VERTENZA RIGLIANI, FINALMENTE LA SCOMODA VERITA' SUI LICENZIAMENTI

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Finalmente abbiamo la verità sulla vicenda del bando di gara dei servizi sociali per il Centro disabili Rigliani di Spinacceto, una verità che il Comune di Rieti ed il suo Assessorato alle politiche sociali hanno volutamente ignorato per quasi tre mesi, lasciando per strada gli operatori sociali specializzati. Martedì, in una riunione istituzionale tenutasi presso l’Ispettorato del Lavoro di Rieti, la Ditta ‘aggiudicataria’ ha dichiarato che non è in grado di soddisfare la specifica condizione contrattuale, come da bando e capitolato di gara,  consistente nel mantenimento dei livelli occupazionali.

Questo certifica il fatto che a tre mesi dal licenziamento degli operatori, il Comune di Rieti non riesce o non vuole far rispettare alle sue lobby interne ed alla ditta aggiudicataria il capitolo d’oneri, tanto che ad oggi, ben consapevole delle difficoltà economiche della ditta aggiudicataria, non ha provveduto a risolvere il contratto, non si preoccupa di restituire al servizio un minimo di tranquillità, permettendoci quindi di puntare decisamente il dito sul danno che ne deriva ai contribuenti, agli utenti ed alle casse comunali che pagano per non avere un servizio come richiesto, giocando sui destini dei più deboli, per mero calcolo di poltrone. 

E’ tempo che ognuno si prenda le sue responsabilità e ne risponda anche per le conseguenze. In particolare, inoltre, questa vicenda poco edificante si aggiunge ad un complesso di provvedimenti, nello stesso settore delle politiche sociali, che hanno tutti la caratteristica dell’improvvisazione, della incuria per gli impatti che le azioni dell’assessorato comportano, su un sistema complesso di relazioni ed economie, che certo non possono essere gestite con l’arma dell’aggressione allo statu quo, della totale mancanza di trasparenza e correttezza negli atti amministrativi, con documenti che appaiono e scompaiono, doppie versioni degli stessi documenti, pubblicazioni sull’Albo pretorio a mesi di distanza dalle determinazioni, finti sopralluoghi ed ogni genere di altra incuria.

E’ ovvio che tutti si chiedono perché produrre un bando con caratteristiche di ‘urgenza’ quando in realtà il Centro di Spinacceto non soffriva di questa impellente ‘urgenza’? Perché turbare un equilibrio  acquisito faticosamente negli anni, con duro lavoro di operatori ed amministratori, svolto con passione e competenza che sono necessarie per realizzare una comunità di assistenza? Perché stravolgere il sistema naturale delle cose, visto che la sede del progetto regionale del Centro Simonetta Rigliani è Spinacceto? Perché produrre un bando per un Centro che si dice essere inagibile? Perché mortificare operatori e professionisti con motivazioni che il tempo stesso ci restituisce deboli e mendaci? Perché  ad oggi nessuno di coloro che ci rappresentano si è preso la briga di dare risposte vere rispetto a quella che si potrebbe definire una vicenda squallida di mobbing sociale e professionale?

Tutto ciò non è buona politica. Anche se il nostro appunto non ha nulla a che vedere con le ideologie, perchè con il termine Politica Sociale  si fa riferimento ad una vasta gamma di politiche pubbliche che cambiano a seconda dei periodi storici. Ciò che rende ‘singolare’ il concetto di Politica Sociale è l’elevata influenza di agenti esterni che ne determinano la complessità, per cui esso non può avere un unico significato, in quanto  soggetto a mutamenti storici, temporali e culturali, etc. Oggi, per esempio, si sta passando da una lunga epoca in cui si sono costruite e sviluppate le varie articolazioni tecniche, operative e di presidio del welfare ad una nuova fase in cui si devono affinare tutti gli aspetti di efficacia e di costo/beneficio dell’intervento pubblico, per esempio con lo sviluppo del privato sociale, in una società che è molto diversa da quella di 40 anni fa. Ma resta ferma l’esigenza di sviluppare questi cambiamenti in un’ottica di massima progressività,  evitando impatti che vanno a gravare sulla carne viva della società, sia sotto il profilo degli utenti che sotto quelli del lavoro.

