Sabato 1° agosto 2026 alle ore 21, sul palco di Jazz&Image in Viale delle Terme di Caracalla a Roma, Stefano Saletti & Banda Ikona, con ospite speciale Antonello Salis, porteranno in scena Mediterranima. Il progetto, un canto corale per il Mediterraneo, alla ricerca dell’anima comune, prende il nome dall’omonimo lavoro discografico di Saletti che racconta le influenze e le connessioni delle musiche e delle culture dei Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Il disco pubblicato da Materiali Sonori il 25 aprile 2025 è stato per tre mesi ai vertici delle classifiche internazionali della world music, la World Music Charts Europe (#4) e la Transglobal World Music Charts (#13) e votato al n.14 tra i migliori dischi di world music usciti nel 2025 in tutto il mondo. A luglio dello scorso anno, inoltre, è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come “miglior disco in dialetto e lingua minoritaria”
Nel concerto le sponde del Mediterraneo risuonano nei tanti strumenti utilizzati da Saletti: il bouzouki greco, l’oud arabo, il saz baglama turco, la chitarra battente del nostro Sud, le chitarre. Compagni di avventura sono i tanti musicisti della Banda Ikona con i quali nel 2025 ha celebrato i 20 anni di attività: le cantanti Yasemin Sannino e Fabia Salvucci, Gabriele Coen (clarinetto, sax), il multistrumentista Eugenio Saletti (basso acustico, chitarra, bouzouki, saltzouki) e il percussionista Arnaldo Vacca. Il concerto è arricchito dalla presenza del funambolico maestro della fisarmonica, Antonello Salis, che ha partecipato anche alla registrazione del disco. Lo spettacolo presenta una serie di brani originali che prendono spunto da miti, leggende, melodie, cantigas, filastrocche e ballate popolari delle varie tradizioni del Mediterraneo cantati in Sabir, l’antica lingua franca dei porti, dei marinai, dei pescatori, dei pirati e dei mercanti che utilizza nelle sue composizioni. Si snoda come una sorta di colonna sonora del nostro quotidiano, tra suoni, voci, ritmi e storie che raccontano un viaggio immaginario tra la bellezza, il fascino, la forza di una tradizione millenaria che ancora emoziona, pur nella tragicità della cronaca contemporanea. Un lavoro ricco di suoni e influenze per riannodare il filo di un dialogo possibile, perché, come spiega l’autore, “solo l’arte ci salva dall’odio”.
Ma esiste un’anima e una comune identità mediterranea in Paesi così differenti per tradizioni, religioni, cultura? La risposta che dà Saletti è sicura: “Sì, esiste in quell’attitudine ad affrontare la vita, in quello spirito comune, nella visione e nel modo di essere e pensare che, malgrado la globalizzazione e l’appiattimento culturale degli ultimi anni, resta ancora ben evidente. Io mi sento un cittadino mediterraneo”.
Stefano Saletti / Musicista, compositore e produttore, suona strumenti della tradizione musicale mediterranea (bouzuki, oud, saz baglama, lauta), oltre a chitarra elettrica, acustica e classica, pianoforte, percussioni. Attivo da anni sulla scena artistica italiana, già fondatore dei Novalia, dal 2005 è il leader della Banda Ikona gruppo che canta in Sabir l’antica lingua del Mediterraneo. Ha effettuato studi, ricerche e scritto articoli sulla musica popolare, le avanguardie musicali del Novecento, le contaminazioni tra le esperienze legate alle tradizioni musicali del mondo mediterraneo e non solo. Dal 2015 è direttore del Festival Popolare italiano, che ha visto la partecipazione di alcuni tra i più importanti artisti della musica tradizionale, folk, world italiani. Ha scritto colonne sonore per il cinema e il teatro, collaborando con Pupi Avati, Giorgio Albertazzi, Massimo Popolizio, Giancarlo Giannini, Predrag Matvejevic, Pamela Villoresi, Omero Antonutti, Manuela Mandracchia, Lisa Natoli, Piero Maccarinelli, Maurizio Panici, Ondadurtoteatro. Ha diretto nel 2008 la 7 Sóis Orkestra, nel 2010 l’ensemble Les Voix du 7 Sois, nel 2019 la Med.Arab.Jewish.7Sóis.Orkestra e nel 2022 la Med Luso Esch 7 Sóis Orkestra, formazioni che riuniscono musicisti provenienti da Portogallo, Spagna, Marocco, Israele, Croazia, Sudan, Francia, Capo Verde, Italia. Profondo conoscitore delle tradizioni musicali del Mediterraneo, in questi anni ha effettuato residenze artistiche, masterclass, laboratori in Italia e all’estero.
