“In queste ore in cui la maggioranza comunale è in crisi e in cui circolano voci di possibili dimissioni del primo cittadino, Simone Petrangeli – dice il Segretario Generale della Camera Sindacale della Uil, Alberto Paolucci – mi torna in mente la situazione che vivemmo nel 2009, anno in cui, la politica, seppur con attori differenti, perse di vista l’obiettivo principale: rappresentare e tutelare i cittadini.
Paul Morand, in un celebre aforisma, disse: ‘La storia, come un idiota, meccanicamente si ripete’ e questo sembra essere, purtroppo, quanto accade a Rieti. Oggi, come allora, le istituzioni continuano a discutere, incuranti dei problemi, veri e seri, che la cittadinanza vive quotidianamente fuori da Palazzo di Città: la crisi industriale, la mancanza di posti di lavori, i disagi dei pendolari, sono solo alcuni di questi.
La città ha bisogno di continuità e di essere amministrata con serietà e responsabilità. In un momento in cui la Provincia è latitante, il Comune di Rieti avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per il resto dei Comuni del reatino e, invece, quello che stiamo offrendo è uno scenario di tutt’altro tipo. E’ tempo che la politica torni a dialogare con serietà per rispondere ai problemi dei cittadini e che si torni alla normale dialettica tra schieramenti opposti”.
UIL: RIETI HA BISOGNO DI UN GOVERNO CITTADINO SERIO E RESPONSABILE
PD: NUOVO CORSO … NUOVE ADESIONI
E’ giunta in redazione una nota a firma Sauro Casciani, Simona Galassetti, Maurizio Amicosante, Antonio Pietripaoli, Giuseppe Pusceddu, Marco Quartana, Giuliano Di Carlo, Arduino Ingrisano, Sandolo Marciello, Nello Lunari e Rocco Venezia che pubblichiamo integralmente.
Abbiamo sempre considerato la politica un mezzo e non un fine, uno strumento di orientamento e gestione delle dinamiche economiche, sociali, dei processi culturali e storici. Abbiamo sempre considerato il primato della politica come la condizione imprescindibile per mantenere il giusto equilibrio tra i poteri, per evitare l’imbarbarimento dei rapporti tra interessi contrapposti, per garantire diritti e annientare privilegi, per dare una “Regola” a ciò che, se lasciato alla libera espressione, sarebbe causa di ingiustizia, sopruso, violenza.
Questi, in breve, i principi ispiratori da cui siamo da sempre animati e che ci indussero ad aderire a suo tempo ai D.S. ed a promuovere e sostenere il processo di trasformazione in Partito Democratico. Uomini e donne provenienti dall’esperienza comunista, socialista, democratico cristiana, associazionista, si riconobbero in quello che ritenevano un percorso di unificazione di quella “parte”, di quelle coscienze, di quelle idealità che, reduci dalla guerra di Resistenza, furono le protagoniste di un grande processo di rinnovamento e di progresso che culminò con la promulgazione della nostra Costituzione Repubblicana, la più avanzata mediazione tra interessi, lo scrigno dei più elevati principi di civiltà, il mezzo per la realizzazione della democrazia progressiva e di quella che Togliatti definì “la via italiana al socialismo”.
Tutti noi ritenevamo, e riteniamo, che l’azione politica non può e non deve prescindere dai presupposti della difesa e del rilancio dei principi costituzionali e per questo, al di là delle provenienze, accogliemmo con entusiasmo quella che si preannunciava come la nascita di una formazione politica che rappresentasse tutto questo e che potesse quindi divenire la risposta della Politica al berlusconismo.
La storia ci dice che non tutti vissero quel passaggio con questo spirito. Che non tutti ritennero di dover amplificare il confronto dialettico invertendo quel processo di verticizzazione, innescatosi negli anni novanta, che aveva allontanato la gente dalla politica, mortificando i meccanismi della partecipazione, uccidendo ogni passione e alimentando il qualunquismo. Non ci si accorse che le dinamiche sociali ed economiche, i processi della produzione, i meccanismi redistributivi, stavano subendo mutazioni irreversibili e che c’era dunque urgenza e necessità di ripensare e rielaborare una proposta politica credibile della sinistra, un modello di sviluppo e di organizzazione sociale alternativo ed adeguato.
