UIL: NECESSARIO UN COMMISSARIO PER IL LAVORO

0

“Un Commissario straordinario, che dia risposte e indichi soluzioni per risolvere le problematiche economiche e lavorative della città di Rieti”. E’ la proposta del Segretario generale della Uil, Alberto Paolucci, a seguito della comunicazione ai lavoratori reatini della Schneider Elettric della chiusura dell’unità produttiva di Città.

“La notizia della mobilità dei 180 operai è l’ennesima beffa causata da una multinazionale francese. Uguale sorte è toccata prima ai dipendenti Alcatel-Ritel, oggi, con la stessa semplicità la Schneider, in un momento in cui tutti si aspettavano di valutare soluzioni per un rilancio aziendale, comunica ai suoi dipendenti il blocco alla produzione nella sede reatina, che coincide, con una secca mobilità per tutti senza passare per la cassa integrazione.

Come Camera sindacale non possiamo quindi sottacere a tutto questo, impossibile non sarebbe sottolineare i risvolti disastrosi che una decisione del genere potrà portare. Centoottanta operai coincidono con altrettante famiglie, che si vanno ad aggiungere alle centinaia di lavoratori già in cassa integrazione a Rieti.

E’ urgente, dunque, per cercare di arginare quello che si profila come un vero e proprio problema sociale, che si dichiari lo stato di emergenza e si arrivi alla nomina di un Commissario straordinario capace di assicurare quelle garanzie di rappresentanza e protezione che la Politica locale non sembra più in grado di garantire. Va bene parlare di riordino delle Province, ma i rappresentanti reatini non si rendono conto che se il Lavoro non verrà messo in primo piano, questa Città morirà. Sia accorpata a Viterbo che no. Non è più tempo delle parole, ora si deve passare ai fatti, e le istituzioni devono impegnarsi in questo”.

GHERARDI RISPONDE A BIGLIOCCHI

0

“Rispondo a te  perché sollevi dei punti interessanti; non rispondo invece al comunicato della maggioranza che trovo stizzito, autoreferenziato e polemico: notoriamente non amo la polemica sterile. Chi mi conosce sa quanto io sia rispettoso delle Autorità e delle scelte democratiche. Mai mi sarei sognato di proporre il “commissariamento” della attuale amministrazione e nemmeno la sua “tutela”.

La mia proposta, che rinnovo, è indirizzata a creare un confronto di idee e proposte,  gli americani lo chiamerebbero think-tank ,  che possano essere la base per la rinascita della città, lasciando ovviamente al Consiglio, alla Giunta e al Sindaco le responsabilità di loro competenza (e come potrebbe essere altrimenti?).

Ho sempre creduto che la Democrazia sia confronto di idee e non di ideologie. Ho sempre creduto che il Bene della Società nasca dalla condivisione e non dalla esclusione. Perché poi ho suggerito come membri del think-tank solo quattro persone e “quelle” quattro persone?

L’esperienza di medico e di manager mi ha insegnato che,  passami il proverbio, “con troppi galli a cantà nun se fa mai giorno”; ho sempre considerato le riunioni oceaniche e le manifestazioni teatrali sterili e populistiche. Inoltre, al di là del rispetto che ho per loro, che ci piaccia o no Cicchetti, Melilli e Petrangeli, oltre al sottoscritto,  proprio per le loro storie così diverse rappresentano, secondo me, la giusta sintesi dei diversi indirizzi cittadini. Ancora una volta confronto e non scontro, inclusione e non esclusione.

Mi fai torto stigmatizzando la mia iniziativa come pretestuosa e populista; vuole invece essere pragmatica e innovativa. Non si deve avere paura del confronto specie quando, comunque, si ha il potere finale di decidere come sancito dalle scelte democratiche dei cittadini. Resto perciò in fiduciosa attesa di una risposta dei diretti interessati da me chiamati in causa. Per chiudere lascia che anche io ricordi un insegnamento del caro professor Ascenzi (sono stato per diversi anni interno presso il suo dipartimento): per arrivare alla soluzione dei problemi bisogna sempre esaminare i fatti con mente libera da ogni supposto sapere o condizionamento scientifico”

COMPLETATA PRIMA FASE ROTATORIA VIA EINAUDI

0
Completata la prima fase della costruzione della rotatoria di Via Einaudi con l’illuminazione che da questa sera prenderà vita, nei prossimi giorni la rotatoria verrà completata con elementi di arredo urbano al proprio interno. L’assessore alle Manutenzioni Alessandro Mezzetti dichiara: “un lavoro interamente realizzato dal servizio manutenzioni del comune di Rieti con un risparmio importante per il nostro ente in quanto sono stati acquistati esclusivamente i materiali utilizzando manodopera interna. Per la rotatoria è stato utilizzato un sistema di illuminazione che avrà un risparmio energetico del 70% rispetto alle classiche luci a vapori di sodio”.

