Guardia di Finanza di Rieti blocca senegalese con eroina e oltre 600 euro in contanti. Fermate ulteriori cinque persone

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Continua l’attività della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Rieti volta anche alla prevenzione ed alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti. Nello scorso fine settimana i militari del Gruppo Rieti hanno eseguito una serie di controlli mirati nelle aree maggiormente frequentate da consumatori e spacciatori di sostanze stupefacenti, che hanno portato al sequestro di droga e denaro contante, alla denuncia di una persona e alla segnalazione all’Autorità amministrativa di altri cinque soggetti, con contestuale ritiro di tre patenti di guida. Controlli sulla Salaria direzione Roma e nei luoghi di aggregazione nel centro di Rieti. Durante un servizio di iniziativa per la prevenzione dei traffici illeciti, i finanzieri hanno controllato cinque cittadini italiani. Ispezioni approfondite hanno permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro amministrativo complessivamente 15,04 grammi di cocaina e 11,88 grammi di hashish. I cinque soggetti sono stati segnalati alla locale Prefettura per la violazione amministrativa. Per tre di loro, sorpresi alla guida delle rispettive autovetture al momento del controllo, è scattato anche l’immediato ritiro della patente di guida. Una denuncia per spaccio e sequestro di denaro contante. Gli operanti, nel corso dei medesimi servizi, hanno notato un ulteriore soggetto di nazionalità senegalese aggirarsi con fare sospetto nei pressi di un’attività commerciale. Atteso il contesto, i militari hanno deciso pertanto di intervenire procedendo alla identificazione dello stesso. Al termine del controllo si è proceduto al sequestro di 1 dose eroina, per un quantitativo di 0,5 grammi, e sulla scorta della successiva perquisizione personale 675 euro in contanti, anch’essi sottoposti a sequestro penale unitamente alla sostanza stupefacente. La parte è stata denunciata a piede libero all’Autorità Giudiziaria. L’efficace intervento della Guardia di Finanza di Rieti testimonia la costante e capillare azione di vigilanza finalizzata alla salvaguardia della legalità, alla tutela della salute pubblica e al contrasto di ogni forma di traffico illecito perpetrato sul territorio provinciale. Come di consueto si precisa che il procedimento è attualmente in fase di indagini preliminari, e che la posizione del soggetto denunciato è da considerarsi estranea ad ogni valutazione di responsabilità fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza

Sanità pubblica: Curarsi sta diventando un privilegio per chi può permetterselo? – LETTERA APERTA

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Di seguito la lettera aperta che la signora Beatrice invia alla redazione di Rietinvetrina: “Gentile Direttore, scrivo questa lettera con un sentimento di profonda amarezza, ma anche di indignazione, perché credo che su certi argomenti non si possa e non si debba più tacere. Nei giorni scorsi ho cercato di prenotare, attraverso il servizio sanitario pubblico, tre semplici esami diagnostici: un’ecografia mammaria, un’ecografia tiroidea e un’ecografia addominale. La risposta che mi è stata data dalla ASL è stata tanto semplice quanto sconcertante: “Non c’è posto”. Non c’è posto. Tre parole che dovrebbero far riflettere tutti, soprattutto chi ha la responsabilità di garantire ai cittadini il diritto alla salute. E allora mi pongo una domanda, semplice ma terribilmente seria: chi non ha i soldi per rivolgersi alla sanità privata, come fa a curarsi? Chi vive con una pensione modesta? Chi fatica ad arrivare alla fine del mese? Chi deve già scegliere ogni giorno a quali spese rinunciare? Deve forse rinunciare anche alla prevenzione? Deve aspettare che un piccolo problema diventi qualcosa di più grave? Deve vivere nell’ansia perché non può permettersi di pagare di tasca propria un esame medico? Trovo tutto questo profondamente ingiusto. Abbiamo sempre considerato la sanità pubblica una delle più grandi conquiste del nostro Paese. Un diritto, non un favore. Una garanzia per tutti, non un servizio riservato a chi ha disponibilità economiche. Eppure, di fronte a risposte come quella che ho ricevuto, viene spontaneo chiedersi che cosa stia diventando questo diritto. Non possiamo accettare una sanità a due velocità: una per chi può pagare e ottenere rapidamente una prestazione, e un’altra per chi deve aspettare, sperare o addirittura rinunciare. Non sto chiedendo privilegi, né trattamenti di favore. Sto chiedendo ciò che dovrebbe essere normale in un Paese civile: poter effettuare gli accertamenti medici prescritti, in tempi ragionevoli, attraverso il servizio sanitario al quale tutti contribuiamo. La prevenzione non è un lusso. E la salute non può dipendere dal conto in banca. Mi rivolgo quindi, attraverso questo giornale, a chi amministra la sanità, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno responsabilità in questo settore: è questa la sanità che vogliamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti? Perché dietro ogni prenotazione negata non c’è soltanto un numero o una pratica amministrativa. C’è una persona, con le sue preoccupazioni, i suoi problemi e il suo diritto di essere curata. Forse è arrivato il momento di smettere di considerare tutto questo normale. Un Paese non si misura soltanto dai suoi risultati economici o dalle grandi opere, ma anche da come si prende cura delle persone, soprattutto di quelle più fragili. Quando la possibilità di curarsi dipende dalla disponibilità economica, non è soltanto la sanità a essere in difficoltà: è il principio stesso di uguaglianza a essere messo in discussione. E questo, sinceramente, mi preoccupa e mi amareggia profondamente. Concludo con una domanda che vorrei arrivasse forte e chiara a chi di dovere: Se per curarsi bisogna pagare, che fine ha fatto il diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione? Con amarezza, ma anche con la speranza che qualcosa possa finalmente cambiare. Una cittadina che crede ancora nel diritto alla salute per tutti”. Beatrice LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE 

