Il Sindaco Simone Petrangeli e il Presidente del Consiglio comunale, Gian Piero Marroni, venerdì 20 giugno alle ore 12.30 in Aula consiliare, insieme al Comitato per i festeggiamenti del 70° anniversario della Liberazione di Rieti, presenteranno nel corso di una conferenza stampa l’iniziativa “Percorsi della memoria”.
Carcere Rieti, UIL: a rischio Polizia Penitenziaria e non solo! Sit-in di protesta
“Pur comprendendo le ragioni che portano l’Amministrazione Penitenziaria ad accelerare l’apertura di un nuovo reparto presso la Casa Circondariale di Rieti, non possiamo non ribadire tutte le nostre preoccupazioni sulle ricadute che questa decisione comporterà sui carichi di lavoro, sulle responsabilità e sull’integrità fisica degli operatori di polizia penitenziaria. Il contingente di circa 120 unità dei baschi blu, attualmente colà in servizio, è decisamente inadeguato a sopportare l’apertura di un nuovo reparto che porterà le presenze detentive a circa 500. Nell’incontro svoltosi ieri tra la Direzione del carcere di Rieti e le rappresentanze sindacali è stato comunicato che entro la fine del mese arriveranno i detenuti da destinare al reparto F” Ne da comunicazione il Segretario Regionale della UILPA Penitenziari del Lazio, Daniele Nicastrini.
A sostenere le preoccupazioni del Segretario Regionale è anche il Segretario Provinciale di Rieti, Fabrizio Faraci, che elenca i punti che sono motivo di preoccupazione per la UILPA Penitenziari:
“L’attuale contingente della Polizia penitenziaria in servizio a Rieti è di circa 120 unità ( 100 effettivi e 20 distaccati) a fronte di un organico previsto di 190 unità; Per la gestione di tale reparto la stessa Direzione ha individuato come necessaria una ulteriore forza di polizia penitenziaria pari a 35 unità, che allo stato non è stata assegnata; A questa critica situazione organica occorre segnalare la carenza di personale del ruolo ispettori e sovrintendenti che impone l’impiego di personale del ruolo agenti-assistenti nelle funzioni di preposti; Al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti sono attive 11 unità di polizia penitenziaria, già insufficienti per garantire le attività di traduzione dell’attuale popolazione ; L’ulteriore presenza di detenuti creerà problemi logistici e di sostenibilità per la cucina detenuti e l’area sanitaria per le già ben note carenze. Ripetiamo – conclude Faraci – noi non siamo pregiudizialmente contrari all’apertura del reparto ma essa non può scaricarsi sulle già fragili spalle della polizia penitenziaria. Occorre implementare il personale e garantire la deresponsabilizzazione che deriva dall’applicazione della sorveglianza dinamica. Su questi fronti c’è ancora molto da fare e molto da lavorare”
Avendo già proclamato lo Stato di Agitazione, ed in attesa di riscontri concreti da parte dell’Amministrazione, la UILPENITENZIARI indice per il prossimo 24 giugno (dalle ore 8.00 alle 12.30) un sit-in di protesta, dei poliziotti penitenziari in servizio nel carcere di Rieti, che si terrà nel piazzale antistante il penitenziario.
Sanità, Conferenza locale dei sindaci della provincia
Intervento del direttore generale della Ausl Laura Figorilli (nella foto) alla Conferenza locale dei sindaci della provincia, dedicata alla sanità, svoltasi ieri pomeriggio nell’aula magna della sede dell’Azienda, in via del Terminillo:
“Le difficoltà economiche che insistono sulla Regione Lazio, il perpetrarsi dei dinieghi alle richieste di autorizzazione all’assunzione di personale, ha indotto comportamenti organizzativi che, anziché aiutare l’Azienda a trovare soluzioni e vie d’uscita, hanno determinato ulteriori elementi di difficoltà. La riduzione significativa nel numero di personale dipendente, ad esempio, negli ultimi anni ha comportato un proliferare apparentemente senza regole di prestazioni aggiuntive (circa 3 milioni di euro annui) che hanno determinato iniquità sociale e non hanno apportato valore aggiunto misurabile.
