SPACCIO DI COCAINA, ARRESTATI TRE REATINI DALLA SQUADRA MOBILE

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Nell’ambito dei consueti servizi disposti dal Questore di Rieti per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nelle serate dei fine settimana, personale della Squadra Mobile ha arrestato, in due diversi controlli, i reatini C.A., del 1989 e P.G., del 1979, ed il reatino G.G., del 1991, per spaccio di cocaina.

Nella serata di ieri, infatti, una pattuglia della Squadra Mobile in servizio sul territorio ha proceduto al controllo di una autovettura sulla superstrada Rieti-Terni, con a bordo due persone. Al momento del controllo, i due giovani hanno tentato di fuggire gettando dal finestrino un involucro, successivamente recuperato dagli agenti e contenente complessivamente 5 grammi di cocaina, prima di essere bloccati ed arrestati. C.A. e P.G.i sono stati, quindi, condotti in regime di arresti domiciliari presso le loro abitazioni in attesa di rispondere, davanti alla locale Autorità Giudiziaria, del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nella successiva nottata, nell’ambito degli stessi servizi di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, una pattuglia della Squadra Mobile, in pieno centro cittadino, ha notato un giovane che cedeva un involucro sospetto ad un altro ragazzo. Gli investigatori hanno immediatamente proceduto al controllo dei due giovani accertando che il G.G.stava cedendo due dosi di cocaina ad un assuntore che è stato, pertanto, segnalato alla locale Prefettura ai sensi dell’art. 75 ed al quale è stata contestualmente ritirata la patente di guida. G.G., invece, che è stato trovato complessivamente in possesso di 1 grammo di cocaina suddiviso in tre dosi, è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il P.M., immediatamente avvertito dell’arresto, ha disposto, anche per lui, il regime degli arresti domiciliari, in attesa del rinvio a giudizio.

ATTIVITÀ DIDATTICHE DEL MUSEO CIVICO

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L’Assessore alle Culture, Diego Di Paolo, insieme al direttore del Museo civico, Monica De Simone, martedì 18 settembre alle 16.30 presso la Sala consiliare del Comune, presenterà ai dirigenti scolastici e ai docenti della provincia di Rieti l’offerta didattica del Museo civico per l’anno scolastico 2012-2013. Considerando prioritario il rapporto con la scuola, anche quest’anno il Museo offrirà una serie di attività destinate ad avvicinare e coinvolgere gli alunni delle elementari, medie e superiori.

I RAGAZZI DELLA VIA GLUCK INDIGNATI DALLE DICHIARAZIONI DELL'ASS.CECILIA

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Un plauso alla trasparenza del nuovo sito del Comune di Rieti, dove, con la pubblicazione della biografia di ciascun assessore, è stato possibile leggere anche la concezione che l’Ing. Cecilia ha degli anni in cui ha vissuto nel Quartiere di Quattrostrade, “…

All’inizio degli anni ’80 sono stato "deportato" con la famiglia alle Case Popolari di via Lama a Quattro strade. Non ho mai saputo chi fosse il progettista di quell’orrendo complesso di palazzoni grigi, all’epoca in piena campagna, né quale fosse il malato disegno di politica urbanistica che spinse ad esiliare tante incolpevoli persone in un ghetto così lontano dalla città, dai giochi e dagli amici…”

Lascia esterrefatti, basiti e indignati, quanto scritto dall’Ing. Cecilia che trasforma il valore di certe realtà periferiche, figlie tra l’altro di giunte a lui vicine, in concetti di “deportazione” e “ghetto”; se quelli che emergono sono i valori alla base dell’azione amministrativa dell’Assessore Cecilia, Assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici, siamo indotti a pensare che il suo interesse per la città sia spinto da atteggiamenti e principi classisti e non certo da ampie vedute, come dovrebbe essere per chi invece si impegna ad amministrare la città.

