Replas, la CGIL chiede la revoca dei licenziamenti

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Il 13 giugno 2014, si è svolta presso la sede della Prefettura di Rieti, l’incontro tra le rappresentanze sindacali e i lavoratori della Replas con i rappresentanti della società, che hanno aderito all’invito, per trattare la questione della chiusura della sede della Replas S.r.l. di Rieti. All’incontro, presieduto dal Prefetto, dott.ssa Chiara Marolla, sono stati presenti il Dott. Luciano Galimberti, Consigliere di Amministrazione Tenax S.r.l Ing., Fernando Serafini, Procuratore della Replas S.r.l., il Dott. Luciano De Sanctis Consulente Replas S.r.l., Walter Filippi, Segretario Generale Cgil (nella foto), Emiliano Lelli, Segretario provinciale Filctem-Cgil (nella foto), Giancarlo LILLI e Fabio ALTOBELLI, operai Replas S.r.l. Il Prefetto apre la riunione ricordando l’intervento del Direttore della Federlazio, dott. Zanetti, che ha contribuito a rendere possibile l’incontro e riassume per grandi linee gli eventi che hanno anticipato la chiusura della sede dello stabilimento della Replas di Rieti avvenuto il 26 maggio u.s. e il licenziamento dei dipendenti a far data dal 27 maggio u.s. Prende, poi, la parola il consulente dott. De Santis che intende fare il punto delle varie tappe, precedenti alla chiusura della soc. Replas. Dal gennaio 2014 si è occupato della questione, peraltro già nota ai dipendenti dal 2013 per la crisi a livello nazionale, se non europeo del prodotto (materiali in plastica per l’agricoltura), oggi realizzato a prezzi più competitivi dai cinesi e che ora viene assorbito per lo più dal mercato americano, ove la società ha deciso di spostare la produzione, per i costi troppo onerosi dei trasporti. La chiusura definitiva era ventilata per la fine di agosto 2014, ivi compreso il periodo di pulizia magazzino, riordino ecc.; i lavoratori chiedevano che venissero loro concessi gli ammortizzatori sociali, ma – sostiene il dott. De Santis – i dipendenti sono 13 e la mobilità è prevista per aziende con almeno 15 dipendenti, assunti da almeno 6 mesi, secondo la normativa vigente (legge Fornero). La società ha studiato la possibilità di venire incontro alla richiesta, ma è risultato impossibile, dato che da 15 anni risultano agli atti della società 13 dipendenti a tempo indeterminato; gli altri sono stagionali. Varie sono state le riunioni e, per venire incontro alle esigenze dei lavoratori si è proposto di offrire 3 mensilità di stipendio ai dipendenti licenziati, che corrispondono, grosso modo, a 9 mensilità dell’importo per la mobilità; dopo altri incontri e vari rifiuti delle proposte della società, che non prevedevano la concessione di mensilità nette (che, peraltro, potrebbero essere considerate irregolari dall’INPS, perché dovute quale risarcimento del danno biologico sofferto dal lavoratore solo sulla base di una sentenza del Giudice), alla fine di maggio lo stesso De Santis prospettava di concedere 6 mensilità nette, come ultima proposta, dietro garanzia dei lavoratori di proseguire nella produzione al 70% e l’esclusione di vertenze sindacali. La proposta veniva rifiutata dall’assemblea dei lavoratori e il 23 maggio u.s. i dipendenti entravano in stato di agitazione. Si interrompeva, pertanto, il dialogo. Il dott. Galimberti ricorda come la nascita della Replas negli anni ’80 è dovuta all’importante mercato che aveva il prodotto (reti di plastica destinate alla raccolta dell’olio) per la coltivazione di rilievo dell’olio all’epoca; da qualche anno, venuto meno il mercato dell’olio, causa concorrenza con altri paesi e anche per la modifiche normative adottate in ambito U.E., la Replas è stata costretta a modificare il tipo di prodotto con reti in plastica per il settore agricolo. All’inizio degli anni 2000 vari fattori, tra cui l’entrata in vigore dell’Euro, hanno evidenziato come la sede di Rieti non era più competitiva, per i costi di nolo e il rischio di cambio, dato che il mercato ormai si era spostato verso gli Stati Uniti. Tali motivi hanno portato alla decisione di trasferire la produzione in America. Tra l’altro il prodotto è molto sofisticato e si deteriora se rimane a lungo in viaggio o fermo nei magazzini prima di essere consegnato, con inevitabili costi conseguenti. La Repals ha anche proposto il trasferimento temporaneo di alcuni lavoratori nella sede americana per formare i lavoratori locali, ma i lavoratori reatini hanno, tutti, rifiutato. Oggi le perdite annuali della Replas ammontano a 35.000 euro l’anno e non sono sostenibili. Tale circostanza viene sottolineata anche dall’ing Serafini, in forza a Rieti. Il sig. Lelli, rappresentante sindacale intende precisare le tappe precedenti al licenziamento