“L’importanza di stARCI” è il titolo dell’incontro che si terrà sabato 24 novembre alle ore 09,00 presso la Biblioteca Comunale Paroniana in Rieti che ospiterà i rappresentanti nazionali, regionali e territoriali dell’ARCI – Associazione ricreativa e culturale italiana.
Oltre un milione di persone in Italia ha scelto di far parte dell’Arci, una rete costruita nel tempo in tutto il territorio nazionale che, attraverso attività culturali e sociali, promuove conoscenza, formazione, intrattenimento e nuove prospettive lavorative. Strutturata a partire dai circoli locali, l’Arci consente l’inserimento in una rete presente in tutta Italia che crea opportunità per luoghi e persone.
A parlarne sabato 24 novembre saranno Franco Uda – Responsabile Nazionale Arci Giovani, Alberto Giustini – Presidente del Comitato Regionale Arci Lazio, Valeria Patacchiola – Presidente del Comitato Provinciale dell’Arci di Rieti e i responsabili dei settori cultura, ambiente e inclusione dei circoli locali. Si avrà occasione anche di ascoltare una testimonianza del territorio sull’importanza della rete associativa con la neocostituita Casa delle Culture.
Alla fine dell’incontro sarà possibile acquisire maggiori informazioni e materiale sulle attività dell’Arci presso gli info point presenti all’interno della Biblioteca. La mattinata si concluderà con un buffet curato dal CARi – Campus Accademia della Ristorazione.
ALLA BIBLIOTECA PARONIANA "L'IMPORTANZA DI stARCI"
PRESENTAZIONE LIBRO "IO NOI LE ALTRE" DONNE PORTATRICI DI CAMBIAMENTO …
Sabato 24 novembre alle ore 10.30 presso la Casa del Volontariato in piazzale Mercatanti 5 verrà presentato il libro "Io noi le altre" di Enisa Bukvić. Organizzazione a cura dell’ALS – Associazione Lavoratori Stranieri ( MCL Rieti) in collaborazione con ARI Onlus – Associazione Rieti Immigrant
interverranno: l’autrice Enisa Bukvić, Stefania Mariantoni Assessore Politiche Socio Sanitarie, Solidarietà & Integrazione del Comune di Rieti, Cristina Urbani assistente sociale Inail, Paola Mariangeli Casa del Volontariato Rieti. L’introduzione sarà a cura di Cornelia Rosiello, la presentazione di suor Stella Okadar, la postfazione di Olga Bisera Vukotic.
Il libro:
"Scrivo per superare i miei traumi. Cancellare le cicatrici emotive e rafforzare la fiducia in noi stesse significa amarci di più e amare di più gli altri. L’amore porta equilibrio e pace e questo ci permette di identificare i veri sogni che si trovano nel nostro profondo. Sogni che vanno pescati proprio per essere realizzati. Così si alimentano la creatività, l’entusiasmo e la soddisfazione. E si acquisiscono serenità, equilibrio, pace e felicità. La scrittura mi aiuta a fare il percorso necessario per trovare la strada giusta verso la felicità e la costanza. E io continuo a scrivere".
Dopo Il nostro viaggio. Identità multiculturale in Bosnia Erzegovina (Infinito edizioni, 2008), Enisa Bukvic continua a scrivere. Lo fa, di nuovo, partendo da se stessa, dalla narrazione appassionata di vicende personali, dalla descrizione dei propri sentimenti e di quei percorsi di cambiamento di cui, oramai, ha una più lucida percezione. In Io noi e le altre, continua a scrivere senza smettere di esplorare la propria identità "Non si finisce mai con il lavoro con se stessi e più si va avanti più diventa difficile scavare e capire le percezioni", dando prova di una sincerità a volte disarmante. Ma questa volta intende andare oltre: consapevole del fatto che l’«Io» da cui ha inizio il suo percorso scritturale e terapeutico è un io relazionale, non una monade isolata, la cui esistenza e il cui pieno sviluppo si attua solo attraverso il confronto con ‘le altre’, è pronta a concedere spazio proprio a queste ultime.