Per cui è automatico pensare che  non esista una sola Policy o un solo settore di Politica Sociale. Per questo ci piace pensare alle Politiche sociali intese come quell’ insieme di interventi pubblici con scopi ed effetti variabili, che vanno da una più equa distribuzione sociale di risorse e opportunità, alla promozione di benessere e qualità della vita e che hanno lo scopo di ridurre o limitare le conseguenze sociali prodotte da altre politiche. Ci piace pensare che le Politiche Sociali rappresentano quella parte di politiche pubbliche che, con l’obiettivo di risolvere problemi e raggiungere risultati di carattere sociale, hanno a che fare con il benessere complessivo dei cittadini. 

A questo punto sorge spontaneo chiedersi cosa intendiamo con  il termine “benessere”. Forse vuol dire identificare e potenziare le risorse e le opportunità degli individui nei loro diversi status,  con l’obiettivo di migliorare le  condizioni di vita, restando a disposizione nelle varie fasi dell’esistenza di ogni cittadino.

Queste sono, a nostro avviso, le caratteristiche intrinseche che denotano se chi esercita il governo di questo fondamentale settore delle politiche abbia una spiccata sensibilità oltreché conoscenza e competenze, che devono mirare al bene del cittadino e che sono alla base di un buon ‘governo’ del sistema della coesione sociale. Tutte qualità che l’attuale giunta ed assessorato comunale non dimostrano affatto di avere.

LA LINKEM NPC NULLA PUO' CONTRO LA SUPERIORITA' DEGLI AVVERSARI

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Non si è primi in classifica per caso e Corato l’ha dimostrato sul campo della Linkem, scippandogli gli ultimi barlumi di speranza per agganciare i play off.

Rieti gioca una buona prima parte di gara in cui i padroni di casa riescono a tenere a bada la grande energia della BNB (19-19 e 8-13 i primi due parziali), ma al rientro dagli spogliatoi i leoni amaranto celesti sono ammansiti, subiscono la superiorità fisica dei pugliesi e rincorrono la capolista, che via via dilaga, senza riuscire più a trovare il bandolo della matassa (7-18 e 18-19).

Linkem è matematicamente fuori dai giochi delle più brave, anche se, non dimentichiamolo, al suo primo anno in DNB si è salvata con grande anticipo, consolidando la sua posizione. Non è tuttavia per oggi l’analisi delle cose belle e positive uscite fuori da questa stagione e dal progetto di ampie vedute di Giuseppe Cattani, dove i giovani, che lo stano ripagando con risultati eccezionali, hanno un ruolo primario. Oggi è il giorno in cui atleti, staff e società devono vivere l’amarezza di un sogno sfuggito via e venire a patti con questa delusione, per concludere nel migliore dei modi restanti una stagione complicata.

“Avevo chiesto ai ragazzi di attaccare senza palleggiare – spiega coach Nunzi – perché fisicamente la BNB ci sovrasta e difatti all’andata passandoci la palla siamo arrivati a meno due minuti dalla fine con palla in mano per il pareggio. Divido la gara in due parti. Nella prima, anche se con percentuali di tiro non alte, bene o male abbiamo messo in difficoltà gli avversari, nella seconda parte abbiamo giocato molto male, perdendo completamente di vista il piano partita. Siamo andati in difficoltà a livello offensivo e in pratica siamo spariti dal campo. E’ stato il peggior secondo tempo da quando ci sono io. Nel mio cuore mi aspettavo qualcosa di più”.

“Le due squadre sono state costruite in maniera diversa – prosegue il coach – Zaccariello e Ferraro la scorsa stagione hanno vinto il campionato per la A dilettanti. La loro motivazione di arrivare primi su Roseto è stata forse più forte della nostra di riuscire ad agganciare l’ottava posizione e comunque, per vincere contro loro, avrebbero dovuto coincidere molte condizioni tra cui una nostra prestazione sopra le righe, ma non si può dire che non ci abbiamo provato. Ce l’abbiamo messa tutta”.

