Costretto a vivere in un box e picchiato in continuazione anche quando chiedeva da bere o da mangiare. Questa l’odissea che ha avuto per protagonista un bambino di appena sei anni affetto da una rara malattia genetica e con un grave ritardo neuromotorio.
La vittima ha dovuto subire per anni le vessazioni da parte della madre e del suo compagno, rispettivamente di 35 e 27 anni, originari di Rieti ma residenti in una frazione di Terni. I due sono stati arrestati dalla squadra mobile. Entrambi disoccupati e tossicodipendenti costringevano il piccolo a subire una infinita serie di soprusi. La donna è madre di un’altra bambina, di cinque anni, che però non sembra sia stata mai vessata.
La scena che si sono trovati davanti gli agenti della mobile è stata definita da film dell’orrore e la cosa agghiacciante è che sembra che le violenze sul bambino andassero avanti da molto tempo. Le indagini sarebbero partite a seguito di una segnalazione anonima, ma in precedenza anche le insegnanti si erano accorte che qualcosa non andava. Le prove raccolte sino ad ora dagli investigatori hanno permesso di accertare che il bambino veniva malmenato ripetutamente dalla madre e dal suo compagno che a volte lo lasciavano anche per giorni senza mangiare.
Il piccolo, come risultato dagli accertamenti medici, sarebbe stato ripetutamente picchiato con schiaffi e pugni sulla testa ogni qualvolta chiedeva anche solo da bere e poi veniva rinchiuso in un box che ormai era diventato una gabbia dove trascorreva la maggior parte del tempo quando si trovava con i genitori che spesso si drogavano davanti ai bambini. Al termine dell’indagine il gip di Terni Pierluigi Panariello, su richiesta del pm Elisabetta Massini, ha emesso a carico dei due un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con isolamento giudiziario. Provvedimento eseguito con il supporto dei carabinieri. Il bambino e la sorella sono stati affidati temporaneamente ad una casa-famiglia in attesa delle decisioni del tribunale dei minori di Perugia.
DUE REATINI ARRESTATI PER MALTRATTAMENTI SU MINORE
LANCIO DEL TELEFONINO, IL REATINO FRANCESCO FARAGLIA BATTE IL RECORD ITALIANO
In tantissimi si sono presentati per lanciare il telefonino più lontano possibile. A consentirlo c’era un regolamento, quello del Campionato Nazionale del Lancio del Telefonino. Il 1 maggio, da Porto Sant’Elpidio, ex Stadio Orfeo Serafini, nelle Marche, i concorrenti hanno scaricato con lunghi lanci lo stress sempre crescente. Stress in forte aumento dimostrato dal consistente numero dei partecipanti a questa particolarissima gara.
Oltre ai "lanciatori" del posto, molti, veramente stressati, sono arrivati da varie parti d’Italia. A battere il record è stato il reatino Francesco Faraglia, 34 anni, informatico, con un lancio di 71 metri e 11 cm che ha superato il record italiano realizzato nel 2010 da un ragazzo di Monza (65 m e 53 cm). Resta ora da battere il record del mondo di 89 metri e detenuto da un finlandese.
DISSERVIZI COTRAL, INCONTRO CON L'AMMINISTRATORE DELEGATO
Questa mattina su sollecitazione dell’assessorato ai Trasporti della Provincia di Rieti, guidato da Giancarlo Felici, si è svolto un incontro, alla presenza dell’amministratore delegato di Cotral, per porre rimedio ai disservizi causati dall’azienda di trasporto pubblico regionale nel territorio reatino negli ultimi giorni.
Nella mattinata di oggi infatti non sono usciti dai depositi 12 mezzi creando notevoli disagi ai cittadini della provincia di Rieti. L’azienda ha deciso di intervenire immediatamente mettendo a disposizione già a partire da domani mattina alcuni mezzi provenienti da depositi delle altre province per poter garantire il livello minimo del servizio, e si è impegnata a spostare nel Reatino i mezzi necessari per tornare alla normalità nel più breve tempo possibile.
