Si è svolta a Rieti in località Vazia la prima tappa valida per il Campionato Italiano Bike Trial. L’a.s.d. Crescenzi Trial Bike ha curato un percorso di gara altamente tecnico e spettacolare dislocato in buona parte all’interno di un fossato (fino a pochi giorni prima una vera discarica!) e la restante all’interno del campo sportivo. Ostacoli naturali quindi e anche di tipo indoor su enormi gomme e bobine di legno. Percorso largamente apprezzato da tutti i partecipanti provenienti per la maggiore dal nord Italia.
Il giovane reatino Diego Crescenzi nonostante lo stato influenzale e il debutto nella nuova categoria Benjamin, si è permesso il lusso di concludere il primo giro di gara a "zero" penalità andando a vincere con un buon margine sul livornese Matteo Golfarini. Un altro ottimo inizio di stagione pertanto per la giovanissima promessa reatina.
Nella difficile categoria junior a vincere è stato l’ascolano Marco Nardinocchi tesserato con l’A.S.D. organizzatrice dell’evento riportando solo 16 penalità contro le 32 del secondo classificato Santini proveniente da Livorno. Nella massima categoria primo il pesarese Alessandro Allegretti già vincitore nella scorsa edizione reatina. Allegretti si è visto poche sere fa con la sua bici su RAI 1 nella trasmissione Red or Black con Frizzi e Cirilli. Prossima tappa il 7 aprile a Sondrio in alta Valtellina.
IL CAMPIONATO ITALIANO BIKE TRIAL DEBUTTA A RIETI. DIEGO CRESCENZI VINCITORE NELLA BENJAMIN
COMUNE, RIATTIVAZIONE UFFICIO UMA
Il Vice Sindaco, Emanuela Pariboni, ha confermato al Delegato del Direttore della Coldiretti di Rieti, Ivano Capannini, e al responsabile dell’ufficio tecnico della stessa organizzazione, Carlo Picchi, che l’Ufficio comunale UMA (Utenti Motori Agricoli) nei prossimi giorni evaderà tutte le pratiche arretrate. L’Amministrazione comunale, dopo un periodo di sospensione legato alla riorganizzazione dello stesso ufficio, si è attivata affinché l’UMA torni a funzionare già dalla giornata odierna con il rilascio delle autorizzazioni per l’assegnazione del gasolio agevolato destinato ai mezzi agricoli.
LA PASSIONE AL MONASTERO DELLE CLARISSE DI FARA
Il Centro Socio Culturale Polivalente, in collaborazione con l’Associazione Monte Acuziano di Prime Case ed il patrocinio della Città di Fara in Sabina, organizza
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GUARNERI COMMISSARIO LA DESTRA: I DANNI DEI PARCHI E DELLE OASI
Lo scopo principale di queste istituzioni non è quello di salvaguardare le specie pregiate ma quello di creare poltrone comode su cui sedersi La conseguenza è stata, ed era prevedibile, che le specie pregiate si sono quasi estinte e altre specie come gli ungulati si sono riprodotti in modo esponenziale.
Il problema principale del Parco dei Monti della Laga è proprio il suo perimetro fatto di vaste zone boscate all’interno delle quali i cinghiali si rifugiano e si riproducono indisturbati per poi uscire fuori e creare danni sia all’interno del parco che nelle zone circostanti.
In tempi non sospetti, circa 2 anni fa,
Altro grosso problema di cui si parla poco o niente sono i danni causati dalla fauna protetta (lupi) alla zootecnia e qui il problema è ancora più annoso visto che non sono specie cacciabili e quindi è ancora più complicato intervenire. Io credo che gli agricoltori, ormai giustamente esasperati, non vogliono più vedere vanificato il lavoro di un intero anno, e oltre al danno la beffa, le lungaggini burocratiche per il risarcimento dei danni negli anni precedenti. Lo stesso problema che affligge l’amatriciano si verifica anche nel leonessano con l’Oasi del Terminillo anche se nessuno ne parla.
Condivido pienamente le parole di Nesta ma il problema di questa provincia è che da troppo tempo si fanno tavole rotonde senza risoluzione dei problemi perché è sempre meno complicato non pestare piedi a qualcuno che assumersi le responsabilità di risolvere problemi veri….. speriamo che sia giunta l’ora che chi di dovere si impegni veramente prima che succeda qualcosa di irreparabile…… ma si sa questa è l’Italia… la stalla viene chiusa sempre dopo che sono usciti i buoi…….
