Sarà in primo luogo possibile visitare la struttura dell’Archivio con i diversi reparti, i depositi, i vari laboratori e la mostra sulle acque con i documenti originali di importanti architetti rinascimentali come Antonio da Sangallo, Carlo Maderno e Giovanni Fontana.
Sarà anche l’occasione per visitare il laboratorio di cartotecnica, legatoria e restauro dell’Archivio di Stato di Rieti, una vera e propria eccellenza a livello nazionale. L’istituto reatino è di fatto il fornitore ufficiale di tutti i 130 istituti archivistici italiani e di numerosi altri enti pubblici come la Camera dei Deputati, il Senato, il Maxxi, la Banca d’Italia ecc.
Negli ultimi anni sono stati realizzati oltre un milione di contenitori d’archivio. Una lavorazione artigianale realizzata con materiali particolari, destinati alla lunga conservazione dei documenti. Una attività che non ha costi, se non quelli della materia prima, ma, al contrario, costituisce un risparmio misurabile in milioni di euro per la pubblica amministrazione.
Alle 14,30 si assisterà ad una presenza del Teatro Potlach sul tema “La memoria delle carte”, appositamente realizzato per questa giornata all’interno della stessa struttura dell’Archivio di Stato e inserito nel contesto della rassegna internazionale di teatro in corso a Fara Sabina.
Nel 1974 insieme agli altri istituti archivistici lasciò il Ministero dell’Interno per contribuire ad istituire il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.
Oggi l’Archivio di Stato è una struttura viva che riesce ad offrire servizi ai cittadini per 11 ore continuative al giorno, e con una offerta culturale corposa per quantità e qualità grazie anche alle numerose collaborazioni organiche stabilite in questi anni con numerose università e istituti di ricerca italiani. Proprio in questo periodo è in pieno lo svolgimento la lunga iniziativa sulle acque che partita proprio dall’Istituto reatino il 3 maggio andrà avanti fino al 27 settembre investendo numerosi centri umbri e sabini.
Questa del sessantesimo vuole essere una manifestazione – ha dichiarato il direttore Roberto Lorenzetti- per testimoniare la presenza di una realtà viva in questa città che da occupazione ad oltre 33 persone.
Tutto materiale prezioso – conclude il direttore Lorenzetti – che rappresenta sia la memori storica del nostro territorio, ma anche la certezza giuridica per ogni tipo di atto che i cittadini stipulano con lo stato o tramite di questo, sia esso un atto notarile, cosi come una sentenza penale o civile o una condizione catastale.
Insomma l’Archivio di Stato si presenta come un ente attivo capace di erogare servizi e offerta culturale in modo significativo e che, malgrado le innegabili difficoltà economiche, intende proseguire la sua strada ponendosi come soggetto propositivo capace di una propria elaborazione progettuale ma anche di saper tessere una rete di relazioni importanti con gli enti locali che operano sul territorio ma anche con altri istituti di livello nazionale.