che sono diverse, a suo avviso, da quanto riportato dal dott. De Santis. La prima fase non è mai stata caratterizzata dalla volontà della Replas di raggiungere un accordo. La società ha prima proposto 3 mensilità, respinte dai lavoratori, poi 6, nette, ma il fine del sindacato mirava a evitare la chiusura della fabbrica, che provoca l’esclusione sociale dei lavoratori. Pertanto, era necessario un ristoro più importante, almeno 12/24 mensilità, tenuto conto che il licenziamento era illegittimo. Inoltre, se portata la questione in sede giudiziale, il Giudice poteva accertare che i dipendenti erano 15, tenuto conto che per 15 anni 3 lavoratori sono stati sempre interinali. Comunque, a seguito di vari incontri, la volontà dei lavoratori era di arrivare a una gestione controllata e coordinata della chiusura. Invece il 26 maggio i cancelli della fabbrica sono stati trovati chiusi e la trattativa si è arenata. Inoltre il giorno 25 i dipendenti hanno denunciato alla Questura che alcuni macchinari venivano prelevati da rappresentanti della soc. Replas dalla sede di Rieti e trasportati altrove. Filippi, dal canto suo, ringrazia la Tenax per la partecipazione all’odierno incontro; si dispiace della mancata presenza della Federlazio, che ringrazia per aver contribuito allo svolgimento dell’incontro. La società, negli anni passati, era florida e impegnava oltre 20 dipendenti; risulta ai legali del sindacato, dalla documentazione della società, che erano impiegate 13 persone fisse e 3 precarie di 40/50 anni. Pertanto la Replas poteva vantare 15 dipendenti a tutti gli effetti. Per tale motivo ritiene di dover trovare una soluzione perché sostenere che vi erano solo 13 dipendenti è una “furbata”. La proposta ultima di concessione di 6 mensilità nette ai lavoratori, manifestata alla fine di maggio dal dott. De Santis è stata portata all’assemblea dei lavoratori, come previsto, e ognuno è stato libero di accettarla, salvo in ogni caso la possibilità del singolo di agire in giudizio. La società, a seguito dello stato di agitazione indetto il 23 maggio c.a., che era stato regolarmente comunicato e non era diretto a bloccare la produzione, ha risposto portando via i macchinari il giorno 25 maggio e il 26 maggio i lavoratoti hanno trovato i cancelli chiusi, senza ancora aver ricevuta la lettera di licenziamento, poi pervenuta, per il 27 maggio u.s. Il dott. De Santis, al riguardo, specifica che tutti lavoratori del primo turno erano stati informati di non andare al lavoro il 26 maggio anche per non essere preoccupati nel trovare i cancelli chiusi; Il sig. Filippi contesta tale circostanza perché non tutti sono stati informati e, comunque, insiste nella concessione degli ammortizzatori sociali. Sul punto il dott. De Santis evidenzia che sarebbe più conveniente per la società procedere in tal senso, ma manca il dato oggettivo, e cioè che i dipendenti fossero 15. Il lavoratore Altobelli fa presente che i precari, pur avendo maturato un certo numero di anni di servizio, non sono stati richiamati, a suo avviso, volutamente dalla società, pur essendo assolutamente necessari per coprire i turni. I lavoratori si sentono parte viva dell’azienda dove hanno lavorato per decenni e si aspettavano un comportamento diverso. Il sindacalista Lelli richiama la possibilità della Tenax di inserire al suo interno i dipendenti di Rieti, sì da far scattare i benefici di legge e far decadere il contenzioso. Anche su tale punto il dott. De Santis sostiene che ne manca il presupposto; Tenax è società controllante e non ha alle sue dipendenze i 13 lavoratori; l’offerta economica è giustificata proprio dal fatto che la mobilità non può essere concessa . Filippi, in conclusione, richiamando la necessità di trovare una soluzione che vada incontro alle esigenze dei lavoratori in questo grave momento per l’economia di Rieti propone che la società:
  • revochi i licenziamenti;
  • assuma i lavoratori e i 2 precari per creare i presupposti di un’azienda con 15 dipendenti, abilitata a richiedere i benefici della legge Fornero;
  • prosegua il lavoro per i prossimi mesi e, poi all’inizio del 2015, riapra il discorso della chiusura della sede di Rieti.
In subordine, su richiesta esplicita della società, su una possibile alternativa, data la difficoltà di percorrere questa via, il lavoratore Altobelli propone:
  • almeno 36 mensilità per chiudere la vertenza.
Il Prefetto, preso atto delle richieste della rappresentanza sindacale e dei lavoratori, invita la società Tenax a valutare le proposte ora formulate e a voler comunicarne l’esito dopo l’acquisizione delle decisioni del Consiglio di Amministrazione rammentando la grave difficoltà, oggi, di questo territorio di offrire lavoro.

