Giovedì 21 maggio si è tenuta, presso l’IPSSEOA R.A. Costaggini, la convivale della Delegazione di Rieti Accademia Italiana della Cucina dedicata a L’Aquila e Rieti unite dalla Cultura, in occasione di L’Aquila capitale della cultura 2026, dal Titolo “Radici Comuni, l’eredità aquilana nella cucina reatina”. La serata si è svolta alla presenza di S.E. il Prefetto di Rieti Pinuccia Niglio, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Rieti Letizia Rosati, del Dirigente dell’Istituto ospitante, Giovanni Luca Barbonetti, accompagnato dalla Vice Preside Annalisa Mazzeo, della docente del corso di grafica del Liceo artistico, Alessandra Giacobbi, in rappresentanza dell’Istituto. Per la parte storica, il ricercatore Roberto Marinelli, ha intrattenuto i presenti con una interessante relazione sui luoghi di confine, mentre il ruolo di simposiarca è stato ricoperto da Valeria Lettera, che ha descritto i piatti e la loro origine. La serata è iniziata con il ringraziamento del Delegato di Rieti, Francesco Maria Palomba, rivolto ai Dirigenti scolastici, agli allievi, ai docenti ed al personale non docente dell’Istituto Alberghiero e del Liceo Artistico, che hanno permesso di realizzare la serata. Il Delegato ha poi spiegato l’idea alla base di questa serata.
Il Liceo Artistico, è stato coinvolto in tutti gli indirizzi: “Grafica”, “Arti Figurative”, Audiovisivo Multimediale” e “Design dell’Arredamento e del Legno”, per realizzare di una serie di lavori, molto apprezzati da tutti i partecipanti, relativi alla cucina ed ai piatti in Comune tra Rieti e L’Aquila, suggeriti dalla Delegazione. Tutti i lavori, magistralmente eseguiti, sono stati racchiusi in un video, sempre realizzato dai ragazzi, proiettato nel corso della serata. Con i lavori di grafica, inoltre, sono state realizzate delle tovagliette di cui è stato fatto omaggio ai presenti, che hanno le hanno decisamente gradite. L’Istituto Alberghiero, che ha ricevuto lo scorso anno il premio “Giovanni Nuvoletti 2025” dell’Accademia, ha curato, con i diversi corsi, l’accoglienza, la cucina ed il servizio. Il menu scelto è stato rappresentativo di quella fascia di territorio già appartenuta al soppresso circondario di Cittaducale, all’epoca facente parte della Provincia di L’Aquila ed i piatti realizzati hanno destato unanimi consensi per la qualità delle realizzazioni e il servizio in sala è stato altrettanto apprezzato, come anche l’accoglienza. Questi i piatti serviti: pizza rentorta, polenta untu e cacio, stracci antrodocani, gnocchi ricci con ragù di agnello, pecora a lu cotturu, ferratelle e cicerchiata. La serata è stata anche un modo di celebrare la cucina italiana patrimonio immateriale dell’UNESCO, per la ricchezza delle proprie cucine, regionali locali e identitarie, in un luogo, la scuola, dove si fa cultura, perché la cucina è cultura e identità.



