Furto con scasso nei container della Sezione C.A.I. di Amatrice
Furto con scasso ai danni della Sezione di Amatrice del CAI. Da uno dei container di rimessaggio materiali della Sezione, sono stati rubati un decespugliatore, due motoseghe e una stufa a pellet. Si tratta evidentemente di un furto pianificato che ha richiesto l’impiego di più “persone” e di un mezzo adeguato al trasporto di materiali ingombranti e pesanti, perpetrato in una zona recintata e molto frequentata, adiacente al Punto di Assistenza Socio-Sanitaria di Amatrice, peraltro all’interno del più grande cantiere della ricostruzione di Amatrice di proprietà della Curia.
Un furto ignobile e vergognoso, perpetrato ai danni di una sezione che ha sempre lavorato sul territorio e per il territorio, permettendo ai tanti che frequentano i Monti della Laga di percorrere in sicurezza la rete dei sentieri. A prescindere dal danno economico, comunque ingente, questo gesto comporterà inevitabili ricadute sulla attività di manutenzione di alcuni percorsi che sarebbe ripresa a breve.
La stufa a pellet, donata come segno di amicizia dopo il sisma da un’altra Sezione del CAI, era in attesa di essere utilizzata in una delle capanne sociali della Sezione, situata lungo uno dei sentieri di media quota.
Le conseguenze del furto, oltre a colpire la sensibilità di tutti i soci e dei volontari della Sezione, increduli e sdegnati per la vigliaccheria di un tale atto, si ripercuoteranno inevitabilmente sulla comunità degli escursionisti e di conseguenza sull’intera comunità locale che dal turismo e dall’escursionismo trae innegabili benefici.
Quanto accaduto è stato subito stigmatizzato dal presidente della Sezione CAI di Amatrice Marco Salvetta il quale ha provveduto immediatamente a denunciare l’accaduto alle autorità competenti ritenendo il fatto uno «spregevole e ignominioso atto di sciacallaggio sul nostro territorio perpetrato ai danni di una associazione che da molti anni ha a cuore il proprio paese e la natura che lo circonda». Stessa posizione quella del Consiglio Direttivo Sezionale che deplora il fatto con forza.
LA STORIA DI… Maurizio
LA STORIA DI… MAURIZIO è raccontata dalla direttrice di CNA Rieti Enza Bufacchi
È domenica e, complice un sole caldo che fa brillare il lago, il bar ristorante Castellani è gremito di gente, fuori e dentro. Il lago è quello del Turano, il ristorante è quello di Maurizio.
Appena i clienti cominciano a scemare Maurizio dice a sua madre, la signora Maria, di raccontare come questa impresa è cominciata, mentre lui e sua moglie continuano a servire ai tavoli rimasti l’immancabile tris di primi piatti, ma anche ottimi secondi e contorni, e un pane fragrante del forno del paese che più buono non si può. Allora Maria, capelli candidi perfettamente in ordine e un viso lindo, si siede.
L’abbiamo vista muoversi finora con l’agilità di una ragazzina e la prima sorpresa è quando ci rivela l’età: ottantuno anni. Il ristorante porta il suo cognome, perchè è lei ad averlo avviato quando nell’87 si sono trasferiti da Roma a Castel di Tora, paese di origine di suo marito Pietro, appena andato in pensione.
All’inizio l’attività era un bar al centro del paese, successivamente si sono trasferiti in quelle che erano “baracche”, in una lingua di terra tra la strada provinciale e il lago. Qui crescono i clienti, moltissimi motociclisti, e le loro richieste, prima “un panino” e poi “piatto di pasta”, che per tanti anni è Maria a fare a mano e che oggi, dice, “fa mia nuora Elena” insieme a dolci squisiti.
Quando si sono trasferiti, Maurizio, il più piccolo dei due figli, aveva undici anni e cominciava allora le scuole medie, mentre l’altro, Antonio, aveva già scelto una strada diversa nell’arma dei carabinieri.
Mentre Maria porta avanti il bar, diventato una trattoria, Maurizio studia, fa il servizio militare, per un periodo torna a Roma, ma poi si impegna nell’attività. Ora è anche Maurizio a raccontare quel che succede negli anni successivi. Nel ’90 aprono, poco distante dal bar trattoria, una sala giochi che per un decennio ha un grande successo. Nel 2001 questa esperienza finisce.
Nel 2007 l’attività passa formalmente a lui che non smette di ricercare opportunità per moltiplicare i servizi offerti ai clienti. Così dal 2010 il bar trattoria diventa, nel fine settimana e d’estate, anche pizzeria. Ma la vera svolta è due anni dopo, quando Maurizio riesce a ottenere la concessione della spiaggia prospicente il lago. “Abbiamo cominciato con venti lettini, ora ne abbiamo ottanta, ma a disposizione dei clienti, quasi tutti romani, abbiamo anche dieci canoe, un pedalò, una barca elettrica per il giro del lago, un trampolino e, per i bambini, una piscina, scivoli e giochi gonfiabili”.
Purtroppo la struttura non è più all’altezza di tutte queste attività, “siamo raccapezzati”, dice la signora Maria con un’espressione dialettale sintetica quanto espressiva. Maurizio ha però un bellissimo progetto, finora ostacolato dagli iter autorizzativi, che avrebbe il merito di adeguare la struttura alla qualità del cibo e del servizio, premiata anche con l’iscrizione nel “Registro delle eccellenze Italiane”.
Avrebbe il merito di sostenere un’impresa che ha fatto della valorizzazione di una delle vocazioni dello sviluppo locale, l’oggetto della sua attività, producendo un reddito per sé e per le dieci persone che ogni estate si aggiungono.
Infine, avrebbe anche il merito di far coronare alla signora Maria il sogno “di vedere prima di morire un locale come si deve”. Noi glielo auguriamo di cuore!
BAR TRATTORIA CASTELLANI SRL
Vellucci Maurizio
Via Turanense, Loc. Bivio – CASTEL DI TORA
Tel. 0765-702405 / 328 196 3963
Fb Bar Ristoro Trattoria Pizzeria Castellani
#llastoriadicnarieti

