SEI TU IL REPORTER – Greta: “Non abbiamo una ferrovia e durante gli scioperi dei treni le corse COTRAL non potenziate. Normale che Rieti si spopoli”

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Greta scrive a Rietinvetrina per una nuova segnalazione pubblica attraverso la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER: “Buonasera, scrivo per segnalare la situazione critica delle corse Cotral Rieti-Roma e viceversa. In una giornata di sciopero treni i mezzi non sono stati potenziati, anzi sono presenti solo bus monopiano strapieni che lasciano persone a terra e non possono percorrere l’autostrada. Persone che viaggiano per lavoro e pagano l’abbonamento e non sanno quando torneranno a casa. Questa è la situazione sia verso Roma che al ritorno verso Rieti. Gli autisti, come i pendolari, sono vittime e si trovano ad affrontare queste situazioni. Siamo migliaia di pendolari che partono all’alba e siamo completamente abbandonati dalla politica. Non abbiamo la ferrovia, e l’unico servizio che abbiamo non funziona. Continuiamo a chiederci perché Rieti si sta spopolando senza fare nulla, noi continuiamo a scegliere di viverci e pagare le tasse e spendere i soldi, ma ne vale la pena? Siamo allo stremo” – conclude Greta. LA REDAZIONE DI RIETINVETRINA E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

Mercato auto usate, ACI: Ad agosto ogni 100 vetture nuove, vendute 258 usate

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Ad agosto 2026, il mercato dell’usato auto registra un lievissimo calo nei volumi assoluti. I passaggi di proprietà delle autovetture sono stati 179.397, contro i 179.731 di agosto 2025, con una diminuzione dello 0,2%. Lo comunica l’Automobile Club d’Italia, pubblicando il bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata sui dati del PRA, consultabile su aci.gov.it In crescita il mercato dell’usato delle due ruote: i passaggi di proprietà dei motocicli sono stati 40.968, rispetto ai 40.104 di agosto 2025, con un aumento del 2,2%. Nel complesso, i passaggi di proprietà per tutti i veicoli sono stati 244.845, contro i 245.737 dello stesso mese dell’anno precedente, con una diminuzione dello 0,4%. Ogni 100 autovetture nuove, ad agosto ne sono state vendute 258 usate. Considerando i primi otto mesi dell’anno, il rapporto si attesta a 185 auto usate ogni 100 nuove. Nei primi otto mesi del 2026, i passaggi di proprietà risultano in lieve calo solo per le autovetture, -0,4%, mentre i motocicli fanno registrare un incremento dell’1,6% e tutti i veicoli risultano stabili. RADIAZIONI: AUTO +1,3%, MOTO +7,1% Ad agosto 2026, le radiazioni di autovetture dal Pubblico Registro Automobilistico hanno registrato un aumento dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2025, con 64.094 pratiche contro le 63.293 dell’anno precedente. La crescita è determinata soprattutto dall’aumento delle demolizioni, pari al +7,1%, a fronte di una diminuzione delle esportazioni, -10,8%. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,92 nel mese di agosto e a 0,70 nei primi otto mesi: ogni 100 auto nuove, ad agosto, ne sono state radiate 92. In crescita le radiazioni dei motocicli: 6.654 pratiche, contro le 6.210 di agosto 2025, pari a +7,1%. Per tutti i veicoli, le radiazioni sono state 77.085, rispetto alle 75.332 dello stesso mese dell’anno precedente, con un aumento del 2,3%. Nei primi otto mesi del 2026, le radiazioni restano in crescita: +5,9% per le autovetture, +2% per i motocicli e +5,1% per tutti i veicoli. ALIMENTAZIONI: NELL’USATO, PREVALGONO ANCORA BENZINA E DIESEL Nel mercato dell’usato continuano a prevalere le alimentazioni tradizionali, diesel e benzina. Prosegue, tuttavia, la crescita delle motorizzazioni elettrificate: le auto ibride a benzina raggiungono ad agosto una quota dell’11% dei passaggi di proprietà, con un incremento del 19,4% su base annua. In aumento, ma ancora contenuta, la presenza delle auto elettriche usate: ad agosto rappresentano l’1,2% del mercato, con una crescita del 14,5% rispetto allo stesso mese del 2025. ANZIANITÀ AUTO USATE: 20-29 ANNI = 17,4%; 30+ = 2,9% Si conferma anche ad agosto il progressivo aumento della quota di vetture usate più anziane. Le auto con età compresa tra 20 e 29 anni hanno rappresentato il 17,4% dei passaggi di proprietà contro il 15,4% di agosto 2025. Le autovetture con più di 30 anni incidono per il 2,9% del totale, rispetto al 2,8% registrato nello stesso mese dell’anno precedente. RADIAZIONI AUTOVETTURE SECONDO LA CLASSE EURO (VALORI PERCENTUALI) Quanto alla classe Euro delle autovetture radiate, nei primi otto mesi del 2026 prevalgono nettamente le Euro 4, che rappresentano il 36,5% del totale, seguite dalle Euro 5-6, pari al 33,5%. Le Euro 3 incidono per il 18,4%, mentre le classi più datate, Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, pesano complessivamente per il 10,7%. Ad agosto si conferma la stessa distribuzione: Euro 4 al 36,4%, Euro 5-6 al 33,4%, Euro 3 al 18,4% ed Euro 2 al 9,1%.

