Tenuto il convegno studio sul libro “La Comunità Battista di Paganico Sabino” organizzato dall’Amministrazione Comunale

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Si è tenuto sabato scorso nel Centro Sociale Diurno il convegno di studio sul libro “La Comunità Battista di Paganico Sabino” organizzato dall’Amministrazione Comunale. L’incontro ha avuto per oggetto la presentazione ufficiale della pubblicazione curata dal compianto prof. Vincenzo di Flavio e edita da questo Comune nel 2014, presentazione che purtroppo si è tenuta con notevole ritardo per vari motivi. Hanno presentato il lavoro, con interessanti relazioni che hanno toccato vari aspetti del libro, Roberto Lorenzetti, già Direttore dell’Archivio di Stato di Rieti, Clemente Dominici sindaco di Paganico Sabino all’epoca della redazione del libro, Gregorio Gumina, artista, studioso ed esperto ricercatore del territorio sabino. L’incontro è stato anche l’occasione per ricordare la figura del compianto prof. Vincenzo Di Flavio, deceduto nel dicembre 2017, raffinato storico che ha raccontato con maestria una delle pagine più significative di Paganico e del protestantesimo nella Provincia di Rieti. In tale contesto è stata consegnata alla vedova del compianto Di Flavio, signora Floriana Di Flavio, una targa ricordo appositamente predisposta dall’Amministrazione Comunale. Il convegno si è sviluppato in particolare sul fenomeno verificatosi nella Provincia di Rieti e che nei primi anni ’50 del secolo scorso ha visto nascere a Paganico Sabino in maniera consistente una fiorente Comunità Battista fondata dall’ex Parroco don Daniele Battisti e che è vissuta per anni sulla contrapposizione tra lo stesso Battisti e il successivo Parroco, di origini paganichesi, don Ugo Orsini. Una vicenda, questa, che ha lasciato tracce importanti: 1) la Chiesa Battista collocata in maniera ben visibile sulla strada di accesso al paese; 2) l’interessante libro di Vincenzo di Flavio che ha permesso di conservare la memoria di questo periodo storico; 3) la rilevazione puntuale dell’andamento demografico del paese: si inizia dal 1887 con 804 abitanti per salire addirittura ai 1.150 nel 1911. E da allora purtroppo inizia la fase discendente: 1.110 nel 1924; 525 nel 1954 per finire a 180 nel 2014, anno di pubblicazione del libro; 4) la forte contrapposizione tra i due protagonisti delle vicende religiose del paese: don Daniele Battisti e don Ugo Orsini che si sono cimentati a capo dei due fronti contrapposti, quello protestante e quello cattolico, addirittura per undici anni dal 1912 al 1923, il paese della Provincia dove il fenomeno del protestantesimo, in proporzione, si è sviluppato maggiormente. Nell’interessante successiva discussione sono intervenuto il sindaco di Nespolo, Luigino Cavallari e Giuliana Spagnoli, nativa di Paganico, che ha ricordato i detti popolari che circolavano sull’argomento in paese nei primi anni ’60. Al termine dell’interessante dibattito è stata consegnata a tutti i presenti una copia del volume del prof. Di Flavio.

Minaccia con una pistola dopo una lite: denunciato

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I Carabinieri della Stazione di Passo Corese, a conclusione di una tempestiva e zelante attività d’indagine, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Rieti un uomo del Reatino, per il reato di minaccia aggravata. L’attività investigativa ha preso avvio nel primo pomeriggio con la denuncia presentata da un cittadino il quale era stato minacciato in piena mattinata da un sessantenne che brandiva un’arma da fuoco, a seguito di una lite per futili motivi, avvenuta in prossimità di un’attività d’impresa impegnata nel commercio di legna nel comune di Fara in Sabina. I militari della Stazione, ricevuta la denuncia, hanno immediatamente avviato gli accertamenti del caso, raccogliendo gravi elementi indiziari che hanno confermato la fondatezza della minaccia. Sulla base di quanto scoperto, gli operanti si sono attivati per il rintraccio dell’arma, attraverso un controllo domiciliare nell’abitazione dell’indagato che ha consentito di verificare la presenza di una pistola e di altre armi regolarmente detenute. Tenuto conto della gravità dell’evento, la pistola, in quanto strumento materiale per commettere la minaccia, unitamente alle altre armi detenute, sono state ritirate amministrativamente in via cautelare in attesa dei conseguenti provvedimenti di competenza in materia di detenzione. Alla luce di quanto accertato dalla Stazione dei Carabinieri di Passo Corese, l’uomo è stato, pertanto, deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Sequestrati oltre 48 chili di tabacchi e 20.000 prodotti accessori da fumo in un esercizio commerciale nell’Alta Valle del Velino

