“La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, presentazione del progetto Croce Rossa Italiana Comitato di Amatrice dedicato a tutte le comunità

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In occasione del decimo anniversario del sisma che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e i territori del Centro Italia, nasce “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”, un docufilm dedicato alla memoria di quei giorni e all’impegno delle donne e degli uomini che prestarono soccorso alla popolazione. Il progetto nasce dalla volontà di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati all’intervento della Croce Rossa Italiana durante l’emergenza e nei mesi successivi, riunendoli in un unico racconto capace di restituire la complessità del lavoro svolto e, soprattutto, la dimensione umana di chi ha vissuto quei momenti. Il film attraversa tre momenti: il sisma, l’esserci e quello che resta. Dalla notte del 24 agosto e dalle prime ore dell’emergenza, il racconto segue la mobilitazione dei soccorritori, l’organizzazione della risposta e il lavoro della Croce Rossa Italiana, per poi concentrarsi sulle persone, fino ad arrivare a Amatrice oggi, dieci anni dopo. Attraverso le voci di rappresentanti della Croce Rossa Italiana, Volontari, operatori sanitari, istituzioni e cittadini, il docufilm racconta ciò che spesso non emerge dai numeri di un’emergenza: l’angoscia, la responsabilità, la solidarietà, il rapporto con le persone soccorse e la forza di continuare a esserci. Il racconto arriva fino al presente, interrogandosi sull’eredità che il sisma di Amatrice ha lasciato alla Croce Rossa Italiana e alla comunità colpita, anche attraverso la costituzione e la crescita del Comitato CRI di Amatrice, divenuto negli anni una presenza costante al servizio del territorio. Il docufilm è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e di Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice, con la regia di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono di Barbara Montani, mentre riprese e montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Un progetto nato per custodire una memoria e, allo stesso tempo, per trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, del volontariato e del servizio alla comunità. Un docufilm ideato e realizzato da Volontari della Croce Rossa Italiana per raccontare, a dieci anni dal sisma Centro Italia, la memoria di quei giorni, l’impegno dei soccorritori e ciò che quell’esperienza ha lasciato nella comunità di Amatrice. La proiezione si terrà domenica 23 agosto 2026 alle ore 18, presso l’Auditorium “Monti della Laga” di Amatrice. Il docufilm nasce all’interno della Croce Rossa Italiana con l’obiettivo di raccogliere e valorizzare testimonianze, immagini, documenti e ricordi legati al sisma del 2016, e al lavoro svolto nei mesi e negli anni successivi. Un racconto che non vuole essere un bilancio della ricostruzione, né una ricostruzione tecnica degli eventi, ma una testimonianza di memoria, servizio e solidarietà. Dalla notte del sisma a quello che resta Il docufilm è strutturato in tre parti: “03.36”, “Esserci” e “Quello che resta”. La prima parte riporta lo spettatore alla notte del 24 agosto, alla scossa, alle prime chiamate, all’arrivo dei soccorritori e alla complessa macchina organizzativa messa in campo per affrontare l’emergenza. Il racconto si concentra in particolare sulla risposta della Croce Rossa Italiana e sul coordinamento dei soccorsi nelle prime ore, anche attraverso i numeri della risposta: nel corso dell’emergenza del Sisma Centro Italia furono mobilitati oltre 4.200 Volontari CRI e operatori CRI provenienti da tutta Italia, con circa 1.500 mezzi impiegati. L’assistenza alle comunità colpite proseguì per mesi, ben oltre la fase del primo soccorso, con oltre 33.000 pasti preparati e distribuiti nei campi di accoglienza. Ma il docufilm parte proprio dai numeri per andare oltre i numeri. Perché dietro ogni mezzo, ogni intervento e ogni pasto distribuito ci sono persone. Ci sono i Volontari arrivati da tutta Italia, chi ha coordinato i soccorsi, chi ha lavorato tra le macerie, chi ha assistito la popolazione e chi, una volta terminata l’emergenza, ha continuato a esserci. Un ruolo centrale è dedicato anche al Comitato della Croce Rossa Italiana di Amatrice, costituito nel settembre 2022, in seguito al sisma, e divenuto negli anni una presenza costante al servizio della comunità e del territorio. Poi il racconto cambia prospettiva. Non sono più soltanto i soccorsi ad essere i protagonisti, ma le persone: Volontari, rappresentanti delle istituzioni e cittadini raccontano cosa ha significato trovarsi dentro un’emergenza di quella portata, quando anche chi presta aiuto può essere parte della comunità colpita. La parte finale racconta Amatrice oggi, dieci anni dopo. Le testimonianze si interrogano sull’eredità di quell’esperienza, sul cambiamento della comunità e su ciò che il sisma ha lasciato alla Croce Rossa Italiana, sul piano dell’organizzazione e della gestione delle emergenze. Un progetto nato nella Croce Rossa Italiana “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore” è una produzione del Comitato Croce Rossa Italiana di Amatrice. Il progetto nasce da un’idea di Giuseppe Pignoli, Presidente del Comitato CRI di Amatrice, e Marcello Mozzetti, Volontario del Comitato di Amatrice. La regia è di Barbara Montani e Giorgio Marconi, Volontari della Croce Rossa Italiana – Comitato Municipi 8-11-12 di Roma. La sceneggiatura e le interviste sono curate da Barbara Montani, mentre le riprese ed il montaggio sono a cura di Giorgio Marconi. Il risultato è un racconto nato dalla volontà di custodire la memoria di un’esperienza che ha segnato profondamente la Croce Rossa Italiana, le persone che vi hanno preso parte e la comunità di Amatrice. Il docufilm si conclude con una domanda lasciata alle diverse voci del documentario: “Amatrice oggi è…”. Una parola, una frase, un’immagine per raccontare ciò che resta dieci anni dopo. La risposta non è una sola. È fatta di tante voci, tanti ricordi e tante persone. L’APPUNTAMENTO “La memoria resta, Amatrice dieci anni nel cuore”. Domenica 23 agosto 2026, ore 18, Auditorium “ Monti della Laga”.