“La nuova convenzione PEM”, webinar gratuito il 23 settembre

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Lo Sportello Etichettatura e Sicurezza prodotti della Camera di Commercio di Rieti Viterbo, in collaborazione con il Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino e gli Enti del Sistema Camerale, organizza per il prossimo mercoledì 23 settembre 2026 (dalle 9:30 alle 12) un webinar nazionale dedicato alla nuova Convenzione PEM  (Convenzione Paneuromediterranea) ossia l’accordo internazionale che definisce le regole di origine preferenziale delle merci negli scambi tra l’Unione Europea e i Paesi dell’area euro-mediterranea, in vigore dal 2026. Il webinar offrirà una panoramica su regole obbligatorie, doppia zona di cumulo e rischi operativi per le imprese. Le modifiche introdotte mirano a semplificare e rendere più flessibili i criteri per la determinazione dell’origine preferenziale, con l’intento di facilitare gli scambi commerciali tra operatori europei e Paesi del bacino mediterraneo e balcanico, alleggerendo gli adempimenti e migliorando l’accesso ai vantaggi tariffari. Il periodo transitorio si è concluso il 31 dicembre 2025: dal 1° gennaio 2026, nell’intera area PEM trovano applicazione esclusivamente le norme aggiornate, salvo specifiche eccezioni. L’area si articola ora in due distinte zone di cumulo, gli accordi con riferimento dinamico alla Convenzione riveduta e quelli che ancora ne sono privi, con impatti rilevanti sulle catene di fornitura internazionali e sulla possibilità di applicare il cumulo diagonale. Il rischio concreto per le imprese è continuare a dichiarare un’origine preferenziale formalmente corretta ma non più conforme alle regole oggi applicabili, con conseguente perdita dei benefici tariffari in importazione. Nel corso del webinar sono previsti gli interventi di Salvatore Capozzolo del Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino, e di Massimiliano Mercurio, HERMES Validating & Consulting. Sarà poi possibile per i partecipanti porre quesiti ai relatori. La partecipazione al webinar tramite la piattaforma Teams è gratuita previa iscrizione al seguente link: https://events.teams.microsoft.com/event/b724cbac-158a-4cdf-8f4f-56a63870be2f@6bc79307-413a-44db-94ef-c15800d55860 entro il 22 settembre 2026. Il giorno prima del webinar gli iscritti riceveranno via mail tutte le indicazioni necessarie per partecipare all’evento online. Maggiori informazioni possono essere richieste allo Sportello Etichettatura e Sicurezza prodotti dell’Ente camerale, ai numeri telefonici 0761 234400-440-466 oppure all’indirizzo e-mail: etichettatura@rivt.camcom.it

Shooting fotografico in memoria di Silvia Nobili: il ricavato andrà in beneficenza al Rifugio per cani Pasqualina & Friends

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Ci sono storie che arrivano al cuore anche quando non abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente chi le ha vissute. La storia di Silvia Nobili è una di queste. Silvia aveva solo 33 anni quando la sua vita si è interrotta troppo presto. Una ragazza con una sensibilità profonda, un amore immenso per gli animali e un grande sogno: affermarsi nel mondo della moda come stilista. Dopo la maturità acquistò la sua prima macchina da cucire e iniziò a realizzare i suoi primi abiti. Da lì cominciò un percorso fatto di studio, passione e sacrifici: frequentava corsi di cucito e, contemporaneamente, studiava Scienze della Moda e della Cultura alla Sapienza. Il suo talento la portò a presentare le sue creazioni in diverse sfilate, fino ad arrivare alla Milano Fashion Week nel 2014 e, nel 2018, ad AltaRoma. Ma Silvia non era soltanto una giovane stilista. Era una persona capace di prendersi cura degli altri, degli animali e di chi aveva bisogno. Nel corso della sua vita ha aiutato tanti randagi, occupandosi di cani e gatti con amore e dedizione. E anche dopo la sua scomparsa, il suo amore per il prossimo ha continuato a vivere attraverso la donazione degli organi, che ha permesso ad altre persone di avere una nuova possibilità. A un anno dalla sua scomparsa, la sua famiglia ha scelto di trasformare il dolore in qualcosa di bello: mantenere viva la memoria di Silvia attraverso gesti concreti di amore e solidarietà.
Da questa scelta nasce anche il progetto legato al terzo libro di Paola Desini, “Salvami”, nel quale è stato raccolto il racconto di Silvia. Un racconto scritto dalla sua mamma con immensa fatica e dolore, raccogliendo tutte le proprie forze, ma anche con la consapevolezza che il ricavato sarebbe stato destinato ad aiutare un rifugio. E non finisce qui. Il 13 settembre, presso l’Atelier Silvia Nobili a Palombara, si svolgerà uno shooting fotografico dedicato al calendario 2027. Anche il ricavato di questa iniziativa sarà devoluto al nostro rifugio e servirà ad aiutare i nostri ospiti. Noi Silvia non abbiamo avuto la fortuna di conoscerla personalmente, ma attraverso le parole della sua famiglia abbiamo incontrato qualcosa di lei. La sua sensibilità, il suo amore per gli animali e la sua capacità di donare agli altri ci hanno profondamente toccato. Per questo vogliamo dire grazie, di cuore, alla sua famiglia. Grazie per aver scelto di trasformare un dolore così grande in un gesto d’amore. Grazie per aver pensato ai nostri animali e per aver voluto che una parte della bellezza e della generosità di Silvia continuasse a vivere proprio attraverso di loro. Silvia non c’è più, ma il suo amore continua a camminare. E ogni animale che verrà aiutato grazie a questa iniziativa porterà con sé un piccolo pezzo della sua storia. Grazie Silvia. Grazie alla tua famiglia. E grazie a tutti coloro che vorranno sostenere questo bellissimo progetto. Nella nota il Rifugio Pasqualina & Friends Fonte: Tesori a quattro zampe

