JuJitsu – Kuden Goshin Ryu Rieti, protagonista al Mediterranean Open: tre medaglie e una prestazione da applausi

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Si è conclusa domenica 7 giugno l’edizione 2026 del prestigioso Mediterranean Open di JuJitsu, manifestazione internazionale iniziata venerdì 5 giugno che ha visto la partecipazione di oltre 650 atleti provenienti da sette nazioni: Italia, Grecia, Francia, Romania, Portogallo, Colombia e una rappresentativa della JJIF (Ju-Jitsu International Federation). L’evento, organizzato dalla FIJLKAM per conto della Federazione Internazionale, ha rappresentato uno dei più importanti appuntamenti agonistici del panorama continentale, offrendo ai giovani atleti l’opportunità di confrontarsi con il meglio del JuJitsu internazionale. Tra i protagonisti della competizione anche la Kuden Goshin Ryu di Rieti, presente con ben nove atleti convocati nel Team Italia, tutti alla loro prima esperienza in una competizione internazionale. Il Maestro Giuliano Spadoni ha scelto di schierare una squadra giovane ma determinata, composta dagli Under 12 Domenico Fasciolo e Gabriele Pace; dagli Under 14 Sara Scipioni, Sofia Andolfi, Massimo Leoni, Christian Chiappalone e Leonardo Miluzzi; da Gianmarco Scipioni nella categoria Under 18 e da Gianluca Rossi nella Under 21. Nonostante l’emozione del debutto internazionale, gli atleti reatini hanno dimostrato carattere, preparazione e spirito di squadra, riuscendo a conquistare tre prestigiose medaglie. Grande protagonista Sara Scipioni, autrice di una straordinaria prestazione che le ha permesso di salire due volte sul podio conquistando la medaglia d’argento nel Ne-Waza e la medaglia di bronzo nel Fighting System. A completare il bottino della società reatina è arrivata la medaglia di bronzo di Massimo Leoni, risultato che conferma il valore del lavoro svolto quotidianamente in palestra. Al di là dei risultati, la partecipazione al Mediterranean Open rappresenta un importante passo di crescita per tutti gli atleti della Kuden Goshin Ryu, chiamati a confrontarsi con avversari di altissimo livello provenienti da diverse scuole e tradizioni internazionali. “È stata un’esperienza fondamentale per il percorso sportivo dei nostri ragazzi” – commenta il Maestro Giuliano Spadoni – “Hanno dato tutto quello che avevano, dimostrando impegno, coraggio e grande voglia di crescere. Le tre medaglie conquistate, considerando il livello della manifestazione e l’inesperienza internazionale dei nostri atleti, oggi valgono quanto un oro. Siamo soddisfatti, ma sappiamo anche che c’è ancora moltissimo lavoro da fare per continuare a migliorare.”A seguire gli atleti a bordo tatami erano presenti i coach Marco Chiappalone e Leonardo Dionisi, che hanno accompagnato la squadra durante tutta la manifestazione fornendo supporto tecnico e motivazionale. La trasferta internazionale si chiude quindi con un bilancio estremamente positivo per la Kuden Goshin Ryu di Rieti, che torna a casa con tre medaglie, tanta esperienza in più e la consapevolezza di poter competere anche sui più importanti palcoscenici internazionali. Un risultato che premia il lavoro, la passione e la crescita continua di una società che da anni rappresenta con orgoglio la città di Rieti nel panorama nazionale e internazionale del JuJitsu.
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RPT Ambiente, energia, aree interne: il modello Appennino Centrale. Castelli: “Il pragmatismo contro l’ideologia ambientalista”