Oltre al disgusto che da cittadini provocano l’utilizzo di certi termini, l’Assessore manifesta la sua non conoscenza del significato profondo di alcuni concetti; “la deportazione” (con le doverose scuse alle vittime che il concetto racchiude e a quanti ancora oggi si impegnano nello studio della verità storica dei vari periodi) non è un semplice trasferimento, come per sua stessa indicazione, in una casa popolare che, come egli dovrebbe ben sapere viene assegnata su richiesta delle famiglie stesse e da sempre è la risposta sociale delle istituzioni al diritto di una dimora dei cittadini; per “ghetto” egli saprà, si intende un’area in cui per convinzione o costrizione, vivono persone considerate di un determinato retroterra etnica. Per quanto sopra espresso l’Ing. Cecilia dovrebbe tener ben presente che per un amministratore, i cittadini, nonché utenti, che scelgono i servizi del centro, quelli che scelgono la tranquillità della campagna e quelli che scelgono la modernità della periferia, hanno uguale dignità sociale, culturale e politica.

Inoltre negli anni successivi, frequentando il liceo di S. Francesco, l’Ingegnere sembra non voler apprendere, dai coetanei del Liceo di Piazza Mazzini, che “periferia” deriva da due termini greci “περι” intorno e “φέρειv” portare, che indicano il valore di definizione che i quartieri limitrofi danno al centro per costruire e delineare una città in tutte le sue caratteristiche.

Continuando a visionando attentamente la biografia dell’Assessore, si legge di zone di quartieri con terre di “un altro popolo”, “di ritorno dal Purgatorio…” come è ben chiaro l’entusiasmo per l’esperienza extra-urbana e la malinconia e il disagio per il ritorno a Rieti, dove però, nonostante “l’impossibilità di sopravvivere con le modeste risorse che offre il territorio” ha collezionato, come si evince dall’elenco da lui indicato, incarichi pubblici e privati… non certo “modesti”.

Il Sindaco Petrangeli, del quale l’Assessore decanta l’amicizia, che di quartieri “periferici” come Villa Reatina è da sempre riferimento, può condividere che il “biglietto da visita” di un Assessore strategico della sua amministrazione abbia in se tanti e tali pregiudizi? In contrapposizione, tra l’atro con quanto espresso dal vice sindaco Pariboni su “l’individuazione di processi di partecipazione inclusivi di tutti i cittadini, gli attori economici e sociali del nostro territorio, le cui aspettative non possono essere disattese da un governo che ha fatto della partecipazione, della trasparenza e delle legalità le linee guida della propria azione politica”.

ATTIVAZIONE AUTOVELOX IN VIA SALARIA PER ROMA

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Il dirigente del Settore Viabilità della Provincia di Rieti, Carmelo Tulumello, rende noto che a far data dalle ore 00:00 di lunedì 17 settembre 2012 sarà posto in funzione il dispositivo di controllo della velocità sito al km 62+600 della S.S 4 “Salaria”, con direzione Roma. Il predetto dispositivo, omologato con decreto del Ministero dei Trasporti prot. 47177 del 4 giugno 2008 e provvisto di taratura SIT n. LAT 101 B295_2012_ACCR del 17.07.2012, è installato e pre-segnalato in conformità alle disposizioni di legge e alle direttive ministeriali vigenti e, a tal fine, oggetto di specifica verifica da parte della locale Sezione di Polizia Stradale che ha redatto e trasmesso conformi relazioni in tal senso.

Il dispositivo di controllo, già oggetto di atti vandalici ad opera di ignoti, è stato nuovamente installato con protezioni atte ad evitare nuovi danneggiamenti, quali telecamere poste sullo stesso e dispositivi di videosorveglianza opportunamente collocati per monitorare l’intera area. Sul tratto di strada soggetto a controllo vige il limite massimo di velocità di 70 Km/h e sullo stesso, giusto decreto di individuazione del Prefetto di Rieti, non vige l’obbligo di contestazione immediata delle violazioni. Preme sottolineare come il tratto della SS. 4 Salaria lungo il quale è stato installato il dispositivo di controllo risulti essere quello con il maggior numero di incidenti con esiti mortali e come la collocazione dell’impianto siano finalizzata a tutelare la sicurezza della circolazione in prossimità di due intersezioni.