Nuovo anno scolastico, gli auguri del vescovo Vito Piccinonna: “Non facciamoci rubare l’intelligenza”

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Cari bambini, ragazze e ragazzi, giovani, cari insegnanti, dirigenti, personale della scuola, care famiglie, ci risiamo. Tra pochi giorni torneranno a riempirsi aule, corridoi e cortili delle nostre amate scuole. Torneranno gli zaini forse troppo pesanti, le sveglie troppo presto, le corse per non arrivare in ritardo. Torneranno le domande, quelle scritte sui libri e quelle – che ritengo più importanti – che ciascuno porta dentro di sé. E mentre vi penso così, sulla soglia di un nuovo anno scolastico, vorrei condividere con voi un augurio che sento rivolto anche a me: non facciamoci rubare l’intelligenza. Viviamo un tempo straordinario. Possiamo affidare a un computer il compito di scrivere, tradurre, calcolare, cercare, perfino suggerirci cosa pensare. L’intelligenza artificiale è già tra i banchi e sulle cattedre e sarebbe inutile far finta che non ci sia. Può essere una grande opportunità. Ma proprio per questo ci pone una domanda tremendamente umana: che cosa ne faremo della nostra intelligenza? Impariamo allora a conoscere l’intelligenza artificiale, a interrogarla, a usarla. Ma non permettiamole di toglierci la meravigliosa fatica di capire, di sbagliare, di riprovare, di cambiare idea. Un computer potrà darci mille risposte in pochi secondi. Ma non potrà avere fame e sete al posto nostro. E forse la scuola serve ancora – e oggi più che mai – proprio a questo: a farci venire fame e sete. Fame di conoscenza, di domande, di incontri, di vita. Sete di capire il mondo senza accontentarci della prima risposta “artificiale”. Sete di giustizia. Sete di futuro. E poi c’è una cosa che non dovremmo mai dimenticare: a scuola nessuno si salva da solo. Una classe non è una somma di banchi ma l’insieme di volti. Una scuola è, dunque, una comunità. E una comunità comincia quando il problema dell’altro smette di essere soltanto “un problema suo”. C’è una cosa del Vangelo che continua ad affascinarmi: Gesù si accorge delle persone. Le vede. Si ferma. Fa domande. Ascolta. Soprattutto non passa oltre. Credenti o non credenti, penso che questa sia una lezione di umanità che possiamo condividere: non passare oltre la vita degli altri. E proprio perché la scuola è casa di tutti, desidero rivolgere un saluto rispettoso anche a quanti professano altre fedi e appartengono ad altre tradizioni religiose, così come a chi non si riconosce in alcun credo. Sono convinto che sia sempre vincente la logica dell’incontro, mai quella dello scontro o del mancato riconoscimento delle differenze. Incontrarsi non significa diventare tutti uguali, ma imparare a conoscersi, a rispettarsi e a riconoscersi proprio nelle nostre diversità. Impariamo allora ad accorgerci di chi rimane un passo indietro. Di chi parla poco. Di chi non viene scelto. Di chi magari sorride, ma dentro porta una battaglia che nessuno conosce. Non misuriamo il nostro valore soltanto con un voto e, soprattutto, non misuriamo mai quello degli altri con i nostri metri. E voi, cari insegnanti, continuate ad avere il coraggio di “perdere tempo” con i vostri ragazzi. In un mondo che vuole fare tutto più velocemente, forse educare significa anche questo: avere il coraggio dell’andare lenti. Fermarsi davanti a una domanda. Accorgersi di un silenzio. Non vedere soltanto un compito, ma la mano che lo ha scritto. Non soltanto un risultato, ma una storia. Don Tonino Bello diceva ai giovani: «Mordete la vita!». Facciamolo insieme. Mordiamo la vita, non guardiamola soltanto passare da uno schermo. Discutiamo. Leggiamo. Incontriamoci. Facciamo domande scomode. Coltiviamo amicizie. Abbiamo idee nostre e anche il coraggio di cambiarle quando scopriamo che erano sbagliate. Non diventiamo fotocopie. Non lasciamo che siano gli algoritmi a decidere che cosa ci deve piacere, chi dobbiamo ascoltare, di chi dobbiamo fidarci. Restiamo umani. Meravigliosamente umani. Soprattutto umani che sanno stare insieme. E quando entrerete in classe il primo giorno, provate a guardare per un momento chi vi è accanto. Forse il bene comune comincia proprio lì: dal banco vicino. Buon anno scolastico a tutti. E buona vita! Con affetto di padre, fratello e amico, + don Vito

