ACCORPAMENTO PROVINCE, MELILLI CHIARISCE

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A seguito della lettera inviata dalla consigliera Nobili, all’ex Presidente della provincia di Rieti, nella quale lo invita a ritirare le dimissioni e guidare da Presidente in carica questo cambiamento epocale per il nostro territorio, Fabio Melilli risponde:

"Sono venuto a conoscenza della lettera aperta che mi ha inviato la Consigliera regionale Nobili. Confesso un pò di stupore nel leggere proprio da chi, nelle numerose e note iniziative istituzionali organizzate sul nostro territorio ha pervicacemente ignorato il Presidente della Provincia, un riconoscimento così generoso nei confronti della mia leadership. Non voglio però sottrarmi alla questione che la consigliera ha posto".

"Mi si chiede – continua Melilli – di ritirare le dimissioni e guidare un processo difficile e complesso per la nostra provincia. A questo proposito credo sia bene comprendere le vicende politiche che si dipanano confusamente in questi giorni. Per assumere decisioni politiche rilevanti e decisive è sempre necessario avere esatta conoscenza di ciò che sta accadendo, in questo caso all’interno del governo e nelle riflessioni delle forze politiche, alzando lo sguardo oltre le mura dei nostri paesi così da cogliere le opportunità che ci vengono date, evitando di trasformare una questione serissima in un tifo da stadio per questo o quell’amministratore o ancor peggio fughe in avanti che rischiano di produrre la disgregazione del nostro territorio, condannandolo alla definitiva marginalità". 

"Proviamo allora a fare il punto. A nessuno – afferma Melilli – penso sia sfuggito il richiamo autorevolissimo del Presidente della Repubblica ad accelerare in tema di riordino delle Province e le ripetute dichiarazioni del Ministro Patroni Griffi sulla opportunità che esse vengano commissariate al più presto ed indette le elezioni per scegliere il nuovo presidente e i nuovi consiglieri provinciali. Il governo in sintesi, temendo che il prossimo Parlamento possa dilazionare i termini, intende chiudere la partita in poche settimane. Abbiamo per questo chiesto ai Ministri Cancellieri e Patroni Griffi un incontro che si terrà ragionevolmente i primi giorni della prossima settimana perchè dicano con chiarezza il percorso che vogliono porre in essere. Come è noto il 24 ottobre scade il termine entro il quale le regioni debbono inviare al governo i loro pareri sul riordino".

"Il governo – continua il Presidente della Provincia di Rieti – intende emanare rapidamente il decreto di accorpamento delle province e la fissazione della data delle elezioni. Se questo avverrà la provincia di Rieti non esisterà più già alla fine della prossima settimana o al massimo entro i primi giorni di novembre. Abbiamo chiesto ai Ministri di farci conoscere le modalità con cui le stesse verranno governate per qualche mese e sembra ci si avvii ad un commissariamento che porterà, gestendo l’ordinaria amministrazione, le province alle elezioni. I nuovi consigli provinciali gestiranno gli atti amministrativi da compiere perchè la fusione sia effettiva. Se sarà così la consigliera Nobili comprenderà che il suo appello non ha alcun senso politico. Se il governo invece, come chiediamo da tempo, lascerà in carica le amministrazioni e darà loro il compito di procedere al riordino sono pronto a fare la mia parte restando al mio posto in difesa delle nostre ragioni, sempre naturalmente che i sindaci e le forze sociali lo ritengano utile. Saranno i sindaci infatti ad essere protagonisti della prossima provincia".

"Credo – conclude Melilli – di aver dato prova nel passato di anteporre gli interessi della collettività ai miei personali e non esiterei un minuto di più a fare la stessa cosa. Non accetto però che si strumentalizzi questa vicenda magari perchè si avvicina il tempo delle elezioni. È una questione troppo seria, come ci hanno giustamente ricordato i sindacati, per essere gestita con superficialità o ancor peggio da dilettanti".

DENTRO LA COSTITUZIONE LA CHIAVE PER SALVARE LA NOSTRA PROVINCIA

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Il Movimento Civico Mettici del Tuo, nella serata di venerdi, ha incontrato per approfondire il tema del riordino delle province all’interno del cosiddetto decreto "spending review" il sindaco Simone Petrangeli, che con alcuni esperti in materia legislativa e della pubblica amministrazione, ha analizzato in profondità tutti gli aspetti normativi sottolineando tutte quelle lacune e le criticità che non rendono tale provvedimento realmente efficace.