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I finanzieri del Comando Provinciale di Rieti, congiuntamente a personale dell’Area Territoriale di Rieti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito delle attività di contrasto al contrabbando e alla vendita illegale di generi di monopolio, hanno condotto un mirato intervento in un esercizio commerciale sito nell’Alta Valle del Velino, che ha portato al sequestro di oltre 48 chilogrammi di tabacchi e di quasi 20.000 prodotti accessori da fumo. L’operazione, eseguita dal Nucleo Mobile in stretta collaborazione con il personale dell’Area Territoriale di Rieti dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha interessato un locale adibito a bar-ristorante. Durante l’ispezione, i finanzieri hanno notato l’esposizione al pubblico di numerosi pacchetti di sigarette, sigari, tabacco trinciato e accessori, pronti per la vendita. Alla richiesta di esibire la necessaria licenza per la rivendita di generi di monopolio, la titolare dell’attività consegnava un’autorizzazione intestata a una diversa società, configurando di fatto l’assenza di un valido titolo autorizzativo per l’esercizio in corso. A seguito di ulteriori verifiche, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro penale complessivamente 2.375 pacchetti e confezioni di sigarette, sigari, sigaretti, tabacco trinciato e ricariche per dispositivi senza combustione, per un peso totale di 48,130 kg, e 19.961 prodotti accessori da fumo, tra cui filtri e cartine, deferendo la titolare dell’esercizio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti per la vendita di tabacchi lavorati e accessori senza l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’operazione si inserisce nel quadro del costante controllo economico del territorio e della tutela dei commercianti onesti, a contrasto dell’abusivismo commerciale e delle frodi nel settore dei prodotti sottoposti ad accisa. Si precisa che il procedimento è attualmente in fase di indagini preliminari, e che la posizione del soggetto denunciato è da considerarsi estranea ad ogni valutazione di responsabilità, fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza.

Scuola in ospedale, oltre 60.000 studenti coinvolti. La sfida della formazione dei docenti