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Più ambiente e meno pensiero unico ambientalista; più attenzione alle caratteristiche dei Paesi e meno ideologia: “Ambiente, energia, sviluppo e coesione sono quattro fattori che devono muoversi in sincrono e con un approccio pragmatico, per contrastare lo spopolamento e dare un futuro possibile alle aree interne dell’Italia e dell’Europa”. È questo il cuore del messaggio condiviso dal Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli in collaborazione con l’Ufficio studi Fdi del Senato, in occasione del convegno “Ambiente ed Energia. Ambiente, energia e aree interne: sicurezza nazionale, sviluppo territoriale e innovazione per il futuro dell’Italia”, svoltosi nella Sala Koch di Palazzo Madama. All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Claudio Barbaro, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, i Capogruppo di Fdi al Senato e alla Camera, Lucio Malan e Galeazzo Bignami, il Co-Presidente del Gruppo ECR, Nicola Procaccini, il questore della Camera dei deputati Paolo Trancassini, il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Mauro Rotelli e l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Daniela Gentile, con la moderazione di Fabio Dragoni, giornalista de “La Verità”. Castelli non ha mancato di sottolineare una coincidenza temporale: “Il 9 giugno si è chiusa la consultazione pubblica sul ‘Piano Nazionale di Ripristino della Natura’; un programma che, in ossequio ai principi del Green deal, parte dal presupposto ideologico secondo cui l’uomo e tutte le attività umane sono nemiche della natura e dell’ambiente. Esattamente il contrario di tutto quello che è emerso durante la mia personale esperienza di Commissario alla ricostruzione e riparazione del Centro Italia, dopo il sisma del 2016: sono lo spopolamento e l’abbandono dei territori la causa di tanta parte delle criticità ambientali che affliggono il nostro territorio”. Dal “Green Deal” dovremmo passare al “Tricolore Deal” ha aggiunto il Commissario Castelli, rivendicando tutta la specificità e le caratteristiche dei Paesi che compongono l’Unione europea: “L’Italia sta cambiando l’Europa – ha aggiunto Castelli – a partire dalle questioni ambientali ed energetiche; innanzitutto, abbiamo introdotto il concetto della neutralità tecnologica, per cui l’Ue pone gli obiettivi senza vincolarsi a procedure o tecnologie definite centralmente a Bruxelles”. L’esperienza condotta in questi anni nella ricostruzione dell’Appennino centrale sta generando una nuova consapevolezza: “Le politiche ambientaliste, anzi il catechismo ambientalismo in voga fino a pochi anni fa al vertice dell’Ue stanno rischiando di minacciare quella preziosa biodiversità che è la ricchezza del nostro Paese, e che solo il presidio umano nel territorio è in condizione di proteggere. Il bosco selvaggio non è una buona cosa per l’ambiente, se non è curato dall’uomo, quindi tagliato quando serve, messo a regime, anche per sfruttare la filiera del legno. In Italia le superfici boscate sono arrivate a 12 milioni di ettari (erano 6 negli anni ’70) e i territori montani non più presidiati dall’uomo e portano con sé rischi geologici, idrici e ambientali”. Nel corso dell’evento, promosso dal Gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia su iniziativa dello stesso Castelli, il Commissario ha illustrato l’esperienza maturata nei territori colpiti dal terremoto del 2016, indicandola come una concreta applicazione della strategia europea “Right to Stay – Your Region, Your Future”, promossa dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. “Il diritto a restare non è uno slogan ma una responsabilità istituzionale – ha dichiarato Castelli –. Significa creare le condizioni affinché vivere nelle aree interne sia una scelta possibile e competitiva. Per farlo occorrono servizi, infrastrutture, lavoro, innovazione, sicurezza ambientale ed energia accessibile e sostenibile. È la sfida più importante che abbiamo davanti per il futuro delle aree interne italiane. Significa garantire a chi vive nell’Appennino centrale le stesse opportunità di chi risiede nelle grandi aree urbane. L’esperienza maturata nella ricostruzione del sisma 2016 – aggiunge – dimostra che è possibile trasformare una tragedia in un’occasione di rinascita. Abbiamo scelto di non limitarci a riparare i danni provocati dal terremoto, ma di costruire un modello di sviluppo capace di affrontare insieme la crisi sismica, quella climatica e quella demografica. Ambiente ed energia rappresentano due pilastri fondamentali di questa strategia. La transizione ecologica può diventare un fattore di crescita per i territori fragili soltanto se genera valore, occupazione e nuove opportunità per le comunità locali: anche un’impresa economica è una attività di cura dell’ambiente”. Sul fronte squisitamente energetico nel territorio dell’Appennino Centrale il tema energetico non può essere trattata solo come produzione di kilowatt, ma come leva di autonomia, coesione e permanenza: l’efficientamento degli edifici danneggiati dal sisma produrrà risparmi per la produzione di energia che vanno dai 180,9 ai 360 milioni di euro l’anno. “Le Comunità energetiche rinnovabili sono solo un ambito del programma NextAppennino attraverso cui la Struttura Commissariale sta traducendo questa visione in politiche operative – ha concluso Castelli – sul territorio delle quattro regioni dell’Appennino centrale (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) operano 421 impianti idroelettrici. Si potrebbero dotare gli impianti idroelettrici dell’Appennino centrale di sistemi di ripompaggio che li trasforma in un grande sistema di accumulo energetico gravitazionale: quando c’è energia elettrica in eccesso, come per esempio quando la produzione da eolico e solare è in eccesso, la usano per pompare acqua verso un bacino più alto; quando serve energia, lascia scendere l’acqua e la riconverte in elettricità. In pratica, l’energia viene “immagazzinata” sotto forma di energia potenziale dell’acqua in quota. Questa reversibilità è il punto chiave: gli impianti, in questo modo, non sono solo generatori, ma anche accumulatori”. L’obiettivo è sempre implementare mix energetico senza pregiudizi ideologici. Come ha detto Francesco Filini, responsabile di FdI per l’ufficio studi e sul tema energetico: “Sul tema dell’energia Fratelli d’Italia e il governo Meloni restano coerenti con il programma presentato nel 2022, dove con chiarezza c’è scritto che l’Italia avrebbe fatto di tutto per implementare il mix energetico. A differenza della sinistra, non guardiamo al tema con piglio ideologico, a noi interessano i risultati, restituire una Nazione che sia sovrana dal punto di vista dell’energia. Dobbiamo superare i tabù sul nucleare. Con la legge delega sul nucleare abbiamo fatto una precisa scelta strategica, di responsabilità che guarda al futuro con coerenza, al di là della convenienza elettorale, agendo nell’unico interesse dei cittadini italiani”.

