CONAPO: VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI? FABBRICA DI PRECARI

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Non si è fatta attendere la risposta del Co.Na.Po. al Sindaco di Magliano Sabino, dove in questo periodo, sono sempre più insistenti notizie non ufficiali su un presunto accordo fra il comandante dei vigili del fuoco di Rieti e il locale primo cittadino, confermato peraltro dagli organi di informazione, teso ad istituire un distaccamento dei vigili del fuoco volontari a Campana.

Sull’argomento scende in campo il Conapo – sindacato autonomo dei vigili del fuoco – di Rieti, nella persona del segretario provinciale, Andrea Faraglia, che ha indirizzato a sua volta una lettera al primo cittadino di Magliano Sabino – che di seguito riportiamo in integralmente – spiegando perché non sarebbe una buona idea.

Egr. Sig. Sindaco,

Le scrivo in qualità di Segretario Provinciale del CO.NA.PO.,organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa dei Vigili del Fuoco di Rieti. Credo sia fondamentale premettere che, come CO.NA.PO, Le indirizzo la presente con lo scopo prioritario di tutelare la componente operativa del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nonchè la sicurezza ed il soccorso pubblico alla popolazione che Ella amministra.

Tale premessa, onde evitare che si possa anche solo lontanamente sospettare che alla base delle argomentazioni con la presente trattate, possano esservi stimoli di tipo politico e/o strumentali. Ho appreso dal quotidiano “il Messaggero” di una lettera inviata il 7 Agosto u.s. al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco ed un articolo pubblicato dal “Corriere di Rieti” il 19 Agosto u.s. inerente un “bando di reclutamento” per l’apertura di un distaccamento di Vigili del Fuoco “Volontari”. Mi perdonerà se abbiamo appreso la notizia con una certa ilarità, ma non posso sottrarmi al dovere, sindacale e morale, di porre alla Sua cortese attenzione alcune considerazioni, ben note gli addetti ai lavori, che hanno lo scopo di chiarire quale sia la vera realtà dei distaccamenti dei Vigili del Fuoco “Volontari”, nonché altre considerazioni, più generali, sul servizio di soccorso tecnico urgente.

Prioritariamente, ne siamo perfettamente consapevoli, l’idea dell’apertura di una sede di questa tipologia suscita, in linea genere, unanime consenso; tutti gli scopi posti alla base di una tale ipotesi appaiono pienamente e trasversalmente condivisibili: volontariato, qualità del soccorso “certificata” dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sicurezza e soccorso ai cittadini. La realtà, però, a lungo andare si rivelerà molto, molto diversa da quello che inizialmente si era auspicato.

Innanzitutto i Vigili del Fuoco “Volontari” sono tali solo per il fatto che nessuno li obbliga ad intraprendere questa strada, poi la verità è che percepiscono una retribuzione ogni volta che effettuano interventi. Hanno dunque un costo, in realtà molto elevato, soprattutto se rapportato all’efficacia ed efficienza del loro operato. Non di volontari, dunque, si parla, bensì di precari, tant’è che è in atto, anche per loro, una procedura di “stabilizzazione”!

Ma il punto focale e cruciale della questione è la qualità della preparazione degli apiranti stessi. I cosiddetti “volontari” frequentano un corso di appena 120 ore – al lordo dei ritardi e delle lunghe pause – che, nella migliore delle ipotesi, diventano 80 effettive. Al termine del periodo di “formazione” viene rilasciata loro, ai sensi di una delle più infelici, a nostro parere, leggi vigenti nell’Ordinamento del Corpo Nazionale, un’abilitazione a prestare servizio come Vigile del Fuoco, in tutto e per tutto assimilabile a quella di un professionista del settore. Basti pensare, solo per citare un esempio, che assumono a tutti gli effetti la qualifica di “agenti di polizia giudiziaria”.

Se non stessimo parlando di sicurezza e soccorso ai cittadini, converrà, ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere!

Tornando ai volontari, frequentato il “corso” di cui sopra, viene fornito loro un automezzo e da quel momento sono da ritenersi autonomi ed in grado di fronteggiare ogni tipo di intervento. Del controllo che dovrebbe esercitare il Comando dei Vigili del Fuoco – quelli veri – qui da noi, fino ad ora, neanche l’ombra. E certamente un controllo non potrebbe comunque colmare l’abisso di preparazione esistente tra un “volontario” con poche ore di corso ed un professionista che per essere abilitato deve superare un concorso pubblico unitamente ad un corso di formazione della durata di sei mesi con verifica finale!

