Promosso a pieni voti. Non c’è Ztl che tenga, non c’è protesta che lo scalfisca, né «flop mob» che ne intacchi la popolarità. E’ Carlo Ubertini la star del Governo Petrangeli ad un anno esatto dall’insediamento della Giunta. L’assessore alla Viabilità del Comune di Rieti sbaraglia ogni pronostico, raccogliendo i voti più alti nel sondaggio di rietinvetrina.it: il 47% di coloro che hanno votato lo ha giudicato ottimo, assegnandogli un 8 pieno. Un altro 10% lo ritiene più che sufficiente, mentre le insufficienze sono al di sotto del 40%. Un successo senza se e senza ma, quello dell’assessore.
Ma il vero successo è stato quello del sondaggio lanciato da rietinvetrina.it esattamente un mese fa. Sono stati oltre 10mila i voti dei reatini per giudicare la Giunta Petrangeli. Un numero altissimo, soprattutto se si considera che, una volta votato, il sistema registrava l’indirizzo ip e non si poteva inserire una seconda preferenza. A questo, si deve aggiungere il fatto che i voti sono stati fatti con attenzione e criterio: c’è un forte sbilanciamento, infatti, tra il numero di preferenze espresse per il primo cittadino o per l’assessore Stefania Mariantoni, i due più votati, e gli assessori Emanuela Pariboni e Marcello Degni, ovvero i due che hanno raccolto il minor numero di click. Un segnale che testimonia l’attenzione messa dai nostri lettori, che non hanno votato indiscriminatamente, ma hanno selezionato con attenzione.
Tornando ai risultati, il giudizio di Rieti per la Giunta Petrangeli non è lusinghiero. Con Ubertini gioisce solo Diego Di Paolo che, da assessore alle Culture e al Turismo, porta a casa il 37,8% degli 8, un 22% tra 6 e 7 e un 34,8% di 4. I reatini, evidentemente, hanno apprezzato gli sforzi dell’assessore in questi mesi e la capacità di rilanciare eventi che sembravano affossati.
Tutto il resto della squadra di Governo è rimandato a settembre o inevitabilmente bocciato. Sul 50% dei 4 si attesta anche l’assessore all’Urbanistica, Andrea Cecilia, che bilancia con un 46% di sufficienze tra 6, 7 e 8. I reatini, probabilmente, gli hanno concesso qualche mese di fiducia per capire come si avvicinerà ai Plus e come gestirà la questione dell’alberghiero, ma il segnale è chiaro.
Bocciati su tutta la linea, invece, gli altri assessori. A partire da Alessandro Mezzetti, delegato tra le altre cose allo sport, alle politiche giovanili e al decoro urbano, che ha raccolto un 59% di 4. Nonostante l’iper attività mediatica, l’assessore ha pagato forse colpe non sue: buche, strade abbandonate e regolamento degli impianti sportivi sono macigni che rischiano di far cadere chiunque.
Bocciato col 60% di 4 l’ex sindaco e ora assessore al personale e alla polizia municipale, Paolo Bigliocchi. Anche in questo caso, la mole di contratti precari lasciata in eredità non ha aiutato, ma pesano anche le indecisioni e le incertezze nella gestione di alcuni settori e dirigenti.
Pochi voti, per lo più negativi, per l’assessore al bilancio, Marcello Degni: il meno noto in città, il meno votato nel sondaggio in termini assoluti, ma comunque bocciato col 60% dei 4.
Penultima nel numero di preferenze raccolte è stata Emanuela Pariboni, delegata ad attività produttive, artigianato e politiche del lavoro: nonostante l’importanza della delega, non sembra un volto noto in città e, comunque, non piace il suo operato. Bocciata col 57% dei 4 e solo il 12,6% degli 8.
Note dolenti per i due personaggi più votati del sondaggio.
Come numero di click, al secondo posto c’è l’assessore alla politiche sociali, Stefania Mariantoni. E’ lei a raccogliere il peggior risultato negativo del sondaggio, con il 63% dei 4 bilanciato, in piccola parte dal 26% degli 8.
Ultimo, ma non certo per importanza, il primo cittadino Simone Petrangeli. E’ lui a raccogliere il maggior numero di click ed è su di lui che i reatini hanno concentrato il loro giudizio. Per lui non si può parlare di bocciatura, ma di “rimando a settembre”. Il 49% dei 4, pur bilanciato dal 35,8% degli 8, è un giudizio negativo per un sindaco che, solo un anno fa, entrava in Comune sbaragliando 70-30 l’avversario al ballottaggio. Dopo vent’anni di opposizione, ci si aspettava qualcosa di più. Come detto, non è una bocciatura, ma sta a Pentrangeli, ora, cambiare strategia e recuperare. Fra un anno, altrimenti, quel 50% scarso potrebbe salire notevolmente.