Altro esempio, il personale interinale; tra il 2009 e il 2013 il numero di ‘teste’ è aumentato fortemente e aumenterà ancora nel 2014 a causa dell’affidamento della commessa, in via d’urgenza, ad altra Agenzia di somministrazione lavoro, che applicherà un ricarico d’agenzia più alto. Nel frattempo l’Azienda, per evitare ripercussione sui lavoratori di Alba spa, ha liquidato lo stipendio di aprile ed è riuscita ad ottenere la delega per il pagamento degli stipendi di maggio e giugno. Tra le criticità su cui intendiamo intervenire, da evidenziare anche ‘l’emergenza liste di attesa’. Siamo dinanzi ad un fenomeno fuori controllo, estremamente sentito dai cittadini, con una mobilità passiva pesantissima in area chirurgica (mobilità anno 2012: interventi ernia inguinale/femorale 260 casi – Colecistectomia 159 – Neoplasia intestinale 106 – Utero e annessi 286). La situazione non è incoraggiante neanche sul versante spesa farmaceutica convenzionata (spesa netta procapite: 174,37 – media regionale 168,12 – obiettivo da raggiungere 154). Da sottolineare la sospensione dello screening della mammella, della cervice uterina e del colon retto. Strumenti importantissimi di prevenzione che l’Azienda intende riattivare entro settembre 2014.
Per invertire la rotta è necessario ripensare l’organizzazione dell’Azienda vecchia di 50 anni. Effettuare scelte che ci consentano di essere più credibili di fronte alla Regione al fine di “sdoganare” le risorse che effettivamente servono, all’esito di processi di riorganizzazione da attuare immediatamente. Tra gli obiettivi da perseguire c’è il risanamento economico e il superamento degli squilibri, che è possibile raggiungere motivando e rendendo partecipe il personale dipendente rispetto alle scelte dell’Azienda. Fare sistema con tutte le istituzioni del territorio. Coinvolgere le associazioni di volontariato. Proseguire nel coinvolgimento dei medici di medicina generale e degli specialisti ambulatoriali in convenzione. Oltre a smantellare completamente il sistema delle Prestazioni Aggiuntive. E ancora, realizzazione del nuovo Atto Aziendale e del Piano strategico triennale entro il 20 settembre 2014. Implementazione di nuovi modelli organizzativi, ripensando il ruolo dei Dipartimenti e delle Uoc: (Week Surgery, Long Surgery, Area medica multidisciplinare per Intensità di Cure, Area di coordinamento dei GICO, Gestione centralizzata delle sale operatorie DMO – SAPS). Non ultimo, aprirsi all’Università per riqualificare il nostro Ospedale: partendo dalla clinicizzazione di due reparti con l’accesso di specializzandi. Sulle liste di attesa stiamo lavorando sin dal nostro insediamento spingendo sull’abbattimento dei tempi su esami e visite. Dobbiamo garantire ai residenti della provincia di Rieti le prestazioni richieste.
Dobbiamo progressivamente introdurre il “Cup di secondo livello” in modo che ogni reparto possa prenotare le visite di controllo dei propri pazienti/utenti. Sul fronte liste di attesa dobbiamo però ricordare i primi incoraggianti risultati ottenuti su Cardiologia, con la riduzione a 25 giorni dei giorni di attesa per la visita cardiologica e per l’ecocardiogramma (erano rispettivamente 261 e 340 giorni). Il risultato ottenuto è stato possibile grazie all’apertura di due ambulatori cardiologici (dal lunedì al venerdì) con il supporto di due cardiologi emodinamisti ricollocati temporaneamente (lavori in emodinamica). All’apertura di ulteriori agende per l’effettuazione del test da sforzo (50 posti). Al lavoro del personale Asl che in soli 15 giorni ha ricontattato circa 2000 utenti per proporre il cambio data. Il percorso tracciato, è ciò che abbiamo pensato per migliorare questa Azienda –conclude la Figorilli- e i servizi che la stessa eroga. Ma gli obiettivi si raggiungono insieme, superando i personalismi, per dimostrare di essere utili alla nostra collettività”.
