SEI TU IL REPORTER di Rietinvetrina – “C’è una perdita di acqua anche in zona Osteria Nuova, sempre sulla Mirtense”

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Nuova segnalazione alla rubrica SEI TU IL REPORTER di Rietinvetrina: “Nonostante l’intervento di qualche giorno fa in via Mirtense di Osteria Nuova la dispersione d’acqua continua. Questa perdita, come quella segnalata in zona Borgo Santa Maria (LEGGI), possono provocare gravi incidenti automobilistici oltre al dispendio di denaro ed acqua.” – conclude il lettore di Rietinvetrina. LA REDAZIONE E’ A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE 

Lazio, oltre 3.700 studenti coinvolti in un anno di educazione ambientale

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Sono 3.738 gli studenti coinvolti nel Lazio in attività di educazione ambientale durante l’anno scolastico 2025-2026 appena concluso. Dalle scuole dell’infanzia alle primarie, dalle secondarie di primo e secondo grado fino alle università, sono stati realizzati 37 appuntamenti dedicati all’inquinamento da plastica, alla corretta gestione dei rifiuti e alle conseguenze dei comportamenti quotidiani sugli ecosistemi e sulla salute. Il dato laziale si inserisce nel bilancio nazionale delle iniziative realizzate da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, che nell’anno scolastico appena concluso ha coinvolto 78.682 studenti in Italia attraverso 915 appuntamenti in 18 regioni. Un percorso reso possibile dalla rete dei referenti territoriali e dalla collaborazione di dirigenti scolastici, docenti ed educatori, che proseguirà nei prossimi mesi attraverso incontri e attività nei centri estivi. Gli incontri vengono modulati in base all’età degli studenti e alternano spiegazioni, immagini, video, giochi e quiz a momenti di confronto. Ai più piccoli i temi ambientali vengono presentati attraverso un linguaggio semplice e attività ludiche, mentre con gli studenti più grandi vengono approfonditi il ciclo di vita della plastica, la dispersione dei rifiuti, le microplastiche, il consumo consapevole e le possibili alternative ai prodotti usa e getta. Durante numerosi appuntamenti vengono mostrati anche oggetti realmente recuperati nel corso delle raccolte ambientali. I rifiuti rinvenuti sulle spiagge, lungo i fiumi, nei parchi e nelle aree urbane diventano così strumenti educativi capaci di mostrare concretamente la persistenza della plastica nell’ambiente e i danni che può provocare agli animali, agli ecosistemi e alla salute umana. Le attività non si limitano a fornire informazioni, ma invitano bambini e ragazzi a riconoscere l’impatto delle proprie abitudini: dalla scelta della borraccia al posto delle bottiglie monouso alla riduzione degli imballaggi, dalla raccolta differenziata al corretto conferimento dei piccoli rifiuti. In alcuni casi, agli incontri in aula seguono passeggiate ecologiche e raccolte sul territorio, a partire dalle aree adiacenti alle scuole. Un modo per trasformare quanto appreso in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva. “Coinvolgere 3.738 studenti nel Lazio in un solo anno scolastico significa investire sulla consapevolezza delle nuove generazioni e sul futuro dei nostri territori”, dichiara Lorenzo Paris, referente regionale Lazio di Plastic Free Onlus, a cui fa eco Biagio De Luca, responsabile regionale per il progetto scuole dell’associazione: “Dalle grandi città ai piccoli comuni, l’educazione ambientale permette di far comprendere quanto ogni gesto quotidiano possa incidere sulla qualità dell’ambiente in cui viviamo. La partecipazione degli studenti, insieme alla disponibilità di dirigenti e docenti, dimostra che la scuola è uno dei luoghi più importanti da cui partire per costruire comunità più attente, responsabili e capaci di prendersi cura del bene comune”.