A questo punto Le chiediamo: quale sicurezza vuole per i suoi cittadini? In passato abbiamo sentito dire da esponenti politici di primo piano frasi quali: “meglio questo piuttosto che niente”; “iniziamo dai volontari per poi arrivare ai professionisti”. Frasi fatte, infelici e di circostanza, in nettissimo contrasto con tutte le attuali normative e tecniche in essere nel mondo del soccorso pubblico in senso lato, dette, evidentemente, da persone profondamente incompetenti in materia le quali non si erano nemmeno ben documentate.

Noi siamo convinti che Lei vorrà offrire ai cittadini che amministra non vane promesse, spicciola propaganda elettorale per accaparrarsi voti e consensi e cattedrali nel deserto, ma verità sulle concrete possibilità d’apertura di un presidio di Vigili del Fuoco permanenti a Magliano Sabino, senza farsi strumentalizzare da false rassicurazioni, dipingendo un quadro della situazione che non esiterei a definire “naif”.

L’argomento è serio, Signor Sindaco, e complesso da trattare. Non mi è certamente possibile esplicitare tutto il necessario nelle poche righe di una lettera che vuole essere, innanzitutto, un campanello d’allarme per Lei e per tutti i cittadini di Magliano Sabino. L’esperienza mi ha insegnato che, nella totalità dei casi, l’iniziativa dell’apertura di un distaccamento “volontario” è sempre scaturita da tre tipologie di soggetti: personale “interessato” a lavorare in tale realtà; politici alla spasmodica ricerca di allargare loro bacino elettorale; politici con buone intenzioni ma poco o per nulla informati.

È con quest’ultima tipologia di promotori che la mia organizzazione cerca di dialogare e collaborare, ponendosi a disposizione per un’analisi oggettiva delle problematiche legate al soccorso e pronta ad intraprendere una strana comune  che conduca alla massima tutela dei cittadini.

Un’analisi che non vuole sostituirsi a nessun altro metodo o strumento di valutazione e che deve essere intesa come un vero e proprio servizio del sindacato alle comunità di cittadini. In conclusione Le chiedo, in ragione di quanto sopra, un incontro, per poter affrontare con perizia, onestà intellettuale ed impegno la questione in parola, al fine di porre a Sua disposizione ogni nostra competenza e documentazione a riguardo.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE MARRONI RICORDA MAURO MATTUCCI

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“Ho appreso con grande sconforto della prematura scomparsa di Mauro Mattucci. La sua morte mi rattrista e turba visto che con Mauro abbiamo condiviso diversi anni di impegno in Consiglio Comunale, lavoro che svolgeva con grande passione, determinazione e competenza.

Era permeato da una grande passione politica, passione che lo ha portato a dedicare una buona parte della sua vita all’impegno verso i cittadini e la nostra comunità. Esprimo con profondo dolore e animo malinconico le mie condoglianze e quelle dell’intero Consiglio comunale alla famiglia di Mauro.”

DUE CERVI MORTI PER AMORE

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A notare i corpi intrecciati sul manto erboso sono stati dei turisti che si trovavano a passeggiare in località “S.Anatolia” del Comune di Borgorose in un area in prossimità della Riserva Naturale “Montagne della Duchessa”. Stupiti i villeggianti hanno subito allertato il personale locale Comando Stazione Forestale di Borgorose e parallelamente anche i Guardia Parco.

Giunti simultaneamente sul posto, Forestali a Guardia Parco non hanno potuto far altro che accertare  l’avvenuto decesso dei due maestosi esemplari di cervo i cui resti giacevano senza vita. Nonostante i corpi dei selvatici fossero coperti da evidenti ferite dovute alla collisione dei palchi sugli stessi, la posizione, tutt’altro che usuale,  è servita a svelare ai tutori dell’ambiente le circostanze che avrebbero causato la morte dei due cervi. 

I due maschi hanno iniziato una furiosa lotta, come spesso succede, per rivendicare la dominanza sulle femmine del branco, Lotta che solitamente si conclude con l’abbandono da parte di uno dei due contendenti (a volte senza necessariamente passare allo scontro diretto) e  quindi con la vittoria dell’altro e  il diritto di accoppiarsi con le femmine del branco.

Questa volta la sorte ha deciso diversamente, nella foga della lotta i palchi ed il collo dei due pretendenti si sono intrecciati in modo irreversibile portando entrambi alla morte.
Sul posto  i Forestali e i Guardia Parco hanno fatto   intervenire il personale del Servizio Veterinario, che ha constato il decesso per cause naturali dei due selvatici e ne ha disposto  lo smaltimento  a termine di legge.

