Sul Lago di Paterno una serata evento in memoria di Lucio Battisti

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Si terrà il 28 agosto la terza edizione di “Io tu noi tutti”, Festival scritto, cantato e narrato per omaggiare la figura di Lucio Battisti, nei luoghi di Lucio Battisti. Ideato da Carlo Valente, cantautore reatino, e da Laura Rizzo, giornalista musicale, che ne curano la direzione artistica, si articola come una serata di racconti e canzoni, di raccordi e cuciture che scavano nella produzione di Battisti, puntando il focus ogni anno su un tema differente. La serata si svolgerà sul Lago di Paterno, a Vasche, Castel Sant’Angelo (Rieti), luogo magico e paesaggisticamente incantevole, ma soprattutto luogo chiave e d’ispirazione per Lucio, che ci visse durante l’infanzia con la sua famiglia, prima di trasferirsi a Roma. Il fil rouge dell’edizione 2026 di Io tu noi tutti vede come protagonisti i lati B dei 45 giri di Lucio, intesi non certo come canzoni minori, ma come veri e propri capolavori. Se il senso di un lato B, normalmente, era quello di essere una canzone di appoggio al lato A, più spinto dalle radio e dalla discografia, con Battisti ci si trova in una eccezione magnifica in cui le canzoni apposte sul b-side sono monumenti rimasti nella storia.Quattro artisti (Emanuele Colandrea, Mirkoelicane, Mèsa e Carlo Valente) per quattro set, costruiti intorno ad un’idea, e una voce narrante (Laura Rizzo) a tenere insieme le fila: uno storytelling cucito ad hoc, come una trama sottile in mezzo a tre interpretazioni personalissime dei brani di Lucio, più un brano proprio, per ciascuno di loro. Una scaletta piena di chicche, per una festa piena di sorprese. Una serata imperdibile dedicata ad un artista senza spazio e senza tempo che ci ha lasciato senza neanche un minuto di non amore.

Acquista una moto, ma si tratta di una truffa. Denunciata una romana

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La Stazione Carabinieri di Passo Corese ha denunciato in stato di libertà una 57enne di origini romane, già nota alle Forze dell’Ordine, ritenuta responsabile di una truffa online. L’attività investigativa ha preso il via nei giorni scorsi, a seguito della denuncia presentata da un cittadino rimasto vittima di un raggiro sul web. L’uomo, interessato all’acquisto di una motocicletta individuata su una nota piattaforma di compravendita tra privati, aveva avviato una trattativa con la presunta venditrice. Una volta concordati il prezzo del veicolo e le modalità di consegna, l’acquirente ha provveduto al versamento di una somma pari a circa 5.000 euro mediante bonifico bancario. Decorso un congruo periodo di tempo senza che il veicolo venisse consegnato, l’uomo ha compreso di essere stato raggirato e si è rivolto ai Carabinieri. Le immediate indagini, condotte dai militari dell’Arma attraverso il meticoloso tracciamento e la verifica delle utenze telefoniche e dei dati bancari impiegati nella trattativa, hanno consentito di identificare rapidamente la presunta responsabile e deferirla alla competente Autorità Giudiziaria. Questa operazione conferma l’impegno costante e la presenza capillare dei presidi dell’Arma dei Carabinieri sul territorio, punto di riferimento per la tutela dei cittadini contro i reati predatori commessi attraverso le piattaforme informatiche. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Sisma, Plasmati (Conita OdV): “Non cancelleremo mai le pietre crollate né la dignità con cui Amatrice e le terre del cratere si sono rialzate”