Il reatino Riccardo Monaco vince la Coppa Italia Next Pro di Skiroll categoria M2

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Per il terzo anno consecutivo il reatino Riccardo Monaco si è aggiudicato la Coppa Italia Next Pro di Skiroll categoria M2 che ha avuto il suo epilogo sabato a Valdobbiadene e domenica a Caneva Di Pordenone. Monaco, che difende i colori del team Winter Sport Subiaco, nell’ultima prova in programma, una mass start in salita in tecnica classica di 7,8 km con 660 metri di dislivello, ha chiuso al secondo posto di categoria con il tempo di 41’26”, migliorando di quasi un minuto il riscontro cronometrico fatto registrare sullo stesso percorso l’anno scorso. Il podio finale del circuito nazionale ha visto così posizionarsi al secondo posto Gabriele Biella del Team Brianza e al terzo posto lo specialista delle sprint Alessio Berlanda del Team Futura. La vittoria della classifica generale corona una stagione caratterizzata da una notevole continuità di rendimento, soprattutto nelle gare in salita: su 16 tappe totali previste dal circuito nazionale, e con la possibilità di applicare fino a 4 scarti, Monaco ha preso parte a 12 prove conquistando 11 podi. Questo cammino ha richiesto un’attenta gestione delle energie fisiche lungo una serie di trasferte in tutta Italia, che hanno toccato località tra Friuli, Sicilia, Liguria, Emilia, Trentino e Veneto. Nonostante una preparazione ridotta nell’ultimo bimestre per quanto riguarda i lavori specifici in salita, una gestione del ritmo regolare nella prima parte della stagione ha permesso di condurre una gara solida. Un plauso per l’atleta di cittaducale, avvocato che lavora presso la Hitachi Rail USA di Pittsburgh in Pennsylvania e costretto per amore dello skiroll a continue trasvolate atlantiche. I risultati personali di Riccardo Monaco si inseriscono nel successo complessivo del suo team: lo sci club Sport Subiaco che ha conquistato la sua terza Coppa Italia consecutiva di società, imponendosi in cima alla classifica davanti alla S.S. Mladina e allo S.C. Orsago. Un altro risultato di grandissimo spessore per la formazione sublacense e per il Comitato Regionale Lazio e Sardegna che attesta ancora una volta la bontà di una scuola che produce campioncini non soltanto nella specialità dello skiroll ma anche nello sci di fondo. La prestigiosa conquista della Coppa Italia è impreziosita dai risultati individuali centrati, in tutte le categorie dagli atleti del Winter Sport Subiaco: Irene di Pasquali 3ª U10 F, Christian Coppelli 1º U10 M Noemi Mecci 1ª U12 F, Gianmarco Onori 1º U12 M, Luna Daruni Ciaffi 1ª U14 F, Sara Di Fusco 2ª U14 F, Adele Fortunato 3ª U14 F, Giacomo Miaci 1º U14 M, Francesco Aleandri  3º U14 M, Proietti Cignitti 1ª U16 F, Gaia Panzini 2a  U16 F, Vittoria  Abbafati 3ª U16 F ,Giacomo Orlandi 3º U18 M, Giulia Semproni  1ª U18 F. Archiviata la stagione estiva, l’attenzione si sposta ora sulla preparazione invernale, con l’obiettivo di trasferire gli ottimi riscontri atletici sulle piste da sci di fondo

Doppio appuntamento alla Biblioteca Peppino Impastato di Poggio Mirteto

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Questa settimana doppio appuntamento alla Biblioteca Peppino Impastato di Poggio Mirteto. Il primo mercoledì 28 ottobre dalle ore 16 com Book Club. Il secondo giovedì 29 ottobre, ore 17, con “Quattro passi nella Musica”, alla scoperta della classica e delle tecniche di ascolto con la musicosophia.