Buy Lazio, scadenza fissata per venerdì 20 giugno

In virtù delle numerose domande di adesione pervenute negli ultimi giorni e su richiesta delle Associazioni di categoria del turismo, Unioncamere Lazio, in accordo con l’Enit, con la Camera di Commercio di Rieti e del Lazio, ha stabilito di prorogare di una settimana i termini di adesione al Buy Lazio, il Workshop Turistico Internazionale che si svolgerà quest’anno a Rieti dal 18 al 21 settembre 2014. La nuova scadenza è stata fissata per venerdì 20 giugno.

Maltempo, attiva la Sala operativa del Coi

L’Assessorato alla Protezione civile – visti gli ultimi bollettini di vigilanza meteorologica diramati dalla Protezione civile – comunica l’attivazione, dalle ore 14 odierne e per le prossime 36/48 ore, della sala operativa del Coi del Comune di Rieti (tel. 0746/287215 – 348/8856270).

Incendio nella chiesa di San Francesco sul Terminillo

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Nel primo pomeriggio un’incendio è divampato all’interno della chiesa di San Francesco sul Terminillo. I Vigili del Fuoco arrivati sul posto, dopo un’ora di lavoro sono riusciti ad evitare che le fiamme, che avevano già distrutto il locale caldaie, si propagassero in tutta la chiesa. Ingenti i danni subiti dalla struttura.

Il Sindaco di Rieti si scusa per la scelta della band

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Nel pomeriggio di oggi il Sindaco di Rieti ha voluto incontrare i rappresentanti della Pia Unione di S. Antonio per chiarire definitivamente gli accadimenti legati alla manifestazione di rievocazione della Liberazione di Rieti del 13 giugno. Il Sindaco, scusandosi personalmente per l’infausta scelta delle band che si sono esibite il 13 giugno, frutto di una evidente sottovalutazione degli organizzatori dell’evento, ha tenuto a confermare la riconoscenza nei confronti della Pia Unione per la collaborazione mostrata in occasione delle iniziative per il 70° della Liberazione, compresa la scelta di accettare la proposta del Comitato di esporre la statua di S. Antonio per ricordare il 13 giugno del 1944, e ha rinnovato la stima e l’apprezzamento per le attività e l’impegno di una storica realtà cittadina che coinvolge e appassiona migliaia di reatini. La Pia Unione, prendendo atto delle dichiarazioni del Sindaco e ribadendo il proprio servizio sia alla comunità ecclesiale che a quella civile, ribadisce l’impegno di tenere alto il valore religioso dei festeggiamenti antoniani che, anche a seguito dell’atto di affidamento della Città al Santo letto dal Vescovo il 13 giugno, legano l’intera comunità cittadina a valori universalmente condivisi. Il Sindaco e i rappresentanti della Pia Unione auspicano che nessuno voglia continuare a strumentalizzare un episodio che, per quanto spiacevole, non può di certo condizionare il rapporto di stretta collaborazione e amicizia tra la Confraternita e l’Amministrazione comunale.