La Conferenza locale dei sindaci è stata l’occasione, per il direttore sanitario Marilina Colombo, di entrare nel merito del progetto Case della Salute:
“E’ necessario potenziare la sanità territoriale con un progetto in grado di creare quei Centri di Presa in Carico dei pazienti di cui tanto si è parlato negli ultimi 10 anni, idonei a rappresentare l’alternativa appropriata all’uso inappropriato dell’Ospedale (Case della Salute a Magliano Sabina, Rieti e Amatrice – RSA – riabilitazione ex art. 26). In questo contesto sarà fondamentale che i direttori/responsabili delle unità operative ospedaliere tornino a garantire la loro presenza sul territorio per fidelizzare i nostri utenti (Magliano, Amatrice, Poggio Mirteto, ma anche Sant’Elpidio, Passo Corese e Osteria Nuova). Il paradigma del nuovo modello di cura si basa sulla presa in carico del paziente.
L’anticipazione degli interventi rispetto al possibile manifestarsi degli eventi clinici di riacutizzazione. Prevenire/ritardare il deterioramento clinico dei pazienti. Evitare l’accesso improprio al pronto soccorso e le riammissioni in ospedale. Le strategie di cura prevedono percorsi diagnostico-terapeutici, assicurano la presa in carico e la continuità dell’assistenza secondo standard clinico-assistenziali condivisi per le patologie prevalenti. Rappresentano la miglior risposta ai bisogni di salute complessi, che richiedono competenze multi-professionali e multidisciplinari e l’organizzazione delle interdipendenze professionali. Presa in carico individuale (case management) di situazioni assistenziali complesse ad alto contenuto socio-assistenziale che non possono essere inseriti in percorsi diagnostici terapeutici assistenziali predefiniti”.
A Sant'Agostino Don Salvatore, 40 anni da prete e da uomo
Per la vita delle persone, l’arrivo di un prete è un avvenimento importante in una parrocchia. Sia che credano o non credano. In genere si tratta di una sacerdote giovane, che viene mandato dal vescovo ad assumere un compito decisivo per la crescita spirituale ed anche civile di una comunità più o meno grande. Di un educatore, di un formatore a tutto campo! Quando nel 1974, quarant’anni fa, mons. Dino Trabalzini, spedì don Salvatore Nardantonio, nato nel Cicolano, un mezzo sangue sardo ed equicolo ed allevato nel seminario reatino da grandi insegnanti come i Riposati e i Santori, nella parrocchia di sant’Agostino, questa era grosso modo ristretta.
Don Salvatore era prete degli operai. Veniva dal luogo di lotte sindacali: proletari contro signori, ogni giorno. Un moderato, ma gli occhi e le idee rivolte in avanti. Gli operai, per intenderci, erano quelli della Snia. Badava a 1.500 lavoratori, che avviò sulle strade della fede alla luce degli insegnamenti di mons. Ferdinando Baldelli, il fondatore dell’Onarmo: “l’Opera Nazionale di Assistenza Religiosa e Morale degli Operai, organizzazione di assistenza religiosa, sociale, sanitaria ed economica dei lavoratori, che svolgeva la sua attività tra le classi più povere”. Non era un lavoro facile il suo, e non mancarono iniziative valide. Il prete era uno spilungone, come adesso. Allora gli uomini erano capelloni. Anche i preti. Don Salvatore lo era mezzo-mezzo, ma con una bella linea di basettoni alle tempie. Così rosari, confessioni, comunioni, soprattutto eucarestia, conferenze, catechismo ed anche calcio, basket, concerti, conferenze, gite e pellegrinaggi, biblioteca, giornali. Tutto da infilare in un bottiglione e scecherare forte! Sfide con quegli irruenti e assatanati operai, che sul vecchio Fassini entravano a gamba tesa, foga classista e mezza atea, e non è che avessero molti riguardi nei confronti di don Salvatore, mandato spesso a terra a seguito di paurosi e terrificanti tackle. Ma non è che anche lui scherzasse, così robusto che era.