Si invita, pertanto, ad una scrupolosa osservanza dei limiti vigente e delle regole di comportamento al fine di non determinare pericoli per la sicurezza stradale e per non incorrere in sanzioni amministrative pecuniarie e che comportino la decurtazione di punti dalla patente di guida.

INTERVENTI PER RIPORTARE ALLA NORMALITÀ CASETTE

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Sono ancora sul posto gli operai del Consorzio della Bonifica della Piana Reatina intervenuti ieri, su segnalazione di un abitante, a Casette (frazione del comune di Rieti), dove il fosso, a causa della inaspettata piena provocata dalla forte pioggia caduta sulla zona (tra i 70 e gli 80 millimetri in sole due ore) è esondato provocando gravi danni a abitazioni, auto in sosta e a una pizzeria.

Gli operai del Consorzio sono intervenuti subito per ripulire i punti del fosso ostruiti, da dove l’acqua tracimava e, ora, proseguiranno per riportare alla completa normalità la situazione. A spiegare le cause di quanto accaduto è il Direttore della Bonifica, Marcello Iacuitto: “La forte pioggia che si è abbattuta su Rieti ha improvvisamente trascinato a valle i residui dei recenti tagli del bosco delle pendici montane sopra la frazione. I rami di risulta sono quindi arrivati nell’alveo del fosso creando dei veri e propri sbarramenti, da dove l’acqua ha iniziato a fuoriuscire. Nessuna cattiva gestione nella manutenzione dei due corsi d’acqua, dunque. Purtroppo temiamo che questo sia solo un preavviso di quanto potrà accadere nella stagione autunnale se non si interviene con un’azione preventiva”. Gli interventi di ripulitura terranno impegnati gli operai del Consorzio per almeno altri quattro o cinque giorni.

“Nei fossi – aggiunge il Presidente del Consorzio della Bonifica, Adriano Tarani – è stato rinvenuto un notevole carico di legname. Ora si sta intervenendo alla foce del fosso proprio per permettere il maggior deflusso delle acque. Per fortuna si è trattato di un caso isolato, ma abbiamo bisogno di avere a disposizione le forze e i mezzi necessari per mantenere costantemente monitorato il territorio e cercare, per quanto possibile, di scongiurare queste situazioni di pericolo e non soltanto essere chiamati ad intervenire nelle situazioni di emergenza. Per far questo però c’è bisogno che il Consorzio della Bonifica della Piana Reatina sia messo nelle condizioni di continuare a lavorare come sempre fatto e questo sarà possibile solo se, dalla Regione, si riceveranno le risposte che da tempo chiediamo.

Fino a ieri è sceso solo un terzo dell’acqua che mediamente cade nel corso dell’anno; gli indici statistici, perciò, ci preoccupano e ci danno da pensare che quella che ci aspetta è una stagione molto piovosa, in cui tante potrebbero essere le situazioni di emergenza. A chi di dovere chiediamo solo una forte dimostrazione di sensibilità per il nostro territorio”.

INFASTIDISCE I CLIENTI DI UN BAR. DENUNCIATO

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P.D.  del 1968, residente a Rieti, pregiudicato, nella nottata odierna, dopo aver infastidito verbalmente i clienti del bar “Della Valle”, sito in Cantalice, piazza della Repubblica, rintracciato dai Cararbinieri presso il bar “Millevoglie”, di Rieti via Martiri Fosse Reatine e trovato in possesso di un coltello a serramanico, della lunghezza di cm. 26 e lama di cm. 11, è stato denunciato.

 

MICIGLIANO, RITROVATO ESCURSIONISTA DISPERSO IN MONTAGNA

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B.Eugenio, studente di Roma del 1988 e residente ad  Acilia, in una escursione in montagna ha perso l’orientamento in una zona impervia ed isolata di Micigliano.

