Protocollo d’Intesa tra Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la Biblioteca Abate Alano. Cuneo: ”Nostra Biblioteca polo culturale”
Trofeo don Bosco: 4 le medaglie conquistate dall’Istituto Comprensivo di Leonessa
TIR nel burrone, lunghe code sulla Salaria per Roma per il recupero del mezzo articolato
Nelle ultime ore del pomeriggio sulla Salaria per Roma si stanno verificando lunghe code di auto incolonnate a causa dei lavori di recupero dell’autoarticolato caduto nel burrone nella mattinata di oggi, 27 marzo, nella bretella Passo Corese – Fiano Romano (LEGGI). Come potete vedere dalla foto di Rietinvetrina l’uscita Fiano Romano è stata chiusa, quindi il traffico si è incanalato in un’unica direzione.
Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia: “Menzogne nelle dichiarazioni del PD riguardo le Tariffe di APS. Nessun aumento per il 24-25”
Il 2 aprile a Rieti presentazione del libro: “Le piante, le foreste e l’uomo, un rapporto antico”
Italia Viva Lazio: “Enti Locali e Associazioni aspettano i Parchi-Canili. Regione vari al più presto le linee guida”
Il Nido di Ana presenta il film “We want sex” proiettato al Cinema Moderno
Il 30 marzo alle ore 18 si terrà presso il Cinema Moderno di Rieti la proiezione del film “We want sex”, che narra le rivendicazioni salariali e il miglioramento delle condizioni lavorative delle operaie della fabbrica automobilistica Ford nell’Inghilterra degli anni 70. La proiezione del film è inserita all’interno dell’evento: “La Giornata Internazionale dei diritti delle donne è OGNI GIORNO” per sottolineare che la parità di genere è un orizzonte e non un obiettivo già raggiunto.
Benché la non discriminazione sia un diritto costituzionale, le donne quotidianamente incontrano difficoltà a fare applicare il principio che ognuna deve poter affermare il proprio posto nella società solo in base al suo valore e alle sue capacità, senza stereotipi e pregiudizi. La proiezione del film sarà preceduta da una breve presentazione, e sarà conclusa da un dibattito aperto sul tema delle discriminazioni di genere. L’evento è collegato alla raccolta firme per la campagna indetta da Amnesty International Italia, mirata alla modifica dell’art. 609 bis del Codice Penale, modifica già attuata da 16 Paesi europei.
DIGOS e Polizia intervengono per disordini nel pre-partita Real Sebastiani – Rimini
Autoarticolato finisce fuori strada nella bretella Passo Corese – Fiano Romano
Oltre 1.700 pellegrini da Rieti a Roma per il Giubileo
Saranno oltre 1.700 i pellegrini della Diocesi di Rieti in cammino per Roma sabato 29. Il pellegrinaggio giubilare diocesano indetto dal vescovo Vito Piccinonna ha raccolto numerose adesioni fra le realtà ecclesiali e le comunità parrocchiali. Da diversi punti della città e del territorio diocesano partiranno sabato mattina ben 27 pullman diretti nell’Urbe. A bordo, fedeli delle parrocchie della città e dintorni, come pure del Montepiano Reatino, della Valle del Velino, Leonessano e Amatriciano, della Valle del Turano, del Cicolano.
I pellegrini raggiungeranno direttamente il Vaticano, per raccogliersi nell’Aula Paolo VI. Sarà la magnifica cornice della sala progettata da Nervi ad accogliere il primo momento della giornata: la catechesi sul tema “Giubileo e Misericordia”, che, su invito di mons. Piccinonna, terrà il card. Angelo De Donatis, Penitenziere maggiore. Una riflessione cui seguiranno anche alcune testimonianze dell’Associazione Rondine – Città della Pace (Arezzo).
Dopo il pranzo al sacco, i pellegrini si raduneranno alle 14.45 in Piazza Pia per compiere il pellegrinaggio giubilare verso San Pietro, varcando la Porta Santa. Compiuto l’ingresso in Basilica, la recita delle preghiere per l’indulgenza dell’Anno Santo, con la professione di fede all’altare della Confessione che sorge sulla tomba dell’apostolo Pietro. Quindi la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo e concelebrata dai presbiteri e diaconi presenti, all’Altare della Confessione. Terminata la liturgia, si ripartirà per il rientro in serata.
Per il Vescovo Vito “il nostro pellegrinaggio diocesano è un cammino segnato dalla Speranza che abbraccia non solo i territori, ma anche le diverse situazioni umane dentro le quali ci è chiesto, a dispetto della cronaca, di farci tessitori di comunione e di riconciliazione, a cominciare dalle nostre case, dalle famiglie che sono il primo luogo missionario e da qui verso tutti”.

