ERICA LESTINI, NUOVO CENTRALE DELLA FORTITUDO CITTÀ DI RIETI

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La Fortitudo Città di Rieti non si ferma più. Da qualche giorno il duo Fortitni Grimaldi era alla ricerca dell’atleta che potesse dare un nuovo volto alla stagione ed ecco che dalla pista pugliese arriva il centrale Erica Lestini, 19 anni, 185 cm di altezza, lo scorso anno con il Primadonna Volley Bari in serie B1.

 
Lestini aveva intenzione di riavvicinasrsi verso la capitale e dopo un incontro con i vertici della società barese si è addivenuti ad una soluzione che potesse soddisfare sia il club amarantoceleste che l’atleta stessa. "Parliamo di un’atleta davvero di livello, un vero e proprio talento cresciuto nelle giovanili del Casal de Pazzi e del Genzano, fino ad arrivare all’Accademia Volley per poi approdare al club barese.

 
Averla portata qui, commenta Davide Carloni, per noi è un motivo di grande soddisfazione perchè questo per lei può rappresentare un trampolino di lancio mentre per noi un tassello fondamentale che ci da, nonostante la sua giovane età, esperienza e garanzia." Gli acquisti però in casa Fortitudo ancora non sono terminati perchè lo stesso Iannuzzi nei giorni scorsi sta verificando alcune atlete che al momento sulla riviera tirrenica stanno facendo tornei nazionali di beach e questo potrebbe essere davvero l’ultimo valore aggiunto del club.

 
Non ci sono novità ancora sul nome del main sponsor che dovrà affiancare la Fortitudo Città di Rieti nel prossimo campionato di B2 anche se nei giorni scorsi c’è stato un incontro importante a Civitavecchia con un marchio della grande distribuzione alimentare per definire un abbinamento pubblicitario. All’incontro era presente oltre al Direttore Generale Mauro Fortini e al Vice Presidente Andrea Pietraforte, anche l’assessore allo sport del Comune di Rieti Alessandro Mezzetti, da sempre appassionato di volley femminile.

RIETI CUORE PICCANTE, INAUGURATA LA MOSTRA DI PITTURA "COLORI PICCANTI"

E’ stata inaugurata nell’ambito della Fiera Campionaria del Peperoncino la mostra di pittura “Colori Piccanti”  con opere i Ali Al Jabiri, Enrico Di Sisto, Cesare Serafino e Gianni Turina  che hanno celebrato sua maestà il peperoncino realizzando dipinti  ispirati  proprio a questo prodotto della natura che con le sue innumerevoli varietà di forme e di colori ha acceso l’ispirazione degli artisti espositori.

La mostra allestita sotto le volte del palazzo municipale in piazza Vittorio Emanuele II è stata inaugurata subito dopo l’apertura della Fiera Campionaria di Palazzo Vescovile dal prefetto di Rieti Chiara Marolla e dall’on. Rositani con gli ambasciatori del Messico e del Ghana a da altra numerose autorità.

La mostra che rimarrà aperta fino al 29 luglio sta riscuotendo un significativo successo di pubblico e di critica che hanno apprezzate le opere esposte per aver saputo interpretare il magico mondo del Peperoncino.

Gianni Turina, coordinatore della mostra ed espositore, ha realizzato una serie pregevole di nature morte, manifestando a pieno la sua esperienza artistica e la sua sensibilità maturate in tanti anni di esperienza con mostre in varie parti del mondo. Pittore e incisore ha esposto recentemente in Francia, in Brasile e in America e alcune suo opere si trovano in vari musei e pinacoteche pubbliche.

Enrico Di Sisto grafico e pittore di provata esperienza ha inteso interpretare il peperoncino legato alla donna sia nei suoi aspetti estetici celebrandone la bellezza, che nelle emozioni piccanti che la donna sa esprimere. Altre opere sono state ambientate ad alcuni aspetti della Rieti storica.

Presenza di notevole qualità è quella di Alì Al Jabire, pittore e scultore iracheno,  promotore del gruppo artistico ”percettivisti” (Neo-Simbolisti).Ha partecipare alla Biennale di Venezia  nel 1976, 1988 e 1990, e ha riscosso grande successo sia per come ha trattato il tema, che per i materiali usati. Ha partecipato in Patria e all’Estero a mostre di pittura, scultura, ceramica ed incisione.

