Consigliera Volpicelli (PD Rieti): “L’assessora Rosati fa il compitino, ma manca il punto più importante: il confronto”

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“Dopo anni di richieste ignorate, ieri in Commissione Cultura l’assessore Letizia Rosati ha presentato, come fosse una gentile concessione, un’anteprima del programma di L’Aquila Capitale della Cultura 2026, in vista della conferenza ufficiale prevista per martedì prossimo. Un elenco di progetti e investimenti già decisi che non ci vedono in alcun modo soddisfatti. Tra l’altro, buona parte del programma è consultabile da settimane sul sito ufficiale dell’evento. Il ruolo della Commissione non è quello di illustrare una preview del programma, non è così che si rispetta il confronto democratico: le commissioni sono lo spazio dove discutere, orientare, proporre. Un’occasione ancora una volta persa per costruire una politica culturale aperta, condivisa e utile alla città. È lo stile a cui ci ha abituato la Giunta Sinibaldi: scelte calate dall’alto, nessun confronto preventivo. Lo abbiamo visto su ASM, sul piano parcheggi, sul PNRR, e sulla Commissione Grandi Eventi, di cui, a proposito, si sono perse le tracce. Sulla Cultura, proprio il settore che più dovrebbe incentivare dialogo e visione collettiva, si continua a lavorare a porte chiuse. E l’assessore Rosati lo ha anche rivendicato pubblicamente, in risposta alle nostre richieste, affermando che la “programmazione” culturale è roba loro. Anzi “sua” perché non manca occasione in cui presenti in prima persona decisioni prese su eventi e lavori pubblici. Peccato che il dossier ufficiale de L’Aquila 2026 dica l’esatto contrario: cultura significa partecipazione, coinvolgimento delle comunità, ascolto del territorio. Non solo per trasparenza, visto che si usano soldi pubblici, ma perché è oramai provato che, quando coinvolgi i cittadini nella costruzione dell’offerta culturale, si sentono parte del progetto e lo vivono come qualcosa di proprio. Le iniziative diventano quindi più radicate, condivise e durature, anche dopo la fine del titolo di Capitale. Investire in cultura può voler dire molte cose: 30.000 euro, ad esempio, sono congrui per una serata a teatro destinata a pochi? O magari possono essere investiti per garantire un anno di formazione musicale gratuita per 30 ragazzi? La differenza è tutta nelle scelte e nel confronto, anche nelle sedi istituzionali, che le precede. Ma con questa Giunta fare domande dà fastidio. E chi amministra si trincera dietro il solito “lavoriamo tanto”, come se bastasse. No, non basta. Serve visione, apertura e rispetto per il ruolo delle istituzioni e dei cittadini”. Così nella nota la consigliera comunale Rosella Volpicelli, PD Rieti

