Silenzio in questi giorni di calura estiva dal comune di Rieti riguardo gli ex lavoratori andati a casa il 31 maggio scorso, nella vicinanza della scadenza c’era stata qualche presa di posizione da parte dell’esecutivo Petrangeli, per risolvere il caso dei precari con la collaborazione dei sindacati, molti titoli di giornale, Patti di Solidarietà, sembrava la soluzione a portata di mano, pubblicamente i sindacati erano propensi all’accordo con la collaborazione dei lavoratori in pianta stabile dell’ente; di giorni ne sono passati, nelle segrete stanze tutti i protagonisti si sono sfilati, distinguo dei vari sindacati, con la CGL vicina ma critica e rancorosa contro i precari, supposti parassiti targati politicamente, CISL potente sindacato in seno al comune, vicina con proposte inconsistenti, UIL vicina e silente in pubblico.
Il precario cosa deve pensare, che si deve aspettare in questa fase di silenzio dell’opinione pubblica, i giorni passano, l’interesse per questa drammatica situazione sta scemando. Tutti al mare? Il precario non è più appetibile, le elezioni sono passate, la nuova maggioranza ha tanti problemi sul tavolo, i lavoratori più sfortunati a casa.
Situazione invivibile per questa città, si deve capire e lavorare per una risoluzione praticabile, SOS alla Regione Lazio per condividere un nuovo progetto per i lavoratori, una delle forze istituzionali cui fare affidamento per concorrere a ridare compiutezza a giorni difficili per l’ex precario.
SILENZIO DAL COMUNE DI RIETI SUGLI EX PRECARI
COOP RISPARMIO 76, UGL: ATTENDIAMO UN INVITO DI COOP CENTRO ITALIA PER DISCUTERE LE PROPOSTE
Se non fosse per la gravità della situazione che coinvolge pesantemente 106 famiglie reatine, penserei che le dichiarazioni apparse in questi giorni sulla stampa locale, siano una di quelle barzellette da raccontare sotto gli ombrelloni durante l’estate, lo dichiara il Segretario Generale dell’UGL di Rieti, Marco Palmerini.
E’ ben noto a tutti che a oggi è aperto un tavolo di crisi per cercare di dare una soluzione tempestiva e soprattutto positiva alla vertenza, continua –Palmerini -, i temi affrontati dal tavolo non hanno escluso nessuna opportunità per il riavvio dell’attività dei punti vendita ex coop risparmio 76, chi afferma il contrario incluso i neo consiglieri comunali, se in buona fede non conosce quanto discusso altrimenti mente sapendo di mentire.
Strano che solo ora qualcuno esce allo scoperto e intenda proporsi come “salvatore della patria”, peccato che non lo fa nelle sedi giuste né con i mezzi idonei, prosegue Palmerini, il dott. Raggi della coop Centro Italia, se è davvero intenzionato al “salvataggio” poteva e doveva inviare una nota ai soggetti attori del tavolo di crisi, sono sicuro che sarebbe stata accolta con entusiasmo una seconda soluzione, esaminata la proposta di piano industriale e i tempi di realizzazione. A tal riguardo l’UGL ritiene che la riapertura dei punti vendita debba essere immediata, in questo momento lo zuccherificio come direbbe qualcuno non ci “azzecca nulla”. Dall’UGL attendiamo impazienti un invito ufficiale del dott. Raggi per discutere delle sue proposte, almeno che non intenda farlo solo con una parte del Sindacato.
Anche in merito alle dichiarazioni che definiscono “azzardata e temuta cessione” dell’azienda alla Evergreen, per conto dell’UGL, conclude Palmerini, preciso che questo sindacato non ha sottoscritto nessun tipo di accordo che prevede la rinuncia del Trattamento di Fine Rapporto e dell’ultima retribuzione. Ricordo a questi signori che non stiamo parlando di una partita di calcio, non possono improvvisarsi tutti allenatori, ma a garanzia di una trasparenza dovrebbero informarsi meglio in modo da non divulgare notizie fuorvianti a scapito dei lavoratori.