Tutto questo, riteniamo, anche perché i “protagonisti”, coloro che avrebbero dovuto guidare i processi di trasformazione, coloro che avrebbero dovuto “innovare”, hanno continuato ad essere gli stessi che già ricoprivano ruoli dirigenziali ed istituzionali quando alcuni di noi, oggi mediamente cinquantenni, portavano i pantaloncini corti, innescando, tra l’altro, anche quel meccanismo di “esclusione generazionale” che ha caratterizzato in particolare il Partito Democratico di Rieti. Una vera e propria sclerotizzazione da cui è scaturita la reiterata mortificazione della dialettica politica, del confronto interno, delle persone e delle idee.
Ridotta, dunque, ai minimi termini l’agibilità politica nel partito, decidemmo collettivamente di non rinnovare l’iscrizione.
Abbiamo recentemente colto il segnale di novità rappresentato dalla candidatura di Fabio Refrigeri nella lista del P.D. alla Regione Lazio. Segnale di novità nel senso che per la prima volta dopo decenni, una candidatura impegnativa, seppur con la modifica della legge elettorale regionale risultasse estremamente difficoltoso l’essere eletti nel collegio di Rieti, ad un importante consesso elettivo (il Consiglio Regionale), incarnava l’espressione di una esigenza di rinnovamento e di una volontà di valorizzazione delle risorse politiche, intellettuali ed umane del partito.
Ognuno di noi, quindi, aderì al comitato elettorale di Fabio Refrigeri e sostenne convintamene la sua candidatura nel confronto elettorale.Eravamo però ancora indecisi sul da farsi in prospettiva. Temevamo che la incoraggiante vicenda che ha riguardato Refrigeri, dalla candidatura alla nomina di assessore regionale, potesse essere solo una fortuita coincidenza, una eccezione alla logora regola.
Poi le vicende che hanno interessato la sezione reatina del P.D., con lo stravolgimento della classe dirigente, l’elezione di Ruggero Curini alla segreteria e l’avvio di un nuovo corso politico, ci ha convinti che è giunta l’ora di rientrare nelle fila del partito per contribuire al processo di rinnovamento che si è innescato e che ci auguriamo contribuisca a far tornare iscritti e consensi, oltre che idee e proposte che aiutino a superare l’attuale fase di stallo politico e disorientamento identitario.
ASSOCIAZIONE AREA RIETI: GIUNTA PETRANGELI, DE PROFUNDIS
I proverbi antichi hanno spesso ragione, e nel caso dell’amministrazione Petrangeli, e facile affermare “che alla fine tutti i nodi vengono al pettine”. Se non avessimo senso di responsabilità, potremmo oggi festeggiare, perché molte delle cose che avevamo denunciato dai primi mesi di amministrazione si sono rilevate esatte, dimostrando in modo plastico che la maggioranza nata alle ultime elezioni non aveva le caratteristiche per poter governare a lungo.
Oggi siamo tutti in attesa della conferenza stampa del Sindaco, annunciata e poi rimandata, ma in realtà i comunicati del PD, partito di maggioranza relativa, e del Pdci, partito politicamente forte della maggioranza, hanno di fatto già dato il de profundis a questa consiliatura. Nella realtà ad una lettura non partigiana di quest’anno, tutto era abbastanza chiaro già dalla formazione della giunta, dalla scelta delle persone che avrebbero portato avanti il progetto Petrangeli.
La maggioranza attuale è in realtà composta da due mondi non conciliabili tra loro, uniti, nella migliore tradizione della sinistra italiana, solo dall’essere contro, ma privi di una visione comune dello sviluppo della città. Da una parte i figli del ’68, i rivoluzionari nudi e puri, gli ambientalisti di città, determinati a concretizzare l’utopia di un modello di sviluppo figlio della cultura della decrescita felice, innamorati dei loro simboli, incapaci di leggere la città e la società nella sua complessità e dinamica, arrogantemente convinti di essere portatori della verità assoluta, privi della cultura del confronto; dall’altra il pragmatismo moderno di una sinistra riformista, figlia della sintesi tra culture diverse, preoccupata di tenere in se vecchi comunisti e imprenditori. In mezzo la città, impoverita, avvilita, ferma. In un anno tutto questo ha prodotto solo stasi e immagine.
