Alessandro Moronti è il nuovo presidente del Lions Club Rieti Varrone

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Nella serata di sabato scorso si è svolta nella sala dei ricevimenti del Park Hotel Villa Potenziani la tradizionale conviviale del “Passaggio della Campana” del Lions Club Rieti Varrone per le consegne fra il Presidente uscente Ing. Lamberto Matteocci ed il Presidente entrante dott. Alessandro Moronti. La cerimonia ha registrato la gradita presenza del Sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, che ha portato i saluti dell’Istituzione e del Past Governatore del Distretto Lions International 108 L Bruno Ferraro. In apertura della serata vi è stato l’intervento del Presidente Lamberto Matteocci che ha tracciato il bilancio dell’anno attraverso un toccante video, ripercorrendo numerosi dei service realizzati, di alto valore sociale e culturale, e le attività di sostegno ai più deboli, all’insegna del servizio, della coesione e della condivisione propria dello spirito del nostro sodalizio. Infine, ha ringraziato tutti i Soci del Club che con il loro impegno hanno permesso di ottenere gli importanti risultati raggiunti. Il Lions Club Rieti Varrone è uno dei più numerosi del Lazio e sicuramente tra i pochi con il maggior numero dei Soci fondatori ancora attivi e presenti nel Club, nonostante alcuni di essi siano residenti fuori città da anni, ma tuttora legati da uno spiccato e concreto senso di appartenenza. La cerimonia è proseguita con il tradizionale passaggio del distintivo e del “ martelletto e campana” al nuovo Presidente, Dott. Alessandro Moronti, il quale, nel suo discorso di insediamento ha ringraziato tutti i Soci per la fiducia accordatagli, pur sapendo che con la consegna del distintivo da Presidente appuntato sulla giacca e l’onore di ricevere la campana, simbolo del servizio, della guida e della responsabilità del Lions Club RietiVarrone. Ha poi aggiunto: Desidero innanzitutto rivolgere un sincero e caloroso ringraziamento al presidente uscente, Lamberto ed ai Soci che hanno strettamente collaborato con lui, per il lavoro svolto con dedizione, competenza e passione. Il tuo esempio sarà per me una guida preziosa”. “Mi accingo a questo incarico con entusiasmo, consapevole dell’impegno che comporta, ma anche della forza che nasce dal far parte di una squadra unita da ideali comuni: amicizia, solidarietà e servizio” ha proseguito. Il nostro motto “We Serve” sarà la stella polare di ogni iniziativa, come nelle migliori tradizioni lionistiche, dove il Club è il luogo nel quale si cementa il senso della solidarietà e dell’amicizia. Sarà mio obiettivo ascoltare tutti, valorizzare ogni contributo e promuovere progetti che abbiano un impatto concreto sul territorio e sulle persone che hanno bisogno di noi”, ha concluso il neo Presidente. Al termine della piacevole serata l’applauso dei presenti in sala ha ringraziato il Presidente uscente per il lavoro svolto ed i successi ottenuti ed augurato al neo Presidente ed a tutto il nuovo Consiglio Direttivo un anno di proficuo lavoro nel segno del Lionismo.

Ore 14:35 – Tragedia Velino, arrivati i sommozzatori da Teramo per il recupero della salma

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Alle ore 14:35 sono giunti a Rieti i sommozzatori di Teramo. Gli stessi sono arrivati nel capoluogo reatino con elicottero dei Vigili del Fuoco atterrato all’aeroporto Ciuffelli, per poi raggiungere Ponte Romano con l’obiettivo di recuperare dalle acque il corpo dell’adolescente morto stamane. La salma si troverebbe ad una profondità di circa 4 metri. Sul posto anche Polizia Scientifica e Arma Carabinieri.

Sant’Antonio, allocuzione del Vescovo Piccinonna: Appello accorato alle Autorità. Il tempo storico chiede di lavorare sempre più in sinergia, oltre ogni logica di parte”