L’intero fondamento del decreto infatti cozza clamorosamente con l’articolo 133 della Costituzione che recita "il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove province nell’ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con Sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni".

Risulta, pertanto, evidente che l’iter amministrativo seguito, anzi imposto, dal Governo centrale non ha in alcun modo tenuto conto del legittimo ruolo dei Comuni interessati a questo stravolgimento sia territoriale che socio-economico. Tale ruolo garantito, come detto, dalla Costituzione si realizza pienamente nella facoltà delle popolazioni nell’autodeterminarsi, pilastro su cui poggia la nostra democrazia, e nella relativa scelta di mutamento delle "circoscrizioni provinciali". E’ per questo motivo che tutti gli strumenti sinora suggeriti e messi in atto su scala nazionale dal Governo Monti come ad esempio l’attribuzione di funzioni improprie ai Consigli delle Autonomie Locali (CAL) risultano essere inadeguati e non rispondenti al dettato costituzionale. Cosi come, per il nostro Movimento civico, risulta inadeguata nella proposta di riordino, l’accorpamento con l’area di Viterbo.

"Paradossalmente – continuano dal comitato – il vuoto istituzionale, ancora maggiore considerando la caduta della Giunta del Lazio, è divenuta però la condizione eccezionale, insperata, forse disperata, con cui giungere sino alle prossime scadenze elettorali. Il rinnovo di Camera e Senato, e nel nostro territorio anche del governo regionale, può far sperare che non si parlerà più delle province poichè il nuovo governo, POLITICO, non avrà più la forza per cavalcare l’iter proposto. Dobbiamo lottare per questo risultato. Avremmo preferito in questo incerto scenario non leggere delle dimissioni del presidente Melilli, che fatte salve le sue legittime aspirazioni politiche, ci hanno di fatto lasciato senza la sentinella rappresentativa del territorio, destinando la nostra provincia ad una sorte che appare ormai segnata".

"In questo vuoto – concludono da Mettici del tuo – è necessaria che si erga la voce autorevole del sindaco della città capoluogo che deve divenire il reale capo fila del comitato di tutti i sindaci della provincia. Un comitato non solo politico ma, anche, necessariamente, costituito da tutte le anime che compongono la vita pubblica: il sindacato sia confederale che autonomo, le associazioni di tutti i settori, anche e soprattutto imprenditoriali, l’area no profit oltre le direzioni degli uffici pubblici. Il Consiglio Comunale straordinario convocato per il 23 ottobre al teatro Flavio Vespasiano diviene il momento fondamentale per delineare il percorso da condividere insieme a tutti i cittadini nella definizione di un MANIFESTO DI SALVEZZA DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI RIETI".

FC RIETI, VIRTUS 4 STRADE: SORPRESI DALLE DICHIARAZIONI DI MACCIONI

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I Rieti calcio in riferimento alla lettera ed alle dichiarazioni rilasciate dal Signor Francesco Maccioni Padre di Samuele, tiene a precisare alcune cose:
1) Il FC Rieti, in accordo con la Polisportiva Virtus 4 Strade, si sono limitate legittimamente e doverosamente, trattandosi di un loro ex tesserato, a segnalare l’approdo di un calciatore reatino nelle Giovanili di una società professionistica di serie A. Sorprende quindi non poco il rammarico del Signor Maccioni per l’attestazione di stima ricevuta dal figlio da parte delle società che lo hanno fatto crescere tecnicamente.

2) Sorprende ancor di più la singolarità da parte di Francesco Maccioni nel ringraziare un club, lo Sporting Rieti, che, nato nell’appena scorso mese di Settembre 2012, non risulta, per una evidente ragione di logica temporale, avere alcuna voce in capitolo sulla crescita tecnica del giovane calciatore. Il signor Maccioni è libero di rivolgere la propria gratitudine a chi vuole, ma la realtà dei fatti non cambia: Fc Rieti e Virtus Quattro Strade sono state le società (non esistono singole persone proprietarie!), in cui è cresciuto tecnicamente il giovane calciatore Maccioni.

3) Senza alcun pregio giuridico poi la violazione della legge sulla privacy invocata da parte del Signor Maccioni. Tutti gli organi di informazione comunicano quotidianamente, senza alcun problema, trasferimenti e trattative riguardanti giocatori che non abbiano raggiunto la maggiore età; così come ogni domenica pubblicano tabellini delle varie partite dei campionati giovanili;.