Eccola, allora, dar vita a una galleria di ritratti femminili nei cui volti si rispecchia di volta in volta; eccola, mentre cerca "d’entrare nei loro cuori, nella loro anima", soffermandosi sia sul dolore che sull’amore, sui sogni condivisi e sui progetti più o meno realizzati, su ciò che le unisce ma anche su ciò che le separa. Ma chi sono «le altre»? Sono bosniache, donne con le quali l’autrice ha condiviso l’esperienza sconvolgente della guerra, o ancora quella più indistinta della diaspora; ma sono anche italiane, donne nel cui vissuto è in grado di rilevare, al di là dell’apparente diversità, lo stesso legame indissolubile con la famiglia e i valori tradizionali che caratterizza le sue connazionali.
Tutte hanno avuto un ruolo più o meno importante nella sua vita e nel suo percorso di crescita personale. Nel narrare le loro storie, Enisa Bukvic si spinge fino a indagare il modo in cui si articolano le dinamiche relazionali all’interno dell’universo femminile, cercando di rintracciare gli elementi costitutivi di quel ‘noi’ sul quale fa leva ripetutamente. Rimanda a quei momenti della quotidianità più semplice (le lunghe chiacchierate sorseggiando caffè «alla maniera balcanica») nel corso dei quali si evocano memorie comuni ed esperienze condivise; a un’esperienza di legami al femminile che tuttavia si accompagna, troppo spesso, a una competizione distruttiva e a sentimenti negativi come l’invidia, la gelosia e la rivalità, frutto di quei complessi d’inferiorità che sono a loro volta il retaggio di una società in cui la donna è considerata ‘soggetto debole’.
Da qui, la riflessione sui rapporti non ancora paritari tra uomo e donna. Queste donne, secondo l’autrice, rappresentano la componente da cui può scaturireil processo di rinnovamento della società intera: le donne come quelle da lei descritte, capaci di grandi sfide psicologiche e fisiche e di risorgere di fronte a tutte le difficoltà, anche ai traumi più grandi della guerra, sanno mettere la propria energia al servizio della realtà in cui vivono (lo dimostra, a suo dire, la loro propensione a lavorare nel sociale).
«Sono partita dalla consapevolezza che noi donne siamo una grande forza e credo che la vita e il futuro su questo pianeta dipenderanno soprattutto da noi, dalla nostra crescita interiore, dalla crescita acquisita, dalla positività supportata dall’entusiasmo insito in noi, dai rapporti che intessiamo, in particolare con gli uomini» (pag. 17). La chiave di tutto, secondo Bukvic, sta nell’accettarsi e amarsi per quello che si è.
AVEVANO PRESO DI MIRA LE OFFERTE IN CHIESA, ARRESTATI DAI CARABINIERI
A Cittaducale i carabinieri del nucleo radiomobile, hanno tratto in arresto in flagranza del reato:D.M.Leonardo, del 1987, residente a Contigliano, operaio; M. Nicola, di Rieti del 1987, studente.
I due incensurati venivano bloccati dagli uomini dell’Arma su segnalazione di privati cittadini che li avevano sorpresi a penetrare, mediante l’utilizzo di strumento di effrazione, sottoposto a sequestro, all’interno della chiesa “Santa Maria del Sesto”.
I due, che presumibilmnete avevano preso di mira le offerte dei fedeli, al termine degli accertamenti di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.
ASM VERSO L'AZZERAMENTO DEL CDA E RIMOZIONE DI LATINI DALLA PRESIDENZA
A seguito della disponibilità dei soci privati di ASM SpA a far dimettere i propri rappresentanti, probabilmente martedì prossimo si procederà all’azzeramento totale anche dei componenti del CdA di nomina pubblica, ed alla rimozione di Carlo Latini da presidente del consiglio di amministrazione, per "revoca sindacale per giusta causa", a seguito dell’arresto da parte della Guardia di Finanza.
Dopo l’azzeramento dell’intero consiglio di amministrazione si procederà alle nuove nomine con riduzione dei consiglieri, che passeranno da cinque a tre, due di nomina pubblica e uno di nomina privata.
Intanto, l’amministrazione comunale sembra abbia disposto gli atti per sollevare il dirigente Antonio Preite dalla funzione di responsabile del settore economico e sociale. A parere del sindaco la motivazione della sospensione dall’incarico è riconducibile a motivi ‘cautelativi’ a seguito delle indagini sulle consulenze avviate dalle fiamme gialle ed agli arresti domiciliari.