SEI TU IL REPORTER – Emanuele Maria: “Con l’ennesima chiusura di via Garibaldi come si farà a tornare alle proprie abitazioni?”

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Nuova segnalazione a Rietinvetrina da parte di un lettore che scrive alla nostra redazione per la rubrica SEI TU IL REPORTER: “Si legge sui giornali un nuovo comunicato della Polizia Locale per la chiusura nuovamente di via Garibaldi – commenta Emanuele Maria – non vengono indicate vie alternative per accedere con auto e moto alla zona del Centro Storico. Vista oltretutto la preparazione della fiera del peperoncino, come si farà a tornare alle proprie abitazioni, e come faranno disabili, mezzi di soccorso, etc?” – conclude Emanuele Maria. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Momentaneamente chiusa via Porrara. APS sul posto

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Dalle ore 12:15 circa è momentaneamente chiusa via Porrara svincolo da viale Maraini con traffico deviato. Sul posto c’è una squadra di APS. Fare attenzione e rispettare le regole della strada se si transita in zona.

Fermata 41enne ternana sorpresa in vacanza sul Terminillo. Su di lei, però, pendeva un divieto di ritorno nel Reatino

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I Carabinieri della Stazione di Monte Terminillo, a conclusione degli accertamenti scaturiti da uno dei consueti controlli ai mezzi di trasporto in transito (ulteriormente intensificati nella settimana del Ferragosto), hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti una 41enne, residente a Terni e già nota alle Forze dell’Ordine. La donna è stata fermata e identificata lo scorso 12 agosto, in località Campoforogna, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza. Dai successivi riscontri della banca dati è emerso che a suo carico figurava un provvedimento di divieto di ritorno nel Comune di Rieti, emesso lo scorso aprile. All’esito delle verifiche la 41enne è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 76, comma 3, del D.Lgs. 159/2011 (Codice delle Leggi Antimafia e delle Misure di Prevenzione).

Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Donna causa incidente stradale autonomo: trovata con un tasso alcolemico ben oltre il consentito. Deferito un uomo sempre alla guida ubriaco

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Proseguono i servizi di controllo del territorio disposti dai comandi dell’Arma dei Carabinieri nella provincia di Rieti, finalizzati alla prevenzione delle condotte di guida pericolose e alla tutela della sicurezza di tutti gli utenti della strada. Le attività, condotte sia sulle principali arterie urbane ed extraurbane sia attraverso mirati posti di controllo diurni e notturni, hanno portato a importanti risultati operativi. In particolare, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rieti sono intervenuti tempestivamente a Cantalice, a seguito di un incidente stradale autonomo che non ha visto il coinvolgimento di altri veicoli. Giunti sul posto intorno all’una, i militari hanno identificato la conducente, una donna di 35 anni residente in provincia e già nota alle Forze dell’Ordine. Sottoposta ad accertamento speditivo mediante etilometro, la stessa è risultata positiva con un tasso alcolemico pari a 1,93 g/l, un valore di gran lunga superiore ai limiti consentiti dalla normativa vigente pari a 0,50 g/l. Al termine delle verifiche di rito, la donna è stata deferita in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro immediato della patente di guida e sequestro amministrativo del veicolo ai fini della confisca. Parallelamente, nell’ambito dei servizi straordinari condotti proprio nel giorno di Ferragosto dai Carabinieri della Compagnia di Poggio Mirteto, i militari dell’Aliquota Radiomobile hanno sottoposto a verifica un automobilista 52enne, residente nella zona, sorpreso nel centro abitato alla guida di un furgone in evidente stato di alterazione psicofisica riconducibile all’abuso di sostanze alcoliche. I successivi accertamenti tecnici hanno confermato il superamento dei limiti di legge, registrando un tasso alcolemico pari a 1,92 g/l. Nei confronti del conducente si è proceduto alle sanzioni previste dal Codice della Strada, al ritiro della patente, trasmessa alla Prefettura di Rieti, e all’affidamento del mezzo a una persona di fiducia idonea alla guida. Anche in questo caso, il conducente è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti per l’avvio del relativo procedimento penale. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a mantenere sempre la massima prudenza alla guida, ricordando che i controlli stradali proseguiranno senza sosta su tutto il territorio provinciale a tutela della sicurezza pubblica. Si dà atto, come di consueto, che i procedimenti penali sono ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Quarta amichevole pre-season per il Rieti Calcio che sfida l’Albalonga

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Oggi 20 agosto il Rieti Calcio scenderà di nuovo in campo per un nuovo test pre-season. La prima squadra sarà impegnata alle ore 17:30 contro l’Albalonga, formazione di Serie D, allo Stadio Comunale di Pavona. Un altro banco di prova importante per i ragazzi in vista dell’inizio della stagione

10 anni dal sisma 2016. Vescovo Piccinonna a Famiglia Cristiana: “C’é una cappa di sfiducia da parte della gente verso le Istituzioni e tutto ciò che riguarda la ricostruzione”