SEI TU IL REPORTER – Orlando: “Ad Ornaro Basso i vestiti donati sparsi a terra tra i rifiuti davanti ai cassoni della raccolta”

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Orlando scrive a Rietinvetrina per una segnalazione pubblica tramite la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER: “Questo succede ad Ornaro Basso, i vestiti dati in beneficenza tutti sparsi per terra, insieme ai rifiuti, il tutto davanti ai cassoni gialli della raccolta. Qualcuno può intervenire?” – commenta il lettore di Rietinvetrina. LA REDAZIONE E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

La Regione Lazio presenta il voucher “Digitalizzazione 2026”

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Venerdì 11 settembre, alle ore 12, si svolgerà a Roma, presso la Sala Tevere della Regione Lazio (viale Cristoforo Colombo 212), la presentazione del Voucher Digitalizzazione 2026, della Regione Lazio. La misura, dedicata alla trasformazione e l’innovazione digitale delle imprese del territorio, è finanziata con 15 milioni nell’ambito del Programma FESR Lazio 2021-2027 e gestita da Lazio Innova. PARTECIPANO Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore a Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio; Vittorio Sambucci, presidente XI Commissione – Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione – Consiglio Regionale del Lazio; Vittoria Carli, vicepresidente di Unindustria con delega alla Transizione Digitale; Francesco Marcolini, presidente di Lazio Innova.

A 10 anni dal sisma e alla vigilia del DDL Roma Capitale Legacoop Lazio sceglie Rieti per la 1ª tappa de “Il Lazio che cambia”

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In vista dell’approvazione del DDL costituzionale che consentirà a Roma Capitale di entrare a far parte degli enti costitutivi della Repubblica, Legacoop Lazio inaugura un viaggio nelle province e, a dieci anni dal sisma, sceglie Rieti come prima tappa del suo percorso verso un’Agenda per un Lazio che cambia. Chiamando all’appello Istituzioni locali e regionali, Università, cooperative del territorio e aspiranti startupper, punta a sostenere la crescita dell’economia locale e lo sviluppo di cooperative e territori del reatino. L’Associazione di rappresentanza delle cooperative del Lazio intende, infatti, contribuire a restituire un baricentro ai tanti territori della Regione Lazio: un equilibrio in cui i piccoli paesi, siano anche dell’entroterra, distanti dal centro o montani, si possano riconoscere più vicini ai capoluoghi ma anche alla Regione e alla Capitale. Lungi dal presentare ricette preconfezionate, Legacoop Lazio propone di co-costruire insieme a piccoli e grandi Comuni e alle imprese cooperative possibili risposte alle esigenze di sviluppo dei territori che presto dovranno attraversare la transizione digitale e ecologica. E invita tutti a unirsi attorno a una missione: immaginare insieme un futuro per un Lazio policentrico, un Lazio che cambia sui territori, in cui l’innovazione si coniughi a una visione politica di coesione e equità territoriale e diventi strumento concreto per rivitalizzare strategie e progetti del tessuto imprenditoriale locale e regionale. A Rieti, Legacoop Lazio indica il punto di partenza, pur in un quadro complessivamente non positivo per la crescita: l’economia agroforestale e montana, l’agroalimentare e il turismo, mettendone in evidenza il potenziale trasformativo se guidato da logiche cooperative. Durante l’evento “Il Lazio che cambia – Identità territoriali e futuro delle comunità” che si terrà il 15 settembre alle ore 9:30 presso la sede del Comune di Rieti, Legacoop Lazio presenterà alle Istituzioni locali e regionali e alle imprese casi studio utili per poter immaginare una contaminazione e uno scambio anche interregionale di esperienze possibili in territori non semplici, provando a rispondere ai problemi del reatino. Dalle cooperative di comunità in territori colpiti dal sisma alle esperienze di cooperative che nascono per aggregare territori agricoli abbandonati, protagonisti dell’appuntamento saranno coloro che hanno reso possibile ciò che non sembrava fosse tale. Insieme, chiaramente, a Legacoop Lazio e ai suoi strumenti che rendono più semplice per le imprese cooperative associate l’accesso a garanzie e risorse economiche e finanziarie ma anche ad occasioni di aggregazione, cooperazione e progettazione. DURANTE L’EVENTO INTERVERRANNO: Mauro Iengo, presidente Legacoop Lazio Antonello Aurigemma, presidente Consiglio Regione Lazio Guido Castelli, commissario straordinario del governo per la riparazione e la ricostruzione del sisma 2016 Chiara Mestichelli, vicesindaco Comune Rieti Don Casimiro Panek, vicario generale Diocesi di Rieti Francesco Monzillo, segretario generale Camera di Commercio Rieti-Viterbo Luca Cacchiarelli, Università degli Studi della Tuscia Giovanna Barni, presidente Culturmedia Legacoop Nazionale Dario Bertolo, responsabile Legacoop Lazio Nord Daniele Del Monaco, responsabile Legacoop Agroalimentare Lazio Luca Lo Bianco, coordinatore scientifico UNCEM Nazionale Marzio Mozzetti, presidente Cooperativa di Comunità Radici e Ali Dario Ricci, promotore progetto Olea Rediviva Lucia Di Donato, direttore Legacoop Lazio Coordina: Pier Luca Aguzzi, giornalista cooperativa Tele Radio Mondo