Mons. Trabalzini il suo parroco andò a sceglierlo là, alla SNIA, per dare il cambio nientemeno che a don Bruno Bandini, un pilastro della Chiesa reatina. Dal turbinoso Concilio Vaticano II era trascorso un decennio e poco più. Il prete che veniva dalla produzione del rayon – si diceva – era uno che con i giovani sapeva farci. Così cominciò da lì, dai giovani, con i quali ogni mattina s’incontrava al liceo Iucci, essendovi titolare di italiano e storia. Mossa felice fu l’apertura al Cammino neocatecumenale della parrocchia, un carisma frutto del Concilio con il quale oggi quel tradizionale nucleo di cristiani laici che lo frequentò all’inizio, è totalmente missionario; catechizza ogni anno; ha imboccato la strada delle periferie; predica costantemente il Kerigma, perfino in piazza del Comune e non si vergogna! Insomma, va sotto il municipio di Petrangeli e nelle periferie dei senzatetto di ritorno, come nel ’60, nelle case di riposo e all’ospedale ad annunciare che Gesù Cristo è risorto!
Quando domenica scorsa s’è festeggiato il quadruplice decennio di quella prima volta, il resto di quelli che il Signore non aveva chiamato ancora in Cielo, era tutto lì, tornato da chissà dove, alla messa delle 1130, come nel ’74, a fargli festa con le chitarre della rivoluzione cattolica voluta da san Giovanni XXIII. Con quei primi, adesso incanutiti, c’erano i nuovi parrocchiani, i nuovi giovani che erano venuti con il territorio allargato e sempre con le chitarre.
Dopo così tanto tempo trascorso da parroco in un quartiere, la storia che ti si srotola sotto gli occhi, che fugge via come il passaggio di un jet o il volo di una rondine e non te ne accorgi, tra culle da benedire, confetti e lanci di riso e unioni da confermare, defunti che ti lasciano accompagnati da tanti requiem e dalle certezze di rivederci, di episodi da raccontarne ne hai un archivio conficcati bene nella memoria che regge e non cede un punto. Quanti ragazzi incerti e timidi sono divenuti uomini e padri sotto la sua guida, quanti professionisti affermati, operai onesti, madri e spose affettuose, perché educati con il Vangelo in mano e il sorriso sulle labbra, sempre pronto a benedire, incitare, comprendere, perdonare in nome di Uno che non vedi, ma che senti, perché c’è lui che lì lo testimonia, incrollabilmente sicuro. Sempre con la parola perdono ad essere pronunciata per prima, anche quando l’errore commesso è stato grande. Eppure domenica scorsa una ruga su quella fronte spaziosa e lucida del parroco, i basettoni involatisi chissà dove, s’è notata. Ho pensato che fosse per le tante famiglie sofferenti e povere, per i tanti disoccupati e i licenziati, i cassaintegrati, per gli extracomunitari che bussano anche loro alla Caritas parrocchiale che non si riesce ad assistere tutti; per le numerose famiglie travolte dalle incomprensioni e dall’inimicizia.
E questa era la Chiesa fatta di persone, quella viva, che domenica c’era e che lui da buon muratore, con l’aiuto di Cristo, ha tirato su. La Casa di Dio, pure quella di pietra, è ora splendida perché curata con così tanto zelo dall’averla portata ad essere di nuovo bella, come ai tempi degli Emeritani, con l’aiuto dello Stato, del Comune, della Fondazione Varrone, del Commissariato per il terremoto, della Presidenza del Consiglio e dei tantissimi fedeli sempre generosi nelle offerte e nel conseguire gli obiettivi indicati, quando don Salvatore punta ad un ambizioso traguardo da raggiungere.
Infine le vocazioni. In questi quarant’anni in sant’Agostino ne sono nate, frutto raro e prezioso che non è mancato. Tante infine le energie donate dal parroco alla Diocesi con incarichi pesanti assolti e portati in solidarietà e sostegno dei vari vescovi, con fedeltà e generosità, vissuti bruciando come un lampo questi quaranta anni trascorsi a consolare, a sostenere, a gioire, predicando il dono della pace, lieti noi per averne goduto insieme a tanti.