CHIUSURA SCHNEIDER, MELILLI PETRANGELI: UN DRAMMA PER IL NOSTRO TERRITORIO

0
"La chiusura dello stabilimento della Schneider Electric di Rieti rappresenta un dramma per il nostro territorio e un affronto, non solo per Rieti, ma per l’intero Paese.

Non è accettabile che una multimazionale licenzi 180 lavoratori, mandando sul lastrico altrettante famiglie, dall’oggi al domani senza nemmeno curarsi di cercare un’interlocuzione con le istituzioni sia locali che nazionali. 

Abbiamo chiesto ai rappresentanti del Governo un incontro urgente già lunedì prossimo per tentare di mettere in campo ogni possibile azione per scongiurare questa ennesima crisi che rischia di dare il colpo di grazia al nostro già indebolito tessuto socio-economico". 

E’ quanto dichiarano il sindaco e il presidente della Provincia di Rieti, Simone Petrangeli e Fabio Melilli.

SCHNEIDER, MONSIGNOR LUCARELLI: L'ENNESIMO COLPO ALL'ECONOMIA REATINA

0
Apprendo dagli organi di stampa che da lunedì prossimo, 12 novembre, 180 lavoratori e lavoratrici della SCHNEIDER ELECTRIC saranno messi in mobilità, per la decisione assunta dalla società di riferimento di chiudere lo stabilimento di Rieti.

Ciò che sconcerta di questo ennesimo colpo all’economia reatina e soprattutto a tante famiglie è che, nonostante le difficoltà e la cassa integrazione per poche unità lavorative, lo stabilimento è in buone condizioni sul piano finanziario e delle commesse di lavoro. Sembrerebbe che l’orientamento sia quello di aprire stabilimenti in zone del mondo in cui la manodopera è meno cara e così pure l’imposizione fiscale meno onerosa.

La situazione è resa ancora più grave per il fatto che la chiusura della fabbrica non era stata annunciata e non ha seguito l’iter previsto per situazioni analoghe. Come Vescovo di questa comunità sono addolorato per il futuro delle donne e degli uomini, madri e padri di famiglia, che perderanno il posto di lavoro, praticamente da un giorno all’altro, senza neppure il tempo di metabolizzare la determinazione assunta dai responsabili. Sono anche amareggiato e deluso per le modalità sempre più maldestre con cui le dirigenze delle fabbriche trattano i lavoratori, di fatto, noncuranti del loro futuro e del loro destino, come se le tante battaglie sostenute nel corso degli ultimi decenni, per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori, fossero state inutili perdite di tempo e di vite umane.

Rivolgo un accorato invito ai responsabili della società proprietaria dello stabilimento di ritornare sulle proprie decisioni e di prevedere, se proprio necessario, un piano di riorganizzazione, così come era stato preannunciato, più diluito nel tempo, anche per dare modo ai lavoratori di indirizzarsi verso altre opportunità lavorative. Rivolgo alle comunità cristiane l’invito a farsi "prossimo" ai lavoratori in modo operoso, cioè anche aiutandoli a ricollocarsi in altre professioni, mettendo a disposizione ogni lecita forma di aiuto e di vicinanza.

MOSTRA "EUCARISTIA E VOCAZIONI"

0

La mostra su "Eucaristia e vocazioni", allestita in occasione del Congresso Eucaristico Diocesano della Chiesa reatina, finora allestita sotto gli archi del vescovado, è stata spostata all’interno della Cattedrale S. Maria. Si può visitare liberamente durante gli orari di apertura della chiesa. Eventuali visite animate, per gruppi parrocchiali e altri, possono essere prenotate contattando il responsabile della pastorale vocazionale: il parroco di Villa Reatina don Salvatore Billotta.

ASSEMBLEA DEI SINDACI: TUTTI UNITI CONTRO L'ACCORPAMENTO CON VITERBO

0

Sessanta i sindaci presenti all’assemblea convocata dal presidente Melilli nella sala consiliare della Provincia di Rieti, per discutere e valutare le azioni da mettere in campo in vista dell’accorpamento della nostra provincia con quella di Viterbo.

Il presidente Melilli, affiancato dal sindaco del capoluogo reatino, Simone Petrangeli ha aperto i lavori, ribadendo ancora una volta la sua profonda contrarietà ad un accorpamento forzato con la provincia di Viterbo: “quello messo in campo dal Governo è un processo incredibile, con gli altri presidenti di provincia abbiamo lanciato l’allarme, con i tagli previsti a seguito dell’accorpamento non si riusciranno più a garantire al cittadino i servizi minimi.