4) FC Rieti e Virtus Quattro Strade ritengono, fermamente, che il calcio, a livello giovanile, debba essere innanzitutto un elemento di aggregazione e di socialità. Lo spirito giusto è questo. I percorsi di crescita tecnica ovviamente possono essere i più diversi ed è quindi logico che vada considerato un motivo di soddisfazione quando un ragazzo mostri le doti per raggiungere la prima squadra del proprio club ed ancor di più qualora, come nel caso di Maccioni, venga richiesto da società professionistiche.

5) Da ultimo una doverosa precisazione in quanto non risponde al vero quanto dichiarato da Maccioni in ordine ad una sua non conoscenza del presidente del F.C.Rieti Calcio Riccardo Curci. Il presidente del Rieti ha ricevuto nel luogo dove a Rieti svolge la propria attività commerciale per ben tre volte, verso la fine del mese di agosto 2012, il Signor Maccioni proprio per parlare della situazione del figlio Samuele. Quanto dichiarato da Maccioni ha leso senza alcun dubbio la immagine professionale del Presidente del F.C Rieti che ha già conferito mandato ai propri legali di fiducia di valutare le eventuali azioni giudiziarie del caso.

CICCHETTI RISPONDE ALLA NOTA DEI RADICALI

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Non sono onorevole perché non c’è norma che possa sostenere l’ambizione dei consiglieri regionali a fregiarsi di tale titolo. Sono, semmai, generoso e lo sono con tutti quelli disposti ad esserlo con me, in nome del sacrosanto principio della reciprocità.

I radicali “dimenticano” che nella seduta del 13 Dicembre 2010, sfidando la mia maggioranza, mi sono decisamente schierato contro l’istituzione di quattro commissioni speciali? Non vedo perché dovrei “ricordarmi” della loro assenza dalla penosa sfilata delle opposizioni sotto le finestre della Giunta!

E’ vero, nel merito delle vicende di questi giorni, che i radicali sono stati tenuti fuori da tutti i consessi del consiglio regionale. E’ pur vero che anch’io sono nella stessa condizione per mia libera scelta :  ciò aggiunge al mio atteggiamento il valore, moralmente emblematico, della rinuncia.

La determinazione di superdotate  economicamente i gruppi consiliari è stata presa, però, dai capigruppo e non da altri organismi, come il Consiglio di Presidenza, che si è limitato a dare seguito ad una volontà politica assumendo, peraltro, l’intera responsabilità giuridica degli atti posti in essere. E alle riunioni dei capigruppo non è credibile non abbiano preso parte anche i radicali!

Decisioni di quel genere fioriscono solo se c’è l’unanimità dei rappresentanti di tutti i gruppi presenti in Consiglio: basta che uno o due soggetti manifestino contrarietà perché il progetto vada all’aria. Era già accaduto che, io per AN e Peduzzi per Rifondazione, sabotassimo per ben tre volte nella scorsa legislatura l’ipotesi di aumentare lo stipendio ai Consiglieri!

D’altronde l’utilizzo che i radicali, nel bilancio messo in rete, hanno dichiarato di aver fatto di quei fondi (Congressi radicali di Roma e Chianciano) pone anche loro al livello di tutti gli altri che li hanno presi ma non li hanno sfruttati per beneficio personale.

FINISCE A REBIBBIA UNA SPACCIATRICE REATINA

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Personale della Squadra Mobile, nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, ha arrestato la reatina F.M., del 1986, per il reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel pomeriggio di ieri, infatti, le pattuglie della Squadra Volante, durante un controllo, effettuato insieme agli investigatori della Squadra Mobile, hanno fermato, in pieno centro cittadino, una autovettura condotta da una giovane donna.

Durante il controllo la ragazza si è mostrata particolarmente nervosa e gli agenti, procedendo ad una sommaria perquisizione, l’hanno trovata in possesso di un sacchetto contenente oltre 100 grammi di marijuana, occultato all’interno dell’autovettura.

