Scuole sicure, Emili: “Per il Marconi già individuate possibili sedi”

Di seguito una dichiarazione dell’assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, Antonio Emili:
“In queste ore, in materia di edilizia scolastica, registriamo un altro colpo del circolo della menzogna. L’ultimo lo mette a segno il consigliere comunale Alessio Angelucci, il quale avanza di carriera e recita l’apocalisse, riadattandola al caso del trasferimento del Marconi e della presunta interruzione della sua attività didattica. Falso.
Già in sede di Consiglio comunale,  a dispetto di quanto si mette in scena nel teatrino della politica, l’Amministrazione comunale ha avuto modo di chiarire che la scuola primaria Guglielmo Marconi rimarrà presso la sua sede originaria anche durante lo svolgimento della fase progettuale dei lavori di adeguamento sismico finanziati con l’ordinanza n. 33 del 2017 e sino a che questi non abbiano avuto inizio. Peraltro, anche durante l’esecuzione dei lavori, una parte del Marconi potrà continuare ad ospitare l’attività didattica, data la particolare conformazione strutturale della scuola che offre la possibilità di procedere per stralci nell’opera di adeguamento sismico.
L’altra metà della popolazione scolastica che sarà trasferita dalla sede originaria del Marconi per effetto dello svolgimento dei lavori, troverà sistemazione nei moduli, se ed in quanto tali manufatti saranno mai messi a disposizione dalle Autorità preposte alla gestione dell’emergenza sismica o comunque in uno degli immobili reperiti dall’amministrazione a mezzo dell’indagine di mercato svolta nel perimetro della città di Rieti.
Da tale indagine, com’è noto, è emersa la disponibilità della sede Asi, attualmente già occupata dalla scuola Majorana di Villa reatina, nonché altri due immobili che insistono nel nucleo industriale, uno situato nel quartiere di piazza Tevere e un fabbricato ubicato al centro storico in via Moisè di Gaio. Su quest’ultimo in particolare, data la vicinanza che lo connota rispetto alla sede originaria del Marconi, è calata l’attenzione dell’amministrazione comunale, la quale nei prossimi giorni avvierà un confronto con la proprietà al fine di valutare l’idoneità della struttura ad ospitare una sede scolastica e quale disponibilità vi è eventualmente, per adeguarla. Tale confronto, al pari di ogni altra scelta già affrontata dalla giunta Cicchetti, avrà luogo in collaborazione con l’ufficio speciale per la Ricostruzione post sisma e soprattutto con la partecipazione dei genitori e dei docenti che l’amministrazione ha già coinvolto al tavolo delle decisioni da sostenere, in relazione agli interventi ed ai trasferimenti da operare per effetto dei programmi di ricostruzione ed adeguamento varati dal Governo.
Vero è che tali decisioni scontano le incertezze e le lentezze di un sistema di governo, alla cui abnorme complessità si deve il ritardo accumulato nell’avvio dei lavori di ricostruzione ed adeguamento, rispettivamente, della Majorana e del Marconi, come pure il fatto che ad oggi chi vi è preposto non ha ancora fornito una risposta definitiva sulla praticabilità dei moduli quale soluzione da adottare, eventualmente,  per spostare altrove quella metà della popolazione scolastica del Marconi che dovrà essere trasferita per consentire l’avvio dei lavori di adeguamento sismico della struttura. Di tale sistema fallimentare, del resto, è figlia la mala gestio dell’emergenza post sisma che a distanza di 17 mesi dal terremoto del 2016 lascia ancora a terra il 90 % delle macerie prodotte dal sisma e inchioda al palo della burocrazia qualunque speranza di ricostruzione delle aree colpite dalla sciagura.
E al centro-sinistra creatore di quel sistema fallimentare appartiene il consigliere comunale Alessio Angelucci, il quale aggiunge se stesso alla lista dei problemi sollevati dal sisma, agendo nei panni di colui che semina panico, menzogne e discredito nel e del mondo scolastico. Cosi come fa, ad esempio, allorché fantastica di presunte ed insussistenti interruzioni e/o riduzioni dell’attività didattica del Marconi, la qual cosa, oltre ad essere un falso che non giova granché all’immagine di quella scuola, è fatto chiaramente e logicamente estraneo ad ogni sfera di responsabilità dell’amministrazione comunale, da sempre impegnata a garantire le condizioni migliori per l’offerta formativa erogata dalle scuole di propria competenza.
Anche in tempi difficili, quali sono quelli dettati dal terremoto e dalle ambizioni di un popolo che vuole e deve mettere in sicurezza i propri figli, portando a compimento un vasto programma di rinnovo e di adeguamento sismico del patrimonio edilizio destinato ad ospitare lo svolgimento dell’attività scolastica. Un’opera monumentale sulla quale si misurerà la capacità dell’Italia di essere un grande Paese. Una prova che esige più coraggio e meno burocrazia e soprattutto più idee e meno menzogne, più uomini di governo e meno teatranti, più fatti concreti e meno chiacchiere da bar”.

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