COOP RISPARMIO 76, DIPENDENTI, ARTIGIANI E ALLEVATORI: PERCHE' NON SIAMO PER COOP CENTRO ITALIA
Il comitato dipendenti, artigiani e allevatori costituitosi per accellerare la ripresa del lavoro nei spermercati Coop Risparmio 76, nei nostri laboratori artigianali, nelle nostre aziende agricole e allevamenti, ha deciso di intervenire in questo dibattito che da mesi è sulla stampa locale, al fine di far conoscere la nostra posizione in merito.
La vicenda Coop 76 che purtroppo si è conclusa con non poche conseguenze per i lavoratori, gli artigiani, gli allevatori e i soci prestatori è nella fase conclusiva in quanto Coop Evergreen ha il titolo giuridico per riavviare l’attività in fitto di ramo d’azienda e la promessa di acquisto dei rami d’azienda. Solo a conclusione di questo percorso abbiamo assistito al pronunciamento di Coop Centro Italia attraverso il suo presidente Giorgio Raggi.
Noi non siamo d’accordo alla proposta di Coop Centro Italia e spieghiamo perchè. I commissari liquidatori che si dice interverranno prossimamente, avranno necessità di tempo per decidere, nel frattempo i negozi rimarranno chiusi e le aziende ferme e in ogni caso perchè dovrebbero decidere per Coop Centro Italia? Si paventano condizioni precostituite? … se si, lo si dica, ma ricordiamo che questo è contro la legge di questo paese e contro la minima decenza.
L’economia reatina non ha bisogno di una catena di g.d.o. come le altre, e Coop Centro Italia lo è. Non farebbe transitare a Rieti nemmeno il denaro incassato come sempre ha fatto. La nostra economia ha bisogno di un sistema diverso, dove la g.d.o. si integra con un’altra economia, artigiani, allevatori, agricoltori, è l’unico sistema per far sopravvivere un territorio depresso economicamente, far emergere tante debolezze e farne una grande forza.
Coop Evergreen ha mostrato grande apertura a questo percorso, Coop Centro Italia ha parlato solo sulla stampa. Noi dipendenti dobbiamo percepire 2,5 stipendi, Coop Evergreen si è impegnata a pagarne uno alla riapertura dei punti vendita. Noi allevatori vantiamo crediti da Coop 76 e abbiamo le stalle piene di animali da macellare, Coop Evergreen alla riapertura dei punti vendita macellerà i nostri animali.
Noi artigiani vantiamo crediti e non abbiamo lavoro, dobbiamo licenziare i nostri dipendenti, se Coop Evergreen apre non dobbiamo più licenziare nessuno. E‘ palese a tutti che in questa vicenda si sono incrociate lotta politica e lotta per interessi, dobbiamo evitare che la lotta danneggi uomini, aziende e territori, che la questione venga trattata come una normale crisi aziendale.
Il consiglio di amministrazione attuale a nostro avviso ha svolto il suo ruolo, è entrato in una crisi, ha cercato le soluzioni, individuando un percorso, che ad oggi è l’unico possibile. Il presidente della Provincia ha fatto oltre quello che deve fare un amministratore a tempo, intervenire e promuovere soluzioni alla crisi, l’obiettivo e’ stato centrato. Siamo stanchi, noi vogliamo lavorare e Coop Evergreen è un’ottima soluzione, lo diciamo oggi, lo diremo martedì 19 nella manifestazione proclamata dai nostri comitati spontanei.
COOP RISPARMIO 76, CONSIGLIERE ANDREA SEBASTIANI: PERCHE' LA CHIUSURA VERSO COOP CENTRO ITALIA?
Corrisponde al vero di un diretto interessamento di Coop Centro Italia per rilevare l’azienda Coop ’76?
Se vero, quale pregiudizio si celerebbe dietro la chiusura netta, da parte della vecchia dirigenza di Coop. Risparmio ’76 (peraltro, ancora alla guida del CdA, senza avere il coraggio di dimettersi dopo i danni perpetrati a risparmiatori e dipendenti) all’ingresso di un colosso dell’industria alimentare come Coop Centro Italia, gestore di 69 negozi, tra supermercati e ipermercati, distribuiti in sei province del centro italia, e dietro l’ostinazione di cedere, invece, l’azienda con una parte dei dipendenti alla Cooperativa Evergreen, che, solo in occasione del subentro, inizierebbe a occuparsi di distribuzione in campo alimentare?