II edizione Summer League, pochi giorni al fischio d'inizio
Mancano davvero pochissimi giorni all’inizio della II edizione della Summer League che si svolgerà a Rieti e per quest’anno nella splendida cornice del PalaSojourner teatro di centinaia di battaglie della palla a spicchi locale.
Gli organizzatori infatti per questa seconda edizione sono riusciti a sensibilizzare i dirigenti della Provincia di Rieti che seppur tra mille e ben note difficoltà hanno concesso per tutta la durata della manifestazione lo splendido campo di gioco, per un evento che gli organizzatori sperano diventi un appuntamento fisso nazionale come quelli di Imola e Treviso.
Numerosissime sono le adesioni sino ad oggi ricevute e da domenica scenderanno in campo giocatori provenienti dalla DNA Gold, DNA Silver, DNB e DNC oltre a giocatori in uscita dai settori giovanili delle migliori compagini della massima serie.
I cestisti, tutti nati tra il 1990 e 1996 provengono da Piemonte, Puglia, Basilicata, Lazio, Sicilia, Toscana, Abruzzo, Calabria in cerca di un contratto per la prossima stagione e di testare le armi con i pari età delle diverse regioni del nostro paese.
L’invito degli organizzatori, per tutti gli addetti ai lavori e per tutti gli amanti del basket, è a partire da domenica 22 giugno presso il PalaSojourner con orari delle gare che verranno comunicati in prossimità degli eventi o rintracciabili tramite il sito ufficiale www.summerleaguerieti.it
Rieti – Torano, un gruppo di lavoro per l'analisi del tracciato conclusivo
Si è svolta oggi presso la sede della Provincia di Rieti una riunione, a cui hanno partecipato i sindaci di Rieti e Cittaducale e i rappresentanti dell’Amministrazione provinciale, volta a esaminare la vicenda del completamento della strada Rieti – Torano e del suo tracciato conclusivo.
Dopo una lunga e approfondita discussione si è ritenuto di comune accordo di procedere a un esame dei diversi tracciati da affidare a un gruppo di lavoro composto dalle strutture tecniche degli enti coinvolti con la disponibilità a coinvolgere nell’analisi anche un professionista indicato dal Comitato pro Casette.
Tale comparazione dovrà passare attraverso un adeguamento dell’attuale ipotesi di tracciato proposto dal Comune di Cittaducale con l’adozione di criteri e parametri condivisi.
Nel ribadire la necessità imprescindibile di completare l’opera, tutti gli enti coinvolti hanno inteso fissare una termine ultimo, il 20 luglio, entro il quale dovrà essere concluso l’esame congiunto.
Mariano Gatti: il centro Ria H verso la chiusura?
Ci preme riportare il disappunto ed il dilagante allarmismo tra le famiglie con minori in cura presso il Centro Ria h, che temono l’interruzione delle cure.
E’ difficile spiegare loro come una soluzione che doveva essere transitoria fino all’accreditamento della struttura, dal giugno 2007 non abbia ancora trovato una soluzione. Nonostante l’impegno profuso dalla AUSL di Rieti, infatti, non si riesce a comprendere come la Regione Lazio non sia riuscita a completare un iter amministrativo idoneo a garantire la stabilizzazione del servizio riabilitativo, (mentre per situazioni analoghe abbiamo assistito a tempi record della Regione Lazio, vedi Accreditamento della Mondo Riabilitazione di Collevecchio rilasciato in 12 giorni tra Apertura ed Accreditamento Regionale) definito attraverso i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), nel territorio della Provincia di Rieti.
Le dimensioni del servizio erogato dalla AUSL di Rieti attraverso la Ria h Riabilitazione S.r.l. conta 348 pazienti trattati nell’anno 2013 di cui l’86% minori. Nel 2014 già si contano 215 pazienti trattati al 31 maggio. Dal 2007 hanno usufruito delle cure riabilitative più di 1.800 pazienti di famiglie reatine. Molti di questi pazienti sono in attesa di essere reinseriti per un nuovo ciclo mentre molti altri attendono di essere inseriti per la prima volta.