Nella parte centrale della mostra spiccano le opere astratte di Cesare Serafino di Spilimbergo e del figlio Lucio.
Cesare Serafino, responsabile del "Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi", della Quadreria del Museo CRAS e della Galleria d’Arte "La Torre orientale" di Spilimbergo (PN), tra gli artisti della nuova generazione è fra quelli che maggiormente hanno saputo sollecitare interessi di critica e di pubblico anche in occasione della sua partecipazione alla Biennale Arhitettura-Venezia dal 2003 al 2010.  I suoi dipinti introducono reminescenze che si addentrano in profondità, alla ricerca degli archetipi dell’uomo: segni ancestrali, arcaici, magici, misteriosi che ricordano emblemi solari, decorazioni protocristiane, rosoni di cattedrali dipinti sul foglio con gestualità saettante e repentina.

RIETI CUORE PICCANTE, APERTA CON MESSICO, PERU' E GHANA LA SECONDA EDIZIONE

È partita sotto i migliori auspici la seconda edizione di “Rieti Cuore Piccante”, la Fiera Campionaria Mondiale del peperoncino. Fino a domenica 29 luglio, il capoluogo sabino sarà la capitale di un evento dalle tante sfaccettature internazionali.

“La seconda edizione di Rieti Cuore Piccante presenta molte novità e ha il grande onore di avere come ospiti tre grandi nazioni, Messico, Perù e Ghana – ha dichiarato Guglielmo Rositani – Dopo il successo dello scorso anno, che ha destato grande interesse da parte del pubblico di tutti i continenti, abbiamo voluto coinvolgere gli ambasciatori a testimoniare il forte legame tra il peperoncino e il mondo.” 

Le volte di Palazzo Papale hanno fatto da sfondo al taglio del nastro, alla presenza del professor Guglielmo Rositani, socio fondatore dell’Accademia Nazionale del Peperoncino e ideatore della manifestazione, Simone Petrangeli, sindaco di Rieti, Fabio Melilli, Presidente della provincia di Rieti, Stefano Zappalà, Assessore al Turismo e Marketing del “Made in Lazio”, Angela Birindelli, Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Gian Lorenzo Cornado, capogabinetto del Ministero degli Esteri,  Miguel Ruiz-Cabanas Izquierdo ambasciatore del Messico, Alfredo Arosemena Ferreyros del Perù e Evelyn Anita Stokes-Hayford del Ghana. 

Alla seconda edizione di “Rieti Cuore Piccante” importante la presenza dell’Associazione Internazionale Studio Peperoncino e Solanacee (AISPES), fondamentale partner della manifestazione. L’AISPES è tra le più importanti associazioni internazionali per la ricerca e divulgazione del peperoncino piccante, prodotto del quale ne studia la coltivazione, l’utilizzo e la salvaguardia della biodiversità. Molti i rapporti scientifici con istituti di ricerca a carattere internazionale, tra questi l’Università di Cordoba in Argentina e l’Embrapa, istituto di ricerca brasiliano. Dalla sua nascita l’AISPES ha già compiuto tre spedizioni scientifiche, tra le quali l’ultima nel Sud-Est del Brasile durante la quale sono state documentate alcune specie di peperoncino selvatico (wild) in mostra in esclusiva questi giorni a Rieti.

Altro importante partner della manifestazione è Fenacom 50&PiU – in particolare nella figura del Vicepresidente nazionale, il Commendator Orlando Iannello – che ha dato all’evento il suo contributo sostanziale e continuativo, ospitando, tra l’altro, gli uffici dell’Associazione Peperoncino a Rieti.  

La prima giornata della manifestazione si è conclusa con Vino, peperoncino e turismo: quali itinerari? il convegno che ha auspicato la possibilità di dare vita alle Strade del peperoncino, percorsi turistici che promuovano e  valorizzino il peperoncino dando visibilità ai territori di produzione.

Grande attesa, oggi, per la presentazione della ricerca scientifica sul grado di piccantezza del peperoncino, realizzata dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia e dall’Istituto Carlo Jucci di Rieti, grazie, inoltre, alla collaborazione di AISPES.

I PRESIDENTI DI RIETI, LATINA, VITERBO E FROSINONE CONTRO LA SPENDING REVIEW

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A settembre il Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio promuoverà una grande assemblea dei sindaci e degli amministratori del Lazio per valutare gli effetti del riordino delle Province così come previsto dal Governo attraverso la Spending Review.

A comunicarlo sono stati gli stessi presidenti delle Province di Frosinone, Antonello Iannarilli, di Latina, Armando Cusani, di Rieti, Fabio Melilli, e di Viterbo, Marcello Meroi, a margine dell’incontro svolto oggi a Rieti. La presa di posizione degli amministratori locali nasce dalla necessità di evitare l’ulteriore marginalizzazione ed abbandono dei territori del Lazio al di fuori dall’area metropolitana di Roma a causa dell’attuazione del decreto del Governo che rischia, tra l’altro, di causare una ridefinizione dei confini della regione Lazio stessa, sulla base di parametri decisi non si sa da chi e su quali basi.

Secondo i quattro presidenti il pericolo principale riguarda la sopravvivenza delle Province nel brevissimo periodo a causa della drastica riduzione di risorse che impedisce di chiudere i bilanci correnti con tagli indiscriminati sulle entrate proprie delle amministrazioni. I presidenti hanno ricordato la peculiarità della regione Lazio che in passato non ha contribuito all’indiscriminato proliferare delle Province, mantenendo inalterato da oltre 80 anni il proprio assetto istituzionale, e che soprattutto deve fare i conti con la presenza al proprio interno della Capitale del Paese; una presenza che di fatto ha creato ed accentuato nel tempo un forte squilibrio tra Roma e gli altri territori sia in termini di risorse che di funzioni, uno squilibrio che i provvedimenti del Governo accentuano in modo drastico svuotando e di fatto estinguendo, prima ancora che nascano, le nuove realtà provinciali con gravi danni e disservizi per i cittadini.

A corollario di tutto ciò i presidenti hanno sottolineato i differenti profili di illegittimità del provvedimento che il Governo si appresta ad adottare e hanno ribadito la volontà di sottoporli all’attenzione della Regione Lazio, attraverso il Cal del Lazio di cui Melilli è presidente, perché possano essere ricompresi nel ricorso già presentato dalla Regione Lazio alla Corte Costituzione in occasione del decreto Salva Italia.

Iannarilli, Cusani, Melilli e Meroi hanno infine ricordato la volontà da parte di molti Comuni dell’attuale Provincia di Roma di non voler far parte dell’Area Metropolitana della Capitale, ciò rende necessaria una riflessione sul tema del restringimento del’area metropolitana di Roma e sui reali poteri e funzioni da assegnare alla Capitale d’Italia.

RIETI CUORE PICCANTE, BIRINDELLI: ENOGASTRONOMIA DI QUALITA’ VOLÀNO PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

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“Rieti Cuore Piccante è una manifestazione che già dalla prima edizione ha fatto registrare 100.000 visitatori in quattro giorni, 1.600 bed nights nell’ospitalità alberghiera, 8.000 pasti serviti nei ristoranti della città e 1,2 milioni di euro di spesa totale dei visitatori. Un’iniziativa che conferma come l’enogastronomia di qualità possa essere un volano di crescita e sviluppo notevole non solo per un prodotto, ma per un intero territorio”.

 
Lo ha detto Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio, durante l’inaugurazione della seconda edizione della Fiera campionaria mondiale del peperoncino “Rieti Cuore Piccante” che si tiene a Rieti dal 26 al 29 di luglio.

 
“L’80% del peperoncino consumato in Italia viene importato – aggiunge Birindelli – e attivare una filiera regionale di tale prodotto potrebbe avere sicuramente un’importante ricaduta sul territorio in termini economici e salutistici. Per sviluppare questo progetto, nel 2011 abbiamo aperto a Tarquinia un campo catalogo di oltre un ettaro che raccoglie più di 800 tipi di peperoncino. Tra le finalità principali dell’iniziativa c’è quella di selezionare varietà edibili particolarmente adatte al territorio regionale per promuovere successivi progetti di coltivazione, trasformazione e commercializzazione del prodotto peperoncino a filiera interamente laziale.