Devastati i servizi sociali in nome del pareggio di bilancio, nuovo totem della sinistra dei movimenti; appaltata la cultura alla Fondazione Varrone, in nome di un elitarismo anti popolare che ha visto preferire piazzetta s.Giorgio a Teatro e, biblioteche e musei, il teatro sperimentale al teatro in vernacolo; bloccato lo sviluppo urbanistico, nel timore di essere accusati di speculazione e vicinanza agli imprenditori;umiliati i commercianti, visti come bottegai nemici dello sparuto gruppo di ambientalisti locali; titubanti sul Terminillo. In un anno messo in discussione e condannato non solo il ventennio di amministrazione comunale del centrodestra, ma anche i 20 anni di amministrazione di centrosinistra della provincia.
Oggi, al di là di quanto dichiarerà il Sindaco Petrangeli, dobbiamo tristemente prendere atto che la città ha perso un anno dietro lo scontro ideologico tra anime diverse della sinistra, e che il tempo è finito. Per tutti. Sarà compito del centrodestra (se ancora esiste) prendere atto che non sarà sufficiente rivendicare il fallimento dell’avversario, ma avere il coraggio e la forza di proporre un progetto serio e concreto per rilanciare lo sviluppo, senza personalismi, velleitarie ambizioni individuali, faciloneria demagogica. Oggi gli elettori sono stanchi di tutti, non è più tempo per imbonitori e dilettanti allo sbaraglio, è necessario che torni la Politica.
FUTURO INCERTO PER IL COMUNE DI RIETI
Dopo la bomba scoppiata tra il sindaco ed alcuni membri della maggioranza nella riunione di martedi, con il primo cittadino che ha minacciato le dimissioni, tutti sono in attesa di conoscere quali saranno gli sviluppi futuri nel nostro Comune.
Le dimissioni del sindaco sembra siano rientrate, sicuramente è stato un atto di forza per richiamare la maggioranza alle proprie responsabilità.
Causa della discussione la rimodulazione della giunta chiesta dal PD con in primo piano ruoli e deleghe degli assessori tecnici che ritiene non siano stati all’altezza, fino ad oggi, di mettersi in sintonia con una città in piena crisi.
Il PD difende a spada tratta l’operato degli assessori del proprio partito, Pariboni e Mezzetti, e con il comunicato di ieri inviato alle redazioni annunciano la presa di distanza dal primo cittadino, che accusano di una gestione ragionieristica lontana dal loro modo di vedere sia amministrativo che politico, una gestione che non ha nulla a che fare con la cultura di sinistra. Al PD si sono aggiunti anche API e Rete dei Cittadini.
Certo sarà necessaria una seria verifica perché di problemi da risolvere sul piatto ce ne sono tanti: dalla Ztl allo sviluppo urbanistico, dalle infrastrutture stradali alla Rieti-Torano, dalla gestione del personale alla disoccupazione. Sicuramente una grossa patata bollente per Petrangeli, che prima o dopo dovrà dare una spiegazione alla città.
CLARISSE APOSTOLICHE IN FESTA PER LA SOLENNITÀ DI SANTA CHIARA
La solennità di Santa Chiara, che cade domenica 11 agosto, sarà celebrata dalle Suore Clarisse Apostoliche di Santa Lucia con un triduo di preghiera in cui saranno coinvolte personalità e credenti che sono seguaci e fedeli interpreti del messaggio che la Santa di Assisi, insieme a san Francesco, ha diffuso nel mondo, e molto di questo rimane anche in provincia di Rieti.
Umiltà, povertà, carità, tenerezza sono alla base dei carismi che caratterizzano la missione che in città conducono da decenni le Suore Clarisse di Santa Lucia, nel cui istituto di piazza della Beata Colomba, ove s’affaccia anche la basilica di San Domenico, è ospitata una casa di riposo femminile che accoglie signore anziane e in difficoltà, ospitate in modo che le stesse ricevano attente cure ed assistenza qualificata.
Alla base dell’opera delle Clarisse c’è un valore cristiano che anima tutta la loro missione: l’amore per il prossimo predicato dal Vangelo di Gesù. Quello dell’educazione è un altro campo in cui si esercità l’opera delle Clarisse di Santa Chiara, che gestiscono da più di mezzo secolo una scuola dell’infanzia che è molto frequentata ed apprezzata. Un triduo di preghiera avrà inizio domani 8 agosto alle ore 17,30 e continuerà venerdì 9 e sabato 10 agosto, per concludersi domenica 11, solennità di Santa Chiara, con una Eucarestia che sarà presieduta da SE Mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo.
L’invito rivolto ai fedeli della Santa Assisiate da parte di Madre Francesca delle suore Clarisse é il seguene "Vieni, perché insieme vogliamo unirci a Santa Chiara per cantare il suo inno di vita: Benedetto sii tu, Signore che mi hai creata e per accogliere il suo messaggio di povertà, di pace e di preghiera".
DOLCE AVIS
Nei prossimi giorni si potranno trovare sui banconi di molti bar e di molti locali della nostra città, bustine di zucchero a forma di cuore con un messaggio che l’Avis di Rieti dedica a tutti i cittadini.
Sono molti i gestori che hanno aderito a questa ennesima iniziativa che, oltre alle coloratissime bustine di zucchero, esporranno un simpatico gagliardetto dell’Avis.
L’Avis ringrazia pubblicamente tutti coloro che vogliono e vorranno sostenere il gesto della Donazione.
SINISTRA PER I BENI COMUNI PER RIETI – PRC/PDCI, API, RETE CIVICA PER I CITTADINI: PATTO POLITICO COMPROMESSO
CINQUANTENNE PERDE LA VITA MENTRE FA JOGGING
Cinquantenne residente a Santa Rufina, questa mattina, mentre faceva jogging nella pista ciclabile nei pressi di Vazia è stato colto da malore. Giunto immediatamente sul posto il 118, l’uomo ha perso la vita nonostante i tentativi del personale medico di rianimarlo. Il decesso é avvenuto per arresto cardiocircolatorio.
CONSIGLIERE CASCIOLI: FINALMENTE IL PD PRENDE LE DISTANZE DAL SINDACO PETRANGELI
Il futuro di Rieti e’ salvo! Il PD ha sentito l’esigenza di intervenire nel "dibattito politico estivo". Ora siamo tutti più tranquilli! Perché? Perché si sono resi conto che era ora, assolutamente ora, di prendere le distanze tra la loro visione di buona amministrazione e di buona politica da chi invece incarna il male assoluto. Si riferiscono ovviamente ancora una volta al centro destra? No, questa volta al Sindaco Petrangeli!
Si perché ormai alla frutta, a ridosso di dimissioni per il momento solo annunciate, il PD ha scoperto magicamente che non ci si puo’ approcciare in maniera tecnicistica e ragionieristica alla gestione della cosa pubblica, non tenendo conto della realtà socio-economica della città!
Ma cari estensori di questo patetico comunicato del PD, ma i vostri sette consiglieri comunali (sei, forse cinque a dire il vero), il vostro Assessore/Vice Sindaco ed il vostro Assessore dove erano quando la giunta prima ed il consiglio comunale poi licenziavano provvedimenti evidentemente ragionieristici acuendo colpevolmente l’evidente, dilagante disagio sociale?
Ed ancora: avete forse dimenticato che il vostro giovane capogruppo in occasione della votazione del bilancio preventivo 2013 ha addirittura chiesto, ed ottenuto, di unire ben 15 punti all’ordine del giorno fosse mai venuta in mente a qualcuno l’idea di approfondirli e di metterli in discussione? Provo un imbarazzo profondo per una forza politica che per sdoganare un fallimento che e’ evidente agli occhi di tutti, tenta in extremis di scaricare il compagno di viaggio scomodo. I cittadini se ne sono resi ben conto al di la’ degli ennesimi slogan populistici prontamente confezionati. Avete miseramente fallito ed e’ arrivata l’ora di andare a casa e liberare questa città da una pirotecnica illusione.
PRIMO ACQUISTO PER LA NPC RIETI, ARRIVA INNOCENZO FERRARO
Arriva il primo e tanto atteso colpo di mercato per la NPC Rieti: è ufficiale che Innocenzo Ferraro vestirà, a partire dal 21 agosto, la maglia amaranto celeste.