Automobile Club Rieti, Fabio Mantellini è il nuovo Direttore

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Nella giornata odierna, presso la sede dell’Automobile Club Rieti, si è svolto il passaggio di consegne tra il Direttore uscente ad interim, dott. Riccardo Alemanno, e il nuovo Direttore dell’Ente, dott. Fabio Mantellini, nominato alla guida del sodalizio reatino in pianta stabile. Alla manifestazione hanno preso parte, oltre a una rappresentanza del Consiglio Direttivo, il Direttore dell’Ufficio Provinciale del Pubblico Registro Automobilistico, dott.ssa Ombretta Cicchetti, nonché i componenti del Rieti Racing Club, affiliato ad ACI Storico. Nel corso della cerimonia, il Presidente dell’Automobile Club Rieti, avv. Alessandro de Sanctis, ha voluto esprimere, a nome dell’intero Ente, un sentito ringraziamento al dott. Riccardo Alemanno per l’attività svolta nei mesi di reggenza: “Desidero ringraziare sinceramente il Dott. Riccardo Alemanno per l’impegno, la competenza e la passione con cui ha guidato l’Automobile Club Rieti in questi mesi. La sua azione è stata concreta e incisiva, con una particolare attenzione rivolta al territorio e ai giovani. Tra le iniziative più significative, il corso di sicurezza stradale che ha coinvolto circa un centinaio di studenti del Liceo “Elena Principessa di Napoli”, un progetto che, anche grazie alla professionalità dei formatori ACI, ha lasciato un segno tangibile e duraturo nella comunità scolastica.” Il Presidente ha quindi rivolto un caloroso augurio di buon lavoro al nuovo Direttore Fabio Mantellini, sottolineando il valore strategico della sua nomina: “Con l’insediamento del dott. Mantellini si apre una nuova e importante fase per l’Automobile Club Rieti. La presenza di un Direttore in pianta stabile rappresenta un elemento essenziale, poiché consente di garantire impulso, continuità e visione alla gestione dell’Ente. Sono certo che il nuovo Direttore saprà incidere sin da subito in maniera positiva, proseguendo nel solco tracciato e assicurando continuità ai numerosi progetti già avviati, oltre a promuoverne di nuovi a beneficio dell’ACI e del territorio.” Nel suo intervento di commiato, il dott. Riccardo Alemanno ha espresso soddisfazione per l’esperienza maturata a Rieti: “È stato un grande piacere tornare a Rieti e lavorare in questi mesi a nuovi ed entusiasmanti progetti, che auspico possano presto prendere forma. Mi ha fatto particolarmente piacere ritrovare l’Automobile Club Rieti, seppur per un periodo breve, e rinnovare i ricordi della mia precedente esperienza, collaborando con una struttura competente, dinamica e fortemente motivata.” Il nuovo Direttore, dott. Fabio Mantellini, ha infine ringraziato per la fiducia accordata, manifestando entusiasmo e determinazione per il nuovo incarico: “Considero la mia nomina a Direttore dell’Automobile Club Rieti un riconoscimento importante. Questo Ente vanta una storia prestigiosa, soprattutto nel mondo del motorsport, ed è un punto di riferimento per il territorio. Non vedo l’ora di mettermi al lavoro e di offrire il mio contributo personale per rafforzarne ulteriormente il ruolo, le attività e la presenza istituzionale.” Con il passaggio di consegne odierno, l’Automobile Club Rieti guarda al futuro con rinnovata fiducia, ponendo le basi per una fase di sviluppo, consolidamento e valorizzazione delle proprie iniziative istituzionali, sportive e sociali.

Giuliano (UGL): “I pronto soccorso sotto pressione, rafforzare sanità territoriale e uso appropriato dei servizi”

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Il sovraffollamento dei pronto soccorso che si sta registrando in queste settimane in tutta Italia, da Nord a Sud, rappresenta un segnale chiaro delle difficoltà strutturali e organizzative del sistema sanitario, messe ulteriormente sotto pressione dai picchi stagionali delle sindromi influenzali. Situazioni come quelle segnalate in Sicilia, Sardegna e nei principali ospedali pediatrici confermano che non si tratta di un’emergenza episodica, ma di una criticità ricorrente che va affrontata con interventi mirati e condivisi. Su questo tema interviene il segretario nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano: “I pronto soccorso sono oggi il punto di raccolta di tutte le fragilità del sistema sanitario. L’aumento degli accessi legati all’influenza evidenzia la necessità di rafforzare l’organizzazione complessiva, senza scaricare responsabilità ma lavorando insieme per soluzioni concrete e durature”. Secondo Giuliano, è fondamentale proseguire e potenziare il percorso di rafforzamento della sanità territoriale: “Servono servizi di prossimità realmente funzionanti, medici di base messi nelle condizioni di rispondere ai bisogni dei cittadini, continuità assistenziale e strutture territoriali capaci di intercettare i casi non urgenti. Solo così si può alleggerire la pressione sui pronto soccorso e garantire risposte adeguate ai casi realmente gravi. Però la medicina di prossimità stenta a decollare. Per l’Agenas le Case di Comunità programmate sono 1.723 ma quelle attive; quindi, in grado di offrire almeno un servizio ai cittadini, sono sotto al 40%”. Un altro punto centrale riguarda il ruolo dei cittadini: “È necessario avviare una grande campagna di sensibilizzazione sull’uso appropriato del pronto soccorso. Troppe persone vi si rivolgono per problemi che potrebbero essere gestiti sul territorio, contribuendo involontariamente al sovraffollamento e all’allungamento dei tempi di attesa”. Il segretario nazionale della UGL Salute conclude ribadendo la disponibilità del sindacato al confronto: “Come UGL Salute siamo pronti a collaborare con istituzioni e aziende sanitarie per individuare soluzioni pragmatiche che migliorino l’efficienza del sistema e tutelino sia i cittadini sia gli operatori sanitari, che continuano a garantire assistenza nonostante condizioni di lavoro sempre più complesse”.