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Oggi, 24 agosto 2026, ricorrono esattamente dieci anni da quella tragica notte in cui un terremoto devastante ha colpito il Centro Italia, cancellando in pochi secondi borghi simbolo della nostra storia e strappando alla vita 299 vittime, tra cui 239 solo ad Amatrice. Ricordare oggi non è soltanto un atto dovuto di memoria istituzionale, ma un impegno morale collettivo. Ed il nostro è per non dimenticare le vittime. Il pensiero va prima di tutto a chi non c’è più e alle loro famiglie, che portano nel cuore un dolore incancellabile. La resilienza della comunità. Dieci anni di resistenza, di fatica, di speranza e di una ricostruzione difficile ma necessaria, mossa dalla tenacia di chi non ha mai voluto abbandonare la propria terra. Il valore della prevenzione: La ricorrenza ci richiama con forza all’urgenza di proteggere il nostro patrimonio e le vite umane attraverso una cultura concreta della sicurezza sismica. Non cancelleremo mai le pietre crollate, così come non dimenticheremo mai la dignità con cui Amatrice e le terre del cratere si sono rialzate. Unendoci al dolore e alla forza di tutti i territori colpiti, rinnoviamo oggi l’abbraccio a chi continua a custodire l’anima di Amatrice. Conita Rieti OdV sarà sempre al vostro fianco con aiuti umanitari, sociali e donativi per tutte le famiglie in difficoltà, per continuare a regalare sorrisi ai bambini e ai ragazzi, dai più piccoli agli adolescenti”. Così nella nota Giuseppe Plasmati, Conita OdV

Eucarestia notturna in memoria delle vittime del sisma 2016. Piccinonna: Trasformare il ricordo dei cari in forza per guardare al futuro

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Una preghiera per chi non c’è più, per le loro famiglie, per gli amici. Ma anche per chi resta, in maniera tenace, coraggiosa e operosa. Così il vescovo Vito ha tracciato i contorni della celebrazione eucaristica che ad Accumoli ha aperto i momenti liturgici nel decennale del terremoto del 2016. Riunendo in preghiera la comunità e illuminando con la Parola il senso di responsabilità: quella personale, e quella collettiva. Quella che, soprattutto nei momenti difficili, chiama a “non remare contro”, ma essere al servizio. Una lezione ricavata dalla pagina evangelica in cui Gesù affida a Pietro l’edificazione della Chiesa, mostrando con semplicità come responsabilità e servizio siano non solo le due facce del potere, ma il presupposto necessario per guardare al futuro con autenticità. Un discorso che riguarda tanto le istituzioni quanto i singoli: ciascuno è chiamato a fare la propria parte. E se da un lato la spinta arriva dalla “memoria dei nostri cari”, dall’altro c’è l’appello che viene “dai più piccoli e dai più grandi che restano sui nostri territori”. “Lumicini di speranza”, da proteggere dai venti contrari, perché non si spenga la fiamma. “Siamo qui di domenica e non è un caso”, ha notato il vescovo. “È il giorno in cui celebriamo il Cristo morto e risorto. Duemila anni fa, quando apparve ai suoi discepoli, la prima parola che seppe dire, è pace a voi”. Gesù conosceva bene i sentimenti, le paure, i risentimenti che ciascuno degli apostoli dei discepoli portava nel cuore. “Non poteva soltanto consacrare quei desideri. Doveva spingerli verso un’oltre. E la prima parola che il Signore intende donare a ciascuno di noi è proprio questa pace”. Pace nel senso più intenso, “lo Shalom come somma di tutti i beni più autentici che la persona umana desidera nel profondo”. Ma questa pace esige una speranza tenace, una speranza che non si arrende. “Vorrei che mettessimo da parte tutto ciò che ci fa rinunciare a sperare e ci aiutassimo insieme, reciprocamente”. È possibile se si entra nella logica del Risorto, che dice “Seguimi, vieni dietro a me, fidati”. È da questa parola di fiducia che si può ancora e sempre ricavare un supplemento di speranza. Certo – ha riconosciuto don Vito – è a caro prezzo: c’è di mezzo il Venerdì Santo. La Passione del Signore avverte che non ci si può prendere gioco della morte. Al contrario: è la sua serietà a chiamare all’azione, a chiedere una risposta, a impegnare ciascuno per la propria parte. Perché il credente non può credere che alla vita e alle sue ragioni, alla sua forza. Non può che pronunciare un sì sempre più generoso. Chiesa di Rieti

Papa Leone ricorda le vittime del sisma 2016

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“Prego per i defunti e per le loro famiglie, e per tutte le comunità coinvolte”. Lo ha assicurato Papa Leone XIV dopo l’Angelus di oggi, domenica 23 agosto, ricordando che domani ricorre “il decimo anniversario del terremoto che ha colpito il Centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche. La fede e la solidarietà continuino a sostenere l’opera di ricostruzione” – ha commentato il Pontefice