Conclusa l’VIII edizione di Passeggiando tra le Rose a Fara in Sabina – LE FOTO

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Si è conclusa con grande partecipazione e soddisfazione l’VIII edizione di Passeggiando tra le Rose, la manifestazione che per due intense giornate ha riportato il centrostorico di Fara in Sabina al centro della vita della comunità, accogliendo numerosi visitatori tra colori, profumi, tradizioni e momenti di condivisione. Le rose sono state il simbolo dell’evento, ma il vero protagonista è stato il territorio, raccontato attraverso la sua storia, le sue eccellenze, i suoi scorci più suggestivi e il patrimonio umano che ogni giorno contribuisce a mantenerlo vivo e autentico. L’iniziativa si conferma non solo come un appuntamento atteso e consolidato, ma come un’importante occasione di valorizzazione e promozione del borgo e delle sue risorse, capace di generare incontro, scambio con realtà diverse, partecipazione e sviluppo per l’intero territorio. La riuscita della manifestazione è stata possibile grazie all’organizzazione della Pro Loco Fara in Sabina APS e la collaborazione tra istituzioni, associazioni, partner, realtà locali e non, che hanno creduto nel progetto e ne hanno sostenuto la realizzazione, contribuendo a costruire un evento sempre più apprezzato e partecipato. Un ringraziamento particolare va a tutti gli espositori e gli artisti che, con le loro creazioni, i prodotti tipici, gli spettacoli e la loro professionalità, hanno animato le vie del centro storico, offrendo ai visitatori un’esperienza ricca di qualità, tradizione e accoglienza. Fondamentale, come sempre, il contributo dei volontari della Pro Loco Fara in Sabina APS, il cui impegno costante, spesso discreto ma determinante, ha reso possibile ogni fase dell’organizzazione. Dietro ogni allestimento, ogni attività e ogni dettaglio curato vi è il lavoro di donne e uomini che mettono a disposizione tempo, energie e competenze al servizio della comunità. Un grazie va inoltre a tutti coloro che hanno scelto di visitare Fara in Sabina per la prima volta, lasciandosi conquistare dal fascino del borgo, così come a chi continua a tornare anno dopo anno, testimoniando con la propria presenza l’affetto e l’interesse verso questa manifestazione e Fara in Sabina stessa. Eventi come Passeggiando tra le Rose rappresentano molto più di una semplice iniziativa culturale: costituiscono un’opportunità concreta per promuovere il territorio, sostenere le attività locali e rafforzare il senso di appartenenza e collaborazione che caratterizza la comunità. L’VIII edizione si chiude dunque con un bilancio estremamente positivo e con la consapevolezza che il vero successo risiede nella capacità del borgo di vivere, accogliere e raccontarsi attraverso le proprie eccellenze e le proprie persone. L’appuntamento è già al prossimo anno, per una nuova edizione di Passeggiando tra le Rose, tra le vie e le bellezze di Fara in Sabina.  