Sabato 10 gennaio la NPC Women torna in campo contro l’Esquilino BK

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Si torna in campo dopo la pausa natalizia. La NPC Women sabato 10 gennaio, con palla a due ore 18:30, al PalaCordoni affronterà l’Esquilino BK, nel primo match del nuovo anno. Le ragazze agli ordini di coach Giuseppe Ferlisi dovranno tornare alla vittoria per confermare l’ottimo momento di forma delle ultime partite, ed affrontare al meglio il rush finale di regular season. Di seguito il commento pre-match dell’allenatore reatino: Sabato ci aspetta una partita molto importante, per la classifica e per il valore delle nostre avversarie. L’Esquilino BK ha molte giocatrici con grandi individualità. All’andata abbiamo giocato bene, ma senza mai segnare, non giocando l’ultimo quarto, decisivo poi per un parziale importante di 16 punti. Le ragazze lavorano insieme da tanto tempo, abbiamo anche inserito la nuova pivot, sappiamo l’importanza della partita e ci stiamo preparando al meglio sia fisicamente che tecnicamente per poter conquistare i due punti davanti al nostro pubblico – conclude coach Giuseppe Ferlisi.

Greccio ha chiuso l’intenso periodo festivo

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Il Comune di Greccio ha chiuso l’intenso periodo di Natale/Epifania con alcuni importanti eventi che hanno coinvolto gli espositori della “XXVII Mostra Mercato dell’artigianato e dell’oggettistica per il presepio”, l’associazione fotografica “Utopia” di Rieti, il Comitato Gemellaggi, il Santuario di Greccio e il MIPGreccio (Museo Internazionale del Presepe di Greccio). Il concerto “Natale Barocco”, che la sera del 5 gennaio si è svolto all’interno del Santuario, aperto dal saluto del Sindaco Emiliano Fabi, ha registrato un significativo apprezzamento da tutti gli intervenuti e in modo particolare dai primi cittadini, o loro delegati, di alcune città che con Greccio hanno siglato un Patto di Gemellaggio/Amicizia/Fratellanza. I Cori Orpheus e Giuseppe Rosati, diretti dal maestro Angelo Fusacchia e dal maestro Emanuele Ciogli, hanno creato una significativa cornice artistica nella quale sono stati inseriti gli interventi dei sindaci, o loro delegati delle città di Assisi, Corleto Perticara, Frisanco, San Donato Val di Comino, Aulla, Celano e Faggiano. Le “città” collegate on-line hanno letto dei testi scelti e dedicati alla Pace, e in tal modo, sotto la regia del Comitato Gemellaggi coordinato dal consigliere Alessio Valloni, è stata favorita una riflessione silenziosa su temi delicati e essenziali legati alla promozione della convivenza umana nel segno del rispetto e dell’amicizia reciproca. L’iniziativa, dal titolo “Auguri di Pace” si è conclusa con la preghiera per la Pace di madre Teresa di Calcutta e con le parole di fra Giovanni Loche, rettore del Santuario di Greccio, che ha salutato i presenti a nome del Vescovo di Rieti, ha sottolineato sia l’importanza degli “operatori di Pace” che della necessità di promuovere le eccellenze del territorio, anche quelle di carattere culturale. Nella mattinata del 6 gennaio l’associazione reatina di fotografia “Utopia”, che nelle settimane precedenti ha realizzato numerosi “scatti” nella frequentata e vivacissima piazza Roma, ha organizzato la mostra “Mercato in Foto” nella sala Giovanni Velita nel borgo di Greccio, “narrando” così la “XXVII Mostra Mercato dell’artigianato e dell’oggettistica per il presepio” secondo prospettive e sensibilità diverse, riconducibili ai “fotografi” coinvolti e lasciando spazio a personali interpretazioni. Una mostra originale in cui rintracciare lo spirito, i colori, le sensazioni che si sono vissute nei giorni della Mostra Mercato. Nel pomeriggio il MIPGreccio ha invece ospitato l’ultimo evento in calendario, la premiazione del concorso “Il Presepe di Greccio 1223”. Il Sindaco Emiliano Fabi, l’Assessora Aurora Caprioli e il Consigliere Alessio Valloni, hanno premiato gli espositori della Mostra Mercato partecipanti al concorso. In tale occasione parole di particolare apprezzamento sono state rivolte dal Sindaco verso tutta l’amministrazione comunale. Di seguito i nominativi dei vincitori: 1° premio assegnato a Simonetta Panunzi; 2° premio assegnato a Gabriella D’Urso; 3° premio assegnato a Maurizio Colantoni.