Non possono i numeri determinare i processi di accorpamento, la complessità della regione Lazio, con la presenza ingombrante di Roma Capitale rende il nostro accorpamento con Viterbo ancora più difficile”.

“Siamo qui oggi riuniti – ha continuato Melilli – per decidere tutti insieme cosa vogliamo fare della nostra provincia, dobbiamo capire se vogliamo restare tutti uniti, magari costituendo un comitato, per contrastare l’ accorpamento con una provincia, quella di Viterbo, con la quale non abbiamo nulla in comune”.

Sono poi intervenuti alcuni sindaci: 
Trancassini (Leonessa): “Non si può amministrare in questo modo, siamo arrivati al paradosso che a settembre il Governo ci chiama e ci riduce i fondi promessi. Saremo costretti a mettere in atto, noi al posto di altri, la vera macelleria sociale. Non abbiamo nessuna voce in capitolo. La politica ha dimostrato tutti i propri limiti, una politica che si marca a uomo. In questo momento dobbiamo essere tutti uniti, oltre i nostri schieramenti, chiedo di indire una manifestazione tutti insieme”.

Gilardi (Comune di Stimigliano): “Se non ci sarà una forza unita, proveremo ad andare con la città metropolitana di Roma”.

Refrigeri ( Poggio Mirteto): “Il paese non può essere così come ce lo stanno presentando”.

Pirozzi (Amatrice): “Da un punto di vista politico e di convenienza sarebbe stato più opportuno se Amatrice fosse uscita dalla provincia reatina, una provincia sporadicamente presente sul territorio, ma questo è il momento dell’unione, le leggi si fanno, ma si possono cambiare, avrei accettato la totale soppressione di tutte  le province. Amatrice sta dentro la provincia di Rieti e la provincia deve essere unita!”.

Basilicata (Fara in Sabina): “Il quadro istituzionale è particolare, c’è un attacco evidente al sistema istituzionale del 1946. I comuni vengono costantemente costretti a rivedere le proprie funzioni in base ai continui tagli dei trasferimenti dello Stato.  Dobbiamo restare tutti uniti, la battaglia va fatta fino alla fine, dobbiamo difendere l’identità della nostra provincia”.

Toni (Contigliano): “Pensavo che ognuno sarebbe venuto qui a difendere il proprio comune, ma alla luce attuale dei fatti la prima cosa è mantenere unito il territorio. Anche Contigliano, seppur con un ordine del giorno approvato in consiglio comunale favorevole al passaggio in Umbria con la quale esistono affinità culturali e collegamenti già esistenti, resterà unita alla provincia reatina se si eviterà l’accorpamento con Viterbo, diversamente cercherà di passare con l’Umbria”.

Ermini (Cittaducale): “Tutti insieme ce la possiamo fare, se non vinciamo, i territori devono essere liberi di scegliere la cosa migliore per i propri cittadini, ho già convocato un’assemblea popolare”.

Dominici (Paganico Sabino): “Dobbiamo cercare di far rimanere unito il nostro territorio, dobbiamo avere degli obiettivi unici per tutti. Bisogna cercare di far rimanere unita la provincia, evitando questo folle accorpamento con Viterbo, se necessita utilizzare la strada della protesta, conviene essere accorpati all’area metropolitana di Roma”.

Al termine dell’assemblea, i sindaci tutti uniti contro l’accorpamento con Viterbo, per mantenere in vita la nostra storia e le nostre tradizioni. E’ stata rimandata alla prossima settimana la  costituzione del Comitato per la difesa della provincia reatina, formato da rappresentanti dei sindaci e dalle forze sociali e produttive del nostro territorio.

GERVASONI, FIM CISL: INACCETTABILE LA DECISIONE DEL GRUPPO SCHNEIDER

0
Inaccettabile la decisione del Gruppo di cessare tutte le attività e trasferire la produzione in altri impianti Si è tenuto oggi l’incontro dell’Osservatorio Congiunto del Gruppo Schneider con all’ordine del giorno la situazione produttiva e le prospettive industriali del sito di Rieti.