LA REGIONE LAZIO NON PAGA E LA ROTATORIA DELL’OSPEDALE DE LELLIS NON SI FA
Sia per risolvere il problema dell’ingresso a raso (causa spesso di gravi incidenti) dell’Ospedale generale provinciale San Camillo De Lellis, lungo la via E. Greco, che per migliorare la viabilità nell’area industriale, il Consorzio ha predisposto un progetto di una rotatoria tra via E. Greco e Via L. Baroni che ha ottenuto, ai sensi della LR 60/78, un contributo finanziario dalla Regione Lazio.
L’opera è stata tempestivamente appaltata dal Consorzio Industriale ed i lavori, per un importo di Euro 383.283,91, sono stati affidati in data 04/05/2011. Il Comune di Rieti, che tra l’altro contribuisce seppur parzialmente con propri fondi all’opera, dopo qualche incomprensibile ritardo ha rilasciato il permesso di costruire in data 03/09/2012.
“E’ un comportamento inaccettabile per una istituzione pubblica – ha dichiarato il Presidente Ferroni – quello sinora tenuto dalla Regione. Si finanziano opere pubbliche e poi, per avere materialmente il relativo contributo finanziario, passano anni creando così danni sia all’ente appaltante che alle imprese aggiudicatarie e, talvolta, anche alla Regione stessa. E’ una situazione che deve finire e che soprattutto non può essere lasciata alla discrezionalità ed al disinteresse della burocrazia regionale. L’auspicio è che il nuovo governo regionale modifichi e presto questo andazzo, fermo restando che per la rotatoria dell’ospedale o arrivano i soldi stanziati nel 2009, oppure per senso di responsabilità, faremo scelte drastiche”.
IL CARTELLO IN VIA MAJORANA E' UN FALSO
Costini scrive al Sindaco, al Comandante della Municipale e all’Ass.all’Urbanistica evidenziando che lungo via Majorana è stato apposto un cartello di inizio lavori facente riferimento ad un permesso a costruire primo stralcio opere di urbanizzazione P.I. Campoloniano, rilasciato il 12.03.2012, che annuncia l’inizio lavori il 13.03.2013. Come è facile notare nessun lavoro è iniziato nell’area in oggetto, ma la legge Bucalossi (n. 10 del 1977), all’art.4 recita che “il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio al permesso a costruire”. Pertanto il permesso è da considerarsi decaduto e il cartello in oggetto rappresenta un falso e come tale deve essere sanzionato e rimosso.
CARITAS, DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE
La Caritas diocesana di Rieti, giovedì 11 aprile 2013 alle ore 10,00 all’Auditorium Varrone (via T. Varrone, 57), presenta il Dossier Statistico Immigrazione. Il dossier verrà distribuito ai partecipanti fino ad esaurimento scorte. Info: Caritas Diocesana Rieti – tel/fax 0746 253122 cell 339 7845192 e-mail rifugiaticaritas@libero.it
SICUREZZA SUL LAVORO, ENNESIMO INCIDENTE MORTALE
L’incidente mortale presso la cava di travertino di Poggio Moiano, dove oggi è morto, schiacciato da una lastra di marmo un operaio di 61 anni, che da 16 lavorava presso l’impianto di estrazione, riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Alla luce degli incidenti, degli infortuni e, purtroppo, dei numerosi episodi mortali che ogni anno siamo costretti a raccontare, viene senz’altro spontaneo dire che, in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro si fa ancora troppo poco, che ancora troppo è lasciato all’improvvisazione delle imprese, che i controlli sono insufficienti, inefficaci e spesso eccessivamente formali e poco sostanziali.
Dal canto loro le imprese che si sono adeguate alla normativa, lo hanno fatto in maniera scolastica e non nella convinzione che le procedure previste dal famoso decreto 81 se assimilate con una giusta presa di coscienza e con il giusto senso di responsabilità, possono concretamente salvare la propria vita, o quella di un collega di lavoro, o prevenire infortuni che a volte lasciano in eredità danni e menomazioni permanenti.
Ancora troppo spesso si è costretti a raccontare di operai edili precipitati da un ponteggio, o di operatori schiacciati dal mezzo che stavano manovrando, o di metalmeccanici che subiscono una menomazione a causa del mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza personale o dell’uso non corretto o non in sicurezza di un macchinario.