Rieti calcio resta in Eccellenza. Fedeli basta proclami, se deve abbandonare lo faccia

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Ennesima domenica amara per il calcio reatino, dopo la sconfitta al Manlio Scopigno nell’andata playoff di promozione, che ha visto il Castelfidardo vincere per 2-1, ieri nel ritorno gli amarantocelesti hanno subito dalla squadra marchigiana un altro 2-1, questa volta però senza possibilità di appello. Un’altra occasione persa per il Rieti Calcio che si vede così bloccato a militare per un’altra stagione in Eccellenza. Squadra, quella amarantoceleste, annichilita dagli oltre mille tifosi marchigiani e dagli errori commessi in fase difensiva, con due svarioni che hanno concesso al Castelfidardo campo libero per due contropiedi che hanno colpito al fianco i reatini (30′ e 35′ primo tempo), inginocchiandoli e infrangendo il loro sogno di promozione. Un intero secondo tempo non è bastato ai giocatori di Punzi per ribaltare il risultato, sarebbero serviti ben tre gol per vincere la finale playoff, e solamente Cardillo al 23′ della ripresa riesce a segnare la rete della bandiera per i reatini. Con il risultato complessivo nelle due gare di 4-2 il Castelfidardo accede alla Serie D con un Rieti Calcio che per l’ennesima volta non riesce a risorgere dal pantano. Unica nota positiva i 150 tifosi amarantocelesti al seguito della squadra, che dopo questa cocente delusione hanno avuto ugualmente la voglia di applaudire e ringraziare i ragazzi di Punzi per avercela messa tutta. Quello che doveva essere un sogno si è invece trasformato in un incubo. La delusione non ha risparmiato il patron Fedeli, il quale ancora una volta ha fatto proclami di partenze ed abbandoni, ma ormai siamo abituati a queste manifestazioni che chiaramente dopo la prima, la seconda volta cominciano a stancare. Abbiamo avuto in passato altri presidenti che spesso e volentieri annunciavano l’abbandono, ma per questo nessuno si è mai suicidato. Non capiamo cosa voglia il presidente Fedeli, la squadra è  sua, i giocatori li compra lui, la società è gestita personalmente, ed allora se in campo la formazione non concretizza cosa vuole? Prenda provvedimenti, acquisti giocatori più forti, faccia tutto quello che ritiene più giusto e opportuno fare, però la finisca con questi proclami ogni volta che il Rieti perde. Se vuole andare via lo faccia, non ci strapperemo certo i capelli. E come il proverbio insegna: “Morto un Papa se ne fa un altro”.

La Pia Unione invece di dissociarsi avrebbe dovuto fare un “mea culpa”

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Da questo giornale abbiamo più volte contestato l’operato del sindaco Petrangeli e della sua amministrazione, stavolta però non ci sentiamo di scagliarci soltanto sul primo cittadino, come molti stanno facendo in questi giorni, dopo l’esibizione musicale della Banda POPolare dell’Emilia Rossa, compresa la stessa Pia Unione Sant’Antonio che nel comunicato stampa del 15 giugno si dissocia riportando quanto segue: “l’evento di natura musicale, organizzato dal solo Comune di Rieti, e senza l’intervento diretto della Pia Unione, non inerisce a scelte condivise tra amministrazione e Pia Unione Sant’Antonio di Padova: questo, sia rispetto ai complessi musicali proposti, sia ai contenuti presentati dopo che la Statua aveva fatto ritorno nella chiesa di San Francesco. Tipologia e contenuti dei complessi musicali esibitisi, rispetto ai quali la Pia Unione esprime la propria totale dissociazione, essendosi palesati come del tutto inappropriati sia nei confronti del precedente momento delle devote e dei devoti del nostro Santo intervenuti in San Francesco”. Riteniamo di non dover attribuire la causa di quanto accaduto soltanto al sindaco Petrangeli (avrebbe certamente potuto scegliere un’altra location), ma attribuirne gran parte anche alla Pia Unione Sant’Antonio per i motivi che riteniamo giusti esternare:  
  • La Pia Unione avrebbe potuto evitare di inserire gli eventi legati al 70mo della Liberazione di Rieti, tra gli eventi del giugno Antoniano, anche perché a nostra memoria non è mai accaduto nel passato, ed è giusto distinguere eventi religiosi da eventi politici;
 