Dieci anni fa la tragedia del sisma 2016. Il ricordo del sindaco di Ascrea Riccardo Nini

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“Dieci anni fa la nostra terra ha tremato e ha sconvolto per sempre vite, comunità, paesi interi. A dieci anni dal terribile sisma che rase al suolo Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, e gran parte di Comuni e paesi limitrofi, è nostro dovere ricordare chi quella notte ha perso la vita, nella convinzione di essere al sicuro tra le mura di casa. Quella sera, poche ore prima del dramma, la nostra Pro Loco era ad Amatrice a celebrare una bella giornata di festa, come quelle che stiamo passando in questi giorni. Poche ore più tardi, tornati ad Ascrea, fummo svegliati dalla furia della terra, e fu in quel momento che ci sentimmo tutti fortunati.  Guardammo le prime immagini in televisione e rimanemmo sconvolti. Da quelle macerie, da quelle lacrime, da quella disperazione nacque quella che sarebbe stata la mia prima vera esperienza in politica, nacque il progetto “AscreAiuta” e in poche ore raccogliemmo farmaci, beni di prima necessità, alimenti, indumenti e con tutta la comunità ascreana facemmo una colletta per stringere in un abbraccio collettivo i nostri fratelli, conterranei, amici che stavano passano le ore più buie e tristi delle loro vite. In quelle ore fummo tutti fieri di far parte della comunità ascreana che non esitò un secondo a mettere da parte divisioni e discordie e tutti insieme lavorammo per aiutare chi aveva davvero bisogno. In occasione delle celebrazioni del decennale del terremoto, sarò ad Amatrice a rappresentare il Comune di Ascrea, per riaffermare ancora una volta la vicinanza che la nostra Comunità non ha mai fatto mancare in questi anni, in silenzio, nella memoria rispettosa di tutti coloro che quella notte hanno perso per sempre il loro futuro, con la speranza di poter vedere presto quelle Comunità rinascere. Così nella nota Riccardo Nini, sindaco di Ascrea

Aureli (Forza Italia Giovani): “Il dovere del silenzio ad Amatrice: oltre la politica, nel cuore del ricordo”

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“In occasione del decimo anniversario del devastante terremoto del 2016, le istituzioni tornano ad Amatrice. La presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme alle massime autorità del governo centrale e della Regione Lazio, accende immancabilmente  i riflettori dei media su un territorio che porta ancora le cicatrici profonde di quella notte d’agosto. Puntuali come sempre, in queste circostanze, arrivano le discussioni. È inevitabile che attorno alla gestione della ricostruzione, all’operato dei vari commissari straordinari che si sono avvicendati negli anni e alle tempistiche dei cantieri si accenda il dibattito. La politica vive di confronto, e ciascuno ha il diritto di maturare le proprie idee, di essere pro o contro il governo in carica, di identificarsi con la destra, la sinistra o il centro. Tuttavia, esistono momenti in cui il brusio della contesa politica dovrebbe cedere il passo a qualcosa di più profondo. Nel giorno della memoria, l’esigenza prioritaria non è quella di alimentare il pallottoliere delle polemiche o di ritornare sui soliti contrasti. La vera urgenza è ritrovare il senso del silenzio. Un silenzio rispettoso, che non equivale all’oblio o alla rassegnazione, ma che rappresenta l’unica forma di consolazione e dignità possibile di fronte alla perdita di centinaia di vite spezzate. Continuare a sovrapporre la propaganda politica al dolore rischia solo di generare un circolo vizioso di divisioni e risentimenti. Quando si ricordano le vittime e si dedica loro un pensiero o una preghiera, non esistono appartenenze di partito. Esiste solo una comunità ferita che cerca la forza per rialzarsi. Ritrovare questa dimensione interiore, fatta di rispetto e raccoglimento, è l’unico modo per unire una comunità anziché frammentarla ulteriormente. Ed è proprio da questo silenzio condiviso che può rinascere la speranza di vedere, finalmente, la vera luce e la completa rinascita di Amatrice”. Così nella nota Alessio Aureli, segretario Forza Italia Giovani Provincia di Rieti

SEI TU IL REPORTER di Rietinvetrina – “La fontanella di Campoloniano zona Stadio Scopigno non eroga acqua”