Unicoop Etruria, proseguono gli incontri sindacali

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Unicoop Etruria, la Cooperativa con sede a Vignale Riotorto (Livorno), presente con 150 supermercati, oltre 5 mila dipendenti e 740mila soci in Toscana, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, continua gli incontri sindacali finalizzati all’approfondimento dei presupposti e delle ragioni economico-organizzative che hanno condotto alla definizione della seconda fase del piano industriale. Il confronto, iniziato il primo dicembre scorso, è proseguito ieri giovedì 8 e oggi venerdì 9 gennaio  a Roma con le rappresentanze sindacali. Oltre a ribadire la piena disponibilità al dialogo e al confronto nei passaggi previsti con le OO.SS, Unicoop Etruria ha indicato i capisaldi del piano industriale, ovvero il recupero delle quote di mercato, gli investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento dei magazzini e dei negozi, la riorganizzazione del perimetro di vendita e della struttura di sede. In tale ambito è stata ribadita la massima tutela delle persone e lo stanziamento di risorse adeguate allo scopo. L’obiettivo primario del piano, avallato e sostenuto dagli enti regionali e nazionali rappresentativi della cooperazione di consumo, è il rilancio della presenza economica e sociale di Coop nell’Italia centrale. Nei prossimi incontri coi Sindacati, fissati per il 20 e 21 gennaio, saranno presentate nel dettaglio le soluzioni tecniche necessarie per raggiungere gli obiettivi proposti nel piano industriale triennale 2025-2027.

Nella Biblioteca di Poggio Mirteto torna l’appuntamento con il “Book Club”

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La prossima settimana torna l’appuntamento con il Book Club: i gruppi di lettura si riuniscono mercoledì 14 gennaio ore 16 e giovedì 15 gennaio ore 17. Riprendiamo le presentazioni di libri questa volta anticipando dal venerdì a giovedì 15 gennaio alle ore 17 in Sala Conferenze con l’autore Stefano Giornetti e il libro “Vocabolarietto del dialetto sabino. Nelle parlate di Poggio Mirteto, Montopoli di Sabina, Casperia, Mompeo Sabino“, edito da Espera. L’autore dialogherà con il prof. Marcello Teodonio, presidente del Centro Studi “G. G. Belli” di Roma. Sarà esposta per l’occasione la Mappa della Sabina realizzata dalla pittrice e scenografa Denise Lupi su disegno di Mauro Giubilio (1592).

COVER & Accesories, da Riyad oltre 500 cover personalizzabili e riparazione telefonini

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Sabina Radicale: “Stallo sul Garante Detenuti. Per il carcere di Rieti è l’anno l’unità di misura del tempo?”

