Proverò di seguito ad illustrare qual è il mio punto di vista, al fine di fare chiarezza su alcune proposte, considerazioni e critiche riportate nel comunicato stampa ufficiale redatto dal direttivo “OLD FANS RIETI”. Premesso che ho letto con approccio positivo e visione costruttiva quanto in esso riportato confermando, come sempre ho fatto e continuerò a fare, capacità di ascolto e rispetto per le opinioni di tutti, ma con libertà o meno di condivisione di quanto da altri affermato. In modo che non possa essere frainteso, cerco di rispondere ed esporre la mia opinione con lo stesso metodo di scrittura utilizzato dagli amici degli “OLD” nel loro comunicato.
Anche noi della NPC RIETI Pallacanestro chiediamo più rispetto: rispetto per la nostra piccola tradizione, per la nostra breve, ma rispettabile, storia societaria e soprattutto come cittadini di Rieti. Se si vuole avere rispetto, bisogna imparare a rispettare: questo è uno degli insegnamenti ricevuti in gioventù che noi della NPC ci siamo imposti di applicare sia nei nostri rapporti interni che con tutti i soggetti esterni alla nostra società, con i quali ci interfacciamo costantemente.
Non siamo un gruppo di professionisti, ma siamo una società formata da grandissimi e datati appassionati di questo sport, ex componenti della storica Curva Terminillo – non quella dietro al canestro, ma quella piccola diagonale di raccordo tra tribuna e curva – che da quarant’anni e più, almeno per quanto riguarda il sottoscritto, seguono con amore viscerale le sorti delle varie società che nel tempo si sono succedute a rappresentare sportivamente Rieti. Gli stessi che da tre anni, molti di più considerando la nostra vecchia casa, hanno deciso di impegnarsi, senza risparmio di energie, per far continuare la tradizione cestistica insita nel DNA della nostra città.
Concordiamo che riaccendere la passione in città sia ancora possibile. Ci abbiamo creduto e vorremo continuare a crederci fortemente pure noi, malgrado i segnali non siano estremamente positivi ed incoraggianti. Proprio per questo pensiamo che, oltre alla nostra società, debbano invertire drasticamente la rotta anche altre figure e soggetti di essenziale importanza per la riuscita e per il consolidamento di un progetto di crescita sportiva e societaria.
Personalmente Vi ringrazio della stima e per il sostegno morale più volte espresso al mio impegno, ma mi preme precisare che da soli non si va da nessuna parte e per questo mi sento di condividere il Vostro apprezzamento con i miei fidati e grandissimi collaboratori, non professionisti, ma quasi professionali, che mi aiutano quotidianamente e da sempre ad alleviare le fatiche e gli oneri legati al prosieguo di questa avventura.
Rappresentare la propria città, in qualsiasi ambito, è un grandissimo motivo di vanto e onorarne la storia cestistica, a mio avviso, significa in primo luogo non esporla a figure meschine legate a risultati sportivi non adeguati (questo però sarebbe il male minore) o, peggio, derivanti da cattiva gestione economico-amministrativa, come purtroppo avvenuto in tempi non troppo lontani.
In questi tre anni, con impegno costante e tanto sacrificio per rispettare quanto promesso, abbiamo pian piano restituito, tra gli addetti ai lavori nazionali di questa disciplina, una certa credibilità alla Rieti sportiva. Concordiamo quindi che onorare la storia deve essere vista come una opportunità di crescita, anche se onerosa e profondamente impegnativa.
Ribadisco con fermezza che noi siamo la NPC RIETI Pallacanestro, non rinnego la provenienza da Contigliano, ma non siamo la “SEBASTIANI”. Confermo che più volte ho espresso disponibilità, non certo volontà, di tornare al nome storico “SEBASTIANI”, soprattutto quando la città lo avesse chiesto. Prendo atto della rispettabilissima richiesta degli “OLD”, comprendendo però solo in parte le motivazioni a supporto dell’iniziativa. Consentitemi una precisazione: gli “OLD” non rappresentano il desiderio e non sono l’espressione di tutta città. Per motivi di natura professionale, e non, frequento molto gli ambienti cittadini e ho avuto modo di relazionarmi a lungo con persone molto attente alle vicende della nostra realtà sportiva e posso affermare senza paura di smentita che la maggior parte di loro, per la verità i più “anziani”, preferirebbe non riutilizzare la denominazione “SEBASTIANI”, soprattutto per il rispetto di quello che è stato. Non posso ignorare la volontà di queste persone, proprio per il rispetto che tutti rivendichiamo.
