Galleria Valnerina, On.Lorenzoni: la riapertura basata su soluzione palliativa – FOTO

Ho dato seguito ad una ispezione programmata personalmente da tempo presso la galleria Rieti-Terni Valnerina sulla SS 79 bis, ormai chiusa dal 09 febbraio, accompagnato dall’ing. Raffaele Celia responsabile Anas del compartimento Toscana-Umbria-Marche e da una delegazione del Movimento 5 Stelle dell’Umbria con il senatore Stefano Lucidi ed il consigliere regionale Andrea Liberati.

Insieme a noi abbiamo portato due ingegneri strutturisti di nota esperienza sul campo ed altri tecnici ed architetti, per indagare fattivamente sulla problematica e andare oltre la semplice “letterina” di buoni intenti inviata dall’Ad di Anas in risposta ad una missiva tardiva del sindaco di Rieti, e il flash-mob di Trancassini fuori dalla galleria di due giorni fa che ha il solo scopo di richiamo mediatico per anticipare la nostra ispezione e di gettare letteralmente fumo negli occhi dei cittadini.

La galleria è stata chiusa per motivi di sicurezza legati al cedimento del sistema di ancoraggio alla calotta dei tiranti che tengono il solaio. Dal sopralluogo effettuato all’interno dell’intercapedine che serve come evacuazione dei fumi e come via di fuga in caso di emergenza, nel tratto interessato dal cedimento lungo circa 20 metri, si è riscontrato come il sistema di ancoraggio abbia ceduto di circa 15 cm, provocando il distacco dalla calotta dei tiranti stessi e lesioni visibili del calcestruzzo.

A seguito di tale problema e per permettere di effettuare le dovute indagini, Anas ha provveduto a mettere in sicurezza il tratto interessato attraverso puntelli posizionati all’interno della galleria, scoprendo successivamente che il problema avrebbe potuto verificarsi strutturalmente lungo tutti i 3,7 km della galleria.

Alla luce di questi fatti, è ragionevole dedurre che il problema del cedimento del sistema di ancoraggio, in una galleria inaugurata al traffico neanche 4 anni fa, sembra dovuto ad una esecuzione delle opere non rispondente a quanto previsto dal progetto, in particolare sulla carenza della necessaria quantità di resina epossidica, e di conseguenza al collaudo che non ha rilevato queste carenze esecutive da parte dell’impresa appaltatrice, Tecnis S.p.A., ora in stato di amministrazione straordinaria. Al fine di valutare anche eventuali carenze progettuali dell’opera ho predisposto un corposo accesso agli atti.

Totalmente infondata è l’ipotesi, inizialmente evocata, del terremoto, indicato quale concausa del ‘problema’.

La galleria riaprirà probabilmente tra fine giugno e metà luglio, con il traffico interdetto al trasporto delle merci infiammabili. Per garantire l’apertura Anas installerà un sistema di monitoraggio continuo attraverso sensori che possa rilevare in tempo reale eventuali problemi che dovessero presentarsi alla soletta.

Questa sarà una riapertura basata su una soluzione palliativa, almeno fino a quando non si metteranno a punto le soluzioni progettuali definitive, per l’esecuzione dei lavori di ripristino/riparazione/consolidamento per tutta la lunghezza della galleria, che probabilmente passeranno attraverso una nuova gara d’appalto, necessaria per gli importi in gioco, previsti superiori a 1 milione di euro.

Saranno doverosi ulteriori accertamenti da parte delle competenti autorità, visti i danni cagionati alla viabilità, al territorio, alle famiglie ed alle imprese del Lazio, dell’Umbria e d’Italia.

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