Si sono conclusi, con culmine lunedì 18 maggio, giorno della memoria del santo, i festeggiamenti in onore di san Felice da Cantalice, patrono del paese e compatrono della città e della Diocesi di Rieti. La giornata ha rappresentato il momento culminante delle celebrazioni: durante la prima funzione è stato benedetto il pane, poi distribuito ai fedeli nel corso della giornata secondo una tradizione devozionale legata al santo Cappuccino, frate mendicante che portava cibo ai bisognosi. Tutte le confraternite, con il parroco don Nicolae Zamfirache e il sindaco Gianluca Leoni, hanno accolto presso la piazza della Madonna Pace il vescovo di Rieti, monsignor Vito Piccinonna, il prefetto di Rieti dottoressa Pinuccia Niglio, il clero e le autorità civili e militari intervenute per l’occasione. Dopo la solenne Messa Pontificale presieduta dal vescovo Piccinonna, la tradizionale e partecipata processione, alla quale hanno partecipato le confraternite della Madonna della Misericordia, Madonna delle Grazie, Sant’Antonio, San Liberato e, per la prima volta, i Cavalieri di Malta.
Durante il corteo, la statua lignea del santo è stata portata a spalla, a rotazione, da quattro confratelli. Tradizione vuole che la statua sia preceduta dai confratelli vestiti con il sacco “al Bagio”, disposti in due file parallele. In apertura il mazziere con l’effigie del santo in costume borbonico, seguito dal crocifisso affiancato da due lanterne votive, la croce penitenziale, il paggio, simbolo della missione di servizio verso il santo, e infine il priore Maurizio Rossi con la mazza recante l’effigie di san Felice. Il programma civile ha completato le celebrazioni religiose con momenti di intrattenimento e aggregazione, culminati con lo spettacolo pirotecnico. Molto partecipato anche il convegno “San Felice nella storia del Francescanesimo”, che ha messo in evidenza i punti salienti del profondo legame tra il santo, il territorio reatino e la spiritualità francescana. Un approfondimento più che mai necessario, nello speciale Anno Giubilare Francescano indetto da papa Leone XIV.