Presentato il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole: “crolli e infortuni in aumento. Allarme per rischio idraulico, idrogeologico e climatico”

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Sono 68 i crolli avvenuti nelle scuole da settembre 2025 ad agosto 2026, in linea con quelli registrati nell’anno precedente, in particolare per la caduta di calcinacci ed intonaco e per i distacchi di pannelli e controsoffitti. Aumentano gli istanfortuni agli studenti dichiarati all’Inail, saliti a 80.871 nel corso del 2025, con un incremento del 3,8% rispetto al 2024. Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce sono già 47.748. Rispetto ai rischi naturali, il 44% delle nostre scuole si trova in territori ad elevata sismicità (zona 1 e 2), il 19% ricade in aree a pericolosità idraulica, mentre sono 5.113 gli edifici scolastici collocati in aree a rischio frana. E per finire, il cambiamento climatico minaccia direttamente la salute di studenti e personale scolastico: solo il 7,4 per cento delle scuole italiane infatti dispone infatti di sistemi di condizionamento o ventilazione. Sono questi alcuni dei numerosi dati contenuti nel XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, presentato oggi da Cittadinanzattiva in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati. Il Rapporto offre un quadro d’insieme utilizzando i dati dell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica su strutture e servizi. L’analisi di Cittadinanzattiva rielabora anche i dati, aggiornati al 13 giugno 2026 e contenuti nella piattaforma “Italia Domani” – relativi a 9.527 interventi PNRR per mense, palestre e nuove strutture. La novità del Rapporto 2026 è rappresentata dall’indagine condotta con Soluxioni srl, che incrocia l’Anagrafe dell’edilizia scolastica con le mappe ufficiali dell’ISPRA, con l’obiettivo di individuare le scuole che insistono su territori a rischio idraulico e idrogeologico. “I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare. Agli storici problemi di assenza o carenza di certificazioni, di interventi di manutenzione, di analisi e interventi su soffitti e controsoffitti che tanti crolli provocano, si aggiunge l’urgenza di affrontare le conseguenze della crisi climatica e del dissesto del territorio con una pianificazione strategica, non con interventi spot dell’ultimo minuto. Solo 1 scuola su 13 è dotata di impianti di climatizzazione e oltre un milione di studenti frequenta istituti in zone a rischio idraulico. Chiediamo al Governo un piano pluriennale di adattamento climatico delle scuole e un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno 1 mld all’anno di cui la metà da destinare al piano clima per le scuole. È necessario, prepararsi aggiornando i piani di emergenza e rendendo obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti”, dichiara Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva. “Anche quest’anno ci preme sottolineare una nota positiva riferita ai fondi destinati nel 2025 dai cittadini all’edilizia scolastica, attraverso la quota dell’8Xmille: tra le scelte espresse dai contribuenti pari a quasi 155 milioni di euro, la voce che ha totalizzato le maggiori preferenze è stata l’edilizia scolastica con poco più di 70 milioni di euro ed un aumento considerevole rispetto all’anno precedente in cui tale quota era stata di 59,1 mln di euro. Purtroppo, non conosciamo la ripartizione dei fondi con gli interventi relativi allo scorso anno, e per questo ne chiediamo la pubblicazione”. «Questo nuovo Rapporto, per il quale ringraziamo Cittadinanzattiva e l’importante lavoro che da anni svolge su questo tema, conferma quanto denunciamo da tempo: sulla sicurezza delle scuole serve un cambio di passo. Il focus sui rischi idraulico e idrogeologico è particolarmente importante, perché dimostra che la sicurezza di un edificio scolastico non può essere separata dalle fragilità del territorio. A questo si aggiungono il rischio sismico e temperature sempre più estreme, che rendono urgente intervenire anche sull’adattamento climatico degli edifici. Servono prevenzione, una mappatura integrata dei rischi, una programmazione stabile e un sostegno concreto agli enti locali. La collaborazione con Cittadinanzattiva continuerà anche sul piano parlamentare: porteremo queste priorità nella prossima legge di bilancio e stiamo lavorando per tradurre questo percorso comune anche in una proposta di legge organica sulla sicurezza e la vivibilità delle scuole», dichiara Antonio Caso, deputato del Movimento 5 Stelle. Di seguito una analisi dettagliata dei principali dati contenuti nel XXIV Rapporto. SCUOLE VECCHIE E SENZA CERTIFICAZIONI, NUMERI ANCORA PREOCCUPANTI Rispetto ai 39.351 edifici scolastici attivi nel 2024-25, per 5.793 di essi (pari al 15%) non si conosce il dato relativo al periodo di costruzione. I restanti hanno in media 60 anni di età, e ben il 49% è stato costruito prima del 1976 , cioè prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica Ben oltre la metà non possiede il certificato