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“Nel pomeriggio del 5 gennaio di due anni fa il 25enne reatino Matteo si toglieva la vita nel carcere di Ancona, quella stessa notte moriva il 65enne Stefano a Viterbo, dove era stato ricoverato d’urgenza a seguito di un lungo sciopero della fame condotto nel carcere di Rieti. Furono questi due vicini episodi che, così diversi ma a Rieti tragicamente connessi, immediatamente indussero l’Amministrazione Comunale ad accelerare nel proposito di recuperare, attualizzandola, la figura del Garante Comunale per i Diritti dei Detenuti, già istituita dalla Giunta Petrangeli undici anni prima ma mai concretizzatasi. Benché il regolamento del 2013 fosse immediatamente attuabile, si scelse di attualizzarlo contando sulla rapida approvazione di un nuovo regolamento che infatti trovò nei mesi successivi una sua ipotesi compiuta di definizione, anche grazie alle interlocuzioni dell’assessore Giovanna Palomba con il Garante Regionale. Sono però passati due anni e questo regolamento (e successivo bando e scelta del garante) si sono arenati. Non si sono però arenati per cambio di intenzione dell’amministrazione ed in particolare dell’assessore, ma per i trambusti a catena che hanno coinvolto il Palazzo Comunale a seguito del passaggio della presidente della commissione Statuto e Regolamento da un partito di maggioranza ad un altro; la successiva nomina di un diverso presidente non sembra aver risolto lo stallo, anzi lo ha forse aggravato, essendosi basata sulla spaccatura della maggioranza comunale di cui le cronache politiche ci riportano. Non abbiamo la pretesa di ritenere che questa figura, quando ci fosse, risolverebbe i problemi della detenzione e del nostro carcere. Di certo però il collegamento tra la città e la città penitenziaria (700 tra detenuti – 80% in più, ed operatori – 10% in meno) che era l’obiettivo del nuovo regolamento comunale, è ancora da tutti definito carente; queste le parole con cui l’Ufficio regionale del Garante descrive l’istituto: “il nuovo complesso di Rieti risulta essere isolato dal tessuto sociale quanto anche geografico: la posizione difficilmente raggiungibile, la contemporanea presenza di detenuti provenienti da aree diverse e la politica amministrativa particolarmente isolata dal territorio, caratterizzano un istituto dove la popolazione detenuta ha scarsissime possibilità di progettazione”. Contro questo isolamento qualcosa nella società civile si muove: a luglio la Confartigianato prendeva occasione da un fatto di cronaca per lamentare, all’interno del quadro generale, la stasi del protocollo di impiego dei detenuti nei cantieri sisma, chiedendo “il supporto attivo di tutte le componenti del territorio: imprese, enti locali ed istituzioni penitenziarie per passare dalle intenzioni ai risultati concreti”; il protocollo cui si faceva riferimento era quello di tre anni fa, firmato nel 2022 che, forse con qualche aggiustamento ma evidentemente ancora insufficiente, è stato rifirmato dagli stessi enti un anno fa nel 2024. Silenziosamente nel frattempo l’Associazione Seconda Chance con fatica e lentamente riesce a coinvolgere imprenditori (due anni fa al McDonald, un anno fa al Conad) che, attratti dai benefici della legge Smuraglia, hanno sperimentato poi il valore rieducativo del lavoro. Si usa dire che il mondo del carcere viva al suo interno in una sorta di sospensione del tempo, ma qui al suo esterno l’unità di misura di tutto ciò che lo riguarda sembra essere l’anno. Per questo Sabina Radicale rivolge un appello al Consiglio Comunale perché colga lo stimolo di questo anniversario per accantonare, almeno per il tempo necessario, divisioni che certo non riguardano l’esigenza o opportunità di questa “catena di congiunzione tra la dimensione della detenzione e la Città”.    

Endometriosi, APE compie 20 anni e rinnova l’appello: “L’informazione e la consapevolezza salvano vite e abbreviano sofferenze”