Linkem NPC Rieti: Grillo 4, Granato 12, Scodavolpe 5, Feliciangeli 10, Ferrienti 6, Mascagni 2, Musso, De Ambrosi 3, Giovannelli 4, Della Libera. All. Luciano Nunzi.
Madogas Natural Energy BNB: Stella 8, Zaccariello 12, Ancelotti 6, Ferraro 8, Palombita 17, Onetto 6, Merletto 7, Toscano 2, De Angelis 3, Sabbadini. All. Giulio Cadeo.

REGIONALE DI SCI ALPINO: LA SCUOLA BASILIO SISTI AL PRIMO POSTO

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Anche quest’anno la squadra femminile della scuola Basilio Sisti, non deludendo  le aspettative, ha conquistato il primo posto nella fase regionale di sci alpino.

Le tre atlete sono: Virginia Liberati, iscritta allo sci club Orsello, Claudia Colla e Laura Ciaramelletti, iscritte allo sci club Vazia.

Virginia Liberati è salita sul gradino più alto del podio, affiancata da Claudia Colla che ha conquistato il quinto posto e Laura Ciaramelletti con il suo ottavo posto. Con grande gioia i componenti della squadra hanno ricevuto una medaglia d’oro e ciascuno la conserverà con piacere e con orgoglio. Brave le atlete, ma un grazie particolare alla professoressa Simona Micheli sempre disponibile e pronta a sostenere la squadra con il suo entusiasmo.

MOSTRA DI PITTURA DEGLI ALLIEVI DI COSTANTIN UDROIU

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Grande attesa a Fara in Sabina per la mostra di pittura degli allievi di Costantin Udroiu, artista rumeno noto nel panorama internazionale.

Dopo essersi stabilito a Fara ed aver tenuto personali di pittura in tutta Europa ed oltreoceano, Udroiu, Gran Maestro d’Arte Bizantina Rumena, fonda nella sua città d’adozione la Scuola Nikopeia, che lo scorso 13 settembre ha festeggiato i vent’anni di attività.

“È un grande onore ospitare nella Delegazione Comunale e nella nostra Città il maestro Udroiu – spiega Tony La Torre, Assessore alla Cultura di Fara in Sabina – noto ed apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionale. La sua voglia di trasmettere conoscenze tecniche ai suoi allievi è sorprendente e stimolante allo stesso tempo. Siamo curiosi di vedere le loro creazioni e certi che, ancora una volta, il maestro saprà stupire il suo pubblico e richiamare grande attenzione sulla Scuola.”

Gli allievi della sua scuola, che appartiene all’Accademia Internazionale di Arte Moderna – Istituto Superiore di Cultura ed è patrocinata dall’Ambasciata di Romania presso lo Stato Italiano, dall’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, dall’Accademia di Romania a Roma e dagli Arcivescovati di Matera-Irsinia e della Sabina, partecipano ai corsi “democratici, apartitici, apolitici, aconfessionali, senza fini di lucro” del maestro Udroiu in ottantotto, distribuiti in giovani ed adulti nei corsi mattutini e pomeridiani. Nei corsi, Udroiu insegna le tecniche di pittura ad olio, a tempera, di affresco e di incisione.

La mostra “Olivi e oliveti della Sabina”, con le opere degli allievi della Scuola Nikopeia del II e III anno che proporranno studi cromatici della pittura impressionista, icone e composizioni di uliveti della Sabina, sarà visitabile da lunedì 25 marzo a martedì 2 aprile presso la sede della Scuola, nelle sale della Delegazione Comunale di Passo Corese, che la ospita dal 2009.