La successiva perquisizione domiciliare effettuata, ha permesso di rinvenire materiale ed attrezzature per il confezionamento delle dosi. La spacciatrice è stato, pertanto, arrestata ed associata presso la Casa Circondariale di Roma – Rebibbia Femminile a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

ANTICIPAZIONI CREDITI PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI LOCALI

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Al via, come sempre in ritardo, la procedura per l’anticipazione dei crediti vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni locali; siglati il 22 Maggio scorso i Decreti Ministeriali per l’avvio della procedura di smobilizzo e l’istituzione di un fondo di garanzia con lo stanziamento iniziale di 10 mld di Euro da parte del governo; siglato il protocollo con ABI (Associazione Bancaria Italiana) il 30 Maggio da parte delle Associazioni di categoria  successivamente integrato in data 23 Luglio.

In questa fase recessiva, in presenza di un significativo inasprimento delle condizioni di accesso al credito, sembra significativa la misura governativa avviata quale interessante  opportunità per tutte quelle realtà economiche che, vantando crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni in generale ed a maggior ragione per quelle locali, soffrono oggi una evidente crisi di liquidità e un costante e snervante confronto con il sistema bancario sempre meno disposto all’anticipazione dei crediti e/o comunque rigido nella tempistica nei rientri  causando,come ovvio, difficoltà nella gestione operativa dei rapporti bancari necessariamente intrattenuti dai diversi soggetti economici.

Attraverso la certificazione dei crediti da parte delle Amministrazioni debitrici viene determinata la certezza e l’esigibilità del credito e, in alcuni casi, anche determinata la scadenza tanto da consentire al creditore di poter negoziare più agevolmente con gli istituti di credito l’anticipazione  almeno in ragione del 70%; a seguito della certificazione del credito è definita anche la procedura per eventuali compensazioni (crediti e debiti) sempre nei confronti dello stesso Ente prevista anche per quei casi in cui siano stati emessi provvedimenti di pagamento (cartelle).

Unitamente all’invito ad avviare le procedure accennate da parte dei creditori , si ritiene doveroso sensibilizzare anche le P.A. Locali interessate sicuramente e soprattutto attente alle necessità del tessuto economico territoriale ma sempre più strette e stritolate dai vincoli normativi legati alla tenuta economico finanziaria dell’Ente che amministrano.

Il nodo forse più problematico appare quello del rapporto con il mondo del credito che, se pur in presenza di un protocollo ABI, se pur in presenza di un fondo di garanzia istituito e direttamente gestito dagli Istituti Bancari aderenti all’iniziativa , non appare significativamente predisposto all’adattamento dei propri metri valutativi di rischio di credito spostando, come nello spirito della normativa, le garanzie del rischio dal solo soggetto richiedente anche e soprattutto  al soggetto debitore.

Facendo tesoro di quanto avviato in altre  realtà locali, sarebbe necessario aprire un confronto al fine di predisporre un protocollo territoriale per concordare un’operatività più snella e più efficace  in risposta alle esigenze pressanti e tempisticamente sempre più stringenti del mondo produttivo e quelle di una normativa bancaria sempre più rigida; proprio in questa fase e su questi temi si ritiene opportuno e doveroso un intervento deciso da parte delle Istituzioni locali. 

La CLAAI Rieti è a disposizione per offrire ogni informazione in merito e/o consultando il sito www claairieti.it, facendosi  altresì promotore di un auspicato e necessario tavolo di concertazione.

SEL: PERCORSI CONDIVISI PER SALVARE LA NOSTRA PROVINCIA

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Il decreto taglia province che, salvo diverso pronunciamento della Consulta, declasserà Rieti a semplice comune del Lazio, dovrebbe sollecitare le istituzioni, le forze politiche, sindacali e produttive, a ricercare strategie e percorsi condivisi, il più possibile unitari.

Alla situazione già difficile del nostro territorio, soprattutto dal punto di vista occupazionale, non possono certo giovare né frammentazioni, né spinte centrifughe di singoli Comuni alla ricerca di soluzioni parziali.

Riteniamo che il complesso processo di riorganizzazione del territorio vada gestito unendo energie e risorse di tutti i soggetti interessati e in accordo con il Comune capoluogo che, dopo le annunciate dimissioni del presidente della Provincia, appare come il più indicato referente istituzionale.

Ci auguriamo che il consiglio comunale straordinario che si terrà martedì 23 ottobre alle ore 15 presso il Teatro Flavio Vespasiano, ed aperto alla cittadinanza tutta, possa confermare quanto da noi auspicato.

CONSIGLIERI DI MINORANZA: MARTEDI AL TEATRO ALTRA LEZIONE DI CULTURA DELL'OVVIETA'

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E’ giunta in redazione una comunicazione a firma di PDL, Lista civica Rieti che Sviluppa, Lista civica Città Nuove, Gruppo Misto, che integralmente pubblichiamo.