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Non c’è cura medica che possa dirsi completa se a un bambino o a un adolescente viene negato il diritto fondamentale allo studio e alla socialità. È questa l’istantanea, scattata da Unicusano, che emerge sul fronte della scuola in ospedale e dell’istruzione domiciliare, un fenomeno di vaste proporzioni che coinvolge decine di migliaia di studenti in Italia. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2022/2023, 59.226 studenti hanno usufruito della Scuola in Ospedale, con il coinvolgimento di 955 docenti, mentre 2.067 studenti hanno usufruito dell’Istruzione Domiciliare. Numeri imponenti che fotografano una realtà preoccupante: dietro queste cifre vi sono situazioni molto diverse per patologia, durata della degenza e condizioni personali, nelle quali la continuità scolastica contribuisce a mantenere il legame dello studente con il proprio percorso educativo e con il contesto di appartenenza. Il fenomeno: quando la corsia diventa un’aula scolastica Insegnare tra le corsie di un ospedale o tra le pareti domestiche non ha nulla a che spartire con la didattica tradizionale. Come evidenziato nella IV Conferenza Internazionale di Scuola Democratica svoltasi di recente a Roma, la continuità educativa rappresenta una questione imprescindibile di giustizia sociale. Tuttavia il sistema vive profonde contraddizioni, come spiega la professoressa Elisabetta Faraoni, ideatrice insieme alla collega Rita Minello del Master Unicusano in “La Scuola in Ospedale e l’Istruzione Domiciliare”. “Permangono differenze territoriali nell’organizzazione e nell’accessibilità dei servizi, che rendono particolarmente importante rafforzare il coordinamento tra scuola, sanità e territorio: i servizi di istruzione domiciliare e ospedaliera faticano a garantire standard uniformi”. “Accanto alle patologie oncologiche e croniche – continua la docente -, la Scuola in Ospedale e l’Istruzione Domiciliare possono riguardare condizioni cliniche di diversa natura che, nei casi e secondo i requisiti previsti, impediscono temporaneamente la regolare frequenza scolastica”. A questo si aggiunge un’altra criticità, legata alla formazione. “La formazione specifica rappresenta uno dei nodi centrali: insegnare in ospedale o a domicilio richiede competenze pedagogiche, didattiche e relazionali che devono essere sostenute attraverso percorsi formativi mirati”, sottolinea la Faraoni. Per l’Unicusano la specificità del contesto richiede competenze per adattare tempi e modalità dell’intervento didattico alle condizioni dello studente, lavorare in rete e mantenere chiari i confini tra responsabilità educative e competenze clinico-sanitarie. La progettazione didattica può avvalersi anche delle tecnologie digitali e di strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale, che possono contribuire a sostenere la continuità educativa e il collegamento dello studente con la classe di appartenenza. La risposta delle istituzioni: il modello del pedagogista ospedaliero e l’alta formazione Per colmare questo vuoto strutturale e arginare le diseguaglianze, le università e le istituzioni stanno scendendo in campo. Un punto di riferimento concreto in questa direzione è rappresentato dall’offerta formativa dell’Unicusano che, proprio attraverso il master promosso dalle professoresse Elisabetta Faraoni e Rita Minello, mira a formare una nuova generazione di professionisti. Come spiega la coordinatrice del master, “il percorso accademico introduce e valorizza il modello del pedagogista ospedaliero, una figura di coordinamento e raccordo pensata per dialogare con i dirigenti scolastici, le famiglie, le équipe sanitarie e i servizi territoriali, contribuendo alla costruzione di percorsi educativi integrati e continuativi”. E conclude: “Fornire ai docenti una cassetta degli attrezzi interdisciplinare che unisca le scienze della formazione, la media education e le neuroscienze, non è più un’opzione ma l’unica via percorribile per garantire che il diritto allo studio non si spenga dietro la porta di una stanza d’ospedale”.

Frasso Sabino abbraccia la consapevolezza, il 17 ottobre convegno e inaugurazione  Endopank alla Grotta dei Massacci

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Mantener fede a una promessa. È questo lo spirito che anima l’evento in programma venerdì 17 ottobre, alle ore 15:30, presso la Grotta dei Massacci a Frasso Sabino, con il patrocinio del Comune di Frasso Sabino. Un convegno fortemente voluto   dalle Volontarie in Giallo di Rieti in collaborazione con l associazione la voce di una la voce di tutte. Noi Volontarie in Giallo lo scorso 3 ottobre abbiamo abbracciato il progetto itinerante sulla consapevolezza dell’Endometriosi. Da quel giorno abbiamo lavorato incessantemente, mettendoci a  disposizione gratuitamente, con cuore e tempo, per aiutare le donne a non sentirsi sole ma soprattutto ascoltate. Simona Cardella, Arianna Grisci, Consuelo Filippi e Miriana Pagano sono entusiaste e fiere di essere riuscite a fare rete e ad aver dato fede alla promessa fatta quel 3 ottobre: “Noi ci siamo e siamo state di parola”. Un confronto diretto, senza camici e senza paure, tra mediche e donne, per parlare di endometriosi, diagnosi precoce, dolore invisibile e diritto all’ascolto. Sarà presente anche l’Associazione “La voce di una, la voce di tutte”. A suggellare questa promessa mantenuta, a fine convegno si terrà l’inaugurazione dell’Endopank la panchina gialla simbolo di tutte le donne che lottano contro l’endometriosi. Un segno indelebile per Frasso Sabino, che da oggi dice a ogni donna: ti vedo, ti credo, non sei sola. Ingresso libero. La cittadinanza è invitata. Quel 3 ottobre abbiamo promesso che non avremmo lasciato sola nessuna donna. Oggi, a Frasso, manteniamo quella promessa” – commentano le Volontarie in Giallo di Rieti Simona, Arianna, Consuelo, Miriana