ZINGARETTI A RIETI PER ASCOLTARE LE ISTANZE DEL TERRITORIO
Alla sala dei Cordari, ieri pomeriggio, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha incontrato una rappresentanza dei 180 lavoratori della Schneider di Rieti che a seguito dell’annunciata chiusura dell’azienda a Rieti, rischiano il licenziamento.
Nell’incontro Zingaretti ha ribadito che il Lazio sta vivendo una crisi economica ed occupazionale molto forte, una regione che potrebbe con le sue potenzialità uscire fuori da questa situazione e ripartire a pieno ritmo.
Quello di ieri è stato il primo degli appuntamenti nel programma di Zingaretti in tutta la regione Lazio, organizzati per ascoltare le istanze dei territori in tema di lavoro e di politiche dello sviluppo.
RACCOLTA FIRME PER PASSAGGIO IN UMBRIA, COSTITUITI TRE REFERENDUM POINT
Sono tre, ad oggi, i Referendum point, che si sono costituiti nella città di Rieti all’indomani dell’avvio ufficiale della raccolta firme per la proposta del referendum territoriale promosso dal Comitato Rieti in Umbria, che propone di interrogare l’elettorato circa il passaggio dell’intera provincia di Rieti in Umbria, con Terni: Scasciafratte in via Flavio Vespasiano 6, edicola in piazza Marconi ed edicola in viale Matteucci.
La proposta, così come spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione del questito che si è svolta nella sede della Provincia di Rieti di Palazzo Dosi, si pone come alternativa a quanto stabilito dal decreto governativo sul riordino delle provincie, che vede Rieti annettersi alla provincia di Viterbo.
“Stiamo riscontrando concretamente quello che sempre avevamo sostenuto – dice il presidente del Comitato Rieti in Umbria, Marino Formichetti – e cioè che la gente, al di là della convenienza di passare in Umbria, quindi al di là del sì o no, vuole esprimere la propria opinione su un tema tanto importante come questo che segnerà il futuro dell’elettorato, nell’immediato, ma, soprattutto, delle generazioni future. Ai due primi punti di raccolta attivati, presso la sede della Uil in Viale Matteucci e presso l’Urp del Comune di Rieti, ora si vanno ad aggiungere questi tre, ma non saranno i soli in città. Cercheremo di distribuire i moduli in negozi di differenti categorie merceologiche cosicché la gente possa apporre la propria firma con facilità. Lo stesso sarà fatto nei comuni di provincia. La distribuzione dei moduli è già cominciata ed entro una settimana contiamo di coprire tutto il territorio”.
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Il 25 novembre, ricorre la “Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne” istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 per sensibilizzare i governi, e tutte le componenti della società civile sulla drammatica realtà della violenza nei confronti delle donne in tutto il mondo . Il 25 novembre è l’anniversario dell’uccisione delle tre sorelle Mirabal, giovani martiri della Repubblica Dominicana ed eorine della lotta di liberazione dal dittatore Trujillo (1930-1961); Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, furono torturate e trucidate dagli agenti del servizio segreto militare mentre andavano a visitare i mariti incarcerati. Le sorelle Mirabal sono state elette a simbolo internazionale della battaglia civile contro la violenza alle donne.
Alberta Tabbo, Responsabile dell’Area protetta per donne e minori “Il Nido di Ana, del Centro Antiviolenza Angelita di Rieti, ha voluto sottolineare la ricorrenza del 25 novembre ricordando come la violenza contro le donne giovani ed adulte, sia una delle violazioni di diritti umani più diffuse. Può riguardare l’abuso fisico, sessuale, psicologico, la costrizione e pressione economica a e va oltre i limiti di età, di razza, cultura, condizione e si verifica in tutti i paesi del mondo.
La violenza sulle donne ha molte forme ed accade nei luoghi più diversi: la violenza domestica nelle case, gli abusi sessuali di ragazze nelle scuole, le molestie nei luoghi di lavoro, le violenze sessuali da parte di mariti, compagni o sconosciuti fino ai cosiddetti delitti d’onore ed altri tipi di femminicidio. Si manifesta in molti modi, dalle forme più comuni di violenza sessuale, alla violenza durante scontri e crisi o come tattica di guerra.