La Guardia di Finanza di Rieti alla 44ª Mille Miglia – LE FOTO

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Anche quest’anno la Guardia di finanza prenderà parte alla 44ª rievocazione storica della “1000 Miglia”, la leggendaria gara di velocità stradale disputata, in 24 edizioni, tra il 1927 e il 1957. Tra gli oltre 400 equipaggi provenienti da 29 nazioni che, dal 9 al 13 giugno, percorreranno il suggestivo tracciato a “otto” che unisce la Capitale a Brescia, vi saranno anche due autovetture delle Fiamme Gialle. Il Corpo, che partecipa per l’ottava volta alla “corsa più bella del mondo”, schiererà la Fiat 125 (1967) e l’Alfa Romeo Alfetta 2000L (1981) della “Raccolta Veicoli Storici” del proprio Museo Storico. Le Fiat 125, in colorazione blu scura, furono acquisite dalla Guardia di finanza a partire dalla seconda metà degli anni ’60, per garantire gli spostamenti dei Comandanti di Zona (gli odierni Comandanti Regionali) e delle Autorità dicasteriali affidate alla tutela del Corpo. Le Alfa Romeo Alfetta, invece, inizialmente avvolte nel “grigio antracite”, furono arruolate nel Corpo agli inizi degli anni ’70. Queste autovetture furono le prime ad essere dotate dei lampeggianti blu, del faro brandeggiabile e delle scritte catarifrangenti “Guardia di Finanza” sulle fiancate. Nel 1979, con l’acquisizione della seconda serie, come il modello che prenderà parte alla 1000 Miglia, fu introdotta per la prima volta la livrea “blue lord” che caratterizzò i mezzi del Corpo sino alla seconda metà degli anni 2000. Tra gli equipaggi, composti da militari e istruttori di scuola guida del Quartier Generale della Guardia di Finanza, vi sarà anche il Direttore del Museo Storico. Ten. Col. Giuseppe Furno. L’edizione 2026 della “corsa più bella del mondo” interessa anche il territorio della provincia di Rieti. Nel corso della quarta tappa, infatti, la carovana attraverserà nella mattinata di venerdì 12 giugno (con partenza alle ore 7 da Roma) numerosi comuni ricadenti nella circoscrizione di servizio del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Rieti, tra cui Fara Sabina, Montopoli, Poggio Mirteto, Forano, Poggio Catino, Cantalupo in Sabina, Casperia, Torri in Sabina, Vacone e Configni. La presenza delle Fiamme Gialle alla Mille Miglia è un’occasione per sottolineare il legame tra passato e futuro della Guardia di Finanza, promuovere l’impegno del Corpo al servizio dello Stato e sensibilizzare il pubblico sui temi della legalità e della sicurezza rafforzando la collaborazione tra istituzioni e società civile.