A seguito della richiesta d’aiuto al 112, i Carabinieri, unitamente a personale del Corpo Forestale dello Stato e del soccorso alpino, hanno avviato le ricerche che hanno consentito di individuare e trarre in salvo il ragazzo alle ore 17:10 in località Croce delle Vie a quota 1000 metri d’altitudine.

L’uomo sebbene visibilmente stanco ed affaticato, è stato portato in buone condizioni di salute presso la propria abitazione.

UDC-RILANCIO PER RIETI: CONSIGLIO COMUNALE E COMMISSIONI IN DIRETTA SUL SITO DEL COMUNE

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Il gruppo consiliare UDC-RILANCIO PER RIETI ha  presentato, al Presidente del Consiglio comunale ed al Sindaco, una richiesta da inserire nell’ODG riguardante la trasmissione in diretta sul sito istituzionale del Comune delle sedute del Consiglio Comunale e delle commissioni Consiliari, che pubblichiamo integralmente.

Rilevato che:
• il programma politico del Sindaco Petrangeli alle elezioni amministrative 2012 metteva in risalto l’importanza dell’informazione e della trasparenza dell’attività politica;
• il Sindaco ha più volte rimarcato la volontà di improntare il suo mandato nell’ottica della trasparenza d’esercizio dell’azione amministrativa;

Visto che:
• le sole sedute del Consiglio Comunale attualmente sono trasmesse in diretta televisiva su RTR; 
• già numerose amministrazioni locali [tra gli esempi più evidenti, il Comune di Venezia , di Napoli e quello di Firenze (già dal 2003) ma anche di Latina come di Desenzano del Garda ] hanno adottato la decisione di rendere pubblico il Consiglio Comunale e le Commissioni in streaming; 
• il garante della privacy si è già espresso positivamente nel 2002 in merito alla pubblicazione in streaming dei Consigli Comunali in riferimento alle normative vigenti (D.Lg. n. 267/2000).

Verificato che: 
  è un’operazione che può favorire la puntuale informazione è la videopubblicazione dei lavori del Consiglio e delle Commissioni Comunali sul sito web del Comune. Tale operazione, se realizzata sfruttando tecnologie open source e le attuali infrastrutture del Comune, è praticamente a costo zero (hardware già a disposizione, software gratuito od open source, poche comunissime e modestissime WebCam ed una connessione ad Internet già disponibile all’interno del Municipio); 

• la videoregistrazione, essendo realizzata al solo scopo documentativo e dovendo essere adattata ad una distribuzione via internet (quindi con requisiti qualitativi modesti) può essere effettuata da una postazione fissa, senza la necessità di un operatore specializzato ed utilizzando uno dei numerosi mezzi che la tecnologia mette ormai a disposizione;  

• in tal modo si favorisce il contatto dei cittadini, soprattutto giovani, con l’attività amministrativa. I Comuni che hanno adottato tale politica di diffusione delle informazioni hanno riscontrato un deciso incremento della partecipazione dei consiglieri alle sedute ma, soprattutto, un sensibile incremento della partecipazione diretta dei cittadini alle attività dell’Amministrazione Comunale;

 • l’eventuale successo dell’iniziativa porterebbe a lievitare il numero di accessi al sito web del Comune con conseguenti benefici anche per le altre sezioni dello stesso.

Tutto ciò premesso: 
Si chiede che il Consiglio Comunale, deliberi, ad integrazione di quanto previsto dal Regolamento Comunale e autorizzi le riprese di cui sopra, dando mandato alla Giunta di provvedere nel più breve tempo possibile all’istallazione della necessaria strumentazione per rendere possibili le riprese audio e video delle Commissioni permanenti oltre che delle sedute pubbliche del Consiglio Comunale e predisporre l’immediata pubblicazione delle stesse in streaming  real-time (in diretta), sia on-demand (in differita – archivio) sul sito istituzionale.