Come ho avuto modo di spiegare più volte ad altri appassionati tifosi che frequentano quotidianamente il PalaSojourner, ad esempio agli amici del gruppo “Amici per la Sebastiani”, per me la “SEBASTIANI” è una cosa seria, molto seria! Un po’ per averla seguita in veste di super tifoso dagli albori fino ad arrivare ad esultare per i grandi successi raggiunti in campo nazionale ed internazionale, ma soprattutto per aver avuto l’onore di militare nelle sue squadre giovanili con la perla della conquista di uno storico scudetto categoria Allievi nel 1979.
Appropriarci del nome “SEBASTIANI” per me sarebbe, in questo momento, come appropriarci di parte della storia della città senza essercelo meritato. Lo potrei fare solo nel momento in cui riuscissimo come società a raggiungere un risultato importante, per scaramanzia non dico quale, ma sempre con l’assenso acclarato della città e non solo di parte di essa.
Prendo atto e concordo con chi dice che l’acronimo NPC, che sta per New Project Children, non solo è facilmente confondibile con il nome della precedente denominazione e poco ha a che fare con la storia cestistica di Rieti, ma questo è. Noi non siamo la “SEBASTIANI”, magari vorremmo esserlo, ma non lo siamo. Siamo una nuova realtà che cerca di rappresentare Rieti nel miglior modo possibile, nel panorama cestistico nazionale. Magari non parlandone più convinceremo anche gli indecisi che siamo Rieti perché noi questo siamo e ci sentiamo e, se serve, lo gridiamo pure!
Cercheremo di lavorare anche sul logo e sui colori sociali che vengono ritenuti di poca Reatinità, ma, mi piace puntualizzarlo, noi della NPC siamo REATINI e ce ne vantiamo in giro per l’Italia al di là del logo e del colore della maglia che tra l’altro in gare ufficiali ha sempre rispettato i colori cittadini. Ci viene contestato che il Leone presente sul logo del club non ha alcuna affinità né con la città, né con la nostra tradizione. Forse è vero, ma guardando indietro negli anni non ricordo loghi particolarmente legati al territorio o ai colori cittadini, potrei anche sbagliare. Guardando in casa d’altri, trovo molte più situazioni simili alla nostra, anche in sport diversi dal nostro, ma con tacito assenso dei tifosi. Il gusto ed il piacere sono soggettivi, quindi ognuno la pensa come vuole, ma una soluzione condivisa, lavorandoci, sicuramente si troverà.
Anche le maglie che ho più impresse nella mente, quelle legate ai successi più importanti, non erano di certo amarantocelesti, come verificabile dagli archivi fotografici, anzi in alcune particolari occasioni presentavano all’occhio di noi tifosi accoppiamenti cromatici molto forti, quali il giallo e rosso dell’Arrigoni o l’arancione della Virtus nell’anno della finale con Castel Maggiore e molte altre che potrei elencare, rischiando di annoiare i più. Questo per dire che non escludo e non escludiamo in società di apportare modifiche ed accorgimenti per migliorare la nostra immagine e venire incontro alle richieste dei tifosi, ma ritengo, forse sbaglio, che non siano il problema primario affinché si ritorni ai livelli di qualche tempo fa.
Willie Sojourner, Roberto Brunamonti, Gianfranco Sanesi, Tony Gennari, Bob Lauriski, Arturo Guerrero, Clifford Meely – non so in quanti li ricordano e quanti altri ne potrei citare che andrebbero sicuramente elogiati nella lunghissima e gloriosa storia della “SEBASTIANI” e che hanno contribuito negli anni, a vari livelli e categorie, ad elevare la città di Rieti a protagonista, in Italia e all’estero – mi portano a pensare di proporre un interrogativo alla Federazione per consentirci di giocare con numerazione da 25 in su, in modo da avere la possibilità di ritirare tutti i numeri dal 4 al 18 e celebrare tutti i protagonisti nello stesso modo e senza far torti a nessuno.