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Un lettore di Rietinvetrina per la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER ci segnala la fontanella di Campoloniano (nella foto), zona Stadio Scopigno, che non eroga acqua. “Sportivi e bambini bevono e si rinfrescano lì, ma non funziona” – commenta il lettore di Rietinvetrina. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE 

Sentiero Planetario, il 14° compleanno celebra una comunità che cammina insieme – LE FOTO

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Una giornata intensa, partecipata e ricca di contenuti ha accompagnato il 14° compleanno del Sentiero Planetario del Monte Terminillo, celebrato sabato 22 agosto tra passeggiata, divulgazione scientifica, cultura e valorizzazione del territorio. Dalla partenza del mattino al piazzale dei Tre Faggi fino al convegno pomeridiano ospitato nella Sala Conferenze del Tempio di San Francesco del Terminillo, l’appuntamento ha confermato ancora una volta la capacità del Sentiero di mettere insieme dimensioni diverse ma profondamente complementari: astronomia, montagna, memoria, partecipazione e futuro. La riuscita della manifestazione è stata possibile grazie a un lavoro corale, costruito nel tempo da associazioni, volontari e realtà del territorio che hanno scelto di condividere la cura e la valorizzazione del Sentiero Planetario. Un ringraziamento va al Rotary Club Rieti, legato al progetto fin dalle sue origini e impegnato nel tempo nel sostegno, nella valorizzazione e nel racconto del Sentiero; al Lions Club Rieti Varrone, che ha affiancato alla partecipazione alla manifestazione importanti interventi di manutenzione, restauro e miglioramento della fruibilità del percorso, al CAI – Sezione di Rieti, riferimento essenziale per il rapporto tra il Sentiero e la montagna e per le attività di tutela e manutenzione. Prezioso anche il contributo del Rotaract Club Rieti, impegnato nell’accoglienza dei partecipanti e nella raccolta firme per sostenere, nell’ambito de “I Luoghi del Cuore” del FAI, la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di Santa Chiara. Alla giornata hanno inoltre contribuito il Gruppo FAI di Rieti, l’Associazione Sabina Astrofili di Rieti, presente con il proprio contributo alla divulgazione astronomica, e l’Associazione Collezionisti “S. Fabi” di Rieti, che ha arricchito il programma con l’esposizione di astrofilatelia e documenti. Particolarmente suggestiva la tappa in località Cinque Confini, dove il Gruppo Mos Ferri ha fatto rivivere la leggenda della Spada nella Roccia attraverso una rappresentazione capace di unire scherma storica, rievocazione e racconto del territorio. La mattinata si è sviluppata lungo il Sentiero tra pianeti, paesaggi e momenti di approfondimento, fino a regalare ai partecipanti uno dei tratti più belli dell’esperienza: il panorama del Terminillo, che ha accompagnato la conclusione della passeggiata e restituito pienamente il senso di un percorso in cui cielo e montagna diventano parte della stessa narrazione. Il pomeriggio ha invece spostato lo sguardo verso le grandi frontiere dell’esplorazione spaziale. Il convegno ha visto gli interventi di Adriano V. Autino, dedicato allo sviluppo civile dello spazio e al futuro dell’umanità; di Rossella Gigli, con un approfondimento sulla Missione Artemis e sul ritorno dell’uomo sulla Luna; e di Luciano Tribiani, che ha affrontato il tema della ricerca della vita negli esopianeti. Tre prospettive differenti che hanno permesso di affrontare alcuni dei temi più affascinanti e attuali dell’astronomia e dell’esplorazione spaziale, confermando la vocazione scientifica e divulgativa del Sentiero Planetario. Un ringraziamento va inoltre alla Provincia di Rieti, al Comune di Rieti e a tutte le realtà che hanno sostenuto e accompagnato il progetto, così come alla professoressa Stefania Santarelli, riferimento storico nell’organizzazione dell’appuntamento. La forza del Sentiero Planetario sta proprio in questa rete: realtà diverse per storia, competenze e sensibilità che scelgono di lavorare insieme attorno a un patrimonio comune. Perché il Sentiero non appartiene a una sola associazione e non vive soltanto attraverso le sue installazioni. Vive soprattutto grazie alle persone che continuano a percorrerlo, raccontarlo, curarlo e immaginarne il futuro.