Quali le vere motivazioni che spingerebbero la Lega Coop, a non assumere una presa di posizione di fronte ai nuovi sviluppi che in queste ore interesserebbero decine di famiglie reatine?
Da neo eletto consigliere comunale ritengo doveroso rivolgere l’invito alla classe politica reatina e ai componenti del CdA di Coop Risparmio affinchè forniscano da subito risposte alla città.
Mi preme tuttavia fare alcune puntualizzazioni circa l’azzardata e temuta, a mio avviso, cessione d’azienda alla Coop Evergreen e mi permetto di farlo avendo seguito le vicende della Coop. Risparmio ’76 fin dal febbraio 2008.
La Cooperativa ha chiesto l’attivazione della procedura di messa in CIGS dei lavoratori occupati presso i vari punti vendita, causa un’importante contrazione delle vendite, che non permetteva più di onorare gli impegni assunti nei confronti dei fornitori e dei propri dipendenti. Ciò a causa di una cattiva gestione dell’attività imprenditoriale da parte del gruppo dirigente che, con la decisione di abbandonare il gruppo Conad e spostare il proprio baricentro verso Pam, ha determinato una contrazione delle vendite del 40% nell’ultimo biennio, a fronte di un fatturato, nei sei punti vendita, prima dell’attribuzione del marchio PAM, di ventiquattromilioni di euro.
La prospettata cessione aziendale si concretizzerebbe, secondo la proposta formulata dalla Coop. Evergreen, solo a fronte della rinuncia, da parte dei lavoratori, dell’ultima retribuzione e del Tfr, che – a questo punto – non saranno corrisposti né dalla cedente né dalla cessionaria.
Non solo, ma quella parte dei lavoratori che verrà riassunta dovrà accettare un nuovo inquadramento contrattuale, con mansioni, livello e qualifica diversi da quelli fino a oggi goduti, anche peggiorativi.
Ciò, in aperta violazione con la disciplina fondamentale stabilità dall’art.2112 c.c., la quale rappresenta un caposaldo della tutela del lavoratore, in ogni caso in cui si ha un cambio di “regia” nella gestione dell’azienda presso cui esso lavora. Norma di cui si è tanto parlato negli articoli apparsi sulla stampa locale negli ultimi giorni e che assicura al dipendente, in caso di trasferimento di azienda, il sacrosanto diritto a mantenere, presso il cessionario, lo stesso trattamento e inquadramento che aveva presso il cedente, nonché riconosce la solidarietà tra cedente e cessionario per tutti i crediti maturati dal lavoratore, nel periodo di lavoro prestato presso il primo.
Tale deroga – asserisce Evergreen con l’appoggio delle sigle sindacali – avverrebbe in applicazione dell’art.47 comma 5 della legge 29 dicembre 1990 n° 428.
Orbene, se è vero che tale norma consente la deroga all’art.2112 codice civile, è pur vero che detta deroga non può avvenire in modo indiscriminato e così “a cuor leggero” e – soprattutto – non è automatica, ma presuppone la sottoscrizione di specifiche convenzioni in tal senso..
In ogni caso, dietro la promessa della conservazione – ma solo parziale – dei livelli occupazionali preesistenti, i sindacati stanno perorando la bontà di un accordo che consisterebbe nel privare tutti gli ex dipendenti Coop 76 delle tutele fondamentali di legge e, soprattutto, della possibilità di soddisfare i propri crediti sull’unico patrimonio aziendale oggi esistente in capo a Coop 76 e che, dunque, oggi rappresentava unica garanzia di soddisfazione
Ma vi è di più: se Evergreen vorrebbe salvaguardare i livelli occupazionali, quale garanzia di prosecuzione dell’attività può dare una società cooperativa appena costituita, priva – o quasi – di capitale e di mezzi strumentali, tanto da esser preferita dai vertici politici reatini a un colosso come Coop Centro Italia?
A questo punto mi chiedo: a chi gioverebbe questo stato di cose? Se non ai lavoratori, a chi?