POST ELEZIONI, CONSEGUENZE DISASTROSE PER L'ITALIA SE SI CONTINUERA' A STARE FERMI

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Le ultime elezioni hanno liberato molti protagonisti della vita pubblica del Paese dall’impegnativa incombenza di legiferare. C’è chi è “volontariamente” uscito di scena (Veltroni, D’Alema, Turco, Castagnetti ecc.), chi ha preferito essere “esonerato” dagli elettori (Fini, Di Pietro, Marini, Crosetto ecc.), chi ha tentato di esserci ma alla fine ha accettato la “proposta” degli elettori di starne fuori (Ingroia, Giannino ecc.), chi si è riproposto per tornarci da protagonista ma ha fatto suo il “consiglio” degli elettori di starci defilato (Casini, Monti ecc.). Ci sono poi coloro che hanno partecipato inseguendo obbiettivi che vorrebbero conseguire nonostante l’invito a ridimensionarli “suggerito” loro dagli elettori:
Bersani che ha corso per vincere ed è arrivato primo, non convinto della decisione della “giuria” che non vuol riconoscergli la vittoria, sta tentando di provare ad ottenerla avendo presentato “ricorso”;

Grillo che voleva giocare di rimessa il primo tempo della partita evitando di andare in vantaggio e battersi per la vittoria al secondo tempo, è stato “tradito” dalla foga vaffanculista che lo ha mandato in vantaggio subito, costringendolo a continuare il gioco su un terreno non previsto ed al quale non era preparato. Insiste ma è costretto ad incontrare difficoltà nel convincere, la sua numerosa “squadra”, a giocare con un modulo superato dalla situazione che si è determinata;

Berlusconi, che ha combattuto per perdere con il minor scarto possibile, pur essendo l’indiscutibile sconfitto, ha centrato al meglio l’obbiettivo ma si è già accorto che non è sufficiente per entrare in “partita” e che il campo non gli offre alcuna possibilità di ottenere quanto vorrebbe.

Il paradosso di queste elezioni sta dunque nel dover constatare che: chi ha ottenuto una, seppur parziale, vittoria, non riesce a farsela riconoscere, chi ha conseguito il miglior risultato non ha alcuna intenzione di metterlo in gioco, chi ha centrato l‘obbiettivo preferisce cominciare una nuova partita. Se si continuerà a star fermi ogn’uno sulle posizioni di partenza la paralisi del parlamento sarà totale e le conseguenze potrebbero essere davvero disastrose per il Paese. Conseguenze che ricadrebbero inesorabilmente su milioni di cittadini che stanno vivendo uno dei momenti più difficili della loro esistenza e per i quali la situazione potrebbe diventare tanto insopportabile da spingerli a promuovere proteste incontenibili. 

Bersani ha capito che bisognava fare qualche correzione di rotta e lo ha fatto a cominciare dalle proposte sulle presidenze delle due Camere e proponendosi per guidare, a tempo e con un programma limitato, un governo composto da personalità significative e competenti ma, a parere del sottoscritto, avrebbe potuto fare anche meglio, suggerendo al Capo dello Stato di chiamare, alla guida di un governo caratterizzato da una piattaforma politico-programmatica non dissimile da quella da lui proposta, una personalità di prestigio e significativa per il Paese.

Grillo, ha anch’Egli apportato qualche correzione alla sua strategia passando dal gioco di rimessa a quello offensivo e lo ha fatto chiedendo al Capo dello Stato, certo di non poterlo avere, di incaricare una personalità da lui proposta per dar vita ad un governo monocolore a cinque stelle. Una richiesta avanzata solo per ribadire che il suo Movimento si collocherà all’opposizione di un qualsiasi altro governo dovesse nascere. Evidentemente non vuol sentir parlare dei problemi del paese, del come dare ad essi una soluzione e tantomeno delle conseguenze che si scaricherebbero sui cittadini anzi, ha fatto intendere di volersi giovare del crescente malcontento dei cittadini per convogliarlo in una protesta mirata a mandare in frantumi, con i partiti, l’assetto democratico dello Stato, le sue istituzioni rappresentative, la sua Carta Costituzionale. Si tratta di un disegno dai contorni poco rassicuranti incentrato su una democrazia che viaggia attraverso la rete e internet che sono indubbiamente fonte di modernizzazione e di diffusione veloce delle conoscenze ma anche, potenziali incubatori di insidie che possono minacciare anche le libertà individuali del cittadino. Si deve peraltro tener conto che si tratta di un mezzo utilizzato da una minoranza e padroneggiato con perizia solo da un ristrettissimo numero di naviganti e che conseguentemente escluderebbe dalle decisioni, la maggioranza degli italiani. Un disegno che è necessario fermare prima che provochi troppi danni. Non è facile prevedere quale potrà essere la metamorfosi del M5S anche perché, molto potrebbe dipendere da quanto sapranno fare le altre forze politiche ma, non è difficile presumere che presto si troverà a dover sciogliere un dilemma non semplice: dovrà chiedere a Grillo e Casaleggio di accettare un risultato elettorale che è andato oltre il previsto e che è difficile non giocarlo in parlamento per far avanzare, tenendo conto dei reali rapporti di forza, i contenuti del cambiamento proposto o chiedere agli eletti di esercitare, indipendentemente da quanto si suggerisce attraverso il blog, le prerogative attribuitegli dal voto e farle valere per ottenere il cambiamento possibile evitando di gettare alle ortiche, un risultato straordinario ed insperato. Sin dalla seduta inaugurale del parlamento, il M5S ha dovuto fare i conti con le regole della dialettica parlamentare e subito, il suo monolitismo eterodiretto ha cominciato a scricchiolare in conseguenza dei limiti di una conduzione, priva del quel retroterra politico e culturale necessario, per guidare davvero il cambiamento in un Paese che ha l’ambizione di essere, protagonista in Europa e attore non marginale in un mondo globalizzato. 

Berlusconi, ha anch’egli aggiustato il tiro sia perché si è reso conto che il risultato non gli consente di difendere quanto gli sta a cuore ma anche perché, ha fiutato che la condizione di stallo nella quale ha preso avvio la legislatura, potrebbe offrirgli l’occasione di ricominciare la partita.  È in questa ottica che ha subito messo in moto le sue truppe per agitare la piazza sui suoi soliti cavalli di battaglia e si è presentato al Capo dello Stato proponendo, con la lusinga ad aprire le porte alla eventuale proroga del suo mandato, una disponibilità pelosa a far nascere un Governo Bersani cosiddetto di “concordia” nazionale. Si è trattato dell’ennesima camaleontica trovata di un prestigiatore che invoca un rifiuto utile per alimentare il suo gioco. Spera che quel rifiuto diventi l’assist da utilizzare con successo quando si giocherà a breve, secondo i suoi desiderata, la partita di rivincita che è il vero ed unico
obbiettivo, gridato in piazza. Non è a caso che la sua proposta di governo ha voluto connotarla con il nome di una nave che sta affondando. 

Non è affatto facile fare pronostici su come potrà concludersi questa fase ma, ora è a Bersani che si deve rivolgere l’augurio di riuscire nell’arduo compito di trovare le convergenze necessarie per varare il suo governo del cambiamento nell’emergenza anche perché, se il suo tentativo dovesse malauguratamente fallire, la situazione potrebbe precipitare a tal punto che neanche la saggezza e l’esperienza del Presidente Napolitano potrebbero risultare sufficienti per correre ai ripari ed il rischio, che l’orizzonte di un giorno nuovo per l’Italia si allontani con conseguenze imprevedibili, si materializzerebbe ancor più incombente. 

LODOVISI: M5S FACCIA SENTIRE LA SUA VOCE PER L'AVVIO DELLA LEGISLATURA PARLAMENTARE

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Lo svolgimento della fase post-elettorale che ha visto il completamento degli assetti regionali e che è stato definito “il completamento del puzzle”  è solo una primo tempo di quello che i cittadini si aspettano per il cambiamento della nostra regione e dell’Italia. In questi giorni emerge con chiarezza il fatto che finalmente Rieti ha una rappresentanza piena in grado di mettere in obiettivo annosi problemi lasciati marcire e che hanno penalizzato questo territorio su vari settori strategici.