Fara in Sabina, al via la nuova campagna di scavi all’antica città di Cures – LE FOTO

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La località Arci torna a svelare i segreti della capitale dei Sabini: ha preso ufficialmente il via, dall’inizio di questo mese, una nuova ed entusiasmante campagna di scavi archeologici nel territorio di Fara in Sabina. Questa mattina, il Sindaco Roberta Cuneo ha verificato personalmente l’andamento dei lavori, recandosi in sopralluogo presso il prestigioso cantiere dell’antica Città di Cures, dove un team di livello internazionale composto da docenti, ricercatori e studenti italiani e statunitensi è attualmente impegnato nelle operazioni di scavo. Le attività di ricerca sul campo sono rese possibili grazie alla concessione rilasciata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e la Provincia di Rieti: questa fase di ricerche è frutto inoltre di un’importante sinergia coordinata dall’archeologo dott. Simone Nardelli, che ha promosso il coinvolgimento di un illustre gruppo di docenti americani, tra cui Dylan Bloy della University of Tennessee, Knoxville, e Gary Farney della Rutgers University-Newark, da anni attivi nello studio e nella valorizzazione del patrimonio storico della Sabina Tiberina. Il sito di Cures Sabini rappresenta uno dei cardini dell’archeologia laziale: storicamente celebrata dalle fonti classiche come una delle più importanti e ricche città dei Sabini, patria dei re di Roma Tito Tazio e Numa Pompilio, l’antica Cures custodisce ancora un grande potenziale storico sepolto, in grado di svelare dettagli fondamentali sulle prime fasi della civiltà italica e sulle origini stesse di Roma. “Abbiamo nuovamente avviato gli scavi della meravigliosa città di Cures con l’obiettivo di riportare alla luce un patrimonio inestimabile”, dichiara il Sindaco di Fara in Sabina, Roberta Cuneo. “Investire sulla riscoperta dei segreti di questo sito millenario non rappresenta soltanto un’operazione scientifica di altissimo profilo, ma risponde a un dovere morale che sentiamo forte verso la nostra storia e verso le future generazioni. La nostra intenzione – continua il Sindaco Roberta Cuneo – è quella sia di valorizzare la memoria storica della nostra città sia di proiettare Fara in Sabina su uno scenario turistico e culturale di respiro mondiale. Ringrazio sentitamente la Soprintendenza per la concessione, alla consigliera comunale delegata Paola Trambusti per il costante supporto, al Direttore del Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina dott.ssa Sofia Scafati e tutto il gruppo di lavoro che sta dedicando passione, impegno e professionalità a questa straordinaria avventura”. L’Amministrazione Comunale continuerà a seguire da vicino l’evoluzione degli scavi. Per rendere i cittadini e gli appassionati partecipi delle scoperte in tempo reale, verrà presto attivato un vero e proprio ‘diario di scavo’ virtuale sui canali di comunicazione del Comune di Fara in Sabina, attraverso il quale verranno raccontate, passo dopo passo, tutte le meraviglie che la città di Cures deciderà di restituire.

Emergenza caldo, ANPA-CONFAGRICOLTURA: “Emergenza bioclimatica in atto. Gli anziani sono i più vulnerabili”

