VERTENZA SOLSONICA, LUNEDI INCONTRO AL MISE

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Lunedì 30 luglio alle ore 11, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ci sarà l’atteso incontro per trattare la vertenza Solsonica che da alcuni giorni é esplosa e che rischia di mettere in discussione oltre 200 posti di lavoro se non addirittura la sopravvivenza della stessa.

La situazione é diventata sempre più complicata e le continue incertezze su questo settore non fanno prevedere nulla di buono. La Solsonica é l’azienda più grande del territorio ed opera in un settore importante quale é quello delle energie rinnovabili quindi un settore all’avanguardia. L’azienda conta oggi oltre 300 lavoratori che hanno un impatto considerevole per l’economia reatina, dobbiamo quindi tutti insieme difenderla per evitare conseguenze disastrose.

Per far ciò é necessario che tutte le forze si uniscano insieme ai lavoratori e alle Organizzazioni Sindacali, per questo la Fiom ritiene estremamente importante il coinvolgimento delle istituzioni locali a sostegno di questa vertenza.

L’incontro di lunedì é un’incontro importante nel quale sarà utile capire sia la strategia che il Governo vuole mettere in atto in questo settore sia il sostegno che potrà dare alla Solsonica visto che parliamo della più grande azienda produttrice di moduli fotovoltaici in Italia. Dall’azienda ci aspettiamo un piano di rilancio e non solo un piano di riduzione costi, per la Fiom l’occupazione é la prima cosa che va salvaguardata.

A questo incontro la Fiom ritiene necessaria la partecipazione del Presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli e del Sindaco del capoluogo Simone Petrangeli, già precedentemente coinvolti. La loro presenza servirà a rafforzare le richieste dei lavoratori e delle OOSS ma soprattutto a portare avanti le esigenze di un’intero territorio che non può subire l’ennesima sconfitta.

POGGIO NATIVO, A MARIA PIA FANFANI IL PREMIO "IL RATTO DELLE SABINE"

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Donne di valore, caparbie, forti e uniche. Donne che si sono distinte per la loro capacità, creatività, lavoro, originalità . E rigorosamente over sessanta. Sono le donne che vuole premiare “Il ratto delle Sabine”, un originale e prestigioso riconoscimento, giunto alla sua terza edizione, che verrà consegnato quest’anno a Maria Pia Fanfani in una speciale serata sabato 28 luglio 2012 alle ore 20.30 a Poggio Nativo (Piazza Roma), un antico borgo della Sabina.

Parteciperanno: Laura Lattuada, direttore artistico, Maddalena Letta, presidente del Comitato d’Onore, Assunta Almirante, Vittore Antonini, sindaco di Poggio Nativo, Pippo Baudo, Lella Bertinotti, Angelo Maria Cicolani, Erminia Manfredi, Chiara Marolla, Prefetto di Rieti, Marta Marzotto, Fabio Melilli, Presidente della provincia di Rieti, Simone Petangeli,  Sindaco di Rieti.

Il “Ratto delle Sabine”, ideato da Laura Lattuada – attrice di televisione e teatro, reduce dal successo al Festival di Spoleto con “Questo amore” di Cotroneo – è un elogio all’entusiasmo, alla vitalità, all’ intelligenza di  donne che si sono rese utili e attive per se stesse e per gli altri. Esattamente come le antiche sabine – bellissime, forti e sagge che vennero rapite  dai romani e popolarono la città di Roma – le prescelte rispecchiano queste particolari caratteristiche di coraggio e equilibrio. Il comitato organizzativo del premio –  presieduto da Maddalena Letta, nativa di Rieti e quindi Sabina “doc” – ha preso in considerazione, anche per questo terzo appuntamento, numerose figure femminili over 60 che si muovono nei campi più diversi (dall’imprenditoria alla cultura, dalle istituzione allo spettacolo, dall’arte alla ricerca scientifica) e ha deciso di assegnare il premio di quest’anno a Maria Pia Fanfani.

Nel corso della serata si alternano intermezzi musicali eseguiti dalla Fuccelli Fisarmony Ensemble. Il coordinamento della manifestazione è a cura di Jean Paul Troili, originario di Poggio Nativo. “Ho scoperto il territorio sabino, quando cercando una casa vicino a Roma, in una campagna ancora incontaminata e“selvaggia, tra boschi e montagne a meno di un’ora dalla Capitale” – afferma la Lattuada -.“Così ho pensato a quanto sarebbe stato bello unire la mia passione per il teatro e lo spettacolo alla Sabina, per valorizzare questo territorio così affascinante e gratificare donne over sessanta che prendono la vita come un gioco avventuroso, consapevoli della propria età”.