SEI TU IL REPORTER – “In viale Fassini da un mese ci sono due scavi abbandonati e senza protezioni”

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Una lettrice di Rietinvetrina porta all’attenzione pubblica, attraverso la nostra rubrica SEI TU IL REPORTER, due cantieri di viale Fassini: “Nel viale, almeno da un mese, ci sono due scavi sembrerebbe abbandonati e privi di protezione” – commenta. LA REDAZIONE È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE

A TU PER TU – L’11 giugno l’ASD Arcieri Valle Oracola sarà ospite di Rietinvetrina e Radiomondo

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Sarà l’ASD Arcieri Valle Oracola l’ospite della puntata di a TU PER TU di giovedì 11 giugno con inizio ore 11:15 su Radiomondo e Rietinvetrina. Ascolta la puntata in FM 99.9 MHz, tramite il sito www.radiomondo.fm e in video su Rietinvetrina.

La reatina Eva Gargiulo conquista il Trofeo Nazionale Cadetti di Tiro con l’Arco a cavallo

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Si è conclusa con uno straordinario successo per la giovane atleta Eva Gargiulo la finale del Trofeo Nazionale Cadetti di Tiro con l’Arco a Cavallo, prestigiosa competizione organizzata dalla FITETREC-ANTE, una delle principali federazioni equestri italiane riconosciuta dal CONI e punto di riferimento nazionale per la promozione e lo sviluppo degli sport equestri e delle discipline di tradizione. L’evento svolto domenica 7 giugno ha fatto registrare un grande successo di partecipazione, con numerosi giovani atleti provenienti da diverse regioni italiane che si sono confrontati nelle varie categorie, confermando il crescente interesse verso il tiro con l’arco a cavallo e l’ottimo lavoro svolto dalla federazione nella diffusione di questa disciplina. La manifestazione si è svolta contemporaneamente in due prestigiose sedi italiane: presso Marere ASD, in provincia di Alessandria, per il Nord Italia, e nella suggestiva Rocca Sinibalda per il Centro-Sud, consentendo una partecipazione ancora più ampia e favorendo il coinvolgimento di atleti provenienti da tutto il territorio nazionale. Ad aggiudicarsi il titolo nella massima categoria giovanile, la Children T60, è stata la tredicenne Eva Gargiulo, atleta dell’ASD L’Ardiglione di Rocca Sinibalda, che ha dimostrato talento, precisione e grande maturità agonistica, imponendosi con autorevolezza sulle concorrenti della sua categoria. Per Eva si tratta di un risultato di grande prestigio, ottenuto nell’ambito di una competizione nazionale di elevato livello tecnico. La vittoria conferma il percorso di crescita della giovane atleta e la qualità del lavoro svolto dall’ASD L’Ardiglione nella formazione dei giovani cavalieri e arcieri. Grande soddisfazione è stata espressa dai tecnici e dai dirigenti dell’ASD L’Ardiglione di Rocca Sinibalda, orgogliosi del traguardo raggiunto dalla giovane campionessa, che con questa vittoria porta ancora una volta in alto il nome della società e del territorio reatino. Il successo di Eva Gargiulo rappresenta non solo un importante risultato personale, ma anche un riconoscimento per l’impegno dell’ASD L’Ardiglione e per la vitalità del movimento del tiro con l’arco a cavallo italiano, una disciplina in continua crescita che continua ad attrarre sempre più giovani appassionati

Presentati al Foro Italico i Campionati del Mondo di Wakeboard al Lago del Salto 2026