di agibilità (23.218; 59%) né quello di prevenzione incendi (22.968; 58,36%). Nel caso del collaudo statico la percentuale è inferiore, 42,09%, ma riguarda un numero considerevole di unità strutturali, cioè di corpi dei diversi edifici (32.808). Riguardo la presenza di amianto nelle scuole, ad oggi ancora non esiste un censimento nazionale unico e omogeneo. L’INAIL ha preso come termine di paragone la Lombardia, una delle pochissime regioni ad aver completato una mappatura puntuale: qui, su 5.470 edifici scolastici censiti, 1.127 (il 20,6%) contengono materiali con amianto. Proiettando questo dato sul totale degli istituti italiani costruiti tra gli anni ’60 e ’90, prima del divieto d’uso introdotto con la Legge 257/1992, l’INAIL stima che gli edifici scolastici potenzialmente a rischio sull’intero territorio nazionale possano essere oltre 14.000. SCUOLE ESPOSTE AI RISCHI SISMICO, IDRAULICO, IDROGEOLOGICO Dei 39.351 edifici scolastici ben 17.408, pari al 44%, insistono in zone ad elevata sismicità (1 e 2). Eppure soltanto il 4% circa ha avuto interventi di adeguamento e di miglioramento sismici; più incoraggianti i dati relativi agli edifici progettati secondo la normativa sismica che sono 13.379, pari al 17% del totale. Rispetto al rischio idraulico, 7.543 ricadono in aree da moderata ad elevata pericolosità: si tratta del 19,2% del campione, quasi un edificio su cinque, con un interessamento di oltre 1 milione e 340mila studenti. La distribuzione territoriale non è uniforme: Emilia-Romagna e Toscana presentano le incidenze più elevate (valore P4), mentre il profilo della sola P3 (elevata pericolosità) porta in primo piano Liguria, Emilia-Romagna e Calabria. Rispetto al rischio idrogeologico i dati, ricavati dell’incrocio tra l’Anagrafe dell’edilizia scolastica e la Mosaicatura nazionale ISPRA relativa alle aree a pericolosità da frana PAI, mostrano che 5.113 edifici, ossia il 13% del totale con un impatto su quasi 465 mila alunni, ricadono nelle classi P4, P3, P2 e P1 (pericolosità da molto elevata a moderata) oppure nelle Aree di attenzione. La Toscana presenta 1.056 edifici esposti e la Campania 1.046. NELL’ULTIMO ANNO 68 I CROLLI ED OLTRE 80 MILA GLI INFORTUNI DENUNCIATI Tra settembre 2025 e agosto 2026 si sono verificati 68 crolli, principalmente distacchi di intonaco o crolli veri e propri di soffitti e solai, che hanno provocato il ferimento di 12 persone (8 studenti, 4 adulti/personale scolastico) oltre che danni agli ambienti e agli arredi, interruzione della didattica, causando ingenti disagi e paura agli studenti e alle loro famiglie. Si è trattato, fortunatamente, di crolli avvenuti di notte, nel week end o in periodi di chiusura delle scuole per le festività. Allo stesso tempo, sono aumentate del 3,8% nel 2025, raggiungendo la quota di oltre 80mila, le denunce all’Inail di infortuni agli studenti. La maggior parte di questi episodi si verifica durante lo svolgimento delle normali attività scolastiche: il 97 per cento dei casi denunciati, per l’esattezza. Solo il 3% riguarda invece il tragitto casa-scuola, gli infortuni cosiddetti “in itinere”. E già nei primi 5 mesi di quest’anno l’Inail ha registrato 47.748 denunce di infortunio, un numero in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025, quando le segnalazioni erano state 45.159. A preoccupare maggiormente è il capitolo degli infortuni mortali: dieci i casi denunciati entro maggio 2026, contro gli otto dell’anno precedente. POCHE LE SCUOLE ACCESSIBILI PER LE DISABILITÀ SENSORIALI Sebbene aumentino gli studenti con disabilità – nell’anno scolastico 2024-2025 sono stati quasi 377.000, circa 18.000 in più rispetto all’anno precedente (+5%) – le scuole italiane presentano ancora un grado di accessibilità abbastanza deludente per le varie disabilità. Solo il 40% è accessibile per gli alunni con disabilità motoria. La mancanza di un ascensore o la presenza di un ascensore non adatto al trasporto delle persone con disabilità rappresentano le barriere più diffuse (50%). Frequenti sono anche le scuole sprovviste di servo scala interno (37%), bagni a norma (25%) o rampe interne per il superamento di dislivelli (25%). Ancora più critico l’accesso per le persone con disabilità sensoriali, in quanto gli ausili senso-percettivi per chi studenti con ipoacusia sono presenti solo nel 16,5% delle scuole, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili, per gli alunni con cecità o ipovisione, sono presenti solo nell’1,2%. Il 9% dispone di segnaletica in Comunicazione Aumentativa Alternativa in quanto negli ultimi anni si sta affermando l’attenzione verso l’accessibilità comunicativa. IL CALDO AUMENTA MA NON LE SCUOLE PRONTE A FRONTEGGIARLO Nonostante le promesse fatte durante e immediatamente dopo il Covid, la percentuale di sistemi di condizionamento e ventilazione nelle scuole è davvero irrisoria: ne sono dotate solo 4.457 pari al 7,42%, 1 su 13, con un leggero aumento (+490) rispetto alla rilevazione precedente. Tra le regioni più virtuose spiccano le Marche (23%). L’OMS