Crediamo che da un punto di vista di immagine, di comunicazione e di organizzazione societaria ci sia molto da lavorare e migliorare anche a fronte di errori commessi, in buona fede, che quando fatti notare abbiamo cercato sempre di correggere, laddove possibile e compatibilmente con le nostre idee. Non è facile programmare quando non si è padroni del proprio destino e con questo mi riferisco alla fruibilità dell’impianto e la certezza della categoria in cui disputare il campionato, solo per fare qualche esempio.
a responsabile primo della struttura posso affermare che abbiamo fatto tanto e tanto stiamo continuando e vorremmo a fare e che tutti coloro, e parlo dei miei carissimi e fidati collaboratori, che apportano e mettono a disposizione il loro lavoro, il loro tempo e la loro professionalità, meritano il mio assoluto rispetto e considerazione, cose che spero per tutto quello detto in precedenza gli vengano riconosciute anche da tutte le persone che frequentano costantemente il Palazzo e hanno avuto modo di conoscerli.
Purtroppo chi viene al PalaSojourner solo la domenica, e non sempre, non riuscirà mai a capire quale mole di lavoro e quanti sacrifici vengono fatti dietro le quinte affinché quell’evento sportivo possa realizzarsi e più si lavora più si ha la possibilità di sbagliare. Solo chi sta fermo non rischia di inciampare, noi vogliamo correre! Magari insieme a tutti i tifosi, ma soprattutto con vicino i gruppi organizzati per i quali le porte del PalaSojourner e del mio ufficio sono sempre aperte, così come il mio telefono disponibile per rispondere a qualsiasi richiesta, ascoltare nuove proposte e lanciare nuove iniziative con il beneficio della valutazione e, o con la libertà, consentitemelo, di assecondarle oppure no. Siamo aperti anche all’ingresso in società di nuovi soggetti qualora ce ne fossero.
Mi sembra che molte delle richieste e proposte avanzate siano state discusse ed accettate, come ad esempio la riduzione del prezzo del biglietto per i play off dello scorso anno, unica società in Italia che ha abbassato il prezzo al crescere dell’importanza dell’evento, così come lo sconto sugli abbonamenti e sui biglietti per la stagione entrante ed altre ancora che non sto qui ad elencare. Le proposte e le critiche sono state e saranno sempre valutate, mai rispedite da questa società al mittente per partito preso, ed accettate, se costruttive ed in linea con il nostro modo di intendere lo sport e la gestione aziendale della stessa.
L’invito del cambio di denominazione a tutti i costi perché ritenuta indispensabile da alcuni, anche se numerosi, va, ripeto, rispettata, ma attentamente valutata proprio a salvaguardia dell’importante patrimonio storico sportivo che quel nome conserva. Tuttavia è inaccettabile che se non si fa questo non possiamo essere riconosciuti come la squadra di Rieti. Faccio un banalissimo esempio, sarebbe come dire che se un tifoso non è nato a Rieti, non ha un cognome tipicamente reatino e non mangia piatti tipici reatini che salvaguardino la tradizione culinaria di Rieti, benché ci risieda, ci lavori, ci spenda e ci abbia messo su famiglia, non cambiando nome ed abitudini alimentari, non può essere considerato un supertifoso della nostra squadra. Consentimi, per rimanere in tema culinario reatino, sono “Fregnacce”.
Ripeto: noi non solo ci sentiamo di Rieti, SIAMO di RIETI, ma non ci scorderemo mai neanche che abbiamo orgogliosamente iniziato a Contigliano la nostra avventura sportiva, e continueremo, sperando nell’aiuto di tutti e confortati dai risultati, a far riavvicinare, e sempre in maggior numero, gli appassionati al PalaSojourner, cercando di convincere anche gli scettici che la NPC RIETI Pallacanestro, ad oggi, è la realtà sportiva di riferimento del movimento cestistico locale.
Ringrazio, anche a nome di tutti i collaboratori della società, per la riconfermata fiducia e l’appoggio al nostro sodalizio da parte dei gruppi organizzati, e di tutti gli appassionati, concordando con loro nel credere che si possa tornare ai fasti di un tempo, se tutti si remerà nella stessa direzione.
Gli “OLD” hanno ragione, anche noi ci aspettiamo ora fatti e non più parole, perché mai, come quest’anno, si può costruire insieme qualcosa di importante se tutti metteranno la loro parte. Noi della NPC crediamo già di aver dato dimostrazione di esserci impegnati per mantenere quanto promesso nel costruire, almeno sulla carta e ha detta dei più, una squadra altamente competitiva per sognare qualcosa di importante.
