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sabato 23 Maggio 2026
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Giustizia e questione femminile: si conclude il progetto di educazione alla legalità “Una storia per la storia – LE FOTO

Si è tenuto nella tarda mattina di venerdì 22 maggio 2026, presso la Sala Consiliare della Provincia di Rieti, l’evento di chiusura del progetto di legalità “Una storia per la storia”. Tornare, vedere, toccare il passato in un viaggio alla scoperta della questione femminile in Italia”. L’iniziativa, che ha visto protagonisti gli studenti dell’I.I.S.S. “Celestino Rosatelli” di Rieti, rappresenta un viaggio d’approfondimento sulla questione femminile in Italia attraverso l’analisi di documenti d’archivio. Al centro del lavoro di ricerca, il caso processuale del 1878 di Oliva e Nazzareno, un dibattimento storico sospeso tra le accuse di stupro o seduzione, ricostruito grazie al minuzioso studio dei fascicoli penali conservati presso l’Archivio di Stato di Rieti. Sotto la guida scientifica delle avvocate Alessandra Tilli e Angela Mazzia, le classi IV SA, IV SB e IV EA hanno operato una decodifica degli atti processuali e un riversamento digitale dei documenti, trasformando il materiale storico in un video-podcast presentato nel corso dell’evento. Il percorso ha visto il supporto di una solida rete di collaborazione tra il mondo della scuola, le istituzioni archivistiche e l’associazionismo locale, finalizzata alla valorizzazione della legalità e della memoria storica. L’associazione culturale reatina “Domenico Petrini” ha supportato l’iniziativa unitamente a Confcommercio – Terziario Donna Lazio Nord. L’Archivio di Stato di Rieti ha fornito i documenti storici e la consulenza scientifica per la ricerca affidata alle ragazze e ai ragazzi dell’Istituto di Istruzione Superiore “Celestino Rosatelli”, scuola capofila del progetto. Durante l’evento, la Dirigente Scolastica Beatrice Tempesta ha sottolineato il valore formativo dell’iniziativa, che ha permesso agli alunni di “toccare con mano il passato” e sviluppare competenze multidisciplinari, dalla sceneggiatura al montaggio video. La mattinata ha visto gli interventi di illustri cariche istituzionali e di ospiti prestigiosi quali S.E. il Prefetto Pinuccia Niglio, il Procuratore della Repubblica Paolo Auriemma, il Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Rieti Don Paolo Maria Blasetti e il Presidente ANP di Roma e Rieti Prof. Mario Rusconi. Un momento di particolare rilievo è stato il passaggio simbolico del testimone tra gli studenti del “Rosatelli” e i ragazzi del Liceo “Rosmini” di Grosseto, con il quale è stata suggellata la continuità della staffetta tra le scuole resa possibile dal supporto dei due Archivi di Stato provinciali di Rieti e di Grosseto e dai loro direttori Dr. Alfredo Pasquetti e Eloisa Azzaro che hanno accolto con molto favore il progetto. La collaborazione con gli archivi è finalizzata a trasformare la memoria documentale in un percorso educativo condiviso, dove i risultati ottenuti da una comunità scolastica diventano il punto di partenza o di confronto per l’altra. Il progetto realizzato a Rieti non ha solo restituito voce a una vicenda giudiziaria della seconda metà dell’Ottocento, svoltasi nelle aule del Tribunale Civile e Correzionale di Rieti, ma ha offerto ai giovani uno strumento critico per riflettere sull’evoluzione dei diritti e sulla dignità della figura femminile nella società italiana. Con il passaggio formale del “testimone” tra le due scuole, si è segnata la continuità ideale del lavoro di indagine d’archivio e di riflessione sulle radici del fenomeno della violenza di genere nei diversi territori. I ragazzi e le ragazze di Rieti, che hanno lavorato alla ricostruzione del caso di Oliva e Nazzareno, hanno consegnato ai colleghi di Grosseto un “faldoncino” contenente idealmente i documenti relativi ad un’altra storia, che insieme a quella di Maria di Mottola curata dagli studenti di Taranto – città dove il progetto ha mosso i primi passi da un’idea dell’avvocato Vincenzo di Maggio – e a quella di Oliva e Nazzareno svoltasi nella provincia di Rieti, fornirà la rotta per continuare a “tornare, vedere, toccare il passato” e proseguire il viaggio alla scoperta delle radici della violenza di genere, portando una dimensione umana e contemporanea alla ricerca documentale.

 

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