CONVERT ITALIA: PERCHE’ UN IMPIANTO A BIOMASSE A FARA IN SABINA

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Convert Italia, azienda romana che opera da 30 anni nel settore energetico, con particolare riguardo alle energie pulite (fotovoltaico e biomasse) ha promosso la creazione, a Fara in Sabina, nella zona di Valle della Madonna, di un impianto a biomasse legnose non trattate per la produzione combinata di energia elettrica e termica.

COSA SONO LE BIOMASSE E I VANTAGGI DEL LORO UTILIZZO 

Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica e termica. Si tratta generalmente di scarti dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’industria (legna da ardere non trattata, potature boschive, residui agricoli e forestali, scarti dell’industria agroalimentare, reflui d’allevamento). Nel caso di biomassa secca ad alto potere calorifico, si utilizza la tecnologia della combustione controllata in caldaia a basse emissioni accoppiata a una turbina a ciclo organico.

Nel processo di combustione viene utilizzata biomassa vergine (legno non trattato) e certificata, con assenza di qualsivoglia sostanza clorurata, evitando quindi in modo completo la formazione di diossine. Affinché avvenga la formazione di diossine, bisogna bruciare plastica clorurata, bisogna bruciare insieme pezzi metallici e bisogna mantenere la temperatura tra 400°C e 800 °C. E queste condizioni possono verificarsi contemporaneamente solo se si inceneriscono rifiuti indifferenziati (che contengono metalli e plastiche) in inceneritori dotati di sistemi di regolazione obsoleti la cui temperatura è difficilmente costante. Nelle centrali a biomasse realmente sostenibili l’unico combustibile è legno vergine non trattato; non sono presenti né plastiche né metalli, quindi le diossine non si formano perché mancano i reagenti. 

Utilizzando unicamente biocombustibili, i trattamenti che vengono effettuati nella centrale produrranno emissioni di anidride carbonica in proporzione alla quantità di carbonio presente nella biomassa stessa (il legno vergine o altri combustibili naturali). L’anidride carbonica emessa dalla caldaia a biomassa è quindi uguale alla quantità precedentemente già assorbita dalla pianta. La produzione di energia elettrica attraverso biomasse ha la capacità di risparmiare grandi quantità di emissioni nell’aria rispetto ai metodi di produzione che non utilizzano biocombustibili. Trarre energia dalle biomasse consente quindi di eliminare i sottoprodotti derivanti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Una fonte di energia pulita su cui l’UE ha deciso di investire al pari dell’eolico.

I biocombustibili sono un’energia pulita a tutti gli effetti; liberano nell’ambiente le sole quantità di carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione e una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili. Il fatto che l’energia dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive è un ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce i sottoprodotti in modo ecologico. Va comunque fatta attenzione al concetto di biomassa, per non confonderlo con quello della termodistruzione dei rifiuti: le biomasse sono esclusivamente di origine vegetale e non vanno confuse con i rifiuti delle attività umane. Per ridurre l’impatto ambientale è inoltre necessario che le centrali siano di piccole dimensioni e utilizzino biomasse locali, evitando in questo modo il trasporto da luoghi lontani.

L’IMPIANTO DI FARA SABINA 

L’impianto sarà alimentato con le potature del bosco e degli uliveti. L’area di stoccaggio delle biomasse sarà completamente all’aperto e senza tettoie, occupando una superficie massima di 1.000 mq. La biomassa utilizzata per la produzione di energia sarà costituita da “cippato” di legna vergine derivante da potatura di boschi (conifere in particolare) e di oliveti, con percentuali minori di altre biomasse come vinacce, stocchi di mais, paglia e frumento provenienti da zone limitrofe. L’approvvigionamento delle biomasse, secondo la legge, si farà entro un raggio di 70 Km dall’impianto.

Le potature di ulivi e gli scarti della manutenzione boschiva saranno trasportati, comunque, entro un raggio di 40 Km dall’impianto. E per minimizzare i costi di trasporto la biomassa arriverà soprattutto dalle numerose aziende agricole attive nelle aree circostanti all’impianto. La prossimità della fornitura di biomassa comporterà un impatto sul traffico molto limitato. Il traffico indotto dall’impianto sarà infatti di circa 500 trasporti all’anno, uniformemente distribuito nei 12 mesi, non superando quindi un massimo di due trasporti giornalieri.