Adesso mi aspetto che anche gli altri soggetti che sono gioco forza chiamati in causa per la riuscita del progetto, Tifosi ed Istituzioni, facciano la loro parte. Personalmente, e da parte della NPC tutta, ribadisco e confermo la sempre dimostrata considerazione nei confronti di tutti i tifosi ed in particolare dei gruppi organizzati nella speranza di averli sempre vicini in qualsiasi situazione, sempre nel rispetto dei ruoli, delle regole e della libertà di azione.
NOI SIAMO RIETI…..!!!!
Difendiamo i colori della città, anche se con alcune variazioni cromatiche.
Il Presidente
Giuseppe Cattani
Cattani agli "Old fans Rieti": noi siamo la Npc Rieti!
Nuovo forfait di un bus Cotral
Tanto per non perdere l’abitudine, ancora una volta un bus Cotral ha dato forfait. Il pullman partito da Rieti alle ore 12,40 diretto a Roma, giunto all’altezza di Osteria Nuova, per un guasto alle cinte degli alternatori, si è fermato. Sconsolato l’autista non ha potuto fare altro che parcheggiare sul bordo della strada il mezzo fuori uso.
Tutti i passeggeri a bordo sono scesi ed hanno atteso il pullman successivo, partito da Rieti alle 13,10, che li ha caricati alle ore 13,40.
"Animaliamo 2014" domenica 28 settembre a Canera di Contigliano
Puntidivista, è lieta di fare da madrina all’evento “Animaliamo 2014”. Domenica 28 Settembre 2014 dalle ore 14.30 a Canera di Contigliano, Via Tancia, 1.
“Una giornata in compagnia per capire che il nostro cuore funziona meglio se al suo fianco batte all’unisono quello di un animale.” Tanto divertimento in compagnia del migliore amico dell’uomo:
– Agility dog, educazione cinofila, pet therapy
– Adozioni: tanti cani che cercano casa;
– Ippoterapia;
– battesimo della sella: la possibilità a tutti di salire “per la prima volta” a cavallo
Ed ancora:
– Tante foto ricordo stampate al momento;
– Gadget per i più piccoli;
– Punto di ristoro.
Il tutto nell’incantevole scenario di un magnifico giardino, all’aria aperta, immersi nella natura e a stretto contatto con tanti animali. Aspettiamo tutti voi, bambini, adulti, amanti degli animali e soprattutto padroni e cuccioli insieme.
Le varie attività di interazione con gli animali (passeggiata a cavallo, agility dog) e le due pet therapy, sono presenti per far conoscere da vicino l’importanza e l’efficacia della terapia di cani e cavalli, adatte a ogni tipo di disabilità o handicap fisico. Proprio per questo, tutta la struttura è attrezzata per accogliere disabili e carrozzelle.
Puntidivista, sarà presente con i suoi libri per l’infanzia e soprattutto con la collana “Alla scoperta degli animali”.
Vi aspettiamo, non mancate!
“Quale futuro per l'ex Snia Viscosa?" venerdi all'Auditorium Varrone
Venerdì 26 settembre, dalle ore 14.30, si terrà presso l’Auditorium Varrone di Rieti “Quale futuro per l’ex Snia Viscosa?”
L’incontro sarà aperto da Alessandro Profumo, presidente di Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha la proprietà di circa i due terzi del sito, da Francesco Luccisano, presidente di RENA e da Simone Petrangeli, sindaco di Rieti. Interverranno anche Alessandro Fusacchia, capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Fabrizio Barca, direttore generale al Ministero dell’Economia e delle Finanze e Riccardo Donadon, fondatore dell’incubatore di startup H-Farm. .Modererà il dibattito Federico Fubini, giornalista La Repubblica.
Ospite d’onore sarà Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, con delega ad EXPO 2015.
Lavoro, Rietidecide: l’ossigeno per il reatino sta terminando
Ritel, Alcatel, Solsonica, Schneider: pochi ma significativi nomi per richiamare la drammatica situazione di centinaia di famiglie reatine che hanno visto sconvolta la propria vita dalla perdita del lavoro o che vivono proprio in questi mesi uno stato di apprensione continua a causa dell’incertezza sulla sorte dell’azienda nella quale operano.
