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giovedì 4 Giugno 2026
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Sentenza di cassazione e reati ambientali: parte la mobilitazione nazionale di European Consumers APS. Tiberti: “Basta scuse”

“Una svolta radicale nella giurisprudenza ambientale apre la strada a una massiccia azione di tutela del territorio su tutto il territorio nazionale. La recente sentenza della Corte di Cassazione (Penale, Sez. III, n. 10064/2026) ha stabilito un principio fondamentale: gli amministratori pubblici (sindaci, assessori e dirigenti) sono penalmente responsabili dei danni causati ai beni ambientali, anche laddove abbiano agito al di fuori delle proprie competenze formali o attraverso ingerenze di fatto. La Suprema Corte ha chiarito che i reati contro le bellezze naturali sono “a forma libera”, configurandosi tramite qualsiasi condotta commissiva od omissiva, sia essa dolosa o colposa. Inoltre, l’alterazione viene punita non solo in senso naturalistico, ma anche in senso giuridico, come lesione del diritto della comunità sociale a godere del bene protetto, indipendentemente dalla reversibilità del danno temporaneo arrecato.

Dalla sede legale nazionale di European Consumers APS, situata a Cittaducale (Rieti), parte oggi una task force legale coordinata per perseguire in sede civile e penale gli amministratori, colpendo l’intero spettro dei reati ambientali e dei delitti contro il territorio:

• Deturpamento del paesaggio e delle bellezze naturali (Art. 734 c.p.): per interventi arbitrari e abusivi su laghi, fiumi, coste e aree sottoposte a vincolo paesaggistico.

• Danneggiamento aggravato del patrimonio pubblico e dei beni culturali (Artt. 635, 733 e 518-duodecies c.p.): per la pratica della capitozzatura selvaggia, la distruzione del verde urbano o la compromissione di parchi storici e archeologici nazionali; nonché per gli abbattimenti ingiustificati e indiscriminati di alberature in perfette condizioni di salute, eseguiti in violazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e della Legge n. 10/2013, che distruggono un patrimonio pubblico insostituibile.

• Inquinamento e Disastro ambientale (Artt. 452-bis e 452-quater c.p.): per il deterioramento significativo di corsi d’acqua, aria e suolo, inclusa l’omessa o inefficiente depurazione dei reflui fognari comunali.

• Impedimento del controllo (Art. 452-septies c.p.): qualora l’amministrazione frapponga ostacoli burocratici o neghi l’accesso agli organi di vigilanza (Carabinieri Forestali, ARPA) incaricati dei controlli ambientali.

• Omessa bonifica dei siti inquinati (Art. 452-terdecies c.p.): per il mancato ripristino o recupero delle aree contaminate e delle discariche abusive insistenti sul territorio comunale.

• Distruzione di habitat in siti protetti (Art. 733-bis c.p.): per l’approvazione di opere pubbliche, sbancamenti o tagli boschivi ingiustificati all’interno di zone ZPS (Zone di Protezione Speciale) o SIC (Siti di Importanza Comunitaria).

• Traffico e combustione illecita di rifiuti (Artt. 452-quaterdecies c.p. e 256-bis D.Lgs. 152/2006): per la gestione illegale degli appalti di smaltimento, il traffico di fanghi di depurazione o l’abbruciamento abusivo di residui e sfalci di potature urbane.

• Omissione di atti d’ufficio (Art. 328 c.p.): qualora gli amministratori ignorino deliberatamente le diffide formali volte a bloccare gli illeciti in corso.

«Questa sentenza smantella definitivamente la comoda strategia del rimpallo di responsabilità tra organi politici e tecnici, troppo spesso utilizzata per giustificare le devastazioni del territorio», dichiara Marco Tiberti, Presidente di European Consumers APS. «Parliamo di violazioni portate avanti per profonda ignoranza delle norme tecnico-scientifiche o, peggio, per logiche di profitto personale, clientelismo e favoritismi nelle assegnazioni degli appalti pubblici. Non tollereremo più alcuna cecità istituzionale».

Alla luce di questa storica pronuncia, il Presidente Tiberti lancia un appello: «Invitiamo formalmente tutte le associazioni ambientaliste, i comitati territoriali e i cittadini attivi a schierarsi al nostro fianco. È il momento di fare fronte comune e unire le forze. Da Cittaducale avviamo una mobilitazione nazionale: raccoglieremo le segnalazioni, documenteremo le violazioni e firmeremo i primi esposti. Chi ricopre una carica pubblica deve comprendere che la tutela della natura non è un’opzione facoltativa, ma un preciso dovere di legge il cui inadempimento comporta pesanti responsabilità penali davanti all’autorità giudiziaria e patrimoniali personali in sede di Corte dei Conti».

European Consumers APS ricorda che gli alberi urbani, gli ecosistemi ripariali, i corsi d’acqua e la biodiversità sono beni della collettività rigidamente protetti. L’Associazione invita i cittadini a monitorare i propri territori, raccogliendo materiale fotografico, date e delibere comunali per supportare le imminenti azioni legali”. Così nella nota European Consumers

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