Sisma Centro Italia: CGIL 10 anni dopo presenta nuova Piattaforma per rilancio sociale ed economico del Cratere

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“Non siamo qui oggi per una celebrazione rituale, ma per assumere la responsabilità di un bilancio reale. A un decennio dal terremoto il Cratere dell’Appennino centrale si trova a uno snodo cruciale, la ricostruzione edilizia non basta più. Servono una vera riparazione economico-sociale, tutele per il lavoro, difesa dei servizi di prossimità e risposte concrete allo spopolamento”.  È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Cgil Stefania Filetti presentando, in un’iniziativa tenutasi oggi a Roma, presso la Cgil nazionale, la nuova Piattaforma per la Vertenza del Cratere e delle Aree Interne, intitolata «Dieci Anni dal Sisma 2016: ricostruire il futuro, dare dignità al lavoro, difendere le comunità». Il documento si propone di delineare una prospettiva di sviluppo e rigenerazione per i 138 Comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, necessaria per il futuro di tutte le aree interne e montane d’Italia, e si fonda sui dati statistici e sulle inchieste sul campo della Ricerca SISMA10 (2026), curata dal Centro Studi “Ecologie del post-terremoto” con il sostegno di Cgil Nazionale, delle strutture regionali (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria), di ActionAid e dell’Università di Bologna. La piattaforma individua alcune linee prioritarie: fermare i tagli a scuole e ospedali contro la desertificazione demografica (-15,6% tra il 2015 e il 2024 nel “Cratere ristretto”); un piano di assunzioni stabili per superare i deficit degli uffici tecnici e una piattaforma informatica integrata per la trasparenza e il controllo civico dei dati. Parallelamente si propongono fondi di garanzia regionali per tutelare le famiglie meno abbienti di fronte a un accollo privato sui danni gravi stimato tra il 15% e il 30% dei costi, il blocco dei tagli al Contributo di Autonoma Sistemazione(CAS), il vincolo d’uso sociale delle SAE e delle case ricostruite, tetti agli affitti brevi e una tassazione sulle plusvalenze immobiliari. Sul fronte del lavoro, anche alla luce delle recenti inchieste della DDA di Ancona su truffe e ombre della criminalità organizzata sugli appalti, la Cgil ribadisce la necessità della massima vigilanza nel cantiere più grande d’Europa tramite l’estensione del badge digitale a tutta la filiera, il blocco dei subappalti a cascata e l’applicazione dei contratti nazionali maggiormente rappresentativi, insieme a clausole di salvaguardia occupazionale locale per contrastare il lavoro povero, che vede un lavoratore su trenelle SAE guadagnare meno di 1.000 euro al mese. Per creare nuova occupazione di qualità, la Cgil sostiene la necessità di superare la logica degli incentivi a pioggia e del turismo estrattivo, rivendicando la destinazione prevista di almeno il 4% delle risorse della ricostruzione a programmi socio-economici condivisi con le parti sociali, la trasformazione del dissesto idrogeologico e della cura del suolo in una filiera industriale pubblica, il sostegno all’agricoltura montana contadina e la valorizzazione del patrimonio culturale e comunitario come leve di rigenerazione. Infine, si chiede un rilancio immediato dei servizi di prossimità per dare risposta all’isolamento e al peggioramento del benessere che colpisce il 75,8% dei residenti. “Il decennale del sisma – ha concluso Filetti – rappresenta un momento decisivo. Avanzare sul piano edilizio è indispensabile, ma non sufficiente se non si garantiscono la tenuta demografica, i servizi essenziali e il lavoro di qualità. Di fronte alla proroga della gestione commissariale al 31 dicembre 2029, chiediamo che questa finestra temporale non diventi l’alibi per un’emergenza permanente, ma il ‘tempo utile’ per restituire poteri, risorse e pianificazione ordinaria a Sindaci e comunità locali”.