Il PD ha piena consapevolezza che assume  un compito gravoso peraltro  reso ancor più complicato dall’attuale congiuntura economica, ma assicura che non si sottrarrà dalla necessità di affrontare con decisione i problemi che possono essere racchiusi in tre filoni:  lavoro e crisi industriale,   reti,  e  aree interne.

Val la pena sottolineare, a favore dei più distratti, che i rappresentanti eletti del PD non emergono da processi oscuri, ma in applicazione di una legge elettorale, che deve essere cambiata, ma  che tale resta fino a quando il Parlamento non vi proceda.
In più i candidati del PD, quelli che vengono definiti cooptati, contrariamente agli altri, si sono sottoposti al vaglio di un processo di preselezione, le primarie, che hanno coinvolto in provincia di Rieti svariate migliaia di cittadini. Ingenerosa oltre che ingiusta nei confronti dei cittadini che hanno partecipato alle primarie appare ogni definizione che non tenga conto di ciò.

Però  il  puzzle evocato in queste ore non è per niente completato.
Infatti il Parlamento eletto ha la possibilità di affrontare molte situazioni (riforma delle istituzioni e della politica, rilancio dell’economia, conflitto d’interessi, legge elettorale, riforma della giustizia) che in questi ultimi dieci anni non sono stati affrontati perchè mai iscritti nell’agenda berlusconiana.

Il M5S, solo mettendo a disposizione la propria consistente forza parlamentare per il raggiungimento di questi obiettivi potrà dire aver  assolto al mandato di cambiamento che i cittadini hanno fatto arrivare con nettezza.  Se invece deciderà di stare nell’ombra nascondendosi dietro a incomprensibili pregiudizi  si dovrà sapere che il cambiamento sbandierato nelle piazze viene riposto nel momento di assumere decisioni nelle sedi proprie.

Per questo auspichiamo che il M5S di Rieti,  facendosi interprete di quel forte messaggio di cambiamento, che tanti nostri e loro elettori chiedono, faccia sentire la sua voce nel senso dell’avvio della legislatura parlamentare consentendo  cosi di mettere in agenda sia i grandi che i piccoli problemi. 

Di questo non potrà che giovarsi anche Rieti, che come ha avuto modo di ricordare, oggi ha una qualificata e nutrita rappresentanza. E solo così si potrà dire di aver fatto in pieno la propria parte. Ce lo chiede l’Italia e non noi che siamo poca cosa.

XI TORNEO "I PULCINI GIOCANO SOTTO L'UOVO"

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Sarà una grande kermesse calcistica giovanile la XI edizione del torneo “I Pulcini giocano sotto l’Uovo", che si disputerà nei giorni  28 e 29 Marzo p.v. presso il campo comunale "Micioccoli"

Giovedì 28 scenderanno in campo i Pulcini Sperimentali 2004 e gli Esordienti 2000 – 2001; Venerdì 29 sarà invece la volta dei Piccoli Amici 2005 – 6 ,  dei Pulcini 2002 e dei Pulcini 2003. Numerose le società e scuole calcio che hanno aderito: la scuola calcio Andrea Di Pietro, la F. C. Rieti, la ASD Poggio Moiano, La Torrese, il Football Club Forano, la Pro Calcio Cittaducale , la ASD Angioina, la ASD Passo Corese 1936, la Polisportiva Cantalice, la ASD Quattro Strade, lo Sporting Rieti – Leonessa. In attesa della conferma di partecipazione da parte della ASD S. Anatolia, della ASD Borgo Quinzio.

Come sempre in queste manifestazioni, il campo Micioccoli pullulerà di bambini: si giocheranno in contemporanea sei partite sui campi opportunamente ridotti che saranno predispoosti dallo staff tecnico della Pro Calcio Studentesca Rieti in entrambe le giornate di gioco.

Come sempre non verranno stilate classifiche di nessun genere, tutti i bambini saranno protagonisti e vincitori perché avranno avuto la possibilità di confrontarsi con i propri coetanei di altre realtà calcistiche, di verificare i progressi fatti nel corso della stagione, di aver pienamente soddisfatto la propria voglia di giocare. Al termine un piccolo riconoscimento di partecipazione per tutti e una targa ricordo alle società partecipanti. Il “terzo tempo” sarà curato come sempre dai genitori dei bambini della nostra scuola calcio  che, volontariamente, al termine delle due giornate di gioco allestiranno un buffet per i partecipanti.

VIA MAJORANA, COSTINI: ASSESSORE CECILIA CHE DICI ! ! !

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Se è possibile la risposta dell’assessore Cecilia è ancora più grave delle azioni portate avanti dall’amministrazione, denotando confusione, e una strana quanto incomprensibile, essendo lui un tecnico, ignoranza di regole e leggi.

Al di là che la tiritera sulle inadempienze della precedente amministrazione sta diventando stucchevole ed imbarazzante, semplice dimostrazione di incapacità a governare e non più giustificazione degli errori, vorrei capire dove sarebbero nella faccenda di via Majorana gli errori.

Parliamo di un programma integrato approvato dal centrodestra nel 1996, programma, che in contraddizione con l’opposizione di allora, lo stesso Cecilia ed il suo guru Ludovisi definiscono apprezzabile; pertanto si tratta di una cosa buona!

Se poi i proponenti hanno trovato difficoltà a realizzarlo, le responsabilità vanno cercate in una legislazione farraginosa, ed in una burocrazia regionale lenta e colpevolmente inefficiente, non certo nel centrodestra allora in maggioranza nel comune. Ma la domanda che mi pongo è cosa centra il passato?

La realtà di oggi, e ad affermarlo è lo stesso assessore, è che una parte dei proponenti oggi non è più interessata al progetto, e poiché viviamo in Italia e non in una repubblica comunista, nessuno può imporre ad un privato di realizzare su un terreno di proprietà lavori, a meno di espropriare il terreno stesso. Questo significa che le condizioni del programma integrato sono venute meno, ed il programma non esiste più. Pertanto di cosa parla l’assessore? Opere di urbanizzazione di che visto che non c’è più il progetto a cui erano legate?

Ancora, e qui è preoccupante se non doloso, l’assessore non può non sapere che dal rilascio del permesso a costruire entro un anno deve essere dichiarato l’inizio lavori, che per legge prevede la realizzazione di opere che modificano in modo sostanziale e non più recuperabile il terreno. Il permesso a costruire in oggetto è stato rilasciato il 12 03 2012 e scadeva pertanto il 13 03 2013, data in cui è stato apposto il cartello, ma, come è possibile vedere semplicemente andando in via Majorana, nessun lavoro è neanche iniziato.

Pertanto il cartello è falso, il permesso a costruire è decaduto, ed eventualmente, non so bene in base a quale strumento urbanistico, dovrebbe essere rilasciato un nuovo permesso. Questi sono i fatti. Che poi la decadenza del programma integrato avrà come conseguenza una perdita del valore commerciale del terreno, con un danno economico per i proprietari (Fondazione Varrone) non credo possa essere un problema dell’amministrazione comunale, o della giunta, nonostante gli intrecci parentali e non.

"DIPENDE DA TE 2013" CONVEGNI SULLE DIPENDENZE DALL'USO DI SOSTANZE LEGALI

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Il 27 marzo, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presso la Casa del Volontariato di Rieti, Piazzale Mercatanti, 5 – Torre D (C/C Perseo), organizzato dalla cooperativa sociale Parsec, si terrà il primo dei tre seminari di formazione specifica che si svolgeranno a Rieti sui temi delle dipendenze comportamentali generate dall’uso di sostanze legali. Questi incontri fanno parte di un progetto finanziato dalla Regione Lazio che consiste in una campagna di sensibilizzazione sul tema delle dipendenze “legali” cioè alcolismo, gioco d’azzardo e dipendenza da psicofarmaci. 