 
Un altro aspetto riguarda la selezione di piante di peperoncino dall’alto valore ornamentale per potenziare il comparto florovivaistico regionale. Un settore che vale 200 milioni di euro annui e conta 1650 aziende”.

POLVERINI: CON MODIFICHE, PIANO CASA PIU’ FRUIBILE

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“Con l’approvazione delle modifiche al Piano Casa varate questa notte dal Consiglio regionale si rende ulteriormente fruibile un provvedimento che questa Giunta ha fortemente voluto per rispondere in primo luogo all’emergenza abitativa e dare una boccata d’ossigeno al settore dell’edilizia particolarmente colpito dalla grave crisi economica che ancora stiamo attraversando”. Lo dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

“Abbiamo apportato le correzioni, concordate con il ministero competente riferite ad alcuni punti dell’impugnativa del Governo – spiega Polverini -rispettando i tempi per i quali ci eravamo impegnati. Il Piano Casa, già in vigore da settembre per la parte che non riguardava l’impugnativa, si sta rivelando un importante strumento per famiglie e imprese come dimostrano le Dia presentate ai Comuni. Oltre a superare alcuni dei rilievi mossi dal governo, il testo approvato introduce anche nuove norme che vanno nella direzione di ulteriormente semplificare l’attuazione della legge.

Tra queste, la norma che facilita da parte dei Comuni l’applicazione degli strumenti urbanistici attuativi dei piani regolatori eliminando alcune criticità emerse a quasi un anno dall’entrata in vigore della legge 10 sul Piano casa. Sono state introdotte, poi, norme per favorire gli interventi di edilizia agevolata da parte di cooperative edilizie in particolare superando alcune problematiche connesse al possesso di determinati requisiti finanziari per poter accedere ai bandi regionali, nonché permettendo, in caso di impossibilità di realizzazione degli interventi programmati di edilizia agevolata, ad esempio in presenza di mancati espropri, di poter spostare l’intervento in altre aree sempre nello stesso ambito provinciale”.

“Il provvedimento varato dal Consiglio – sottolinea – fornisce, inoltre, alcune risposte attese dalle famiglie come nel caso della graduatoria dell’Ater di Roma che vedeva a rischio altrimenti i diritti acquisiti per 1600 nuclei familiari che vengono salvaguardati. Così come è stata introdotta una norma per agevolare le famiglie nell’acquisto di immobili realizzati da Ater e Comuni prevedendo che la partecipazione delle famiglie alle rate del mutuo non sia superiore al 20 per cento del loro reddito mensile (mutuo sociale)”. “La maggioranza – conclude Polverini – ha saputo dare prova di grande coesione a sostegno del provvedimento, per questo ringrazio i consiglieri per il lavoro fatto, insieme alla Giunta, contribuendo a migliorare ulteriormente il testo sia in Commissione che in Aula.

VERTENZA SOLSONICA, LUNEDI INCONTRO AL MISE

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Lunedì 30 luglio alle ore 11, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ci sarà l’atteso incontro per trattare la vertenza Solsonica che da alcuni giorni é esplosa e che rischia di mettere in discussione oltre 200 posti di lavoro se non addirittura la sopravvivenza della stessa.

La situazione é diventata sempre più complicata e le continue incertezze su questo settore non fanno prevedere nulla di buono. La Solsonica é l’azienda più grande del territorio ed opera in un settore importante quale é quello delle energie rinnovabili quindi un settore all’avanguardia. L’azienda conta oggi oltre 300 lavoratori che hanno un impatto considerevole per l’economia reatina, dobbiamo quindi tutti insieme difenderla per evitare conseguenze disastrose.

Per far ciò é necessario che tutte le forze si uniscano insieme ai lavoratori e alle Organizzazioni Sindacali, per questo la Fiom ritiene estremamente importante il coinvolgimento delle istituzioni locali a sostegno di questa vertenza.