  • Fare l’Ostensione per il 70mo della Liberazione di Rieti non ci è sembrata una grande iniziativa, in quanto l’Ostensione fu fatta nel 1926 su esplicita richiesta dei contadini reatini che chiedevano l’intercessione del Santo di Padova affinché facesse cessare le forti piogge che ininterrottamente proseguivano da moltissimi giorni creando danni notevoli alle coltivazioni, pertanto ripetere oggi questo atto straordinario, anche se rivolto alla mancanza di occupazione lavorativa nella nostra città e seppur per un evento di rilievo come la Liberazione, lo riteniamo assolutamente fuori luogo. 
  Dissociarsi, a cose fatte, dall’esibizione musicale della Banda POPolare dell’Emilia Rossa da parte della Pia Unione è troppo facile, e ci da il senso di voler rivoltare la frittata, non per niente l’esibizione è stata pubblicizzata dalla stessa Pia Unione anche nel comunicato stampa dell’11 giugno. Conoscendo l’indirizzo politico del sindaco, la finalità dell’esibizione legata alla Liberazione, avrebbe dovuto allarmare i responsabili della Pia Unione, che avrebbero dovuto evitare di inserire in un programma prettamente religioso un gruppo senza prima informarsi quantomeno sul genere musicale, poi già dal nome era anche facile intuire che il repertorio non può comprendere “Tu scendi dalle stelle” o “Heidi dolce Heidi”. La frittata è fatta, serva almeno da lezione agli organizzatori del Giugno Antoniano, nei prossimi anni prima di dare il nulla osta su qualsiasi evento all’interno delle celebrazioni del Santo che ne verifichino almeno il minimo necessario per evitare figure barbine come quella fatta quest’anno e soprattutto non girare la colpa solo sugli altri, fare oggi un ”mea culpa” invece di dissociarsi sarebbe stato più dignitoso.

Furti in appartamenti, quattro donne arrestate dalla Polizia di Stato

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Personale delle Squadre Mobili delle Questure di Rieti e di Teramo, coordinato dal Servizio Centrale Operativo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha arrestato tre donne: S.C., del 1979, abitante a Martinsicuro, S.F.M., del 1985 e D.R.R., del 1966, residenti ad Alba Adriatica e sottoposto ad obbligo di dimora nel comune di Alba Adriatica una quarta donna: S.D., del 1975, resesi responsabili di otto furti aggravati commessi e tentati nella città di Rieti. Questa mattina, infatti, gli uomini delle Squadra Mobili di Rieti e Teramo hanno dato esecuzione agli ordini di carcerazione emessi, dal G.I.P. del Tribunale di Rieti Dr.ssa Francesca Ciranna, nei confronti di alcune donne abruzzesi che le indagini esperite dagli investigatori della Squadra Mobile reatina hanno individuato come responsabili di numerosi furti in appartamento commessi a Rieti negli scorsi mesi di marzo ed aprile, soprattutto in danno di anziani. Lo scorso mese di aprile, a seguito dell’intensificazione dei servizi disposti dal Questore di Rieti per la prevenzione e repressione del temuto fenomeno criminale dei furti in appartamento, che, nell’ultimo anno, aveva suscitato particolare allarme sociale, il personale della Squadra Mobile, ha fermato e sottoposto a controllo due pluripregiudicate abruzzesi, appartenenti ai clan degli zingari teramani, D.R.R. e S.F.M.. Quest’ultima, nell’occasione, forniva, peraltro, false generalità, in quanto sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Alba Adriatica. Le donne che viaggiavano a bordo di un’utilitaria dotata di un vano ricavato ad hoc per occultare la refurtiva, venivano trovate anche in possesso di oggetti da scasso. Le ulteriori indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale di Rieti Dr. Lorenzo Francia, consentivano agli investigatori reatini di accertare che quel giorno, le pregiudicate, si trovavano in compagnia di altre due donne: S.D. e S.C., con le quali avevano portato a termine un furto nel quartiere Borgo e altri due tentativi nei quartieri di Fondiano e Viale Maraini, forzando, nella circostanza, il portone d’ingresso e la porta di un appartamento. Dall’esame dei tracciati telefonici delle utenze di copertura in uso alle donne, nonché attraverso vari riconoscimenti fotografici eseguiti dalle vittime ed altre attività di indagine, corroborate dal personale della Squadra Mobile della Questura di Teramo, gli Agenti reatini hanno potuto individuare un vero e proprio sodalizio criminale specializzato, dedito alla commissione di reati della stessa specie in tutto il centro Italia. Il gruppo era solito partire al mattino ed aggirarsi con finalità predatorie nelle varie province delle regioni limitrofe, ove al momento la loro posizione è al vaglio delle locali Squadre Mobili. Il modus operandi del gruppo criminale consisteva nel contattare anziani soli, presentandosi loro come venditrici ambulanti, rappresentanti di uffici pubblici, come INPS ed ASL, associazioni di volontariato, come la CARITAS, o addirittura persone conosciute come amiche anche di parenti o di badanti. Le stesse, particolarmente abili nel circuire i malcapitati, suonavano ai citofoni delle abitazioni o richiamavano l’attenzione di anziani affacciati dai balconi, inventando delle storie che gli permettevano di farsi aprire le porte conquistando la fiducia dei malcapitati. Una volta entrate nelle abitazioni, le donne fingevano un malore chiedendo alle vittime un bicchiere d’acqua in modo da potersi accomodare in cucina, lasciando però socchiusa la porta di ingresso dell’appartamento. In pochi minuti, le complici si introducevano, così, in casa “perquisendo” le stanze, soprattutto le camere da letto, ed impossessandosi del denaro e degli oggetti di valore custoditi dagli anziani, in alcuni casi anche per un ammontare di decine di migliaia di euro. Le misure cautelari nei confronti delle donne arrestate, che sono state associate presso la Casa Circondariale di Teramo, sono state disposte per il grave rischio di reiterazione di tali reati, nonché per la gravità della condotta tenuta, aggravata dall’aver agito contro persone anziane ed indifese. La Questura di Rieti invita i cittadini che nell’ultimo anno sono stati oggetto di furti consumati con analoghe modalità, a contattare il personale della III^ Sezione della Squadra Mobile per fornire ulteriori spunti investigativi.

