Si è conclusa oggi l’accoglienza nel Comune di Fara in Sabina dei piccoli ambasciatori di pace Saharawi. Dal 4 luglio al 21 agosto, l’Italia ospita oltre cento bambini e bambine provenienti dai campi profughi Saharawi. Questa è un’iniziativa che da 44 anni offre un periodo di vacanza lontano dal clima estremo del deserto e garantisce loro l’accesso a cure mediche e controlli sanitari fondamentali. Il soggiorno è reso possibile grazie a una stretta collaborazione che unisce sette regioni italiane(Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania) attraverso una rete coordinata da Rete Saharawi, in collaborazione con la rappresentanza in Italia del Fronte Polisario, il Ministero della Gioventù e dello Sport della Repubblica araba saharawi democratica e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Una vasta rete composta da associazioni di volontariato, famiglie ed enti locali coordina l’ospitalità e organizza attività di integrazione impegnandosi in un accoglienza rispettosa della loro identità culturale, religiosa, linguistica e preservando i loro legami familiari. Dieci dei centoventi bambini in Italia quest’anno e due dei loro accompagnatori saranno ospiti di Fara in Sabina, Castel Sant’ Angelo, Cittareale e Nerola.
L’accoglienza nel nostro territorio vede impegnata l’Associazione dei gemellaggi di Fara in sabina che da oltre 30 anni, grazie alla collaborazione di più di 20 volontari e famiglie e grazie alla sensibilità di attività commerciali e associazioni locali, coordina l’accoglienza sabina organizzando mattinate in piscina, escursioni e giochi che renderanno il soggiorno sereno e divertente. Anche quest’ anno la Fondazione Varrone ha dato dimostrazione della sua vicinanza al popolo saharawi contribuendo in maniera significativa al progetto. L’aspetto sanitario, di fondamentale importanza, è reso possibile grazie alla collaborazione dei medici del territorio che si sono dimostrati anche quest’anno attenti e disponibili.
L’ambizioso progetto Piccoli ambasciatori di pace sensibilizza l’opinione pubblica sulla storica e complessa situazione del popolo Saharawi ed è reso possibile quasi esclusivamente grazie al volontariato e all’autofinanziamento delle associazioni coinvolte. Anche in questa edizione 2026 i Piccoli ambasciatori renderanno possibile una delle più significative esperienze di solidarietà internazionale, capace di unire istituzioni, associazioni e comunità locali attorno ai valori della pace, della cooperazione e del diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi.