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Fratelli e sorelle carissimi, Sig. Prefetto, Sig. Sindaco, Sig. Questore, Autorità civili e militari tutte. Sacerdoti, religiosi e religiose, voi tutti devoti del nostro amato Sant’Antonio, cittadine e cittadini tutti, fratelli e sorelle di altre confessioni cristiane e di altre tradizione religiose, fratelli e sorelle non credenti, la nostra Città si ritrova ogni anno convocata per la festa in onore di S. Antonio di Padova, uomo della Parola e della carità evangelica. Abbiamo camminato per le vie della città, portando tra le mani i nostri ceri e, più ancora, nel cuore, fatiche, speranze e preghiere. Non solo per noi. Questa processione è più di un rito: vuol essere l’immagine plastica di un popolo che cammina, che non si arrende, che cerca una direzione. Vorrei fermarmi un attimo facendomi provocare da un’immagine significativa usata da don Tonino Bello, il quale, richiamando il noto episodio biblico del diluvio (cf. Gen 9,1-17) pensava all’uomo contemporaneo come a Noè sulla zattera, situato “tra diluvio e arcobaleno”. Questa formula mi pare possa descrivere iperbolicamente il nostro stato interiore. Sì, viviamo anche noi tra diluvio e arcobaleno. Forse oggi non vediamo più nemmeno la zattera su cui stiamo. Vivere nel diluvio significa guardare in faccia la realtà, senza infingimenti. Non possiamo e non dobbiamo nasconderci le criticità del nostro tempo e nemmeno del territorio che viviamo. Viviamo un’epoca di grandi transizioni e incertezze globali. Venti di guerra, crisi economiche e smarrimento antropologico interpellano la nostra coscienza personale e collettiva. Il diluvio si fa sentire anche qui, nel concreto della nostra terra. Penso all’inverno demografico che svuota i nostri borghi, alla fatica dei giovani nel trovare un lavoro dignitoso che non li costringa a fuggire, alle solitudini crescenti dei nostri anziani e alle ferite sociali che ancora faticano a rimarginarsi. C’è un senso di precarietà che spesso rischia di anestetizzare i sogni e di trasformare le legittime preoccupazioni in rassegnazione. Sant’Antonio, che nella sua vita non ha mai avuto paura di denunciare le ingiustizie e di stare vicino ai dimenticati, ci chiede oggi di non girare lo sguardo dall’altra parte. Tuttavia, il cristiano non è l’uomo del diluvio. Lo vive anche lui con tutti i fratelli e sorelle in umanità ma è anche chiamato a guardare oltre. Questa postura non è fuga ingenua dalla realtà, né facile ottimismo. L’arcobaleno biblico è il segno della rinnovata alleanza di Dio con l’umanità, la certezza che la distruzione non avrà l’ultima parola. È l’invito a lasciarci sfidare positivamente da quel bene che, silenziosamente ma tenacemente, accade anche oggi in mezzo a noi. Oggi, nella nostra città, questo arcobaleno può essere rappresentato dai colori della cultura, del futuro e dell’innovazione. Quest’anno la nostra terra vive una stagione particolare: la vicina città de L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura, e Rieti è inserita in questo grande progetto di rinascita e valorizzazione. Ma attenzione: la cultura non sia mai ridotta a un fatto esclusivamente intellettuale, né si esaurisca nella vetrina, pur pregevole, di grandi eventi. La cultura sia anzitutto cultura della vita saggia e sapiente. È quella sapienza del quotidiano che la nostra Valle Santa custodisce da secoli e che tutti noi – istituzioni, famiglie, scuola, comunità religiose, singoli cittadini – siamo chiamati ad apprendere continuamente e a tramandare attivamente. È la cultura dell’essenziale, del rispetto della creazione, della custodia del prossimo, della cura dei più fragili e indifesi che i nostri santuari francescani gridano al mondo col loro esserci sobrio e umile ma bello. Questa sapienza antica non è un tesoro da ammirare soltanto, ma è un fuoco vivo che deve illuminare il presente. Una cultura autentica, infatti, non fugge mai davanti al nuovo. Non si arrocca nella nostalgia, ma accetta anche la sfida dell’integrazione con i “nuovi” che arrivano sul nostro territorio. Chi giunge a Rieti da altre storie, altre culture o altri Paesi, porta con sé un bagaglio che interroga la nostra identità, ma che la può anche arricchire. Integrare non significa assimilare e cancellare le differenze, ma camminare insieme, trovando nel rispetto reciproco e nella dignità umana il terreno comune per edificare la comunità del futuro. In questo solco sapienziale si inserisce anche la realtà preziosa dell’Università a Rieti. La presenza di nuove facoltà e nuovi corsi universitari, dei giovani studenti che giungono da tante parti d’Italia e del mondo, animano le nostre vie. La ricerca sapienziale e scientifica, soprattutto quando custodisce la nostra Magnifica Umanità (papa Leone), è un tratto fondamentale di questo arcobaleno. Essa si connette perfettamente al respiro culturale del nostro territorio, dimostrando che Rieti deve riposizionarsi per sprigionare le migliori energie, l’attrattività e l’intelligenza per rigenerarsi. I giovani che scelgono la nostra città sono un dono e una responsabilità: ci chiedono spazi, accoglienza, incontro e, naturalmente, alloggi, ma soprattutto ci chiedono di essere una comunità aperta, inclusiva e capace di futuro. La prima infrastruttura da rinsaldare è quella relazionale che deve stare a cuore a tutti! Papa Francesco ci ricordava spesso che “tutto è connesso”. Faccio solo l’esempio degli affitti: renderli spaventosi non sarebbe solo un freno per chi arriva, ma ridurrebbe anche il potere d’acquisto di tante nostre famiglie. Rieti diventa città universitaria se fa la scelta di assumere la forma di un laboratorio civico permanente in cui si integrano e allargano gli spazi del pensare e del progettare, del vivere e dell’operare, facendo dei giovani le antenne di un rinnovamento possibile e sperato, se ci si adopera nel mettere da parte quel maledetto senso di mutua astiosità, di discredito gratuito e di sfiducia generalizzata. Accanto all’università, l’arcobaleno si manifesta nella generosità della nostra gente, nei gesti quotidiani poco visibili ma decisivi, nel volontariato che sostiene chi è fragile, nelle imprese che resistono e innovano, e nella bellezza stessa di questa devozione antoniana, figlia di quella francescana, che salda l’unione tra generazioni e territorio. Cari amici, l’arcobaleno non appare se non c’è la pioggia, ma non si vede se continuiamo a guardare solo il fango sotto i nostri piedi. Dobbiamo alzare lo sguardo. Rivolgo un appello accorato a tutte le Autorità: il tempo storico chiede di lavorare sempre più in sinergia, oltre ogni logica di parte, per dare risposte concrete alle emergenze del territorio, valorizzando queste straordinarie opportunità di rinascita. Ben venga la dialettica purché sia adulta e matura da parte di tutti per portare un frutto che sia bene per tutti. E a voi, fedeli e cittadini, dico: non lasciamoci rubare la speranza. Sant’Antonio ci insegna che la fede diventa storia quando ci si rimbocca le maniche. Camminiamo tra diluvio e arcobaleno, sì, ma camminiamo e insieme, senza paura. Accettiamo la sfida della complessità, ma lasciamoci guidare dalla luce di una fiducia più grande. Diventi questa l’ora di una rinnovata fiducia. Che il Santo della solidarietà benedica Rieti, ne custodisca le famiglie, protegga i bambini e le nuove generazioni, stia accanto ai malati e a chi arranca, moltiplichi le energie di bene in ciascuno di noi perché l’arcobaleno, a dispetto del diluvio, abbia la meglio. Buona festa di Sant’Antonio a tutti e grazie per l’ascolto. + Vito Piccinonna