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Nonostante gli eventi estremi al Nord, prosegue il caldo su tutto il resto della Penisola. In questi giorni l’anticiclone sahariano ha portato numerose città in “bollino rosso”, con picchi percepiti ben oltre i 40 °C in gran parte del Paese. Anche per la giornata di domani, 17 luglio, i sistemi di allarme del ministero della Salute prevedono una situazione di rischio. Come confermato dagli ultimi bollettini, il “bollino rosso” (Livello 3) è scattato in 16 città: Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo. L’ANPA, il Sindacato Pensionati di Confagricoltura, lancia l’allarme. “La situazione è critica – sottolinea Angelo Santori, segretario nazionale dell’associazione – la Cabina di regia interistituzionale ha da poco rilevato che nel mese di giugno si sono registrati picchi termici di oltre 9 gradi sopra la media, con un incremento significativo della mortalità giornaliera tra gli over 65 in città come Torino”. “Non è un banale innalzamento delle temperature, ma un’allerta sanitaria in piena regola che colpisce i più indifesi – aggiunge Santori – l’indice di Thom ci indica un livello di stress termico che l’organismo fatica a sopportare. I dati epidemiologici dimostrano che il forte disagio bioclimatico fa impennare la mortalità totale e cardiovascolare del 30% e quella respiratoria fino all’80%. Il caldo si trasforma in un acceleratore fatale per chi già convive con malattie croniche, trasformando condizioni gestibili in emergenze letali”. L’ANPA rilancia le linee guida del ministero della Salute, chiedendo alle proprie 85 sedi di vigilare sul territorio e raggruppando in quattro macro-aree i principi fondamentali per proteggersi in questi giorni estremi: Uscite, sforzi e abbigliamento: Evitare di uscire e di fare attività fisica tra le 11 e le 18. All’aperto, indossare indumenti chiari in fibre naturali (come lino o cotone), proteggendosi con cappelli, occhiali da sole e creme solari. Gestione di animali domestici, casa e auto: Proteggere gli animali garantendo acqua fresca, zone d’ombra e nessuna passeggiata sull’asfalto rovente. In casa schermare le finestre esposte al sole e usare l’aria condizionata tra i 25 e i 27°C. Sospendere l’uso dei ventilatori se l’ambiente supera i 32°C. In automobile, ventilare l’abitacolo prima di partire e non lasciare mai persone o animali soli a bordo. Idratazione e dieta in sicurezza, farmaci: Bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno (gli anziani devono farlo anche se non avvertono la sete per evitare complicanze) e moderare alcolici e caffeina. Consumare regolarmente frutta e verdura. Conservare in frigorifero i farmaci che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25°-30°C. Tutela di fragili (Focus ANPA): Monitorare attivamente familiari e vicini anziani, ancor più se non autosufficienti, prestando attenzione ai campanelli d’allarme. “Oggi dobbiamo affrontare con ogni mezzo l’emergenza caldo per salvare vite, ma è indispensabile programmare fin da ora una vera politica di rivitalizzazione per i borghi, le aree montane e quelle interne – conclude il segretario nazionale di Anpa-Confagricoltura — bisogna tornare a vivere quelle aree, ma per farlo servono i servizi: presidi di prossimità, reti internet per la teleassistenza e collegamenti efficienti. Solo strappando le nostre aree interne all’abbandono infrastrutturale potremo proteggere per davvero chi le abita e le custodisce”.

Analisi Legambiente Lazio: temperature più alte del passato. A Rieti +4.6°C in 10 anni (giugno mese di riferimento)

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Legambiente, rende nota l’analisi “Città più calde del Lazio”, i cui risultati sono stati già stati pubblicati in collaborazione con la TGR Lazio che li ha divulgati in anteprima. L’analisi dell’associazione ambientalista si è concentrata sui dati delle temperature medie nelle 24 ore, registrate in 20 Comuni più popolosi del Lazio negli ultimi 50 anni: la comparazione è stata analizzata per salto decennale, nei 4 mesi estivi di giugno, luglio, agosto e settembre del 1975, e poi del 1985, 1995, 2005, 2015, 2025. Per gli ultimi 10 anni, dal 2016 al 2026 la comparazione ha riguardato i mesi di giugno. Secondo lo studio, la temperatura media dell’estate in città si è alzata di oltre 3°C in mezzo secolo, con picchi di aumento di anche 8°C, rilevati nel comune di Guidonia Montecelio. La stessa Guidonia, risulta essere la più calda in assoluto, sia per il dato dei 50 anni considerati, sia se si analizzano le medie del mese di giugno degli ultimi 10 anni, con oltre 25°C di media sulle 24 ore e una esposizione a temperature elevatissime notte e giorno. Il contesto più caldo complessivamente sembra risultare quello di Roma nel quadrante est, di Guidonia, di Monterotondo e della porzione in pianura di Tivoli, dove evidentemente si genera un effetto di ulteriore riscaldamento, dovuto alla mancata refrigerazione proveniente dal mare o dalle montagne abruzzesi, elementi geografici lontani da questo quadrante. L’altissima densità abitativa, il voluminoso traffico veicolare, l’assenza di boschi, la presenza di un’area praticamente desertica fatta di ettari e ettari di cave del vasto comparto del travertino, evidentemente non fanno che accentuare ancora di più la violenza del caldo nel quadrante. “Le nostre città sono sempre più invivibili di giorno e anche di notte, con temperature infernali, in estati progressivamente più lunghe. Analizzando le temperature di mezzo secolo delle città del Lazio, sono evidentissimi due elementi: da una parte un incontrovertibile innalzamento violento delle temperature, con aumento del numero di giorni caldissimi specialmente a fine primavera, dall’altra l’esistenza di luoghi ormai bollenti dove la temperatura elevatissima sta rendendo le città completamente invivibili in estate – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – per affrontare queste gravissime criticità bisogna contrastare incessantemente le emissioni climalteranti, con mobilità collettiva e sostenibile, produzione energetica da solare e fotovoltaico, economia circolare dei rifiuti, riconversione verde dell’ industria. Contemporaneamente però bisogna cambiare letteralmente i connotati alle nostre città prima che la crisi climatica lo faccia violentemente per noi: con rifugi climatici e ombreggiature urbane, togliendo migliaia di ettari di asfalto dagli enormi parcheggi neri e bollenti, rafforzando parchi, aree agricole, boschi, rendendo più adatte possibili le alberature stradali alle condizioni attuali, fermando cemento, consumo di suolo e moltiplicazione di nuove periferie, con scelte di abbattimento delle previsioni edilizie dei piani regolatori e politiche per il ripopolamento di piccoli borghi e aree interne”.