Questa mattina si è inoltre tenuta l’assemblea dei soci di Cotral Patrimonio durante la quale la Regione Lazio ha deciso di rinviare il punto all’ordine del giorno riguardante la realizzazione del deposito di Rieti a dopo le elezioni amministrative del capoluogo accumulando ulteriori ritardi su questa vicenda che vede Rieti unico capoluogo del Lazio senza deposito primario.
COMIZIO PRIMO MAGGIO, LODOVISI: IL SEN.CICOLANI "SE NE PASSA"
Il senatore Cicolani nello stigmatizzare il trattamento riservato al sindaco di Rieti, in occasione del comizio del 1 maggio, “delira”, nel senso etimologico del termine, va fuori dal solco, oppure “se ne passa, per usare un gergo più familiare.
Un conto è il rammarico per i fischi che hanno accolto il sindaco, un conto è addebitare tutto ciò ai facinorosi del centro sinistra presenti” fino a temere che a Rieti, nel caso di una vittoria del centro sinistra, possa paventarsi una deriva antidemocratica.
Cicolani, noi lo diciamo da tempo, forse distratto dalla politica romana e dai fasti senatoriali, non coglie il grave disagio che affronta la gente comune chiamata ad affrontare, spesso senza mezzi, una crisi economica e sociale di portata storica.
Senza voler indugiare sulla genesi della crisi che ci porterebbe lontano, ci limitiamo a far rilevare che il sindaco ha il dovere oltre che il diritto di rappresentare la città in occasioni come quelle di ieri, ma Cicolani dovrebbe pure sapere che il consenso ed il dissenso esistono e sono connaturati con la democrazia e che la loro manifestazione è il semplice esercizio.
Per il resto Cicolani eviti di paventare l’arrivo di politiche antidemocratiche: alla città basta aver assistito a quello che è accaduto in questi anni. Peggio sarà difficile fare.
SIMONE PETRANGELI ADERISCE AL MANIFESTO "NIENTE CULTURA, NIENTE SVILUPPO"
"Aderisco con convinzione al manifesto "Niente cultura, niente sviluppo" di cui condivido lo spirito e l’urgenza – si apre così la lettera con la quale Simone Petrangeli, candidato del centrosinistra alle elezioni di domenica prossima, ha aggiunto la sua firma all’appello per la cultura lanciato dal quotidiano "il Sole 24 ore" – la nostra città sta attraversando una profonda crisi economica, comune a tanti altri territori del nostro paese, ma aggravata da ritardi e inefficienze di carattere locale. Per uscirne dobbiamo cambiare il nostro modello di sviluppo. Come è scritto nel manifesto "la cultura e la ricerca innescano l’innovazione, e dunque creano occupazione, producono progresso e sviluppo". E’ un impegno che facciamo senz’altro nostro, e che animerà la nostra azione di governo locale".
"L’adesione al manifesto è una conseguenza naturale del programma con il quale mi candido a sindaco di Rieti – spiega Petrangeli – A differenza di qualche ministro del recente passato noi siamo convinti che "con la cultura si mangia". Bisogna però impegnarsi con convinzione in questa direzione. E questo significa dare ossigeno alle realtà culturali del territorio, alle compagnie teatrali, alle associazioni, significa valorizzare gli artisti locali, favorire gli scambi culturali con Roma e con le altre città vicine, valorizzare in chiave turistica il nostro straordinario territorio".
"E’ significativo che il manifesto sia stato promosso non da una rivista accademica per specialisti ma dal principale quotidiano economico del paese, edito da Confindustria – continua Petrangeli – La cultura, la bellezza, l’arte non valgono solo per loro stesse, ma sono uno straordinario fattore di crescita economica. Dalla crisi si esce solo valorizzando le ricchezze locali. E in un territorio come il nostro, con un patrimonio storico e paesaggistico così importante, sarebbe davvero miope lasciarsi scappare quest’opportunità, come per troppi anni si è fatto".
