RIEVOCAZIONE DELLA CANONIZZAZIONE DI SAN DOMENICO

Rieti, rievocazione storica San Domenico

Sabato 3 settembre, a Rieti, si è svolta  la quarta edizione della rievocazione storica della canonizzazione di San Domenico.

La manifestazione, promossa e allestita dal Consorzio Reate Antiqua Civitas, con la collaborazione del Consorzio Rieti-Celano, del Progetto Culturale della Diocesi di Rieti, del settimanale “Frontiera”, della Confraternita di Misericordia di Rieti e con il patrocinio della Prefettura di Rieti, ripropone la canonizzazione di Domenico di Guzman.
L’episodio rappresenta un momento centrale della storia della città e offre lo spunto per riflessione sul passato di Rieti e sulla sua situazione attuale.

Nelle intenzioni dei promotori, infatti, l’evento intende superare il semplice spettacolo medioevale, per comunicare una proposta culturale e civile.
“L’intento – spiegano dal Consorzio – è riportare allo scoperto una città partecipata e consapevole. Le chiediamo la forza di trasmettere il proprio tratto profondo: quella caparbietà, quella capacità di insistere, quel talento nel risolvere problemi che sembravano essersi persi nell’abitudine di affidarsi agli enti e alle fondazioni, e che noi abbiamo ritrovato, rintracciato, quasi scovato per le strade, i vicoli e le piazze. È questo che ci dà la forza, la capacità, la profondità per manifestare; anzi è questo che manifestiamo”.

Il complesso dei molteplici eventi che hanno costituito il percorso della rievocazione storica sono stati allestiti nella chiave dell’auto-produzione. “Non portiamo avanti una iniziativa che ha il suo impianto nel dispendio economico, né cerchiamo gli ingenti finanziamenti pubblici che caratterizzano gli altri eventi che interessano la città” fanno sapere dal Consorzio Reate Antiqua Civitas. “Noi facciamo in modo che la città stessa si faccia evento, cercando al suo interno la voglia di partecipare e testimoniare se stessa. Il nostro merito, nella riuscita dell’operazione, è tutto nella cittadinanza che trasversalmente, dalla casalinga all’imprenditore, ci ha capito e ci è venuta in soccorso, facendo propria tanto la scelta dell’episodio della rievocazione storica quanto il senso complessivo di ciò che proponiamo”.

E la proposta è grande: gli stessi numeri della manifestazione danno la portata dell’evento: oltre 250 i costumi, prodotti in proprio dal Consorzio come il resto dell’apparato scenico, e poi centinaia di figuranti, provenienti da Rieti e provincia. Un folto numero di delegazioni umbre e abruzzesi Giove, Calvi, Celano, Chieti, Sgurcola Marsicana, Montesilvano e altre, aderiscono da tempo al progetto del Consorzio e arrivano ogni anno a Rieti per testimoniare la vivacità dell’idea e la capacità del popolo reatino di farsi punto di riferimento, raccordo di valori positivi, motore di entusiasmo e di cittadinanza,