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“Si mescolano senso di abbandono e memorie vive. Per il decennale la popolazione pare vivere un misto di commemorazione emotiva e rivendicazione”. A parlare a Famiglia Cristiana è monsignor Vito Piccinonna, Vescovo di Rieti, intervistato in occasione dei 10 anni dal sisma che colpì il Centro Italia nella notte tra il 23 e il 24 agosto, cui il settimanale dedica la storia di copertina.  Il prelato denuncia lo scarto fra narrazione sulla ripresa e percezione della popolazione che, per quasi la metà degli allora sfollati – 20 mila su 41 mila – vive ancora nelle Soluzioni abitative di emergenza: “La ricostruzione è certamente complessa ma c’è rabbia per una serie di soluzioni ritenute possibili, ma non realizzate, nonostante le importanti risorse destinate alla ricostruzione – racconta il vescovo – la vita concreta porta a porre l’accento su quanto manca, perché ciò incide sulla vita reale più di quanto non facciano i cantieri visibili”. Sentimenti che si accentuano con l’avvicinarsi della ricorrenza del decennale: “Ciò che sembra emergere è il senso di rassegnazione. In tanti anni per molti è cambiato poco”. Da sempre accanto a loro c’è la Chiesa. Sacerdoti, religiose, parrocchie che fin dal primo momento sono stati accanto alla popolazione per offrire quella speranza che in molti sembra vacillare: “La nostra presenza non è mai venuta meno, con marce e modalità diverse – illustra mons. Piccinonna – sin dai primi giorni dell’emergenza, anche in maniera più attiva e grazie all’aiuto economico di Caritas italiana e tanti benefattori”. Accanto alle difficoltà, il territorio continua a mostrare segni di resilienza: tra cantieri ancora fermi, prefabbricati comunali e servizi essenziali da reinventare, Famiglia Cristiana racconta le molte comunità non hanno mai smesso di organizzarsi. Ad Accumoli, ad esempio, i volontari garantiscono trasporti per anziani e persone fragili rimaste nelle SAE, mentre ad Amatrice botteghe e attività artigiane riaprono dove tutto era crollato. A Ussita, iniziative locali e nuove nascite diventano simboli di una ripartenza possibile: come quella della piccola Eva, nata il 29 maggio a Ussita da mamma Martina e papà Valerio. Tuttora abitano in una casa SAE in attesa che venga ultima l’abitazione di Visso: “L’abbiamo chiamata come la prima donna. Non ci aspettavamo fosse accolta in modo così entusiasta, ma ne siamo felici e speriamo ne arrivino altri”. In un territorio così segnato dallo spopolamento, si può davvero ricominciare da un fiocco rosa. Edizioni San Paolo

SEI TU IL REPORTER – Orietta: “Sant’Eleuterio, vicino al Cimitero di Rieti, una memoria millenaria soffocata dalle erbacce”

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Nuova segnalazione giunge alla redazione di Rietinvetrina per la rubrica SEI TU IL REPORTER. A scriverci Orietta: “Un luogo che custodisce quasi duemila anni di storia oggi rischia di scomparire non soltanto dalla vista, ma anche dalla memoria collettiva. L’area di Sant’Eleuterio, nei pressi dell’attuale cimitero cittadino di Rieti, si presenta abbandonata al degrado, invasa dalla vegetazione spontanea e ricoperta di erbacce. Una condizione che stride con l’importanza storica, archeologica e religiosa del sito. Secondo la tradizione, proprio in questa zona si trovavano le sepolture dei martiri cristiani Eleuterio e Anzia. Tra il II e il V secolo vi sarebbe sorto un antico luogo di culto, attorno al quale si svilupparono un cimitero sotterraneo paleocristiano e, successivamente, una chiesa con un monastero. Nelle vicinanze si trova anche la fonte di Sant’Eleuterio, considerata dalla tradizione locale la prima fonte battesimale della Rieti paleocristiana. Un elemento che rafforza il valore simbolico dell’intera area, indicata come uno dei luoghi nei quali affondano le radici della prima comunità cristiana reatina. Sant’Eleuterio è inoltre legato alla memoria di san Francesco d’Assisi. Le fonti francescane ricordano una sua sosta presso il romitorio che sorgeva “di fronte a Rieti”, inserendo questo luogo nel più ampio itinerario spirituale della Valle Santa. Un legame che potrebbe trasformare l’area in una tappa di interesse religioso e culturale, soprattutto in un territorio profondamente segnato dalla presenza del Santo. Dell’antico complesso, tuttavia, oggi rimane ben poco. La chiesa e il monastero subirono nel corso dei secoli danneggiamenti e trasformazioni, anche in seguito ai violenti terremoti del 1703. Alla fine dell’Ottocento, durante la costruzione del cimitero monumentale di Rieti, gran parte delle strutture superstiti venne distrutta. Proprio per questo, ciò che resta dovrebbe essere tutelato con particolare attenzione. Al contrario, l’area appare dimenticata: la vegetazione incontrollata nasconde le tracce del passato, rende difficile riconoscere i luoghi e restituisce l’immagine di un patrimonio lasciato senza manutenzione e senza un progetto di valorizzazione. Non si tratta soltanto di tagliare le erbacce. Servirebbero una ricognizione archeologica e documentaria, una pulizia rispettosa del sito, una segnaletica adeguata e un percorso capace di raccontarne la storia. Anche la fonte potrebbe essere inserita in un itinerario che colleghi le testimonianze paleocristiane della città ai luoghi francescani della Valle Santa. Lasciare Sant’Eleuterio nell’incuria significa permettere che un capitolo fondamentale della storia di Rieti venga lentamente cancellato. Recuperarlo, invece, vorrebbe dire restituire alla comunità un luogo della memoria e offrire ai visitatori una testimonianza preziosa delle origini cristiane del territorio. La città e le istituzioni competenti sono dunque chiamate a intervenire. Sant’Eleuterio non può continuare a essere un nome ricordato soltanto nei documenti e nelle pubblicazioni storiche, mentre il luogo reale scompare sotto le erbacce. Un patrimonio tanto antico merita cura, tutela e rispetto” – conclude Orietta. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Campus Giovani 2026, esperienza e divertimento con la Croce Rossa sul Terminillo 

