Rissa tra detenuti nel carcere di Rieti. La protesta del SAPPE

Penitenziario di Rieti

Situazione di estremo pericolo all’interno della Casa Circondariale di Rieti, dove ieri pomeriggio, 11 giugno 2019, si è verificata una rissa tra detenuti.
“La situazione è stata davvero pericolosa – denuncia il Segretario Nazionale del Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE Maurizio Somma – Nel pomeriggio si sono fronteggiate due fazioni di detenuti italiani contro nigeriani all’interno della Sezione detentiva G3. Un detenuto italiano è ricoverato in ospedale a seguito delle botte che ha preso.

Il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha fatto sì di riportare tutto alla calma. Diversi Agenti sono stati richiamati a casa e si sono precipitati in servizio dimostrando buonsenso e spirito di corpo. Forse il pretesto del furioso pestaggio tra i detenuti a Rieti è tra i più futili, ossia l’incapacità di convivere, seppur tra le sbarre, con persone diverse, o forse le ragioni sono da ricercare in screzi di vita penitenziaria o in sgarbi avvenuti fuori dal carcere. Fatto sta che si è scatenata una pericolosa rissa che ha coinvolto ancora una volta i poliziotti penitenziari, a cui il SAPPE rivolge espressioni di vicinanza e solidarietà”.

Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece denuncia il ciclico ripetersi di eventi critici in carcere che vede coinvolti detenuti stranieri. “E’ sintomatico che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere sistematicamente oltre 20mila”, spiega il leader nazionale dei Baschi Azzurri.

“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, sollecitiamo il Governo ed il Ministro della Giustizia ancora una volta su una specifica criticità penitenziaria. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia’. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. Non solo.

La vigilanza dinamica ed il regime penitenziario aperto non favoriscono affatto la rieducazione di detenuti ma il concretizzarsi di gravi eventi critici. Rinnoviamo l’invito al Guardasigilli affinchè sospenda ogni provvedimento in tal senso e convochi i Sindacati per affrontare la questione penitenziaria, che è e rimane una emergenza”.

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