Si sono celebrati questa mattina, 10 agosto (ndr) nella Cattedrale di Santa Maria i funerali dell’amato don Giacomo Napolioni. Tanti i presbiteri e i laici assieme alle religiose e religiosi che hanno affollato la Cattedrale per l’ultimo saluto a don Giacomo. Nell’omelia il Vescovo Vito ha sottolineato come ci sono vite che non hanno bisogno di molte parole per raccontare il Vangelo, perché finiscono per diventare esse stesse Vangelo. Don Giacomo ha vissuto così: mettendo Dio al centro e scegliendo i poveri, gli ultimi, le persone ferite dalla vita. Ha consolato, accompagnato, educato, consigliato, qualche volta rimproverato, ma sempre con uno sguardo pieno d’amore, mai di giudizio. Ha insegnato che la vera forza passa dall’umiltà e dall’amore e che nessuna storia umana è insignificante, perché ogni persona è sacra e merita rispetto. Anche nella malattia ha saputo trasformare la fatica in affidamento e trovare, dentro la fragilità, una profonda pace.
Forse è questa la testimonianza più grande che lascia: una vita spesa per gli altri non si spegne quando finisce. Continua nelle persone che ha amato, consolato e aiutato a rialzarsi. Perché chi ha fatto dell’amore la propria vita non scompare davvero. Il suo impegno come esorcista e la missione in Ecuador sono stati i due fuochi che hanno illuminato tutta la sua esistenza anche nelle diverse esperienze parrocchiali vissute in diocesi. La Chiesa di Rieti lo sente ora vicino a sé nella comunione dei Santi.