Europa ha definito il caldo estremo una minaccia sanitaria urgente e crescente evidenziando come le infrastrutture scolastiche europee non sono state progettate per resistere alle attuali temperature, diventando “trappole di calore”. Ancora poco significativa la presenza di impianti solari termici: solo 1.472 scuole, pari al 2,45%, ne sono dotate, anche se in aumento rispetto alle 1266 della precedente rilevazione. Investire sulla transizione ecologica anche nelle scuole significa renderle non solo sostenibili ma autosufficienti dal punto di vista energetico. I RITARDI DEL PNRR, IN PARTICOLARE SU ASILI NIDO E MENSE Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanzia 9.527 interventi. A metà giugno risultano conclusi o in collaudo il 61 per cento dei progetti previsti. La Corte dei Conti segnala però forti difficoltà burocratiche per gli enti locali ed in particolare molti Comuni necessitano di supporto per gestire bandi e cantieri. In particolare, il quadro degli interventi completati, per le singole voci, è questo: sono state finanziate 206 nuove scuole, e di queste il 40% è giunto al termine dei lavori; dei 3.841 interventi previsti per nidi e scuole dell’infanzia, risulta completato il 50%; rispetto ai 1.993 riguardanti le mense, sì è concluso il 58%: per i 3.079 interventi di messa in sicurezza, si è arrivati al completamento del 77%: concluso il 69% dei 408 interventi relativi alle palestre. In particolare, Cittadinanzattiva segnala che non si conosce a che punto siano il 45% degli interventi sugli asili nido ancora in fase di esecuzione e che gli altri 171 (5%) si trovano in fasi molto arretrate. Le regioni del Sud, ad eccezione della Sardegna, presentano un ritardo notevole rispetto alle altre che rischia di incidere pesantemente sull’effettiva capacità di creare nuovi posti per nido e infanzia. Di questo gruppo fa parte anche il Lazio. Per quanto riguarda le mense, partiamo da una situazione abbastanza emergenziale: ad esserne dotate è appena un edificio su tre, o poco più, ossia 14.362 (36%). La dotazione più bassa si registra in Sicilia (14,43%). Supera di poco questa percentuale la Campania (18,07%), seguita dalla Calabria (22,53%). Per Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia la quota si attesta attorno a un edificio su 4. Al 13 giugno risultano 1.153 gli interventi conclusi o in fase di collaudo, pari al 58%. Undici le Regioni al di sopra del 60% per interventi già realizzati, o in fase di collaudo; quattro hanno concluso poco più della metà degli interventi conclusi e altrettante sono al 50% e al 46%. ALCUNE PROPOSTE Le Anagrafi, sia dell’edilizia che quella relativa alla popolazione scolastica, devono essere aggiornate con tempestività e scadenze regolari sia da parte del Ministero che degli Enti locali. Nel prossimo triennio, occorre investire 3 miliardi destinando, annualmente, 500 mln al piano clima ed i restanti 500 mln agli interventi prioritari di carattere strutturale. Occorre dare supporto ai Comuni in difficoltà nel reperimento di dati, fondi e progettazione degli interventi in materia di edilizia scolastica, attraverso l’istituzione di task force centralizzate o prevedendo risorse aggiuntive per assumere personale specializzato nei Comuni che ne abbiano necessità. Occorre predisporre e finanziare un Piano Nazionale di Adattamento Climatico triennale che combini interventi strutturali (efficientamento, raffrescamento sostenibile) e naturali (estensione del verde e creazione di “rifugi climatici” nei cortili aperti alla cittadinanza). È urgente creare una mappatura integrata dei rischi – sismico, idraulico, idrogeologico – che faccia dialogare le banche dati dei Ministeri di Istruzione, Ambiente e Salute con il conseguente aggiornamento dei piani di protezione civile comunali e scolastici. Occorre rendere obbligatorio l’aggiornamento annuale (e post-calamità) dei piani comunali e scolastici di emergenza, introducendo giornate informative, ed esercitazioni congiunte almeno una volta all’anno tra scuole e protezione civile comunale. Occorre estendere per legge l’obbligo delle prove di evacuazione agli scenari sismici e idrogeologici, rendendo gli studenti protagonisti attivi dell’informazione e della prevenzione. Occorre trasformare la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole, che si celebra il 22 novembre, in un appuntamento fisso, come avvio o sintesi di percorsi annuali di informazione e addestramento, valorizzando il contributo degli Enti del Terzo Settore e di soggetti privati. Chiediamo di istituire con urgenza un fondo pubblico di risarcimento per le famiglie delle vittime dell’insicurezza scolastica. Oltre che proseguire nell’abbattimento delle barriere architettoniche per le disabilità motorie, occorre occuparsi di quelle sensoriali, ancora largamente trascurate. Altrettanta attenzione deve essere rivolta agli studenti con disabilità cognitive, e a quelli con disturbi dello spettro autistico, i quali, in situazioni di emergenza, necessitano di personale qualificato e familiare.