L’elenco, ormai smisurato, di attività che hanno chiuso o che stanno vivendo momenti di estrema difficoltà è ben noto a tutti. Cosi come ormai evidente è l’atteggiamento che si percepisce nei cittadini, specie i più giovani, di triste rassegnazione, che a volte conduce anche all’abbandono di queste terre per ricercare o almeno sperare in qualcosa di migliore. Una spirale di disoccupazione, rassegnazione ed impoverimento economico del territorio che deve essere spezzata a tutti i costi ed è bene che la ripresa dell’attività istituzionale dopo il periodo estivo sia stata avviata proprio con incontri e tavoli dedicati al tema del lavoro.
Ma le parole non bastano più. E forse neanche i tavoli di confronto, nonostante siano inevitabili. Strumenti per immaginare un rilancio di Rieti ce ne sono, pochi ma ce ne sono, almeno per tamponare la situazione drammatica che viviamo. E’ il caso dell’accordo di programma tra Regione Lazio e Ministero dello Sviluppo Economico. Lo scorso 18 settembre si è concluso il periodo istruttorio delle manifestazioni di interesse presentate dai privati per investire sul nostro territorio. Sono stati impiegati circa sei mesi (troppi) per giungere alla conclusione di questa fase preliminare ma ora andranno definiti i bandi e solo poi, infine, si otterranno i finanziamenti. E’ evidente quindi che il percorso è ancora lungo ma le tappe devono essere bruciate. Bisogna accelerare, fare pressione ai massimi livelli istituzionali: la priorità è ottenere subito una data vera, certa e ravvicinata per la firma dell’accordo di programma tra Regione e Mise. In recenti incontri le istituzioni locali hanno riferito delle rassicurazioni arrivate dalla Pisana sulla disponibilità di 5 milioni di euro per l’accordo mentre il Ministero dovrebbe garantirne 15 di milioni.
Noi crediamo che, vista la drammaticità occupazionale e le condizioni generali del reatino, i nostri rappresentanti (gli onorevoli Melilli e Pastorelli, l’assessore regionale Refrigeri, il consigliere regionale Mitolo) dovrebbero avere il coraggio di fare almeno un tentativo finalizzato ad ottenere un ampliamento delle risorse annunciate. Riteniamo, soprattutto, che gli stessi referenti politici debbano pretendere da Regione e Ministero una road map dettagliata e messa nero su bianco, con le date esatte per la pubblicazione dei bandi rivolti agli investitori e per i successivi passaggi finalizzati all’effettiva erogazione dei finanziamenti. L’ossigeno per il reatino sta terminando.
Oltre alle tante aziende già chiuse, altre purtroppo stanno arrivando al punto di non ritorno e la possibilità di sopravvivere non è più questione di mesi ma, ahimè, a volte di settimane se non di giorni. Occorre fare presto dunque. E fare di più! E’ un appello che la nostra associazione, insieme a tanti reatini, rivolge a tutti i rappresentanti istituzionali del nostro territorio. Rieti ha bisogno di ottenere qualcosa dai vostri ruoli di responsabilità ricoperti a vari livelli di governo ma la nostra città ha anche bisogno della vostra presenza, anche fisica.
Non sottovalutate l’importanza del contatto con le persone, con i loro bisogni e le loro esigenze, con i drammi quotidiani delle nostre comunità ma anche con le note positive che si possono cogliere nei nostri concittadini. Anche la presenza, le parole ed il confronto possono rappresentare segnali di fondamentale importanza in un momento drammatico come quello che siamo costretti a vivere. Fatevi vedere dai cittadini, vivete la città con le sue luci e le sue ombre. E poi trasferite tutto questo nella vostra attività istituzionale, facendovi sentire nei luoghi dove si decidono le sorti di un territorio e, possibilmente, FATE PRESTO nel portare a casa risultati!”.
“Liberi di navigare” in tutte le piazze di Fara in Sabina
“Liberi di navigare”, questo il motto scelto dall’amministrazione comunale di Fara in Sabina per pubblicizzare il nuovo servizio pubblico di internet senza fili attivato in tutte le piazze della città. Un progetto realizzato dall’assessorato all’Innovazione tecnologica in collaborazione con l’Istituto di Cristallografia del Consiglio nazionale delle ricerche, per dare a tutti, residenti e turisti, la possibilità di accedere gratuitamente alla rete wi-fi.