L’incontro di lunedì é un’incontro importante nel quale sarà utile capire sia la strategia che il Governo vuole mettere in atto in questo settore sia il sostegno che potrà dare alla Solsonica visto che parliamo della più grande azienda produttrice di moduli fotovoltaici in Italia. Dall’azienda ci aspettiamo un piano di rilancio e non solo un piano di riduzione costi, per la Fiom l’occupazione é la prima cosa che va salvaguardata.

A questo incontro la Fiom ritiene necessaria la partecipazione del Presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli e del Sindaco del capoluogo Simone Petrangeli, già precedentemente coinvolti. La loro presenza servirà a rafforzare le richieste dei lavoratori e delle OOSS ma soprattutto a portare avanti le esigenze di un’intero territorio che non può subire l’ennesima sconfitta.

POGGIO NATIVO, A MARIA PIA FANFANI IL PREMIO "IL RATTO DELLE SABINE"

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Donne di valore, caparbie, forti e uniche. Donne che si sono distinte per la loro capacità, creatività, lavoro, originalità . E rigorosamente over sessanta. Sono le donne che vuole premiare “Il ratto delle Sabine”, un originale e prestigioso riconoscimento, giunto alla sua terza edizione, che verrà consegnato quest’anno a Maria Pia Fanfani in una speciale serata sabato 28 luglio 2012 alle ore 20.30 a Poggio Nativo (Piazza Roma), un antico borgo della Sabina.

Parteciperanno: Laura Lattuada, direttore artistico, Maddalena Letta, presidente del Comitato d’Onore, Assunta Almirante, Vittore Antonini, sindaco di Poggio Nativo, Pippo Baudo, Lella Bertinotti, Angelo Maria Cicolani, Erminia Manfredi, Chiara Marolla, Prefetto di Rieti, Marta Marzotto, Fabio Melilli, Presidente della provincia di Rieti, Simone Petangeli,  Sindaco di Rieti.

Il “Ratto delle Sabine”, ideato da Laura Lattuada – attrice di televisione e teatro, reduce dal successo al Festival di Spoleto con “Questo amore” di Cotroneo – è un elogio all’entusiasmo, alla vitalità, all’ intelligenza di  donne che si sono rese utili e attive per se stesse e per gli altri. Esattamente come le antiche sabine – bellissime, forti e sagge che vennero rapite  dai romani e popolarono la città di Roma – le prescelte rispecchiano queste particolari caratteristiche di coraggio e equilibrio. Il comitato organizzativo del premio –  presieduto da Maddalena Letta, nativa di Rieti e quindi Sabina “doc” – ha preso in considerazione, anche per questo terzo appuntamento, numerose figure femminili over 60 che si muovono nei campi più diversi (dall’imprenditoria alla cultura, dalle istituzione allo spettacolo, dall’arte alla ricerca scientifica) e ha deciso di assegnare il premio di quest’anno a Maria Pia Fanfani.

Nel corso della serata si alternano intermezzi musicali eseguiti dalla Fuccelli Fisarmony Ensemble. Il coordinamento della manifestazione è a cura di Jean Paul Troili, originario di Poggio Nativo. “Ho scoperto il territorio sabino, quando cercando una casa vicino a Roma, in una campagna ancora incontaminata e“selvaggia, tra boschi e montagne a meno di un’ora dalla Capitale” – afferma la Lattuada -.“Così ho pensato a quanto sarebbe stato bello unire la mia passione per il teatro e lo spettacolo alla Sabina, per valorizzare questo territorio così affascinante e gratificare donne over sessanta che prendono la vita come un gioco avventuroso, consapevoli della propria età”.

CONVERT ITALIA: PERCHE’ UN IMPIANTO A BIOMASSE A FARA IN SABINA

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Convert Italia, azienda romana che opera da 30 anni nel settore energetico, con particolare riguardo alle energie pulite (fotovoltaico e biomasse) ha promosso la creazione, a Fara in Sabina, nella zona di Valle della Madonna, di un impianto a biomasse legnose non trattate per la produzione combinata di energia elettrica e termica.

COSA SONO LE BIOMASSE E I VANTAGGI DEL LORO UTILIZZO 

Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica e termica. Si tratta generalmente di scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria (legna da ardere non trattata, potature boschive, residui agricoli e forestali, scarti dell’industria agroalimentare, reflui d’allevamento). Nel caso di biomassa secca ad alto potere calorifico, si utilizza la tecnologia della combustione controllata in caldaia a basse emissioni accoppiata a una turbina a ciclo organico.