Urgente interpellanza del consigliere Vassallo sulla grave situazione dei servizi di Radiologia e Screening presso il Distretto 1 e San Camillo de Lellis di Rieti

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“Interpellanza con richiesta di risposta scritta e urgente sulla grave situazione dei servizi di radiologia e screening presso il Distretto 1 e l’Ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. PREMESSA CHE: • Il sottoscritto Consigliere Comunale di Rieti, a fronte delle numerose e ripetute segnalazioni pervenute da parte di cittadini e cittadine del territorio, si vede costretto a sollevare con la massima urgenza una questione che riguarda un diritto fondamentale e inderogabile: il diritto alla salute. • Le segnalazioni raccolte, che ad oggi non hanno ricevuto riscontro ufficiale da parte della dirigenza della ASL reatina, delineano un quadro di criticità operativa e gestionale che si protrae ormai da settimane, mettendo a serio rischio l’efficienza dei servizi sanitari essenziali e generando un comprensibile allarme sociale. CONSIDERATO E RIVELATO CHE: • Guasto all’apparecchiatura radiografica del Distretto 1: Da quasi un mese l’apparecchiatura per le radiografie del Distretto 1 di viale Matteucci risulta fuori uso. Per recuperare le liste d’attesa, l’amministrazione ha convogliato gli esami presso la radiologia dell’ospedale di Rieti. Tale soluzione tampone costringe centinaia di cittadini a recarsi in ospedale, subendo slittamenti di diversi giorni per l’esecuzione di esami essenziali, e ad oggi non è stata fornita alcuna comunicazione ufficiale sui tempi di riparazione. • Da circa due mesi il mammografo dell’Ospedale San Camillo de Lellis è fermo per un guasto, impedendo di fatto l’esecuzione delle biopsie stereotassiche. Di conseguenza, le prestazioni senologiche sono state dirottate presso la struttura di Magliano Sabina, dove un solo macchinario si trova a dover sostenere il carico diagnostico di due strutture. • Gravi rischi per la salute e disagi per le fasce deboli: Questo spostamento sta causando pesanti ritardi nell’esecuzione delle biopsie al seno, con potenziali e pericolose ripercussioni sulla tempestività delle cure oncologiche. I disagi logistici penalizzano pesantemente le donne anziane e i soggetti fragili o con difficoltà di spostamento. • Anomalia della manutenzione: Il macchinario ospedaliero guasto risulterebbe di nuova generazione. Appare incomprensibile il motivo di un ritardo così prolungato nella riparazione di uno strumento letteralmente salvavita. • Contesto gestionale critico: La governance della ASL di Rieti è attualmente oggetto di procedura di raffreddamento presso la Prefettura e risulta colpita da una recente sentenza antisindacale. Sul territorio si registra, inoltre, la mancata apertura di strutture territoriali cruciali previste dal PNRR, come le Case della Comunità. TUTTO CIÒ PREMESSO, IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE INTERPELLA IL SINDACO nella sua veste di Presidente della Conferenza dei Sindaci della ASL, titolare di precise prerogative di indirizzo, verifica e monitoraggio sull’andamento generale dell’attività dell’Azienda Sanitaria, affinché richieda formalmente al Direttore Generale della ASL di Rieti di sapere: 1. Quali siano i tempi certi e definitivi per il ripristino dell’apparecchio radiografico di viale Matteucci e del mammografo dell’ospedale di Rieti. 2. Quali specifiche ragioni tecniche o amministrative hanno determinato il blocco per mesi della riparazione di un mammografo di nuova generazione, interrompendo di fatto un servizio vitale. 3. Come l’amministrazione intenda tutelare, nell’immediato, il diritto alla salute delle pazienti oncologiche e dei soggetti fragili attualmente penalizzati dai disservizi e dagli spostamenti, evitando che i disagi logistici si traducano in rischi clinici. 4. Quale sia il reale cronoprogramma per l’apertura e la messa in funzione delle Case della Comunità e quali siano le strategie complessive per il potenziamento e la messa in sicurezza della rete di diagnostica per immagini nel territorio. CONCLUSIONI / Il sottoscritto ritiene che la tutela della salute pubblica debba rappresentare una priorità assoluta per tutti i livelli istituzionali. I fatti esposti delineano un quadro di criticità che richiede risposte concrete e immediate. La gravità della situazione impone un cambio di passo nell’approccio gestionale, sostituendo le comunicazioni che non trovano riscontro nella realtà fattuale con interventi tempestivi e trasparenti. Si richiede pertanto risposta scritta urgente, al fine di fornire risposte chiare e immediate alla cittadinanza”. Così nella interpellanza il consigliere comunale Maurizio Vassallo

