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Vittorio Bartoli a Rieti. Lo spoletino firma con la Sebastiani, indosserà la canotta #32
Nel biennio con la Tezenis Verona, Bartoli prosegue il proprio percorso di consolidamento in Serie A2. Nel 2023/2024 fa registrare 4.8 punti e 2.6 rimbalzi in 13 presenze, con percentuali di grande efficienza: 64.1% dal campo, 60% da tre punti e 75% ai liberi. Confermato anche per la stagione 2024/2025, disputa 35 gare mantenendo 4.8 punti e 2.9 rimbalzi di media, confermandosi un elemento utile e affidabile all’interno del sistema veronese. La stagione 2025/2026 con la Juvi Cremona rappresenta il momento di maggiore affermazione del suo percorso. Bartoli aumenta minutaggio, responsabilità e produzione: in 31 partite resta in campo 24.2 minuti di media, realizzando 8 punti, catturando 5 rimbalzi e distribuendo 1.7 assist a gara. Numeri accompagnati dal 47.6% dal campo e dal 75% ai tiri liberi, con una valutazione media di 10.3, la più alta della sua carriera. Anno dopo anno, Bartoli ha saputo ampliare il proprio peso specifico sul parquet, passando da giovane prospetto a giocatore capace di garantire energia, presenza fisica e contributo concreto in più voci statistiche. La sua crescita recente conferma un profilo solido, moderno e ancora in piena evoluzione, pronto a mettere al servizio della squadra intensità, duttilità e conoscenza del campionato.
Il suo commento sulla firma con la Sebastiani: “Sono entusiasta di iniziare questa nuova avventura alla Sebastiani Rieti. Essendo di Spoleto ho avuto modo di respirare l’ambiente reatino da quando sono piccolo, con i primi tornei tra bambini che si svolgevano a Rieti. Per questo comprendo a pieno il modo in cui si vive il basket in questa città e sono sicuro di avere le caratteristiche per non deludere i tifosi che ci sosterranno. Ringrazio il presidente Roberto Pietropaoli e l’head coach Andrea Fabrizi per l’opportunità, i quali hanno dimostrato con le parole e con i fatti che volevano che io facessi parte di questo progetto. Inoltre sono felice di ritrovare il capitano Lorenzo Piccin, e Matteo Imbrò con i quali ho condiviso dei bellissimi anni a Treviso”.

