Di seguito breve pensiero del Vescovo di Rieti, monsignor Vito Piccinonna, per la Solennità di Maria Assunta in Cielo: “Il drago, enorme simbolo di ogni mostruosità che solo il male sa partorire, per quanto forte, con la sua coda è capace di staccare dal cielo un terzo delle stelle, ma non tutte! Il male, e chi gli appartiene, vuol far precipitare la speranza, odia la gioia, desidera rendere mediocre la vita, questo dico sempre ai cresimandi prima del rinnovo delle promesse battesimali. La Donna, figura del popolo eletto e della Madre del Messia, è il Segno della speranza. Come stupendamente canta la liturgia nel prefazio del giorno: “non ha conosciuto la corruzione del sepolcro colei che ha generato l’autore della vita”. La sua è una vicinanza tutta particolare al Figlio che è “la primizia” e inaugura così una storia non più vittima del peccato e della morte, ma quella della vita risorta. Dalla Madre che si reca ad Ain Karim, da Elisabetta, in questa meravigliosa e faticosa “prima processione del Corpus Domini” (don Tonino Bello) impariamo l’arte della gratitudine, del magnificare, del leggere la storia dalla parte di Dio e dei più fragili.
Soprattutto l’arte del credere anche quando tutto il resto ti farebbe pensare e fare il contrario. Se il male sembra troppo forte, ricordiamoci che nella partita finale, giocata sul Calvario, ha già perso. I suoi sono gli ultimi graffi, certo dolorosi, ma comunque ultimi. Auguro a tutti una buona festa dell’Assunta con la fiducia di chi sa ancora guardare il Cielo senza staccare lo sguardo dalla terra. Buona festa a tutti”. + don Vito









