbiamo valutato? Io non so cosa accadrà da qui a quarantacinque giorni quanto durerà il dibattito nei due rami del Parlamento. Sono certo che la battaglia decisiva si combatterà al Senato, dove si discuterà per primo il decreto legge e se si modificherà o no, così come uscirà da Palazzo Madama, sarà poi approvato alla Camera senza variante alcuna. Su tutto pende il pericolo e il ricatto del voto di fiducia. Dunque, questi giorni che abbiamo davanti, risulteranno cruciali per la vita futura delle nostre famiglie e di tutti noi. Basta ora con il litigare, punzecchiarsi e aggredirsi. Basta. Non è più tempo per queste risse. Dobbiamo fare di tutto per restare uniti.

Se accadrà quello che noi non vogliamo, dovremo prendere decisioni drastiche e vitali, da cui deriverà il futuro dei nostri giovani. Decisioni di resistenza innanzi al sopruso, insieme agli altri. Penso a Terni, ad Ascoli Piceno che ci sono vicine e sono state colpite come noi. Con la presidente Polverini abbiamo concordato, nel caso a noi sfavorevole, il ricorso alla Corte Costituzionale. Ma questo non ci deve minimamente tranquillizzare. Anzi. Non riesco ad immaginare, infine, l’eventuale aggregazione a Roma, dove conteremo meno di un quartiere.
In questo caso, non spariremmo solo come provincia, ma non esisteremmo più nemmeno come comunità, con le nostre magnifiche tradizioni, la nostra antica e splendida cultura, la nostra immagine di provincia con un territorio interamente salvaguardato e con la sua irripetibile storia! Non riesco neppure ad immaginarlo e non voglio pensarlo, perché mi ci sveglio di notte ed è come un incubo ricorrente. Di fatto, così com’è stato varato il decreto, non sapremmo noi davvero dove andare: né con Roma, per quello che ho detto. Ma neppure con Perugia e tanto meno con L’Aquila. Dove dovremmo andare a finire, allora?”

Con questo interrogativo, Melilli ha lasciato a chi lo ascoltava, una riflessione notturna che superasse le barriere politiche e di schieramento. La casa brucia. In giro ci sono pompieri poco seri. Mi vengono in mente le parole della canzone di Jovanotti, che mi suggerisce un mio nipote ,appassionato dei testi del popolarissimo Lorenzo, Il Quinto Mondo, “la casa brucia sarà per troppo sole/la casa è in fiamme/ sarà per troppo amore/ i coinquilini sono sparsi nel pianeta e vagano senza una meta / la casa è in fiamme chi non ha chiuso il gas?/ la casa brucia qualcuno non ha il pass/ la casa brucia potrebbe esserci un crollo/ teniamoci strettissimi, sorella fratello”.

ABOLIZIONE PROVINCIA, CONVOCATI I CAPIGRUPPO IN COMUNE

Il Presidente del Consiglio Comunale Gianni Turina comunica la convocazione della conferenza dei capigruppo, per giovedì 25 Agosto, alle ore 11,30, per discutere il seguente ordine del giorno:

Analisi delle problematiche relative all’abolizione della Provincia di Rieti ed eventuale convocazione Consiglio Comunale straordinario.

 

PARTITO DALL'AEROPORTO DI RIETI, 81ENNE ROMANO PRECIPITA CON L'ALIANTE

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Partito dall’aeroporto di Rieti nel pomeriggio di ieri  per sorvolare la zona del Parco Nazionale d’Abruzzo con il velivolo "Oscar Eco 5236",  il pilota romano, Ferruccio Piludo di 81 anni, è stato ritrovato stamattina all’alba senza vita.

Disperso sulle montagne della Valle del Giovenco,  non aveva più dato comunicazioni da ieri alle ore 15,00 e il mancato rientro all’aeroporto aveva fatto scattare l’allarme facendo partire le operazioni di ricerca.

A coordinare le indagini la Procura della Repubblica di Avezzano, mentre le ricerche sono state coordinate dalla Prefettura de L’Aquila.

Per rintracciare il pilota è stato impiegato l’elicottero dell’Aeronautica Militare del SAR di Poggio Renatico, che, provvisto di un particolare visore notturno è riuscito ad individuare nel buio la sagoma del velivolo.

Il corpo dell’uomo, morto sul colpo dopo essersi schiantato a terra, è stato recuperato da una squadra del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico poco prima delle quattro di notte. 

Sono ancora da chiarire le cause dell’incidente. 

AL REATE FESTIVAL GLI INEDITI CAMERISTICI DEL RISORGIMENTO

Dopo l’inaugurazione con arie e cori dell’Ottocento italiano, è ancora il Risorgimento a fare da protagonista nei concerti di apertura di questa terza edizione del Reate Festival. Nel programma del 23 agosto, I Solisti di Musica del Risorgimento presenteranno tesori nascosti del repertorio cameristico italiano.

