In una gremita aula, presso l’Università di Rieti a Palazzo Aluffi, nel pomeriggio di lunedi 31 agosto l’ex Comandante della Polizia Locale cittadina, Enrico Aragona, ha presentato il suo libro dal titolo: “Ascoltare il silenzio”, dedicato alla Giordania. Non un memoir, né una guida turistica, piuttosto un libro dove le sensazioni più profonde rimangono impresse sulla pelle e nell’anima. Alla presenza del moderatore, Antonio Sacco, e del prof. Gianfranco Formichetti, presentati i capitoli del libro dalla sua genesi alla pagina finale, attraverso un climax indomabile, se non di fronte alla quiete della Giordania, percorsa, respirata, vissuta.
“Ascoltare il silenzio” nasce dall’esperienza diretta di chi vive la Giordania ogni giorno e la osserva dall’interno, oltre gli itinerari più conosciuti e le immagini da cartolina. È un viaggio narrativo nella Giordania contemporanea, tra paesaggi straordinari, storia millenaria, cultura, tradizioni e incontri che aiutano a comprendere uno dei Paesi più affascinanti e stabili del Medio Oriente. Attraverso città antiche, deserti, villaggi, strade storiche e gesti quotidiani, il lettore scoprirà una Giordania diversa: più autentica, più complessa, più umana e scoprirà un modo diverso di guardare i luoghi, perché la Giordania non si comprende soltanto visitandola. Si comprende ascoltandola. In una regione spesso raccontata attraverso conflitti e tensioni, questo libro racconta invece equilibrio, ospitalità, resilienza e umanità. Con uno stile sobrio e coinvolgente, Enrico Aragona accompagna il lettore in un percorso che unisce geografia, cultura e osservazione, mostrando come il viaggio possa diventare anche un modo per comprendere meglio il mondo e noi stessi
Per chi è questo libro?
• Per chi sta programmando un viaggio in Giordania
• Per chi ama i libri di viaggio e il travel writing contemporaneo
• Per chi desidera conoscere il Medio Oriente oltre gli stereotipi
• Per chi cerca un’esperienza di viaggio più consapevole e profonda
• Per chi ama i luoghi che continuano a parlare anche dopo il ritorno
La Giordania non si consuma. Non si esaurisce in una fotografia. Non si comprende in fretta. Si attraversa. Si vive. Si ascolta. E quando il viaggio finisce, il silenzio del deserto continua a parlare.