SEI TU IL REPORTER – “Vistosa perdita di acqua sulla Mirtense zona Borgo Santa Maria”

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Per la rubrica SEI TU IL REPORTER di Rietinvetrina ci scrive Giuseppe:  “C’è una vistosa perdita di acqua sulla Mirtense, in curva, presso Borgo di Santa Maria (Comune di Poggio Nativo). A quando la riparazione?” – conclude il lettore di Rietinvetrina. LA REDAZIONE È A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI REPLICHE 

Europei U18 Rieti, atleta accusa malore e sbatte la testa: trauma cranico

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Attimi di paura e tensione allo Stadio Guidobaldi di Rieti stamane, 16 luglio, quando una atleta per un malore sarebbe caduta in terra sbattendo la testa e perdendo i sensi. A riportarlo è Il Messaggero. La giovane è stata prontamente soccorsa, stabilizzata e trasferita all’ospedale San Camillo de Lellis per le cure del caso. Sembrerebbe che l’atleta abbia riportato un trauma cranico.  

A Frasso Sabino ultimo appuntamento con “Uniti nella Musica”. Le Bande come cuore della Comunità”

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Il viaggio straordinario, fatto di note, passione e amicizia, si appresta a vivere il suo capitolo conclusivo. Domenica 19 luglio 2026, alle ore 18:30, nella splendida cornice di piazza Mazzini a Frasso Sabino si terrà il 4° e ultimo concerto della rassegna “Uniti nella Musica”. Le Bande come cuore della Comunità “. Dopo aver emozionato le piazze di Talocci, Poggio Moiano e Poggio Nativo, l’ultimo evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Frasso Sabino e in collaborazione con la ProLoco locale, si preannuncia come una vera e propria festa del territorio. Un esperimento artistico unico: 4 bande all’unisono. Ciò che rende questa rassegna unica nel panorama musicale della Sabina è la sua formula coraggiosa e imponente: 4 bande storiche che suonano contemporaneamente, fondendosi in un’unica, gigantesca orchestra di oltre 100 elementi. A guidare questa straordinaria macchina sonora, alternandosi sul podio, sono i maestri direttori: – Marco Principessa (Banda di Frasso Sabino e Banda Don Antonio Santini di Poggio Moiano) – Giancarlo Berluti (Banda “G. Verdi” di Poggio Nativo) – Matteo Di Giuliani (Banda “Arce Sabina” di Talocci) Vedere “bacchette diverse” guidare lo stesso, immenso organico è la dimostrazione di come la musica possa superare ogni individualismo per farsi armonia collettiva. Mettere insieme 4 realtà diverse, far respirare all’unisono tutti gli strumenti e coordinare prove e spostamenti non è stato facile. Dietro al successo di “Uniti nella Musica” ci sono mesi di lavoro, sacrifici e prove intense, spesso affrontate dopo lunghe giornate di lavoro o studio da parte dei musicisti, tutti uniti dall’amore per il proprio strumento e del proprio territorio. Ma la fatica ha lasciato subito il posto a qualcosa di molto più grande: il divertimento, il rispetto reciproco e un profondo consolidamento dell’amicizia tra i componenti delle diverse bande. Le piazze si sono riempite non solo di spettatori, ma di sorrisi, pacche sulle spalle tra colleghi di leggio che si sentono parte di un’unica, grande famiglia. “Suonare insieme ci ha ricordato che non siamo isole,” commentano gli organizzatori. “Le bande non sono in competizione, sono custodi dello stesso fuoco. Questa esperienza ha cementato un’amicizia che rimarrà nel tempo, ben oltre l’ultima nota di questa rassegna.” In un’epoca dominata dal digitale e dall’individualismo, l’unione di queste 4 bande lancia un messaggio potente. La banda musicale rimane il presidio culturale più autentico dei nostri borghi: un luogo dove generazioni diverse si incontrano, dove i più anziani tramandano i segreti dello strumento ai giovanissimi e dove le tradizioni locali rimangono vive. Domenica 19 luglio a Frasso Sabino non si celebrerà solo la fine di un tour, ma si festeggerà la vittoria di una comunità intera che ha deciso di scommettere sulla propria cultura, si vivrà la magia della musica, per applaudire la fatica e il talento di questa iniziativa che ha già scritto una pagina indelebile nella storia della Sabina. Concerto Finale domenica 19 luglio, ore 18:30, piazza Mazzini a Frasso Sabino.