Quella del cervo (Cervus elaphus) è una presenza ormai consolidata sia all’interno della Riserva che nelle aree ad essa limitrofe non è quindi difficile avvistarne o sentirne il “bramito" (classica forma di richiamo) ma un evento singolare come quello descritto  può considerarsi quasi una rarità.

CORDOGLIO DEL SINDACO PETRANGELI PER LA SCOMPARSA DI MAURO MATTUCCI

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“Con Mauro ho condiviso le battaglie condotte dai banchi dell’opposizione, oltre alla straordinaria vittoria del maggio scorso. Ho sempre trovato in lui un interlocutore serio e appassionato alla politica, cui si dedicava con impegno e grande dedizione.

Quello che è accaduto ieri sera ha stordito tutti quelli che lo conoscevano e in me rimarrà per sempre il ricordo di un valente esponente politico, di un collega apprezzato ma soprattutto di un amico sincero. Ai suoi familiari, anche a nome della Giunta e dell’intera comunità reatina, giungano i sentimenti della mia personale partecipazione al lutto che li ha così duramente colpiti.”

SINDACATI: NECESSITA UN URGENTE INCONTRO CON LA DIRIGENZA ASM

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Le organizzazioni sindacali dei settori trasporti, officina ed igiene, unitamente alle RSA aziendali, dopo le ultime due comunicazioni, in data 5 e 25 luglio, rimaste inevase, considerato l’ulteriore peggioramento ad oggi del parco mezzi (24 autobus e 12 mezzi igiene urbana fermi per guasto tecnico ed altri motivi, nonché la perdurante carenza di personale e di pezzi di ricambio) seriamente preoccupati per l’approssimarsi del servizio scolastico ed invernale, chiedono un urgente incontro finalizzato ad ottenere risposte concrete in merito alle soluzioni da adottare per assicurare un servizio sociale efficiente ed efficace da offrire ai cittadini contribuenti.

In particolare con la prossima apertura delle scuole il 13 settembre e l’approssimarsi della stagione invernale ad oggi risulta impossibile assicurare il servizio di trasporto e difficilissimo assicurare pulizia e raccolta alla città in modo decente.

Rappresentando inoltre che ASM è venuta meno ad alcuni obblighi contrattuali come la mancata erogazione dei buoni pasto al personale e l’aggiornamento degli aumenti periodici di anzianità che sono parte integrante della retribuzione, molto responsabilmente e prima che la situazione degeneri, rinnovano e sollecitano un incontro congiunto.

IL PRESIDENTE MELILLI SULLA SCOMPARSA DI MAURO MATTUCCI

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"La notizia della scomparsa di Mauro Mattucci mi lascia sgomento. Perdo un collega ma ancora di più un amico col quale ho condiviso le scelte più importanti della mia vita politica. Con Mauro abbiamo condiviso una lunga stagione di impegno politico, prima nelle fila dei Giovani Democristiani poi nel partito Popolare e nella Margherita.

Mauro ha prestato il suo impegno prima al Comune di Cittaducale e in seguito nei banchi del consiglio comunale di Rieti. Assessore provinciale nella fase finale della precedente consiliatura ho chiesto a lui di guidare la struttura amministrativa della Provincia come direttore generale e lo ha fatto con grande competenza e grande professionalità.

A nome della Giunta, dell’intero Consiglio e di tutti i dipendenti esprimo la vicinanza dell’Amministrazione provinciale alla famiglia che può essere orgogliosa di un uomo che ha dedicato gran parte della vita al servizio della collettività".


BUONA LA PRIMA USCITA DELLA NPC RIETI NELL'AMICHEVOLE CONTRO HARVARD UNIVERSITY

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Positiva la prima uscita della NPC Rieti, dopo solo cinque giorni di allenamento ha espresso un buon basket, in un Palasojourner generoso di presenze.

Subito dopo la presentazione delle squadre, i due team si sono scambiati un cadeau di cortesia: spillette di Harvard agli italiani e libri di illustrazioni fotografiche di Rieti, per gli americani ed alle 21.00, i due giovani arbitri, Alessandro Zambotto e Francesco Cattani, hanno fischiato l’inizio gara.

Gli americani corrono, saltano e schiacciano,  ma i reatini riescono a tenere a bada la loro fisicità, mantenendosi a pochi punti di distanza e andando al riposo lungo sul 35-40.

Coach Peron e Matteucci sperimentano diverse combinazioni in campo e applicano ampie rotazioni, e nonostante il roster sia ancora da completare e Feliciangeli si trovi in panchina i reatini trovano le giuste soluzioni offensive e mantengono gli universitari a poca distanza.