Diego Crescenzi conquista la Coppa Italia 2014

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Domenica 15 giugno in Val Gandino Bergamo si è tenuta l’ultima prova di Coppa Italia Uisp valevole per la conquista della Coppa Italia 2014. L’organizzazione è stata curata dall’associazione Gandino Bike che ha creato un percorso di tipo naturale su un terreno molto insidioso e il grande caldo ha creato non poche difficoltà a tutti i partecipanti. Il nostro reatino Diego Crescenzi con la sua Monty M5 ha allungato subito le distanze su Castelnuovo e Bonomelli già dal primo giro, andando a siglare una sola penalità. Quattro i giri di gara su quattro zone controllate dai giudici. Nel terzo giro Diego si è permesso di girare a zero penalità nonostante un paio di sezioni fossero davvero difficili per via del terreno molto scivoloso. Sette le penalità totali del reatino contro le 25 del lecchese Castelnuovo. Il commento di Diego: “Il grande caldo ci ha fatto soffrire molto su una gara lunga e impegnativa. Quattro giri sono stati davvero tanti. Sono felicissimo perché ho vinto e ho indossato la maglia tricolore 2014. Meglio di così non poteva andare! Anche la mia Bike Monty M5 è stata messa a dura prova, ma non mi ha dato nessun problema. Bravo anche Castelnuovo che nei due giri centrali si è avvicinato ai miei punteggi. Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto e che seguitano a sostenermi. Vi aspetto tutti domenica 22 giugno alle ore 17,30 in piazza Cavour, nei pressi del monumento “La Lira” dove mi esibirò e vi potrò far vedere qualche evoluzione con la mia bici”.

Maltempo su tutto il Reatino. Caduto albero su auto in transito

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Pioggia e forte vento nella giornata di ieri e questa notte. Maltempo che ha coinvolto tutto il Reatino provocando incidenti e disagi alla circolazione stradale, nonché numerosi danni dovuti agli allegamenti. Stamattina infatti, causa maltempo,  lungo la via turanense (bivio Magnalardo) nei pressi del comune di Roccasinibalda una squadra del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Rieti è intervenuta per un albero caduto su una autovettura in transito. Il conducente dell’utilitaria non ha riportato alcuna ferita. I VVF hanno messo in sicurezza il veicolo ed hanno provveduto a rimuovere la grossa pianta sgombrando la sede stradale al fine di consentire la regolare circolazione degli automezzi. La Regione Lazio ha esteso l’allerta  meteo per tutta la giornata di oggi e per le successive 24-36 ore (LEGGI).