Incendi nel Reatino: identificati i responsabili

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Nei giorni scorsi, i Carabinieri Forestali sono stati impegnati nel fronteggiare due significativi incendi di natura colposa che hanno interessato il territorio di Rieti e della Valle del Velino. In campo i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Roccasinibalda che, grazie alle testimonianze raccolte, hanno identificato e deferito in stato di libertà all’A.G., ex art. 449 c.p., il responsabile di un incendio che ha provocato la distruzione di un uliveto incolto di circa 4 ettari, nella località Case San Benedetto. L’uomo, un 53enne reatino, nel tentativo di domare le fiamme da lui stesso generate nel tentativo di bruciare semplicemente delle sterpaglie, ha riportato ustioni alla gamba destra ed è stato trasportato in ospedale in condizioni non gravi. Tempestivo anche l’intervento dei Vigili del Fuoco che ha permesso di mettere in sicurezza una fabbrica di fuochi d’artificio situata a valle dell’area interessata, scongiurando un potenziale disastro. L’indagato, avendo cagionato per colpa un incendio, qualora ritenuto responsabile dei fatti contestati, in caso di condanna rischia la pena della reclusione da 1 a 5 anni. Il secondo incendio ha visto all’opera la pattuglia 1515 del Nucleo Carabinieri Forestale di Rieti in località Pingue, frazione Colle Rinaldo, nel comune di Borgovelino. Il rogo ha colpito un castagneto da frutto per un’estensione di circa 2 ettari. I Carabinieri Forestali, dopo essersi confrontati con i militari della Stazione Carabinieri di Antrodoco, hanno individuato l’autore del rogo. Si tratta di un uomo sorpreso mentre tentava di spegnere le fiamme da lui stesso provocate per la ripulitura del castagneto da frutto, che è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di incendio boschivo colposo, ai sensi dell’art. 423 bis del Codice Penale e che rischia, in caso di condanna, una pena dai 2 ai 5 anni di reclusione. È obbligo rilevare che gli indagati, allo stato attuale, sono solamente indiziati di delitto e la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo l’emissione di una sentenza passata in giudicato, gli stessi saranno, eventualmente, riconosciuti colpevoli, in maniera definitiva, del reato ascrittogli. Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.

Sottraggono una borsa in un bar e prelevano soldi al bancomat: arrestati un peruviano ed un cubano

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I Carabinieri della Stazione di Antrodoco, con il supporto dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale, a conclusione di un’articolata attività investigativa hanno deferito in stato di libertà due giovani ritenuti responsabili di furto e utilizzo indebito di carte di pagamento. I deferiti sono un 24enne di origine peruviana residente a Roma e un 26enne di origine cubana domiciliato nella Capitale, entrambi già noti alle forze dell’ordine.  Le indagini sono scaturite dalla denuncia presentata da una cittadina residente ad Antrodoco, la quale, nel pomeriggio dello scorso 19 aprile, si era avveduta della sottrazione della propria borsa mentre si trovava all’interno di un esercizio pubblico del centro cittadino. Secondo quanto ricostruito dai militari, i due correi, approfittando di un momento di distrazione della donna, si sono impossessati della borsa contenente effetti personali, documenti d’identità e una carta bancomat. Successivamente, i medesimi hanno utilizzato indebitamente il titolo di pagamento per effettuare prelievi fraudolenti presso uno sportello automatico, per un importo complessivo di 600 euro. L’attività d’indagine si è sviluppata tempestivamente attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, accertamenti bancari sui movimenti della carta e, infine, con i riscontri sul campo raccolti dagli investigatori. Gli elementi probatori così acquisiti hanno consentito di identificare compiutamente i presunti responsabili e di ricostruire le diverse fasi dell’azione delittuosa. Al termine degli accertamenti, i due giovani sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

La Sebastiani firma uno dei migliori prospetti italiani, Fallou Sow. Avrà la #35

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La RSR Sebastiani Rieti rende noto di aver raggiunto un accordo annuale con la Guardia Fallou Sow. Il nativo della provincia di Crema vestirà la #35 Sow si è formato cestisticamente tra il Piemonte (Don Bosco Crocetta) e il Veneto (Orange1 Bassano) prima di approdare al settore giovanile della Gevi Napoli con cui nella passata stagione è stato eletto miglior giocatore della Next Gen Cup grazie ad una media di 23.6 punti a gara. È un giocatore versatile, capace di coprire più ruoli sul perimetro grazie al fisico e alle spiccate qualità offensive. Vanta anche un bronzo agli europei U18 con l’Italia conquistato giocando 7 gare con una media di 4 punti ad allacciata di scarpe. Il suo commento sull’approdo alla Sebastiani: “Sono molto felice di iniziare questa nuova avventura in Serie A2 con la Sebastiani. Per me è una grande opportunità di crescita, sia come giocatore che come persona. Arrivo con tanta voglia di lavorare, migliorarmi ogni giorno e dare il massimo per aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi. Non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni, lo staff e soprattutto i tifosi. Sono carico e pronto a dare tutto in campo.”

Tragedia, adolescente muore nelle acque del Velino

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Tragedia stamane, 29 giugno, a Rieti dove per motivi ancora non noti un adolescente è morto nelle acque del Fiume Velino. I soccorsi, intervenuti sul posto, lo hanno ritrovato incagliato sotto Ponte Romano. Sul posto la Polizia di Stato, i VVF e il 118. I soccorritori sono in attesa dei sommozzatori di Teramo.

Grazie alle oltre 33.500 persone che hanno seguito su Rietinvetrina la Processione dei Ceri

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A distanza di poche ore dalla lunghissima diretta di oltre cinque ore dedicata da Rietinvetrina alla Processione dei Ceri 2026 in onore di sant’Antonio, vogliamo ringraziare ogni singolo lettore per la fiducia e l’attenzione riservate al nostro lavoro. Oltre 32.730 le visualizzazioni per l’evento clou del Giugno Antoniano, un numero che ci gratifica e ci fa capire il buon lavoro che stiamo svolgendo. Come ripetuto anche durante la diretta di domenica, il nostro pensiero va a tutte le persone che avrebbero voluto essere presenti, ma che non hanno potuto perché inferme o ricoverate in strutture sanitarie: la diretta video di Rietinvetrina è anche per loro, per far stare tutti in prima linea all’evento religioso più sentito dalla comunità reatina, con le riprese integrali della Processione, interviste e il dietro le quinte. Grazie ancora da tutta la redazione di Rieitnvetrina.