Banda Ikona / Creata nel 2005 da Stefano Saletti, la Banda Ikona riunisce alcuni dei più prestigiosi musicisti della world music italiana come Gabriella Aiello, Yasemin Sannino, Barbara Eramo, Gabriele Coen, Mario Rivera, Giovanni Lo Cascio, Arnaldo Vacca, Pasquale Laino, Eugenio Saletti, Carlo Cossu, Nando Citarella, Lucilla Galeazzi, Riccardo Tesi, Pejman Tadayon, Renato Vecchio, Alessandro D’Alessandro, Filippo Schininà, Giovanna Famulari. Hanno collaborato con Saletti e la Banda Ikona, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Antonello Salis, Rita Marcotulli, Eleonora Bordonaro, Fabia Salvucci, Raffaella Misiti. La Banda Ikona ha pubblicato cinque CD, effettuato tournée internazionali e suonato nei principali festival di musica popolare, world ed etnica in Italia e all’estero. Nell’ottobre 2022 è stata selezionata al Womex 2022 e ha suonato al Parque Mayer di Lisbona. Nelle sue composizioni originali, il gruppo utilizza il Sabir, la lingua franca che marinai, pirati, pescatori, commercianti, armatori, parlavano nei porti del Mediterraneo, con l’unione di parole dal francese, lo spagnolo, l’arabo, l’italiano.
ANTONELLO SALIS. Nasce il 28 febbraio 1950 a Villamar (CA). Negli anni settanta milita in diversi gruppi rock suonando l’organo Hammond. Nel 1973 forma il trio Cadmo con Riccardo Lay e Mario Paliano che diventa in seguito il quintetto “G.R.A.” con l’aggiunta del sassofonista Sandro Satta e del trombonista Danilo Terenzi. Nello stesso periodo suona nel quintetto di Massimo Urbani e nel Grande Elenco Musicisti di Tommaso Vittorini. Dal 1978 è protagonista in piano solo e fisarmonica in Italia ed all’estero, ospite dei maggiori jazz festival. Come solista ha inciso 4 dischi: “Orange Juice, Nice Food”, “Salis!”, “Quelli che restano” e “Pianosolo”. In duo con Joey Baron “Keys and Skins” (CamJazz, 2008); con Fabrizio Bosso “Stunt” (Parco della Musica Records, 2009)”. Con il chitarrista francese Gérard Pansanel ha inciso sette album di cui uno dedicato a Fellini e alla musica di Nino Rota con l’Orchestra Improvista e firmato le musiche del film di Eric Rohmer “Racconto d’autunno”. La collaborazione con i fisarmonicisti francesi Richard Galliano e Marcel Azzola insieme a Gianni Coscia produce il “Quartetto Nuovo”, apoteosi dello strumento madre di Salis: la fisarmonica. Musicista eclettico Salis, nel corso della sua carriera, si è confrontato in progetti di teatro (Remondi e Caporossi, Leo De Bernardinis), con Lucia Poli, Remo Remotti, Antonio Rezza e Ascanio Celestini. Con Paolo Fresu firma la rivisitazione di “Non ti scordar di me” per le musiche del film “Centochiodi” di Ermanno Olmi. Ha inoltre collaborato con Pino Daniele, Ornella Vanoni, Teresa De Sio, Vinicio Capossela, Sergio Cammariere, Quintorigo e diversi altri artisti al di fuori dell’ambito strettamente jazzistico. Salis si è esibito in tutti i più prestigiosi festival jazz del mondo. Nel corso della sua lunga carriera vinto il “Django d’or” 2005; il Premio alla Carriera a Cagliari, nell’ambito dello European Jazz Expo 2008; il premio Top Jazz 2008 come miglior strumentista dell’anno (tastiere) e, l’anno seguente “Stunt”, realizzato con Bosso, è stato eletto miglior disco. Il suo percorso musicale ormai quarantennale è costellato da collaborazioni eccellenti: Massimo Urbani, Tommaso Vittorini, Marcello Melis, Enrico Rava, Roberto Gatto, Stefano Bollani, Riccardo Fassi, Pino Minafra, Paolino Dalla Porta, Francis Kuipers, Stefano “Cocco” Cantini, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Simone Zanchini, Javier Girotto, Natalio Mangalavite, Michel Portal, Lester Bowie and the Art Ensemble Of Chicago, Don Cherry, Don Pullen, Ed Blackwell, Billy Cobham, Horacio “El Negro” Hernandez, Han Bennink, Nana Vasconcelos, Furio Di Castri, Rosario Bonaccorso, Cecil Taylor, Pat Metheny, Bobby Previte, Hamid Drake, Bobby Watson, Minino Garay, Richard Bona, Linley Marthe, Francis Lassus, Joel Allouche, Paolo Angeli, Luigi Cinque, Gavino Murgia. E altri Modern Heads, Egidio Marchitelli, Marco Colonna, Stefano Saletti, Baba Sissoko www.stefanosaletti.it