La lista d’attesa della AUSL di Rieti, per quanto riguarda la riabilitazione in età evolutiva, conta oltre 2.000 pazienti. Una stretta minoranza di queste famiglie, che può permetterselo, usufruisce del servizio privatamente. La stragrande maggioranza, però piegata anche dalla crisi economica, vi deve rinunciare segnando il futuro dei loro figli.
E’ convocata, pertanto, per martedì 24 giugno presso il CESV (Rieti, piazza Mercatanti, 5 – Torre D – 3° piano) alle ore 11.30 una conferenza stampa per discutere della problematica. E’ necessaria la partecipazione, non solo dei pazienti e delle loro famiglie, ma anche e soprattutto delle autorità politiche e della dirigenza della AUSL.
Il 19 giugno Alessandra Mussolini a Rieti
Giovedì 19 giugno, alle ore 19,30 presso la sala riunioni del ristorante “Mondo Antico”, tornerà, reduce da analogo incontro a Passo Corese (h. 17,00), Alessandra Mussolini (nella foto con Antonio Cicchetti), recentemente eletta al Parlamento Europeo anche col contributo dei cittadini di Rieti.
Sarà presente anche Fabio Armeni che, pur non eletto, intende partecipare ad una riunione il cui scopo è ringraziare gli elettori, prendere impegni nei confronti di questa Provincia e programmare una serie cadenzata di appuntamenti con la nostra gente.
L’invito a partecipare è rivolto a tutte le persone interessate a realizzare un nuovo rapporto tra elettori ed eletti che, nel caso specifico del parlamento europeo, mediamente, brillano per assenza dal territorio che li ha espressi.
“Panfilo Gatto Archeologo” in scena all'Istituto “Bambin Gesù”
E’ andata in scena sul palco del teatrino affrescato al maestro Calcagnadoro, all’interno dell’Istituto “Bambin Gesù” di Rieti, la storia di “Panfilo Gatto Archeologo”.
Gli allievi delle classi IV e V coordinate dalle maestre: Mascioni Monica e Rossetti Pamela si sono calati nei personaggi, creati dalla fantasia di Rita Giovannelli , che animano i sotterranei di Rieti. Dal gatto Panfilo, interpretato da diversi alunni al topo Porfirio, alla piccioncina Papiria per finire al gattaccio Pammacchio, rude e prepotente, tutti sono stati efficacemente messi in scena mettendo in evidenza i caratteri dei protagonisti delle “Storie di Panfilo” che tanto affascinano i più piccoli.
La recita è frutto di un progetto portato avanti nella scuola che inizia dalla prima classe e che prevede per ogni anno di studio la lettura di un libro diverso della collana. Accanto alla lettura sono previste lezioni di approfondimento in classe della storia locale e gite di istruzione legate ai luoghi descritti nei racconti.
“Siamo molto soddisfatte di questo progetto- ha dichiarato suor Beatrice Mastelli- direttrice della scuola- che avvicina gli studenti alla storia di Rieti coltivando il piacere per la lettura. Cerchiamo di migliorare sempre di più l’offerta formativa di questa scuola offrendo ai nostri alunni occasioni di crescita accattivanti come la lettura di favole legate al territorio ed a luoghi che possono visitare con le i loro genitori. Le famiglie hanno accolto con grande entusiasmo questa iniziativa che ci proponiamo di ripetere in futuro avvicinandola a doposcuola dedicati al teatro ed alla recitazione”.
Soddisfazione anche da parte della famiglie che hanno potuto ascoltare dalla bocca dei propri figli, alcuni molto emozionati, la vita frenetica e le avventure degli animali che popolano la Rieti Sotterranea. Al termine dello spettacolo ogni “attore” ha ricevuto in premio, una calamita rappresentante la Rieti Sotterranea.