Vittoria della Sebastiani U19 contro Smit Roma Centro: finisce 101-37

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La formazione Under 19 della RSR Sebastiani Rieti chiude con una larga vittoria, imponendosi con il punteggio finale di 101-37 al termine di una gara condotta con grande continuità. Gli amarantocelesti partono subito con il giusto approccio e chiudono il primo quarto avanti 20-13. Nel secondo periodo arriva il primo vero allungo della gara: 27-9, andando all’intervallo con un margine importante. Al rientro dagli spogliatoi Rieti continua a mantenere alto il ritmo, aggiudicandosi anche la terza frazione con il parziale di 23-11. Nell’ultimo quarto i Rieti fissa il risultato finale sul 101-37. Tutti e dodici i giocatori a disposizione sono andati a referto, contribuendo al successo della squadra. Tabellino Rsr Sebastiani Rieti – Smit Roma Centro 101-37 RSR Sebastiani Rieti: Mihaila 5, Bellini 18, Bonanni 10, Fatone 20, Bizzozero 5, Petrollini 4, Attanasio 12, Targusi 3, Vogna 2, Filipponi 4, Dentico 9, Principi 9. Coach Roberto Peron Ass. Coach Tonino Olivieri Prep. Atl. Lorenzo Floridi Massaggiatore Aldo Squatrito Le parole del coach Roberto Peron: “È stata una partita liscia, abbiamo messo buon ritmo e fatto abbastanza bene tante cose, approfittando del fatto che loro non erano come ce li aspettavamo da un punto di vista tecnico e atletico. Siamo stati bravi a non cadere nella tentazione di mollare, pur giocando in 12 con minutaggi importanti. È stata una partita vera, affrontata con il giusto ritmo e la giusta voglia di fare le cose per bene”.

“Il mio basket è di chi lo gioca”. Meo Sacchetti presenta a Rieti il suo libro con Roberto Brunamonti

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Rieti e il basket tornano a incontrarsi nel segno delle emozioni e delle grandi storie di sport. Il 1° ottobre, al Be’er Sheva, il Circolo di Letteratura Sportiva Bruno Vaccarezza organizza una serata speciale dedicata alla pallacanestro, con la presentazione del libro di Meo Sacchetti “Il mio basket è di chi lo gioca”. Protagonista dell’incontro sarà uno dei personaggi più riconoscibili e amati del basket italiano: giocatore di altissimo livello prima, allenatore vincente poi e Commissario Tecnico della Nazionale italiana, Sacchetti ripercorrerà attraverso il suo libro una vita trascorsa sul parquet, raccontando incontri, spogliatoi, partite, successi e quella particolare filosofia della pallacanestro che ha accompagnato tutta la sua carriera. Ad arricchire la serata ci sarà un ospite d’eccezione: Roberto Brunamonti, nome che a Rieti non ha bisogno di presentazioni e figura indissolubilmente legata a una delle stagioni più belle della storia cestistica della città. Sarà l’occasione per mettere insieme basket, amicizia, memoria e identità, riannodando i fili di un rapporto speciale tra Rieti e uno sport che, da queste parti, ha rappresentato molto più di una semplice disciplina agonistica. A condurre la serata saranno Leonardo Valente e Mattia Esposito, in una conversazione che partirà dal libro di Sacchetti per allargarsi inevitabilmente ai protagonisti, agli episodi e alle emozioni di un’epoca che ha lasciato un segno profondo nella città. L’iniziativa del Circolo Culturale Bruno Vaccarezza vuole così riportare al centro non soltanto i grandi nomi dello sport, ma anche il valore della memoria collettiva: perché a Rieti il basket è storia, appartenenza e linguaggio comune tra generazioni. Appuntamento il 1° ottobre al Be’er Sheva di Rieti per una serata in cui il basket tornerà a essere raccontato da chi lo ha vissuto, giocato e reso grande.