Rieti, Opposizione: “La vendita delle farmacie uno scandalo che pesa sulle spalle del Sindaco e degli amministratori ASM”

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“Recentemente la ASM Rieti SpA è finita di nuovo al centro di polemiche. L’opposizione in Consiglio comunale ha denunciato che la società, per risolvere problemi di solvibilità, ha usato gli introiti derivanti dalla vendita delle farmacie, che dovevano invece essere utilizzati per liquidare il socio privato Azimut (operazione voluta con determinazione dal sindaco Cicchetti e dalla sua giunta). La società respinge con fermezza l’accusa dell’opposizione di aver così compiuto un raggiro ai danni dei cittadini di Rieti. Al tempo stesso però la società dichiara che, in riferimento all’impiego delle somme derivanti dalla vendita delle farmacie, una parte delle risorse è stata utilizzata e destinata ad investimenti finalizzati al miglioramento e all’ottimizzazione dei servizi oggi affidati dal Comune alla società. A prescindere dal fatto se ASM Rieti SpA abbia ancora disponibilità per liquidare il socio privato (l’Opposizione ha denunciato che il Comune ha stanziato nel bilancio pubblico un importo per procedere all’acquisto delle azioni di Azimut al posto della società, quindi al di là delle chiacchiere sembrerebbe che questa disponibilità non ci sia), facciamo notare innanzitutto che se la municipalizzata avesse deliberato, come avrebbe dovuto, l’acquisto di azioni proprie, avrebbe poi dovuto rendere indisponibili le somme derivanti dalla vendita delle farmacie attraverso la costituzione di una apposita riserva, in base a quanto previsto dall’art. 2357 del codice civile. Se, invece, non avesse deliberato ‘ab origine’ la destinazione di queste somme, allora si configurerebbe l’ipotesi di false comunicazioni sociali, visti i fiumi di inchiostro sulla stampa a proposito dell’acquisto di azioni proprie con i proventi della vendita delle farmacie come mezzo per liquidare Azimut. Qualora viceversa la riserva fosse stata regolarmente costituita, il suo utilizzo per altri scopi, ammesso dalla stessa società, avrebbe dovuto essere preceduto da una nuova delibera dell’assemblea dei soci che ne revocasse l’indisponibilità. In assenza di tale delibera assembleare si configurerebbero, allora, l’ipotesi di gravi irregolarità nella gestione dell’azienda e forse persino di illeciti amministrativi e contabili.  Auspichiamo parole chiare e definitive su questa incredibile vicenda, anche per individuare i responsabili di uno scempio costato l’alienazione di un prezioso patrimonio pubblico”.
PD
RietiCittàFutura
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PSI Nome Officina politica
Per il Bene comune – Progetto Civico