Nel processo di combustione viene utilizzata biomassa vergine (legno non trattato) e certificata, con assenza di qualsivoglia sostanza clorurata, evitando quindi in modo completo la formazione di diossine. Affinché avvenga la formazione di diossine, bisogna bruciare plastica clorurata, bisogna bruciare insieme pezzi metallici e bisogna mantenere la temperatura tra 400°C e 800 °C. E queste condizioni possono verificarsi contemporaneamente solo se si inceneriscono rifiuti indifferenziati (che contengono metalli e plastiche) in inceneritori dotati di sistemi di regolazione obsoleti la cui temperatura è difficilmente costante. Nelle centrali a biomasse realmente sostenibili l’unico combustibile è legno vergine non trattato; non sono presenti né plastiche né metalli, quindi le diossine non si formano perché mancano i reagenti. 

Utilizzando unicamente biocombustibili, i trattamenti che vengono effettuati nella centrale produrranno emissioni di anidride carbonica in proporzione alla quantità di carbonio presente nella biomassa stessa (il legno vergine o altri combustibili naturali). L’anidride carbonica emessa dalla caldaia a biomassa è quindi uguale alla quantità precedentemente già assorbita dalla pianta. La produzione di energia elettrica attraverso biomasse ha la capacità di risparmiare grandi quantità di emissioni nell’aria rispetto ai metodi di produzione che non utilizzano biocombustibili. Trarre energia dalle biomasse consente quindi di eliminare i sottoprodotti derivanti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Una fonte di energia pulita su cui l’UE ha deciso di investire al pari dell’eolico.

I biocombustibili sono un’energia pulita a tutti gli effetti; liberano nell’ambiente le sole quantità di carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione e una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili. Il fatto che l’energia dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive è un ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce i sottoprodotti in modo ecologico. Va comunque fatta attenzione al concetto di biomassa, per non confonderlo con quello della termodistruzione dei rifiuti: le biomasse sono esclusivamente di origine vegetale e non vanno confuse con i rifiuti delle attività umane. Per ridurre l’impatto ambientale è inoltre necessario che le centrali siano di piccole dimensioni e utilizzino biomasse locali, evitando in questo modo il trasporto da luoghi lontani.

L’IMPIANTO DI FARA SABINA 

L’impianto sarà alimentato con le potature del bosco e degli uliveti. L’area di stoccaggio delle biomasse sarà completamente all’aperto e senza tettoie, occupando una superficie massima di 1.000 mq. La biomassa utilizzata per la produzione di energia sarà costituita da “cippato” di legna vergine derivante da potatura di boschi (conifere in particolare) e di oliveti, con percentuali minori di altre biomasse come vinacce, stocchi di mais, paglia e frumento provenienti da zone limitrofe. L’approvvigionamento delle biomasse, secondo la legge, si farà entro un raggio di 70 Km dall’impianto.

Le potature di ulivi e gli scarti della manutenzione boschiva saranno trasportati, comunque, entro un raggio di 40 Km dall’impianto. E per minimizzare i costi di trasporto la biomassa arriverà soprattutto dalle numerose aziende agricole attive nelle aree circostanti all’impianto. La prossimità della fornitura di biomassa comporterà un impatto sul traffico molto limitato. Il traffico indotto dall’impianto sarà infatti di circa 500 trasporti all’anno, uniformemente distribuito nei 12 mesi, non superando quindi un massimo di due trasporti giornalieri.

SERV.SOCIALI: NESSUNA INCHIESTA GIUDIZIARIA

La notizia diffusasi nelle ultime ore, relativa al presunto coinvolgimento di un funzionario comunale in un’inchiesta giudiziaria riguardante il Settore dei Servizi Sociali, è destituita di ogni fondamento. All’Amministrazione comunale non risulta, infatti, che l’Autorità giudiziaria abbia emesso provvedimenti restrittivi o di altra natura nei confronti di alcun dipendente, funzionario o dirigente comunale.