Un sistema di “piazze digitali” che abbraccia tutta la città, con nove hot-spot installati tra Passo Corese (piazza della Libertà e piazza Salvo D’Acquisto), Borgo Quinzio (piazza S. Atanasio), Corese Terra (piazza S. Maria), Talocci (parco Fonte Pesole), Canneto (piazza Luigi Pacieri), Coltodino (piazzale della Macina), Prime Case (campo polivalente), Fara (piazza del Duomo).
«Considerato che internet è ormai un servizio fondamentale, uno strumento che usiamo nella vita quotidiana per mille scopi diversi, con questo progetto offriamo un servizio gratuito attivo già da oggi nei luoghi di aggregazione sociale della nostra città. Un investimento fatto con fondi comunali, che risponde alla chiara volontà politica di dare alla comunità un certo grado di innovazione tecnologica. Oggi Fara in Sabina è la piazza digitale più grande della provincia di Rieti». È quanto dichiara l’assessore Marco Marinangeli.
Seminari "Dalla costituzione alla gestione delle reti d'impresa"
La Camera di Commercio di Rieti e l’Azienda Speciale Centro Italia Rieti promuovono due seminari sul tema “Dalla costituzione alla gestione delle reti d’impresa”. Il corso accreditato dall’ordine degli avvocati e dei dottori commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Rieti, si svolgerà mercoledì 1 e giovedì 16 ottobre presso la sala conferenze della CCIAA in via Paolo Borsellino.
Il percorso formativo affronterà il tema del rafforzamento della collaborazione tra aziende in rete quale snodo strategico per la crescita e la competitività del sistema produttivo nazionale. In particolare, il contratto di rete, quale nuovo modello di aggregazione imprenditoriale e di sviluppo economico, consente alle aggregazioni tra imprese di instaurare una collaborazione strutturata e duratura attraverso la condivisione di costi e risorse, mantenendo nel contempo la propria autonomia ed individualità.
Adesione entro lunedì 29 settembre 2014 mail: azienda.rieti@ri.camcom.it o fax 0746 20.52.35
Ieri a Rieti e in Italia azione di protesta delle Forze di sicurezza
Il 23 settembre a Rieti come in tutte le province d’Italia si è svolta una forte azione di protesta e mobilitazione organizzata dalle organizzazioni sindacali delle Forze dell’Ordine che si riconoscono nella Consulta sicurezza- SAP per la Polizia di Stato, S.A.P.P.e per la Polizia Penitenziaria, S.A.P.A.F. per il Corpo Forestale dello Stato e CONAPO per i Vigili del Fuoco.
L’azione di protesta ha visto la contestuale indizione di Assemblee sul posto di lavoro dove numerosi appartenenti alle Forze dell’Ordine hanno partecipato astenendosi dal servizio dalle ore 11.00 alle ore 14.00 e dove sono state spiegate le ragioni della mobilitazione. In particolare le donne e gli uomini in divisa chiedono il rispetto della legge da parte del governo, lo sblocco del contratto di lavoro fermo da un quinquennio, la corresponsione degli assegni di funzione e degli scatti per avanzamenti e promozioni, poiché la categoria, già da anni in sofferenza, rischia pericolosamente di oltrepassare la soglia di povertà.
Oltre questo si chiede una razionalizzazione dell’intero Comparto, con l’unificazione delle sette forze di polizia (cinque nazionali e due locali) e l’accorpamento del dipartimento dei Vigili del Fuoco e Polizia in un unico dipartimento di Pubblica Sicurezza, anche al fine di una maggiore efficienza operativa e una decisa azione di risparmio in termini di uomini e risorse.
Lo spirito di servizio e la vocazione della professione all’aiuto alla cittadinanza, per evitare deleteri risvolti della protesta, sono stati ribaditi, impedendo qualsiasi disservizio e promuovendo una donazione straordinaria di sangue a favore di Associazioni benemerite come l’Avis di Amatrice (nella foto: Cristiano Capanna, Segretario provinciale aggiunto SAP, Luigi Mancini, Presidente AVIS Amatrice e Alessandro di Vittori, Consigliere provinciale SAP).