Spedizione alpinistica in Himalaya, incontro con i protagonisti
La sezione di Rieti del Club Alpino Italiano, con la collaborazione del Comune di Rieti e con l’apporto del Consiglio Regionale del Lazio, ha organizzato un evento di grande richiamo per tutti: scoprire con occhi nuovi, grazie soprattutto alle foto dell’alpinista reatino Enrico Ferri, mondi di natura vergine tra montagne e ghiacci grandiosi dell’Himalaya indiano, geografie che ai più non è dato fare esperienza, se non addirittura solo immaginarle. L’evento, che vede protagonista il team italiano della spedizione internazionale del CAI in omaggio ai 150 anni della nascita del sodalizio, si terrà presso l’Auditorium Varrone sabato 21 giugno alle ore 21 (ingresso libero).
Molto soddisfatti i sette alpinisti ritornati alla base, dopo quasi un mese e mezzo trascorso in Himalaya, in completo isolamento, senza telefoni satellitari. Alcuni sono guide esperte, gran parte provengono dal Vicentino e possiedono una notevole esperienza di alpinismo esplorativo sia nell’arco alpino sia in ambito extraeuropeo; insieme rappresentano ben 5 generazioni che hanno saputo trovare e mantenere, anche in condizioni difficili e di pericolo, un ottimo affiatamento di gruppo.
Il team è formato dal capo spedizione Alberto Peruffo del CAI sez. di Montecchio Maggiore (VI), Francesco Canale (Centro Addestramento Alpino Alta Montagna), Cesar Rosales Chinchay (Guide Don Bosco Perù), Enrico Ferri (tecnico Soccorso Alpino, CAI Rieti), Davide Ferro (Gestore Rifugio Campogrosso), Anindya Mukherjee (Himalayan Club, India) e Andrea Tonin (CAI Valdagno). La loro impresa alpinistica ed esplorativa in uno dei luoghi più remoti e sconosciuti dell’Himalaya Orientale, nel Sikkim settentrionale, ha centrato molti degli obiettivi prefissati (geografici, culturali e finanche diplomatici), e forse altri per loro ancora più importanti, come riveleranno nel primo resoconto.
Ben più che “alpinismo” quindi, e ben oltre la performance sportiva. E’ la storia di natura e culture che si sono incontrate, cariche di mistero, diversamente ricche di tesori immateriali: in tibetano il Massiccio del Kanchenzonga, cioè il colossale Ottomila che con il suo imponente versante Sud si spalancava tra le nebbie ai loro occhi, significa infatti “I Cinque Tesori della Grande Neve”.
Per la prima volta il gruppo ha perlustrato terre dove non è stato mai messo piede umano, salito cime vertiginose e colli di oltre 6000 metri, mappato nuovi ghiacciai, documentato con foto e descrizioni l’inospitale e impenetrabile “foresta verticale”, caratterizzata da continui saliscendi, torrenti e gole da oltrepassare o aggirare. Afferma il capo spedizione Peruffo: “Nonostante l’inaccessibilità della Cresta Zemu da Sud, abbiamo salito 7 cime vergini e raggiunto 7 colli di alta quota (3 mai raggiunti prima), esplorando 3 ghiacciai, 2 dei quali integralmente, mai toccati da piede umano, attraversando una foresta tropicale impenetrabile e molto pericolosa, che ci isolava dal mondo”.
Per condividere oggi questi risultati culturali e questo nuovo rilancio dell’alpinismo di esplorazione, a basso impatto sull’ambiente, sono stati determinanti i contributi di Sabina Universitas per la parte dell’attrezzatura fotografica, di Solsonica per i pannelli solari, di tante realtà commerciali di Rieti, Terni e Roma che hanno voluto dare il loro apporto con mezzi, strumenti, competenze a questa impresa in quota, lunga, complessa dal punto di vista diplomatico e molto faticosa dal punto di vista fisico; essenziale è stato inoltre l’appoggio delle Istituzioni e degli Enti locali che a diverso titolo hanno reso possibile il realizzarsi del progetto.
Intanto il team sta pensando di realizzare un libro, un cortometraggio e una mostra su questa esperienza di alpinismo “con altri occhi” dal titolo “Zemu exploratory expedition. Nuove frontiere dell’esplorazione in Himalaya”.