E’ pur vero che l’Inail, anticipando i dati consuntivi per l’anno 2012, prevede un calo del 9% degli infortuni (sono stati 726mila nel 2011) e degli stessi incidenti mortali che dovrebbero diminuire del 3%.Ma è ancora poco alla luce delle continue brutte notizie che arrivano da fabbriche e cantieri
Le denunce di infortunio pervenute all’Inail dovrebbero attestarsi a quota 654mila e gli incidenti mortali dovrebbero segnare il triste conto di 870 unità contro le 893 denunce del 2011. Ma non bisogna dimenticare che il dato va necessariamente letto alla luce della crisi economica che ha portato alla chiusura di molte attività, al fermo di molte imprese, soprattutto edili ed artigiane, al licenziamento di numerosi addetti ed all’aumento della disoccupazione e delle ore di cassa integrazione e mobilità..
L’Inail e le associazioni di rappresentanza delle imprese sono senza dubbio tra i soggetti che più si stanno adoperando per tentare di trasferire ad imprenditori e lavoratori la giusta consapevolezza e la corretta cultura della sicurezza. L’Inail, tra l’altro, già da due anni, ha attivato un bando che consente alle imprese di ricevere un sostengo finanziario ( pari al 50% a fondo perduto dell’investimento totale) finalizzato alla sostituzione dei macchinari e delle attrezzature presenti in azienda con delle nuove strumentazioni, migliori dal punto di vista della sicurezza.
Le associazioni di categoria, dal canto loro hanno provveduto ad organizzare seminari, convegni, corsi e provvedono ad adeguare le competenze di imprenditori e lavoratori e a formare le figure obbligatorie previste dalla normativa vigente.
Nonostante ciò, le imprese, almeno quelle che sono al corrente degli obblighi che la normativa impone, tendono a rinviare gli adempimenti. La crisi morde ogni giorno di più, e spesso, l’imprenditore, sbagliando, accetta di rischiare sulla propria pelle e su quella dei suoi collaboratori, perché impossibilitato ad investire risorse sufficienti in dispositivi di protezione o in nuovi macchinari, o perché una commessa è stata acquisita con un ribasso eccessivo e non ci sono abbastanza soldi per lavorare in sicurezza.
Spesso, anche nei confronti della formazione obbligatoria prevista dal decreto 81 l’approccio delle imprese è quello di dover assolvere ad un mero adempimento, una qualcosa di teorico del quale non si percepisce fino in fondo l’importanza e portato a termine esclusivamente per adeguarsi alla legge.
E anche in questo caso, come spesso accade, la formazione sembra concedere maggiori benefici a chi la eroga piuttosto che a chi la riceve.
I corsi per la formazione degli addetti alla sicurezza sui luoghi di lavoro, o di responsabile della sicurezza dei lavoratori, figure obbligatorie previste per le imprese con dipendenti, non riescono a trasmettere quella cultura della sicurezza della quale sarebbe necessario essere in possesso per poter invertire veramente la tendenza degli incidenti sui luoghi di lavoro.
Una cultura d’impresa che veda nella tutela degli imprenditori e dei dipendenti non solo la salvaguardia della loro salute e della loro sicurezza ma anche, ad esempio, un miglioramento dell’organizzazione aziendale, dei processi produttivi o una riduzione dei costi di produzione, contribuirebbe senza dubbio a creare imprese più competitive.
Redigere un piano di valutazione rischi e comprenderlo fino in fondo ad esempio, significherebbe non solo per il datore di lavoro percepire la totalità dei possibili infortuni che si potrebbero presentare nella propria azienda o in un cantiere, ma contribuirebbe a gestire i processi produttivi con una organizzazione delle risorse umane e dei processi sicuramente più efficienti ed efficaci.
La sicurezza sul lavoro deve necessariamente diventare la cornice all’interno della quale si armonizzano tutti i fattori produttivi.
Le istituzioni e le organizzazioni di rappresentanza dovranno lavorare, velocemente e concretamente, affinché si arrivi ad una regolamentazione globale del dumping produttivo, ad una armonizzazione, almeno a livello europeo, dei pesi relativi ai costi accessori del lavoro (previdenziali ed assicurativi), ad una defiscalizzazione degli interventi migliorativi della sicurezza dei luoghi di lavoro. Ciò affinché le nostre imprese possano tornare competitive e si possa guardare alla sicurezza come un fattore necessario e non come un gravoso adempimento.