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Si è tenuta questa mattina, 10 giugno, nella prestigiosa cornice del Circolo del Tennis del Foro Italico a Roma, la conferenza stampa di presentazione ufficiale dei Campionati del Mondo di Wakeboard 2026. L’evento iridato, che si svolgerà dal 3 all’8 agosto 2026 sul Lago del Salto (Rieti), riporterà in Italia il gotha internazionale della disciplina, trasformando il più grande bacino artificiale del Lazio nel centro nevralgico degli sport acquatici mondiali. La presentazione è avvenuta alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, del Presidente della Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard (FISSW) Claudio Ponzani, e dell’Amministratore Delegato di FISSW Servizi Luciano Serafica. Ospite d’eccezione e testimonial ufficiale dell’evento, l’attore Raoul Bova, da sempre vicino al mondo dello sport e grande sostenitore delle discipline acquatiche. L’evento è organizzato dalla Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard (FISSW) attraverso la sua società FISSW Servizi, grazie al fondamentale contributo del Dipartimento per lo Sport – Presidenza del Consiglio dei Ministri, e sotto l’egida del CONI e della IWWF (International Waterski & Wakeboard Federation). Il cuore operativo della manifestazione sarà la località di Borgo San Pietro, base logistica e nucleo pulsante delle competizioni. “I Mondiali di Wakeboard non sono soltanto un evento spettacolare, ma anche la testimonianza di un percorso di crescita della Federazione Italiana Surfing, Sci Nautico e Wakeboard, sono il risultato di una visione complessiva, di un lavoro costante e sistematico, finalizzato al miglioramento di tutti gli indicatori federali” – ha sottolineato il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. “Non è un caso che la scelta sia ricaduta per la seconda volta, dopo aver già ospitato i Mondiali nel 2022, sul Lago del Salto di Rieti, in un territorio che conferma la propria vocazione sportiva diventando un punto di riferimento internazionale, pronto ad accogliere atleti da oltre 30 Nazioni. Sono convinto che questi Mondiali saranno un potente volano di promozione turistica, ambientale e culturale. In questo contesto, risalta la crescente attenzione del Governo verso il territorio reatino e l’intera Regione Lazio, che sta dimostrando di essere pronta a ospitare eventi internazionali di grande rilievo. È il risultato di una sinergia solida tra sistema sportivo e istituzioni locali, sostenuta dalla chiara volontà del Governo di portare l’indotto generato dai grandi eventi capillarmente nei territori. Complimenti alla FISSW guidata dal presidente Claudio Ponzani per il lavoro svolto con grande visione e dedizione”, ha concluso Abodi. “Il CONI è fiero e orgoglioso che tutte le federazioni stiano dando prova di capacità tecnica, organizzativa e di fare sinergia con le istituzioni. Questo ci consente di essere riconosciuti come uno dei motori principali del nostro paese in termini di visibilità e prestigio, perché stiamo rendendo gli italiani fieri e orgogliosi del nostro paese. E’ un momento prestigioso per tutto il mondo sportivo: in termini di medaglie siamo il quarto paese al mondo, in termini di organizzazione di eventi sportivi siamo il secondo paese al mondo”, ha dichiarato Luciano Buonfiglio, presidente CONI. “Siamo onorati di ospitare e organizzare ancora una volta il Campionato del Mondo di Wakeboard” – ha dichiarato Claudio Ponzani, Presidente FISSW –. “La magia del Lago del Salto, luogo a me molto caro, farà brillare le gesta dei più forti wakeboarder del pianeta. Il wakeboard è una disciplina che ha regalato all’Italia tanti successi e medaglie importanti. Stiamo facendo delle cose meravigliose, abbiamo