Fiume Velino, O.N.D.A. aderisce alla petizione promossa dal “Laboratorio Civico Rieti Mea!” per la tutela del nostro Fiume

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“La mobilitazione civica per la tutela del Fiume Velino riceve un importante sostegno. L’Organismo Nazionale Difesa Alberi (O.N.D.A.), rete apartitica composta da comitati, associazioni, gruppi territoriali ed esperti impegnati nella tutela del patrimonio arboreo italiano, ha firmato la petizione promossa per chiedere trasparenza, verifiche ambientali e tutela dell’area verde interessata dagli interventi di valorizzazione del Velino. Nel motivare la propria adesione, O.N.D.A. sottolinea come oggi non sia più possibile ignorare il valore del capitale naturale e richiama, tra gli altri riferimenti, l’articolo 9 della Costituzione e il Regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura, con particolare riferimento alla tutela degli ecosistemi urbani e alla connettività naturale dei fiumi. È un contributo che accogliamo con gratitudine perché rafforza esattamente lo spirito con cui è nata la petizione. Non chiediamo di fermare la valorizzazione del Velino. Chiediamo che valorizzazione significhi prima di tutto tutela del fiume, del verde, degli alberi, del paesaggio e delle sue funzioni naturali. Ed è proprio per questo che continuiamo a chiedere che siano resi facilmente accessibili ai cittadini gli elaborati tecnici del progetto, le autorizzazioni, i pareri ambientali e paesaggistici, le valutazioni relative agli alberi e agli apparati radicali, gli aspetti idraulici e le soluzioni progettuali considerate. Una presentazione pubblica e dei rendering possono raccontare come un luogo dovrebbe apparire. Gli elaborati tecnici permettono invece di comprendere che cosa verrà realmente realizzato e quale sarà il suo impatto sul fiume. L’adesione di O.N.D.A. incoraggia L’Osservatorio Civico Riéte Mea! quindi a continuare lungo la strada intrapresa : informazione, partecipazione, documentazione e proposte alternative dove possano migliorare il progetto. Il Velino non appartiene a una parte politica e neppure a chi oggi amministra la città. È un patrimonio comune da consegnare, possibilmente migliore di come lo abbiamo ricevuto, alle generazioni che verranno. Grazie a O.N.D.A. per aver scelto di esserci”. Così nella nota Programmare – Coinvolgere – Rendere Conto / Riéte mea! Osservatorio e Laboratorio Civico / Roberto Fallerini & Co