Contributi canoni di locazione 2025, Palomba: “Massimo impegno dell’Amministrazione per il sostegno all’abitare”

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Il Settore II – Servizi al Cittadino, ufficio Politiche Sociali/Ufficio Casa del Comune di Rieti rende noto che lo scorso 4 settembre è stato pubblicato sull’Albo Pretorio online l’aggiornamento e l’integrazione dell’elenco provvisorio relativo all’Avviso pubblico per la concessione di contributi integrativi per il pagamento dei canoni di locazione (annualità 2025). I richiedenti riscontrati provvisoriamente “non ammessi” (per documentazione incompleta o mancante) avranno a disposizione 10 giorni di tempo dalla comunicazione della pubblicazione per presentare deduzioni, chiarimenti o le integrazioni documentali necessarie. Si precisa che questo termine non costituisce una riapertura per la presentazione di nuove domande, ma è riservato esclusivamente all’istruttoria delle pratiche già acquisite. Al termine di questa ulteriore fase di verifica delle deduzioni e dei documenti inviati, l’ufficio provvederà alla stesura e alla pubblicazione dell’elenco definitivo degli ammessi, con l’indicazione dell’importo del contributo riconosciuto a ciascun beneficiario. L’elenco provvisorio e la determinazione dirigenziale sono consultabili sull’Albo Pretorio online e sul sito istituzionale del Comune di Rieti al seguente link: https://comune.rieti.it/novita/contributi-canoni-di-locazione-2025-pubblicato-laggiornamento-dellelenco-provvisorio-dieci-giorni-di-tempo-dalla-pubblicazione-per-integrazioni-e-chiarimenti/ Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Casa al numero 0746 287205 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13) In relazione alla pubblicazione dell’elenco provvisorio degli ammessi al bando per la concessione dei contributi integrativi ai canoni di locazione per l’annualità 2025, di seguito una dichiarazione dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rieti, Giovanna Palomba: “Garantire il diritto all’abitare e sostenere le fasce più fragili della nostra comunità rappresenta una priorità assoluta per la nostra Amministrazione. In un momento storico ed economico complesso, in cui le spese della quotidianità pesano fortemente sui bilanci familiari, il contributo affitto è un riparo e un aiuto concreto che intendiamo assicurare con la massima efficienza e trasparenza. Desidero ringraziare la dirigente del settore e tutto il personale degli uffici delle Politiche sociali per il grandissimo sforzo profuso e per la costante dedizione con cui stanno gestendo una mole imponente di pratiche. Un lavoro capillare e rigoroso che dimostra quanto l’Amministrazione comunale sia vicina ai bisogni reali delle persone. Continuando su questo ritmo, lavoriamo per arrivare nel minor tempo possibile alla pubblicazione dell’elenco definitivo e alla liquidazione delle risorse spettanti”.