I Consiglieri di opposizione, Petrangeli, Giuseppini, Onofri, Bigliocchi, Carotti, Marroni, De Santis, sono a richiedere informazioni e notizie circa le intenzioni dell’Amministrazione in merito alla note vicende che hanno coinvolto nei mesi scorsi la ARCUS Spa, di recente commissariata dal Ministero per i Beni culturali, che finanzia, tra gli altri, anche il Reate festival.
La ARCUS Spa è una società fondata nel
Sarà anche per questo che ai primi di marzo il Presidente di ARCUS Salvatore Italia di è dimesso.
Il commissariamento di ARCUS è arrivato a seguito di numerose interrogazioni parlamentari e di numerose polemiche sulle modalità di gestione dei finanziamenti erogati nonché delle diverse inchieste giudiziarie in itinere che la riguarderebbero direttamente o indirettamente.
Nel programma degli interventi relativi alla tutela, ai beni e alle attività culturali ed allo spettacolo per il triennio 2010/2012 di ARCUS Spa è previsto un finanziamento al beneficiario Fondazione Vespasiano per l’attività “Reate festival del bel canto” per un importo di € 1500 000,00 per l’anno 2010 ma non è previsto alcun finanziamento per gli anni 2011 e 2012.
Volendo tralasciare giudizi sulla nascita e sulla funzione di ARCUS Spa che da più parti viene descritta come la società per la cultura che regala le “mance” di Stato distribuendo milioni di euro a discrezione e senza controlli, come sostiene d’altronde anche il deputato Pdl Granata, membro della Commissione Cultura della Camera, chiediamo di capire quale è l’atteggiamento dell’Amministrazione di fronte a tale situazione che produrrà come conseguenza principale la probabile conclusione della recente esperienza del Reate festival e la compromissione del progetto alla base della Fondazione Vespasiano.
La natura e la fonte dei finanziamenti utilizzati per il Reate festival ci inducono a pensare che quella del 2010 potrebbe essere la seconda ma anche ultima edizione, e comunque molto ridimensionata rispetto alla prima edizione, e che, per scongiurare tale esito, torna di estrema attualità il tema, posto sin da subito dall’opposizione, delle forme di finanziamento della Fondazione Vespasiano e delle sue attività.

