Play Off – Gara 1, la Real Sebastiani parte bene battendo Jesi. Coach Roghetti: “Giusta interpretazione del match”

Cominciano con una vittoria i playoff della Real Sebastiani Rieti che a Valmontone fa sua gara 1 dei quarti di finale battendo The Supporter Jesi col punteggio di 69-55, al termine di una gara condotta senza alcun tipo di problema dal primo all’ultimo minuto. Sugli scudi il capitano Klaudio Ndoja, autore di 18 punti e un immenso Paolo Paci che ne realizza 14, mettendosi in luce però, anche in fase difensiva. Martedì 18 alle ore 20 si replica, sempre a Valmontone, per tentare di trovare il secondo punto della serie.

LA GARA

Subito avanti 4-0, la Sebastiani chiude la metà del primo quarto avanti di nove lunghezze (14-5) grazie alle triple di Loschi e il lavoro sotto le plance di Paci che stoppa Quarisa e mette a segno anche quattro punti di fila. Il vantaggio della RSR si dilata fino al +10 (20-10) prima della tripla di Magrini che rimargina parzialmente lo strappo. Il quarto si chiude sul 20-15.

Si torna in campo e a farla da padrone sono gli errori ai tiri da ambo le parti e per annotare un canestro bisogna arrivare fino a 6’57” dalla fine del riposo lungo. A realizzarlo è Marco Di Pizzo da sotto, in un’azione da tre punti visto il libero aggiuntivo per il fallo subito (23-15). Rotto l’incantesimo, ecco l’ennesima tripla-spettacolo di Ndoja che si ripete due volte di fila portando il vantaggio della Sebastiani sul +12 (29-17). Traini prova a imitare il capitano, ma dall’arco viene intercettato fallosamente da Quarisa e va in lunetta: tre su tre (32-17). L’azione successiva consente proprio a Quarisa di fare bottino pieno dalla lunetta (32-19), ma quando la palla torna in area jesina, Loschi trova il canestro del 34-19. Ma è ancora il bomber a fare la differenza e a spaccare il fronte con la seconda bomba di giornata che vale il +16 (37-21). Si va al riposo lungo con un Paolo Paci letteralmente mostruoso: un’altra stoppata lì sotto e poi, sulla sirena il canestro del 43-25 per un +18 che rappresenta il massimo vantaggio da inizio gara.

SECONDO TEMPO

Si torna in campo, ma la musica non cambia: Sebastiani a fare gioco (e punti), Jesi a rimorchio per cercare di restare in partita. Ma Paci, Ndoja e un gioco di squadra davvero impeccabile, allungano fino al +21 di metà quarto (53-32) che costringono coach Ghizzinardi a chiamare un time out per riorganizzare le idee dei suoi. La “chiacchierata” in panchina sortisce, almeno in parte, gli effetti sperati e Jesi riesce a chiudere il terzo quarto rosicchiando qualcosa alla Sebastiani, che resta però avanti di 16 punti (59-43).

L’ultima frazione si apre con la tripla di Basile che brucia la retina (62-45) e un’incursione dello stesso playmaker che però non si concretizza col canestro. Antisportivo di Drigo, che permettono a Giacchè di fare due su due dalla lunetta (62-49), ma la potenziale azione da quattro/cinque punti non va a buon fine. Su capovolgimento di fronte arriva il canestro di Di Pizzo che riporta a quindici le lunghezze di vantaggio da Jesi (64-49). Botta e risposta Giacchè-Traini (66-51) e Di Pizzo-Magrini (68-53)

Al termine della gara tra RSR e Jesi che ha aperto la serie playoff che darà accesso alla semifinale a chi, delle due, riuscirà per prima ad ottenere tre vittorie, i due coach commentano così la sfida di Valmontone:

ALEX RIGHETTI (head Real Sebastiani Rieti): “Bravi ad aver resettato completamente quanto fatto in campionato durante la regular season. Siamo scesi in campo con la testa giusta e con la mentalità necessaria per questo tipo di competizione. Jesi è una squadra fisica e tecnicamente molto valida, ma il nostro atteggiamento ha fatto sicuramente la differenza nei momenti più importanti della gara. Ora concentriamoci a gara 2, perché si gioca solo tra 48 ore: da domani torneremo a lavorare in funzione di ciò, perché sappiamo quello che vogliamo”.

MARCHELLO GHIZZINARDI (head coach The Supporter Jesi): “La sconfitta è più netta di quello che non traspare dal punteggio, perché abbiamo iniziato male concedendo troppo a una Sebastiani che specialmente dal perimetro, con Ndoja e Loschi, è una delle squadre più pericolose della serie B. A tratti siamo riusciti a tenere botta in difesa e ad un certo punto loro non riuscivano a fare canestro, ma se poi in contropiede non ne approfitti, diventa tutto più complicato. Cosa serve per essere competitivi con loro? Sicuramente avere più coraggio, osare maggiormente e non avere paura di perdere, accettando anche le sfide uno contro uno ed avere il piacere di provarci, non il timore”.

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