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La Croce Rossa Italiana in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, nell’estate del 2026 organizza 8 Campi Giovani per giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni. Il Monte Terminillo per 5 giorni consecutivi ospiterà il secondo di questi campi e sarà un campo di prossimità, pensato in particolare per garantire la piena partecipazione anche di giovani con disabilità (fisica, sensoriale, cognitiva o relazionale). La dimensione locale di questi campi permette l’adozione di misure di supporto personalizzate e un contesto sicuro e accessibile. Tante saranno le attività che verranno svolte dai ragazzi mirando a stimolare confronto, consapevolezza e partecipazione attiva. Passeggiate nella natura, laboratori pratici ed altri momenti da vivere insieme saranno lo stimolo per affrontare diverse tematiche, anche grazie all’intervento di giovani volontari della CRI. Le attività e l’organizzazione dei 5 giorni saranno affidate al Comitato CRI di Rieti, nella figura del Delegato Area Sociale Alfredo Vulpiani. Ancora una volta il Terminillo si conferma meta privilegiata per confronti di questo tipo e per esperienze all’aria aperta, coinvolgendo le attività del luogo. Un importante ringraziamento anche alle associazioni Il Guazzabuglio Emergenza e Povertà OdV nella persona di Federica Paolucci, conosciuta come Nanina e la ASD Atletica Sport Terapia nella figura di Annacarla Purificati, che hanno aderito al progetto e preso parte a questa esperienza. 

A Castelnuovo di Farfa si pensa a migliorare la comunicazione ai cittadini grazie al progetto “infopaese”

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Con la collaborazione di un gruppo di cittadini, il Comune di Castelnuovo di Farfa ha deciso un’azione orientata alla massima e più capillare informazione verso tutta la Comunità del paese. Nasce così il progetto “infopaese”, un canale di comunicazione che utilizzerà social, messaggi, manifesti e volantini in modo integrato. Inoltre il Comune sta pensando di collocare nel centro del borgo un pannello elettronico che fornirà le stesse informazioni ai passanti. Sarà necessario utilizzare tutti i sistemi atti a raggiungere ogni cittadino, anche chi non utilizza pc o smartphone, mediante affissione di manifesti e distribuzione di volantini. Il flusso di comunicazioni sarà costituito in particolare da informazioni di servizio, notizie dai giornali, comunicazioni istituzionali; annuncio di eventi, informazioni culturali, storiche e quanto altro sarà ritenuto utile per la Comunità. La messaggistica di “infopaese” sarà attiva solo verso i cittadini che manifesteranno il consenso a ricevere le informazioni. L’obiettivo è tenere aggiornati i cittadini, condizione imprescindibile oggi per ogni comunità. Infopaese parte da settembre iniziando a raccogliere le adesioni al servizio che in via sperimentale era già attivo da luglio verso un gruppo di un centinaio di cittadini. Infopaese conta di raggiungere tutti i cittadini che richiederanno il servizio entro un anno. Giuseppe Manzo