SERV.SOCIALI: NESSUNA INCHIESTA GIUDIZIARIA

La notizia diffusasi nelle ultime ore, relativa al presunto coinvolgimento di un funzionario comunale in un’inchiesta giudiziaria riguardante il Settore dei Servizi Sociali, è destituita di ogni fondamento. All’Amministrazione comunale non risulta, infatti, che l’Autorità giudiziaria abbia emesso provvedimenti restrittivi o di altra natura nei confronti di alcun dipendente, funzionario o dirigente comunale.

CONCORSO VETRINE AL PEPERONCINO

Al via questa mattina l’esame da parte di una commissione guidata dal vice presidente vicario di Ascom-Confcommercio Rieti, Comm. Orlando Iannello, e composta da altri due componenti della Giunta Ascom Francesco Dante e Riccardo Curci dei negozi aderenti al Concorso vetrine “Rieti Cuore Piccante” che ha promosso la realizzazione in città di vetrine a tema legate all’omonima manifestazione in partenza in queste ore a Rieti.

La Commissione ha rilevato con molta soddisfazione come i partecipanti abbiano saputo evidenziare ed esaltare nell’allestimento delle vetrine la spezia più antica della storia e protagonista per 4 giorni a Rieti cuore d’Italia: il peperoncino.
La Commissione comunicherà prima della chiusura della manifestazione i nomi dei primi tre vincitori del concorso.

QUATTRO PITTORI INTERNAZIONALI ALLA MOSTRA "COLORI PICCANTI"

Nell’ambito della Fiera Campionaria del Peperoncino quattro pittori (Ali Al Jabiri, Enrico Di Sisto, Cesare Serafino e Gianni Turina)  hanno celebrato sua maestà il peperoncino realizzando la mostra “Colori Piccanti” con opere ispirate proprio a questo prodotto della natura che con le sue innumerevoli varietà di forme e di colori ha acceso l’ispirazione degli artisti espositori.

La mostra è stata allestita sotto le volte del palazzo municipale in piazza Vittorio Emanuele II e verrà inaugurata giovedì 26 luglio alle ore 19,30 subito dopo l’apertura della Fiera Campionaria di Palazzo Vescovile e rimarrà aperta fino domenica 29. Gli artisti espositori sono artisti affermati e conosciuti al livello internazionale
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A RIETI CUORE PICCANTE STASERA "PICCATANGO"

Questa sera, all’interno di “Rieti Cuore Piccante”, avrà luogo “Piccantango”, la mini rassegna dedicata alla celebre danza argentina organizzata dall’Associazione Culturale TangoIlegal. Sul palcoscenico si esibirà per l’occasione una delle coppie finaliste dei Campionati Italiani di tango (svoltisi proprio a Rieti) di più grande prospettiva: il giovane talento Vincenzo Abascià e la ballerina Valentina Valentino (entrambi provenienti dall’Accademia di Danza di Roma).

L’appuntamento è previsto per le ore 23,15 in piazza Vittorio Emanuele II. Al termine dell’esibizione della coppia, avrà luogo, nella suggestiva cornice dei portici comunali, una piccola session di avvicinamento al tango destinata a neofiti, principianti e curiosi. Sarà inoltre a disposizione del pubblico un desk informativo per conoscere le attività dell’associazione e gli eventi in corso di organizzazione.

IL NUOVO CORSO DEL RIETI CALCIO, LE CONSIDERAZIONI DELL'ASS.ALLO SPORT MEZZETTI

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Il Rieti calcio 1936  ha iniziato un nuovo corso e il lavoro portato avanti in questo mese e mezzo finalmente è giunto a compimento.

Credo a questo punto che il campo sarà l’unico giudizio che potrà contribuire a creare la giusta sintonia tra la squadra di calcio della città e appunto, la città. Era un mio obiettivo quello di creare una nuova reatà che potesse vivere dentro le mura e non soltanto nella periferia intorno allo stadio.

Oggi e nei giorni scorsi ho visto un ambiente che vuole crescere, che è intenzionato ad investire proprio sulle potenzialità della città stessa. Il tempo di crisi e la situazione economica generale non è dalla parte di questa nuova realtà ma lo sport può essere veicolo di crescita per ricreare un tessuto sociale cittadino che possa essere pronto anche alle nuove sfide sportive.