Emergenza abitativa: ATER Rieti individua riserva di alloggi da assegnare in presenza di sfratto esecutivo

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Ater Rieti, per contrastare situazioni di grave emergenza abitativa e velocizzarne la risoluzione, individua degli alloggi di sua proprietà da assegnare a tutti coloro che, trovandosi a dover fronteggiare una situazione straordinaria di particolare disagio economico documentata, sono colpiti da un provvedimento di sfratto esecutivo. L’iniziativa fa parte delle azioni adottate per garantire l’offerta di abitazioni a buon mercato e si inserisce nel progetto di messa a disposizione degli alloggi sfitti in quota di riserva Ater per nuclei familiari in situazioni di grave vulnerabilità abitativa.                       

CHI PUÒ FARE RICHIESTA La riserva non spetta indistintamente a tutti i nuclei familiari che vivono una situazione di grave disagio economico e abitativo. La quota di riserva pari al 10% degli Alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) è destinata di norma a nuclei familiari in possesso di tutti i requisiti soggettivi previsti all’articolo 11 della Legge Regionale n. 12/1999 e che si trovino in specifiche e documentate situazioni di emergenza abitativa riferite a:

-situazioni di emergenza abitativa oggetto di esame e di procedure di sgombero stabilite in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di cui all’articolo 20 della Legge 1° aprile 1981 n. 121;

-provvedimenti esecutivi di rilascio forzoso dell’alloggio occupato nell’ambito del quale hanno priorità le famiglie con reddito inferiore al limite di accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Si precisa che la norma, comunque, prevede una deroga che permette l ’assegnazione anche per i soggetti non in possesso dei requisiti per l’accesso agli alloggi ERP stabiliti dalla lettera b), comma 1, art. 11 L.R.12/1999.

COME PRESENTARE LA RICHIESTA E DURATA DELLA LOCAZIONE La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno all’Ater mediante PEC o consegna all’URP. La procedura di richiesta d’accesso all’emergenza abitativa è attivata direttamente dal nucleo familiare interessato o a mezzo di proprio rappresentante, ovvero su segnalazione dei servizi sociali territoriali e di altre istituzioni a valenza locale o nazionale. Nella domanda l’interessato dovrà dichiarare di essere in possesso dei requisiti richiesti per l’assegnazione e dimostrare attraverso i dati necessari la sussistenza del diritto.  Le assegnazioni sono temporanee, prevedono una durata massima di due anni eventualmente prorogabile di un ulteriore anno.

Per il Presidente Luigi Gerbino, nell’attuale contesto sociale le disuguaglianze economiche riguardano soggetti vulnerabili, emarginati ma anche una parte di popolazione più vasta, composta da famiglie con figli, minori, anziani: “La complessità nel trovare un lavoro, contesti occupazionali precari che non mettono al riparo da condizioni di povertà, gravi problemi di salute che, data la loro imprevedibilità, hanno un forte impatto sul futuro progetto di vita delle famiglie, le difficoltà nel costruire una rete di inclusione, accoglienza e solidarietà che permetta anche a chi è oggetto di stigmatizzazioni sociali di ottenere una casa dal mercato privato, sono alcuni dei fattori che richiedono l’attivazione di tutte le misure necessarie a contrastare la vulnerabilità sociale.” Sulle azioni concrete messe in campo dall’Ente il Presidente ribadisce la sua posizione: “Aver già provveduto all’assegnazione di alcune unità abitative e garantire di consegnarne altre in futuro dimostra l’efficiente impegno dell’Ater nel predisporre gli strumenti utili ai cittadini per il corretto riconoscimento del diritto alla casa, con il fine di promuovere un ambiente di vita individuale stabile, riservato, sicuro ma anche funzionale al raggiungimento di un progetto comunitario positivo per tutto il territorio”. Chiunque sia interessato può rivolgersi agli uffici Ater Rieti nell’orario di ricevimento. Il bando e la domanda sono disponibili online all’indirizzo www.aterrieti.it

Il nuovo spot INPS girato a Poggio Catino

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Si sono concluse oggi, 27 ottobre, a Poggio Catino, le riprese del nuovo spot INPS che sarà in visione a fine montaggio sui canali televisivi nazionali. La comunità del paese sabino ringrazia tutti coloro che hanno permesso e collaborato per la realizzazione della pubblicità.

Il Liceo Classico Rocci al MUSAF di Fara in Sabina: prende avvio la collaborazione per il percorso A.U.R.E.US.

