Dimissioni ai vertici della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri di Rieti
Nuovo furto in abitazione. Ladri in azione in via Cellini
Nell’Aula Magna della Verdirosi tenuto il convegno “La prevenzione dei tumori”
Calisse: “Rieti da città tranquilla si sta trasformando in teatro di violenze inaudite”
Borgorose celebra Antonina, fu la prima donna a donare un rene in Italia nel 1968
A Fara in Sabina parte la consegna dei nuovi mastelli per la raccolta differenziata
Sicurezza Rieti, Polizia Locale in presidio fino alle 24
L’ANPC Rieti celebra le Donne e la loro importanza nella Liberazione
- 20.000 le patriote con funzioni di supporto
- 70.000 le donne organizzate nei Gruppi di Difesa
- 16 le medaglie d’oro
- 17 quelle d’argento
- 683 donne cadute in combattimento
- 4633 donne arrestate
- 1890 le donne deportate in Germania
Il camper della Polizia in piazza del Comune a Rieti per la campagna “Questo non è amore”
In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, la Polizia di Stato effettuerà a Rieti una campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere, nell’ambito del progetto permanente promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, denominato “Questo non è amore”. Stamane, in fatti, un camper itinerante della Polizia di Stato si trova in piazza Vittorio Emanuele II ed in piazzale Mercatanti.
Nel corso dell’iniziativa verrà distribuito materiale informativo contenente indicazioni e consigli utili per l’individuazione dei fenomeni di violenza di genere, nonché l’illustrazione degli strumenti di tutela attualmente previsti dalla legislazione vigente. Agenti specializzati della Divisione di Polizia Anticrimine – Sezione Minori e Vittime Vulnerabili della Questura di Rieti, con la collaborazione di operatori del Centro Antiviolenza Angelita di Rieti, accoglieranno chiunque desideri ricevere informazioni, proporre quesiti, raccontare la propria storia o anche, semplicemente, avere un consiglio.
Il Centro Antiviolenza Angelita realizza l’opera ad uncinetto TETRIS IN ROSA
“L’8 marzo Giornata Internazionale della Donna impone una riflessione sul ruolo che essa riveste nella società ancora molto al femminile. La donna deve combaciare, assemblare, unire. miscelare infiniti ruoli per essere quella persona in grado di fare. Deve conciliare il ruolo di donna nella società di madre, moglie, lavoratrice… sognatrice. C’è chi vuole crearsi un ruolo professionale soddisfacente e chi invece vuole realizzarsi nella sfera affettiva e quindi decide di creare una famiglia, avere dei figli.
Ed ecco che resta “incastrata” come un TETRIS perchè molte interrompono i loro sogni spaventate dall’ipotesi di far convivere il carico mentale e le ambizioni lavorative. La parità di genere rappresenta uno degli obiettivi chiave dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che punta a individuare e promuovere azioni concrete mirate a eliminare violenze e discriminazioni e a migliorare le condizioni di vita di tutte le donne e le ragazze. Tuttavia, nonostante i progressi significativi ottenuti nel riconoscimento dei diritti femminili, il raggiungimento della piena uguaglianza rimane un traguardo lontano.
Secondo l’edizione 2024 del Global Gender Gap Report del World Economic Forum (WEF), che esamina il divario di genere in 146 Paesi, l’Italia si colloca al 87° posto, con una perdita di otto posizioni rispetto all’anno precedente. Anche il Rendiconto di genere 2024 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps evidenzia come il gender gap continui a rappresentare una delle principali sfide nel mercato del lavoro italiano. Questi squilibri non solo limitano le opportunità individuali, ma ostacolano anche lo sviluppo di una società realmente sostenibile. L’opera ad uncinetto TETRIS IN ROSA è stata realizzata dalle Granny’ Girls del Centro Antiviolenza Angelita che invita ad un’attenta riflessione alla società attuale fatta di tasselli in cui ci sono ancora tanti uomini ai vertici e la donna incastrata si trova a lato cercando di conciliare famiglia e lavoro o cercando di rimettersi in cammino dopo essersi dedicata ai figli.
Molte donne non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro considerata l’età e finiscono per vivere in isolamento costante ammalandosi di depressione. Molte sono vittime di femminicidio e per colpa di un uomo non esistono più. Hanno partecipato al progetto ad uncinetto tante donne che ogni giorno non si arrendono ma fanno squadra in un gioco di colori e di punti cercando di lasciare messaggi forti nella città. Il nostro obiettivo è quello di allargare l’opera e quindi ti invitiamo a contattarci se vuoi lasciare il tuo modulo ad uncinetto per dire “Io ci sono” e L’8 tutto l’anno”.
Centro Antiviolenza Angelita Rieti