Un repertorio connesso con le vicende risorgimentali e il processo di unificazione nazionale, che ben evidenzia come la musica abbia rappresentato nella cultura del nostro Paese un linguaggio comune in cui riconoscersi, ancora prima che l’Italia raggiungesse un’unità politica. Proprio la musica, infatti, universalmente capace di comunicare ideali ed emozioni condivise, ha rappresentato la vera anima popolare del Risorgimento.

Il Reate Festival, votato al belcanto, con questo concerto vuole offrire uno spaccato dell’Italia musicale sommersa, i cui tesori giacciono per lo più inesplorati nelle biblioteche e negli archivi.

Ecco quindi tra riscoperta e curiosità il programma proposto dai Solisti di Musica del Risorgimento che attinge in buona parte a musiche custodite nella biblioteca del Conservatorio di Milano: romanze da camera in cui il patriottismo è declinato al femminile (Angelo Mariani), pezzi cameristici di gusto francese (Giovanni Bottesini), concerti virtuosistici secondo lo stile dei grandi strumentisti, uno dei quali, autore Disma Fumagalli, è dedicato al re Vittorio Emanuele, e viene qui eseguito in prima esecuzione moderna, nella versione originale per pianoforte e quintetto d’archi.

Ricerca musicologica e perizia esecutiva vanno quindi di pari passo nella proposta dei Solisti di Musica del Risorgimento, ensemble composto da musicisti dei Cameristi del Teatro alla Scala, dal pianista e compositore Orazio Sciortino e dal mezzosoprano Natalia Gavrilan;  Duccio Beluffi, Gianuca Scandola violini; Giorgio Baiocco, viola; Beatrice Pomarico, violoncello;  Giuseppe Ettorre, contrabbasso. 

SMALL BASKET IN SERIE D NEL GIRONE UMBRO

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Si avvicina una stagione ricca di novità per la società sportiva reatina Small Basket. La prima squadra è stata ripescata in serie D ed esordirà nel girone umbro.

La scelta di varcare i confini regionali riguarda la formazione maggiore, insieme a quella degli Under 19 e Under 14, ed è stata dettata da motivi logistici che consentiranno una importante riduzione delle spese.

La domanda di ammissione è infatti stata accolta dalla sezione umbra della Federazione Italiana Pallacanestro dopo il nullaosta della FIP del Lazio. 

La dirigenza della Small Basket ricorda  che sono già riaperte le iscrizioni ai corsi di minibasket per i bambini e le bambine nate negli anni 2002, 2003, 2004, 2005. Il numero di telefono da chiamare per ricevere maggiori informazioni è il 339.7889458.

INCURIA NEI PRATI DI PIAN DE ROSCE

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Viste le temperature di questi giorni con picchi che sfiorano i 40 gradi, sono molti i reatini che, per trovare un po’ di refrigerio, si recano al Terminillo per trascorrere una giornata diversa e soprattutto meno afosa.

Ma per qualcuno, arrivato nei prati di Pian de Rosce, la sorpresa è stata brutta. Infatti i gitanti hanno dovuto stendere gli asciugamani tra l’erba alta che evidentemente non era stata tagliata da diverso tempo. Oltre alla scomodità anche il pericolo che tra il verde si nascondessero insetti ed altri animali che avrebbero potuto mettere in pericolo i gitanti.

Diverse persone si sono lamentate segnalando il problema alla nostra redazione, chiedendo, a chi di dovere, che i prati della montagna reatina vengano maggiormente curati. Anche perché non è la prima volta che i prati di Rosce devono fare i conti con l’incuria.

MARTINA MARTELLUCCI PD: COME MAI QUEST'ANNO NIENTE NOTTE DI SAN LORENZO AI POZZI?

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Ma come mai nel 2011 non si è fatta la notte di San Lorenzo ai pozzi? A domandarselo è la Responsabile provinciale dipartimento Cultura della Federazione del Partito Democratico, Martina Martellucci.

Ogni anno quella manifestazione curata dal comune di Rieti era diventata un appuntamento fisso per le migliaia di reatini che decidevano di rimanere in città o per scelta o per questioni legate all’impossibilità di recarsi in vacanza.

Quest’anno, senza neanche una comunicazione, quella manifestazione è stata cancellata lasciando ai reatini l’amarezza di un agosto che sta scivolando via senza una manifestazione organizzata dal comune. Quel luogo, i pozzi, da sempre dimenticato rinasceva soltanto in quei giorni.

Ci sono scelte politiche legate all’annullamento della manifestazione? O scelte legate alla salvaguardia economica del Reate festival, che in realtà è stato fatto oltre che in maniera ridotta sempre per i "pochi" acculturati della città.  Tra l’altro i pozzi quest’anno non saranno neanche puliti, visto che le uniche operazioni di pulizia venivano fatte soltanto per gettare fumo negli occhi dei non residenti.

E la cultura dei pochi continua a sovrastare quelle dei tanti cittadini costretti a rimanere a Rieti città, con una manifestazione in meno. Povera Rieti, sempre piu’ bistrattata da una classe politica cittadina che fa e disfà a proprio piacimento.