La “Superga reatina”, ovvero la tragedia del Terminillo del 13 febbraio 1955

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Perché oggi parliamo di “Superga reatina”? Perchè la tragedia di Superga, avvenuta il 4 maggio del 1949 nella quale perirono le trentuno persone a bordo, ci riporta alla mente un altro disastro aereo, quello del 1955 sul Terminillo, che costò la vita a ventinove persone. La prima fu la più grande tragedia del calcio italiano, nella quale l’aereo che trasportava i giocatori del Grande Torino di ritorno da una partita a Lisbona si schiantò contro la collina di Superga, a Torino. Nel violento impatto perì l’intera squadra granata. La commozione del mondo sportivo e di tutti gli italiani fu grandissima. Oltre 71 anni fa, il 13 febbraio 1955, un altro disastro aereo, che questa volta interessò Rieti, commosse l’opinione pubblica italiana e internazionale: un aereo, un quadrimotore DC-6 della compagnia belga Sabena, si era schiantato alle pendici del Terminillo e le persone a bordo erano tutte morte. Tra le vittime c’era Marcella Mariani, attrice, già Miss Italia 1953. L’aereo era partito da Bruxelles alle 16.17, con destinazione finale Congo e scalo intermedio all’aeroporto di Roma Ciampino. La comunicazione radio con la torre si era interrotta alle 19.53, quando l’aereo si era disintegrato contro il monte Terminillo. Marcella Mariani, era nata a Roma e dopo il titolo di Miss Italia, conquistato a Cortina d’Ampezzo, le era stato affidato un ruolo nel film “Senso” di Luchino Visconti, accanto ad Alida Valli. Aveva girato anche “Il cantante misterioso” con Carlo Campanini e “Le ragazze di San Frediano” di Zurlini. Marcella Mariani, una ragazza semplice che era già entrata nel cuore degli italiani, si era recata a Bruxelles per rappresentare la bellezza italiana, in sostituzione di Sofia Loren, che aveva dovuto rinunciare all’ultimo istante per un impegno.
All’aeroporto di Ciampino, ad attenderla, c’era la madre Adele. Le dissero che l’aereo, per il cattivo tempo, non poteva atterrare. Poi dovettero dirle la verità: il DC-6 Sabena risultava disperso. La tragedia era già avvenuta, ma l’aereo risultava irreperibile e veniva cercato da forze di polizia, vigili del fuoco, volontari e gente comune in tutto il centro Italia. Tutto il mondo seguiva con il fiato sospeso l’esito delle ricerche. Ci vollero otto giorni perché i resti del velivolo e i corpi ghiacciati fossero rinvenuti tra le nevi di quel freddo febbraio 1955, sul Terminillo, a 1.700 metri, laddove un cippo di pietra ricorda ancora oggi a turisti e sciatori, l’ingiusta fine di ventinove vite, tra le quali alcuni bambini. C’è un filo comune che lega queste due grandi tragedie, accomunate dai racconti commossi dei giornali del tempo, come le famose copertine della Domenica del Corriere disegnate da Valter Molino, e ancora cartoline, filmati, e le storie dei testimoni che accorsero sul luogo dello schianto a Torino nel 1949 e sul Terminillo nel 1955. Un filo comune che racconta la brusca interruzione di due belle favole quella del grande Torino, che colpì duramente il calcio italiano, e quella dell’attrice Marcella Mariani che commosse il cinema italiano, e non solo, e che portò attraverso i cinegiornali dell’epoca le lacrime disperate della mamma Adele in tutto il mondo. Un filo comune che racconta due storie di umanità e di modestia. Quella dei calciatori che in quegli anni non erano le star super pagate di oggi, che lottavano in modo genuino sui campi e che erano un esempio per le generazioni di allora. Quella della bellissima e giovanissima miss Italia Marcella Mariani, che appena conquistato il titolo disse che i giudici si erano sbagliati. La vita di Marcella, con un tentativo di suicidio alle spalle, ricordava un po’ la storia di Cenerentola. Era infatti una cassiera romana, divenuta prima miss e poi attrice, richiesta dal cinema italiano, con qualche offerta che proveniva già da oltre oceano. Dopo la morte la sfortunata miss non fu dimenticata dagli italiani che, nella semplicità del mondo della seconda metà degli anni 50, la sognavano in cielo assieme ai calciatori del leggendario Torino. Giuseppe Manzo

SEI TU IL REPORTER – “Le scuole hanno riaperto e il semaforo di via Togliatti è KO da giorni. Servono più attenzioniper gli studenti”

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Un lettore di Rietinvetrina per la rubrica SEI TU IL REPORTER ci invia la foto e la segnalazione inerente il semaforo di via Togliatti a Rieti, nei pressi della Caserma GdiF, utilizzato dagli studenti del Polo Scolastico. Le scuole sono riaperte, ma l’impianto è spento da molti giorni, così i ragazzi ssono costretti ad attraversare una strada molto trafficata senza alcun aiuto. Credo serva più attenzione per i giovani!” – conclude il lettore di Rietinvetrina. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE