Intelligenza artificiale a scuola: al via i nuovi percorsi di formazione al Rosatelli di Rieti

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L’Intelligenza Artificiale sta cambiando il modo di apprendere, insegnare, progettare e organizzare la scuola. Per accompagnare questo cambiamento con consapevolezza, competenza e responsabilitàL’I.I.S “C. Rosatelli” di Rieti, in qualità di snodo formativo per l’Intelligenza Artificiale previsto dal DM 219/2026, dà avvio a un articolato programma di formazione e approfondimento rivolto al personale scolastico. Un’occasione concreta per trasformare l’IA da semplice tecnologia emergente a strumento educativo, inclusivo e strategico, mettendo al centro le persone, la professionalità e la qualità della scuola. Quattro percorsi per conoscere, sperimentare e progettare con l’IA I corsi, realizzati in modalità blended, prevedono 12 ore di formazione in presenza e 10 ore online, per un totale di 22 ore e avranno inizio il 9 settembre 2026. Un modello pensato per coniugare il confronto diretto, la sperimentazione e la flessibilità dell’apprendimento a distanza. I percorsi proposti affrontano alcune delle sfide più attuali che l’Intelligenza Artificiale pone al mondo dell’istruzione: • “AI Literacy, etica, AI Act e policy di Istituto” / Per acquisire una conoscenza consapevole dell’IA, comprenderne opportunità e rischi e affrontare gli aspetti etici, normativi e organizzativi, fino alla definizione di adeguate policy di Istituto. • “Agenti IA applicati alla didattica” / Un percorso dedicato alla scoperta degli agenti di Intelligenza Artificiale e delle loro possibili applicazioni nei processi di insegnamento e apprendimento • “IA come strumento di inclusione: percorsi personalizzati e riduzione del digital divide” / Per esplorare le potenzialità dell’IA nel sostenere l’inclusione, personalizzare i percorsi formativi e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità digitali. • “Formazione dei formatori: progettare didattica con IA nei curricoli scolastici” / Un percorso specificamente pensato per formare figure in grado di accompagnare altri professionisti della scuola nella progettazione di attività didattiche e curricolari integrate con l’Intelligenza Artificiale. I percorsi formativi sono attivati sulla piattaforma Scuola Futura che consentirà alla fine del percorso il rilascio dell’attestato di partecipazione. Per il personale non interno allo Snodo Formativo interessato a partecipare ai corsi di formazione previsti nell’ambito della piattaforma Futura Scuola, sarà possibile effettuare la propria iscrizione inviando una richiesta all’indirizzo di posta elettronica formazioneIA@rosatelli.edu.it. Tutti i dettagli all’indirizzo https://www.rosatelli.edu.it/pnrr-snodi-formativi-i-a-formazione-attiva-dal-9-settembre-2026/ Una formazione che guarda già alla scuola di domani / L’obiettivo non è semplicemente “imparare a usare” nuovi strumenti, ma sviluppare una cultura dell’Intelligenza Artificiale, capace di coniugare innovazione, pensiero critico, responsabilità e attenzione alla persona. La formazione rappresenta infatti una delle chiavi per affrontare la trasformazione in atto: conoscere le tecnologie significa poterle scegliere e utilizzare in modo più efficace, consapevole e coerente con le finalità educative della scuola. L’I.I.S. “C. Rosatelli” si propone così come luogo di incontro, sperimentazione e condivisione di competenze, mettendo a disposizione del personale scolastico percorsi pensati per accompagnare concretamente la transizione verso una scuola sempre più preparata alle sfide dell’era dell’IA. Attenzione alla scadenza! Le iscrizioni ai corsi sono aperte fino all’8 settembre 2026. Per ciascun percorso sono disponibili soltanto 20 posti. Per chi lavora nella scuola e vuole essere protagonista, anziché spettatore, della trasformazione digitale, è dunque il momento di agire. Affrettatevi a iscrivervi: l’Intelligenza Artificiale è già entrata nella scuola. La formazione è il primo passo per imparare a governarla.  

Presenza di Trote Iridee nel Canale di Santa Susanna

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La Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile rende noto che l’1 settembre 2026 si è verificato un episodio di fuga di esemplari di Trota iridea (Oncorhynchus mykiss) nel Canale di Santa Susanna (Comune di Rivodutri), provenienti da un impianto ittiogenico privato presente sul territorio. A seguito della segnalazione pervenuta dal Comando Carabinieri Nucleo Forestale di Rivodutri e dalla ASL di Rieti, l’Ente ha tempestivamente attivato tutte le procedure previste, lavorando in stretta collaborazione con gli stessi organi di competenza. Essendo stati rilevati anche esemplari morti, la ASL di Rieti sta attualmente procedendo alle analisi del caso, mentre si sta provvedendo alla rimozione degli stessi esemplari deceduti al fine di monitorare la situazione, tutelare l’ecosistema locale e gestire l’evento nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Privacy, il Garante sanziona il Comune di Rieti. Volpicelli: “Avevamo avvertito l’Amministrazione, ma preferì non ascoltare”

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Nel settembre 2024 denunciammo la pubblicazione online, da parte del Comune di Rieti, dei dati personali di oltre 31.000 cittadini. Chiedemmo al Sindaco di informare le persone coinvolte e segnalammo il rischio che una gestione superficiale della vicenda potesse esporre l’Ente anche a sanzioni da parte del Garante della Privacy. Non si trattava di un semplice errore formale. Erano finiti online codici fiscali, indirizzi di residenza, dati catastali, superficie e tipologia degli immobili e categorie TARI di oltre 31.000 utenze. In sostanza, per il periodo in cui quei documenti sono rimasti accessibili, era possibile associare una persona al luogo in cui abitava e conoscere caratteristiche e dimensioni della sua abitazione. Informazioni che, combinate tra loro, potevano ricostruire aspetti della condizione personale e patrimoniale dei cittadini ed esporli a utilizzi illeciti. Eppure, di fronte a un fatto così serio, un’Amministrazione attentissima a comunicare ogni metro quadrato di asfalto rifatto scelse sostanzialmente il silenzio. Se non avessimo sollevato pubblicamente il caso, viene da chiedersi quando e come i cittadini ne sarebbero stati informati. La risposta del Comune alla nostra denuncia fu invece perentoria: «Nessuna lentezza o reticenza, ma ferrea applicazione delle norme». Ci venne spiegato che erano stati seguiti scrupolosamente i protocolli, sottolineando che non erano stati pubblicati dati “sensibili” o giudiziari e che sarebbe stato il Garante, eventualmente, a indicare la necessità di informare i cittadini. A distanza di due anni, il provvedimento del Garante racconta una realtà molto diversa. L’Autorità ha accertato numerose violazioni del GDPR e ha irrogato al Comune una sanzione di 6.000 euro. Ha chiarito che la natura e la combinazione dei dati pubblicati determinavano un elevato livello di rischio per i diritti e le libertà delle persone coinvolte, anche per la possibile esposizione a furti e discriminazioni. Ma c’è un passaggio ancora più significativo. Il Comune ha provato a far valere proprio il comunicato stampa con cui aveva risposto alle nostre contestazioni come forma di informazione alla cittadinanza. Il Garante ha stabilito che quella comunicazione non era idonea ad assolvere agli obblighi previsti dalla normativa. In altre parole, persino l’informazione ai cittadini è arrivata sostanzialmente dentro una replica politica a chi aveva denunciato il problema, anziché attraverso una comunicazione chiara e specificamente rivolta alle oltre 31.000 persone coinvolte. Il Garante ha inoltre ritenuto inadeguata la valutazione del rischio effettuata dal Comune e contestato che la decisione sulla comunicazione agli interessati fosse stata impropriamente rimessa all’Autorità. Questa vicenda racconta, purtroppo, anche un metodo. Di fronte a un problema sollevato dall’opposizione, la prima preoccupazione sembra essere respingere la critica, minimizzarla e dimostrare che l’Amministrazione ha comunque ragione. È un’arroganza istituzionale che non è soltanto un problema di stile: impedisce di ascoltare, di correggere gli errori e, qualche volta, anche di evitare conseguenze peggiori. E produce anche un danno reputazionale per il Comune. Perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni si costruisce anche riconoscendo tempestivamente un errore, spiegando cosa è accaduto e assumendosene la responsabilità. Il controllo dell’opposizione può essere uno strumento utile anche a chi governa, se si ha l’umiltà istituzionale di ascoltare. Nel 2024, invece di liquidare le nostre osservazioni rivendicando la “ferrea applicazione delle norme”, sarebbe stato più utile prenderle sul serio. Oggi è il Garante a certificare che quelle norme non erano state affatto applicate correttamente. La sanzione economica è la conseguenza più immediata. Ma il prezzo più serio è quello che paga un’Amministrazione quando, per arroganza, preferisce difendere se stessa anziché riconoscere un errore e tutelare fino in fondo i propri cittadini”. Così nella nota Rosella Volpicelli, consigliera comunale PD

La giornalista indipendente Asmae Dachan a Rieti il 5 settembre per presentare il suo libro “Siria, il giorno dopo”

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L’Associazione Il Sorriso di Filippo organizza per sabato 5 settembre, alle ore 17, presso Le Tre Porte, la presentazione del libro “Siria, il giorno dopo”. Sarà presente l’autrice Asmae Dachan (giornalista indipendente, fotografa, poetessa) che dialogherà con Stefania Ciriello.  

UIL Pensionati: “Sanità in agonia. L’esodo dal SSN condanna il Lazio al sottoconsumo sanitario”

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La UIL Pensionati Lazio, tramite il suo Segretario Generale Oscar Capobianco, lancia un grido d’allarme senza precedenti sullo stato di salute del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e, in particolare, sul collasso assistenziale che sta investendo la Regione Lazio e l’area metropolitana di Roma. I dati del Sesto Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, pubblicati in queste ore, rappresentano in tutta la loro inequivocabile crudezza una conferma, uno schiaffo e una sfida. Una conferma di quanto il Sindacato stia denunciando da tempo relativamente al progressivo “assottigliamento” della qualità e della quantità delle prestazioni del SSN che incide negativamente sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questi dati descrivono il drammatico passaggio da un servizio universalistico a un sistema basato sul censo. “L’Italia è ultima nel G7! È il fanalino di coda per spesa sanitaria pubblica pro capite, con un valore che si attesta al 6,3% del PIL, sotto la media OCSE (7,1%) ed europea (6,9%)”, riporta Capobianco, sottolineando un gap di 43 miliardi nel finanziamento pro capite rispetto alla media dei Paesi europei. Non a caso, come UIL, da anni chiediamo ai governi in carica di attivare il MES Sanitario, che valeva 37 miliardi, risorsa con cui avremmo potuto arginare questo disavanzo. Nel Lazio e a Roma tutto questo si sta trasformando in un dramma: il 10,6% delle famiglie è in crisi per le gravi difficoltà a sostenere le spese sanitarie per mancanza di reddito disponibile, generando un drammatico fenomeno di rinuncia totale e silenziosa alle cure. Escludendo la spesa per i farmaci, il rischio relativo di impoverimento per prestazioni specialistiche e diagnostiche nel Lazio (Odds Ratio 1,08) supera la media del Paese. Nella Capitale si concentrano inoltre i tempi di attesa più lunghi della regione, alimentando una mobilità forzata e una privatizzazione strisciante intollerabile. Denunciamo da tempo come le politiche degli ultimi quindici anni abbiano scientificamente ridotto l’efficacia del servizio pubblico. Le liste d’attesa non sono un incidente organizzativo, ma un volano per la privatizzazione: chi non può attendere mesi per una risonanza o una visita oncologica a Roma si vede costretto a pagare di tasca propria nel privato o a indebitarsi. Chi non ha le risorse economiche semplicemente rinuncia, sparendo dalle statistiche e scivolando nel sottoconsumo sanitario. Il recente decreto ministeriale del governo (DL 73/2024), emanato con toni trionfalistici prima della tornata elettorale, si sta rivelando un guscio vuoto. Senza adeguate coperture finanziarie strutturali e in un contesto di gravissima carenza di organico, si rischia di compromettere la qualità stessa delle prestazioni e accelerare la fuga dei professionisti dal pubblico. Le politiche sanitarie che spianano la strada ai colossi privati sono un danno per i più deboli: famiglie monoreddito, giovani, ma soprattutto anziani e persone fragili. Questa disuguaglianza e ingiustizia sociale va combattuta con un rifinanziamento stabile e immediato. Chiediamo alla politica e alle istituzioni competenti di intervenire non più con parole o spot sui social media, ma con i fatti e con reali investimenti strutturali, per modificare l’attuale situazione prima che diventi irreversibile. In questa direzione si muove la proposta del Segretario Generale della UIL Pensionati, Carmelo Barbagallo, che ancora ieri tornava a chiedere al Governo di elevare dal 6,3% al 7,5% del PIL la spesa sanitaria prevista nel Bilancio dello Stato. Questa scelta, oltre a restituire ai cittadini i diritti riconosciuti dalla Costituzione, consentirebbe al nostro Paese di abbandonare l’ultima e squalificante posizione nel G7 per qualità e investimenti nel sistema sanitario. Così nella nota la UIL Pensionati

Il Cesenese Nero di Cantina Le Macchie conquista l’oro al Mondial des Vins Extrêmes 2026

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Il Cesenese Nero di Cantina Le Macchie conquista la Medaglia d’Oro al Mondial des Vins Extrêmes 2026, il concorso internazionale dedicato ai vini della viticoltura eroica. A ottenere il riconoscimento è L’Ultimo Baluardo 2023, prodotto dalla famiglia Di Carlo sulle colline reatine. Un risultato che arriva nell’edizione più partecipata di sempre del concorso: 1.175 vini presentati da 432 aziende provenienti da 22 Paesi, con oltre 50 denominazioni DOC e IGT e più di 250 vitigni rappresentati. Per Cantina Le Macchie la medaglia assume un significato particolare perché premia un vino nato da un vitigno intimamente legato alla storia agricola del territorio reatino. Il Cesenese Nero, conosciuto localmente anche come Cesenese di Castelfranco, è infatti documentato nel Reatino già nell’Ottocento. ARSIAL lo annovera oggi tra le risorse genetiche autoctone del Lazio e ne indica proprio Castelfranco, frazione di Rieti, come luogo della sua riscoperta. Il vitigno è registrato con il codice 478 ed è stato oggetto negli anni di attività di caratterizzazione, conservazione e valorizzazione della biodiversità viticola regionale. Il lavoro svolto da ARSIAL – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, insieme alle attività di ricerca e caratterizzazione dei vitigni autoctoni regionali, ha contribuito a restituire attenzione e prospettiva produttiva a varietà che rappresentano una parte della biodiversità agricola del Lazio. Tra queste figura anche il Cesenese Nero, oggi nuovamente vinificato e raccontato attraverso il territorio dal quale proviene. È proprio a questa storia che Cantina Le Macchie ha legato L’Ultimo Baluardo. Il nome del vino richiama infatti la torre di avvistamento di Castelfranco, borgo nel quale si trova anche la cantina storica della famiglia Di Carlo. La torre rappresentava l’ultimo baluardo di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie: da qui la scelta di un nome capace di unire il vino alla memoria del luogo in cui nasce. “Questa Medaglia d’Oro ci emoziona particolarmente perché premia un vino nel quale abbiamo creduto fin dall’inizio e che racconta una parte molto precisa della nostra terra. L’Ultimo Baluardo porta nel nome Castelfranco, la sua storia e le nostre radici. Vedere oggi il Cesenese Nero premiato in un concorso internazionale dedicato alla viticoltura eroica è una grande soddisfazione, ma è anche uno stimolo a continuare a investire nella valorizzazione di un territorio vitivinicolo ancora tutto da raccontare”. Antonio Di Carlo, Cantina Le Macchie La filosofia produttiva di Cantina Le Macchie nasce proprio dal rapporto con la montagna. I vigneti aziendali si sviluppano sulle colline e sulle pendici del territorio reatino, a quote comprese tra i 600 e i 1.000 metri, fino al Monte Terminillo. Altitudine, escursioni termiche, esposizioni e condizioni di coltivazione diventano parte integrante dell’identità dei vini. La Medaglia d’Oro ottenuta da L’Ultimo Baluardo 2023 porta così all’attenzione internazionale non soltanto un’etichetta, ma anche un vitigno, un paese e un territorio che fino a pochi anni fa occupavano uno spazio marginale nel racconto del vino italiano. Il Mondial des Vins Extrêmes è il concorso enologico internazionale dedicato specificamente ai vini prodotti in territori caratterizzati da condizioni di viticoltura estrema ed eroica. L’edizione 2026, con 1.175 vini e produttori provenienti da 22 Paesi, è stata la più partecipata dalla nascita della manifestazione. Cantina Le Macchie è una realtà vitivinicola familiare di Rieti. Alla produzione di vini di montagna la famiglia Di Carlo affianca un progetto di enoturismo che accompagna gli ospiti attraverso i vigneti, la cantina di produzione e la cantina storica di Castelfranco, con degustazioni e percorsi enogastronomici. Il progetto di accoglienza prosegue attraverso il Ristorante La Foresta e il Rifugio diVino, caratterizzato da originali alloggi a forma di botte immersi nel verde, con l’obiettivo di raccontare il territorio reatino attraverso vino, cucina e ospitalità.

Costituito il Comitato Poggio Vecchio di Poggio Mirteto

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Si è costituito giovedi 3 settembre ufficialmente il Comitato Poggio Vecchio, un vero e proprio Comitato di quartiere nato dalla volontà di un gruppo di residenti di impegnarsi concretamente per la tutela e la valorizzazione del centro storico di Poggio Mirteto e per migliorare la qualità della vita di chi ogni giorno lo vive. La nascita del Comitato parte dalla consapevolezza delle grandi potenzialità del centro storico mirtese, ma anche dalle difficoltà che i suoi abitanti affrontano quotidianamente: incuria, carenze nella pulizia e nell’igiene urbana, episodi di vandalismo e comportamenti lesivi del patrimonio comune, dei beni dei cittadini e degli animali. Il Comitato Poggio Vecchio si propone quindi come uno spazio di partecipazione civica aperto, con l’obiettivo di rappresentare le esigenze dei residenti e contribuire alla tutela dei beni storici, architettonici e culturali, al decoro e alla vivibilità degli spazi pubblici, alla sicurezza, alla tutela degli animali e, più in generale, alla qualità della vita nel centro storico. Non soltanto segnalazione dei problemi, ma anche proposta e collaborazione. Il Comitato intende infatti promuovere un dialogo costruttivo con l’Amministrazione comunale, le istituzioni, le autorità competenti, le associazioni, le attività economiche e tutti i cittadini che condividono l’obiettivo di restituire attenzione e valore al cuore storico di Poggio Mirteto. Alla guida del Comitato Poggio Vecchio è stata eletta Presidente Paola Bischetti, insegnante della scuola primaria e residente da sempre nel centro storico. Fanno parte del Consiglio Direttivo Natascia Tipà, Lucia Alberti, Andrea Castiglia, Elettra Latini, Giulia Ponziani e Marco Angelici. La costituzione del Comitato rappresenta il primo passo di un percorso che vuole coinvolgere progressivamente la comunità, raccogliendo idee, segnalazioni e proposte e favorendo una partecipazione attiva alla vita del quartiere. Poggio Vecchio è prima di tutto un luogo in cui si vive. Prendersene cura significa tutelarne la storia, il patrimonio e, soprattutto, le persone e gli animali che ne fanno parte

A Rieti il 4 settembre presentazione de “Joanna degli incanti”

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Nel cortile di Palazzo Marcotulli (via Garibaldi, 241) venerdi 4 settembre, alle ore 18, si terra la presentazione di “Joanna degli incanti”. Sarà presente l’autrice Simona Lo Iacono, con lei dialogherà Silvia Meloni. Letture a cura di Helena Cocco.

Emessi francobolli dedicati alle eccellenze italiane

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Poste Italiane rende noto che il 3 settembre è stata emessa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy una serie di sei francobolli ordinari appartenenti alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”, dedicati a Birra Forst, Eureka Macinacaffè, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella Caffè. I francobolli sono relativi alla tariffa B. La tiratura è di 225.000 esemplari per i francobolli dedicati a Birra Forst, Ferrero e Patatine San Carlo e di 180.000 esemplari per quelli dedicati a Eureka Macinacaffè, Oro Saiwa e Saquella Caffè. Le carte valori postali sono stampate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. Le vignette riproducono elementi rappresentativi di alcune tra le più significative realtà imprenditoriali italiane, simboli della qualità, della tradizione e dell’innovazione che caratterizzano il Made in Italy nel mondo. Il francobollo dedicato a Birra Forst raffigura il bicchiere FORST Kronen, con logo e stemma integrati nella caratteristica forma “a farfalla”, simbolo dei valori del marchio premium e dell’arte del perfetto piacere della birra. Sullo sfondo, la silhouette delle montagne richiama le radici e il profondo legame dell’azienda con il proprio territorio. Da quasi 170 anni, Birra FORST, realtà imprenditoriale indipendente a gestione familiare, coniuga qualità birraria, autenticità e innovazione. Il francobollo dedicato a Eureka Macinacaffè riproduce una reinterpretazione del macinacaffè Eureka ’Mignon’, icona di eccellenza nel mondo dell’espresso, posto al centro della scena e valorizzato da chicchi di caffè che ne evocano aroma, materia e ritualità. Sullo sfondo, intrecci dinamici di forme geometriche dai colori vivaci creano movimento e profondità visiva. Il francobollo dedicato a Ferrero è una composizione grafica in cui forme, ingredienti e palette cromatiche, riconducibili ad alcuni prodotti iconici Ferrero, si fondono in una reinterpretazione artistica contemporaneo. L’insieme crea un linguaggio visivo originale, immediatamente riconoscibile e capace di raccontare l’identità dell’azienda. Al centro spicca il logo Ferrero, protagonista della composizione e punto di convergenza di tutti gli elementi grafici. Il francobollo dedicato a Oro Saiwa valorizza uno dei marchi più iconici dell’industria dolciaria italiana, elemento distintivo della tradizione alimentare nazionale. Lo sfondo giallo e la grafica rossa raccontano l’icona della colazione italiana riconosciuta dal 1956. Settanta anni di storia e tradizione, suggellati dal nastro tricolore che sottolinea il legame con il territorio nazionale Il francobollo dedicato a Patatine San Carlo riproduce il celebre marchio, tra i simboli più riconoscibili dell’industria alimentare italiana, accompagnato dalla famosa patatina “classica”. La composizione, essenziale e immediata, si ispira all’iconico sacchetto di patatine con la data 1936, anno di fondazione dell’azienda, nata proprio 90 anni fa da una piccola rosticceria milanese. Il francobollo dedicato a Saquella Caffè raffigura il logo storico rivisitato. La dicitura “TORREFATTORI IN PESCARA” e l’anno di fondazione sottolineano il profondo legame dell’azienda con il territorio evidenziando la lunga storia imprenditoriale di un’eccellenza italiana nel settore della torrefazione, fondata a Pescara nel 1856. Completano ciascun francobollo la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”. Il bozzetto del francobollo dedicato a Birra Forst è stato realizzato da Emanuela L’Abate, mentre quello dedicato a Eureka Macinacaffè è opera di Matias Hermo. I progetti grafici dei francobolli dedicati a Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella Caffè sono stati curati rispettivamente da Ferrero S.p.A., Dragon Rouge S.A.S., M.A.D. S.p.A. e Studio Idee Materia S.r.l. Gli annulli primo giorno di emissione saranno disponibili presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Roma V.R. (00187) Piazza di San Silvestro, 19. Per le emissioni di Birra Forst, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo, Saquella Caffè sono state realizzate le cartelle filateliche contenenti i francobolli, le cartoline affrancate e annullate, le buste primo giorno di emissione, le tessere e il bollettino illustrativo. Tutti i francobolli e i prodotti filatelici correlati (cartoline, tessere e bollettini illustrativi) saranno disponibili presso gli uffici postali con sportello filatelico e gli “Spazio Filatelia” del territorio e sul sito filatelia.poste.it.                      

Depuratore Capradosso, Minoranza: “Servono risposte”

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“Non siamo più disposti ad assistere all’arroganza del potere e all’inerzia di chi dovrebbe difendere gli interessi della nostra comunità. Sindaco, se c’è, batta un colpo. I cittadini ricorderanno bene l’iniziativa del Gruppo Misto di Minoranza, quando denunciammo pubblicamente, nel più assoluto silenzio del Sindaco e della sua maggioranza’il mancato funzionamento del depuratore di Capradosso, una situazione che si trascina dal 2019 e che ha comportato, e continua a comportare, sversamenti a cielo aperto con evidenti conseguenze ambientali e sanitarie. Di fronte alle nostre denunce, APS rispose con un comunicato trionfale. 24 novembre 2025: “Al via i lavori preliminari” APS annunciava l’avvio dei lavori per realizzare un depuratore “moderno, efficiente e sostenibile”, con un investimento di circa 1 milione di euro destinato al territorio del Cicolano. Parole importanti. Promesse ancora più importanti. La realtà, però, è un’altra. Ad oggi: nessun cantiere, nessun lavoro, nessuna opera. Il depuratore è ancora nelle stesse condizioni di prima. Nessun segnale dell’intervento annunciato. Nessuna spiegazione. Nessun cronoprogramma. Solo un impianto che continua a rappresentare un problema per il territorio e per chi vive a Capradosso. Sindaco, da che parte sta? Le rivolgiamo alcune domande semplici, alle quali i cittadini meritano una risposta chiara. Ha mai diffidato formalmente APS affinché eseguisse i lavori promessi? Ha mai chiesto conto dei ritardi e delle responsabilità? Oppure ritiene che il suo ruolo finisca con i comunicati stampa e inizi il silenzio quando bisogna pretendere risultati? Le ricordiamo che il Sindaco è anche autorità sanitaria locale. Quando esistono potenziali criticità ambientali e igienico-sanitarie, il dovere di intervenire non è una scelta politica: è una responsabilità istituzionale. Se il Sindaco tace, l’opposizione continuerà a parlare. Noi continueremo a fare ciò che un’Opposizione seria deve fare: controllare, denunciare e chiedere trasparenza. Se significa “disturbare il manovratore”, ce ne assumiamo la responsabilità. Molto peggio sarebbe fare finta di non vedere, mentre i problemi vengono sistematicamente nascosti sotto il tappeto. Per troppo tempo ai cittadini sono stati raccontati annunci, inaugurazioni sulla carta e opere imminenti che, nei fatti, non sono mai partite. È arrivato il momento di sostituire la propaganda con i risultati. Un invito ai cittadini / Ai cittadini di Capradosso e di tutto il Comune di Petrella Salto chiediamo una cosa soltanto: OSSERVATE I FATTI, NON GLI SLOGAN. La memoria è uno strumento prezioso in democrazia. Chi amministra va giudicato per ciò che realizza, non per ciò che promette. Aprire gli occhi non significa schierarsi: significa pretendere trasparenza, rispetto e risposte da chi ha ricevuto la fiducia della comunità. E una comunità informata è sempre una comunità più libera”. Così nella nota Bianchini e Di Leginio