INAUGURATA LA MOSTRA "FRANCESCO IL SANTO"
LA "NOTTURNA DEI CERI" DOMINATA DA DI GREGORIO E FERRARA
È MORTO ALDO BERNARDINETTI DECÀNO DEI FOTOGRAFI
È INIZIATA "ETNICAMENTE"
CONTRAFFAZIONE OLIO, INTERVIENE L'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA DI FARA IN SABINA MARCO MARINANGELI
“Dopo la presunta la scoperta da parte dei NAS della contraffazione del prodotto principe della nostra terra, l’olio extravergine d’oliva, l’amministrazione si schiera a fianco di tutte quelle imprese ed aziende agricole che giornalmente lavorano nel pieno rispetto delle regole, producendo dei prodotti di eccellente qualità che sono sottoposti a rigidi controlli prima di essere immessi nel mercato. Basti ricordare che la prima delle certificazioni di denominazioni di origine protetta (DOP) è avvenuta proprio sul nostro territorio, a conferma della qualità superiore dell’olio della Sabina.
Pertanto il sottoscritto si impegnerà, di concerto con le associazioni di categoria ed alle aziende tutte, a mantenere quelle soglie di controllo che certificano l’eccellenza dei nostri prodotti, affinchè spiacevoli episodi non si verifichino nuovamente. Continueremo a sostenere e a potenziare ancora di più la promozione e la valorizzazione dei nostri prodotti tipici. Convinto che la vicenda della possibile contraffazione del nostro “oro” non abbia arrecato danni anche in minima parte all’ economia farense, sarà comunque nostra priorità non abbassare la guardia e proseguire sulle linee programmatiche concertate con gli enti preposti, specialmente visti gli ottimi risultati conseguiti in poco tempo”.
LA MASTERCLASS 2012 DELLA ECPC A RIETI IL 17 E 18 GIUGNO
Si tiene a Rieti presso la Sabina Universitas il 17 e 18 giugno la Masterclass 2012 della European Cancer Patient Coalition (ECPC), la Coalizione Europea dei Malati di Cancro.
Fondata nel 2003, è l’organizzazione ombrello che si propone di parlare con una sola ‘voce’ a nome dei malati di cancro europei, di essere il primo referente delle istituzioni europee in modo che si stabiliscano direttive comuni per tutti i paesi, per consentire a tutti i malati di cancro di ricevere lo stesso trattamento ovunque si trovino – un diritto ancora oggi, purtroppo, negato addirittura all’interno dello stesso paese.
La Coalizione si propone altresì di sostenere la ricerca scientifica nella lotta contro i tumori e anzi, di collaborare a stretto contatto con la comunità scientifica, proprio per far sì che la voce dei malati sia più forte e autorevole di fronte ai politici, e di assicurare la condivisione delle pratiche migliori messe in atto in tutti gli Stati Membri. Ad oggi, ECPC conta più di 300 iscritti provenienti da 44 paesi in rappresentanza di tutte le principali forme neoplastiche. Lo slogan di ECPC è “Nulla su noi, senza noi” e l’obiettivo principale è assicurare ai pazienti e alle organizzazioni che li rappresentano il massimo coinvolgimento in tutte le decisioni, i processi e i cambiamenti che li riguardano attraverso:
La Masterclass è un evento cui ECPC attribuisce un ruolo fondamentale per ribadire il proprio impegno volto ad assicurare che i bisogni dei malati di cancro siano condivisi da tutti gli Stati Membri e siano promossi e affrontati sollecitamente dal Parlamento e dalla Commissione Europea, come anche dai governi nazionali.
Due giornate che vedranno la partecipazione di tutti i soggetti interessati – rappresentanti della comunità medico-scientifica e delle istituzioni, ma soprattutto pazienti e rappresentanti di organizzazioni di pazienti – a livello nazionale e internazionale, con l’obiettivo di approfondire le tematiche che vanno dalle cure personalizzate alle malattie rare, dalla ricerca a iniziative legislative, affermando sempre la centralità sia dei malati sia delle organizzazioni che li rappresentano.
Durante il convegno saranno discussi anche i nuovi programmi di ECPC, con particolare riferimento al contenuto della dichiarazione politica scaturita dall’Incontro di Alto Livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili, al ruolo di ECPC nell’ambito dell’EPAAC, il Partenariato Europeo per la Lotta contro il Cancro, e al progetto RareCancerNet. Per informazioni: Claudia Di Loreto – 335 6569717 – info@claudiadiloreto.it