BASTA PRESSIONI SUI DIPENDENTI COMUNALI PER OTTENERE CONSENSI
Un centrodestra oramai allo sbando e consapevole che il vento sta cambiando, invece di confrontarsi con i cittadini sui problemi di Rieti e sulle possibili soluzioni, sta esercitando nella maniera più deteriore il potere di cui ancora dispone per raccogliere consensi. In questi giorni si starebbero susseguendo episodi deplorevoli nei confronti dei dipendenti, precari e non, del Comune di Rieti per cercare di intimorirli.
L’impegno prioritario della nuova Amministrazione guidata dal centrosinistra sarà quello di tutelare tutti i lavoratori che operano all’interno del Comune cercando da valorizzarne le competenze e le potenzialità.
Sarà necessario razionalizzare le spese a partire dalla gestione diretta di tanti servizi che in questi anni sono stati esternalizzati senza motivo causando un aggravio per la casse comunali e un peggioramento della loro qualità.
Il vero punto di forza del Comune sarà il capitale umano di cui dispone, anche per cercare di fronteggiare la crisi economica e finanziaria nella quale l’Ente è stato trascinato dal centro destra. Facciamo vincere la buona politica e facciamo tornare i cittadini al centro dell’attività amministrativa.
DENUNCE DEI CARABINIERI PER LAVORO "IN NERO"
I carabinieri della compagnia di Rieti, unitamente a personale locale nucleo CC ispettorato del lavoro, effettuavano controllo mirato alla sicurezza sugli allestimenti dei palchi per i pubblici spettacoli. A conclusione attività ispettiva veniva rilevata la presenza di un dipendente che non risultava essere stato regolarmente assunto. Veniva emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale ai sensi dell’art.14 c.1 d.lgs 81/2008 alla ditta C.P. con sede legale a Milano.
I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, a conclusione attività ispettiva, denunciavano D.D., del 1969, residente a Castellaneta, socio accomandatario della ditta “H.Food s.a.s..”, avente sede legale ed operativa a Rieti, esercente attività di ristorazione, resosi responsabile della violazione di cui all’art. 4, comma 7, come mod. d.lgs. 758/94 per non avere ottemperato alla richiesta di notizie legalmente inoltrata da personale dall’ispettorato del lavoro a seguito di accertamento ispettivo. P.G., del 1958, residente a Rieti, in qualità di datore di lavoro di una ditta non iscritta nel registro delle imprese “in nero”, avente sede operativa a Rieti -, esercente attività di ristorazione, resosi responsabile della violazione di cui all’art. 4, comma 7, come mod. d.lgs. 758/94, per non avere ottemperato alla richiesta di notizie legalmente inoltrata da personale dall’ispettorato del lavoro a seguito di accertamento ispettivo. Elevate sanzioni amministrative per complessivi euro diciannovemilacentosessantanove ed effettuati recuperi previdenziali ed assistenziali per complessivi euro duemiladuecento.
RUBA COSMETICI AL SUPERMERCATO, DENUNCIATA DAI CARABINIERI
I carabinieri di Cittaducale hanno denunciato S. Migena, albanese del 1987, residente ad Antrodoco.
La donna, dopo essersi impossessata di alcuni cosmetici del valore complessivo di 200 euro circa, che sottraeva dall’interno del centro commerciale “Micros”, si allontanava venendo successivamente identificata dai carabinieri su segnalazione del personale preposto alla vigilanza.
La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.
OGGI IL CONSIGLIO REGIONALE DEL SINDACATO DI POLIZIA PENITENZIARIA
Si terrà oggi, mercoledì 2 maggio, nello splendido scenario dell’Oasi Francescana S. Antonio al Monte di Rieti, il Consiglio Regionale del Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo di Categoria.
Il Consiglio Regionale sarà presieduto dal Segretario Generale Donato CAPECE, congiuntamente ai componenti la Segreteria Generale del Sindacato, e vi parteciperanno, oltre al Segretario nazionale SAPPE per il Lazio Maurizio SOMMA, i rappresentanti ed i delegati delle 14 carceri della Regione e degli Uffici ministeriali e dipartimentali.