un team incredibile. L’anno scorso avevamo 46.000 tesserati, quest’anno supereremo i 60.000. Ci stiamo avvicinando a diventare una federazione. Ci impegneremo al massimo per offrire agli atleti e agli appassionati un’esperienza unica e indimenticabile, valorizzando l’accoglienza e la bellezza di questo territorio speciale”. Entusiasmo condiviso anche dai vertici della federazione internazionale: “Sono lieto di tornare in Italia e di dare ancora una volta il benvenuto alla comunità mondiale del wakeboard a Rieti”, ha affermato Josè Antonio Perez Priego, Presidente della International Waterski and Wakeboard Federation. “Questa sede ha già ampiamente dimostrato la sua capacità organizzativa d’élite. Supportati dalle onde straordinarie fornite da Malibu Boats, i Campionati offriranno un contesto in cui le prestazioni d’eccellenza e la competizione leale potranno brillare. Non vedo l’ora di accogliere squadre, ufficiali di gara e fan da tutto il mondo per un evento che si preannuncia memorabile”. Questa mattina ha fatto il debutto ufficiale Wavo, la mascotte ufficiale della Federazione, creata da AIM Group e scelta per dare un volto e una forte connessione emotiva all’evento. Nato dall’incontro perfetto tra acqua, sport e rispetto della natura, Wavo è il volto dell’energia in movimento: l’elemento fluido e potente senza il quale non esisterebbero i salti e lo spettacolo di questa disciplina. Con il suo design dinamico, muscoloso e un sorriso contagioso, questo “supereroe buono dell’acqua” non solo accompagnerà atleti e tifosi durante le gare, ma si farà promotore dei valori chiave del mondiale: l’energia pulita e rinnovabile generata dal bacino idrico del Salto, l’accoglienza internazionale e l’ispirazione per le nuove generazioni.  La conferenza stampa ha segnato anche il lancio di un’importantissima ed esclusiva iniziativa a forte impatto sociale: il primo Progetto di Cardioprotezione nazionale applicato a un campionato del mondo, realizzato in collaborazione con Gecomed srl, che rende così i Campionati del Mondo di Wakeboard 2026 il primo evento sportivo al mondo cardioprotetto. Con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza ad atleti, staff e spettatori dal 3 all’8 agosto al Lago del Salto, il progetto punta ad accendere i riflettori sull’importanza vitale delle manovre salvavita (RCP) e sull’uso tempestivo del defibrillatore (DAE) entro i primi 3 minuti dall’arresto cardiaco. Una sinergia cruciale che unisce i valori dello sport alla cultura della prevenzione e della tutela della vita.  Il Lago del Salto si conferma così un vero e proprio “stadio dell’acqua” internazionale: la conformazione unica del bacino, che ricorda i fiordi norvegesi, aveva già decretato lo straordinario successo dell’edizione mondiale del 2022. Anche per il 2026, la barca ufficiale delle competizioni sarà fornita da MalibuBoats, marchio leader globale del settore, garantendo onde di livello assoluto per le performance degli atleti. Per sei giorni la provincia di Rieti sarà al centro dei riflettori sportivi globali. L’appuntamento rappresenta una straordinaria opportunità di promozione per il reatino, il Cicolano e l’intera Regione. L’evento si inserisce perfettamente in un ecosistema territoriale che nel prossimo biennio punterà proprio sullo sport come asse di sviluppo sostenibile (con gli Europei U18 di atletica nel 2026 e i Mondiali di Volo a Vela nel 2027), valorizzando la ricchezza idrica dei laghi (Salto, Turano, Lungo, Ripasottile) e dei fiumi come il Velino, uniti alle eccellenze montane del Terminillo e ai cammini francescani. L’obiettivo condiviso da istituzioni e federazione è la promozione di un turismo lento, sostenibile e ad alto valore culturale e gastronomico.