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Una giornata di scuola fuori dall’aula, tra archeologia, cittadinanza e territorio. La classe prima del liceo classico del Rocci ha visitato il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina (MUSAF) di Fara in Sabina, unendo lo studio del mondo antico alla consapevolezza del valore dei beni culturali. L’uscita ha offerto l’occasione per presentare la curvatura A.U.R.E.US. — Arte, Tutela, Restauro ed Educazione all’Uso Responsabile dei Beni Culturali — del liceo classico,che introduce l’insegnamento della storia dell’arte fin dal primo anno e guida studentesse e studenti alla scoperta del patrimonio storico, artistico e archeologico, con particolare attenzione alle ricchezze locali e alla loro tutela responsabile. Come ha sottolineato il Dirigente Scolastico del Liceo Rocci, Giovanni Luca Barbonetti, è un compito necessario in un territorio in piena trasformazione che conserva testimonianze fondamentali quali Cures Sabini e l’abbazia di Farfa, solo per fare degli esempi.
Da oggi prende inoltre avvio un’importante collaborazione con il MUSAF, che amplierà l’offerta della Formazione Scuola Lavoro. Un’alleanza educativa che rafforza il legame tra scuola, istituzioni e comunità, trasformando il territorio in un laboratorio di apprendimento.
Particolarmente significativa la lezione svolta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale sulla salvaguardia dei beni culturali. Al centro dell’incontro, il recupero dal Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen del Carro di Eretum: un caso concreto che ha mostrato agli studenti il valore della prevenzione, delle indagini e della cooperazione internazionale contro il traffico illecito. Un ringraziamento particolare va all’Amministrazione comunale, e alla Pro Loco di Fara in Sabina, che hanno reso possibile la visita sostenendo l’iniziativa in ogni sua fase e offrendo agli studenti il trasporto e la visita al museo. La loro disponibilità conferma quanto la collaborazione tra realtà locali e scuola sia decisiva per proporre ai giovani esperienze autentiche, inclusive e radicate nei luoghi

L’Istituto Celestino Rosatelli di Rieti protagonista a Firenze, al Festival delle Regioni

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L’I.I.S. Celestino Rosatelli di Rieti protagonista a Firenze, al Festival delle Regioni. Studenti e docenti, tra creatività, sperimentazione e innovazione, presenti ai laboratori di Scuola Futura, perché la scuola del futuro non si immagina soltanto, ma si costruisce, un laboratorio alla volta.

Terme di Cotilia e non solo, CNA Rieti: “Solidarizziamo con i sindaci Taddei e Ranalli, ma serve un’azione corale”

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A proposito di Terme di Cotilia. L’acqua è sicuramente una delle vocazioni che lo sviluppo locale può annoverare tra quelle più preziose. Lo sviluppo locale di un territorio può realizzarsi attraverso un processo che prevede il censimento delle risorse e la scelta delle vocazioni su cui fondarsi. Le vocazioni sono quelle risorse che in un ambito territoriale si distinguono per qualità, rarità, quantità. E non c’è dubbio che l’acqua lo sia. Per quantità, 44,6 metri cubi al secondo di acqua proveniente dalle tanti sorgenti che fanno della nostra provincia uno dei più grandi bacini idrografici d’Europa. Lo è anche per qualità, come constatano le persone che arrivano a Rieti per la prima volta, stupite dalle acque limpide dei corsi d’acqua o da quella che sgorga dai rubinetti. Dobbiamo però constatare che lo sfruttamento a fini produttivi della “vocazione” acqua è molto limitata ad un impianto, pur importante, di imbottigliamento e ad una produzione di ghiaccio. Una delle connotazioni perché lo sviluppo locale abbia successo è che sia costruito insieme: privati, associazioni, istituzioni, scuole, università, ecc. Tutta questa premessa per dire che la vicenda delle Terme di Cotilia, uno dei possibili modi di utilizzo dell’acqua, non può e non deve essere un problema dei sindaci Taddei e Ranalli, cioè dei rappresentanti delle istituzioni che sovraintendono l’ambito territoriale delle acque solfuree. Per questo la CNA, oltre che solidarizzare con i sindaci, vuole richiamare l’attenzione sulla necessità di un’azione corale che non solo interpelli altre istituzioni coinvolte, come già fatto, ma tutti i soggetti che possono dare un contributo per recuperare lo sviluppo di un’area termale che nel passato proprio da quelle terme aveva tratto parte della sua economia. La CNA è disponibile a fare la sua parte. Così nella nota CNA Rieti