SETTIMANA SANTA ALLA CATTEDRALE
Mercoledì 27 marzo alle ore 17.00, nella Cattedrale di Rieti, Mons. Delio Lucarelli, presiederà la Messa Stazionale del Crisma, durante la quale saranno benedetti gli Olii Santi: dei Catecumeni, per l’unzione durante i battesimi, degli Infermi, per l’Unzione dei Malati, e del Crisma – da cui il nome della celebrazione unica nell’anno – per l’unzione dei battezzati, dei cresimandi, e anche dei preti e dei vescovi, rispettivamente sulle mani e sul capo, nel giorno della loro consacrazione. Questo Olio verrà usato anche per l’unzione delle pareti delle nuove chiese e degli altari.
Gli Olii saranno presentati da alcuni genitori che chiedono il battesimo per i loro figli (Catecumeni); da alcuni giovani che riceveranno la Cresima (Crisma, olio d’oliva misto a balsamo) e dagli allievi infermieri quello degli Infermi.Durante la complessa e suggestiva cerimonia i sacerdoti rinnoveranno le promesse sacerdotali che hanno emesso il giorno della loro ordinazione; tra le altre domande il Vescovo chiederà loro se intendono rinnovare la promessa di “fedele rispetto e obbedienza” a lui e ai suoi successori.
Giovedì, alle ore 18, Mons. Vescovo presiederà la Messa dell’Ultima Cena, nella quale si rivive l’istituzione del comandamento dell’amore che Gesù rese visibile attraverso al lavanda dei piedi, l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio.
Durante il canto del Gloria si suoneranno le campane e gli strumenti musicali che poi non suoneranno più fino al Gloria della Veglia Pasquale. Al termine del Rito il Pane Eucaristico sarà recato in processione nella Cappella del Crocifisso, al cosiddetto altare della Reposizione, per l’adorazione nella mattinata del venerdì e per la Comunione durante la liturgia della Passione del venerdì Santo.
Venerdì, sempre alle 18, il Presule reatino presiederà la Liturgia della Passione, durante la quale si leggerà la Passione di Gesù secondo Giovanni e si svolgerà il rito della ostensione e della adorazione della Croce; la celebrazione si concluderà con la Comunione Eucaristica, visto che in questo giorno e nella giornata di sabato sono vietate le Messe. È curioso notare che il Cerimoniale dei vescovi prevede che durante questo rito il vescovo non indossi né l’anello del pescatore, né la croce pettorale, né rechi il bastone pastorale, a indicare l’assenza del Maestro. I vescovi possono indossare la mitra bianca semplice in segno di lutto e che si usa per le esequie e i tempi di penitenza.
Sabato, a partire dalle 23, inizierà la Veglia Pasquale, con la benedizione del fuoco nuovo, l’accensione del cero pasquale, che resterà acceso fino a Pentecoste, e dunque il lucernario durante il quale la luce del cero e dei piccoli ceri portati dai fedeli illumineranno la Cattedrale buia: è la luce del Risorto che squarcia le tenebre della notte e del peccato. Seguirà il canto dell’Exultet, l’antico inno attribuito a sant’Agostino che canta questa notte, la lettura dei testi dell’antico e del nuovo testamento che hanno preparato e che narrano la risurrezione di Gesù. Vi sarà anche la benedizione dell’acqua battesimale e la celebrazione eucaristica.
Nelle giornate del triduo, cioè giovedì, venerdì e sabato sono proibite le Messe funebri: nel caso di esequie queste si terranno durante la liturgia della Parola, senza la consacrazione delle specie eucaristiche. Il giorno di Pasqua Mons. Lucarelli presiederà la Messa del Giorno alle ore 11, che inizierà con la aspersione dell’acqua benedetta nella Veglia. Durante questi riti, che non rappresentano ma ripresentano il mistero di Cristo crocifisso e risuscitato, i fedeli riscoprono la radice della loro fede e la loro più intima identità.
ARRESTATO DAI CARABINIERI PER STALKING
I carabinieri del comando stazione di Passo Corese, intervenuti a seguito di richiesta d’intervento al numero d’emergenza 112 per una lite, hanno arrestato, con l’accusa di stalking, M.Paolo, 38enne di Fiano romano.
Secondo quanto denunciato dalla ex convivente, una coetanea del luogo, da diverso tempo l’arrestato stava commettendo reiterati atti persecutori, nei suoi confronti consistenti in minacce e violenze, tali da ingenerarle un grave stato d’ansia e determinarne un cambiamento nelle abitudini di vita.
L’uomo e’ stato tradotto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, a disposizione dell’autorita’ giudiziaria, in attesa del giudizio per rito direttissimo.