Non nascondo la soddisfazione e l’entusiasmo che ho notato nel rivedere oggi tanti appassionati vecchi e nuovi, curiosi nel vedere al lavoro il mister Arturo di Napoli al quale auguro il benvenuto in città, ma altrettanto incuriositi nell’apprezzare un nucleo dirigenziale finalmente aperto. Credo di averci messo del mio, come il nostro sindaco aveva promesso in campagna elettorale.

Il mio percorso insieme alla nuova società spero possa essere lungo e pieno di successi che possa trascinare sempre piu’ appassionati allo Stadio Manlio Scopigno. Auguro agli amici Riccardo Curci, Franco Tempesta, Fabio Franceschini, Ivo Gentile  e a tutto lo staff un lavoro nell’interesse della città contando, come è accaduto sin dal primo momento, sulla mia vicinanza e sulla mia passione che dovrà essere eguale e vicina a tutti gli sport.

Ringrazio ovviamente anche chi lo ha preceduto se non altro per aver mantenuto viva la fiammella del Rieti calcio. Credo di aver assolto almeno in questa primissima fase del mandato elettorale a ricreare un movimento, di concerto con il Sindaco Simone Petrangeli, gettando il cuore oltre l’ostacolo, come sono solito fare nella vita, nell’amministrazione e nella politica.

IL MESE SACRO DI DIGIUNO DEL RAMADAN NELLA CASA CIRCONDARIALE

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Nella Casa Circondariale di Rieti Nuovo Complesso è in atto il "patto di responsabilità" tra i detenuti e la direzione, un programma che lascia ai detenuti libertà all’interno delle sezioni, con possibilità di accesso e di uso in comune delle cucine, di partecipazione alle attività ludiche e sportive, educative e di istruzione organizzate dalla direzione e dal volontariato.

Il "patto" consiste nell’assunzione di responsabilità comportamentale dei detenuti che accedono così più facilmente e più celermente alle misure alternative al carcere e quindi al reinserimento nella società civile con un duplice obiettivo, svuotare le carceri e reinserire persone che hanno partecipato ad un percorso di consapevolezza e di responsabilità. E’ il progetto della cultura nuova e diversa della carcerazione che si sperimenta a Rieti, voluta dal Capo del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino e diretto dal Direttore del Nuovo Complesso penitenziario di Rieti Vera Poggetti.

Nell’ambito del patto e dell’attività di servizio di volontariato svolto dalla Sesta Opera San Fedele Rieti, Associazione di Volontariato Penitenziario, è iniziato il mese sacro di digiuno del Ramadan dei detenuti di religione islamica. Venerdì prossimo 27 luglio la Direzione, la Sesta Opera San Fedele Rieti, l’Associazione Arabi Insieme Rieti, consegnano a tutti i detenuti di religione islamica della Casa Circondariale di Rieti Nuovo Complesso il dono della comunità dei musulmani reatini, il Sacro Corano, il Tappeto e la Corona per la Preghiera, i datteri, il latte, i biscotti. Il Presidente della Sesta Opera San Fedele Rieti Nazzareno Figorilli, Abdelilah Atiq e Ciro Ganci Responsabili dell’Assistenza Morale per i detenuti islamici presso il Centro di Ascolto, partecipano a questo evento nuovo di amicizia e di fraternità che si concluderà con la festa di fine Ramadan a metà agosto.

FC RIETI, AGGREGATI NUOVI GIOCATORI AL PRE RITIRO

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Al pre ritiro del FC Rieti si sono stati aggregati i seguenti giocatori:
Mohamed Sylla, nato a Conakry (Guinea) il 5/10/92, Difensore centrale, proveniente dal Misurata (Libia);
Ferdinando Campione, nato a Partinico il 19/4/92, attaccante, proveniente dal Sora;
Fabio Longo, nato a Caserta l’1/8/87, attaccante, proveniente dal Real Nocera;
Gabriele Festa, nato a Napoli  il 13/7/94, esterno sinistro di difesa,  proveniente dalla Virtus Keller); 
Domenico Piccolo, nato a Napoli il 28/11/93, centrocampista, proveniente dall’Arzanese;
Antonio Matafora,  nato a Napoli il 1/6/93, portiere, proveniente dal Monte di Procida;
Giacomo Marsiglia, nato a Napoli, il 1/2/95, esterno di centrocampo, proveniente dalla Virtus Keller;
Mattia De Dominicis, 1995, centrocampista, proveniente dall’ex Centro Italia  
Non hanno risposto alla convocazione odierna i giocatori Alessandro Beccarini, Tommaso Piccirillo e Giulio Tagliabue.