Sequestrati dalla Guardia di Finanza 29mila articoli contraffatti
Ennesima operazione di servizio effettuata dalla Guardia di Finanza di Rieti a contrasto delle violazioni alle leggi sul commercio, sul codice del consumo e sulla sicurezza dei prodotti. I militari della Brigata della Guardia di Finanza di Poggio Mirteto hanno portato a termine un’importante operazione di servizio a contrasto della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, nonché alla tutela del “made in Italy”.
Nell’ambito dell’intensificazione del controllo economico del territorio le Fiamme Gialle hanno individuato, presso un esercizio commerciale della bassa sabina, della merce posta in vendita risultata essere non in regola con le vigenti disposizioni legislative.
Prodotti per telefonia mobile, caricabatteria, calcolatrici, giocattoli e materiale di cancelleria privi degli standard di qualità e sicurezza dei prodotti. Tutta la merce, proveniente dalla Cina, è stata posta sotto sequestro mentre il legale rappresentante della ditta, il ventenne W.D. di origine cinese, è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per vendita di prodotti con segni mendaci e frode nell’esercizio del commercio.
Quanto rinvenuto nel corso dell’operazione, ammontante a circa 29 mila articoli commerciali, per un valore al dettaglio stimato in circa 40 mila euro, è stato sottoposto a sequestro penale ed amministrativo.
I prodotti privi di marcatura “CE” o con marcatura “CE” alterata non offrono, infatti, alcuna garanzia di sicurezza. I relativi rischi per l’ignaro consumatore possono essere rappresentati, ad esempio, dalle vernici utilizzate risultate essere spesso anche tossiche a seguito di ingestione, soprattutto da parte dei bambini.
Spesso il consumatore è tratto in inganno dalla simbologia utilizzata da alcuni importatori che, impropriamente, utilizzano falsi marchi “CE”. La marcatura CE di conformità, infatti, è costituita dalle iniziali “CE” secondo il simbolo grafico che segue:

Per verificare la marcatura CE è sufficiente girare la confezione e controllare se unendo virtualmente le lettere si formi un “8”.
Caratteristica fondamentale del marchio ai fini della conformità agli standard di sicurezza stabiliti dall’Unione Europea è che lo stesso sia stampato in modo chiaro e leggibile e, soprattutto, che sia indelebile. E’ vietato apporre sui giocattoli marchi o iscrizioni che possano essere confusi con il marchio CE.
Gli studenti del Magistrale ricevuti da Napolitano al Quirinale
Una grande occasione per la crescita umana e civile dei giovani della scuola italiana, quella offerta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel pomeriggio del 22 settembre a centinaia di studenti, riuniti insieme nel cortile del palazzo del Quirinale.
Una delegazione di alunni dell’Istituto Magistrale “Elena Principessa di Napoli”, insieme alle due insegnanti prof. Marina Montebello e Carla Langella, ha partecipato all’importante evento, cogliendo con piacere lo spirito di accoglienza e l’entusiasmo nei volti delle persone, nei colori e nei suoni che hanno caratterizzato le diverse e allegre esibizioni previste dal programma della giornata.
Le parole del Presidente Napolitano e del Ministro dell’istruzione Giannini sono state seguite con molta attenzione dagli intervenuti, parole ricche di speranza e gratitudine verso i giovani e coloro che contribuiscono alla loro educazione. Il ministro Giannini ha descritto gli insegnanti come “il più grande esercito europeo che lavora in pace”, una definizione originale che sintetizza molto della professione docente e il contributo della scuola allo sviluppo di una società giusta.
Sono stati ospiti d’eccezione importanti personaggi dello sport, della musica e della cultura in generale, tutti per dare il proprio sostegno ad una festa certamente riuscita e che gli alunni non dimenticheranno molto presto. Gli studenti partecipanti sono stati circa 3.000, individuati dalle singole scuole sulla base della loro apprezzata partecipazione a progetti di valore didattico.
Interessante la citazione di Albert Einsten che il Ministro ha rivolto agli studenti: “Ricordate sempre che la mente è come un paracadute: per funzionare deve essere aperta”. Un messaggio chiaro che gli alunni hanno colto con immediatezza e che rappresenta uno stile di vita, uno approccio e un modo di essere che ci auguriamo sia il più possibile diffuso.