La Direzione aziendale ha annunciato durante l’incontro la decisione di procedere alla cessazione di tutte le attività e la conseguente chiusura dello stabilimento reatino che attualmente impiega 180 lavoratori. Per la FIM la decisione del gruppo Schneider è grave e inaccettabile, assolutamente prematura rispetto ai dati stessi forniti dall’azienda, che dimostrano, invece, come sarebbe possibile operare nella ricerca di attività aggiuntive per saturare la capacità produttiva del sito di Rieti

 La realtà è che il gruppo francese ha deciso di delocalizzare la produzione in altri siti del gruppo. Una scelta inaccettabile e in totale disprezzo delle procedure previste nel sistema di relazioni industriali presenti nel gruppo, sia sulla base degli accordi nazionali, che di quelli europei (C.A.E.) in particolare dell’accordo europeo sull’anticipazione al cambiamento. La delegazione sindacale composta dai rappresentanti di FIM, FIOM, UILM, ha deciso di sospendere l’incontro previsto per il 13 novembre sulla trattativa di gruppo per la contrattazione di 2° livello, e convocare nella stessa giornata una riunione di Coordinamento sindacale presso lo stabilimento di Rieti, con appuntamento alle ore 11 con l’obiettivo di definire le iniziative di mobilitazione da attuare in tutti gli stabilimenti del Gruppo Schneider. L’azienda deve tornare indietro su questa scelta e lavorare seriamente alla ricerca di soluzioni che garantiscano occupazione e lavoro per il sito reatino, la delocalizzazione non è la soluzione.

AZZARO, UILM : OGGI SCHNEIDER IERI ALCATEL I FRANCESI VANNO VIA DA RIETI

0
Azione di una gravità senza precedenti. Uno schiaffo al sindacato, ai lavoratori e al Governo. La multinazionale con una comunicazione alle segreterie nazionali nel corso di una riunione specifica sullo stabilimento reatino, ha annunciato la chiusura del sito.

Circa 170 dipendenti, e da diverso tempo scarico di nuove mission, a seguito delle continue delocalizzazioni. Un ulteriore picconata in un territorio che ha visto in pochi anni chiudere diverse aziende di spessore sia tecnologico che dimensionale. Adesso occorre che il Ministro del Dicastero dello Sviluppo Economico chieda conto alla Multinazionale Francese, sia della scelta che delle modalità.

In Italia la Schneider ha realtà produttive a Casavatore, Savona, Venaria (To) e Stezzano (Bg) Camerini Provinciale Uilm: La decisione di chiudere lo stabilimento di Rieti è una tragedia annunciata per un territorio che non ha difese e anticorpi sufficienti,e mi riferisco a una politica scialba e inconcludente sulle questioni del LAVORO nel Reatino. E queste non sono solo supposizioni sono fatti che non si possono smentire. Le multinazionali Francesi già è il secondo stabilimento che mettono in condizioni di chiusura, ieri lo stabilimento produttivo dell’Alcatel 200 lavoratori oggi Schneider 170 lavoratori. Quanto ancora dovremmo subire questa situazione di industrializzazione?.

IRRUZIONE DEI LAVORATORI SCHNEIDER ALL'ASSEMBLEA DEI SINDACI

0

Alle ore 17.20 i lavoratori della Schneider hanno fatto irruzione nella sala consiliare della Provincia di Rieti mentre era in corso l’assemblea dei sindaci per discutere sull’accorpamento delle province.

Accompagnati dai rappresentanti sindacali, i lavoratori  hanno interrotto l’assemblea, per chiedere sostegno ed aiuto alle istituzioni sulla situazione che dalla mattina alla sera li ha investiti in pieno, infatti, l’azienda produttrice di salvavita ed altri accessori per conto di grandi aziende come Enel, oggi nel primo pomeriggio ha comunicato l’intenzione di chiudere la sede di Rieti, con il conseguente licenziamento dei 180 dipendenti.

A parlare, ed esporre le criticità, un rappresentante delle RSU di Rieti: “la situazione è degenerata in pochissimo tempo, siamo stati convocati a Roma e ci hanno comunicato l’intenzione di chiudere l’azienda di Rieti. Abbiamo già fatto qualche giorno di cassa integrazione, ma al Ministero ci avevano assicurato che il sito sarebbe andato avanti. Vi chiediamo un impegno concreto, cerchiamo tutti insieme una soluzione. Martedì alle ore 11.00 tutte le RSU nazionali dell’azienda saranno davanti ai cancelli di Rieti per un’assemblea alla quale vi chiediamo di partecipare”.

E’ intervenuto il presidente della Provincia Melilli: "da stasera inizieremo a lavorare su questa situazione, per capire quali siano le mosse da fare tutti insieme, non mi era mai capitato che un’azienda dalla mattina alla sera mandasse tutti a casa".

A seguire ha preso la parola il sindaco Petrangeli: "Siamo a disposizione, la decisione dell’azienda è assurda nei metodi e nei modi, sto cercando di mettermi in contatto con i vertici nazionali per verificare se ci siano degli spiragli per salvare il sito di Rieti".