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L’A.P.E., Associazione Progetto Endometriosi, formata da pazienti volontarie, dà supporto concreto alle donne, ha formato oltre 340 sanitari sulla malattia e raggiunto 25mila studenti. Ma la diagnosi richiede ancora troppo tempo e mancano le tutele. In Italia, una donna su dieci convive con l’endometriosi, eppure il percorso verso la diagnosi richiede ancora troppo tempo: tra i cinque e gli otto anni di media. Un’attesa che si traduce in dolore fisico, incomprensioni e isolamento. Per colmare questo vuoto di informazione e assistenza, dal 2005 opera l’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, realtà composta interamente da pazienti volontarie che hanno trasformato la propria esperienza personale in una missione collettiva. In occasione del suo 20° compleanno, l’associazione rinnova il proprio appello: l’informazione e la consapevolezza salvano vite e abbreviano sofferenze. “Se qualcuno mi avesse parlato di endometriosi quando ero adolescente, forse avrei evitato anni di dolore inspiegabile – racconta Jessica Fiorini, vicepresidente dell’A.P.E. – un semplice volantino può cambiare il destino di una donna. Per questo continuiamo a portare informazioni ovunque: nelle scuole, negli ambulatori, nei luoghi di aggregazione”. L’endometriosi è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza anomala di tessuto endometriale al di fuori dell’utero – su ovaie, tube, intestino, vescica – che provoca dolori intensi e invalidanti. Nonostante colpisca milioni di donne (circa 3 milioni in Italia), rimane ancora largamente sottovalutata, anche in ambito medico. Le cause restano sconosciute e non esistono cure definitive. Dal 2017, grazie ai fondi raccolti con il 5 per mille, l’A.P.E. ha organizzato percorsi di alta formazione rivolti al personale sanitario, in collaborazione con alcuni tra i migliori specialisti del settore. «La formazione è intesa come motore di cambiamento, la creazione di spazi di confronto e crescita condivisa. Significa contribuire a diagnosi più precoci e a una medicina più umana», sottolinea Annalisa Frassineti, presidente dell’A.P.E.. In pochi anni, l’A.P.E. ha finanziato e organizzato corsi specialistici per medici e sanitari, in collaborazione con ginecologi e personale sanitario esperto di endometriosi: 3 corsi di ecografia ginecologica si sono svolti all’Ospedale Gemelli di Roma, 3 a Parma, un altro corso di ecografia a Roma nel 2025, e poi sono già 5 le edizioni del corso avanzato su “Il trattamento integrato medico chirurgico dell’endometriosi profonda in un centro di che si sono tenute a Negrar di Valpolicella. Un altro appuntamento per i radiologi si è tenuto a Bologna, altri due sono stati dedicati agli psicologi e psicoterapeuti. Complessivamente, grazie all’A.P.E. si sono formati oltre 340 sanitari, tra ginecologi, radiologi, professionisti della salute mentale, essendo fondamentale un approccio multidisciplinare per trattare l’endometriosi. “Questi corsi sono innovativi perché uniscono competenza tecnica e dimensione umana – spiega Annalisa Frassineti – la presenza delle volontarie permette ai medici di ascoltare direttamente le storie delle pazienti, comprendendo quanto sia fondamentale un approccio empatico oltre che competente. Diversi specialisti, dopo aver partecipato, hanno scelto di dedicarsi proprio all’endometrios”». L’attività di divulgazione continua nelle scuole con lezioni interattive per le ragazze, in cui vengono coinvolti esperti e volontarie: oltre 25mila studenti hanno scoperto cos’è l’endometriosi e come dare supporto alle compagne di classe che ne soffrono. E poi nel fare informazione. Oltre un milione di materiale informativo è stato distribuito dall’A.P.E. per creare consapevolezza sull’endometriosi, 55mila le linee guida dedicate all’alimentazione diffuse, e sono stati realizzati più di 1500 eventi e convegni su tutto il territorio nazionale. Nonostante i progressi compiuti in vent’anni, le sfide rimangono numerose. Dopo 8 anni di attesa per aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza, l’endometriosi non è ancora stata riconosciuta. Ci sono limitazioni significative: solo il terzo e quarto stadio della malattia danno diritto a esenzioni per visite ed ecografie semestrali, e solo dopo conferma istologica tramite intervento chirurgico – procedura che le linee guida sconsigliano salvo necessità. Le terapie farmacologiche non godono di alcun supporto. Mancano centri specializzati in ogni regione, percorsi diagnostico-terapeutici integrati, esenzioni reali per farmaci e visite. «E serve una legislazione che tuteli chi deve assentarsi dal lavoro per la malattia, senza rischiare discriminazioni o licenziamenti», sottolineano le volontarie dell’A.P.E., pronte a supportare le donne. “Questa missione continua grazie al lavoro instancabile delle volontarie e alla generosità di chi ci sostiene – conclude Jessica Fiorini – ogni contributo ci permette di formare più medici, raggiungere più scuole, aiutare più donne. Perché l’endometriosi non è invisibile: siamo noi a doverla rendere visibile”. Cos’è l’endometriosi? L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali ed in concomitanza dell’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori ai rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Per una malattia di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione, per limitare i danni che l’endometriosi provoca, è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza! L’A.P.E. è una realtà nazionale che da 20 anni informa sull’endometriosi, nella consapevolezza che l’informazione sia l’unica prevenzione ad oggi possibile. Sul sito dell’APE – www.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.