La campagna si articola sul web e sul territorio della regione. L’attività sul web, oltre alla realizzazione del sito www.giochigoccegoccetti.it, prevede la diffusione di messaggi pubblicitari di sensibilizzazione, indirizzati alla popolazione target, diffusi tramite il maggiore motore di ricerca: Google; il maggiore portale di condivisione video: Youtube; ed il social network più utilizzato nel nostro Paese: Facebook. 

L’attività territoriale del progetto prevede invece ottanta uscite (15 per provincia e 20 nel territorio di Roma Capitale), tra le quali i tre seminari del 27 marzo, 30 aprile e 24 maggio, durante le quali, anche tramite l’allestimento di un gazebo e postazione ad hoc, verranno svolti interventi di informazione e sensibilizzazione sulle tematiche in questione. 

E’ inoltre a disposizione dei cittadini un Numero Verde  800 189 499  attivo dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 per ricevere informazioni e orientamento ai servizi presenti sul territorio che si occupano di queste tematiche.

Per ulteriori informazioni tel. 347 6559930

CALENDARIO SEMINARI:

27 MARZO – CONSUMI CONTEMPORANEI: GIOCO, ALCOL E FARMACI.

30 APRILE  – POKER ONLINE, SLOT E GRATTA E VINCI: TRA MERCATO E VITA QUOTIDIANA.

24 MAGGIO –  SOSTANZE D’ABUSO E COMPORTAMENTI D’ABUSO (farmaci, internet e social network).

TELECOM, UGL: FORTI PREOCCUPAZIONI SULLE GARANZIE OCCUPAZIONALI

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TelecomNei giorni 11,12 e 13 marzo si è tenuto un incontro tra le Organizzazioni Sindacali e Telecom Italia, tale occasione ha visto il proseguimento del confronto in merito al Piano d’Impresa della società per il biennio 2013/14. La Direzione di Telecom ha ribadito che la competitività delle diverse aziende del gruppo Telecom sono il presupposto indispensabile per garantire l’occupazione nel medio e lungo termine. Per la Società il recupero della competitività passa attraverso la razionalizzazione delle sedi e alla dichiarazione di circa 3100 esuberi, di cui 2750 sono in capo alla sola Telecom ed il resto nelle società da essa controllate. A comunicarlo sono il Segretario Provinciale Ugl Telecomunicazioni, Massimiliano Lattanzi e il Segretario Generale Ugl Rieti, Marco Palmerini.

"Per quanto riguarda il nostro territorio – proseguono i Sindacalisti dell’Ugl – c’è ancora una volta il forte rischio di vedere tagliato il servizio di call center del 187, già quattro anni fa la Telecom tentò di smobilitare i 25 lavoratori addetti a tale servizio, si riuscì in quell’occasione con manifestazioni, sit-in e con l’intervento delle istituzioni a bloccare  la chiusura. Ad oggi la razionalizzazioni delle sedi, prevede l’accorpamento su tutto il territorio nazionale delle strutture Caring Services, conosciute come servizio 187, che impiegano una forza lavoro inferiore alle 46 unità, Rieti è tra queste e faremo del tutto per evitare che il nostro territorio perda un ulteriore pezzo".

"Rivolgiamo un appello a tutte le istituzioni locali e regionali – continuano Lattanzi e Palmerini – affinché tutti insieme possiamo contrastare le scelte della Direzione di Telecom, basate esclusivamente sulle logiche del profitto, senza una minima attenzione al territorio".

"Riguardo alle proposte di soluzioni a questo problema che circolano in questi giorni, – concludono dall’Ugl –non siamo favorevoli a quella del tele lavoro che vedrebbe importanti riduzioni alle retribuzioni dei lavoratori e soprattutto visto le recenti esperienze, sempre in Telecom,  forti preoccupazioni sulle garanzie occupazionali nel breve e medio termine. Come già detto negli ultimi anni, ma solo come estremo rimedio, se accorpamento dovrà essere, vogliamo quello che prevede meno disagi per i lavoratori e a questo punto ci sembra ovvio batterci per l’accorpamento con Terni e non con Roma come vorrebbe Telecom".