Martedì 23 ottobre alle ore 15.00 andrà in scena al Teatro Flavio Vespasiano l’opera buffa dal titolo “Teorie e tecniche della chiusura del recinto dopo che i buoi sono scappati”, alla presenza di tutte le comparse locali sotto la preziosa regia del Sindaco Petrangeli.

Una vera e propria farsa quella che andremo a vivere tutti insieme nel prestigioso teatro reatino dove solo un’acustica riconosciuta a livello mondiale potrà dare un tono di credibilità a chi evidentemente non ne ha. E questo è sotto gli occhi di tutti coloro che conservano ancora la dignità di voler leggere la realtà che ci circonda senza infingimenti di sorta.

E a proposito dello scioglimento della Provincia di Rieti la realtà dice che dopo un ordine del giorno mai discusso, nonostante le sacrosante e condivise rivendicazioni di un consigliere di maggioranza, si continua a vivacchiare con slogan e percorsi populisti fondamentalmente privi di qualsiasi capacità di rappresentanza dovuta ad una sempre più palese inadeguatezza nel ruolo.

Ed i Sindaci della Provincia non hanno potuto far altro che rivolgersi a quella rappresentanza politica, che nonostante oggi venga meno sullo scenario territoriale, ha maturato sul campo una leadership che non può che essergli riconosciuta. I buoi scappano ed il fattore improvvisato pensa che continuando a sopravvivere, grazie anche ad una comunicazione quasi del tutto asservita, possa altresì continuare a coltivare l’illusione di una qualsivoglia azione di governo.

Petrangeli, ancora Sindaco di un capoluogo di Provincia, avrebbe dovuto fare di più (e considerando che al riguardo nulla è stato fatto, anche un sussulto avrebbe garantito la differenza), chiamando PER TEMPO a raccolta i Sindaci del nostro territorio per costruire un percorso idoneo quantomeno a governare un processo che altrimenti ci vedrà burattini nelle mani di altri burattinai.

“Mettici del tuo” è lo slogan con il quale Petrangeli ha vinto le elezioni. Dopo cinque mesi di governo della città si è finalmente compreso il significato di questo slogan: mettici del tuo perché lui, una volta Sindaco, non ci avrebbe messo assolutamente niente! Solo tanto, organizzato, fumo mediatico. Per le azioni concrete e le risposte c’è sempre tempo, come giustamente da settimane fa notare il popolo di facebook che pure lo ha sostenuto condividendo il libro dei sogni, ovvero il suo programma elettorale. Martedì a teatro noi ci saremo per assicurarci, gratuitamente, un’altra grande lezione di cultura dell’ovvietà.

MICHELE NICOLAI: SOSTENERE IL COMITATO DEI SINDACI

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Esagerate polemiche di queste ore, in riferimento al dibaditto in vista dell’imminente decreto di riordino delle Province, non aiutano il confronto ma soprattutto provocano disagio e insofferenza fra i cittadini.

Da mesi si discute dell’argomento, ben tre consigli provinciali se ne sono interessati purtroppo nella quasi totale indifferenza tranne un fronte di idee sviluppatosi sul web.lunedi scorso durante una conferenza dei sindaci,convocati per discutere di problemi inerenti all’ATO, e’ stata formulata la proposta di creare un comitato dei sindaci con la partecipazione attiva del presidente Mellilli; anche in funzione del suo ruolo di presidente del CAL.

Come PDL siamo stati coinvolti in prima battuta i Sindaci del partito dei comuni confinanti con altre Province e Regioni. Credo che l’ iniziativa meriti di essere sostenuta ed è fondamentale in questa fase il ruolo del Comune di Rieti e del suo Sindaco oltre che delle organizzazioni sindacali e di tutti gli attori della vita sociale della nostra Provincia.

FARA, MANIFESTI ABUSIVI CONTRO IL SINDACO

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A seguito dell’affissione abusiva di alcuni manifesti contro il sindaco di Fara Sabina Basilicata, avvenuta la notte del 7 ottobre, i carabinieri hanno individuato l’esecutore materiale dell’affissione, il 60enne C.C. residente a Fara Sabina, che e’ stato quindi sanzionato per violazione dell’art. 23 del c.d.s. ed intimato a rimuovere i manifesti.