A metà del terzo quarto, arriva l’inevitabile calo fisico per la NPC Rieti che non ha ancora concluso la prima settimana di allenamento, il gioco si fa meno fluido e gli americani prendono il largo andando a vincere per 75-66.

“Devo dire bravi ai ragazzi – afferma il presidente Cattani – hanno affrontato una gara impegnativa con una squadra ancora incompleta e con poco allenamento sulle gambe. La cosa più importante però, al di là del risultato sportivo che poi giocoforza arriverà, è stata la bella risposta del pubblico. E’ stata una grande soddisfazione vedere quante persone hanno voluto presenziare alla prima uscita della NPC Rieti e con quale entusiasmo ci hanno accolto. Questa è la  prova che la città apprezza il lavoro svolto fin qui, che ci è vicina e che ci incoraggia a ben fare. Il nostro obiettivo primario è riportare la cittadinanza al palazzo, riavvicinarla al basket, riappassionarla ad uno sport in cui non solo vantiamo un glorioso passato, ma possiamo costruire un esaltante futuro. Mi auguro quindi che questo sia solo l’inizio. Se saremo insieme potremo toglierci delle belle soddisfazioni, tutti insieme ci divertiremo”.

CONFARTIGIANATO, A RIETI IL PRESID.GUERRINI

Lunedì 27 agosto, alle ore 11, Confartigianato Imprese Rieti ospiterà presso la sede provinciale il Presidente nazionale di Confartigianato e di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini. Nell’occasione il Presidente Guerrini, anche in qualità di vicepresidente di Banca Etruria, affronterà la delicata tematica della difficoltà di accesso al credito, un problema divenuto ormai cronico per le imprese del territorio.

ABBANDONATE DAI NOSTRI COMUNI CENTINAIA DI FAMIGLIE IN STATO DI POVERTA' E INDIGENZA

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Gli staccano la corrente, il gas per cucinare i cibi, spesso l’acqua, per bollette non pagate da mesi, né da loro, privi di risorse economiche, né ormai dai Comuni, che pure si erano assunti l’impegno di una minima assistenza e che hanno abbandonato il loro compito per il fenomeno “casse vuote”. La crisi morde e centinaia di famiglie versano ormai in grave stato di povertà e di indigenza e non sanno come affrontare la giornata. 

Nel 2009 erano oltre 1600 nella sola Rieti, oggi sono molte di più e le Associazioni di Volontariato sono in allarme e continuano a segnalare il grave stato di abbandono dei cittadini con gravi difficoltà sociali.

Non si tratta più solo di qualche immigrato o di qualche alcolizzato o ex carcerato, ma di centinaia di famiglie  un tempo autosufficienti e che ora, con la perdita del posto di lavoro o la chiusura di una attività commerciale,  non riescono più neppure a fare la spesa alimentare  per una settimana. Su molte famiglie si è abbattuta la scure dello sfratto per morosità, quando a non pagare è lo stesso Comune che pure si era assunto l’impegno per loro.

Le file ad Equitalia sono interminabili e molti si difendono rompendo i sigilli ai contatori dell’ENEL e dell’acqua per poter sopravvivere o facendo letteralmente la questua presso la Caritas, le parrocchie ed il Banco Alimentare  per superare il mese. Un senso di abbandono che fa il paio con una emarginazione  ed un isolamento sociale per il quale a farne le spese, socialmente e psicologicamente, sono soprattutto i bambini.

I Comuni lamentano casse vuote e rinunziano ad assistere le persone in grave difficoltà sociale.  Ma l’assurdo è che ad ogni cittadino viene chiesto di pagare tasse sempre più salate. Ad esempio, prendiamo il Comune di Rieti che nel 2010 destinava a bilancio, per gli interventi sociali ben 12 milioni di euro e lo scorso 2011 persino 15 milioni di euro.

Che fine hanno fatto tutti questi soldi?

I nuovi Amministratori ci dicono che i loro predecessori, in vista delle elezioni, hanno dato fondo  alle casse in modo indiscriminato, spendendo tutto lo spendibile di un anno nei primi 5 mesi, molto spesso anche verso persone non propriamente bisognose. Non ci vuole molto, peraltro, a capire come si sia trattato, quasi sempre, di interventi meramente assistenziali che finiscono per mantenere nella dipendenza cronica dai fondi comunali  le persone in difficoltà. Vi sono ad esempio, decine di persone che, contro ogni norma, sono da anni mantenute con le cosiddette “borse lavoro”, una misura che al massimo dovrebbe durare 1 anno. Altre decine di persone, perfettamente capaci di lavorare, vengono semplicemente assistite senza alcuna alternativa per anni. Mentre diverse persone colpite da sfratto e senza casa vengono alloggiate all’”Hotel Blu’” a suon di 1200 euro circa al mese pro capite, anziché l’utilizzo degli stessi soldi  per un’intera famiglia.