Kuden Goshin Rieti: successi per Pacifici (2° Dan) Bertoni e Dionisi (3° Dan.) Il Maestro Spadoni: “Orgoglioso della loro straordinaria preparazione”

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KUDEN GOSHIN RIETI: TRE NUOVI SUCCESSI AGLI ESAMI FEDERALI DI DAN FIJLKAM:   Si è conclusa domenica 28 giugno la stagione sportiva della Kuden Goshin Rieti con uno degli appuntamenti più importanti dell’anno: gli esami federali di graduazione FIJLKAM Ju Jitsu per il conseguimento dei gradi di Dan. Protagonisti della giornata sono stati tre storici rappresentanti della scuola del Maestro Giuliano Spadoni: Giancarlo Pacifici, promosso al 2° Dan, e Francesco Bertoni e Leonardo Dionisi, che hanno brillantemente conquistato il 3° Dan. La giornata si è aperta con il consueto ripasso del programma federale FIJLKAM, conclusione del percorso formativo di 20 ore obbligatorie, iniziato nel mese di marzo e terminato proprio domenica 28 giugno. Un percorso intenso e altamente qualificante che ha preparato i candidati all’importante prova finale. Dopo oltre tre ore di esame, svolte sotto il caldo torrido della Capitale, i tre atleti della Kuden hanno dato prova di una preparazione tecnica di assoluto livello, distinguendosi per precisione, qualità esecutiva, padronanza tecnica e professionalità. Le loro esibizioni hanno raccolto gli applausi della commissione esaminatrice e del pubblico presente, confermando il valore del lavoro svolto all’interno della scuola reatina. La preparazione espressa da Pacifici, Bertoni e Dionisi è stata unanimemente riconosciuta come tra le migliori dell’intero corso federale, testimoniando ancora una volta l’elevato livello tecnico del Ju Jitsu insegnato dal Maestro Giuliano Spadoni. Grande la soddisfazione in casa Kuden Goshin: “Vedere i propri allievi raggiungere questi traguardi è motivo di enorme orgoglio. Hanno affrontato un percorso impegnativo con dedizione, sacrificio e grande serietà, dimostrando sul tatami tutto il valore del lavoro svolto in palestra. Il loro successo rappresenta una soddisfazione personale ma anche la conferma della qualità del nostro metodo di insegnamento. Ora ci concederemo qualche settimana di meritato riposo, per poi tornare a settembre ancora più motivati e pronti ad affrontare nuove sfide, sia tecniche che agonistiche” – dichiara il Maestro Giuliano Spadoni. La Kuden Goshin Rieti chiude così una stagione ricca di soddisfazioni sportive e formative, confermandosi una delle realtà di riferimento del Ju Jitsu federale e guardando già con entusiasmo ai nuovi obiettivi della prossima stagione.

Da mercoledi in pagamento le pensioni di luglio 2026

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Poste Italiane rende noto che in tutti i 96 uffici postali della provincia di Rieti le pensioni del mese di luglio saranno in pagamento a partire da lunedì, 1 luglio. Sempre a partire da lunedì 1 le pensioni di giugno saranno disponibili anche per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution che abbiano scelto l’accredito. I possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti o di Postepay Evolution, quindi, potranno prelevare in contanti dai 72 ATM Postamat della provincia, senza recarsi allo sportello. Per ritirare la pensione allo sportello occorre presentare un documento d’identità valido oppure delegare una terza persona al prelevamento del denaro. Inoltre, i possessori di Carta di Debito associate a conti/libretti potranno usufruire gratuitamente di una polizza assicurativa che consente un risarcimento fino a 700 euro all’anno sui furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo effettuato sia dagli sportelli postali sia dagli ATM Postamat. Poste Italiane infine consiglia a tutti i pensionati, ove possibile, di recarsi a ritirare la pensione in tarda mattinata o durante le ore pomeridiane privilegiando i giorni successivi ai primi per evitare tempi di attesa superiori alla media,