Il Lazio spiega Somma è la Regione d’Italia nella quale sono stabilmente e complessivamente quasi 7mila le persone detenute mentre la capienza regolamentare nei 14 penitenziari regionali è di circa 4.800 posti letto. Drammatiche le carenze di organico nella Polizia Penitenziaria, tali da aver determinato da diversi mesi la proclamazione dello stato di agitazione della Categoria: mancano più di 1.000 Baschi Azzurri ! Questo costante e pesante sovraffollamento fa fare ogni giorno alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria i salti mortali per garantire la sicurezza e poco o nulla ha inciso la legge sulla detenzione domiciliare su questo sovraffollamento costante. La presenza ai lavori del Consiglio del massimo rappresentante del Sindacato, il segretario generale Capece, con i componenti la segreteria generale, dimostra concretamente l’attenzione che la Segreteria Generale del SAPPE ha per il Lazio.
Nel Lazio aggiunge il segretario generale aggiunto Giovanni Battista DE BLASIS ogni giorno si fa sentire concretamente l’emergenza sovraffollamento, con i disagi che questa comporta. Nel 2011, nelle sovraffollate carceri laziali, i detenuti hanno compiuto 358 atti di autolesionismo e 82 tentativi di suicidio 4 a Cassino, 6 a Civitavecchia, 2 a Latina, 1 a Paliano, 1 a Rieti, 38 nelle varie strutture di Rebibbia, 9 a Roma Regina Coeli, 7 a Velletri e 14 a Viterbo.
212 sono stati i detenuti che hanno posto in essere ferimenti. Le manifestazioni di protesta hanno visto circa 500 detenuti fare nel corso dell’anno lo sciopero della fame, 275 hanno rifiutato il vitto o le terapie mediche, 132 detenuti sono stati coinvolti in proteste violente con danneggiamento o incendio di beni dell’Amministrazione penitenziaria. Capitolo a parte, infine, lo hanno le manifestazioni di protesta collettive sulla situazione di sovraffollamento delle carceri e sulle critiche condizioni intramurarie che si sono tenute nel 2011: 5 le proteste collettive che si sono tenute nei 14 penitenziari del Lazio, proteste che si sono concretizzate in scioperi della fame, rifiuto del vitto dell’Amministrazione e soprattutto nella percussione rumorosa dei cancelli e delle inferriate delle celle (la cosiddetta battitura).
Fino ad oggi la drammatica situazione è stata contenuta principalmente grazie al senso di responsabilità , allo spirito di sacrificio ed alla grande professionalità del Corpo di Polizia Penitenziaria, Corpo di Polizia dello Stato che lamenta nel Lazio gravissime carenze di organico quantificate in oltre mille unità . Ma è evidente che bisogna intervenire, e con urgenza, sulle criticità penitenziarie del Lazio.
DIEGO CRESCENZI TERZO IN SPAGNA A CAUSA DI UN IMPREVISTO
Dopo la vittoria in campo nazionale della Valtellina, Diego Crescenzi è partito per la Spagna per la prima prova di Coppa Europa. Il percorso di gara, reso scivoloso a causa della pioggia del sabato, composto da 8 zone controllate dai giudici, doveva essere percorso al massimo in quattro ore.
Diego è partito subito fortissimo siglando percorsi senza alcuna penalità. Zona dopo zona la vittoria si avvicinava sempre di più quando ad un certo punto è arrivato un imprevisto. Nella zona n. 5, la più insidiosa, Diego è salito sulla difficile roccia scivolosa e in contropendenza senza commettere errori, poi nella manovra per poter affrontare l’ultima salita, a causa di un legno tra i raggi della ruota anteriore gli ha fatto perdere tempo prezioso.
Lottando contro il tempo massimo dei due minuti a disposizione, Diego ha oltrepassato l’uscita con 5 penalità e cioè a dire massimo punteggio negativo in quel percorso. Le uniche di tutta la gara.
Dalla prima posizione è così sceso alla terza precedendo 14 atleti. Primo e secondo posto sul podio agli spagnoli Rovira e Serra. Risultato comunque positivo anche se la vittoria era ormai in tasca.