Secondo l’indagine condotta nel 2011 dall’UN Women, la violenza contro le donne è un problema dalle proporzioni catastrofiche. Si stima che più di un terzo delle donne ha subito nella propria vita violenze fisiche o sessuali da parte di uomini, principalmente da parte di uomini che conoscevano, specie mariti e partner. Tra le donne di età compresa tra i 15 ed i 44 anni, le violenze causano moltissimi decessi ed invalidità. Oggi la violenza sulle donne può essere considerata come la più grande violazione dei diritti umani esistente in quanto crea fratture psicologiche permanenti e compromette intere esistenze con ripercussioni di straordinaria gravità all’interno delle comunità.
Il Centro Antiviolenza, nato a Rieti da un protocollo d’Intesa Istituzionale con la partecipazione di Enti ed Associazioni e con il patrocinio del Rotary Club Rieti e del Lions Club Flavia Gens è posto sotto l’Egida del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, ed è attivo fin dal 2003; ha sede nei attualmente i locali messi a disposizione dal Circolo didattico Sacchetti Marconi – in Rieti – Viale L. Canali 1.
Il 13-14-15 dicembre prossimo si terrà – presso il Centro Antiviolenza di Rieti – il 2° corso per Operatori di Ascolto dello Sportello. Il corso, a numero chiuso con rilascio di attestato, è riservato a sole donne che siano interessate a prestare la propria opera di volontariato presso l’Area protetta “Il Nido di Ana” (info per email: centro.angelitarieti@gmail.com)
LE SCUOLE DI RIETI A LEZIONE DI SICUREZZA CON LA PROTEZIONE CIVILE
Sono iniziate stamane e proseguiranno anche nella giornata di domani, le prove di evacuazione scolastica che simulano un grave evento sismico nella città di Rieti.
Sono in totale 11 le scuole coinvolte, suddivise in materne, elementari e medie, interessate dalla complessa attività di “scuola sicura”, coordinata dai Dirigenti degli Istituti comprensivi Minervini-Sisti (D.ssa Carla Felli), Villa Reatina (Dott. Luigi De Rossi) e Giovanni Pascoli (D.ssa Liviana Bolognini). L’iniziativa vede la collaborazione dei Volontari della Protezione Civile CER di Rieti e del Gruppo Comunale di Rivodutri, oltre all’assistenza del responsabile alla sicurezza scolastica, Ing. Massimo Podrini.
Circa 2.400 tra alunni, personale insegnante e ATA si sono ritrovati impegnati in una simulazione di terremoto che si è svolta in contemporanea tra tutti i plessi scolastici, in quella che si può considerare la più imponente esercitazione sul rischio sismico mai effettuata nella città di Rieti.
Il progetto, nato da un’idea dei Volontari del CER di Rieti, prende il nome di “sicuri a scuola, sicuri nella vita”, ed è giunto al quarto anno di applicazione pratica, ricevendo sin dagli esordi un’accoglienza molto favorevole da parte della comunità scolastica, al punto da ricevere numerosi patrocini e attestazioni di apprezzamento. “Buona parte del merito per il successo dell’iniziativa – sottolinea il responsabile del CER, Crescenzio Bastioni – va condiviso con l’ex Prefetto di Rieti D.ssa Silvana Riccio, che ha fortemente voluto la realizzazione di questo importante progetto, riguardante la prevenzione e l’educazione ai corretti comportamenti da tenere nelle scuole in caso di calamità. Inoltre, desidero rivolgere il mio personale ringraziamento nei confronti dei Dirigenti scolastici e del corpo insegnante, per la particolare sensibilità dimostrata nell’aderire all’iniziativa, con ciò permettendo la realizzazione pratica del progetto in ogni sua fase".
“Il nostro principale obiettivo come Protezione Civile – prosegue il responsabile del CER – è quello di fare in modo che si acquisiscano modelli comportamentali che mettano al primo posto la sicurezza propria e degli altri, convinti che tutto ciò rappresenti un passaggio fondamentale per educare questi bambini, gli adulti di domani, ad un corretto atteggiamento rispetto alle situazioni di emergenza, che nella vita possono sempre presentarsi, e il più delle volte in modo improvviso. Tutto ciò in un’ottica di crescita dell’attenzione verso le tematiche di Protezione Civile – conclude Bastioni – capace di arricchire anche l’offerta formativa degli Istituti coinvolti e in grado di innescare una sempre maggiore collaborazione tra la Protezione Civile e il mondo della scuola, e di riflesso con tutta la cittadinanza”.
