Abete, Zeppieri, Balzerani e Scopetti avranno il compito, nei prossimi 30 giorni, di consultare il sistema associativo e raccogliere le preferenze sul vasto territorio dell’Associazione – la seconda di Confindustria per numero di Soci a cui aderiscono 3400 imprese delle province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo – secondo quanto prevede lo Statuto di Unindustria. Concluse le consultazioni nella Giunta dell’11 luglio, i Saggi sottoporranno le indicazioni emerse sui candidati e il parlamentino di Unindustria voterà a scrutinio segreto designando così il Presidente. Con la Giunta del 26 luglio, il designato presenterà la Squadra dei Vice Presidenti ed il programma di attività per la sua Presidenza. L’insediamento ufficiale è previsto con l’Assemblea generale del 26 settembre 2012.
IVANO PAGGI: LA CLASSE POLITICA DEVE RICONQUISTARE IL SUO COMPITO PRIMARIO VERSO I CITTADINI
Prima di entrare nel merito, una piccola digressione riguardante le ondate di antipolitica che si stanno abbattendo sul nostro paese, Rieti compresa, ed il ruolo che la vera politica deve svolgere, o saper svolgere, nell’ambito di tale fenomeno.
Al riguardo, resto convinto che deve e dovrà essere proprio, ed innanzitutto, la classe politica a dimostrarsi attenta e pronta a riconquistare il suo compito primario di rappresentanza degli interessi legittimi della nostra società, manifestando quelle adeguate capacità di governo che ogni cittadino merita.
Ciò vale naturalmente anche in campo strettamente locale; direi che la partenza dell’attuale Giunta Petrangeli sembra essere stata buona solo a metà, in quanto da quel suddetto primato della politica ha in parte abdicato, per la scelta di persone che, pur degnissime ma digiune di qualsivoglia esperienza politica ed amministrativa, avranno naturali difficoltà nell’andare avanti.
Beninteso, nessun manuale Cancelli sarebbe stato da applicare, ma solo di dare il riconoscimento a chi, per dirla con il Sindaco Petrangeli, “ci ha messo del suo” presentandosi alle ultime elezioni comunali. In fondo, sarebbe bastato attuare uno screeming nelle candidature, attraverso cui individuare le persone più giuste, amministrativamente preparate, per poi “arruolarle” ancora più legittimamente perché “benedette” dal voto popolare. Si è scelta un’altra via, speriamo sia altrettanto corretta e produttiva.
Come si saprà, la mia lunga permanenza in Consiglio Comunale si è interamente svolta sui e dai banchi dell’opposizione ed alcune battaglie sono state condivise da tutti, anche naturalmente da chi attualmente è salito al governo della Città. Mi permetto, allora, di ricordare brevemente alcuni punti essenziali di quelle richieste comuni (sempre inascoltate dalla maggioranza di allora).
Prima di tutto, aggredire con la massima determinazione il Bilancio. Al riguardo si potrebbe senz’altro iniziare attraverso un congruo potenziamento di risorse umane, interne al Comune, nel settore del recupero dell’evasione (ICI, TARSU, contravvenzionale) che ha ormai raggiunto i 20 milioni di euro. Quindi, istituzione immediata di una vera e propria task force così da stanare davvero quella numerosa sacca di evasori che non permette all’Ente Comune, a prescindere dalla riduzione dei trasferimenti regionali e statali, di avere la giusta liquidità finanziaria.
Poi il lavoro. Di certo, c’è da risolvere una problematica diretta che è quella dei precari, per i quali mi chiedo, però, innanzitutto, se il Sindaco sia stato reso edotto di tutte le situazioni e se di conseguenza le abbia davvero chiare. Premesso ciò, è evidente che per l’intero territorio esista un problema di rilancio e di crescita. Ma prima vorrei tornare ad un altra voce su cui si potrebbe risparmiare un bel po’ di soldi.
Nell’Ufficio Legale interno, il Comune di Rieti ha risorse umane con alta preparazione e titoli annessi, e comunque capacità tali da supportare un’attività che, invece, defluendo verso costosissime consulenze, ha finora inciso in maniera pesantissima sulle uscite finanziarie degli ultimi anni (oltre 3 milioni di euro). Ecco che si arriverebbe già ad una cifra di 23 milioni (evasione e consulenze) che rappresenterebbe ben più di una semplice boccata di ossigeno economico.
Concluderei sulla necessità di rilancio e di crescita. A Rieti, intesa come provincia, gli ultimi dati parlano di oltre 31.000 iscritti nelle liste di collocamento e più di 1.000 lavoratori in mobilità. E’, quindi, ora che il termine sinergia non sia solo una vuota parola. Devono essere i due principali enti del territorio (Comune ed Amministrazione provinciale, peraltro ora guidati dalla stessa coalizione politica) che possono e devono incidere in maniera robusta su questo aspetto, studiando e realizzando insieme un adeguato pacchetto anticrisi. In pratica far nascere un vero Patto sul Lavoro, con specifici stanziamenti e oculate strategie, e che richiederà anche uno sforzo suppletivo e particolare della Regione, spesso matrigna nei nostri confronti e quindi chiamata a riscattarsi attraverso un fondo straordinario per sostenere e favorire, in questo particolare momento, l’occupazione di donne, giovani e di coloro che fuoriescono dal mondo del lavoro.
Al Sindaco, ai nuovi amministratori, politici e tecnici, auguro sinceramente buon lavoro, perché la nostra città ha davvero bisogno di scelte adeguate e, soprattutto, non può permettersi il lusso di sbagliare ancora.
G.D.F., 38 DENUNCE E 4 MISURE CAUTELARI A CONCLUSIONE DI UNA VASTA OPERAZIONE
Nell’ultima settimana i militari della Guardia di Finanza di Rieti, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno concluso una vasta operazione che ha consentito la denuncia a piede libero di 38 soggetti e l’emissione di quattro misure cautelari restrittive della libertà personale, tutte eseguite nella provincia di Napoli.
Le suddette persone, molte delle quali con precedenti specifici, sono risultate coinvolte, a vario titolo, per una serie di condotte criminose finalizzate alla ricettazione, alla sostituzione di persona, al falso, al possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, al favoreggiamento personale ed alla truffa.
Alcuni componenti della banda, dopo essersi procurati documenti rubati o contraffatti, ricettavano assegni circolari trafugati nei centri di smistamento postale di Napoli e Bologna. Tali assegni erano stati spediti prevalentemente da alcune delle maggiori compagnie di assicurazioni ai propri assistiti, come risarcimento per danni subiti per incidenti stradali, ma non sono mancati neanche assegni circolari spediti da importanti enti previdenziali ed assistenziali ai legittimi destinatari. Quest’ultimi rimanevano purtroppo in lunga attesa, probabilmente lamentandosi della lentezza delle Poste (loro stesse danneggiate) o magari prendendosela ingiustamente con l’inefficienza di qualche funzionario.
In sintesi, gli steps operativi da anni messi sistematicamente in atto dal sodalizio criminale erano:
– furto di corrispondenza contenente assegni circolari;
– apertura di conti correnti in istituti di credito dislocati su gran parte del territorio nazionale con contestuale versamento dei
predetti assegni modificati nei dati dei legittimi beneficiari;
– svuotamento dei predetti conti mediante operazioni di prelevamento o di bonifico “home banking”.
La vicenda trae origine da attività info-investigativa posta in essere dai finanzieri reatini fin dal mese di febbraio dello scorso anno, quando sono state acquisite notizie relative a delle operazioni sospette effettuate da alcuni soggetti provenienti dalla Campania. Quest’ultimi, con il pretesto di un prossimo trasferimento a Rieti legato a fantomatici motivi di lavoro, avevano aperto dei conti correnti presso Istituti di credito del capoluogo, versando somme modeste e chiedendo il solo rilascio, attesa la loro temporanea assenza dalla città di Rieti, della chiavetta per procedere ad operazioni di “home banking”.
A distanza di alcuni giorni dall’apertura dei conti, i soggetti eseguivano dei versamenti di assegni di traenza quindi, dopo aver raggiunto altre banche appartenenti allo stesso gruppo insistenti nelle confinanti provincie di Terni e Ascoli Piceno, operavano ulteriori versamenti di assegni di traenza in maniera tale da permettere la visibilità delle somme versate ma non del titolo depositato.
Tale anomalia comportamentale veniva costantemente monitorata dai finanzieri mediante propri sensori sul territorio, a tal punto che i militari intervenivano presso una banca reatina proprio nel momento in cui due soggetti appartenenti al gruppo criminale “migrante”, disponevano, appunto, analoghe operazioni bancarie. Si è poi scoperto che tali operazioni truffaldine venivano estese anche in gran parte della penisola, nello specifico nelle provincie di Roma e Viterbo, toccando anche le regioni Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Liguria e la stessa Campania.
Le indagini espletate nell’immediatezza del fatto permettevano di acclarare che gli assegni di traenza versati risultavano alterati nei dati relativi ai legittimi beneficiari i quali, all’uopo escussi, confermavano di non aver ancora ricevuto il titolo in questione a seguito del relativo sinistro patito.
Proseguivano pertanto gli accertamenti mediante l’utilizzo degli strumenti d’indagine tipici della polizia giudiziaria ed economico-finanziaria fra i quali:
– la consultazione dell’anagrafe dei rapporti finanziari;
– il riscontro tra le operazioni ed il traffico telefonico, in entrata ed uscita, sulle utenze intestate e/o riconducibili ai soggetti
coinvolti a vario titolo;
– l’analisi degli elenchi sui quali erano indicati centinaia di assegni trafugati con l’indicazione degli effettivi beneficiari e dei
soggetti che li avevano negoziati illegittimamente;
– l’acquisizione dei tabulati telefonici (a partire da quelli relativi alle persone venute “in trasferta” a Rieti) presso gli operatori di
telefonia fissa e mobile nazionale.
Tra l’altro, nel chiaro intento di frapporre ostacolo alle indagini, alcuni appartenenti all’organizzazione, per comunicare fra loro, utilizzavano anche schede telefoniche “taroccate”, intestate cioè a persone ignare o addirittura decedute, in taluni casi con la connivenza di qualche rivenditore di schede di telefonia mobile.
Non si esclude che l’organizzazione abbia collegamenti con la criminalità organizzata e che, pertanto, con i proventi ottenuti si siano finanziate altre più gravi attività illecite. Tutte le attività criminose poste in essere sono comunque state idonee a produrre una forma dinamica di sostentamento illegale tale da consentire il mantenimento economico di tutte le persone a vario titolo coinvolte, in considerazione del fatto che sono stati accertati profitti illeciti per oltre due milioni di euro. Il giorno 5 giugno 2012, sono state quindi eseguite quattro misure cautelari personali nei confronti di altrettante persone residenti nella Provincia di Napoli.
CALCI E PUGNI ALLA MOGLIE, ARRESTATO
I carabinieri, a seguito di richiesta di intervento pervenuta al “112”, hanno arrestato in flagranza del reato D. Giovanni, di Fara in Sabina del 1972, per avere poco prima percosso con calci e pugni, la coniuge del 1973, causandole lesioni guaribili in 8 giorni s.c. Di tale comportamento è stata accertata la reiterazione.
PERDE L'ORIENTAMENTO E SI SMARRISCE
Nel tardo pomeriggio di ieri, C. Roberto, di Roma del 1944, pensionato, durante un’escursione nei boschi, intrapresa in località Pratarelle nel comune di Orvinio, perdeva l’orientamento smarrendosi. Le immediate ricerche dei carabinieri, condotte unitamente a personale del soccorso alpino di Roma e a volontari del posto, hanno consentito di rintracciare il malcapitato alle ore 21,30 circa in località Collelungo del comune di Pozzaglia Sabina. L’uomo era in buone condizioni di salute,
FISSATA L'UDIENZA PER IL 66ENNE IMPUTATO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA AL CONDOMINIO DEL TERMINILLO
Il Tribunale di Terni ha fissato l’udienza del prossimo 28 settembre per la discussione conclusiva del processo penale a carico del 66enne consulente ternano Giovanni Galli, imputato del reato di appropriazione indebita aggravata.
Nel frattempo arrivano altri problemi per lo stesso consulente. L’ultimo è di pochi giorni fa, ed è anch’esso strettamente legato alla vicenda giudiziaria, con la revoca da parte del Tribunale di Rieti dall’incarico di amministratore del condomino Belvedere Tre Faggi del Terminillo, così come richiesto da un gruppo di proprietari, assistiti dall’avvocato Luca Pizzoli.
La motivazione è collegata alle “gravi irregolarità” segnalate dal nutrito gruppo di condomini e, vista la decisione di revoca, anche effettivamente riscontrate dal giudice durante il mandato dell’amministratore. Quelle stesse irregolarità, o perlomeno una buona parte di esse, che avevano già avuto una ramificazione penale, quella appunto in corso presso il Tribunale di Terni, dove lo stesso consulente umbro risulta essere imputato di appropriazione indebita per aver sottratto dal conto corrente del Belvedere Tre Faggi una cifra vicina agli 80.000 euro nel corso degli anni di sua amministrazione.
Questo almeno stando al capo d’accusa formulato dalla pubblica accusa ternana (Pm Raffaella Gammarota) oltre che dagli accertamenti condotti dalla Questura che avrebbero, infine, rilevato che alcune spese effettuate dal Galli con i soldi del condominio riguardavano questioni personali e non avevano attinenza alcuna con quelle legate all’amministrazione condominiale. Al riguardo si è anche dettagliatamente ricostruita l’origine della storia, quando fu effettuato dal Galli un pagamento di circa 40.000 euro, prelevato dal conto del Condominio, per un debito personale.
Questa spesa suscitò prima i sospetti e poi le richieste di chiarimento da parte di molti proprietari (in tutto sono oltre un centinaio) poco propensi a credere che quella somma derivasse da uno specifico debito del Condomino nei confronti del Galli rispetto all’ipotesi che il prelievo fosse invece riconducibile a vicende private dell’amministratore. Come detto, gli accertamenti successivi alla denuncia che innescò l’inchiesta della Procura di Terni portarono infine ad individuare una sottrazione di denaro praticamente doppia (chiaramente sarà ora il Tribunale a valutare se in tutto questo vi fu effettivamente condotta criminosa), con evidenziate una serie di operazioni, apparentemente discutibili, tra le quali anche la stipula di due abbonamenti Sky presso l’abitazione ternana dell’amministratore del “Belvedere Tre Faggi”.
Aspetti che, appunto, potrebbero trovare chiarimento e definizione nel corso della prossima udienza penale del 28 settembre. Intanto sulla quindicennale esperienza amministrativa del sig. Galli è già calato il sipario per la decisione di revoca emessa dal Tribunale di Rieti a seguito delle numerose e gravi irregolarità commesse dallo stesso.
AL CIRCOLO ARCI RIETI "L'ARTE DEL RICICLO"
In tempo di crisi bisogna re-inventarsi. E niente come la crisi aguzza l’ingegno. Allora perché non crearsi una possibilità in più con le proprie mani? Così, l’Arci di Rieti, in collaborazione con il Circolo Arci Underground, organizza un laboratorio pratico – artistico di riciclo. Il corso sarà tenuto dall’esperta Maha Melhem, una donna che ha maturato un’esperienza artistica decennale e ricca di contaminazioni culturali : partendo dal Libano e attraversando diversi paesi del medio oriente, passando per la Svizzera, la Francia, la Spagna fino ad approdare in Italia. Maha proporrà tecniche interessantissime di riutilizzo di materiali di scarto, per dare vita a nuovi oggetti di uso quotidiano o a preziose “opere d’arte”. Per agevolare la partecipazione delle donne che abitualmente si occupano dei figli, il corso avrà luogo 2 mattine alla settimana presso la sede Arci di Rieti in via Centuroni, 39, dalle ore 10.00 alle 12.00. Il laboratorio prevede la realizzazione di una mostra finale. L’inizio delle lezioni è previsto per lunedì 25 giugno. E’ possibile iscriversi fino al 22 giugno.
Per maggiori informazioni potete rivolgervi a rieti@arci.it – 0746/202510 – www.associazionearcirieti.blogspot.com
SVOLTA DECISIVA PER LA COOP RISPARMIO 76
La vicenda Coop Risparmio 76 sembra essere giunta ad una svolta decisiva. Martedì 12 c.m. si terrà l’Assemblea dei Soci ma all’ordine del giorno non c’è, come era lecito aspettarsi, l’approvazione del bilancio consuntivo bensì, le dimissioni del Consiglio di Amministrazione.
Dopo mesi durante i quali i Soci – che sono i proprietari della cooperativa e che avrebbero avuto tutto il diritto di conoscere per tempo lo stato delle cose e decidere cosa fare – hanno potuto leggere soltanto sui giornali ciò che stava succedendo, oggi sembra non siano chiamati ha conoscere la realtà economica e finanziaria della loro azienda dalla quale partire per definire una strategia per salvare il salvabile ma, ad alleggerire il fardello delle responsabilità a coloro che hanno portato l’azienda al disastro e che hanno anche già tracciato quale dovrà essere il suo molto incerto futuro.
Dalle notizie apparse sui giornali sembrerebbe infatti che il piatto è stato già servito affittando il ramo d’azienda ad una organizzazione che non esisteva e che è nata appositamente per rilevarlo. Una organizzazione che non ha alcuna esperienza nella grande distribuzione e che vorrebbe iniziare la sua scalata in questo settore rilevando una gestione fallimentare, in un mercato abbastanza saturo e senza un marchio di riferimento sufficientemente attrezzato.
Riflettendo per un momento sulle garanzie che un tale accordo, sottoscritto da chi ha portato l’azienda all’attuale disseto, potrebbe offrire ai lavoratori di tornare ai loro posti di lavoro, ai diversi fornitori di recuperare i loro crediti, ai soci prestatori di vedere garantiti i loro risparmi, ai soci consumatori di poter usufruire di un adeguato ed efficiente servizio, non si può che essere preoccupati. Non si vorrebbe che, ancora una volta, si sia messi di fronte all’ennesima trovata di una dirigenza la cui conduzione negli anni si è dimostrata troppo disinvolta per non dire spregiudicata.
L’Assemblea di martedì dodici non deve essere sottovalutata e le centinaia di Soci che hanno creduto e credono nel ruolo che la cooperazione può avere in difesa del consumatore dovranno sentirsi impegnati a partecipare per rivendicare, dall’attuale dirigenza che sembrerebbe voler fuggire mentre la nave affonda, chiarezza sul reale stato delle cose e farla portando in discussione in assemblea il bilancio consuntivo dell’azienda, prima del punto sulle dimissioni del Consiglio di Amministrazione.
Quell’Assemblea dovrà essere una occasione per ragionare con sufficiente ponderazione sul che fare anche alla luce di quanto ha scritto, al neo sindaco di Rieti, il Presidente della Coop Centro Italia il quale, stando a quanto riferito, avrebbe dichiarato di essere disponibile ad intervenire sulla vicenda Coop Risparmio 76 offrendo garanzie per l’occupazione e per i risparmi dei soci prestatori.
Se ciò risponde a verità si tratterebbe di disponibilità di partenza, di assoluto rilievo che sarebbe delittuoso ignorare e sulle quali è indispensabile riaprire rapidamente un confronto prima di imbarcarsi nell’ennesima avventurosa impresa dalla quale se ne potrebbe uscire ulteriormente bastonati.
USL, SEMINARIO FORMATIVO AZIENDALE
Si terrà mercoledì 13 giugno, presso l’Aula Magna dell’Azienda USL Rieti, in via del Terminillo 42, il seminario formativo aziendale dal titolo “Impiego clinico degli emocomponenti per uso topico”, organizzato dall’Azienda Sanitaria Locale e promosso dal dr. Sante Barbante, Direttore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale de Lellis. Medicina rigenerativa, nuove strategie di produzione degli emocomponenti per uso topico e loro applicazione clinica in ambito chirurgico, ortopedico, odontostomatologico, costituiscono alcune delle tematiche che verranno trattate nel corso dell’iniziativa di formazione diretta al personale Medico dell’Azienda, nonché ai Medici di Medicina Generale e ai Medici Odontoiatri liberi professionisti della nostra provincia.