Siglato alla presenza del ministro Musumeci il Protocollo tra il Commissario Castelli e Casa Italia

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Dall’esperienza della ricostruzione del Centro Italia nasce il modello digitale destinato a supportare tutte le future ricostruzioni nazionali. GE.DI.SI. (Gestione Digitale Sisma), la piattaforma sviluppata dalla Struttura Commissariale sisma 2016 per la gestione delle procedure ricostruttive, sarà infatti riutilizzata e implementata come sistema di riferimento per il monitoraggio e la gestione degli interventi conseguenti alle calamità che interesseranno il territorio nazionale. Un risultato reso possibile dal Protocollo d’intesa sottoscritto oggi a Palazzo Chigi, alla presenza del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, dal Commissario Straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, e dal Capo del Dipartimento Casa Italia, Luigi Ferrara. Attivata nel gennaio 2023 dalla Struttura Commissariale sisma 2016, GE.DI.SI. ha rappresentando una delle più significative innovazioni digitali sviluppate nell’ambito della ricostruzione del Centro Italia. La piattaforma costituisce uno degli strumenti più avanzati del cosiddetto “Modello Appennino centrale”, fondato su semplificazione amministrativa, digitalizzazione, interoperabilità dei dati e gestione innovativa dei processi. GE.DI.SI. consente ai professionisti tecnici di presentare le istanze di contributo e tutta la documentazione necessaria, ai cittadini e alle imprese di seguire l’iter delle proprie pratiche e alle amministrazioni competenti di monitorare e gestire ogni fase della ricostruzione. Attraverso un unico ambiente digitale vengono gestite le procedure relative alla ricostruzione privata, alla ricostruzione pubblica e agli interventi sugli edifici di culto, garantendo un sistema integrato di controllo, verifica e monitoraggio dell’avanzamento degli interventi. Tra le principali funzionalità della piattaforma figurano la completa digitalizzazione delle procedure, l’interoperabilità tra banche dati, i controlli automatici, il monitoraggio in tempo reale dello stato delle pratiche e l’integrazione con sistemi strategici quali l’Anagrafe antimafia, l’elenco dei professionisti abilitati, la banca dati dei contratti e i fascicoli delle pratiche edilizie. L’intesa sottoscritta oggi prevede inoltre l’avvio di un tavolo di lavoro congiunto tra la Struttura Commissariale e il Dipartimento Casa Italia finalizzato all’ulteriore evoluzione della piattaforma, con l’obiettivo di ottimizzarne le funzionalità per il monitoraggio e la gestione di più eventi calamitosi contemporaneamente. Presidenza del Consiglio dei Ministri Il Commissario Straordinario del Governo per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016. L’estensione di GE.DI.SI. a livello nazionale trova il proprio fondamento dalla Legge n. 40 sulla ricostruzione post-calamità. Un principio che valorizza le migliori esperienze maturate sul campo, evitando la duplicazione di strumenti e investimenti e mettendo a disposizione dell’intero Paese soluzioni già collaudate ed efficaci. L’esperienza maturata nella ricostruzione del Centro Italia dopo il sisma del 2016 si conferma così un modello di riferimento per le future ricostruzioni nazionali. Un patrimonio di competenze, innovazioni e buone pratiche che, grazie a GE.DI.SI., diventa oggi una risorsa stabile e condivisa al servizio delle comunità colpite da calamità, contribuendo a rendere più rapide, trasparenti ed efficienti le procedure di ricostruzione. Il Ministro Nello Musumeci: “Con questa iniziativa compiamo un passo importante verso la costruzione di un sistema nazionale sempre più moderno, efficiente e trasparente per la gestione delle ricostruzioni post calamità. GE.DI.SI. rappresenta una delle esperienze più innovative sviluppate nell’ambito del sisma del Centro Italia. Estendere questa piattaforma a tutte le ricostruzioni presenti e future significa valorizzare su scala nazionale un modello che ha già dato risultati concreti, assicurando maggiore interoperabilità dei dati, monitoraggio costante degli interventi e piena tracciabilità delle risorse pubbliche. È questa la strada che il Governo intende perseguire: trasformare le buone pratiche in strumenti permanenti al servizio dei cittadini, dei professionisti e delle amministrazioni chiamate ad affrontare le sfide della ricostruzione.” Il Commissario Straordinario Guido Castelli: “Ringrazio il Ministro Musumeci e il Capo Dipartimento Luigi Ferrara per aver sostenuto e creduto in questa iniziativa strategica. Attraverso questo protocollo mettiamo a disposizione dell’intero Paese uno strumento innovativo nato dall’esperienza della ricostruzione post-sisma 2016, capace di semplificare e velocizzare i complessi processi post-sisma attraverso digitalizzazione, interoperabilità e controlli più efficaci. Ancora una volta il Laboratorio Appennino centrale si conferma un modello utile per tutto il Paese. In questi anni abbiamo costruito strumenti concreti che uniscono innovazione tecnologica, semplificazione amministrativa e legalità, mettendo al centro cittadini, professionisti ed enti locali. GE.DI.SI. dimostra come una buona pratica sviluppata nei territori colpiti dal terremoto possa diventare un patrimonio nazionale. Il lavoro con Casa Italia proseguirà anche nella realizzazione di un cruscotto nazionale per il monitoraggio delle ricostruzioni post-calamità, così da rafforzare la capacità di prevenzione, coordinamento e risposta dello Stato di fronte alle emergenze”.