NUOVO ANNO SCOLASTICO, IL NONO SENZA I CORSI PREVISTI, PER LEGGE, DI RISPETTO DEGLI ANIMALI

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In questi giorni è iniziato il nuovo anno scolastico in tutta Italia. Sarà il nono, dopo l’approvazione nel 2004 della Legge 189 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate", senza che lo Stato e le Regioni abbiano provveduto all’applicazione dell’articolo 5 della norma che prevede “l’integrazione dei programmi didattici ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli animali e del loro rispetto”. Tutto è lasciato alla singola iniziativa di insegnanti, dirigenti scolastici e alle proposte delle associazioni animaliste come la LAV che, peraltro, ha in vigore dal 1999 un Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione.

“I cambiamenti in atto di una società sempre più disposta a praticare scelte di tutela degli animali, la volontà degli alunni  a conoscere davvero gli animali e non le loro caricature martirizzate in zoo, delfinari e circhi, non sono sostenuti dalla disapplicazione di quanto previsto dalla Legge – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – chiediamo un impegno a Governo nazionale e ai Presidenti delle Regioni affinché questa opportunità non rimanga lettera morta e aiuti il rafforzamento di una società più tollerante e aperta alla diversità di specie”.

RAPPORTO DI CITTADINANZATTIVA SULLA CRISI RIFUGIATI

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In questi mesi la nostra associazione si è imbattuta in un problema critico della nostra provincia e per far luce sulla questione ha cominciato ad investigare ed approfondire. La questione riguarda i numerosi Rifugiati africani giunti nella nostra regione a causa della crisi Libica. Per prima cosa ci teniamo a sottolineare che le cose non stanno come la popolazione reatina crede di sapere. Ho più volte sentito dire “loro prendono 50 euro al giorno e ai reatini in difficoltà non viene dato nulla”, sembra una grande ingiustizia, ma la realtà è che i ragazzi sono in grande difficoltà e, a differenza di quasi tutti gli italiani, non hanno gli strumenti per difendersi legalmente.

La nostra associazione ha potuto constatare le condizioni di vita di questi ragazzi, ha ascoltato le loro numerose lamentele ed ha visitato la maggior parte delle sedi di “accoglienza”. I rifugiati destinati alla provincia di Rieti (il 6% del totale dei rifugiati destinati alla regione Lazio) sono stati affidati a delle cooperative sparse in tutta la provincia ma principalmente incentrate nella nostra città. Le cooperative per sostenere i progetti di integrazione ricevono ENORMI MOLI DÌ DENARO dallo stato italiano (per altro in gran parte elargiti dalla Comunità Europea)e dovrebbero rispettare dei canoni stabiliti da Convenzioni Europee relativi all’integrazione culturale ma le nostre ricerche hanno verificato numerose carenze ed irregolarità (almeno secondo la nostra logica). Partendo dagli alloggi stracolmi, la mancanza di armadi , tavoli e sedie, apparecchiature elettroniche e spazi vitali, abbiamo constatato che i ragazzi dormono in piccole stanza occupate da 3-4 letti (o materassi gettati n terra), ricevono solo 2,5 euro al giorno per un totale di 75 euro mensili, non conoscono l’italiano e questo gli impedisce di socializzare con i cittadini, non svolgono le attività di formazione lavorativa, se non in casi particolari e hanno ricevuto un totale di 15 euro di ricarica telefonica ALL’ANNO.

 Non siamo riusciti ad ottenere un contratto puntuale e specifico, ma sappiamo che tale contratto deve essere presentato e firmato da ogni rifugiato. L’unico foglio firmato che abbiamo ottenuto è rappresentato da un foglio in bianco, con in alto a sinistra una firma ed un timbro; questo ci sembra strano ed irregolare ma in ogni caso alcuni rifugiati hanno anche dichiarato di non aver mai visto un contratto specifico scritto in inglese, ma solo in italiano, lingua che non conoscono affatto. Le attività lavorative svolte dai ragazzi, in oltre, non sembrano essere remunerate in maniera adeguata: per fare un esempio i ragazzi affidati alla cooperativa Pegasus che svolgono un servizio per L’ASM di Rieti ripulendo le nostre strade non ricevono alcun pagamento, in quanto questa iniziativa sembrerebbe essere un’attività di formazione e non un lavoro vero e proprio !

