“Oggi è il mio trentesimo giorno di sciopero della fame per protestare verso il Governo per l’istituzione del fondo per i familiari delle vittime di calamità e per rivendicare il pieno diritto di essere considerati alla stessa stregua della parte di popolazione che è invece stata aiutata nel terremoto del 2016. I Governi che si sono avvicendati in questi dieci anni non si sono minimamente preoccupati di chi in quella tragedia ha subito il danno più grande ed irreversibile. In tutti questi anni ho più volte sollecitato la politica ad occuparsi di questo che è un autentico vuoto legislativo non degno di un Paese civile e la negazione a questo provvedimento fa ancora più male dal momento che tutti, Governi e politica interpellati, hanno sempre sostenuto che è giusto che il fondo esista ma poi, nella pratica, non si riesce a fare.
Quest’anno, dopo 29 giorni di sciopero con un Governo ancora silente devo sottolineare l’impegno di PD ed AVS a sostenere la mia causa. Il primo, attraverso l’On. Curti e la Vicepresidente alla Camera On. Anna Ascani presentando dapprima una Proposta di legge, due emendamenti ed un ordine del giorno con il coinvolgimento della capogruppo PD alla Camera On. Chiara Braga, che non ha ancora avuto risposta dal Governo. Il secondo con una Interrogazione Parlamentare con la Capogruppo alla Camera On. Luana Zanella. In tutti e due i casi il Governo non si potrà tirare indietro e, con i suoi Ministri, dovrà dare una risposta che mi auguro positiva in nome di un diritto negato, dei principi della Costituzione in tema della tutela delle persone e del senso civile di una Nazione che si chiami tale.
La mia battaglia prosegue fino a quando non ci sarà una risposta concreta non delle promesse. Lo devo al nostro Filippo ed alle vittime ed i loro familiari che vivono ancora nell’emergenza e nell’oblio”. Così nella nota Mario Sanna