SCHNEIDER, L'ON. MOFFA PRESENTA UN'INTERROGAZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
la Schneider Electric Italia è una azienda che fa capo alla multinazionale francese Schneider, in Italia ha circa 3.000 dipendenti che nel mondo diventano 150.000;
la Schneider Electric Italia è presente da oltre 30 anni a Rieti dove si producono interruttori magnetotermici;
lo stabilimento di Rieti è tra quelli della Schneider Electric quello maggiormente automatizzato con standard di qualità produttivi di altissimo livello;
lo stabilimento di Rieti consta oggi di 181 lavoratori con altri circa 120 occupati nell’indotto, in passato lo stabilimento registrava la presenza di 300 lavoratori, che si sono ridotti al numero attuale dopo che sono state attuate, negli anni passati, varie ristrutturazioni, attualmente è in atto una procedura di cassa integrazione;
attualmente lo stabilimento di Rieti produce interruttori C60 anche se questi sono in fine produzione in quanto sul mercato è stato introdotto un nuovo interruttore il Tim, che viene prodotto in Bulgaria e Francia;
a detta del sindacato si potrebbero evitare i licenziamenti se agli attuali volumi produttivi si aggiungessero altri prodotti, e con questi si concordassero forme di organizzazione del lavoro;
da oltre due anni l’azienda è sollecitata dal sindacato a darsi una nuova missione produttiva, visto che era risaputa la fine del processo produttivo degli interruttori C60, e proprio tal fine era stato aperto un tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico;
nell’ultima riunione svoltasi presso il Ministero dello sviluppo economico il responsabile a livello internazionale della Schneider, smentendo sue dichiarazioni precedenti, che prevedevano una soluzione entro il 2012, ha dichiarato la chiusura del totale dello stabilimento di Rieti e il licenziamento di tutti i dipendenti;
la chiusura dello stabilimento di Rieti rappresenterebbe un terribile colpo per il territorio e per il nucleo industriale ivi presente già martoriato da una acuta crisi;
è necessario un intervento da parte del Ministro dello sviluppo economico nei confronti della multinazionale Schneider per ricercare una soluzione per lo stabilimento di Rieti tenuto conto degli interessi e della presenza di altri stabilimenti in Italia: se non ritenga necessario e improcrastinabile assumere un’iniziativa nei confronti della multinazionale Schneider al fine di mettere in atto tutte le soluzioni, tenuto conto anche delle proposte sindacali, allo scopo di evitare la chiusura dello stabilimento di Rieti e il licenziamento dei lavoratori dell’azienda, fatto che si ripercuoterebbe, inevitabilmente, anche sui lavoratori dell’indotto.
SMARRITO A LAS PALMAS LO SPINNAKER DELLA BARCA “CITTA' DI RIETI”
Evidentemente tutti gli aeroporti del mondo sono uguali. O, perlomeno, quello di Las Palmas non fa eccezione considerato che lo smarrimento di un bagaglio importante, quello contenente lo spinnaker (vela di poppa) del Dream-Città di Rieti, sta creando una logica apprensione nell’equipaggio della nostra barca giunto alle Isole Canarie.
Le ricerche stanno proseguendo febbrilmente, anche perché un cambio, per così dire in corsa, non sarebbe tra i più semplici e la speranza è ovviamente quella che, al più presto, l’inconveniente venga finalmente superato e che il Città di Rieti possa regolarmente procedere alle operazioni pre regata già programmate.
Per il resto, per la partenza di domenica (ore 12) è prevista pioggia, per uno scenario più congeniale agli avvii delle regate dai porti britannici o dalla costa atlantica della Francia. I venti, almeno per la prima giornata di regata, dovrebbero mantenersi moderati, sui 10 nodi (circa 18/19 km orari), con previsioni di rafforzamento per i giorni immediatamente successivi.