Se con una mano si spreca, con l’altra si negano anche quei minimi supporti a quanti si prodigano volontariamente e gratuitamente per soccorrere chi si trova in gravi difficoltà. Neppure 1 euro ormai viene per loro dai vari Enti pubblici per i beni di prima necessità, e non è infrequente assistere al  fenomeno  del “povero che aiuta povero”.

E’ urgente invertire la rotta. La nuova Amministrazione  prenda il coraggio a due mani ed esca dal panico e dalla paralisi, si tiri su le maniche e attui alcune misure urgenti a valenza  strategica, interistituzionali,  interassessorili e con il cointeressamento del Volontariato diffuso che non farà mancare il suo appoggio ed a fare la sua parte:

– Trovare immediatamente dei fondi (la Regione deve fare la sua parte) per interventi in emergenza, soccorrendo subito le persone e le famiglie con problemi di sopravvivenza (cibo, distacco utenze e sfratti, sostegno alle famiglie con minori a rischio); 

– Mettere immediatamente in moto e sostenere attivamente la rete diffusa di solidarietà sociale (mense sociali aperte 7 giorni su 7, banco alimentare, distribuzione di vestiario ed altri beni gratuiti  o a prezzi modesti, …), creando immediatamente dei gruppi associativi operativi per competenze (alimentari, ascolto ed orientamento, supporto alle famiglie ed ai minori in difficoltà, accoglienza ed orientamento per immigrati e rifugiati, ecc…) ; 

– Avviare un programma di “recupero spreco” a vantaggio delle persone disagiate e dell’erario pubblico, attraverso un accordo con i supermercati per il ritiro e l’immediato utilizzo dei prodotti in scadenza o commercialmente inutilizzabili; 

– Adottare una “tessera sociale/bancomat alimentare” a disposizione delle persone con difficoltà sociali, con la quale poter accedere ai vari punti di distribuzione di alimenti, vestiti ecc. in modo da evitare abusi e consentire a tutti un più equo accesso agli aiuti; 

– Avviare progetti, a costo zero, “Do Ut Des”, di responsabilità e mutuo aiuto con la creazione di cooperative agricole, alle quali affidare terreni demaniali incolti da destinare a coltivazione biologica e pastorizia, con l’obiettivo di produrre alimenti vegetali ed animali a km zero, da utilizzare nelle mense scolastiche e nelle stesse mense sociali, nonché in “empori sociali”,  dove si potranno acquistare, a “prezzo politico”,  pane, latte formaggi, carne, ortaggi, frutta, … di ottima qualità, evitando il circuito commerciale speculativo;

– Nella stessa ottica di “mutua responsabilità” , utilizzare gli assistiti in grado di farlo, dopo un opportuno “censimento delle competenze” di quanti chiedono il sostegno dei Servizi Sociali,  per tutti quei lavori ed attività pubbliche per i quali oggi si ricorre al privato; 

– Gestire con urgenza “ l’emergenza Profughi politici e per ragioni umanitarie”, che oggi versano in uno stato di abbandono indegno di un Paese civile, attivando immediatamente un coordinamento tra tutti i soggetti pubblici e privati interessati (Protezione civile, Prefettura/Questura, comuni, Provincia, Volontariato), per verificare la loro condizioni di vita e le modalità assistenziali;

– Attivare subito progetti europei integrati  in modo da recuperare risorse e dare respiro a programmi sociali a valenza preventiva in favore delle famiglie e dei soggetti fragili. 

Infine, riteniamo non possa e non debba “passare in cavalleria” la gestione  dissennata dei soldi pubblici destinati ai Servizi Sociali di questi anni, a causa della quale oggi non riusciamo neppure a soccorrere persone senza cibo e senza casa. Chi ha gestito in modo clientelare o da incapace venga chiamato a rispondere penalmente e civilmente e gli vengano addebitati i costi.

FC RIETI, TESSERATO L'ATTACCANTE FLAVIO TROMBETTA

Fc Rieti ha tesserato il giocatore Flavio Trombetta, attaccante, classe ’92, nell’ultima stagione calcistica in serie D con Caserta ed Astrea. Già da venerdì, la neo punta amarantoceleste, era aggregato alla squadra allenata da Arturo Di Napoli. Sicuramente importanti anche suoi i trascorsi giovanili, avendo praticamente completata l’intera trafila delle categorie del vivaio della Lazio.