 La cosa che a noi sembra più grave però è il fatto che molti di loro non hanno ancora un ufficiale status di rifugiati, e attualmente sono richiedenti asilo, dopo uno o due anni di permanenza in Italia. Questa irregolarità causa sbigottimento e ansia nei ragazzi che,in gran parte, vorrebbero fuggire da questo Stato per recarsi in Francia, cosa che legalmente non possono fare. Abbiamo scoperto infatti che la legge in questione non prevede per i rifugiati una libertà di mobilità nella comunità europea, perciò data la situazione nel loro paese d’origine e la loro attuale condizione di richiedenti asilo, essi sono costretti a rimanere in uno stato indefinito e galleggiante. Grazie a questa condizione le cooperative riescono a perpetuare i progetti ad oltranza invece di farli durare 6 mesi o un anno come da legge prevedrebbe.

Stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per aiutare i ragazzi, anche semplicemente cercando di conoscerli e organizzando iniziative sportive o ludiche di gruppo, ma veniamo a volte ostacolati dalle amministrazioni delle cooperative che, per motivi economici, sembrano vederci come una minaccia per la loro attività. Teniamo in particolar modo a ripetere ai cittadini italiani che i soldi stanziati per tali progetti non vengono “donati” ai rifugiati, ma che essi ricevono pochissimi soldi da spendere come preferiscono (75 euro al mese) ed il resto viene gestito dalle cooperative per l’alloggio, il cibo, le attività di formazione, l’insegnamento della lingua, la dotazione delle apparecchiature utili e quant’altro. Trattandosi di 42-46 euro AL GIORNO PER OGNI RIFUGIATO, e trattandosi di fondi statali provenienti dalle Nostre tasche, la domanda che ci poniamo, e che riteniamo essere in diritto di porci, è come vengono esattamente utilizzati questi ingenti quantità di denaro. Non accettiamo che questa crisi venga gestita con il metodo ” criminoso all’italiana” che tutti conosciamo ormai tristemente, con tagli alle spese e guadagni per pochi privati ai vertici delle Cooperative. Non stiamo accusando le cooperative reatine di farlo, ma l’esplosione di casi simili in tutta Italia, e le informazioni che abbiamo trovato in questi mesi ci portano a temere questo.

Gli Italiani dovrebbero sapere, per esperienza personale, cosa comporta la cattiva integrazione degli immigrati in un paese, considerato il comportamento scorretto che il popolo emigrante Italiano ha avuto in America, ricordato per Mafia e violenza. Ma sappiamo anche come sia stato impossibile creare lo stesso sistema criminale in paesi meglio organizzati, come la Germania, nella quale gli emigranti italiani ben integrati hanno attività legali e protezioni statali forti. Tempo fa alcuni malavitosi tentarono di attuare un sistema mafioso in Germania, sfruttando gli altri Italiani immigrati, ma questi furono subito catturati e cacciati dal paese, anche grazie alla collaborazione dei minacciati; questo ci da prova ulteriore di come gli apparati statali debbano occuparsi della gestione del proprio paese. Ricordiamo infine come una popolazione migrante sia una risorsa enorme per un paese per i numerosi benefici che possono esserne tratti se l’integrazione viene effettuata nella giusta maniera, con pratiche rigide, rapide e non assistenziali.

Voglio proporre infine un quesito a tutti: cosa faremmo se giunti in un paese che deve accoglierci, dopo momenti difficili della nostra vita, ci trovassimo senza soldi, accalcati insieme ad altri nelle nostre condizioni, senza poter comunicare facilmente con i cittadini che ci circondano e trovando i gran parte sguardi minacciosi ed ostili intorno a noi ? 

 Speriamo che alla luce di quanto detto gli Italiani capiscano che i RIFUGIATI non sono una vera minaccia, non vengono a rubare soldi e lavoro, ma giungono, per altro senza poter scegliere la propria meta, con la speranza di trovare pace dopo aver subito esperienze che in Italia non si possono neanche immaginare, essendo ormai passati  70 anni dall’ultima grande guerra che ci travolse personalmente.